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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; CULTURA</title>
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		<title>Tutto esaurito per l&#8217;Avvocato in famiglia di Gianni Colajemma</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni sabato e domenica, presso il Teatro Barium, in via Pietro Colletta, si rinnova l’appuntamento con lo spettacolo più esilarante del momento, “Un avvocato in famiglia…ciò la laurea”.<span id="more-3380"></span> Dopo aver registrato il tutto esaurito durante le festività natalizie, continua la programmazione dello spettacolo, commedia in due atti, la cui regia è curata da Gianni Colajemma e la scenografia da Gianmarco Colajemma e che vede come protagonisti talentuosi attori quali, lo stesso Gianni Colajemma, Lucia Coppola, Gemma Magistro, Antonella Radicci, Sara Ragone e Filippo Donvito. La storia si svolge nello studio di un avvocato barese, Sistino Cappello Pompilio Eugenio Paolo (Gianni Colajemma) che vive in via Argiro, insieme alla bellissima moglie Luisa (Antonella Radicci), alla segretaria, soprannominata Titina o Titti (Lucia Coppola), come l’uccellino giallo che si vede nei “cartoni animali” e la donna di servizio, Sisina, detta anche Sissi (Gemma Magistro), come “alla principessa”. Tutto inizia con la strana malattia della moglie, che improvvisamente, non ricorda più chi sia suo marito, continuando a scambiarlo ora per il giardiniere ora per il macellaio. Divertenti le gag tra Titina e Sisina, le quali non nascondono la passione travolgente nei confronti dell’avvocato, che, dal canto suo, sembra non avere occhi che per sua moglie. Nel giorno del loro anniversario di nozze, Paolo decide di rivolgersi ad un bravo medico, per tentare di capire l’origine e la possibile cura della strana amnesia dell’amata moglie. Un uomo distinto il dottor Carlo Alberto Sportelli (Filippo Donvito), che stona un po’ con il modo di fare colorito e parecchio folkloristico della famiglia Sistino e che viene, improvvisamente, catapultato in una realtà così lontana dalla sua. Costretto dagli eventi a vivere per un intero giorno nella casa dell’avvocato, sulla cui scrivania fa bella mostra di sé la laurea in “avvocato di quelli buoni”, non un avvocato in “cicr e simind”, il dottor Sportelli riuscirà a portare alla guarigione la signora Luisa, ma sarà realmente tutto merito suo o dovrà avvalersi dell’aiuto di una misteriosa figura, quella della segretaria Sofia (Sara Ragone)? Siete tutti invitati a scoprirlo personalmente ogni fine settimana. Il sabato in un unico spettacolo alle ore 18.00 e la domenica in un doppio appuntamento, uno alle ore 18.00 e l’altro alle ore 21.00. Uno spettacolo in grado di regalare la possibilità di rivivere le proprie tradizioni e di sentire forte il senso di appartenenza ad una stessa realtà, perfettamente rappresentata dalla compagnia teatrale. Per gli amanti della cultura barese e per tutti coloro che desiderano concludere una settimana in allegria, non resta che partecipare al “più grande spettacolo del weekend” , una perfetta combinazione di momenti esilaranti e divertenti, ma anche di importanti spunti di riflessione sulla realtà barese.</p>
<p><strong>Nicole Cascione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bagno di folla per il Prof. Bad Trip a Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>San Salvario è addossato alla stazione di Torino Porta Nuova. Ex quartiere ghetto lentamente sta riscattando la sua vecchia identità grazie a tanti immigrati onesti, provenienti da ogni parte del mondo che stanno integrandosi con  studenti e precari di tutta Italia attirati in zona dai prezzi bassi degli affitti. Qui c&#8217;è la “Galo Art gallery”, uno spazio di due piani stretto tra un emporio cinese ed un negozio di roba militare. Quella di aprire uno spazio artistico qui è stata la scommessa di Galo, writer e street artist torinese della vecchia guardia.<span id="more-3318"></span> Una scommessa che sta vincendo. All&#8217; inaugurazione di ogni nuova mostra registra oltre 200 presenze e il marciapiede della galleria è traboccante di persone. L&#8217;ultima inaugurazione fatta il 17 Dicembre ha visto più che raddoppiata la presenza di gente accorsa per partecipare alla mostra del Prof. Bad Trip.</p>
<p>Gianluca Lerici è un nome poco conosciuto. Nasce a La Spezia nel 1963, e li muore nel 2006, a 43 anni. Il Prof. Bad Trip invece è una leggenda nel pulsante sottobosco dell&#8217;arte underground. Era il suo nome di battaglia, la sua doppia personalità. Nato e cresciuto nell&#8217;universo vitale delle fanzine punk e delle autoproduzioni il Prof. ha fatto conoscere la Shake edizioni ovunque in Italia, ha lavorato al fianco di designer di fama mondiale, ha illustrato per la Mondadori senza mai rinnegare il suo segno, senza mai tergiversare. La sua arte è stata apprezzata anche a Cipro con la collettiva del 2009 “Cipro Italia A/R. Architettura Arte Design” e in Trentino, nella prestigiosa Biennale Europea d&#8217;arte contemporanea “Manifesta 7”. Abbiamo incontrato per l&#8217;occasione Jena Filaccio, sua compagna di una vita, artista e scultrice una “aliena proprio come lui. Per questo quando ci siamo conosciuti all&#8217;Accademia di Carrara, dove studiavamo entrambi, abbiamo cominciato insieme un bellissimo viaggio durato 23 anni. Ci siamo trovati” racconta questa distinta signora esile ma che trasmette a pelle una energia molto forte.</p>
<p><strong>Era stimolante l&#8217;ambiente dell&#8217;Accademia?</strong><br />
“Si, all&#8217;epoca avevamo la possibilità di imparare tantissimo, poi c&#8217;è stato l&#8217;avvento del digitale e l&#8217;arte è diventata uno spingere bottoni facendo perdere la manualità agli artisti, che hanno smarrito la loro componente di artigiani impoverendo il processo creativo”.</p>
<p><strong>Invece il Prof. Era un grande artigiano oltre che un fumettista unico nel suo genere&#8230; </strong><br />
“Assolutamente. Serigrafava da solo tutti i suoi lavori, i disegni. Non si fermava mai. Era impossibile farlo smettere. Se non stava disegnando era li a pensare a cosa e come doveva realizzare. Sul serio, lui era un alieno, non era di questa Terra. Per questo è andato via così presto. In 20 anni ha concentrato 40 anni di produzioni artistiche”.<br />
Infatti guardando le opere in mostra ci si rende conto che non esistono superfici su cui non siano passati i suoi pennelli. Dipingeva su legno e ceramica, ha affrescato ovunque centri sociali storici come il Forte Prenestino a Roma, il Cox a Milano, locali a Carrara, a Feltri, a Scaletta, ha realizzato collage minuziosi che richiamano il lavoro dei dadaisti arricchito dalle inquietudini di un secolo alla fine.  Anche i fumetti che Bad Trip creava non erano tavole convenzionali, ma vere e proprie “psicostorie” come le definiva lui stesso. Raccontavano per aforismi stati d&#8217;animo,  fotografavano con anticipo una realtà allucinata ma solo apparentemente senza speranza.</p>
<p><strong>“Se fossi convinto che il futuro è tutta merda(&#8230;) non farei le cose per la Shake (…) che cerca di dare un attitudine “positiva” (ai lettori n.d.r.)” diceva in una intervista di alcuni anni fa. Lui ha insegnato in molte scuole, anche questo è stata la sua “attitudine positiva” nel guardare al futuro?</strong><br />
“Si, ha insegnato tantissimo. A La Spezia, a Milano. Diceva che non gli piaceva ma non era così. Gli alunni lo adoravano, e quando gli proposero dei corsi alla Naba di Milano lui ne fu molto contento. Purtroppo non ha potuto tenerli perchè morì poco dopo. Le proposte che gli venivano fatte però erano sempre per corsi brevi, che non arrivavano ad un anno di lezione. Le istituzioni lo hanno sempre ritenuto “pericoloso” perchè era un artista che non si faceva controllare che aveva una linea molto decisa. Ma era un professionista stimato ed aveva un pubblico molto vasto che andava dai giovani ad avvocati e alto borghesi”.</p>
<p><strong>Eppure la sua stessa città ha dovuto aspettare che morisse perchè una istituzione artistica importante come la CAMeC gli dedicasse uno spazio .</strong><br />
“La Spezia lo adorava, ma abbiamo dovuto raccogliere 5000 firme e depositarle presso il Centro d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea per convincerli ad esporre i lavori di Gianluca. Il solo nome “Bad Trip” terrorizzava le istituzioni, e questo anche in posti come Milano. Solo dopo le 5000 firme c&#8217;è stata la disponibilità della CAMeC ad allestire questa mostra, a Settembre 2009. Ma comunque non è stato progettato nulla di permanente. E forse è meglio così perchè poi si corre il rischio di impantanarsi in pastoie burocratiche, ricerche di fondi e roba del genere. Qualcosa di permanente potrebbe arrivare in futuro anche quando non ci sarò più io. C&#8217;è tempo per questo”.</p>
<p><strong>L&#8217;incubo ricorrente di Bad Trip erano i padroni e le guardie. E&#8217; riuscito a scamparli?</strong><br />
“La sua missione era lasciare un segno. Forte, inequivocabile, che facesse scuola. E sopratutto che fosse indipendente. Se scegli una strada così non c&#8217;è spazio per il padrone. E dalle guardie&#8230;bhè anche i problemi che volevano crearci alla fine si sono risolti per il meglio”. Poi mi osserva mentre mi godo la vista di una casa biomeccanica con tanto di occhi e bocca con denti digrignati fatta in mattoncini Lego. Sempre by Bad Trip, naturalmente. Quindi Jena mi sorride e mi dice “Indovina un pò cosa c&#8217;era negli sportellini di quella casetta ?!”.</p>
<p>Ci facciamo una risata insieme.<br />
Nonostante le temperature ghiacciate scese dalle Alpi i torinesi sfidano il freddo ed affollano la “Galo art gallery” a tal punto che in breve non ci si può più muovere e le opere sono circondate da persone addossate le une alle altre. Sembra proprio di sentire la profezia del Prof. aleggiare nell&#8217;aria: “Ogni artista pop-underground, ognuno nel suo piccolo, anche chi non ha mai avuto alcun successo commerciale, nè in vita nè postumo, come un&#8217;amanita muscaria, rilascia con la propria opera spore culturali pronte a svilupparsi ad anni o chilometri di distanza (…) in una rivoluzione fredda che nessuno Stato, nessun potere militare, religioso, culturale, politico o finanziario può fermare”.</p>
<p><strong>phAntom reporter </strong></p>

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			<a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/gallery/prof-bad-trip/Galo e Sacha, loro il merito di aver portato a Torino il Prof. Bad Trip.jpg" title="Galo e Sacha, loro il merito di aver portato a Torino il Prof. Bad Trip" class="shutterset_set_6" >
								<img title="Galo e Sacha, loro il merito di aver portato a Torino il Prof. Bad Trip" alt="Galo e Sacha, loro il merito di aver portato a Torino il Prof. Bad Trip" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/gallery/prof-bad-trip/thumbs/thumbs_Galo e Sacha, loro il merito di aver portato a Torino il Prof. Bad Trip.jpg" width="100" height="75" />
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<p>&nbsp;</p>
<p>Link utili:<br />
Il sito della “Galo art gallery”:  <a title="GaloArtGallery" href="http://www.galoartgallery.com/">http://www.galoartgallery.com/</a></p>
<p>Una intervista esplicativa al prof. Bad trip:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/FcrI8mUyg6I?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Promo di un progetto video di prossima uscita dedicato al Prof.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/E5SnOgxKw4w?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Erica Mou, portiamola Oltre, fino a Sanremo</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta potremmo essere noi a portarla &#8221;Oltre&#8221;. Cosi&#8217; lontano da arrivare sul palco dell&#8217;Ariston. E se la pigrizia vi frena fino al punto da non poter andare su facebook e cliccare per Erica Mou, potreste farlo almeno per la prima giovane cantante che &#8221;vuole invecchiare&#8221;. Certo, &#8221;senza fretta&#8221; e restandosene comodamente a &#8221;mollo nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta potremmo essere noi a portarla &#8221;Oltre&#8221;. Cosi&#8217; lontano da arrivare sul palco dell&#8217;Ariston. E se la pigrizia vi frena fino al punto da non poter andare su facebook e cliccare per Erica Mou, potreste farlo almeno per la prima giovane cantante che &#8221;vuole invecchiare&#8221;.<span id="more-3297"></span></p>
<p>Certo, &#8221;senza fretta&#8221; e restandosene comodamente a &#8221;mollo nella vasca da bagno della vita&#8221;. Ma che almeno guarda all&#8217;incanutimento naturale come a una conquista.</p>
<p>Erica Mou, nata a Bisceglie pochi anni fa, e&#8217; la giovane promessa del cantuautorato italiano. Un mondo in cui non ci vuole molto a capire se vali davvero. Del resto, una canzone scritta per se stessi non calza a tutti gli altri. E quindi, piuttosto che rimpiangere il fatto che &#8221;sta bene al manichino e non a me&#8221;, meglio lasciarla all&#8217;ugola del suo atutore. Soprattutto se questi si ingenga anche sul pentagramma e da&#8217; vita a suoni, musiche e melodie particolari come quelle create da Erica, scoperta da Red Ronnie e valorizzata da Caterina Caselli.</p>
<p>Occhi da orsacchiotta, voce che a tratti ricorda l&#8217;Opera, e interrogativi esistenziali, Erica Mou potrebbe cantare al prossimo festival di Sanremo, e la curiosita&#8217; di sentire cosa portera&#8217; nel tempio della canzone italiana e&#8217; gia&#8217; grande. Tuttavia il percorso che porta fino a lì  non e&#8217; ne&#8217; breve ne&#8217; facile. E per questo Erica ci ha chiesto una mano. Cosa possiamo fare?</p>
<p>Ecco qui la risposta, in una mail di Erica Mou:<br />
Ciao a tutti. Ho presentato una canzone al Festival di Sanremo. Si chiama &#8220;Nella vasca da bagno del tempo&#8221;.<br />
La selezione per arrivare sul palco dell&#8217;Ariston sarà molto lunga e comincia da oggi con una votazione online molto importante: HO BISOGNO DI TUTTI VOI!<br />
Per votare basta registrarsi inserendo la propria email sulla pagina facebook di SanremoSocial:<br />
<a href="https://www.facebook.com/SanremoSocial?sk=app_249204351810575 " target="_blank">https://www.facebook.com/SanremoSocial?sk=app_249204351810575</a></p>
<p>Dopo essersi registrati si riceve una email di conferma per votare.(Attenzione, l&#8217;email di conferma potrebbe finire nello spam!). Poi basta aprire il video della mia canzone e clickare &#8220;Vota&#8221;! SI PUO&#8217; VOTARE UNA VOLTA AL GIORNO FINO ALL&#8217;8 GENNAIO!<br />
PASSATE PAROLA A TUTTI I VOSTRI AMICI!!</p>
<p>Spero con tutto il cuore che il mio brano vi piaccia! Ci ho lavorato tanto e non vedevo l&#8217;ora di farvelo sentire.<br />
Grazie di cuore per il supporto e il calore che sempre mi regalate,<br />
abbracci e baci sotto il vischio<br />
Erica</p>
<p>A noi andava di aiutarla, ora a sta a voi fare il resto.</p>
<p>La Redazione</p>
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		<title>E&#8217; pugliese il primo Homo Sapiens, ritrovati resti in Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nato in Puglia il più antico &#8216;uomo moderno&#8217;: per la precisione il primo Homo Sapiens europeo è salentino. I suoi resti, due denti da latte, sono stati infatti trovati nella Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo, in Salento. La scoperta non è il ritrovamento in sè, avvenuto nel 1964, ma il risultato rivluzionario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato in Puglia il più antico &#8216;uomo moderno&#8217;: per la precisione il primo Homo Sapiens europeo è salentino. I suoi resti, due denti da latte, sono stati infatti trovati nella Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo, in Salento.<span id="more-3242"></span><br />
La scoperta non è il ritrovamento in sè, avvenuto nel 1964, ma il risultato rivluzionario dell&#8217;analisi dei reperti da parte dell&#8217;unità Radiocarbonio di Oxford.</p>
<p>Inizialmente, infatti, si pensava che i resti appartenessero all&#8217;Uomo di Neanderthal, una specie che ha abitato il Vecchio Continente tra 130 mila e 30 mila anni fa. Mentre oggi arriva la conferma che i denti ritrovati in Puglia appartengono indiscutibilmente alla specie umana e hanno tra 43 e 45mila anni.</p>
<p>Per adesso, quindi, sono italiani i fossili di Homo sapiens più antichi d&#8217;Europa.</p>
<p>A certificarlo sono stati due gruppi di ricercatori guidati rispettivamente da Thomas Higham dell&#8217; Università di Oxford e da Stefano Benazzi dell&#8217; Università di Vienna.</p>
<p>La scoperta, dunque, anticipa di circa 15mila anni l&#8217;arrivo in Europa del Sapiens la cui partenza dall&#8217;Africa si credeva fosse avvenuta 60mila anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caro Santoro, la libertà d&#8217;informazione non ha prezzo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 18:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Michele Santoro, non avrai i miei dieci euro. Sono un tuo collega, certo con meno esperiena di te, e sono rimasto davvero esterrefatto quando oggi ti ho visto in tv, su rai tre, chiedere dieci euro a ogni italiano voglioso di aiutarti a difendere la libertà d&#8217;informazione. Per me, la libertà d&#8217;informazione un giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Michele Santoro, non avrai i miei dieci euro. Sono un tuo collega, certo con meno esperiena di te, e sono rimasto davvero esterrefatto quando oggi ti ho visto in tv, su rai tre, chiedere dieci euro a ogni italiano voglioso di aiutarti a difendere la libertà d&#8217;informazione. <span id="more-3178"></span></p>
<p>Per me, la libertà d&#8217;informazione un giornalista non deve elemosinarla, deve solo proteggerla. Invece tu, autore spesso di preziose pagine del nostro giornalismo, questa volta non mi hai dato una bella lezione. Perché vedi, come me, in Italia, ci sono decine di migliaia di giornalisti precari che lavorano sodo, difendono la propria libertà e quindi quella della stampa che rappresentano, ricevendo in cambio anche solo 5 euro lordi per ogni articolo scritto.</p>
<p>E invece tu, che hai ricevuto ben 2,3 milioni di euro di liquidazione dal servizio pubblico che anche noi paghiamo, chiedi dieci euro a me che sono quotidianamente sfruttato da editori senza scrupoli. E pensa che, ma lo saprai benissimo, ci sono contratti che permettono loro di farlo.</p>
<p>E&#8217; vero, un giornalista povero rischia anche di non essere libero perché può essere più facilmente ricattabile e, perche&#8217; no, corruttibile. E&#8217; altrettanto vero, pero&#8217;, che un giornalista povero può lottare meglio contro il potere che lo affama. Lo fanno tutti i giorni le decine di migliaia di precari che lottano contro i direttori delle diverse testate per le quali lavorano, contemporaneamente, rischiando anche di perdere quei pochi spiccioli che guadagnano: tanti sacrifici, ai quali sottopongono anche le loro famiglie, solo per difendere il proprio diritto di cronaca e garantire ai cittadini quel servizio pubblico che si chiama informazione puntuale.</p>
<p>In molti di noi, per farlo, aprono anche blog indipendenti in cui dicono quello che sanno. Esponendosi con le proprie scarse risorse al rischio di querele e affrontando a volte le spese legali per risarcire presunti danni. Nessuno di noi, però, è mai andato in tivù a chiedere soldi agli italiani, pur non avendo tutti i soldi che hai tu.</p>
<p>Pensa, caro Santoro, che un tuo collega di Ceglie Messapica, in provincia di Brinsidisi, un giornalista 41enne, qualche mese fa si è tolto la vita perche&#8217;, dopo tanti anni di precariato, ha perso ogni speranza di un futuro migliore.</p>
<p>Caro Santoro, sono stato sul tuo sito, proprio su quello dove ci sono, oltre alle coordinate bancarie dove inviare il nostro &#8216;contributo&#8217; alla libertà di stampa, alcune interviste sempre alla stessa ragazza che racconta come sono le feste a casa del premier. Diciamoci la verità, ma chi se ne frega.</p>
<p>Per carita&#8217;, trovo sacrosanto raccontare agli italiani il vero volto del presidente del Consiglio, ma non puntare tutto anche tu sulle storie di aitanti fanciulle la cui attendibilità è avallata solo dal fatto che le intervista una tua collaboratrice.</p>
<p>Caro Santoro, mi auguro tu possa continuare a insegnare a noi giovani giornalisti come si fa a difendere la libertà d&#8217;informazione. Ma ti prego, non chiedre più denaro in nome di quello per cui  tanti tuoi colleghi fanno i salti mortali per campare: l&#8217;amore per il giornalismo. Sono convinto che ce la farai lo stesso.</p>
<p>Con stima e affetto</p>
<p>Un soldato semplice di un esercito di giornalisti precari</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scalfari a Bari, &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l&#8217;ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria&#8221;. La citazione è tratta da &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;, l&#8217;utima fatica del fondatore del quotidianl La Repubblica, il giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l&#8217;ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria&#8221;. <span id="more-3142"></span></p>
<p>La citazione è tratta da &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;, l&#8217;utima fatica del fondatore del quotidianl La Repubblica, il giornalista Eugenio Scalfari. Un libro che lui stesso ha definito &#8221;una ricerca sugli istinti che in ognuno di noi si annidano sul fondo di quel vulcano la cui bocca e&#8217; pesidiata da Eros&#8221;. E per parlare del suo libro Scalfari ha scelto il teatro Petruzzelli di Bari. &#8221;Una citta&#8217; &#8211; ha sottolineato &#8211; con cui mi pare ci sia una evidente affinita&#8217;: ero molto preoccupato perche&#8217; e&#8217; difficile riempire un teatro cosi&#8217; grande, ma la vostra numerosa presenza mi fa sentire come in famiglia&#8221;. E sara&#8217; forse l&#8217;istinto a muovere centinaia di persone ogni qualvolta il &#8216;maestro&#8217; del giornalismo presenta un suo lavoro nel capoluogo pugliese ma anche l&#8217;anno scorso, quando a Bari Scalfari presento&#8217; &#8216;Per l&#8217;alto mare aperto&#8217;, al teatro Piccinni si registro&#8217; il tutto esaurito.</p>
<p>Un sentimento (definito da Scalfari un &#8221;istinto filtrato dalla razionalita&#8221;&#8217;) che si rintraccia in uno dei tre tipi  in cui l&#8217;autore suddivide l&#8217;amore nel libro: amore per noi stessi, per un altro (il nostro partner), per molti altri. &#8221;Quello di base &#8211; spiega &#8211; e&#8217; l&#8217;amore per se&#8217;: un sentimento che ci permette di sopravvivere e che si realizza dentro una soglia fisiologica di egoismo. Poi &#8211; aggiunge &#8211; c&#8217;e&#8217; l&#8217;amore per gli altri, quello che tutela la specie umana e che, ad esempio, ci fa lanciare d&#8217;istinto in un fiume per salvare un bambino che annega&#8221;. Sul &#8221;confronto tra questi due sottoistinti &#8211; precisa Scalfari &#8211; si muove tutto il racconto della nostra vita&#8221;. Una vita caratterizzata e animata dal desiderio: &#8221;la nostra e&#8217; una specie desiderante &#8211; ricorda Scalfari &#8211; l&#8217;uomo ha &#8216;desiderio per il desiderio&#8217; che non si esaurisce mai e che permette all&#8217;uomo di evolversi, di non essere mai ripetitivo e di trascendersi&#8221;. Un desiderio che puo&#8217; certo essere &#8221;di potere o di sesso&#8221;, ma che non hanno &#8221;nulla a che fare con bunga bunga&#8221;. Perche&#8217; su una cosa non ha dubbi Scalfari e lo dimostra quando gli si chiede, provocatoriamente, se sia l&#8217;Eros a scuotere l&#8217;anima del premier&#8217;: &#8221;Niente affatto &#8211; risponde  &#8211; quello e&#8217; tutto un altro discorso&#8221;.</p>
<p>E sullo stato d&#8217;animo del premier azzarda una ipotesi: &#8221;Dipende dai caratteri &#8211; dice &#8211; il potere di solito rattrista ma a volte rende felici. In questo caso la tendenza, per quel tanto che conosco la persona, e&#8217; all&#8217;euforia. Ma i fatti e le circostanze che lo circondano, e che in parte ha provocato lui stesso, dovrebbero indurre alla tristezza. Io non sto nella sua testa e quindi non posso saperlo. Direi che, oggettivamente, dovrebbe essere piuttosto triste&#8221;.</p>
<p>Parlando poi dell&#8217;attuale situazione economica e politica che sta vivendo il Paese, Scalfari spiega: &#8221;E&#8217; molto preoccupante quello che sta accadendo non solo in Italia&#8221; ma anche &#8221;in Europa e in tutto l&#8217;Occidente&#8221;. E &#8221;la tristezza a me viene &#8211; ha precisato &#8211; quando penso che, fino a qualche tempo fa, una larga parte, probabilmente la maggioranza di questo Paese, ha sostenuto, votato e rivotato questo assetto del potere politico italiano&#8221;. &#8221;Questo da&#8217; tristezza &#8211; ha concluso &#8211; perche&#8217; in qualunque paese normale un assetto di questo genere sarebbe stato possibile, forse, per qualche mese e non oltre&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La casa di Carmelo Bene non si tocca</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 19:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contro la vendita all&#8217;asta della casa di famiglia di Carmelo bene a Santa Cesare Terme, nel Salento, dove l&#8217;artista scrisse le poesie giovanili e tra le altre opere, Nostra signora dei Turchi, un gruppo di artisti e amici ha organizzato manifestazioni e sit-in per il 15 e il 16 luglio prossimi. La casa, dove vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contro la vendita all&#8217;asta della casa di famiglia di Carmelo bene a Santa Cesare Terme, nel Salento, dove l&#8217;artista scrisse le poesie giovanili e tra le altre opere, Nostra signora dei Turchi, un gruppo di artisti e amici ha organizzato manifestazioni e sit-in per il 15 e il 16 luglio prossimi.<span id="more-3018"></span></p>
<p>La casa, dove vive ancora la sorella di Bene, Maria Luisa, è stata sottoposta a vendita giudiziaria per soddisfare alcuni creditori. Una prima parte, due stanze al primo piano che si affacciano sull&#8217;Adriatico e in cui viveva Bene, è già stata venduta, mentre la seconda, dove vive Maria Luisa, andrà all&#8217;asta il prossimo ottobre. Contro questa eventualità si sono mobilitati artisti e amici con un sit in e una raccolta firme volta a contrastare la vendita dell&#8217;appartamento che rappresenta un vero e proprio &#8220;museo di Carmelo Bene, custodito dalla sorella Maria Luisa che &#8211; dicono &#8211; a 73 anni e dopo aver dedicato la vita alla difesa dell&#8217;opera del fratello non reggerebbe la notizia di un eventuale sfratto&#8221;. &#8220;Si cerca l&#8217;attenzione, dei personaggi della cultura &#8211; affermano in una nota l&#8217;attore Simone Franco e il pittore Orodè Deoro &#8211; delle associazioni, delle istituzioni, dello Stato per preservare quella che è una fonte di ricchezza e memoria del territorio. Non si riesce a capire perché vien fatto sempre lo stesso errore: si smembra il migliore! Che fine faranno le carte, le fotografie, i premi, i disegni, le mura di questa casa se viene tolta a Maria Luisa Bene?&#8221;. &#8220;Perché non conservare con amore nel territorio la casa paterna di un genio? Perché &#8211; concludono &#8211; fare sempre finta di niente? Quand&#8217;è che questo territorio sarà finalmente degno delle sue grandi voci?&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Acqua in testa fa il tris di Bordello</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 14:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carica, energia, divertimento. Chi se non Eugene Hutz e i suoi Gogol Bordello potevano soddisfare le aspettative di un pubblico assetato di emozioni. La serata conclusiva dell’«Acqua in testa» ha portato in scena oltre due ore di concerto della band più world del momento (con i suoi dieci elementi provenienti da ogni angolo del globo), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carica, energia, divertimento. Chi se non Eugene Hutz e i suoi Gogol Bordello potevano soddisfare le aspettative di un pubblico assetato di emozioni. La serata conclusiva dell’«Acqua in testa» ha portato in scena oltre due ore di concerto della band più world del momento (con i suoi dieci elementi provenienti da ogni angolo del globo), che, senza costringere il pubblico a lunghe invocazioni, concede non un bis, ma un tris di esecuzioni dal vivo, tra violino, fisarmonica, basso, chitarre e percussioni, tra folk e hardcore.<span id="more-3005"></span></p>
<p>Divinità del gipsy rock, con un leader molto richiesto anche dai set cinematografici, i Gogol Bordello interpretano sul palco, al contrario, la parte degli anti-divi e non lesinano al pubblico una dose spropositata di calore umano oltre che i migliori brani della loro discografia, da «Not a crime» a «Alchool», da «Start wearing purple» a «Wonderlust King». E, finito il concerto, alcuni componenti della band si mischiano nel pubblico e ingaggiano pure danze romantiche col gentil sesso durante l’ammaliante dj set finale dei salentini Insitesi e Mascarimirì. Una serata iniziata con i migliori auspici, dato che Camillorè e Folkabbestia, le migliori band del panorama folk d’autore barese, hanno anticipato la line-up internazionale.</p>
<p>Anche loro, le band locali, si sono fatte valere davanti a un pubblico importante, per numeri ed entusiasmo.<br />
Così i classici dei Folka, come «Tammuriata a mare nero» e «La festa di Gigin» hanno immediatamente preceduto la performance dei Gogolo Bordello. Il risultato: un tripudio di divertimento. All’uscita tanti i sorrisi di soddisfazione dei fan.</p>
<p><strong>Fabrizio Sereno</strong><br />
<span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NxVXwchkPI8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/NxVXwchkPI8"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>Vendola: &#8220;Cultura omofobica anche a Sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 11:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca. &#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca.<span id="more-2981"></span></p>
<p>&#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della Regione Puglia &#8211; e le forme più pacchiane e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità etero, nella sua versione più maschilista, più machista e anche più greve, sfilano anche nei palazzi del potere tutti i giorni dell&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>Per Vendola l&#8217;omofobia non appartiene soltanto alla cultura di destra, ma anche a quella di sinistra,&#8221;che rappresenta l&#8217;omosessualità come una devianza piccolo-borghese&#8221;. E la Chiesa come si pone in tutto questo? &#8220;Il fatto che sia governata da una casta sacerdotale maschile impedisce un confronto più capace di accoglienza&#8221;.</p>
<p>E su qual é la manifestazione di omofobia ai suoi danni che gli ha fatto più male, risponde: &#8220;Il ciclico tentativo di assimilare l&#8217;omosessualità alla pedofilia che periodicamente produce, nei protagonisti della macchina del fango, delle autentiche scariche d&#8217;adrenalina&#8221;. Vendola ricorda infine il suo discorso al World Gay Pride del 2000 e racconta a GQ: &#8220;Una delle cose più belle che mi siano accadute è quando, nel 2000, durante il World Gay Pride ho ricevuto una telefonata da mia madre. Aveva sentito alla radio il mio discorso e mi confidava che sia lei sia mio padre erano molto orgogliosi di me; papà aveva anche detto che forse avrebbero dovuto chiedermi scusa. Non ho mai pianto tanto in vita mia&#8221;.</p>
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		<title>Come si vive in Puglia?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. <span id="more-2966"></span></p>
<p>Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica del nostro Paese, la maggioranza degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatta&#8221;. Su una scala da uno a dieci, la valutazione media che i 1.068 pugliesi hanno dato alla propria qualità della vita è di 6,5. Un punteggio che sale a 6,8 per la fascia di età compresa fra 18 e 33 anni; e a 6,07 per gli ultracinquantenni. Per quanto riguarda l&#8217;occupazione, i più soddisfatti sono i professionisti-dirigenti che danno 6,88 alla propria qualità della vita, mentre i pensionati solo 5,80. Seguono, per grado di insoddisfazione, i disoccupati con 6,11 e i lavoratori autonomi con 6,37. In generale, la percezione della qualità della vita é migliore quanto più alto è il livelo scolastico.</p>
<p>Valutando la percezione della sicurezza, i pugliesi si sentono &#8220;abbastanza sicuri&#8221; in tutta la regione. Mentre a Lecce, Barletta e Trani si sentono &#8220;più tranquilli&#8221;. Al contrario, la percezione della sicurezza comincia a calare ad Andria, Brindisi e Taranto, con Bari e Foggia in fondo alla classifica. Comunque, il 73% degli intervistati non ha mai subito una aggressione. Quanto al livello di pulizia, secondo i cittadini le più pulite sono Trani e Lecce seguite da Barletta. Andria si posiziona in un livello &#8220;medio&#8221; di pulizia insieme a Brindisi. &#8220;Fanalini di coda&#8221; sono Bari, Foggia e Taranto. Premiate dai pugliesi Lecce, Barletta e Trani sulla raccolta differenziata. Valutazione medio-bassa per Foggia, medio-alta per Brindisi. &#8220;Bocciate&#8221; Taranto, Andria e Bari. Sono &#8220;arrabbiati&#8221; per mancanza di parcheggi i baresi, gli andriesi e i barlettani; i &#8220;più felici&#8221; sono i foggiani.</p>
<p>Secondo gli intervistati, a dare maggiori opportunità per il tempo libero sono, in ordine decrescente, Foggia, Trani, Taranto, Lecce, Brindisi, Bari, Andria e Barletta. Ma tutte le città sono state &#8220;bocciate&#8221; per la scarsa presenza di biblioteche. Sul rapporto tra qualità della vita e ambiente, la classifica è questa: Trani, Lecce, Barletta, Brindisi, Andria, Foggia, Bari e Taranto. Sui servizi alla persona, quindi sulla presenza di banche, uffici postali e farmacie nei quartieri, al primo posto c&#8217;é Andria, seguita da Lecce, Barletta, Brindisi, Bari, Taranto, Trani e Foggia.</p>
<p>Rispondendo a domande sulla propria vita privata, il 45,9% dei pugliesi rivela che nell&#8217;ultimo mese non è mai andato al cinema, al teatro o in discoteca, mentre il 31,5% ci è andato una volta sola. Il 70,6% degli intervistati nell&#8217;ultimo mese non é mai andato a mostre, musei o incontri culturali; solo il 22% dichiara di farlo una volta al mese e il 6% una volta a settimana. Non svolge attività di volontariato il 71% del campione in esame, mentre solo il 6,4% è impegnato regolarmente in attività di solidarietà. Il 60% non fa mai sport, il 12% lo pratica regolarmente e quasi il 30% sostiene di essere impegnato regolarmente in attività sportive. Secondo l&#8217;indagine, &#8220;i pugliesi sono mangioni&#8221;: solo il 17% di essi nell&#8217;ultimo mese non è mai andato in pizzeria, mentre il 25,6% ci va una volta al mese, il 41,6% almeno una volta a settimana. A questi si aggiunge un 16% che ci va anche più volte in una settimana. Per quanto riguarda gli spostamenti, il 53% dei pugliesi preferisce usare l&#8217;auto o in alternativa (il 26%) andare a piedi. Solo il 10% usa il trasporto pubblico (autobus o treno), mentre il 9,3% usa la moto e solo lo 0,4% si muove in bici.</p>
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		<title>Tpp: Carmelo Grassi annuncia dimissioni</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 21:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la denuncia degli artisti esclusi dallo stage con il regista lituano Nekrosius, un caso che inizialmente solo L&#8217;Alternativa ha avuto il coraggio di pubblicare, il presidente del Teatro pubblico pugliese (Tpp), Carmelo Grassi, ha annunciato che &#8220;come responsabile oggettivo e non certo soggettivo, metterà a disposizione il suo mandato nella prossima Assemblea dei soci&#8221;.<span id="more-2918"></span></p>
<p>Per Grassi, è solo l&#8217;assemblea dei soci, &#8221;avendomi eletto Presidente, l&#8217;unica competente &#8211; afferma &#8211; a valutare eventuali mie dirette responsabilità, non certo un singolo Comune né tantomeno giornalisti evidentemente di parte&#8221;.  La decisione, come ricordato, fa seguito alla polemica nata per i criteri adottati nella scelta dei 30 tra attori e registi pugliesi che hanno partecipato al workshop che il regista lituano Eimuntas Nekrosius ha tenuto a Bari, dal 2 all&#8217;11 maggio scorsi (<a href="http://www.lalternativa.it/saltano-le-audizioni-col-regista-nekrosius-monta-la-protesta-degli-attori-pugliesi-e-tutto-pilotato-dalla-politica/" target="_blank">Approfondisci</a>).</p>
<p>&#8220;Nel merito della polemica, non voglio comunque sminuire l&#8217;importanza &#8211; sottolinea Grassi &#8211; delle eventuali leggerezze commesse nell&#8217;applicazione dell&#8217;avviso pubblico e che saranno valutate nelle sedi opportune. Ma vorrei comunque evidenziare che lo stesso avviso pubblico era nato per il consolidamento della rete regionale delle residenze delle realtà produttive pugliesi, delle eccellenze registiche, drammaturgiche ed attoriali per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale del settore. Tutte queste condizioni sono state assolutamente rispettate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vorrei evidenziare &#8211; continua Grassi &#8211; che la polemica in atto va ben oltre il fatto contingente. Polemica che probabilmente vede il Tpp come bersaglio mediatico da colpire, forse perché fa ombra, con tutta l&#8217;attività compiuta in questi anni, a qualche altro soggetto&#8221;. Il Teatro pubblico pugliese è diventato &#8211; ricorda Grassi &#8211; negli ultimi dieci anni &#8220;il modello per i circuiti teatrali di distribuzione italiani e un riferimento per le procedure attivate a livello europeo&#8221;.</p>
<p>&#8220;In Puglia abbiamo attivato un sistema che ha consentito alle imprese teatrali &#8211; continua &#8211; di dare lavoro a centinaia di giovani facendo crescere anche a livello qualitativo la produzione pugliese e aiutando gli enti locali ad attivare maggiormente e meglio le strutture teatrali di proprietà ed in uso. Siamo riusciti a far crescere il pubblico teatrale pugliese tanto da meritare il Biglietto d&#8217;Oro Agis mai ottenuto in Puglia in passato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutto questo attivismo, probabilmente, ha infastidito i soggetti che preferiscono un sistema &#8216;bloccato&#8217; &#8211; continua Grassi &#8211; nel quale poter primeggiare più facilmente, senza alcun tipo di confronto, senza creare reti virtuose di imprese e di soggetti, senza operare nel senso della crescita e dello sviluppo&#8221;. Oltre le dimissioni di Grassi &#8211; conclude la nota &#8211; &#8220;nella prossima settimana il Consiglio d&#8217; amministrazione, che aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda, riceverà anche le dimissioni del direttore del Teatro Pubblico Pugliese, Nicola Mongelli, in qualità di responsabile degli uffici e delle procedure&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Venti somali, comparse de &#8216;Il sole dentro&#8217;, non ancora pagati</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 14:24:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una ventina di cittadini somali, tutti appartenenti a un&#8217;unica comunità, ieri hanno protestato davanti alla sede della Oz film produzioni cinematografiche, a Bari, lamentando il mancato pagamento delle giornate di lavoro. Si tratta infatti di comparse scelte per la realizzazione del film &#8220;Il sole dentro&#8221;, le cui riprese sono in corso nel villaggio turistico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ventina di cittadini somali, tutti appartenenti a un&#8217;unica comunità, ieri hanno protestato davanti alla sede della Oz film produzioni cinematografiche, a Bari, lamentando il mancato pagamento delle giornate di lavoro. Si tratta infatti di comparse scelte per la realizzazione del film &#8220;Il sole dentro&#8221;, le cui riprese sono in corso nel villaggio turistico di Baia San Giorgio (Bari).<span id="more-2913"></span></p>
<p>Tanto per cambiare, alcuni condomini, spaventati dalla protesta dei somali, hanno chiamato il 112. L&#8217;intervento dei militari, insieme con quello del producer della Oz film, hanno calmato gli animi rassicurando gli immigrati riguardo al pagamento. &#8220;C&#8217;é stato un fraintendimento con le comparse &#8211; spiega Francesco Lopez della Oz film &#8211; e la piccola comunità somala ha equivocato la data del pagamento, che viene fatto in modo scaglionato e per singola persona, rifacendosi nei confronti della Oz film che è una società di scouting che si è solo occupata del casting&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il sole dentro&#8221;, diretto da Paolo Bianchini, ha come protagonisti principali Angela Finocchiaro e Diego Bianchi. E&#8217; un film prodotto da Alveare Cinema, in collaborazione con Rai cinema e Apulia film commission, patrocinato dal ministero dell&#8217;Interno, dall&#8217;Unicef, dalla Figc, dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio e racconta la storia del lungo viaggio di due adolescenti della Guinea, Yaguine e Fodé, che hanno indirizzato una lettera a nome di tutti i bambini e i ragazzi africani &#8220;Alle loro Eccellenze i membri e responsabili dell&#8217;Europa&#8221;.</p>
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		<title>Manca poco alla Maturità, tra notti in bianco e pronostici</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 11:31:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Accantonate le valanghe di sondaggi, statistiche e pronostici, la Maturità 2011 entra finalmente nel vivo. Ancora qualche notte in bianco per ripassare le materie più ostili e poì, mercoledì 22 giugno, si parte con la prima prova scritta: il tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi con il consueto ventaglio di scelte. Gli studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accantonate le valanghe di sondaggi, statistiche e pronostici, la Maturità 2011 entra finalmente nel vivo. Ancora qualche notte in bianco per ripassare le materie più ostili e poì, mercoledì 22 giugno, si parte con la prima prova scritta: il tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi con il consueto ventaglio di scelte.<span id="more-2906"></span></p>
<p>Gli studenti potranno scegliere tra l&#8217;analisi di un testo letterario, la produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale nei diversi ambiti storico-politico, socio-economico, artistico-letterario e tecnico-scientifico; oppure il tema di argomento storico o di attualità. Il giorno successivo, 23 giugno, toccherà alla seconda prova scritta (latino al classico, matematica allo<br />
scientifico, lingua straniera al linguistico) e lunedì 27 giugno, dopo la pausa del week end (un ripristino della tradizione assai apprezzato dai ragazzi dopo che l&#8217;anno scorso era stato seguito un calendario inedito prevedendo prove quasi consecutive) si chiuderà il tris di scritti con il cosiddetto quizzone.</p>
<p>La quarta prova scritta, martedì 28 giugno, è prevista soltanto nei licei e istituti tecnici che accolgono il progetto sperimentale Esabac (la doppia maturità italiana e francese quest&#8217;anno al debutto), nei licei con sezioni a opzione internazionale spagnola e tedesca, nei licei classici europei e in alcuni indirizzi linguistici. La tipologia delle prove per quest&#8217;anno resta la stessa, ma dall&#8217;anno prossimo, come annunciato dal ministro Gelmini, il test Invalsi, già introdotto per l&#8217;esame di terza media, arriverà pure alla maturità. Anche quest&#8217;anno sono stati ammessi all&#8217;esame gli alunni delle scuole statali e paritarie che nello scrutinio finale hanno ottenuto una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina, comportamento incluso.</p>
<p>Altro requisito per il via libera all&#8217;esame la frequenza di almeno tre quarti dell&#8217;orario annuale. Come negli anni scorsi sosterranno l&#8217;esame anche i cosiddetti &#8220;ottisti&#8221;, gli studenti che per merito &#8220;saltano&#8221; un anno: sono stati ammessi gli studenti iscritti alle penultime classi che nello scrutinio finale (anno scolastico 2010/2011) per la promozione all&#8217;ultima classe hanno riportato non meno di otto decimi in ciascuna disciplina e non meno di otto decimi nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti (le votazioni non si riferiscono all&#8217;insegnamento della religione cattolica).</p>
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		<title>A scuola di musica col batterista dei Goblin</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 14:51:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiamerà &#8216;Scuola sul mare&#8217; l&#8217;accademia musicale che lo storico  batterista catanese Agostino Marangolo, che è stato componente del  gruppo &#8216;Goblin&#8217;, aprirà dal prossimo ottobre a Trani. Marangolo ha  scelto la Puglia, a cui è legato da molto tempo, perché oltre a essere  terra di &#8220;bellezze paesaggistiche, di storia, di arte&#8221;, oggi presenta anche un &#8220;fermento incredibile nel campo culturale e musicale&#8221;.<span id="more-2887"></span></p>
<p>E sono soprattutto i giovani pugliesi a calamitare l&#8217;attenzione  dell&#8217;artista perché &#8220;puntano molto sulla creatività, sull&#8217;innovazione e  sulla qualità, in tutti i settori e anche in quello artistico&#8221;. Ed è  anche la posizione geografica della Puglia nel Mediterraneo ad  affascinare Marangolo: &#8220;un luogo indubbiamente strategico &#8211; dice &#8211; per  cogliere i suoni che giungono da lontano&#8221;. &#8220;Scuola sul Mare&#8221; &#8211; aggiunge  Marangolo &#8211; si presenta come un &#8220;progetto davvero unico nel suo genere&#8221;.  La scuola offrirà un percorso didattico, curato da Marangolo, che  &#8220;privilegerà una preparazione professionale utile per l&#8217;inserimento nel  mondo del lavoro&#8221; e proporrà un metodo personalizzato &#8220;per lo studio  dello stile che meglio interpreta la personalità dell&#8217;allievo e che pone  maggiore attenzione alla musicalità spesso trascurata a vantaggio della  tecnica&#8221;.</p>
<p>La scuola istituirà corsi di musica d&#8217;insieme, corsi di  strumenti con lezioni personali (batteria, chitarra, basso, tastiere,  etc.), corsi di specializzazione per l&#8217;uso delle DAW (Digital Audio  Workstation) e laboratori specializzati con musicisti professionisti. Ma  soprattutto &#8211; è stato sottolineato &#8211; la scuola offrirà &#8216;masterclass&#8217;,  seminari e stages formativi con i più importanti musicisti  professionisti della scena italiana e internazionale: tra gli altri sono  previsti corsi con Ellade Bandini, Roberto Gatto, Derek Wilson, Danilo  Rea, Pierpaolo  Principato, Gigi De Rienzo, Lorenzo Feliciati, Pippo  Matino, Giacomo  Anselmi, Dino D&#8217;Autorio, Vittorio Riva, Rocco Zifarelli,  Antonio  Marangolo, Fabio Pignatelli. L&#8217;anno scolastico avrà inizio ad  ottobre 2011 e le iscrizioni saranno a numero limitato (per informazioni  si può telefonare ai numeri 335.584.18.69, 349.528.28.65, e  320.490.87.09).</p>
<p>Agostino Marangolo, siciliano, si trasferisce nel 1970 a  Roma, dove nel 1974 entra a far parte del gruppo dei &#8216;Goblin&#8217;, con il  quale rimane fino al 1980 realizzando, tra l&#8217;altro, le colonne sonore  dei film &#8216;Profondo Rosso&#8217; (1975) e &#8216;Suspiria&#8217; (1977) per Dario Argento e  &#8216;Zombie&#8217; (1978) per George C. Romero. Verso la fine degli anni 70  conosce Pino Daniele con cui incide gli album &#8216;Pino Daniele&#8217;,'Nero a  meta&#8221; e &#8216;Musicante&#8217; e nella seconda metà degli anni ottanta apre a Roma  una scuola di insieme con due grandi batteristi: Walter Martino e  Roberto Gatto. Dai primi anni novanta ha ripreso la sua attività di  concertista.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Del racconto, il film&#8221; nei castelli di Mola e Bitritto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 08:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Due castelli come palcoscenico (Mola di Bari e Bitritto), un binomio artistico tra cinema e letteratura e l’attenzione al sociale. Ecco gli ingredienti con i quali Giancarlo Visitilli e Annamaria Minunno condiranno la prima edizione del festival “Del racconto, il film”.<span id="more-2858"></span></p>
<p>Ventotto appuntamenti  e 3 eventi speciali, scanditi in circa tre mesi e dedicati agli appassionati di cinema e agli amanti della lettura. Ogni appuntamento, a parte l’inaugurazione fissata per sabato prossimo, è composto in due giorni: la proiezione prima e l’approfondimento letterario poi. Si parte con il regista Ugo Gregoretti, il 18 giugno alle 20,30 al castello angioino di Mola: il noto regista parlerà del suo film “RoGoPaG”, diretto al fianco di Rossellini, Godard e Pasolini.</p>
<p>Un antipasto niente male per un menu che prevede il lunedì 20, sempre a Mola, la proiezione del film “Risveglio” con l’intervento di Antonella Marino di Amnesty international e il giorno successivo il racconto “Bosnia express” di Luca Leone.</p>
<p>Poi si passano in  rassegna vari temi che coinvolgono il sociale: dal carcere (proiezione di “fine pena mai”), al focus su Sciascia, l’attenzione al tema della donazione degli organi e la presenza di Armando Spataro per parlare di legalità, la testimonianza della famiglia di Federico Aldrovandi, il giovane morto nel 2005 a seguito di un pestaggio della Polizia, e quello della figlia del giudice Scopelliti assassinato in un agguato di mafia, l’omosessualità e così via fino alla serata speciale, in conclusione del festival, in programma il 29 agosto a Mola con ospiti a sorpresa. Per info <a href="http://www.ibambiniditruffaut.it/">www.ibambiniditruffaut.it</a></p>
<p>Una novità di quest’anno è la presenza contemporanea al Festival di tre mostre: a Mola la fotografica “astyNasty” di Yorgos Rembuskos e quella di pittura “Mediterraneo rosso sangue” di Pasquale Rubino, che a Bitritto espone invece la personale “Trame di pittura”.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
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		<title>Il “disastro” della scuola pubblica: lettera aperta dei docenti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:29:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno preso carta e penna – la cosa a loro più congeniale, essendo docenti – e hanno inviato una lettera al governatore pugliese Nichi Vendola e l’assessore al Diritto allo studio Alba Sasso, con una semplice proposta: un Piano regionale sulla scuola che individui “priorità, necessità ineludibili, obiettivi percorribili”.<span id="more-2844"></span></p>
<p>Semplice a dirsi, meno a realizzarsi avranno pensato i responsabili del sindacato Flc Cgil, mittente della missiva che denuncia una situazione resa insostenibile dai tagli agli organici previsti dal Ministero. La situazione sembra esser sfuggita di mano anche alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci, che nell’incontro di lunedì – spiegano i sindacati – alle richieste di altri 400 posti (e facendo leva sull’incremento permesso ad altre regioni),  “ha rimandato con rassegnazione e forse rabbia la palla ad altri e alla denuncia delle disfunzioni organizzative e di coordinamento, la stessa ha risposto che in una situazione come questa è impensabile riuscire a coordinare e dare indirizzi chiari e controllare il risultato”.</p>
<p>Se nella scuola primaria il problema principale è legato al tempo pieno, nella scuola secondaria superiore è il “caos”.  A Foggia si denuncia la soppressione di molti corsi serali, a Bari e in altre province classi sovraffollate con diversi portatori di handicap o, soprattutto nei comuni più periferici, l’impossibilità di soddisfare le richieste degli studenti a frequentare la scuola del comune di residenza con l’invito a trasferirsi altrove, e così via.<br />
A questo “disastro” come lo definiscono le organizzazioni sindacali, solo un articolato Piano potrebbe cercare di dare risposte immediate. Ma, in attesa delle prossime mobilitazioni di docenti e precari, il condizionale è d’obbligo.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe </strong></p>
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		<title>A Bari apre CampusX: posti letto per ricchi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina a Bari è stata inaugurata una struttura il cui nome è tutto un programma: Campus Extra. Si tratta di una residenza per studenti, con 600 posti letto, in stile americano: palestra, wi-fi, mensa che si trasforma in pub e una piscina. Addirittura tutti gli studenti avranno una CampusX Card con cui saranno registrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina a Bari è stata inaugurata una struttura il cui nome è tutto un programma: Campus Extra. Si tratta di una residenza per studenti, con 600 posti letto, in stile americano: palestra, wi-fi, mensa che si trasforma in pub e una piscina. <span id="more-2818"></span></p>
<p>Addirittura tutti gli studenti avranno una CampusX Card con cui saranno  registrati e che dovranno esibire alla vigilanza qualora questa lo  richieda.</p>
<p>Alla cerimonia inaugurale, che sembrava quasi un funerale ad Harlem con sottofondo musicale Gospel, sono intervenuti proprio tutti: i rettori dell’Università e del Politecnico di Bari, l’assessore all’Istruzione della Regione Puglia, Alba Sasso, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. Mentre il sindaco di Bari, Emiliano, si è fatto sostituire dal suo vice Pisicchio. E il presidente della Regione, Nichi Vendola, non si è fatto vivo.<br />
Tutti, ma proprio tutti, erano felici della nascita di Campus Extra, realizzato con soldi pubblici, quelli dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. E poi, a partire da “soli” 280 euro a posto letto, spese per acqua, luce e internet incluse, ci sembra davvero una buona cosa. Svolgiamo una “funzione sociale” ha detto il presidente dell’Inpdap, Paolo Crescimbeni. Del resto, il CampusX è costruito da Fabrica Immobiliare (50% Monte dei Paschi) e gestito dalla ‘Siram Sì’, una società per azioni.</p>
<p>Insomma soldi pubblici, gestiti da privati, per fini sociali.</p>
<p>Davanti a tutto questo ben di Dio, non potevano che festeggiare le nostre amministrazioni di sinistra che negli ultimi sette anni non sono riuscite a costruire neppure una brandina per gli studenti che ne avrebbero diritto e pure gratis. Ma, ancora una volta, l’assessore Sasso ha voluto passare in rassegna, stamattina, tutto quello che non è stato ancora fatto. Dicendo, però, che si sta lavorando davvero per quei famosi “300 posti letto nel collegio Fraccacreta, per la sopraelevazione del collegio Petrone, per una nuova mensa che dovrebbe dare man forte alla mensa di via Amendola sempre molto affollata”. Poi, per restare in tema di case in affitto, l’assessore annuncia per l’ennesima volta “l’apertura”, questa volta davvero imminente, dello “sportello casa: un intermediario tra domanda e offerta, che ridurà anche il numero degli affitti in nero”.</p>
<p>Anche il CampusX, per la cronaca, promette di “contrastare il fenomeno degli affitti in nero, consentendo la detrazione fiscale del 19% secondo la vigente normativa”. Quella di oggi è stata davvero una mattinata di festa. Ma per chi? Di certo agli studenti qualche posto letto in più male non fa, anche se abbastanza lontano dal Politecnico e molto lontano dall’Ateneo.  Ma ci piacerebbe che l’amministrazione pubblica rispondesse meglio alle esigenze degli studenti, invece di scodinzolare di fronte a iniziative altrui nei luoghi simbolo della sua stessa impotenza.</p>
<p>Eviteremo così che quanti non possono permettersi di pagare 280 euro al CampusX (e sono tanti) non finiscano a dormire sotto un ponte. Ma abbiano davvero un posto letto e una mensa, gratuite, che spettano loro di diritto. Altrimenti si elimini l&#8217;obbligo di pagare la tassa Adisu, l’agenzia per il diritto allo studio che pochi diritti tutela.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Artisti del Mai replicano a Vendola: &#8220;Perche&#8217; non ci incontri?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 10:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I giovani attori pugliesi aderenti al Mai (movimento artisti indipendenti), replicano al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo uno scambio di battute seguito a una videolettera degli attori che si sono sentiti esclusi dal workshop con il regista lituano Nekrosius (<a href="http://www.lalternativa.it/saltano-le-audizioni-col-regista-nekrosius-monta-la-protesta-degli-attori-pugliesi-e-tutto-pilotato-dalla-politica/" target="_blank">approfondisci qui</a>).<span id="more-2782"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentile Presidente (o caro nichi?)<br />
Leggiamo sui siti web dei quotidiani più importanti che lei ha ricevuto notizia del nostro video e ci abbia risposto con una nota. Ci fa molto piacere, vuol dire che qualche volta, quando è necessario, se si alza la voce, sempre con rispetto ed educazione, ci si fa sentire. Ci piace pensare che questo scambio che abbiamo avuto, possa essere l’inizio di un dialogo. E allora lasci che le raccontiamo qualcosa. All’incirca un mese fa, quando si realizzava questo fatidico workshop con il Maestro e con i misteriosi selezionati, molti di noi telefonarono o scrissero al TPP chiedendo spiegazioni, e ricevettero risposte gentili nei modi ma arroganti nei contenuti. Un ragazzo indignato scrisse una lettera, quella che grosso modo è diventata il testo del video. La lettera, fu mandata ai principali organi di stampa, gli stessi che ieri si sono precipitati a diffondere il video, e allora fu snobbata totalmente. Un giornalista di una testata principale, contattato per telefono, appena sentì i nomi dei coinvolti del workshop interruppe la comunicazione, dichiarando che il fatto non sussisteva. Solo un blog, www.lalternativa.it, un blog di ragazzi che fanno informazione indipendentemente e coraggiosamente, pubblicò la notizia e uno stralcio della lettera. E’ un po’ questo snobismo dei potenti che ci ha spinto a fare il video, e a rivolgersi al loro superiore, a Lei. Il linguaggio video oggi, nel mondo della rete, ha una viralità maggiore, ed è stato evidente: in meno di 24 ore si è scatenato un putiferio che in un mese il testo scritto neanche si sognava. ‘Bene o male, l’importante è che se ne parli’ è la legge di questo mondo mediatico. Forse qualcuno ha tentato anche di cavalcare la vicenda per attaccarLa, lo capiamo, non era nelle nostre intenzioni, ma fa parte del gioco. Quando si personalizza tanto la politica, come lei, lo ammetta, ha fatto, si corrono questi rischi, a destra come a sinistra, si è acclamati e strumentalizzati. In un passo della lettera originale, poi tagliato, il ragazzo scriveva: “Non è accettabile, caro Nichi. Io, nel mio piccolo, ti ho sempre difeso quando ti hanno gettato fango addosso, per un errore, per la sanità, volevano buttare all’aria te e quanto di buono fatto in Puglia da te. Ho parlato a tua difesa nei blog, nei forum, nelle chiacchiere, in Puglia e fuori.”.<br />
Dal tono della sua nota la sentiamo indispettito, parla di segnalazioni alla procura, illeciti e sospette diffamazioni. Ci rincresce che lei interpreti così il nostro messaggio. La vicenda si è svolta un mese fa, ci fu una conferenza stampa in cui l’assessore, il TPP e il Maestro si sono incensati a vicenda, i ‘ragazzi’ del workshop hanno posato per delle foto. Se avessimo voluto ricorrere alle vie legali, lo avremmo fatto a suo tempo. Ma abbiamo deciso di non farlo. Perché non è la partecipazione al workshop che noi volevamo ottenere, o la punizione dei colpevoli, ma che ci sia una gestione trasparente e accessibile a tutti dei fondi pubblici. Che la formazione sia per chi ne ha bisogno, e per chi lo merita. Ci è estraneo questo giustizialismo, preferiamo guardare al futuro, non al passato. E allora presidente, lasci stare la Procura, o le accuse di diffamazioni, nel video non si fa mai né un’offesa né un nome. Proprio lei, se la prende con dei poveri ragazzi paventando denunce di reati d’opinione? Perché invece non organizza un incontro, con l’assessore alla Cultura, dei rappresentanti del Tpp, ed alcuni di noi? Così chiariamo la vicenda e facciamo in modo che in futuro non si commettano gli stessi errori. Così ci onora anche della sua presenza, quella presenza che forse, ultimamente, abbiamo sentito mancare.<br />
Con rinnovata stima<br />
I ragazzi del MAI<br />
MAI &#8211; movimento artisti indipendenti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mancassola, quando la narrativa incontra la cronaca nera</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 16:32:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A quella ragazzina cui la prostituzione aveva rubato l’infanzia e l’anima, che sul finire degli anni ’50 trovò la morte sulle sponde del fiume Tanaro, a soli sedici anni, per mano di un balordo che la massacrò di botte, De Andrè volle regalare un finale fiabesco, fatto di un principe dal rosso mantello, baci, sorrisi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quella ragazzina cui la prostituzione aveva rubato l’infanzia e l’anima, che sul finire degli anni ’50 trovò la morte sulle sponde del fiume Tanaro, a soli sedici anni, per mano di un balordo che la massacrò di botte, De Andrè volle regalare un finale fiabesco, fatto di un principe dal rosso mantello, baci, sorrisi, fiordalisi. <span id="more-2704"></span></p>
<p>L’unico finale che potesse parlare della piccola con giustizia e verità, liberando il fantasma del suo ricordo dall’alienazione della realtà, dal torbido oblio della cronaca. “La canzone di Marinella” fu il “sogno”, il volo di fantasia, che il cantautore genovese dedicò alla piccola prostituta per alleviarle idealmente il dolore della morte, per restituirle umanità e riscattarla dall’infamia subita.</p>
<p>Così Marco Mancassola, in “Non saremo confusi per sempre” (Einaudi, costo 16 euro), ha regalato una nuova dignità a 5 tra i protagonisti della cronaca italiana più “nera”. Dirk Geerd Hamer, il ragazzo ucciso all’isola di Cavallo da un colpo di carabina sparato da Vittorio Emanuele di Savoia, tornerà nel racconto a restituire il proiettile al principe; Federico Aldrovandi, il giovane inspiegabilmente massacrato a morte, nel 2005, da quattro agenti di polizia, entrerà nel reality del Grande Fratello in un confronto paradossale che rivelerà l’incredibile forza vitale dei fantasmi rispetto alla triste apatia dei concorrenti della casa; Giuseppe Di Matteo, il bambino sciolto nell’acido dalla mafia, rivivrà nella mente della compagna di banco, innamorata di lui, come un supereroe; Alfredino Rampi, il piccolo inghiottito in un pozzo, il cui dramma tenne incollati allo schermo milioni di italiani per 18 ore di fila, segnando la storia della televisione e dell’informazione, sarà il protagonista di uno straordinario viaggio al centro della terra alla Jules Verne; Luana Englaro, il simbolo del testamento biologico e dell’autodeterminazione individuale, accompagnerà dolcemente, con la sua morte, la storia parallela di una nuova vita che nasce.</p>
<p>Alla presentazione barese del libro, tenutasi giovedì scorso in Feltrinelli, in forma di reading musicale condotto dalla stesso Mancassola, Claudia Attimonelli, tra le moderatrici dell’incontro, ha ricordato come quest’ultimo libro sia l’ennesimo tassello narrativo, dopo “La vita sessuale dei superuomini”, che conferma la predilezione dell’autore per la dimensione fantastica, in “Non saremo confusi per sempre” traccia portante di significato dell’opera e al contempo delicata sfumatura di tutte le storie di cronaca riportate, palese sin dai titoli dei suoi capitoli, come “Un principe azzurro”, “Un bambino al centro della terra”, “Un ragazzo fantasma”.</p>
<p>Nella vena fiabesca dell’opera, Ines Pierucci, altra moderatrice dell’incontro, ha individuato la chiave per riscattare il mondo interiore degli uomini dalla continua mortificazione subita dal codice mediatico, così asettico, circoscritto, spesso strumentale. La Attimonelli, poi, ha sottolineato quanto questo libro sia un proposito di riscatto non solo per le vittime delle violenze narrate, ma anche per amici e parenti. Le epifanie che accadono in ogni singolo racconto, infatti, sono liberatorie, addirittura propositive, sciolgono i nodi della “confusione” e servono a consacrare tutti loro nella cornice della dignità e nobiltà umana, della preziosità di ogni singola vita e di tutti mondi possibili insiti in essa. Infine Roberto Derobertis, anch’egli relatore, in veste di studioso di letteratura, ha spostato l’attenzione su un particolare stilistico del libro: l’umanizzazione della natura, la sua partecipazione ai drammi dei protagonisti, esaltati maggiormente, in questo modo, nella loro dimensione affettiva, emotiva, sentimentale.</p>
<p>Il resto dell’incontro è stata la voce ferma e dolce di Marco Mancassola, mentre leggeva, sul suggestivo tappeto musicale di Manuel Laperchia, alcuni passi della sua ultima fatica letteraria. E gli operatori culturali baresi già auspicano di poter trasformare l’originale formula di presentazione in uno spettacolo teatrale, mondo al quale Mancassola è parecchio avvezzo (vedi “Kids and Revolution”).</p>
<p><strong>Fabrizio Sereno</strong></p>
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		<title>A tavola &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è stato anche un pezzo di Puglia a Milanocity, lo spazio espositivo che ha ospitato lo scorso weekend “Fa’ la cosa giusta”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.<span id="more-2642"></span></p>
<p>Sono state cinque, tra aziende e realtà associative di volontariato, le pugliesi ad aver allestito un proprio stand alla Fiera, giunta all’ottava edizione e promossa da Terre di mezzo eventi e Insieme nelle terre di mezzo onlus. Per tre giorni, 70mila visitatori si sono potuti confrontare con espositori che presentavano cibi biologici o a km zero, prodotti riciclati, il riuso degli scarti e promozione della mobilità sostenibile.</p>
<p>Nello spazio dedicato a Pace e partecipazione, spiccava la foggiana Solidaunia, che opera nell’ambito della cooperazione allo sviluppo con progetti principalmente sociosanitari e agroalimentare in Guinea Bissau, Angola, Albania e America Latina.</p>
<p>Per la sezione “Sprigioniamoci”, era presente invece Made in carcere, che propone i prodotti realizzati da sedici detenute nelle carceri di Lecce e Trani con tessuti di scarto e pvc proveniente dai manifesti delle campagne pubblicitarie.</p>
<p>Da Nardò arriva invece Ecolù shop, azienda che realizza cancelleria riciclata, eco detersivi sfusi e cosmetici naturali.</p>
<p>Non è mancato infine il richiamo del cibo made in Puglia: nello spazio Mangia come parli, stanno riscuotendo successo sia la “bombetta”, fagottino di capocollo di maiale ripieno di formaggio, prezzemolo, pepe e sale proposto da Slow food Alberobello e Valle d’Itria che la Fattoria della Mandorla, che trasforma e commercializza la mandorla di Toritto, unica sul territorio nazionale a ciclo completo con coltivazione e trasformazione.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>[[Show as slideshow]]</strong></p>
<p>Foto<strong> by Edgardo Tufo<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bari ha &#8216;Ostalghia&#8217; di Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 19:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Venti anni fa, era uno straniero alla ricerca di oggetti che testimoniassero un’epoca appena terminata. Oggi, è un artista che ha trasformato quei documenti tanto singolari quanto personali, in opere e installazioni esposte in una mostra. Lino Sivilli presenta la sua “Ostalghia”, un viaggio nella Berlino del 1991, all’indomani della caduta del Muro.<span id="more-2513"></span></p>
<p>L’artista recupera, espone e rilegge alcuni oggetti rinvenuti tra i rifiuti nel cortile della scuola elementare &#8220;Bertold Brecht&#8221; a Berlino Est. come numerosi volumi &#8211; tra questi gli scritti di Marx e Lenin &#8211; libri e quaderni. A distanza di vent’anni, il materiale che all&#8217;epoca era “semplicemente” il segno tangibile di un regime totalitario sconfitto, prende nuovamente vita e diventa arte, tra picchi che formano il nido all’interno di un libro e cartoline illustrate. Un percorso solo all&#8217;apparenza semplice, sospeso invece tra ideologie messe alla prova da repentine trasformazioni storico &#8211; politiche.</p>
<p>La mostra è aperta fino al 4 aprile presso l’Acit (Associazione culturale italo tedesca) in corso Italia 19 a Bari, dal lunedì al venerdì (ore 17 – 20).<br />
Info <a href="http://www.acitbari.it/">www.acitbari.it</a> –  080.524.18.81 e 333.860.81.59.</p>
<p>di <strong>Claudia Liturri</strong> e <strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
</strong></p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-nEwIZIdh88" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/-nEwIZIdh88"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>Mingo di “Striscia”, provetto regista per insegnare la prudenza al volante</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 14:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro informale nell’accogliente casa dell’ormai noto volto di Striscia la Notizia, Mingo De Pasquale.<br />
Si chiama l’Anniversario il corto girato in Puglia che segna il debutto ufficiale da regista dell’ospite di casa.<span id="more-2444"></span></p>
<p>Un viaggio rituale di una coppia che, ogni anno, ritorna sul luogo dove, vent’anni prima tutto è cominciato. Lui ha questo particolare rito scaramantico perché è convinto che il viaggio, compiuto ogni anno, porti bene al loro rapporto e alla loro vita. Lei lo asseconda un po&#8217; spazientita. Lungo la strada incontrano un&#8217;altra famiglia che offre loro amari spunti di riflessione.</p>
<p>E mentre proseguono il loro viaggio in auto tra i suggestivi paesaggi della Puglia il ricordo del loro passato si mescola ad un presente lontano&#8230;</p>
<p>Il tema della sensibilizzazione, in genere, e quello della sicurezza stradale, nello specifico, coinvolgono estremamente il regista che ha voluto approcciarsi a tale argomento con uno spirito diverso, leggero. Nulla è mai esplicitato da immagini violente (come incidenti) o totalmente drammatiche ma qui la storia, che a tratti assume il taglio di una commedia, si fa portatrice di una realtà con la quale si convive giornalmente.</p>
<p>Per questa ragione l’obbiettivo che Mingo si propone è quello d’invitare, soprattutto i giovani, a riflettere in modo ironico e profondo sul tema della sicurezza stradale.</p>
<p>Oltre a Mingo, protagonisti del cortometraggio sono Serena Garitta (conduttrice televisiva nota anche per aver vinto il Grande Fratello 4), Moreno Morello (inviato del TG satirico Striscia la Notizia), Daniela Mazzacane (telegiornalista e attrice pugliese) e la piccola Annabella Cutri.</p>
<p>Il soggetto è di Mingo De Pasquale mentre la sceneggiatura è stata scritta da Michele Bia.<br />
Direttrice della fotografia è Roberta Allegrini, la produzione del corto è di MEC Produzioni.</p>
<p><strong>Luana Martino</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KuDdfoXRbMw" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/KuDdfoXRbMw"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>“Life is for living”, Corrado Minervini esplora i testi dei Coldplay</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 20:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ligabue, Modugno, Coldplay. Tre nomi che insieme non significano molto. Tre mostri sacri di tre generi ed epoche completamente diverse. Eppure c&#8217;è qualcosa che li tiene uniti.<span id="more-2418"></span></p>
<p>E&#8217; la linea sottile della scrittura, quella del barese Corrado Minervini, giornalista e critico musicale, impegnato in questi giorni nella promozione del suo ultimo libro: “Life is for living. Testi commentati” (in tutte le librerie italiane, Arcana Edizioni, 18.50 euro). Una guida  fondamentale per rileggere questi anni zero con la band che meglio li ha cantati.</p>
<p><strong>Dopo Ligabue e Modugno, perchè un libro sui Coldplay?</strong><br />
&#8220;Credo che la mia scelta vada al di là della definizione di genere musicale. Sono sempre stato affascinato dal mestiere dell&#8217;inventore di canzoni e da chi mostra talento nel raccontare uno stato d&#8217;animo, un momento della sua vita, un evento storico, riuscendo a raccontare contemporaneamente qualcosa di più universale e condiviso. In modi completamente diversi, e in epoche e luoghi differenti, questi artisti hanno saputo farlo con grande sensibilità&#8221;.</p>
<p><strong>Il valore aggiunto al libro è la prefazione di Giuliano Sangiorgi. Com&#8217;è stato collaborare con lui?<br />
</strong>&#8220;E&#8217; stato emozionante. Come sempre. Giuliano è l&#8217;artista più vicino a Chris Martin, leader dei Coldplay, per ragioni anagrafiche e per il tipo di approccio con la composizione. Quando gli ho detto che stavo lavorando a questo libro, la collaborazione è nata spontaneamente. Tutto ha avuto origine con una domanda semplice, la stessa che è all&#8217;origine di tutte le mie opere e, forse, della mia passione per la musica: &#8220;Come si scrive una canzone?&#8221;.</p>
<p><strong>Pensi che il libro possa finire sul comodino di Chris Martin?</strong><br />
&#8220;Me lo auguro. Magari in una traduzione in inglese. Sarebbe curioso, dopo aver tradotto e interpretato i suoi testi, vedere il mio libro &#8220;restituito&#8221; al mondo anglofono in una nuova traduzione. Ho già pronto il titolo: da &#8220;Life is for living&#8221; a &#8230; &#8220;Viva la vita&#8221;. Non male come titolo. Anche se temo che non suonerebbe del tutto nuovo, a Chris Martin&#8221;.</p>
<p><strong>Chi è stato il tuo &#8220;Virgilio&#8221; nella scrittura di questo libro?</strong><br />
&#8220;La mia unica guida è stata la curiosità di scoprire il mondo nascosto dietro le canzoni: dietro la scelta di un determinato aggettivo o l&#8217;utilizzo di un verso ricorrente. Questo mi ha condotto in un viaggio spericolato in un dedalo di citazioni e suggestioni: tra la Bibbia e i classici della letteratura britannica contemporanea, tra Calderon De La Barca e la colonna sonora di un telefilm come Friends&#8221;.</p>
<p><strong>C&#8217;è una canzone o un testo a cui sei particolarmente legato?</strong><br />
&#8220;Per sei mesi ho ascoltato quotidianamente le canzoni dei Coldplay e chiedermi di sceglierne una sola è assai difficile. In questo momento direi &#8220;Twisted Logic&#8221;, uno dei brani meno eseguiti (tra concerti e trasmissioni radio) dalla band, che chiude l&#8217;intricato percorso tra fede e ragione che caratterizza l&#8217;album &#8220;X &amp; Y&#8221;. Un inno di amore alla Terra e un monito per il genere umano a tutelare questo pianeta, prima ancora della &#8220;specie dominante&#8221; che lo abita&#8221;. <strong></p>
<p>Roberta Genghi</strong></p>
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		<title>&#8220;Frrr, 104 Tavole e un pesciolino&#8221;: in scena la scrittura per immagini</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivere delle opere di Antonio Torquato Lo Mele non è mai semplice, per lo straordinario portato non solo estetico ma anche didattico che esse veicolano. Opere in cui gli snodi salienti del pensiero contemporaneo prendono forma, a mezzo di un’arte raffinata, in modo apparentemente semplice ma, a guardar bene, profondissimo. Un linguaggio concepito con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere delle opere di Antonio Torquato Lo Mele non è mai semplice, per lo straordinario portato non solo estetico ma anche didattico che esse veicolano. Opere in cui gli snodi salienti del pensiero contemporaneo prendono forma, a mezzo di un’arte raffinata, in modo apparentemente semplice ma, a guardar bene, profondissimo.<span id="more-2401"></span></p>
<p>Un linguaggio concepito con gli occhi del bambino, quello di Lo Mele, con la creatività esplosiva e la verità disarmante che solo un tale approccio può regalare. Proprio i più piccoli, infatti, spesso diventano il pretestuoso target a cui la sua poetica si rivolge. Solo due mesi fa aveva pubblicato “Foggia il paese dei viandanti”, racconto illustrato nato da un corso di formazione in una scuola elementare, con lo scopo di narrare ai bimbi, e alla cittadinanza tutta, le origini storiche e i valori identitari della sua terra.</p>
<p>Lo Mele, architetto, designer e artista di Capitanata, torna a far parlare di sé grazie a “Frrr”, un’altra opera narrativa illustrata, in mostra al Palazzetto dell’Arte di Foggia fino al 5 marzo. Le 104 tavole pittoriche realizzate in matita, china, acquerelli e collage costituiscono una sorta di bildungsroman per tutte le età attraverso le avventure metamorfiche dello speciale pesciolino “Frrr”. Un viaggio negli ecosistemi quello compiuto dal curioso esserino branchiato, che grazie alla sua coda rotonda e “mulinellante” e ai preziosi consigli delle rane Groan e Green, della cicala Cezeè, del topo Grucignam e dei gabbiani Planair e Johnatan riesce a fiondarsi dalle torbide profondità del lago Balestra verso le quote più alte dell’atmosfera.</p>
<p>Un percorso mentale all’insegna della libertà per scoprire, infine, che qualsiasi nuova esperienza si trasforma inesorabilmente in routine per chi non possiede la capacità di sognare. Oltre la sinossi del racconto, però, emerge, lampante, l’aspetto più importante dell’opera, e cioè l’originale poetica di Lo Mele. Un filo rosso sgomitolato in diversi anni dall’autore attraverso altri lavori appartenenti allo stesso genere di “Frrr”. Realizzato negli anni Novanta e esposto solo ora per la prima volta, il racconto in mostra si colloca cronologicamente all’inizio di questa personalissima riflessione artistica: la “verbo scrittura per immagini”, come lo stesso autore l’ha ribattezzata. Una comunicazione nuova, in cui la parola fa l’amore con le illustrazioni, restituendo un sovrappiù di senso all’immaginazione del lettore, guidandola verso percorsi mentali coerenti.</p>
<p>Racconti meta-testuali dove le illustrazioni si fanno letteralmente sentiero del discorso, e dove, al contempo, il lessico si anima, esplica graficamente i suoi significati, le sue sonorità, le regole della sua costruzione. In questo senso la sapienza di rodariana scuola che Giuliano Parenti (autore del testo di “Frrr”, alla cui memoria è dedicata l’esposizione) dimostra nel gioco con le parole, inventandone di nuove, dando risalto alla dimensione onomatopeica, facilita di molto il compito di Lo Mele. E’ così che la “deflagrazione” dei muscoli di “Frrr” nel suo volo oltre lago si traduce in uno sconquassamento grafico dei vocaboli, o l’espressione “vitrifatta” della rana Green corrisponde alla “vitrificazione” delle lettere espressa dall’abilità pittorica.</p>
<p>“Possiamo affermare – spiega l’artista &#8212; utilizzando una metafora zoppicante estratta dalle scienze chimiche , che  la “combinazione” dei due linguaggi non è avvenuta senza un’alterazione delle loro reciproche proprietà; per essere più esatti , senza che ciascuno dei due linguaggi non abbia ceduto qualcuna delle sue funzioni”. Una rivoluzione idiomatica, dunque, iniziata quando le nuove sperimentazioni sulla poesia visiva erano ancora in fasce. Il tentativo, ammette Lo Mele, di salvare in extremis il logos originario, sempre più in apnea nel mare magnum della sovraesposizione delle immagini. Nella cruciale battaglia tra l’apprendimento sinottico, rapidissimo ma superficiale e quello sequenziale, graduale e approfondito, Lo Mele cerca di conciliare l’intelligenza moderna e quella antica nel suo nuovo modo di “parlare l’arte”.</p>
<p><strong>Fabrizio Sereno </strong></p>
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		<title>Flash mob Bari, un salvagente per la cultura</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 22:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;organizzazione è virtuale ma il risultato è reale: incontrarsi davanti al teatro Petruzzelli di Bari per formare, tenendosi per mano, un salvagente che impedisca alla cultura di annegare. &#8220;Il Petruzzelli &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; è il simbolo della cultura in Puglia, e per questo l&#8217;abbiamo scelto quale protagonista del nostro flash mob&#8221;. <span id="more-2388"></span>Dopo l&#8217;incendo che ha distrutto più di 18 anni fa, il politeama barese ricostruito rischia infatti di subire un altro duro colpo: quelli dei vigorosi tagli del governo alla cultura. A rischio non sono solo i teatri di tutta Italia, utlima invenzione ammazza-cultura è anche l&#8217;aumento di un euro sul prezzo dei biglietti dei cinema. Anche questo produrrà, temono clienti e gestori delle sale cinematografiche, un effetto deterrente sulla voglia degli italiani di staccarsi dalla tv. Allora &#8211; concludono i promotori del flash mob &#8211; noi vogliamo dimostrare che non siamo solo bravi a stare davanti ai computer, ma che abbiamo tutta la voglia di continuare a uscire di casa e a difendere la nostra cultura.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KDtnctFVgSk" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/KDtnctFVgSk"></embed></object></p>
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		<title>Dj Garcia all&#8217;h25, &#8220;Mi manda Spike Lee&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 12:02:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe essere un segno di riconoscimento sufficiente il fatto che il regista Spike Lee lo inviti a suonare spesso alle sue feste. Ma di caratteri distintivi di un certo spessore, il dj newyorkese Bobbito Garcia (aka Kool Bob Love), ne ha da vendere. E così l’H25 di Bari ha deciso di ospitarlo sabato prossimo (26 febbraio), nell’ambito di Bug (Blak urban grooves), il progetto dedicato alla cultura che ruota insieme alla musica nera. <span id="more-2342"></span> Kool Bob Love, tra le sue altre attività, organizza ogni anno il party che New York dedica a Stevie Wonder con dj Spinna. Del resto, c’era da aspettarselo da un personaggio come Garcia, membro della “Rock Steady Crew&#8221;, produttore discografico, co-fondatore di Bounce Magazine, opinionista per Vibe, commentatore televisivo di basket ed esperto di cultura urban e black.</p>
<p>L’entusiasmo di questo dj per ogni aspetto dell’Hip-Hop lo differenzia da tanti altri.  E la caratteristica dei suoi dj set è data dalle originali performance che porta in tutto il mondo: un irresistibile mix di funk, latin, afro-beat, soul e jazz. Non è un caso se Roy Ayers, Common, Tony Allen e D’Angelo lo abbiano voluto sul palco prima dei loro concerti.</p>
<p>Sabato, prima e dopo il djset di Bobbito, ci saranno le selezioni della crew Black Vibrations. Mentre la sezione video sarà a cura di Pasquale Luisi. L’appuntamento è all’H25 (traversa di via Coletta 12-14). Start: ore 23. Biglietto: 10 euro. Info: info@bugmusic.org; 3398268848; 3924957789.</p>
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		<title>Internet: Pd presenta progetto per wifi gratis in 100 piazze pugliesi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 15:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Il Web e&#8217; una finestra aperta sul mondo e noi abbiamo deciso di spalancarne 100 in tutta la regione&#8221;. Cosi&#8217; il capogruppo del Partito Democratico ha presentato, oggi a Bari, il progetto &#8216;Puglia connessa&#8217; grazie al quale sara&#8217; possibile connettersi a internet, gratuitamente e senza fili, da 100 piazze e luoghi di cultura della nostra regione.<span id="more-2333"></span></p>
<p>Alla presentazione sono intervenuti il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, la vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone, e il responsabile organizzativo del Pd, Domenico De Santis.</p>
<p>L&#8217;operazione, a costo zero per i cittadini e a costi molto ridotti per la Regione che acquistera&#8217; gli &#8216;Hotspot WiFi&#8217;, rappresenta &#8211; e&#8217; stato sottolineato &#8211; anche una buona occasione di guadagno per le ditte che forniranno le apparecchiature, dopo essersi aggiudicate la gara pubblica bandita dall&#8217;amministrazione regionale.</p>
<p>&#8221;Internet &#8211; ha aggiunto Decaro &#8211; e&#8217; sempre piu&#8217; sinonimo inequivocabile di liberta&#8217; di espressione e di pensiero. Avere internet gratis &#8211; ha precisato &#8211; deve essere un diritto garantito come quello allo studio, alla casa e al lavoro&#8221;. Capone ha ricordato che &#8221;c&#8217;e&#8217; una nuova generazione che sta facendo un rivoluzione su questi temi, e che la Puglia e&#8217; gia&#8217; coperta per il 97% dala banda larga&#8221;.</p>
<p>&#8216;Puglia connessa&#8217; &#8211; e&#8217; stao inoltre sottolineato &#8211; rappresenta anche un valore aggiunto per il turismo regionale che, solo nel 2010, e&#8217; cresciuto del 4% per quanto riguarda gli arrivi e del 6% nel numero delle presenze. I turisti, solo per fare un esempio, potrebbero consultare online, sorseggiando un caffe&#8217; al bar, gli itinerari piu&#8217; belli da percorrere o i monumenti da visitare; prenotare la stanza di un albergo o una notte in B&amp;B. &#8216;Puglia connessa&#8217; apre anche al contributo dei privati, esercizi commerciali e associazioni no profit che potranno installare le apparecchiature nei loro locali (a costi molto bassi), e offrire una ragione in piu&#8217; per essere frequentati.</p>
<p>Aderendo alla &#8216;Federazione nazionale delle reti WiFi Italia&#8217;, la Regione Puglia collaborera&#8217; anche alla creazione di una &#8216;rete di reti&#8217; grazie alla quale con un account e una password uguale per tutti, si potra&#8217; navigare gratis sia in Puglia sia nel resto d&#8217;Italia. &#8221;Questo e&#8217; il Pd che mi piace &#8211; ha concluso Sergio Blasi &#8211; e&#8217; una proposta concreta che porteremo in giunta con il contributo determinante della&#8217;assessorato allo Sviluppo economico, guidato da Loredana Capone&#8221;.</p>
<p>Per De Santis, si tratta &#8220;di un passo all’interno di una strategia più ampia per sviluppare il sistema digitale su tutto il territorio regionale. Far diventare la Puglia Leader tra tutte le regioni italiane per lo sviluppo dell’innovazione, della creatività della società dell’informazione&#8221;.</p>
<p>Info:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/home.php#%21/pugliaconnessa" target="_blank">http://www.facebook.com/home.php#!/pugliaconnessa</a></p>
<p><a href="http://pugliaconnessa.wordpress.com/" target="_blank">http://pugliaconnessa.wordpress.com/</a></p>
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		<title>Se non ora, quando? In piazza ritorna la speranza</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 16:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo 10mila. La questura dice 3mila. No, no, siamo in 5mila. Che ci importa. In una giornata come quella andata in scena in tutto il Paese, cio&#8217; che conta non sono i numeri. Non ci importa quanti “corpi” hanno sfilato nelle strade italiane. Perché oggi in piazza non c’erano solo migliaia di donne e uomini in corteo.<span id="more-2159"></span> Oggi in piazza sono scese le emozioni, i sentimenti, le idee, la dignità, la forza di rialzarsi, la nostalgia di risvegliare quello che per troppo tempo è stato sopito: la gioia di tornare a sperare.</p>
<p>Sarò sincero. Quando stamattina mi sono svegliato per andare a vedere, ero un po’ scettico. Ieri sono tornato a casa molto tardi e per un attimo avrei preferito restare a dormire. Tanto, pensavo sonnecchiando, ci saranno pochissime persone a Bari. Poi, qualcosa mi ha spinto (oltre alla mia ragazza che mi ha svegliato) ad andare a vedere.</p>
<p>Colazione in fretta e dopo dieci minuti e un po’ d’acqua fresca sul viso per aprire definitivamente gli occhi, sono uscito.<br />
Mentre mi avvicinavo al Petruzzelli, una voce intonata scandiva al megafono: “La nostra forza, la nostra libertà, per il Paese e la legalità”. A farle eco erano davvero tante persone. Non so se 10, 5, o 3mila, ma quando hanno ripetuto anche “Siamo tante e siamo qui, Berlusconi via di lì”, oppure “Fuori lo Stato dalle escort”, ho dimenticato di aver dormito poco e di essere stanco.</p>
<p>A un tratto ho visto venirmi incontro un fiume di uomini, donne, bambini, cani con slogan appesi al collo (“neanche io mi merito un presidente cane”). E ho sentito la voglia irrefrenabile di unirmi a loro. Era come se ci conoscessimo da molto tempo. Era come se in fondo sapevamo che prima o poi ci saremmo incontrati lì.<br />
Che aspettiamo, allora, proseguiamo in corteo.</p>
<p>Provo a riprendere qualcosa con la mia telecamerina ma la batteria è scarica. Sarà meglio scattare qualche foto: scarica anche la macchinetta. Del resto, anche le mie batterie sono quasi esaurite. Niente da fare, allora. Poche immagini e tanti ricordi: devo memorizzare tutto.</p>
<p>Proprio mentre mi accorgo di essermi innamorato di una femmina di Golden retriever (quella con lo slogan appeso al collo), una signora mi guarda e dice una cosa che mi lascia per un po’ senza fiato: “Solo il sesso ci ha portato tutti in piazza contro Berlusconi. Neppure quello che ha fatto con la mafia ci aveva fatto scandalizzare così”. Provo a darmi e a darle una spiegazione: Mah. Sa. In effetti. Forse è che la mafia la vediamo come una cosa lontana dalla nostra quotidianità. Mentre il sesso…Oddio. Beh, io continuo a camminare.</p>
<p>Dietro di me una donna agita la carta di identità riprodotta su un cartone grande un metro per un metro: “Segno incomune, non disponibile” c’è scritto sopra. Poi, ad un tratto, il mio idolo diventa un signore con i capelli bianchi, la giacca blu e qualche ruga degna della diceria che gli “uomini più invecchiano e più sono affascinanti”. Su un foglio di carta molto grande, ha stampato la faccia di Berlusconi incoronato come una sfinge egiziana. E sotto ci ha scritto: “Mo’ Sbarak”. Dopo il Golden è lui la mia scelta.</p>
<p>Il corteo vira sorridente in piazza del Ferrarese. Qui veniamo tutti avvolti da un filo rosa sul quale inciampa una giovane fanciulla dalle pregiate calzature: “Hei tu – viene redarguita da una giornalista – non calpestare il filo della speranza con le tue Prada”. Lei accenna un sorriso ma era evidente che avrebbe voluto strozzare la giornalista con lo stesso filo.</p>
<p>Gli slogan continuano a fare da colonna sonora a una domenica che mi lascia col sorriso nel cuore. Lo stesso sorriso stampato sul volto di chi ha sfiorato, anche per caso, il fiume di persone in corteo.</p>
<p>C’è spazio anche per un flash mob: tutti fermi per un minuto col codice a barre in mano. Si simula la svendita di corpi. La stessa contro la quale si protesta.</p>
<p>La sensazione che porto a casa è qualcosa che insegnerò ai miei figli quando ne avrò: potranno pure provare a fare shopping coi corpi delle donne, ma non potranno mai comprare le loro anime, i loro cuori, la loro libertà.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QMiue1v6BEQ" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/QMiue1v6BEQ"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>Cinema più caro e sale meno piene</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 16:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che a questo governo non piacesse per niente la parola cultura lo avevamo vagamente intuito. E le conferme, di giorno in giorno, arrivano da tutte le parti. Ultima novità è la tassa ammazza-cinema, così almeno la definiscono i gestori delle sale. Dal 1° luglio di quest&#8217;anno, infatti, e fino al 31 dicembre del 2013, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che a questo governo non piacesse per niente la parola cultura lo avevamo vagamente intuito. E le conferme, di giorno in giorno, arrivano da tutte le parti. Ultima novità è la tassa ammazza-cinema, così almeno la definiscono i gestori delle sale. Dal 1° luglio di quest&#8217;anno, infatti, e fino al 31 dicembre del 2013, il prezzo del biglietto per vedere un film sul grande schermo costerà un euro in più. <span id="more-2114"></span></p>
<p>La decisione presa dal governo, è motivata da un&#8217;altro degli ormai famosi tagli alla cultura: in questo caso l&#8217;euro in più sul prezzo del biglietto al cinema dovrà coprire il taglio del 40% ai fondi per lo spettacolo. Le risorse così reperite dalle teasche degli spettatori, ammesso che continuino ad andare al cinema, ammonteranno, secondo rosee previsioni, a circa 90 milioni di euro l&#8217;anno. Tutto questo ben di Dio, tuttavia, non potrà servire a finanziare &#8221;opere prime e opere seconde&#8221;. Insomma, un regista emergente con questi soldini non potrà girare neppure un contrometraggio.</p>
<p>Ad essere molto preoccupati non sono però solo i clienti dei cinema. I più allarmati sono infatti i gestori delle sale, grandi o piccole che siano. Non un centesimo della maggiorazione sul costo del biglietto potrà andare nelle casse dei cinema che dovranno girare l&#8217;intera &#8216;plus valenza&#8217; al ministero dell&#8217;Economia. In questa maniera, anche i gestori che hanno fatto investimenti per ammodernare il parco proiettori o l&#8217;arredamento della sala cinematografica, non potranno ammortizzare le spese in uscita.</p>
<p>Inoltre, in un momento in cui si recuperava alla grande sul numero di spettatori, in particolare dei cinema made in Italy, il rischio è che un euro in più corrisponda a una brusca inversione di tendenza. Insomma, a un piccolo rialzo del prezzo potrebbe corrispondere un grande calo nelle presenze. E a rischiare maggiormente, come al solito, sono le piccole realtà. Laddove magari il cinema è l&#8217;ultimo baluardo di cultura rimasto. Ed è proprio qui che le sale rischiano di svuotarsi del tutto con i gestori che già temono il fallimento.</p>
<p>Buona notizia (si colga l&#8217;ironia) è che sono escluse dall&#8217;aumento del prezzo del biglietto solo le sale cinematografiche parrocchiali. Anche se, dai dati a nostra disposizione, non ci risulta che diffondano un cinema cosiddetto d&#8217;autore.</p>
<p>Insomma, anche il presidente nazionale dell&#8217;Agis, Paolo Protti, parla di un &#8221;governo che mette le mani nelle tasche degli spettatori&#8221;.</p>
<p>E se lo stesso sistema dovesse essere applicato anche al teatro?</p>
<p>Riflettete prima che aumentino anche il costo del pensiero.</p>
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		<title>Vendola, &#8220;Italia cambi a partire dalle donne&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 14:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa che domani in tutta Italia si tenga la giornata di mobilitazione nazionale &#8216;Se non ora, quando?&#8217; (<a href="http://www.lalternativa.it/movimento-donne-puglia-berlusconi-faccia-posto-a-premier-donna/" target="_blank">http://www.lalternativa.it/movimento-donne-puglia-berlusconi-faccia-posto-a-premier-donna/</a>), abbiamo chiesto al presidente della RegionePuglia, Nichi Vendola, cosa pensa dell&#8217;attuale condizione delle donne nel nostro Paese.<span id="more-2080"></span></p>
<p>&#8221;Credo che non c&#8217;e&#8217; cambiamento possibile in Italia che non parta dalla liberta&#8217; e dalla dignita&#8217; delle donne &#8211; ha spiegato Vendola &#8211; per questo anche gli uomini devono prendere parola su questa vicenda. E dire: &#8216;noi pensiamo che si possa costruire una relazione fondata sulla parita&#8217; e sul rispetto tra uomini e donne&#8221;&#8217;.</p>
<p>&#8221;Credo &#8211; ha aggiunto &#8211; che la reazione al comportamento segnato dal maschilismo e dal sessismo che anima una parte rilevante della scena pubblica, sia una reazione importante&#8221;. &#8221;Abbiamo vissuto troppo a lungo &#8211; ha rilevato &#8211; con una degradazione dell&#8217;immagine delle donne:  l&#8217;umiliazione del loro corpo, la riduzione della loro realta&#8217; a orpello, a contorno delle performance del genere maschile&#8221;. &#8221;E il genere maschile &#8211; ha precisato &#8211; ma parlo di una classe dirigente, si e&#8217; addirittura dotato dell&#8217;idea di poter scegliere nella vita pubblica le donne a seconda della loro gradevolezza estetica. Uso una espressione &#8211; ha sottolineato &#8211; che ha usato il premier in una trasmissione televisiva&#8221;. &#8221;Credo che il peggio di una Italia da caserma &#8211; ha proseguito &#8211; di una Italia da bettola, abbia codificato un linguaggio che ha attraversato i mass media e ha ingombrato al scena pubblica&#8221;. &#8221;E&#8217; diventato &#8211; ha concluso &#8211; il linguaggio del potere&#8221;.</p>
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		<title>Movimento donne Puglia, &#8220;Berlusconi faccia posto a premier donna&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 12:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, faccia posto a una donna premier piuttosto che continuare a trattarci come merce di scambio&#8221;: parte da questo presupposto la manifestazione &#8216;Se non ora quando?&#8217;, in programma anche a Bari, come nel resto di Italia, domenica 13 febbraio, a partire dalle 10.30, da piazza Prefettura.<span id="more-2035"></span></p>
<p>A spiegare le ragioni dell&#8217;iniziativa, oggi a Bari, e&#8217; stato il Comitato promotore. &#8221;Le donne sono stufe di essere rappresentate come chi &#8211; hanno spiegato &#8211; per fare carriera vende il proprio corpo al miglior offerente; sono stanche di questa classe politica che non le rappresenta piu&#8217;; le donne non ne possono piu&#8217; di essere messe ai margini della vita pubblica. Ed e&#8217; per questo che e&#8217; arrivato il momento che Berlusconi se ne vada a casa e, perche&#8217; no, faccia posto a un premier donna&#8221;.</p>
<p>Sono molte le presenze previste alla manifestazione alla quale hanno aderito piu&#8217; di 30 fra associaizoni, partiti politici e sindacati. &#8221;Secondo le adesioni e le iscrizioni su facebook &#8211; spiega Giusi Giannelli, del centro documentazione e cultura delle donne &#8211; ci aspettiamo di essere almeno 3mila. Da molti paesi vicini stanno organizzando dei pulmann per venire domenica a Bari. E chi e&#8217; piu&#8217; lontano, per sesempio a Molfetta o Trani, sta organizzando la stessa manifestazione nella propria citta&#8221;&#8217;.</p>
<p>&#8216;Se non ora quando?&#8217; non sara&#8217; soltanto un corteo al quale parteciperanno anche molti uomini. La manifestazione prevede anche dibattiti, testimonianze dirette, un approfondimento sulle donne in Egitto e una riflessioni sulla attuale condizione delle donne secondo la modalita&#8217; dei &#8216;microfoni aperti&#8217;: chiunque puo&#8217; intervenire e dire la sua. Inoltre, nel bel mezzo del corteo i manifestanti hanno programamto un &#8216;flash mob&#8217;: staranno immobili come manichini per un minuto, tenendo in mano un cartellino con il prezzo del proprio corpo.<br />
Per Teresa Zaccaria, resopnsabile del Forum donne del Pd in Puglia, &#8221;non e&#8217; possibile che in un momento di tale crisi il capo del governo pensi ad &#8216;altre cose&#8217;. Ogi in Italia c&#8217;e&#8217; il piu&#8217; altro tasso mai registrato di inattivita&#8217; femminile e i fondi per contrastare la violenza alle donne sono stati tagliati. Se le donne fossero piu&#8217; coinvolte nella vita politica e istituzionale, le cose andrebbero molto meglio&#8221;.</p>
<p>&#8221;Non facciamo una manifestazione contro le escort &#8211; ha precisato Magda Terrevoli, della Commissione parti opportunita&#8217; &#8211; noi protestiamo contro questa gestione della cosa pubblica e contro la mancanza di futuro&#8221;. Alessandra Ricupero, della Rete della conoscenza, ha spiegato che &#8221;scendiamo in piazza contro il modello di donna che Berlusconi ha inculcato nella societa&#8217;. Non siamo oggetti di scambio &#8211; ha concluso &#8211; e vogliamo dire no al modo di fare carriera politica imposto da Berlusconi alle donne&#8221;.</p>
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		<title>Parte da Bari l&#8217;innovazione di Smau Business</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 15:01:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono più di tremila i visitatori attesi alla terza edizione dello &#8216;Smau Business&#8217;, l&#8217;evento dedicato alle tecnologie e all&#8217;innovazione, che ha scelto Bari per la sua prima tappa del 2011. Lo Smau, che sara&#8217; alla Fiera del Levante oggi e domani, fara&#8217; poi tappa a Roma, Padova e  Bologna, per tornare nella sua sede naturale, a Milano. <span id="more-2017"></span></p>
<p>A Bari ci  sono 80 espositori e i visitatori attesi sono circa 200 in  piu&#8217; rispetto  a quelli dell&#8217;anno precedente quando se ne registarrono  2.800. Sul sito  dello Smau (www.smau.it) si sono infatti iscritte il  25% dei persone in piu&#8217; del  2010. Numeri importanti se si considera che  a Milano, dove gli  espositori sono 600, i visitatori attesi sono  50mila. Alla sua presentazione, oggi alla Fiera del Levante di Bari, sono intervenuti il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l&#8217;amministratore delegato di Smau, Pierantonio Macola, e la vicepresidente e assessore allo Sviluppo eocnomico della Regione, Loredana Capone.</p>
<p>Lo Smau, in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha assegnato anche quest&#8217;anno il premio Itc Puglia a sei azende: l&#8217;avvocatura distrettuale dello Stati di Bari, epr aver dgitalizzato 380mila documenti; alla Banca popolare di Bari per aver ridotto i costi di gestioen dei sistemi informativi; al Ruggieri Group di Matera per aver migliorato la comunicazione fra i suoi dipendenti con un sistema informatico; al Comune di Salve (Lecce), per aver introdotto nuovi servizi digitali al cittadino; alla Geatecno di Modugno (Bari) per per aver migliorato e ridotto i tempi di preparazione preventivi; e al Gallo restaurant di Trani per utilizzare l&#8217;Ipad quale menu&#8217; digitale. Queste aziende sono state selezionate fra le 80 che si sono candidate onine, 30 in piu&#8217; rispetto alle 50 dell&#8217;anno scorso. Le candidature sono giunte da ogni provincia della regione.</p>
<p>Nel corso della presentazione Vendola ha sottolineato che &#8221;e&#8217; molto importante lo Smau per noi, perche&#8217; ci permette di sentirci protagonisti del cambiamento e un provincia d&#8217;Europa. Contro la crisi &#8211; ha aggiunto &#8211; tutto si puo&#8217; fare tranne che tagliare gli investimenti nell&#8217;istruzione perche&#8217; sono strategici non solo per la cultura geenrale del Paese, e questo so che non e&#8217; essenziale per le attuali classi dirigenti, ma per qualificare il sistema economico&#8221;. Capone ha invece ricordato &#8221;le sfide che vogliamo raggiungere: non e&#8217; sufficiente che la Regione lavori, abbiamo bisogno che anche i Comuni e le imprese ci diano una mano, affinche&#8217; preparino il terreno alla vera innovazione&#8221;.<br />
Macola ha spiegato che &#8221;Bari rappresenta, in termini di sensibilita&#8217;ì verso le nuove tecnologie, la Milano del Sud Italia. Ed e&#8217; con piacere che torniamo nel capoluogo pugliese per discutere, con imprenditori e manager, di come l&#8217;innovazione cambiera&#8217; il modo di lavorare in azienda&#8221;.</p>
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		<title>Musica, in arrivo il &#8220;Puglia Wave&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 13:28:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non c&#8217;é stato nessuno scippo nei confronti dell&#8217;amica Toscana, ma se esperienze come questa si clonano e riproducono altrove possono trovare nuove forme di vita e alimentazione: l&#8217;investimento in cultura è l&#8217;unico che ci può garantire un accesso al futuro&#8221;. Così il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha commentato in conferenza stampa a Roma il cambio di location per la grande manifestazione musicale Italia Wave Love Festival, che per la sua 25esima edizione lascia la Toscana, dove è nata, per svolgersi a Lecce dal 14 al 17 luglio.<span id="more-2003"></span></p>
<p>Il direttore del Festival Mauro Valenti ha sottolineato che &#8220;é una decisione presa sette giorni fa. Non siamo stati mandati via da Livorno (dove si sono svolte le ultime due edizioni, ndr), con il sindaco abbiamo mantenuto ottimi rapporti&#8221;. A proposito dell&#8217;ipotesi, ventilata a settembre, di un ritorno del Festival ad Arezzo, dove è nato, ha spiegato: &#8220;Ci sono stati motivi abbastanza seri di scontro con il Comune di Arezzo, non c&#8217;é stato un gran feeling. Con la nuova amministrazione della regione Toscana invece non c&#8217;é stato il tempo di conoscersi. Della Puglia ci ha attratto l&#8217;investimento in una cultura dinamica, aperta all&#8217;Europa e al Mediterraneo. Abbiamo trovato tutte quelle condizioni per essere desiderati e non subiti, siamo andati verso la Puglia ma non siamo fuggiti dalla Toscana, anzi spero di sviluppare con loro altri progetti&#8221;. Alla domanda se consideri lo spostamento in Puglia permanente, Valenti ha risposto: &#8220;Se tutto va bene siamo in Puglia per mettere dei semi e vedere se crescono&#8221;.</p>
<p>Il Festival, che negli anni ha ospitato artisti come Placebo, Jovanotti, Ben Harper, Nick Kave, Moby e ha lanciato band come Negrita, Afterhours, Almanegretta, Marlene Kunz, I Ministri, ad oggi ha ricevuto richieste di partecipazione da 2308 gruppi attraverso il contest per band emergenti. Tra queste ne sarà scelta una per regione e la Puglia sarà rappresentata da altre due giovani band. Ancora presto per conoscere i nomi dei grandi ospiti. Alla conferenza stampa presente anche Daniele Silvestri: &#8220;Ci sono anche motivi vagamente politici per cui sono contento di essere qui. Il fatto che in Italia qualcuno decida di investire sulla cultura è purtroppo una piccola rivoluzione e, se posso esserne testimone, ne sono contento&#8221;.</p>
<p>Tra i progetti su cui punta il Festival c&#8217;é Medwave, serata organizzata assieme a Siae e Sacem con gruppi musicali provenienti dai Paesi del Mediterraneo. Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, cultura e turismo della regione Puglia ha spiegato che la &#8220;Puglia partecipa al Festival con 200 mila euro, ai quali si aggiungono i 150 mila tra amministrazione Comunale e Provinciale di Lecce, su un budget che è di un milione e mezzo di euro&#8221;. Sulle eventuali stime del pubblico partecipante Godelli ha aggiunto che &#8220;é impossibile farne. Sappiamo però che le edizione precedenti in Toscana hanno portato fra le 70-100mila presenze&#8221;. Il Festival si svilupperà in quattro giornate, dallo stadio comunale per il main stage alle spiagge salentine, dal centro storico all&#8217;aeroporto di Lepore dove si esibiranno i Dj di Elettrowave.</p>
<p>La rassegna sarà rappresentata nel 2011 anche all&#8217;estero in appuntamenti internazionali legati a Italia Wave, membro fondatore della federazione dei Festival Europei Europe.</p>
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		<title>Regione Puglia, un Consiglio di &#8220;classe&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 23:25:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, la sua involontaria autoironia poteva trasformarsi in un boomerang politico: “Il Pdl non è un albergo ad ore” recitava infatti il titolo di un comunicato di Rocco Palese, capogruppo del Popolo della libertà in Regione. In tempi di “Ruby – gate” e festini sospetti, avrebbe potuto creare imbarazzi, ma dalla maggioranza non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, la sua involontaria autoironia poteva trasformarsi in un boomerang politico: <em>“Il Pdl non è un albergo ad ore” </em>recitava infatti il titolo di un comunicato di Rocco Palese, capogruppo del Popolo della libertà in Regione. In tempi di “Ruby – gate” e festini sospetti, avrebbe potuto creare imbarazzi, ma dalla maggioranza non hanno voluto infierire. Strano, perché quotidianamente, invece, scorrendo le agenzie lanciate dall’Ufficio stampa di via Capruzzi, i fuochi (dialettici) incrociati sono numerosi.<span id="more-1987"></span></p>
<p>E il politichese si vede spesso sostituito da un linguaggio più che quotidiano, quasi imbarazzante per una comunicazione che osa definirsi “istituzionale”. Basta fare un salto sul sito del Consiglio regionale pugliese e rileggere le agenzie dell’ultima settimana, per farsi un’idea.</p>
<p>Tra i consiglieri più attivi e fantasiosi, c’è Domi Lanzillotta (Pdl). Sulla questione rifiuti, ad esempio, addebita all’ex assessore Michele Losappio, di <em>“sparare numeri a capocchia, rivelatisi sistematicamente nei fatti ancor più illusori di quelli del lotto, che – a differenza di quelli di Losappio &#8211; possono anche, qualche volta, rivelarsi vincenti”</em>. A capocchia, avete letto bene. E allora che dire del commento del centrodestra alla<em> “nota strappalacrime”</em> dei capigruppo del centrosinistra che si rivolgevano all’assessore alla Sanità fresco di dimissioni: “<em>Siamo di fronte in effetti ad un patetico epitaffio, che &#8211; se fossi l’Assessore- mi indurrebbe immediatamente a toccarmi laddove normalmente non batte il sole”</em>. Un gentleman, come i consiglieri Eupremio Curto (Udc) e Pietro Iurlaro (Pdl), capaci di un siparietto che ha costretto il presidente del Consiglio, Onofrio Introna a un appello ufficiale per <em>“chiudere un’antipatica querelle che offende il loro ineccepibile profilo di amministratori pubblici e reca danno all’immagine complessiva dell’Istituzione. Neanche le rivalità di campanile giustificano toni alti”</em>.</p>
<p>La discussione è sul Piano di rientro sanitario. Curto vota a favore e Iurlaro lo bolla come <em>“boia consapevole della salute dei cittadini”</em>. La reazione del senatore è sulla stessa falsariga: <em>“Il mio parere è che effettivamente ci sarebbe bisogno di un boia politico capace di far rotolare a terra, politicamente parlando, le teste vuote come quella di Iurlaro”</em>.  Finita qui? Niente affatto. Iurlaro: “<em>Aprire bocca quando si ha qualcosa da dire è, evidentemente, una pratica sconosciuta al consigliere regionale Euprepio Curto, noto tuttologo della politica regionale. Troppi pensieri per una testolina evidentemente ormai colma di risentimenti, preoccupazioni e frustrazioni tipiche di chi, nel casino (o casinò) istituzionale provocato dalle logiche di un partito ballerino, zompetta felice su più tavoli da gioco”</em>. Chapeau.</p>
<p>I confronti diretti restano una costante: per Dino Marino (Pd) <em>“Palese fa lo gnorri”,</em> mentre  Massimo Cassano e Ignazio Zullo, a proposito di un articolato sul ddl istitutivo del Servizio idrico integrato scelgono il terreno della metafora:  <em>“E allora che potevamo fare se non chiedere se tutti i cavalli della maggioranza fossero presenti e disponibili in aula ad assoggettarsi allo sforzo di trainare un ulteriore carrozzone?”</em>.</p>
<p>Di istituzionale, questa comunicazione ha ben poco. Eppure basterebbe poco, per trovare un giusto compromesso tra il linguaggio “politichese” e il gergo quotidiano più vicino al popolo. Impossibile chiedere ai responsabili dell’Ufficio stampa di non passare questi comunicati, meno irreale pretendere dai nostri rappresentanti un rispetto maggiore del proprio ruolo. Lasciando  a casa boia, capocchie, casini e gnorri.</p>
<p><strong>Fulvio di Giuseppe</strong></p>
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		<title>Dal Cnr sei progetti per innovare il Sud</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 14:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le tecnologie avanzate per l&#8217;efficienza energetica, le fonti rinnovabili, la geotermia per la produzione elettrica, la gestione sostenibile della fascia costiera, il &#8216;Made in Italy&#8217; agroalimentare e i farmaci innovativi: sono questi gli ambiti dei sei progetti di ricerca per l&#8217;innovazione e lo sviluppo nel Mezzogiorno coordinati dal Consiglio nazionale delle ricerche, presentati oggi a Reggio Calabria. I progetti sono finanziati dalla Legge di stabilità 2010. <span id="more-1941"></span></p>
<p>&#8220;La scelta del Governo di affidare al Cnr il coordinamento dei fondi per progetti legati allo sviluppo del Mezzogiorno ci inorgoglisce &#8211; dice il presidente Luciano Maiani &#8211; e sapremo svolgere questo compito forti dell&#8217;approccio meritocratico che ci consente risultati di qualità internazionale, di una rete scientifica diffusa in modo capillare e coordinato nelle Regioni del Sud, e di una solida esperienza di collaborazione con università, enti di ricerca, industrie, istituzioni e tessuto sociale locali. Il Cnr al Sud conta 35 sedi principali di Istituti di ricerca, 72 sedi secondarie e sei aree di ricerca, con 2.241 unità di personale addetto alla ricerca su 2.522 totali (solo l&#8217;11% di personale amministrativo). Il Cnr è il maggior ente di ricerca nazionale ed è un motore di sviluppo per il Mezzogiorno. Oggi, in occasione della presentazione dei primi sei progetti vogliamo rilanciare il nostro impegno affinché Amministrazioni e imprese destinino sempre maggiori risorse alle attività di ricerca e innovazione che costituiscono un elemento ineludibile per lo sviluppo di questa parte importante del Paese. Chiediamo anche al Governo, e in particolare al Ministero del Tesoro e al Miur, di continuare a credere in questa nostra azione per il Mezzogiorno e a sostenere con nuovi investimenti le nostre attività&#8221;.</p>
<p>L&#8217;investimento per i progetti coordinati dal Cnr, alcuni dei quali si svolgeranno in collaborazione con Enea, è di 46,5 milioni di euro nel triennio, di cui 15 nel 2010, 13.5 nel 2011 e 18 nel 2012. Le ricerche affiancheranno le azioni previste dal Quadro strategico nazionale 2007-2013, cui fanno riferimento i progetti Pon e Por attivi nelle quattro regioni dell&#8217;obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia), estendendo il proprio campo di azione alle altre aree-obiettivo previste dall&#8217;articolo 44 della Legge finanziaria 2010 e integrandosi con la rete Cnr presente sull&#8217;intero territorio nazionale. I progetti. &#8220;Efficienza energetica&#8221; prevede lo studio e la realizzazione di sistemi di trigenerazione avanzati, anche con integrazione di fonti rinnovabili. E&#8217; inoltre prevista la realizzazione di sistemi di accumulo innovativi basati anche sull&#8217;utilizzo di celle a combustibile reversibili e la prototipazione di veicoli a impatto zero elettrico. Coinvolti gli Istituti Cnr di Napoli, Messina, Bari, Padova e Parma, aziende motoristiche e di componentistica per impianti con fonti rinnovabili. &#8220;Energia da fonti rinnovabili&#8221;. Il progetto è focalizzato sulle tecnologie per il fotovoltaico di prossima generazione e sulle tecnologie per la bioproduzione di idrogeno attraverso processi economicamente e ambientalmente più convenienti. In particolare, nel fotovoltaico di prossima generazione, è stata siglata la collaborazione degli Istituti Cnr (Itm Cosenza, Nnl Lecce, Iccom Bari, Ipcf Messina, Imm Catania, Ismn Palermo, Icb, Ictp e Imcb Napoli) con imprese quali X Group, Tozzi Renewable Energy e Dyesol Italia.</p>
<p>Per la bioproduzione di idrogeno, accanto ad alcune Pmi ubicate nel territorio campano, una multinazionale italiana di grande rilievo è pronta a localizzare nel Mezzogiorno una linea di attività per rendere energeticamente sufficiente i propri impianti di produzione nel settore food. &#8220;Ambiente mare &#8211; Gestione sostenibile della pesca nelle regioni del Mezzogiorno d&#8217;Italia&#8221;. Il progetto vuole sviluppare e implementare tecnologie per la gestione sostenibile della pesca ed essere uno strumento utile a una nuova fase di sviluppo delle attività ittiche nelle regioni meridionali, che permetta di conciliare redditività ed eco-compatibilità. Cruciale in tal senso è la collaborazione della rete scientifica del Cnr &#8211; Iamc di Mazara del Vallo, Capo Granitola, Messina e Oristano, Ismar di Foggia e Isac di Lecce e Roma &#8211; con il Mipaaf, le cooperative di pescatori, le organizzazioni di categoria, le capitanerie di porto e gli assessorati regionali. Il progetto &#8220;Geotermico Italia Meridionale&#8221; è focalizzato sullo sfruttamento del potenziale geotermico non convenzionale per la produzione di energia elettrica e sulla realizzazione di un atlante aggiornato delle risorse geotermiche. Tra gli istituti Cnr coinvolti: Iamc e Irea di Napoli, Imaa di Potenza, Irpi di Cosenza e Bari, Igag di Cagliari e Roma, Irsa di Bari e Roma. &#8220;Conoscenze integrate per sostenibilità e innovazione del Made in Italy agroalimentare&#8221;. L&#8217;obiettivo del progetto è aumentare la conoscenza del patrimonio genetico di microorganismi, piante e animali, che sono alla base dei prodotti Made in Italy per migliorare la sostenibilità e la qualità della produzione agroalimentare. Collaborano Istituti del Cnr di Bari, Lecce, Napoli, Palermo, Cosenza, Catania, Avellino, Sardegna e Lazio. &#8220;Genetica, medicina predittiva, sviluppo di diagnostici e farmaci innovativi&#8221;.</p>
<p>Le attività di ricerca del progetto &#8216;FaReBio di Qualita&#8221; (farmaci e reti biotecnologiche di qualità) mirano alla identificazione di nuove molecole per la cura di tumori farmaco-resistenti, malattie ereditarie rare, patologie autoimmuni e sclerosi multipla e di integratori alimentari per la prevenzione su base scientifica delle malattie. Tra le collaborazioni, gli istituti Cnr di Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e un network esterno di collaborazioni con oltre 20 imprese, università e centri di ricerca anche esteri.</p>
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		<title>Mercificare la Cultura &#8220;sfiducia&#8221; gli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 15:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con 324 no, 292 sì e 2 astensioni si è così concluso, in un&#8217;atmosfera che sapeva di farsa, il voto sulla sfiducia contro il ministro della cultura Sandro Bondi. In Aula numerosi assenti (veri e presunti) e due astenuti (freschi di compravendita). Mai fidarsi di strumentali e schizofreniche azioni politiche il cui unico risultato, certo e prevedibile, è la banalizzazione di ogni tipo di discussione.<span id="more-1801"></span></p>
<p>Bondi è colpevole, ma non è il solo. L’ingente taglio dei finanziamenti ai Beni Culturali (tre miliardi tra il 2008 e il 2013) è causa del degrado in cui riversa tristemente la maggior parte del nostro patrimonio, ma anche effetto di una politica culturale governativa che già da molti anni – troppi &#8211; pospone la redditività culturale alla redditività economica.</p>
<p>All’imperativo di conservazione – “categorico come l’imperativo morale” (Brandi) &#8211; corrisponde da anni il meticoloso svuotamento delle soprintendenze, tra pensionamenti e mancate assunzioni di personale tecnico, direttivo e dirigenziale. A questo si aggiungono le continue ingerenze che l’amministrazione dei beni culturali è costretta a subire.</p>
<p>Emblematico il ruolo assunto nel 2002 dal Ministero dei Lavori Pubblici (attualmente delle Infrastrutture e dei Trasporti), con la cosiddetta Legge Merloni (recentemente abrogata dal d.P.R. n.207 del 2010). La legge, pur riguardando sostanzialmente gli appalti pubblici, introduceva una nuova regolamentazione in materia di restauro dei beni culturali, mobili e immobili, inserendo questi ultimi nelle “Categorie di opere generali e specializzate &#8211; strutture, impianti e opere speciali” (art.107, d.P.R. n.207/2010), quasi esautorando il Ministero per i Beni Culturali di una delle sue principali competenze.</p>
<p>Nel frattempo le nostre Scuole di Alta Formazione in materia di restauro, legate al Ministero, afflitte dalla esiguità dei fondi, diventano sempre più elitarie o costrette a trasformare il proprio statuto giuridico (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro- ex ICR, dal 2007 organo del Ministero dotato di autonomia speciale). Nullo è il confronto tra il Ministero e l’Università.</p>
<p>Ulteriore conferma di questa svolta economicista del dibattito culturale, è la recente invenzione di una Direzione generale per la Valorizzazione, affidata a Mario Resca – dirigente d’azienda, sino al 2007 Presidente e amministratore delegato di McDonald’s Italia &#8211; che ha avuto la leggerezza di parlare dei nostri musei in termini di “Profit-making”: Arte ridotta a prodotto di consumo.</p>
<p>In preda ad una evidente confusione semantica, il concetto di valorizzazione è diventato sinonimo di sponsorizzazione pubblicitaria: la riscoperta del nostro patrimonio e del suo valore affidato a brevi spot nei quali si intima di tornare a visitare i nostri capolavori “altrimenti li portiamo via”, il tutto condito da un rumoroso sottofondo di elicotteri e gru (che dire, la realtà supera di gran lunga la fantasia!). E nell’ottica di una spettacolarizzazione della cultura si punta su veri e propri brand culturali, Colosseo, David di Michelangelo e il Cenacolo di Leonardo, in barba alla ‘tutela e promozione delle minoranze’.</p>
<p>Mai si era vista, in Italia, una tale ignoranza del valore culturale del patrimonio, un tale disprezzo per la sua funzione sociale e formativa, una simile riduzione dell’arte a pura merce. Risultato: stiamo letteralmente consumando senza pensiero il nostro patrimonio.</p>
<p>Insomma, per dirla con Settis, “quella in favore del nostro patrimonio culturale non è una battaglia né di destra né di sinistra (almeno non di questa destra né di questa sinistra): è una battaglia di civiltà”.<br />
Freschi di celebrazioni per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, non farebbe male ripensare alla nostra secolare tradizione culturale, giuridica e istituzionale: l’Italia, prima di ogni altro Paese al mondo, ha avuto coscienza del profondo legame che intercorre tra la propria storia culturale e la propria identità civica.<br />
Una storia lunga e coerente che ha trovato la sua massima affermazione in uno dei principi cardine della nostra Costituzione, l’art.9: “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione”. L’art.9 rientra tra i “Principi fondamentali”, esso giustifica “il richiamo, che ha valore speciale per l’Italia, ad uno stato di cultura e tutela dell’eredità di storia e bellezza del nostro Paese” (Così il Presidente Ruini nella seduta dell’Assemblea costituente del 22 dicembre 1947).</p>
<p>Il nostro patrimonio è innanzitutto un nostro prodotto, un prodotto culturale, elaborato da una “civiltà che ha valorizzato singoli monumenti grandi e piccoli, come parte di un insieme incardinato nel territorio, di una rete ricca di significati identitari…e questa cultura ha in primo luogo garantito in Italia la conservazione dei monumenti più che altrove.” (Settis)<br />
Mi chiedo, se non fosse stata “Pompei” a crollare? Il clamore suscitato è l’eccezione al silenzio e l’indifferenza di tante coscienze sopite.</p>
<p>Nell’ambito dei “beni e delle attività culturali” la decostruzione sistematica di valori e funzioni e l’abuso legittimato si pongono, invece, come una regola piuttosto che l’eccezione.<br />
Ed ecco l’ennesimo esempio: <a href="http://www.firmiamo.it/no-alla-legge-per-l-istituzione-della-guida-nazionale" target="_blank">http://www.firmiamo.it/no-alla-legge-per-l-istituzione-della-guida-nazionale</a></p>
<p><strong>Claudia Liturri</strong></p>
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		<title>Università, gli studenti “riformano” la Gelmini</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 17:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 40 decreti attuativi, tra deleghe, atti ministeriali e decreti legislativi, per rendere operativi i 29 articoli al centro del dibattito nell’autunno caldo studentesco.  La discussione sullo Statuto degli atenei, in cui le diverse realtà territoriali proveranno a contrapporre un’idea di università costruita dal basso alle spinte accentratrici e livellanti della Riforma.<span id="more-1756"></span> Le criticità rilevate dal Presidente Napolitano su professori aggregati, lettori, borse di studio e contratti per esperti.<br />
E poi &#8216;reclutamento, valutazione e adeguamento degli statuti&#8217;, ovvero le priorità di Mariastella Gelmini, che nei prossimi sei mesi, probabilmente già in sede di conversione del decreto milleproroghe,  partirà dalla definizione delle  nuove modalità concorsuali per trasformare le università pubbliche italiane.<br />
Non senza che i protagonisti del movimento anti-Gelmini provino a porre un argine ai danni paventati, nel tentativo di sfruttare &#8216;dall’interno&#8217; quei pochi margini di manovra che si aprono o di sperimentare nuove forme di protesta.<br />
L’approvazione della Riforma, ormai Legge 240/2010, non è bastata, infatti, a spegnere le proteste e disperdere i movimenti che tanto in questi mesi l’hanno combattuta e, sebbene tutti ammettano che la sconfitta politica c’è stata, ora urge capire come riorganizzare la battaglia.<br />
Nessuno osa ancora fare previsioni, né tantomeno bilanci, su cosa succederà entro il 2011 nei singoli atenei: l’obiettivo pare da più parti intervenire in quel complesso iter burocratico (per ostacolarlo nel suo disegno originale, s’intende) che rappresenterà la vera costruzione passo dopo passo della Riforma.<br />
Lo scenario è certamente cambiato, pur se ancora nebuloso, e lo hanno ben capito i ricercatori del CRUNIBA, che mercoledì scorso in assemblea hanno definito le prossime mosse per spostare la mobilitazione dal piano nazionale a quello locale, focalizzando l’attenzione sul problema della rappresentanza (negli organi centrali così come nei singoli dipartimenti), sulla tutela dell’autonomia della ricerca, sull’attribuzione delle risorse e sulla retribuzione per le attività didattiche svolte.<br />
L’Assemblea ha, inoltre, deciso che &#8216;i ricercatori di Bari sono invitati a valutare in apposite assemblee di facoltà se riprendere l’attività didattica in alcuni corsi di laurea, purché qualificanti e particolarmente rilevanti per la ricerca e per la funzione dell’Università statale&#8217; (il testo integrale della mozione è disponibile <a href="http://www.lalternativa.it/universita-la-mozione-dei-ricercatori-baresi/" target="_self">qui</a>…).<br />
I ricercatori di Bari, dunque, cambiano strategia, revocano parzialmente l’indisponibilità a farsi carico della didattica e lanciano la proposta di elaborare un’idea di università diversa, pubblica, indipendente e d’eccellenza, all’interno del confronto con le altre componenti di Uniba per la scrittura dello Statuto d’Ateneo.<br />
L’Alternativa ha raccolto le voci critiche e le proposte di altri protagonisti del dibattito sul futuro dell’Università di Bari ad un mese di distanza dal via libera al Senato della Riforma.</p>
<p><strong>Rettore Corrado Petrocelli</strong><br />
<a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/rettore_bari1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1776" style="margin: 6px 11px;" title="rettore_bari" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/rettore_bari1.jpg" alt="" width="157" height="236" /></a>&#8220;In attesa di più di 40 decreti attuativi, c’è ancora tempo per le proposte. Sarà la discussione tra tutte le componenti dell’Università di Bari ad elaborare la nostra idea di Università, e non voglio anticipare questo confronto. La Statuto d’ateneo andava comunque rinnovato e contiamo di farlo nei prossimi nove mesi: in questo senso spero che il governo corregga la linea centralista fin’ora mantenuta e rispetti l’autonomia e le scelte dei singoli  atenei.<br />
Sottoscrivo i rilievi del Presidente Napolitano (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-30/napolitano-promulga-riforma-gelmini-172414.shtml?uuid=AYXx3kvC&amp;fromSearch" target="_blank">http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-30/napolitano-promulga-riforma-gelmini-172414.shtml?uuid=AYXx3kvC&amp;fromSearch</a>), come quello sui cosiddetti &#8216;esperti esterni&#8217;, in quanto le competenze non si valutano dal reddito, ma dalle capacità professionali. Per quanto riguarda i lettori, già vivono da anni in una sorta di &#8216;limbo&#8217; relativo all’inquadramento giuridico della loro figura: a mio avviso bisognerà fare in modo che ci siano in ogni ateneo dei veri e propri centri linguistici specializzati, pronti ad accogliere studenti da tutto il mondo, piuttosto che mantenere gli esperti di lingua in maniera frammentata, distribuiti tra i singoli dipartimenti.<br />
Alcuni cambiamenti che toccano l’Università degli Studi di Bari sono di carattere nazionale, come i concorsi, per cui è prevista la presenza di una commissione nazionale ed una lista di idonei. Altri sono già in atto nella nostra università: si pensi al Codice Etico, che si affianca alla Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti, ed alla razionalizzazione dei corsi di laurea, già avviata a Bari non solo per esigenze di bilancio, ma per migliorare qualità ed efficienza (non a caso non abbiamo fatto solo tagli, sono addirittura nati nuovi corsi).<br />
La distribuzione di compiti e competenze diverse tra i dipartimenti, come la didattica o la chiamata per i docenti, non è di per sé un fatto negativo, ma bisognerà fare in modo di conservare nel complesso il coordinamento dell’offerta formativa.<br />
L’Università di Bari è, inoltre, una tra le 5 università (su 88) in cui il mandato del Rettore è già limitato a tre anni (ragionamento giusto, ma che io estenderei anche ad altre categorie, come i Parlamentari!): il Rettore, però, dovrebbe continuare ad essere eletto da tutto il mondo universitario, senza escludere personale tecnico, rappresentanti degli studenti e ricercatori.<br />
Per quanto riguarda la governance degli atenei, nei Consigli di Amministrazione entreranno 3 o più membri esterni di &#8216;qualificate competenze ed esperienze&#8217;, ed è su questa definizione che bisognerà giocarsi la partita: deve trionfare l’idea di una ricerca libera e autonoma, pur mantenendo legami costruttivi con il territorio.<br />
Tasto dolente sono le questioni economiche: quella di Bari non è una situazione che può risolversi, anzi i tagli renderanno il buco di bilancio un problema insostenibile. Condivisibile l’idea di valutare gli atenei, ma i criteri devono essere equi e va tenuto conto che le università sono diverse per ragioni storiche, dimensioni, caratteristiche, perché è diverso il territorio con cui si confrontano, con un differente tessuto infrastrutturale, bancario e industriale, con una maggiore o minore capacità di assorbire il capitale umano che l’università forma. Bari non è Trento, quindi la nostra valutazione non va fatta in relazione alle casse di Trento, ma sulla base di come stiamo noi, per esempio, rispetto a 4 anni fa: se abbiamo fatto progressi, allora non è giusto che ci venga tagliato l’FFO.<br />
Meritiamo o no che si tenga conto del fatto che stiamo inaugurando il cantiere per un asilo nido per dipendenti all’interno del Campus, che siamo sede del servizio civile e dello sportello per il volontariato, che abbiamo aderito alla Banca del Tempo?&#8221;<br />
<strong><br />
Studente &#8211; Leonardo Madio, Link Bari</strong><br />
<a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/leo_madio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1761" style="margin: 6px 11px;" title="leo_madio" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/leo_madio.jpg" alt="" width="157" height="235" /></a>&#8220;Il ddl Gelmini, ora legge, distrugge l’attuale sistema di diritto allo studio. Non solo si delega il Governo ad intervenire con una riforma che non passerà dagli scranni del Parlamento, ma, mentre si introduce il Fondo per il merito, si continuano a tagliare le borse di studio per gli aventi diritto: capaci, meritevoli e con condizioni economiche svantaggiate.<br />
In Puglia tantissimi studenti saranno costretti a decidere sul loro futuro, scegliendo se continuare o meno il percorso di studi, con la copertura delle borse di studio ai minimi storici.<br />
Ora la partita sulla “privatizzazione dell’università” si sposta a livello di Ateneo, con l’adeguamento degli Statuti alle disposizioni contenute nel ddl Gelmini. Stiamo lavorando, a Bari come in altre città in cui Link è presente, su proposte di Statuto giuridicamente coerenti, ma in grado di evitare che le Università vengano snaturate dalla loro funzione formativa con l’ingresso di soggetti privati.&#8221;</p>
<p><strong>Professore associato &#8211; Roberto Gagliano Candela</strong><br />
<a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/roberto-gagliano-candela1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1775" style="margin: 6px 11px;" title="roberto gagliano candela" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/roberto-gagliano-candela1.jpg" alt="" width="157" height="225" /></a>&#8220;Con l’approvazione del ddl Gelmini una parte consistente della docenza universitaria (associati e ricercatori), una parte che sinora ha assicurato la didattica e la ricerca all’interno dell’istituzione, non sarà più rappresentata, non eleggerà più il Rettore (perché ad eleggerlo saranno i soli professori ordinari), non governerà più i dipartimenti perché a farlo saranno chiamati esclusivamente gli ordinari. Inoltre, non farà più parte delle commissioni di concorso per il reclutamento del personale universitario e per la progressione interna di carriera, in quanto delle commissioni faranno parte, ancora una volta, solo professori ordinari.<br />
La legge richiede, poi, che tutti i componenti del Cda siano &#8216;in possesso di comprovata competenza in campo gestionale e di un’esperienza professionale di alto livello&#8217;, senza distinguere fra componenti eletti nell’ambito del corpo docente ed esterni, facendo così mancare il discrimine fra criterio della rappresentanza e criterio della competenza. La formulazione dei requisiti indicati appare, dunque, troppo vaga per impedire l’ingresso nel Cda di esterni caratterizzati per appartenenze o filiazioni che nulla hanno a che fare con soggettive competenze gestionali o esperienze professionali. La previsione di una percentuale elevata di esterni rischia, inoltre, di introdurre elementi di conflittualità con i componenti designati dal corpo docente, con pregiudizio del buon andamento dell’amministrazione universitaria in violazione dell’art. 97 della Costituzione.<br />
Il cofinanziamento privato dei posti di ricercatore a tempo determinato e dei docenti, infine, identificando anche il soggetto, porterà fra una decina d’anni ad una università controllata da enti politici e privati. Addio autonomia dell’Università, possiamo ben dirlo!<br />
E in tutto ciò la copertura finanziaria dov’è? Non si fanno riforme senza soldi!&#8221;</p>
<p><strong>Studente &#8211; Rogero Paci</strong><br />
<a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/rogero-paci.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1771" style="margin: 6px 11px;" title="rogero paci" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/01/rogero-paci.jpg" alt="" width="160" height="243" /></a>&#8220;I rilievi del Presidente Napolitano alla Riforma Gelmini riguardano cavilli tecnici, criticità che non vanno a stravolgere l’impianto e gli obiettivi del provvedimento. Non a caso sono stati accolti con il sorriso sulle labbra dal Ministro. D’altronde se davvero si sperava di ottenere qualcosa da Napolitano, è ancora più comprensibile come il limite del movimento studentesco 2010 sia stato, ancora una volta, quello di non avere un disegno chiaro di un altro mondo possibile, alternativo a quello che ha come diretta conseguenza la Riforma Gelmini e tutte le riforme della scuola approvate negli ultimi 15 anni. Dobbiamo essere noi studenti a riprenderci i luoghi del sapere; se aspettiamo che qualcuno dall’alto sia così buono da restituirceli (e bisogna vedere a che prezzo), la nostra battaglia è persa in partenza.&#8221;</p>
<p><strong><br />
Silvia Dipinto</strong></p>
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		<title>Checco Zalone al Petruzzelli, “Scappo in Svizzera con Mina”</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 16:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa è la mia ultima apparizione in pubblico, voglio fuggire in Svizzera come Mina e ci vedremo forse tra tre anni&#8221;: Checco Zalone ha aperto così, ieri sera al Petruzzelli di Bari, la &#8216;lezione di cinema&#8217; che ha tenuto nell&#8217;ambito del &#8216;Bif&amp;st&#8217;. Con lui sul palco c&#8217;erano anche il pugliese Gennaro Nunziante, il regista di &#8216;Che bella giornata&#8217;, e il produttore della Tao Due, Pietro Valsecchi. A consegnare loro il premio speciale &#8216;Numero 1&#8242;, ci ha pensato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, una delle imitazioni preferite e meglio riuscite di Checco. <span id="more-1731"></span></p>
<p>&#8220;Abbiano accettato questo incontro &#8211; ha detto Checco &#8211; a patto che non lo chiamiamo &#8216;lezione&#8217; perché di cinema non ne capiamo niente, altrimenti non avremmo incassato tanto&#8221;. &#8220;Abbiamo deciso di ritiraci in Svizzera &#8211; ha poi spiegato &#8211; perché siamo vittime di un bersaglio mediatico esagerato, nocivo, il confine tra la simpatia del pubblico e l&#8217;inflazione dell&#8217;immagine è labile&#8221;. &#8220;Sto vivendo una condizione umana difficile &#8211; ha aggiunto Zalone &#8211; come se fossi un opinion leader: ragazzi, è bruttissimo essere famosi&#8221;.</p>
<p>Valsecchi ha invece ricordato che è stato il figlio adolescente a fargli conoscere Zalone in televisione, e poi ha parlato di un incontro a Cortina d&#8217;Ampezzo con i due pugliesi. Checco e Nunziante hanno poi detto che il successo non ha cambiato la loro vita: &#8220;Una buona strategia è stata quella di restare in Puglia, lo star system è differente dalla vita che viviamo qui. Non vogliamo far parte di queste fiere&#8221; e, ha aggiunto Zalone, &#8221;io a Roma preferisco Capurso&#8221;.</p>
<p>Infine, parlando di &#8216;Che bella giornata&#8217;, hanno detto di non aver &#8221;fatto un&#8217;operazione culturale: un film funziona solo se non ci si propone d&#8217;insegnare qualcosa, funziona solo scrivere una commedia e dire divertiamoci&#8221;.&#8221;Il film Che bella giornata non vuole essere rassicurante &#8211; hanno concluso &#8211; anche se ti fa passare per plausibili una serie di cose, non vogliamo smuovere le coscienze, l&#8217;unica pretesa è far ridere per un&#8217;ora e mezza, siamo giullari non spetta a noi cambiare l&#8217;Italia&#8221;.</p>
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		<title>‘Leon &amp; Lena Circus’, il potere dell’amore</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 20:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una favola, un amore, e risate. Tante risate. All’Auditorium Vallisa è di scena Leon &amp; Lena Circus, storia di un principe annoiato e una principessa ballerina destinati a sposarsi.<span id="more-1591"></span></p>
<p>Fuggendo dalle nozze combinate, si incontrano e inconsapevolmente si innamorano. Il testo originale è di Georg Büchner ma Stefano Di Lauro l’ha riscritto e adattato al mondo del circo. Così si vedono clown, aviatori, lanciatrici di coltelli e un re che è la visione dissacrante (ed esilarante) del potere. L’appuntamento è dal 20 al 23 gennaio, alle 21 (solo la domenica alle 19,30). È questo l’evento che apre la prima stagione della Compagnia Vallisa intitolata a Giuseppe Solfato, autore e sceneggiatore barese recentemente scomparso. Un’apertura magica, ironica, e per così dire scoppiettante.</p>
<p>Info e prenotazioni: 080.5216276, strada Vallisa 24,  <a href="http://www.vallisa.it" target="_blank">www.vallisa.it</a></p>
<p><object style="width: 425px; height: 350px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fzoe72kyKok" /><embed style="width: 425px; height: 350px;" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/fzoe72kyKok"></embed></object></p>
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		<title>Riforma Gelmini, gli studenti vogliono abrogare la legge</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ddl Gelmini, ovvero la riforma dell&#8217;Università, non è piaciuto neppure al Capo dello Stato. Napolitano, infatti, ha sollevato alcuni dubbi, in particolare sul futuro dei professori aggregati e dei lettori madrelingua, che il ministro ha fatto finta di recepire ma dubitiamo ne abbia compreso il valore. Eppure, nonostante tutto, la riforma è legge. <span id="more-1486"></span>Nei prossimi giorni L&#8217;Alternativa cercherà di spiegarvi cosa cambia nelle Università e cosa pensano rettori, professori e studenti. Proprio questi ultimi, che sono tornati oggi nelle aule delle Università e delle scuole italiane, pare non siano affatto rassegnati ad accettare le conseguenze di una riforma contro la quale hanno protestato a gran voce. Assemblee, presidi e volantinaggi sarebbero già in programma in tutta Italia. Così come iniziative più &#8220;istituzionali&#8221; quali la richiesta di referendum abrogativo della riforma Gelmini.</p>
<p>Ci stanno lavorando gli studenti romani (gran parte della delegazione ricevuta al Qurinale prima dell&#8217;approvazione era composta da giovani degli atenei della Capitale) che studiano le modalità della raccolta delle firme necessarie a sottoporre a referendum la legge. Ma a Roma si programmano anche nuove manifestazioni in piazza: già da domani si riuniranno alcune assemblee di facoltà per &#8220;decidere le prossime iniziative contro la riforma Gelmini&#8221;. Al momento le facoltà non sono più occupate, ma gli universitari non escludono di poter riattivare le forme protesta messe in atto negli ultimi mesi dello scorso anno. Il primo appuntamento di sciopero è quello del 28, con l&#8217;adesione alla protesta della Fiom. E lo stesso faranno gli studenti di Palermo, dove gli studenti delle facoltà di Lettere e di Scienza stanno elaborando uno &#8220;statuto per l&#8217;autoriforma&#8221;, un documento che faranno pervenire al senato accademico.</p>
<p>Anche a Milano riprenderanno da domani sia le lezioni sia la mobilitazione studentesca contro la riforma, soprattutto negli istituti superiori e nei licei, con l&#8217;assemblea della Rete degli studenti. Già in programma alcune iniziative del Coordinamento dei Collettivi studenteschi. In particolare, i ragazzi dei collettivi volantineranno davanti a molti istituti per protestare anche contro le denunce che hanno colpito decine di studenti milanesi per le occupazioni dell&#8217;autunno. Mercoledì, inoltre, riunione dei collettivi. Non manifestazioni programmate e comunicate in anticipo ma azioni a sorpresa, blocchi improvvisi, attività anche eclatanti. Così, al momento, gli studenti di Napoli hanno immaginato per i prossimi giorni la ripresa delle iniziative di mobilitazione del movimento. Un assaggio, del resto, lo si è avuto, già nella giornata di ieri pomeriggio: un gruppo del coordinamento degli studenti autorganizzati campani ha attaccato manifesti con foto delle recenti proteste contro il ddl Gelmini sulle ringhiere dell&#8217;obelisco di piazza San Domenico Maggiore, nel centro storico di Napoli, e non sono mancati momenti di tensione con gli agenti della polizia municipale.</p>
<p>All&#8217;Università della Calabria è stata convocata per mercoledì un&#8217;assemblea di tutti gli studenti e iniziative sono previste anche all&#8217;Università di Reggio Calabria. In Veneto c&#8217;é già uno sciopero nella agenda di gennaio degli studenti vicentini: &#8220;Venerdì 21 &#8211; spiegano &#8211; aderiremo alla protesta della Filt-Cgil, ossia il settore trasporti, che riguarda soprattutto gli autisti dei pullman&#8221;. La settimana che si apre dovrebbe invece scorrere tranquilla. Sul fronte universitario il primo appuntamento di peso sarà per gli studenti la riunione tra i rettori delle università venete prevista a metà gennaio. In controtendenza, invece, l&#8217;iniziativa del Liceo Scientifico Copernico di Bologna, la cui occupazione &#8216;natalizia&#8217; &#8211; simile a quella del Liceo Canizzaro di Palermo &#8211; si è conclusa ieri, alla vigilia della ripresa delle lezioni. Era iniziata, dopo un primo tentativo fallito il 29 dicembre, lunedì scorso: in centinaia hanno partecipato agli incontri organizzati dagli studenti che hanno ricevuto la solidarietà dei ricercatori precari, degli universitari, di Usb e Fiom.</p>
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		<title>La Ricerca migliore? E’ quella pubblica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 13:54:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La ricerca di qualità si fa nelle Università italiane: lo rivela la prima classifica dei centri di ricerca che ospitano i migliori &#8216;cervelli&#8217;. Tra i primi 10 centri, infatti, sette sono Atenei pubblici: tra questi ci sono l&#8217;Alma Mater di Bologna che apre la graduatoria, il Cnr e la Statale di Milano che seguono a ruota. I primi due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca di qualità si fa nelle Università italiane: lo rivela la prima classifica dei centri di ricerca che ospitano i migliori &#8216;cervelli&#8217;. Tra i primi 10 centri, infatti, sette sono Atenei pubblici: tra questi ci sono l&#8217;Alma Mater di Bologna che apre la graduatoria, il Cnr e la Statale di Milano che seguono a ruota. <span id="more-1459"></span></p>
<p>I primi due istituti privati sono in ottava e decima posizione: l&#8217;Ospedale San Raffaele e l&#8217;Istituto nazionale dei tumori, entrambi milanesi. A precederli ci sono l&#8217;università di Padova, Roma La Sapienza, la Statale di Torino, l&#8217;Istituto nazionale di astrofisica. Mentre l&#8217;università di Firenze è nona.</p>
<p>La classifica è basata sul numero di scoperte di rilievo dei migliori scienziati e ricercatori. A contarle, i loro colleghi, anch&#8217;essi italiani, che però lavorano all&#8217;estero, riuniti nell&#8217;associazione Virtual italian academy (Via-academy), nata a Manchester.</p>
<p>Via-academy ha prima classificato i migliori cervelli attivi in Italia tenendo conto della quantità e della rilevanza accademica delle loro scoperte. Poi ha suddivisi per posto di lavoro, ricavando una classifica delle strutture.</p>
<p>Il valore delle ricerche di ciascuno studioso è misurato col cosiddetto indice h: se uno scienziato ha &#8216;h-index 32&#8242;, ad esempio, significa che ha fatto 32 scoperte citate ciascuna almeno 32 volte, in scoperte di altri suoi colleghi.</p>
<p>L&#8217;indice &#8216;h&#8217; privilegia in particolare i ricercatori che ottengono molti risultati di rilievo, a scapito di chi ne produce tanti ma di scarso interesse, o di chi fa il colpo isolato. Per la graduatoria, sono stati considerati solo gli studiosi con un indice h di almeno 30. Poi sono stati raggruppati per centri di ricerca, e per ognuno di questi si sono sommati gli indici h dei relativi ricercatori.</p>
<p>Più alta la somma, più alta la posizione in classifica.</p>
<p>Via-academy si è soffermata sui primi 50. Sono per lo più università statali, ma comprendono anche 11 università e istituti privati. L&#8217;ateneo di Pisa è all&#8217;undicesimo posto, seguito dall&#8217;Istituto Mario Negri e dagli atenei di Ferrara, Napoli e Genova. La Normale di Pisa è 22esima, la Bocconi 39esima, il Politecnico di Milano 47esimo.</p>
<p>Il limite principale della classifica, nota l&#8217;università di Bologna che ha diffuso la notizia, è forse il fatto che la valutazione non è necessariamente esaustiva. Gli studiosi considerati sono infatti solo quelli rintracciati dai loro colleghi.</p>
<p>E&#8217; però plausibile che col tempo, e la notorietà, la classifica (aggiornata in tempo reale) vada via via completandosi con un numero crescente di partecipanti. Altro limite di cui tener conto è che l&#8217;indice h funziona principalmente come paragone tra ricercatori del medesimo campo disciplinare, e che privilegia chi ha una lunga carriera alle spalle rispetto ai giovani, per quanto brillanti.</p>
<p>L&#8217;indice varia infatti sensibilmente tra ambiti diversi (é piuttosto alto ad esempio in campo biomedico) e privilegia, ovviamente, chi ha una lunga carriera alle spalle rispetto ai giovani per quanto brillanti. E dall&#8217;uso di questi dati bibliometrici escono di solito svantaggiati i ricercatori che non pubblicano in inglese.</p>
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		<title>Università, cosa hanno in mente gli studenti?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proteste con &#8220;effetto sorpresa&#8221; a Milano, blocco del traffico a Firenze. Continuano gli annunci degli appuntamenti in programma per domani (mercoledì 22 dicembre) negli atenei e nelle città.  In vista dell&#8217;annunciata approvazione del ddl di riforma dell&#8217;Università al Senato, gli studenti si stanno organizzato per un&#8217;altra giornata di assemblee e mobilitazioni. In queste ore il sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proteste con &#8220;effetto sorpresa&#8221; a Milano, blocco del traffico a Firenze. Continuano gli annunci degli appuntamenti in programma per domani (mercoledì 22 dicembre) negli atenei e nelle città.<span id="more-1431"></span> </p>
<p>In vista dell&#8217;annunciata approvazione del ddl di riforma dell&#8217;Università al Senato, gli studenti si stanno organizzato per un&#8217;altra giornata di assemblee e mobilitazioni. In queste ore il sito &#8220;Atenei in rivolta&#8221; sta pubblicando le diverse iniziative che, da Nord a Sud, si susseguiranno per tutto il corso della giornata, in concomitanza con il corteo nazionale di Roma.</p>
<p>MILANO: Qui il da farsi si deciderà &#8220;all&#8217;ultimo momento&#8221;. &#8220;Unico presidio certo &#8211; si legge sul sito &#8211; quello previsto alle 9 davanti alla Statale in via Festa del Perdono. In base al numero di partecipanti e al risultato che uscirà da Palazzo Madama, potrebbe trasformarsi in un corteo o in un punto di partenza per le azioni simboliche di piccoli gruppi di studenti&#8221;. I ragazzi dell&#8217;Accademia di Brera hanno in programma &#8220;blitz creativi su cui però mantengono il riserbo&#8221;. &#8220;Si deciderà probabilmente all&#8217;ultimo, cercando di coordinarsi via telefono&#8221;, spiegano sul sito alcuni studenti che hanno partecipato a una riunione alla facoltà distaccata di Fisica della Statale. -</p>
<p>FIRENZE: &#8220;Traffico bloccato&#8221; nel capoluogo toscano. I collettivi annunciano: &#8220;Dopo la paralisi cittadina causa neve, prepariamoci allo stop del traffico causa studenti&#8221;. Mentre la città finisce di liberarsi da ghiaccio e neve, per domani pomeriggio è previsto &#8220;un nuovo blocco della circolazione, in segno di protesta contro la riforma Gelmini. Faremo un grande corteo, bloccheremo le strade e colpiremo alcune location simboliche per manifestare il nostro dissenso al ddl&#8221;. Il ritrovo, si legge sul sito, sarà alle 16.30 in piazza San Marco, davanti al Rettorato.</p>
<p>ROMA: Fervono i preparativi per il corteo nazionale. &#8220;Già da oggi sit-in e blitz di studenti faranno da apripista alla mobilitazione&#8221;, spiega la sigla. Tra le altre cose, nel pomeriggio &#8220;gli studenti medi saranno in piazza Montecitorio alle 16 in punto per un flash mob veloce e divertente. Vogliamo così ridicolizzare questo clima di terrore alimentato da chi vorrebbe fermarci&#8221;.</p>
<p>BOLOGNA: Assemblea pubblica, domani, di universitari e studenti medi, mentre una delegazione bolognese sarà a Roma per la manifestazione nazionale.</p>
<p>PALERMO: Per domani &#8220;Atenei in rivolta&#8221; annuncia il quarto &#8220;Blocchiamo tutto day&#8221;, organizzato da universitari e studenti delle superiori.</p>
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		<title>L’Arte della solidarietà, quando la Street può salvarti la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:49:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi raccontiamo la storia di Mattia, un bimbo con la sindrome di Sandhoff, una malattia così rara che il sistema sanitario italiano stenta a riconoscere. Per fortuna, a riempire una parte del vuoto lasciato dallo Stato ci pensa quello che l&#8217;attuale governo ritiene inutile finanziare: l&#8217;arte. La famiglia di Mattia ha così trovato una mano tesa nella sensibilità di alcuni street artist italiani, che mettono a disposizione le proprie opere vendendo le quali si possono pagare alcune cure del piccolo Mattia e dei bambini con la sua stessa malattia.<span id="more-1358"></span></p>
<p>Francesco Fagnoni è un ragazzone sardo, grande e grosso come i menhir della sua terra. Da quando ha 17 anni vive a Londra e qui conosce Simona, una ragazza gentile di Napoli. Amano entrambi le culture alternative ed hanno la comune passione per i tatuaggi ed i piercing. Scocca l’amore e al momento di scegliere dove far nascere i propri figli, la giovane coppia decide di tornare in Italia. &#8220;E’ così che ci siamo messi nei guai con le mani nostre&#8221;, commenta amaramente Francesco che oggi ha 33 anni e vive con Simona, di 29, a Pozzuoli.</p>
<p>Poi spiega il perché. &#8220;Se hai un bimbo con una malattia genetica degenerativa, come il nostro Mattia, non vieni lasciato solo dallo stato inglese. Li&#8217; sono previsti aiuti e sussidi non solo economici&#8221;. Mattia ha 2 anni e mezzo oggi, ma a sei mesi il bimbo non gattona e non è in grado di stare seduto. E’ già cieco ma per il pediatra della Asl i due sono solo dei genitori ansiosi e il bimbo non ha nulla. Invece, allo &#8220;Stella Maris&#8221; di Pisa, l’Istituto Scientifico per la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dopo un anno di viaggi e day hospital si scopre che Mattia ha &#8216;La sindrome di Sandhoff&#8217;. Una rarissima malattia genetica degenerativa. In Italia sono solo 2 i bimbi che ne sono affetti.</p>
<p>&#8220;I malati non possono espellere le tossine prodotte dalle cellule cerebrali che pian piano si ammalano fino a rendere i soggetti ciechi, impossibilitati a muoversi, condannati ad una morte certa – ci spiega Francesco che li chiama bimbi chiusi in una scatola – perché hanno solo il tatto e l’udito per relazionarsi con il mondo esterno&#8221;. Pur sapendo che il loro bimbo non ha scampo, i due genitori fondano la &#8220;Mattia Fagnoni Onlus&#8221;. La loro volontà è farla diventare un punto di riferimento affinché nessuna famiglia sia più costretta a vivere il loro calvario anche solo per avere un consiglio o una diagnosi.</p>
<p>&#8220;E’ stata dura confrontarsi con la burocrazia e l’improvvisazione di tanti medici e infermieri – racconta Simona – per non parlare dei tempi tecnici per avere le attrezzature necessarie alla sopravvivenza di Mattia&#8221;. L’elenco è squalificante per un Paese che voglia dirsi civile: 6 mesi per il saturimetro, 6 mesi per l’aspiramuchi, 6 per la culletta antidecubito. Nel regno italico dei falsi invalidi un bambino cieco come Mattia aspetta da 6 mesi che il Centro invalidità di cecità civile di Napoli si degni di convocare i Fagnoni per le visite di controllo fondamentali per ottenere il riconoscimento dell’handicap del piccolo.</p>
<p>Francesco spiega come si stanno muovendo con la Onlus: &#8220;Stiamo raccogliendo fondi per la ricerca su questa malattia quasi sconosciuta. Nel farlo abbiamo coinvolto writers ed urban artists da tutto il mondo. Li abbiamo invitati a donarci una loro opera. A febbraio con l’assessorato alla cultura di Napoli stiamo preparando una 3 giorni in cui i writers e gli street artists che ci sono stati più vicini in questi anni sensibilizzino il pubblico alla solidarietà e all’attenzione verso i più sfortunati&#8221;. L’evento prevede live painting, interventi murali e l’esposizione degli oltre 1500 ‘pezzi’ donati dagli artisti alla &#8220;M.F. Onlus&#8221;.</p>
<p>E gli autori che hanno donato disinteressatamente i loro lavori non sono solo giovani sconosciuti, ma anche talenti quotati sul mercato e nelle gallerie di mezzo mondo. Tra questi c’è Blù che, &#8220;quando ci ha scritto accogliendo il nostro invito, ci ha raccontato di essere rimasto in silenzio per un sacco di tempo a pensare a quanto potesse essere dura da vivere la nostra situazione&#8221;. Ma la cosa che ha colpito Francesco è stata la disponibilità trovata in tante figure della scena street ben lontane dai &#8220;personaggi&#8221; che spesso i media gli cuciono addosso come spiega lui stesso: “Stan e Lex ci hanno scritto spesso per informarsi sulla salute del piccolo. I 999 ci ha donato più di un’opera. I Truly design e Microbo si sono messi subito in contatto con noi, così come ha fatto Zibe, Diego della Posta e tantissimi altri. Gli Americani spendono 100$ di spedizione eppure ci hanno inviato moltissimi lavori, tutto il panorama street di Bristol ha risposto al nostro invito con opere significative&#8221;.</p>
<p>Ma la gara è sempre al rilancio, come sanno bene gli street artist, e quindi l’invito resta valido. Per tutti quelli che abbiano voglia di dare il proprio contributo alla causa dei Fagnoni, l’indirizzo è:<br />
ASS. MATTIA FAGNONI ONLUS c/o Simona Marrazzo, vico Latilla 15, 80134 Napoli.</p>
<p>Una pagina della Mattia Fagnoni Onlus è disponibile anche su Facebook.</p>
<p><strong>phAntom reporter</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Ecco alcune delle opere:<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/sean-lee.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1387" title="sean lee" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/sean-lee-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/mason-storm.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1389" title="mason storm" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/mason-storm-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/serge-baeken.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1391" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="serge baeken" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/serge-baeken-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/billy-perkins.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1392" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="billy perkins" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/billy-perkins-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/the-young.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1396" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="the young" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/the-young-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/tony-perez1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1397" title="tony perez" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/tony-perez1-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/cecilia-maede.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1400" style="margin-top: 15px; margin-bottom: 15px;" title="cecilia maede" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/cecilia-maede-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/speedy-grafito.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1402" style="margin-top: 12px; margin-bottom: 12px;" title="speedy grafito" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/speedy-grafito-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a></strong></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/tom-brane.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1406" title="tom brane" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/tom-brane-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/evrie.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1407" title="evrie" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/evrie-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/zoka.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1409" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="zoka" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/zoka-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/rose-rawdha.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1411" style="margin-top: 12px; margin-bottom: 12px;" title="rose rawdha" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/rose-rawdha-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/borneo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1360" style="margin-top: 15px; margin-bottom: 15px;" title="borneo" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/borneo-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/etor.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1423" title="etor" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/etor-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/john-paul-gibbs1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1420" style="margin-top: 12px; margin-bottom: 12px;" title="john paul gibbs" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/john-paul-gibbs1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/zibe.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1422" title="zibe" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/zibe-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
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		<title>Sei “no” alla riforma Gelmini</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:36:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Senato accademico dell&#8217;Università del Salento ha approvato un documento nel quale si esprime &#8220;ancora una volta il dissenso su punti qualificanti&#8221; dell&#8217;impianto complessivo del ddl Gelmini di riforma degli atenei italiani. Lo rende noto l&#8217;Unione degli studenti (Udu) di Lecce, che ha promosso il documento.  Sei i punti salienti del documento. Vi si contesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Senato accademico dell&#8217;Università del Salento ha approvato un documento nel quale si esprime &#8220;ancora una volta il dissenso su punti qualificanti&#8221; dell&#8217;impianto complessivo del ddl Gelmini di riforma degli atenei italiani. Lo rende noto l&#8217;Unione degli studenti (Udu) di Lecce, che ha promosso il documento.<span id="more-1401"></span> </p>
<p>Sei i punti salienti del documento. Vi si contesta &#8220;la drastica riduzione delle risorse assegnate all&#8217;università che penalizza in particolare gli atenei del Sud&#8221; e gli &#8220;effetti distruttivi&#8221; che la riduzione dei fondi avrà su ricerca e formazione.</p>
<p>Il Senato accademico impegna inoltre il rettore, Domenico Laforgia, a far presente la gravità della situazione nella Conferenza dei rettori. Nel documento, poi, si esprime &#8220;preoccupazione&#8221; per &#8220;l&#8217;incapacità di garantire ai capaci e ai meritevoli fondi adeguati per realizzare il loro diritto allo studio surrogato dalla logica di prestiti d&#8217;onore affidati a società per azioni&#8221;.</p>
<p>Si manifesta inoltre &#8220;l&#8217;esigenza istituzionalmente non eludibile&#8221; di avviare un confronto produttivo con tutti gli studenti &#8220;al di là delle modalità, in taluni casi inaccettabili, attraverso cui si è espressa la loro legittima angoscia per l&#8217;assenza di futuro a conclusione dei loro studi&#8221;.</p>
<p>Infine il Senato accademico salentino &#8220;respinge con fermezza qualsiasi prospettiva che configuri in termini di esclusivo ordine pubblico la questione universitaria, nell&#8217;ambito di &#8216;arresti preventivi&#8217; incompatibili con la lettera e lo spirito della nostra Costituzione: articoli 9, 16, 17, 34&#8243;.</p>
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		<title>Gli studenti promettono, “domani saremo in tutte le piazze d’Italia”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:18:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Domani saremo in piazza a Roma e in molte città d&#8217;Italia, ancora una volta, contro il ddl università che sarà in discussione al Senato e contro i tagli a tutto il mondo della conoscenza&#8221;: lo afferma questa sera in una nota la Rete degli studenti.  &#8220;La nostra esasperazione &#8211; spiegano &#8211; nasce prima di tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Domani saremo in piazza a Roma e in molte città d&#8217;Italia, ancora una volta, contro il ddl università che sarà in discussione al Senato e contro i tagli a tutto il mondo della conoscenza&#8221;: lo afferma questa sera in una nota la Rete degli studenti.<span id="more-1378"></span> </p>
<p>&#8220;La nostra esasperazione &#8211; spiegano &#8211; nasce prima di tutto  dal comportamento di un governo sordo alle nostre rivendicazioni, che liquida gli studenti insultandoli con appellativi come asini, bamboccioni, facinorosi e che utilizza le azioni violente di pochi come capro espiatorio per non ascoltare l&#8217;intero movimento.</p>
<p>Intanto però questo governo precario continua a giocare con le nostre vite, tagliandoci il presente e il futuro, distruggendo scuole, università e ricerca. Vorremmo discutere di questo, del perché si è deciso che per far progredire il paese bisogna condannare i giovani alla precarietà di vita, del perché a nessuno importa che la maggior parte di noi è costretta ad abbandonare l&#8217;Italia per realizzarsi, del perché le nostre università devono diventare classiste e privatizzate, del perché le nostre scuole sono state distrutte con un taglio di 8 miliardi di euro ed un riordino dei cicli che elimina tutto il possibile&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo porteremo in piazza &#8211; conclude la nota &#8211; chiedendo delle risposte immediate come abbiamo sempre fatto, rigettando la violenza e i violenti, con una protesta pacifica, colorata, creativa ma incisiva e radicale che dia il senso dell&#8217;esasperazione e della rabbia che noi studenti viviamo sulla nostra pelle. Cortei, manifestazioni, flash mob, sit-in, occupazioni di monumenti e stazioni, iniziative creative si svolgeranno in tutte le città d&#8217;Italia da Venezia a Palermo passando per Modena, Reggio Emilia, Perugia, Roma, Grosseto, Barletta, ma la lista delle iniziative continua ad infittirsi&#8221;.</p>
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		<title>Buon compleanno alla banca del seme vegetale</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 15:01:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Tutte queste risorse genetiche vegetali, tutta questa agrobiodiversita&#8217;, sono il nostro passato che ci permette di costruire il nostro futuro&#8221;. Cosi&#8217; il direttore dell&#8217;istituto di Gentica vegetale del Cnr di Bari, Domenico Pignone, ha sintetizzato l&#8217;importanza della banca di semi vegetali che oggi feteggia i suoi primi 40 anni di attivita&#8217; nel corso dei quali ha raccolto, in Italia e nei Paesi del Mediterraneo, piu0 di 80mila campioni di semi.<span id="more-1340"></span></p>
<p>&#8221;La nostra banca di germoplasma &#8211; spiega Pignone &#8211; e&#8217; la quarta al mondo, in ordine cronologico, ad essere stata costruita. La prima fu costruita in Russia da Nicolaj Vadivov che e&#8217; stato lo scienziato che ha inventato qusta tematica; poi fu la volta di Germania, Usa e Italia&#8221;. &#8221;La nostra &#8211; ha ricordato &#8211; e&#8217; nata negli anni &#8217;70 ed e&#8217; stata pensata come riferimento per l&#8217;intero Mediterraneo: ha collezionato circa 80mila campioni&#8221;. Tra le scoperte dello staffi di studiosi che lavora nella banca, il direttore ricorda &#8221;quando, negli anni 90 in Albania, per conto della Fao abbiamo raccolto il germoplasma albanese a rischio di erosione a causa dell&#8217;nvasione di pratiche agricole occidentali&#8221;. &#8221;Questo istituto &#8211; sottolinea &#8211; ha portato in Italia la cultura delle risorse geentiche, della biodiversita&#8217;. Noi siamo quelli che hanno riscoperto il farro in Appennino. I primi che si sono occupati di rucola selvatica. Abbiamo scoperto la melanzata rossa che poi e&#8217; diventata un Igt, e abbiamo scoperto i mugnoli del Salento&#8221;.</p>
<p>Per Pignone, &#8221;l&#8217;agricoltura moderna e&#8217; basata sulla uniformita&#8217;: la necessita&#8217; di avere prodotti uniformi in tutte le zone del Paese &#8211; spiega &#8211; mette a rischio la biodiversita&#8217; che invece e&#8217; essenziale sia per l&#8217;identita&#8217; culturale del tettirorio ma anche per la nostra dieta. Un altro elemento, che ha piu&#8217; valore scientifco &#8211; aggiunge &#8211; riguarda il fatto che queste collezioni di germoplasma e&#8217; come se fossero una grande apparecchiatura, un sincrotone, che ci permettono di studiare i processi fisiologici delle piante, come vengono prodotte le sostanze utili all&#8217;uomo, e poi sono un serbatoio di geni unico per costruire le piante del domani&#8221;. &#8221;Per esempio &#8211; rileva &#8211; per realizzare piante resistenti ai cambiamenti climatici, o se i gusti dei consumatori cambiano, e vogliono il grano rosso, noi tra questi geni troviamo la possibilit&#8217;a di fare il grano rosso&#8221;.</p>
<p>&#8221;Per capire l&#8217;importanza di questa banca &#8211; ricorda il direttore &#8211; basti pensare che negli anni Venti una malattia distrusse i raccollti di mais degli Usa. Ma da una sola varieta&#8217; di germoplasma che avevea un particolare citoplasma resistente a questa malattia, il citolasma T, sono state sviluppate tutte le varieta&#8217; moderne di mais che ora si trovano non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo&#8221;. &#8221;Noi &#8211; ha continuato &#8211; siamo stati i primi al mondo a utulizzare la tecnologia del grande freddo&#8221;; infatti &#8221;per la loro conservazione, i semi vengono disidratati e conservati a zero gradi per la attivita&#8217; ordinaria come la rigenerazione e gli studi di ogni tipo; mentre a meno venti gradi si trovano i semi conservati a lungo termine&#8221;. Per quanto si possono conservare? &#8221;A lume di naso &#8211; conclude &#8211; ogni dieci gradi di temperatura in meno e ogni grado di umidita&#8217; in meno, raddoppiano la vita del seme: quindi in linea teorica li possiamo conservare per centinaia di anni&#8221;.</p>
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		<title>Quello di Bologna è il miglior Ateneo d’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 17:16:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Studenti bolognesi inorgoglitevi: l&#8217;Ateneo di Bologna è il migliore d&#8217;Italia. A sancirlo è il mensile Campus che premia però anche altre università italiane. Tuttavia, nella &#8216;classifica delle classifiche&#8217; di Campus,  l&#8217;Università di Bologna è al primo posto.<span id="more-1316"></span></p>
<p>Il magazine specializzato in  tematiche universitarie, in uscita domani, incorona l&#8217;Ateneo bolognese  come il migliore in assoluto del Paese. A renderlo noto è la stessa Alma  Mater Studiorum. Il &#8216;super ranking&#8217; di Campus ha incrociato i risultati  di dieci classifiche, tre nazionali e sette internazionali, che vedono  la presenza di università italiane e ha stilato la sua hit parade  riportando su una stessa scala tutti i punteggi per renderli  confrontabili e farne una media. Bologna risulta prima con la media più  alta, seguita da La Sapienza di Roma e dall&#8217; Università di Padova.</p>
<p>Seguono poi nella top ten l&#8217;Università di Torino, di Milano, di Pisa, la  Bocconi di Milano, l&#8217;ateneo di Firenze, il Politecnico di Milano e al  decimo posto l&#8217;Università di Pavia. &#8220;E&#8217; un bel riconoscimento e una  gratificazione per tutta la comunità universitaria, studenti, docenti e  personale tecnico-amministrativo &#8211; commenta il rettore Ivano Dionigi &#8211;  Ed è anche un bel regalo alla città di Bologna&#8221;. Tre le graduatorie  italiane prese in esame: la Guida all&#8217; Università di Campus, la  classifica di Censis-Repubblica e quella di Vision. Sette quelle  internazionali: l&#8217;Academic Ranking of World Universities (Arwu) di  Shanghai, la tedesca Che pubblicata dal quotidiano Die Zeit, il ranking  del Centre for Science and Technology Studies dell&#8217;Università olandese  di Leida (Cwts), la classifica dell&#8217;Higher Education Evaluation and  Accreditation Council (Heeact) di Taiwan, del politecnico francese Mines  Paris Tech, della spagnola Webometrics e della britannica  QS-Quacquarelli Symonds.</p>
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		<title>Pendolari scordatevi i treni, arrivano tagli del 50%</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 18:47:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Treni a rischio per il 2011. Con il nuovo anno il trasporto su ferro, che riguarda ogni giorno 2,7 milioni di pendolari, dovrà fare i conti con &#8220;un taglio di risorse&#8221; vicino al 50% e &#8220;la soppressione&#8221; di alcune linee. E al momento aumentano &#8220;disagi e prezzi&#8221;, a fronte della &#8220;mancanza di investimenti da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Treni a rischio per il 2011. Con il nuovo anno il trasporto su ferro,  che riguarda ogni giorno 2,7 milioni di pendolari, dovrà fare i conti  con &#8220;un taglio di risorse&#8221; vicino al 50% e &#8220;la soppressione&#8221; di alcune  linee. E al momento aumentano &#8220;disagi e prezzi&#8221;, a fronte della  &#8220;mancanza di investimenti da parte di Governo e Regioni&#8221;, anche se  Campania e Trentino Alto-Adige ottengono buoni risultati.<span id="more-1300"></span></p>
<p>Questa la  fotografia scattata dal nuovo dossier di Legambiente &#8216;Pendolaria 2010&#8242;  sulla situazione del trasporto ferroviario regionale e metropolitano in  Italia. I pendolari &#8211; afferma il rapporto &#8211; sono aumentati dell&#8217;11,5% in  tre anni anche se &#8220;dal 2002 il Governo investe oltre il 70% delle  risorse in strade e autostrade e solo il 13,7% in linee ferroviarie  nazionali e regionali&#8221;. Secondo Legambiente &#8220;l&#8217;allarme&#8221; riguarda  soprattutto il 2011 per il quale si prevede &#8220;una vera e propria  emergenza&#8221; con il &#8220;rischio soppressione&#8221; per treni e tratte, &#8220;nonostante  la crescita della domanda&#8221;.</p>
<p>Si parla di &#8220;154 treni a lunga percorrenza  (su 600), mentre per il servizio ferroviario pendolare mancano 800  milioni di euro rispetto al 2010 (meno 45%)&#8221;. Ma, anche le regioni sono  &#8220;avarissime&#8221;: nel 2010 &#8220;zero euro&#8221; da Umbria e Sicilia, &#8220;una miseria&#8221;  dal Veneto, pari &#8220;allo 0,04% del bilancio&#8221;, poco anche da Liguria e  Piemonte (0,12% del bilancio regionale). Si difendono solo il Trentino  Alto-Adige (investimenti intorno all&#8217;1% del bilancio per la provincia  autonoma di Bolzano) e la Campania (con investimenti pari allo 0,64% del  bilancio, e 77 milioni per nuovi treni) per gli investimenti: in 10  anni, per esempio, i viaggiatori al giorno sui treni sono cresciuti del  57% in Campania (punte del 75% nell&#8217;area metropolitana di Napoli).</p>
<p>Buoni  risultati anche per la Puglia (investimenti per 60 milioni, spesa pari  allo 0,61% del bilancio) e la Toscana (0,56% del bilancio), dove &#8220;nuovi  treni a doppio piano, recupero di stazioni, e memorario (orario  coordinato con altri mezzi pubblici)&#8221; hanno permesso &#8220;una crescita degli  abbonati del 18% in tre anni arrivando a 57.000 nel 2010&#8243;. Per  l&#8217;associazione è &#8220;urgente un cambio di rotta e investimenti capaci di  migliorare il servizio a beneficio della qualità della vita di tutti i  cittadini&#8221;. E, a detta del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati  Dezza, &#8220;questo Governo ha fatto scelte sbagliate&#8221;.</p>
<p>Analizzando le  risorse da reperire, la strada continua a vincere: &#8220;Manca il 61% dei  fondi per le ferrovie a fronte del 30% di quelli che mancano per le  strade&#8221;. Infine, osserva Legambiente, per il trasporto pendolare bisogna  puntare &#8220;a 5 milioni di cittadini trasportati nel 2020&#8243;, e &#8220;adeguare il  servizio agli standard di qualsiasi città europea&#8221;.</p>
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		<title>Università, a Bari termina la protesta ma continua la mobilitazione</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 18:37:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si e&#8217; conclusa nelle prime ore del pomeriggio la protesta dei circa 1.000 studenti dell&#8217;Universita&#8217; di Bari (polo umanistico e polo scientifico) che da questa mattina stanno manifestando contro la riforma Gelmini, contro il governo e contro tutta la politica. Il corteo degli studenti, ai quali si sono aggiunti gli alunni dei licei e alcuni rappresentanti dei dottori di ricerca baresi, dopo aver percorso le strade principali del centro cittadino si e&#8217; fermato davanti all&#8217;ingresso del Castello Svevo. Qui, gli studenti avrebbero voluto affiggere uno striscione con la scritta &#8216;Castelli di rabbia. Adesso assediateci&#8217;, ma le forze dell&#8217;ordine glielo hanno impedito.<span id="more-1294"></span></p>
<p>Non si sono registrati scontri, &#8221;solo un paio di spintoni &#8211; riferiscono alcuni studenti &#8211; tra noi e i poliziotti della Digos&#8221;. Quando le forze dell&#8217;ordine hanno bloccato l&#8217;ingresso del Castello, circa un centinaio di studenti ha alzato le mani in segno di resa, intonando &#8216;Imagine&#8217; di John Lennon, le cui note provenivano dal furgone usato per guidare la testa del corteo a ritmo di musica. Non ci sono state lunghe occupazioni di luoghi pubblici. Per poco meno di un&#8217;ora un centinaio di manifestanti ha occupato i binari ad un passaggio a livello a 300-400 metri dalla stazione ferroviaria. Cinque di loro sono stati fermati e trattenuti per una mezz&#8217;oretta dalla polizia che li ha poi rilasciati.</p>
<p>&#8216;Se ci bloccate il futuro, noi blocchiamo la citta&#8221; e&#8217; stato lo slogan scelto dai manifestanti che hanno esposto anche uno striscione con la scritta &#8216;La<br />
maggioranza sta come un&#8217;anestesia. Come un&#8217;abitudine&#8217;. Nei cori degli studenti, infatti, non sono mancati riferimenti alla mozione di sfiducia al governo votata oggi alle Camere: &#8221;Siamo qui &#8211; urlavano i ragazzi &#8211; anche per contestare il governo della mafia e della corruzione, che ha precarizzato tutto smantellando la scuola e l&#8217;universita&#8217;: questa &#8211; ribadivano &#8211; e&#8217; la sifducia degli studenti&#8221;.</p>
<p>&#8221;Noi vogliamo una riforma ma non questa della Gelmini &#8211; ha precisato Antonio Giampietro, responsabile della sezione barese dell&#8217;associazione dei dottorandi e dottori di ricerca italiani (Adi) &#8211; noi chiediamo in particolare la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca per avere una corsia preferenziale nei concorsi all&#8217;universita&#8217;. In Italia &#8211; ha piegato &#8211; si fanno 10mila dottori di ricerca l&#8217;anno, ma quando entreremo effettivamente nell&#8217;universita&#8217;, a 60 anni? E poi si parla di giovani ricercatori&#8221;. &#8221;C&#8217;e&#8217; una precarizzazione continua &#8211; ha aggiunto &#8211; e si fanno contratti solo a tempo determinato come gli assegni di ricerca. Ma &#8211; ha concluso &#8211; sa quanti assegni di ricerca emettera&#8217; l&#8217;universita&#8217; di Bari l&#8217;anno prossimo, con i tagli del governo? Zero&#8221;.</p>
<p>&#8221;Domani &#8211; hanno detto gli studenti rientrando dalla protesta &#8211; riprenderemo le assemblee per decidere nuove iniziative, sempre pacifiche, ma terremo alto il clima della mobilitazione&#8221;.</p>
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		<title>Sanremo, arrivano i giovani tra hip hop e jazz</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 20:19:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;é chi ha studiato al Cet di Mogol e chi invece ha partecipato a X Factor o a Ti lascio una canzone. Chi ama le canzoni di protesta e chi la classica melodia italiana, chi ha un&#8217;impronta grunge e chi invece adora il gospel e il ragtime: sono molto diversi tra loro i nove Giovani scelti dalla Sanremo Academy capitanata da Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi.<span id="more-1282"></span> </p>
<p>Si parte da ANANSI, all&#8217;anagrafe Stefano Bannò: la sua musica si ispira al reggae, all&#8217;hip hop, al pop e al rock, e i suoi temi preferiti sono pace, tolleranza, positività, autostima e coscienza della responsabilità sociale. Nato a Trento nel 1989 da genitori siciliani, nel luglio 2009 entra nella band Roy Paci &amp; Aretuska come vocalist e si esibisce in tutta Europa. E&#8217; marchigiana e ha 25 anni SERENA ABRANI. Cantautrice, partecipa alla seconda edizione di X-Factor. Ivano Fossati da dietro le quinte rimane favorevolmente colpito e le offre il suo appoggio. A febbraio 2010 firma un contratto con la Emi per un ep di sei inediti. Vengono da San Benedetto del Tronto ma vivono ad Ascoli Piceno i BTWINS. Eraldo e Giuseppe nascono il 5 febbraio del 1991. I due vengono alla luce a cinque minuti di distanza ma i medici notano subito un particolare: Eraldo è nato con la spalla sinistra rotta e Giuseppe con un occhio nero. Ognuno darà una sua versione dei fatti&#8230;. In ogni caso, nel 2008 frequentano il Cet di Mogol. I loro idoli sono Battisti e Jovanotti, ma anche Beatles, Queen ed Elvis Presley. Una storia particolare è quella di RAPHAEL GUALAZZI. Nato a a Urbino nel 1981, studia pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro. La sua musica è un mix di ragtime, blues, soul e jazz. L&#8217;album di debutto si intitola Love Outside The Window (2005), 11 inediti da lui composti e arrangiati e tre cover importanti (Summertime, Georgia On My Mind e Besame Mucho). Partecipa a diversi festival come Fano Jazz, Java Festival (con Indonesia) e il Ravello International Festival. Non solo: nel 2008 è uscita in Francia la compilation &#8216;Piano jazz&#8217; dove accanto alla sua cover di Georgia on my mind compaiono pezzi di Norah Jones, Ray Charles, Michael Petrucciani, Chick Corea, Thelonious Monk, Dave Brubeck, Nina Simone e Duke Ellington. INFRANTI MURI: è il bizzarro nome scelto dal quartetto di Asti. Il loro stile è grunge/trance e a Sanremo propongono &#8216;Contro i giganti&#8217;. Una sorta di appello a reagire alle false promesse di chi incita alla guerra e ai potenti che illudono la gente con le loro promesse. Di tutt&#8217;altro genere è MARCO MENICHINI, che propone &#8216;Tra tegole e cielo&#8217;, una classica canzone d&#8217;amore. Il suo stile ricorda vagamente Alex Baroni. Nato nel 1990 a Latina come Tiziano Ferro, Marco studia canto fin da bambino. Il primo concorso canoro è il Festival di Castrocaro 2008, dove riesce a ad arrivare in semifinale. MICAELA (Micaela Foti) è un&#8217;artista a tutto tondo, tra musica, danza e canto. Vince vari concorsi canori nazionali come il Festival delle Arti 2009 e nello stesso anno fa parte del cast di Ti lascio una canzone, con Antonella Clerici. Lavora con Gatto Panceri, autore di successi di Mina, Giorgia, Bocelli. Federico Granaldi, in arte NEKS, è di Roma e ha 17 anni. Il suo idolo è Eminem, e come tutti i rapper scrive i suoi pezzi. Nel 2008 inizia a registrarli al Game of Sound Studio a Nettuno, gestito da Er Sint, collaborando con rapper della zona. Un anno dopo crea il Rap Store Studio, gestito con un suo vecchio amico. Chiudiamo con LE STRISCE, un gruppo di Napoli. Le canzoni di Davide (voce), Andrea (chitarra), Enrico (chitarra), Francesco &#8216;Zoid&#8217; (basso) e Raffaele (batteria) pescano nei classici, dai Beatles a Dylan, fino ai giovanissimi Arctic Monkeys, senza rinunciare a un pizzico di beat. I loro testi, diretti e pungenti, raccontano storie di ragazzi e di vita quotidiana, con il piglio sarcastico e l&#8217;ironia disincantata dei giovani di una città del sud Italia. Il loro primo album è uscito nel maggio 2010. A Sanremo cosa canteranno? &#8216;Vieni a vivere a Napoli&#8217;.</p>
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		<title>Quando l’innovazione si fa in Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 15:26:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le migliori idee imprenditoriali nate dalla ricerca scientifica provengono dalla Puglia. Al Pni 2010, Premio Nazionale per l’Innovazione giunto all’VIII edizione, tra gli oltre sessanta progetti di impresa in gara, selezionati dalle Start Cup regionali (le competizioni che ogni anno premiano i migliori piani di impresa innovativa), la Puglia ha trionfato aggiudicandosi il primo, il quarto ed il quinto posto. Il Pni 2010 è la più importante competizione nazionale per progetti di impresa ad alto contenuto innovativo nati in ambito universitario e degli enti pubblici di ricerca. <span id="more-1274"></span></p>
<p>In questa gara di enorme prestigio ha raggiunto il gradino più alto del podio “Amolab: Automatic Monitoring of Labor”, progetto presentato dal CNR di Lecce e selezionato a suo tempo da una Start Cup del CNR con il Sole 24 Ore, al quarto posto “Type One”, idea di una spin off (cioè da un’impresa proveniente da attività di ricerca) dell’Università del Salento scelta da Start Cup Puglia, la nostra competizione regionale (dove si classificò seconda), quinto posto per “Biofordrug” progetto presentato da una spin off dell’Università di Bari e selezionato da Start Cup Puglia (primo posto dell’edizione 2010), idea vincitrice anche del premio speciale offerto da UK Trade&amp;Investment per l’internazionalizzazione del progetto innovativo.<br />
Guardare queste idee nel dettaglio è come fare un tuffo nella scienza che sarà.</p>
<p>I progetti<br />
Amolab del CNR di Lecce, il progetto vincitore, è un dispositivo che permette di monitorare in modo non invasivo l’avanzamento del parto. Una vera rivoluzione che le mamme di ieri, di oggi e di domani, sottoposte in sala parto a tracciati e visite continue, avranno modo di apprezzare. Infatti non esisteva fino ad oggi alcun dispositivo in grado di misurare in modo obiettivo e soprattutto non invasivo i principali parametri relativi al parto di mamma e bambino. Amolab è un sistema che sfruttando le immagini ecografiche effettua tutte le rilevazioni necessarie dall’esterno del pube. Si serve infatti di ultrasuoni ed è in grado di misurare tutti gli indicatori di avanzamento del parto in modo automatico e oggettivo e quindi indipendente dalla sensibilità manuale dell’operatore. Riesce a misurare infatti svariati parametri, tra questi, la rotazione e la discesa della testa del feto, la posizione delle spalle, la dilatazione della cervice e le contrazioni uterine.<br />
Amolab si candida dunque a ridurre i rischi per la salute della gestante e del nascituro perché facilita la decisione dei medici mettendo a loro disposizione in tempo reale tutti gli indicatori di cui hanno bisogno. Una condizione tanto più importante se si pensa che gli errori di diagnosi sulla progressione del parto oscillano dal 50% all’80% anche da parte di medici esperti.<br />
Con questo dispositivo sarà ridotto il ricorso al cesareo che, con una media italiana del 38%, in alcune regioni arriva a raggiungere picchi di oltre il 60% dei casi.<br />
I brevetti di Amolab (uno nazionale e uno internazionale) sono già stati depositati ed esiste il prototipo. Adesso è indispensabile far conoscere la tecnologia e attrarre gli investimenti per arrivare al prodotto commerciale<br />
Con il quarto classificato Type One, progetto nato all’interno del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, transitiamo in uno scenario che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato fantascienza e invece appartiene ormai all’immediato futuro. Siamo nel campo dell’ingegneria tissutale. Il gruppo salentino ha elaborato un processo di estrazione del collagene da tessuti animali molto innovativo perché permette di estrarre collagene, utile sia alla cosmesi, sia alla preparazione di prodotti biomedici che servono a rigenerare tessuti umani come nervi recisi e ossa danneggiate da un trauma o dall’asportazione di tumori. Il test è già perfettamente riuscito negli animali. Se si asporta una frazione di nervo dietro la caviglia e si va ad inserire il medical device (dipositivo medico) all’interno di un tubicino collocato alle due estremità del nervo, il pezzo mancante si rigenera e il tubicino viene riassorbito. L’anno prossimo parte la sperimentazione sull’uomo già approvata dal comitato etico dell’ospedale San Raffaele di Milano. Il nuovo processo si applicherà al sistema nervoso centrale e periferico, alle ossa e alle cartilagini.<br />
Ma il collagene, che è la principale proteina del tessuto connettivo, è utilizzato anche per la preparazione dei cosmetici e nelle terapie anti-invecchiamento. Si calcola che la domanda di collagene andrà incontro ad un incremento esponenziale passando dai circa 165miliardi di euro nel 2007 ai 250miliardi del 2012 fino a raggiungere 370miliardi nel 2017.<br />
Per questo progetto che ha destato enorme interesse da parte delle case farmaceutiche, sono stati depositati già quattro brevetti, di cui tre al MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston (uno già registrato e due in fase di registrazione).<br />
Il progetto quinto classificato Biofordrug nato nella Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Bari si occupa di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e di patologie tumorali. L’idea imprenditoriale innovativa consiste nella progettazione e sintesi di radiofarmaci da utilizzare per una diagnosi precoce mediante la PET. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato infatti che l’origine del processo neurodegenerativo dell’Alzheimer ha inizio circa 20 anni prima del manifestarsi dei sintomi e che questo è legato ad un’alterazione numerica e funzionale di una proteina, la glicoproteina-P (P-gP), che svolge un ruolo protettivo nel sistema nervoso centrale.<br />
Il progetto dell’Università di Bari ha sviluppato e sperimentato radiotraccianti PET che permettono di monitorare e studiare, sin dall’inizio, l’attività e l’evoluzione di questa proteina. Il progetto acquista una particolare rilevanza perché il numero di malati di Alzheimer è in forte crescita ed il fenomeno è strettamente legato all’aumento della durata della vita. Se si riesce a fare una diagnosi precoce si ha più possibilità di intervenire per rallentare la progressione della malattia.<br />
Il progetto annovera sei brevetti internazionali e numerose pubblicazioni scientifiche.</p>
<p>“Suggestioni scientifiche ma anche di grande impatto sulla qualità della vita”.<br />
Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha definito i tre progetti pugliesi vincitori del Premio Nazionale dell’Innovazione, “tre progetti che sono frutto – ha continuato Vendola – non soltanto dell’eccellenza dei gruppi di ricerca e dei ricercatori ma anche del lavoro ostinato che in questi anni la regione Puglia ha fatto perché l’innovazione fosse un sistema. Solo nel 2005 eravamo agli ultimi posti della classifica europea, eravamo tra regioni più arretrate in termini di investimenti per l’occupazione e la ricerca. Oggi invece noi con il lavoro svolto dall’Arti, con la capacità di far nascere nuove imprese e quindi di organizzare spin off e di mettere in rete il mondo accademico, il mondo della ricerca e quello economico, abbiamo accompagnato tanti laboratori ad essere protagonisti di una rete più grande della modernità e dell’incivilimento. Se ci fosse un patriottismo regionale e se si dovesse sbandierare la bandiera della regione Puglia, il giorno migliore sarebbe proprio questo, quando cioè la Puglia guadagna risultati di eccellenza nel campo dell’avanzamento tecnologico e scientifico”.</p>
<p>Per la vice presidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone “questi risultati sono la prova vera di politiche mirate. Possiamo dire che è stato questo governo regionale con la sua attenzione per la ricerca a spingere e accompagnare i progetti premiati al PNI 2010. Un impegno intenso che da solo però non è sufficiente. Adesso tocca al Governo nazionale fare la sua parte ed è indispensabile che anche le banche e le imprese programmino investimenti nell’innovazione. Sarebbe davvero fondamentale poter realizzare incubatori dove gli scienziati possano concretamente lavorare per gettare le basi del futuro. In un periodo in cui si parla di ripensare ai parametri che determinano un indicatore come il Pil, il peso della ricerca e dell’innovazione deve aumentare perché è questo il parametro del vero cambiamento”.</p>
<p>“Tre compagini pugliesi tra le prime cinque classificate al PNI 2010 – ha aggiunto la presidente dell’ARTI Giuliana Trisorio Liuzzi – sono il frutto di un impegno che parte da lontano. L’Agenzia regionale per l’Innovazione ha gestito questo processo, dando corpo al progetto ILO, un sistema coordinato di azioni a sostegno del trasferimento tecnologico, della nascita e del consolidamento di nuove imprese innovative. Di tale sistema è parte integrante la Start Cup Puglia, organizzata annualmente dall’ARTI dal 2008, che ha lanciato a livello nazionale queste nuove figure di ricercatori/imprenditori”.</p>
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		<title>No italiano? No permesso di soggiorno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 15:29:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova invenzione razzista del governo Berlusconi e della Lega: da domani gli immigrati che non superano un difficile test di italiano, con periodi ipotetici poco conosciuti dagli stessi ministri che hanno inventato il test, diventeranno automaticamente clandestini.<span id="more-1264"></span></p>
<p>Dal 9 dicembre 2010, grazie al decreto 4 giugno 2010 (firmato dai ministri dell&#8217;Interno e dell&#8217;Istruzione, Roberto Maroni e Mariastella Gelmini), gli stranieri che intendono richiedere il documento per soggiornanti di lungo periodo dovranno superare un test di lingua obbligatorio. Lo straniero che intende chiedere il rilascio del permesso per soggiornanti di lungo periodo dovrà presentare alla prefettura la richiesta di partecipazione tramite l&#8217;indirizzo www.testitaliano.interno.it. La prefettura lo convocherà entro 60 giorni per lo svolgimento della prova indicando data e luogo. L&#8217;esame si svolgerà con modalità informatiche ma, su richiesta, anche per iscritto.</p>
<p>&#8220;E&#8217; strutturato sulla comprensione di brevi testi, frasi ed espressioni di uso frequente&#8221;, sostengono dal governo. Ma le associazioni per la tutela degli immigrati parlano di test difficili anche per quanti l&#8217;italiano lo conoscono davvero: &#8220;Ci sono &#8211; spiegano &#8211; congiuntivi, condizionali, periodi ipotetici diterzo grado che non sanno usare neppure i parlamentari italiani&#8221;. Il contenuto delle prove che compongono il test, i criteri di assegnazione del punteggio e la durata della prova sono stabiliti uniformemente su tutto il territorio nazionale. Per superare la prova il candidato deve conseguire almeno l&#8217;80% del punteggio complessivo. Se l&#8217;esito è positivo, lo straniero può presentare la domanda e la questura, verificati tutti gli altri requisiti richiesti, rilascerà il permesso di soggiorno. In caso di &#8216;bocciatura&#8217;, lo straniero potrà ripetere la prova e inoltrare un&#8217;altra richiesta per sostenere il nuovo test.</p>
<p>Non tutti gli stranieri sono però tenuti a sottoporsi all&#8217;esame di lingua. E&#8217; infatti esentato dalla prova chi ha attestati o titoli che certifichino la conoscenza dell&#8217;italiano a un livello non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue; chi ha titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati): chi è entrato in Italia come dirigente, professore universitario o ricercatore, traduttore o interprete; chi è affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico. Insomma, chi è venuto in Italia a imparare l&#8217;italiano, dovrà dimenticarsi di farlo. Senza contare che questa prassi porterà alla nascita di scuole di italiano improvvisate, che speculeranno sulle difficoltà degli immigrati ai quali estorceranno i pochi soldi che hanno in tasca.</p>
<p>Chi chiederà il permesso di soggiorno in Alto Adige, inoltre, dovrà sapere non solo l&#8217;italiano ma anche il tedesco. Il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, ha infatti annunciato l&#8217;avvio di un &#8216;esamino&#8217; in tedesco per gli immigrati, che non sarà però vincolante. Gli immigrati che fanno il test d&#8217;italiano potranno, a titolo volontario, dimostrare anche la loro conoscenza del tedesco ed i &#8216;promossi&#8217; potrebbero avere una sorta di corsia preferenziale per quanto riguarda vari sussidi provinciali.</p>
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		<title>San Nicola, il Santo di “tutti”</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 17:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Santo che unisce due mondi, quello religioso e quello laico, il Sacro e quello profano, l’Oriente e l’Occidente, che nel suo culto e tradizione avvicina anche chi nel vivere quotidiano e’ diviso: semplicemente San Nicola di Bari, vescovo di Myra, Santo Patrono di tantissime citta’, venerato e amato in tutta Europa e nel mondo noto anche come Santa Claus, cioe’ Babbo Natale.<span id="more-1236"></span><br />
Pochi lo sanno ma a partire dai Paesi del Nord Europa e dalle Regioni del Nord Italia, San Nicola veste i panni di quel vecchio vestito di rosso dall’aria tanto simpatica che una volta all’anno porta i doni ai bambini piu’ buoni. E di San Nicola, nei panni di Santa Claus, se ne parla sempre di piu’ e anche per motivi che religiosi non sono come un film horror, molto contestato, di cui e’ involontario protagonista: la storia e’ quella di vescovo malvagio, Saint Niklas, che alla fine del Medioevo con una banda di mascalzoni terrorizza e deruba interi villaggi in Olanda dove il culto di Sinterklaas, cioe’ di San Nicola, che dispensa regali ai bambini, e’ diffuso e amato.<br />
Al di la’ delle varie interpretazioni, estimazioni o venerazioni, un dato e’ certo. Il Santo piu’ celebre al mondo per le sue azioni benefiche in vita, per i miracoli, per il carattere volitico, secondo la narrazione delle fonti storiche, capace di mettere a tacere anche i potenti di turno, e’ “barese” a tutti gli effetti dal lontano 1087 quando le sue ossa furono traslate a Bari da 62 “marinai”, che poi marinai non erano ma commercianti e cittadini della Bari medioevale. Uomini disposti a recarsi a Myra per sottrarre le ossa di quel Santo gia’ noto ai piu’, per regalare alla citta’ quella fama degna di una Citta’ Marinara che si rispetti, alla pari della piu’ nota Venezia e del suo  San Marco.<br />
Quel Santo, San Nicola, tanto amato e’ ricercato ogni anno da centinaia di fedeli e pellegrini che giungono a Bari da ogni dove. Ma la notte tra il 5 e il 6 dicembre, San Nicola e’ solo di Bari o almeno di quanti, per fede o per rito, affollano gia’ dalle 4 di mattina la Basilica, che custodisce le sue spoglie nella citta’ vecchia, per ascoltare la prima delle SS. Messe che si susseguono ogni ora per tutto il giorno. Molte ragazze non sposate, per credenza popolare, fanno visita alla colonna miracolosa posta nella cripta per ricevere la grazia del matrimonio. E c’è chi giura che quel contatto porti davvero fortuna.<br />
Fuori dalla Chiesa e’ un pullulare di gente, una citta’ che si sveglia poco prima dell’alba per venerare un Santo che le ha portato davvero quella notorieta’ tanto cercata con la trafugazione, cioe’ con il “furto” delle sue ossa, una fortuna che pochi riconoscono ma che Bari ha, da quel lontano 1087, e che continuera’ ad avere. In fondo, San Nicola, il Santo protettore dei forestieri, delle ragazze, dei bimbi, il Santo che unisce Ortodossi e Cattolici, Oriente ed Occidente, il Santo di tutti e’ pur sempre, soprattutto, il Santo di tutti i baresi, credenti e non.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><br />
Celeste Morea</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0805.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1240" title="DSCN0805" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0805-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0781.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1242" title="DSCN0781" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0781-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0779.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1245" style="margin-top: 6px; margin-bottom: 6px;" title="DSCN0779" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0779-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0783.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1246" style="margin-top: 6px; margin-bottom: 6px;" title="DSCN0783" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2010/12/DSCN0783-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Qualità della vita, Trento batte tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 14:56:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In quale città d&#8217;Italia si vive meglio? E, soprattutto, quali fattori rendono migliore la qualità della nostra vita? A rispondere ci prova uno studio congiunto di Italia Oggi e dell&#8217;Università La Sapienza, dal quale emerge un Nord più vivibile del Sud, con Trento che torna sul podio più alto delle province italiane per qualità della vita; e Napoli che continua ad essere la peggiore di tutte, simbolo di un Mezzogiorno che fa segnare quasi un tonfo.</p>
<p><span id="more-1208"></span></p>
<p>Se la passano bene le province delle grandi realtà urbane: Torino e Roma  svettano e guadagnano rispettivamente 40 e 25 posizioni rispetto all&#8217;anno scorso. </p>
<p>L&#8217;indagine sulle province italiane, ha valutato la qualità della vita analizzando 9 voci: ambiente, affari e lavoro, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.</p>
<p>Trento, provincia autonoma e reginetta del mitico nord-est, sopravanza tutte le altre realtà territoriali facendo il bis del 2002, imponendosi nella top ten su Mantova, Belluno, Bolzano, Pordenone, Siena, Cuneo, Sondrio, Aosta e Parma. La prima posizione della provincia di Trento per qualità della vita, sottolineano gli autori dell&#8217;indagine, si spiega con le buone performance archiviate negli ambiti affari e lavoro, ambiente, popolazione e servizi finanziari e scolastici.</p>
<p>Da sottolineare anche la grande rincorsa della provincia di Pordenone, quinta, che rispetto all&#8217;anno scorso recupera addirittura 32 posizioni; allo stesso modo di Aosta, risalita di 34 posti. Come nel 2009 anche quest&#8217;anno è la provincia di Napoli a occupare il posto di fanalino di coda della classifica, simbolo tuttavia di un Mezzogiorno &#8211; viene sottolineato &#8211; che fa segnare un ulteriore arretramento, cancellando i buoni risultati del 2009, quando era emerso un gruppo di province con caratteristiche omogenee (Campobasso, Foggia, Bari, Potenza e Matera) in cui la qualità della vita veniva giudicata accettabile.</p>
<p>In termini complessivi, informa l&#8217;indagine, le province in cui la qualità della vità è buona o accettabile sono 55 (contro le 57 dell&#8217;anno scorso); le realtà in cui è invece scarsa o insufficiente sono 48 (2 nel Nord-Ovest, 1 nel Nord-Est, 9 nel Centro e ben 36 nell&#8217;Italia meridionale e insulare). E, come accennato, proprio quest&#8217;ultimo dato sembra essere uno dei punti clou dell&#8217;indagine, evidenzia infatti una tendenza del nostro Meridione che nell&#8217;arco di un anno ha visto peggiorare le proprie performance in ordine sparso: da Agrigento a Crotone, da Brindisi a Salerno, passando per Foggia, Oristano, Catanzaro, Catania, Benevento e Sassari. Nelle province delle grandi città saltano agli occhi i casi di Roma, che raggiunge il 57esimo posto recuperando ben 25 posizioni, e anche Torino, ferma al 51esimo dopo aver recuperato ben 40 gradini; in terreno positivo anche Milano, fotografata al 49esimo posto (+5). Di segno diverso Bologna (21esima, -6), Firenze (13esima, -13) e Venezia (52esima, -11).</p>
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		<title>“E’ stato morto un ragazzo”, un film su Federico Aldrovandi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 18:42:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà cosa vuol dire davvero l&#8217;espressione &#8221;fare giustizia&#8221;. Chissà cosa significa perdere un figlio, un fidanzato, un amico per mano di qualcuno che tu paghi per proteggerti. Per mano di chi deve darti sicurezza e non la morte. Morire a 18 anni è sempre più ingiusto. Se a ucciderti, poi, non è la malattia ma l&#8217;ignoranza assassina di un mondo costruito per fare solo del male, allora cosa vorrà mai dire, a questo punto, &#8221;fare giustizia?&#8221;.<span id="more-1199"></span></p>
<p>Forse fare un po&#8217; giustizia puo&#8217; essere anche ricordare per sempre, non lasciare che neppure un uomo al mondo dimentichi lo squallore di un polziotto che causa la morte di un ragazzo di 18 anni. E&#8217; questo che prova a fare il film &#8220;E&#8217; stato morto un ragazzo&#8221;, del giornalista Filippo Vendemmiati, che ricostruisce la vicenda di Federico Aldrovandi, il 18enne morto il 25 settembre del 2005 durante un intervento di polizia. Il film è stato selezionato fra i migliori documentari italiani del 2010 e parteciperà in concorso al &#8220;Bif&amp;St-Bari International Film&amp;Tv Festival&#8221;, in programma nel capoluogo pugliese dal 22 al 29 gennaio 2011.</p>
<p>Della manifestazione dedicata al cinema che si tiene per la seconda volta a Bari, Ettore Scola è presidente e Felice Laudadio è direttore artistico. Il film del giornalista della Rai di Bologna, dunque, concorrerà al &#8216;Premio Vittorio De Seta&#8217; per il regista del miglior documentario italiano del 2010.</p>
<p>Il programma definitivo verrà annunciato nel corso di una conferenza stampa che si terrà lunedì 10 gennaio 2011 alla Casa del Cinema di Roma, presente anche Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia che promuove l&#8217;evento organizzato dall&#8217;Apulia Film Commission.</p>
<p>Per la morte di Aldrovandi i quattro poliziotti che fecero il controllo quella mattina sono stati condannati in primo grado per eccesso in omicidio colposo, e altri tre loro colleghi sono stati condannati per il depistaggio delle indagini.</p>
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		<title>Università, la protesta sbarca a Teatro</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 19:03:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La protesta degli studenti contro la riforma dell&#8217;Università a cura della Gelmini, si fa aulica e sbarca nei teatri di lirica. <span id="more-1169"></span></p>
<p>Il nuovo scenario della protesta universitaria sembrano proprio essere i teatri, attraverso i quali si salda anche il disagio dei lavoratori della cultura colpiti dai tagli: oggi è stato il caso del Massimo di Palermo, occupato e liberato dai ragazzi al canto di &#8220;Và pensiero&#8221;.</p>
<p>A ispirare questa occupazione sono stati gli studenti baresi che,  il 30 novembre, per primi hanno occupato il teatro Petruzzelli. E ieri, invece, é stata la volta degli studenti dei Dams di Roma 3 all&#8217;apertura della stagione dell&#8217;Opera e, soprattutto, al San Carlo di Napoli, dove i rappresentati delle maestranze e dei musicisti hanno detto che un incontro pacifico è stato reso violento dall&#8217;intervento della polizia. E dove oggi gli studenti sono tornati per imbavagliarsi davanti al teatro.</p>
<p>Al momento non si hanno notizie di particolari iniziative, ma martedì è in programma la prima della Scala: già i sindacati Cgil e Cub hanno annunciato la loro protesta nella piazza, con i Cub che hanno esteso l&#8217;invito agli studenti. E sempre martedì a Firenze è prevista la prima della Tosca. A Palermo, dopo quanto avvenuto a Napoli tutto si è svolto senza particolari problemi: il direttore di sala ha denunciato di essere stato aggredito.</p>
<p>Intanto, alcuni dei circa tremila studenti che stavano manifestando contro la riforma Gelmini, hanno occupato all&#8217;improvviso il Teatro Massimo, uno dei più grandi d&#8217; Europa. I manifestanti sono entrati all&#8217;interno del Teatro, la cui biglietteria era aperta, invadendo la platea e salendo sul palco del tempio della lirica. Poi, prima di uscire, assieme al coro del teatro, hanno intonato &#8220;Và pensiero&#8221; e sono stati applauditi dagli attori che stavano provando &#8220;La fanciulla del west&#8221;.</p>
<p>Alla protesta, come in altre parti d&#8217;Italia hanno partecipato sia gli alunni di alcuni istituti superiori della città sia gli studenti universitari che già questa mattina avevano occupato simbolicamente l&#8217;aula magna della facoltà di Ingegneria.</p>
<p>Sul versante politico è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale riformare l&#8217;università è indispensabile, &#8220;ma è necessario introdurre il criterio del merito&#8221;. Per Fini non vi è dubbio che la protesta di questi giorni ha visto in campo ragazzi strumentalizzati, &#8220;i professionisti della protesta&#8221;, ma anche molti giovani &#8220;che esprimevano il desiderio di migliorare le cose&#8221;. Da registrare anche la polemica dei Giovani democratici, che hanno criticato Renzo Bossi per la sua frase: &#8220;La riforma dell&#8217;università è indispensabile, spesso i giovani vanno in piazza oggi non sapendo quali sono i punti della riforma&#8221;: &#8220;Renzo Bossi &#8211; hanno replicato i GD &#8211; si rassegni: gli studenti italiani sono molto più coscienti e liberi di quello che vorrebbero le destre. E l&#8217;11 dicembre saranno in piazza per continuare a ribadire il proprio no a questo governo e il loro impegno per un&#8217;università e un paese migliore&#8221;.</p>
<p>Insomma, la protesta degli studenti  contro la riforma dell&#8217;università non si ferma, nonostante il provvedimento sia al Senato in attesa che si voti la fiducia il 14 dicembre, e anzi viene rilanciata con nuove iniziative e con l&#8217;appoggio dei liceali: come a Napoli dove hanno occupato i binari della metropolitana, come a Roma dove hanno sfilato per le vie del centro e fatto un&#8217;occupazione lampo alla stazione Tiburtina o come a Torino, dove hanno bloccato il traffico.</p>
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		<title>“Sporco barese”, così a Lecce insultano Diamoutene</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 20:02:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Premettendo che la mamma dei cretini è sempre incinta, purtroppo non si arresta l&#8217;assurda rivalità tra i tifosi del Bari e quelli del Lecce. In questo caso che vi raccontiamo, poi, il paradosso è così grande che ci verrebbe da sorridere, se non fosse per la serietà della questione. Nel tacco d&#8217;Italia, infatti,  gridare a qualcuno &#8216;Sporco barese&#8217; è un&#8217;offesa peggiore di quella  razzista perpretata a causa del colore della pelle. Lo ha sperimentato oggi pomeriggio il difensore del Lecce  Souleymane Diamoutene, nato nel Mali.<span id="more-1158"></span></p>
<p>Un gruppetto di teppistelli, uniti  dall&#8217;amore per il giallorosso e dall&#8217;odio per i &#8216;cugini baresi&#8217;, dopo  aver scavalcato la recinzione del campo di allenamento di Calimera ha  affrontato a tu per tu il giocatore e gli ha rinfacciato i trascorsi in  maglia biancorossa, quella del &#8216;nemico&#8217;. &#8220;Non c&#8217;é stato alcun insulto  razziale &#8211; ha spiegato poi il giocatore, costretto ad abbandonare la  seduta con i compagni e a rifugiarsi negli spogliatoi &#8211; ma solo offese  personali per il mio passato a Bari&#8221;. Perché Diamoutene, nel pazzoide  mercato dei trasferimenti, dopo aver disputato cinque stagioni  collezionando 142 presenze a Lecce (con una breve parentesi di quattro  presenze nella Roma), l&#8217;anno scorso è stato ingaggiato dal Bari dove,  peraltro, ha trovato lo stesso clima ostile per i trascorsi nel Salento.</p>
<p>Chiuso da Bonucci e Ranocchia, il maliano alla corte di Giampiero  Ventura ha disputato solo tre gare. Così quest&#8217;anno è tornato a Lecce  dove, nonostante discrete prestazioni e un gol fatto dieci giorni fa con  la Sampdoria, qualcuno continua a non perdonargli il passaggio a Bari.  &#8220;Sono dispiaciuto per quanto è successo &#8211; racconta il difensore &#8211; mi  sono venuti contro, mettendomi le mani addosso e cercando di sfilarmi la  maglia di gioco. Ma nonostante l&#8217;accaduto sono molto sereno. L&#8217;unico  mio cruccio è che oggi non mi sono potuto allenare regolarmente con i  miei compagni. Sono andato in palestra, anche per stare un po&#8217; più  tranquillo. Ora pensiamo solo alla gara di domenica contro il Genoa. Poi  avremo modo e tempo di parlare con la società. Io qui a Lecce sto bene:  volevo rimanere e voglio rimanere. E&#8217; normale che tutte le valutazioni  del caso, anche alla luce di quanto è accaduto questo pomeriggio, dovrò  farle con la societa&#8221;. La quale, in una nota, dopo aver stigmatizzato le  violenze, si dice &#8220;sconcertata del fatto che si sia arrivati a tanto nei  confronti di un calciatore che, tra l&#8217;altro, si è sempre  contraddistinto per la sua serietà e professionalità, al quale va tutta  la solidarietà&#8221;.</p>
<p>Ma domenica, per Lecce-Genoa, ci sarà Diamoutene? La  risposta del calciatore non ammette repliche: &#8220;Spero di essere convocato,  ma credo che questa vicenda possa, inconsciamente, condizionare le  scelte del mister (Luigi De Canio ndr). Io, forse, al suo posto, la  penserei così&#8221;.</p>
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		<title>Borse di studio tagliate del 90%, la rabbia degli studenti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 19:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rabbia degli studenti contro &#8221;il governo che ha previsto tagli alle borse di studio nell&#8217;ultima legge di stabilita&#8221;&#8217;, infuoca la protesta degli studenti pugliesi che da giorni stanno manifestando contro il ddl Gelmini. &#8221;Abbiamo appreso dalle graduatorie per l&#8217;assegnazione delle borse di studio in Puglia che solo il 20% degli aventi diritto potra&#8217; avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rabbia degli studenti contro &#8221;il governo che ha previsto tagli alle borse di studio nell&#8217;ultima legge di stabilita&#8221;&#8217;, infuoca la protesta degli studenti pugliesi che da giorni stanno manifestando contro il ddl Gelmini.<span id="more-1153"></span></p>
<p>&#8221;Abbiamo appreso dalle graduatorie per l&#8217;assegnazione delle borse di studio in Puglia che solo il 20% degli aventi diritto potra&#8217; avere la borsa di studio quest&#8217;anno&#8221;. &#8221;L&#8217;Adisu (agenzia regionale per il diritto allo studio, ndr) &#8211; continuano &#8211; riceve dagli studenti solo 77 euro l&#8217;anno al momento dell&#8217;iscrizione, ma la gran parte dei contributi sono del governo che nella legge di stabilita&#8217; ha tagliato del 90% i fondi per il diritto allo studio&#8221;. Neanche la Regione Puglia, &#8221;puo&#8217; intervenire con proprie risorse &#8211; aggiungono &#8211; perche&#8217; e&#8217; bloccata dal Patto di stabilita&#8221;&#8217;. &#8221;Da gennaio &#8211; sottolineano &#8211; chiederemo all&#8217;assesssore regionale all&#8217;Istruzione, Alba Sasso &#8211; che metta a disposizione delle risorse per garantire a tutti gli studenti le borse di studio&#8221;.</p>
<p>Al momento a Bari sono occupati alcuni plessi della facolta&#8217; di Agraria, del palazzo di Giurisprudenza (che in clude anche la facolta&#8217; di Scienze politiche) e il rettorato della facolta&#8217; di Ingegneria. In tutti e tre i casi le assemblee degli studenti, nel corso delle quali si decidono nuove iniziative di lotta politica, sono parallele alle ordinarie lezioni per garantire &#8211; spiegano gli studenti &#8211; &#8221;a tutti il diritto di studio&#8221;. Tra le decisioni che stanno maturando tra gli studenti, c&#8217;e&#8217; quella di aderire alla manifestazione del 14 dicembre a Roma, quando sara&#8217; votata la fiducia al governo. &#8221;Una giornata che chiameremo &#8211; concludono gli studenti &#8211; &#8221;di liberazione nazionale&#8221;.</p>
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		<title>Public Camp, sintesi di progetti ambiziosi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 18:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Superare gli antichi paradigmi comunicativi e relazionali, aprendo scenari sempre più dinamici e innovativi, anticipando le trasformazioni che attraverseranno le nuove forme di comunicazione&#8221;. E&#8217; l&#8217;obiettivo della terza edizione del meeting internazionale dei comunicatori pubblici, &#8216;Public camp&#8217;, aperta oggi a Bari. Tra i relatori, anche il responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Puglia, Eugenio Iorio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Superare gli antichi paradigmi comunicativi e relazionali, aprendo  scenari sempre più dinamici e innovativi, anticipando le trasformazioni  che attraverseranno le nuove forme di comunicazione&#8221;. E&#8217; l&#8217;obiettivo  della terza edizione del meeting internazionale dei comunicatori  pubblici, &#8216;Public camp&#8217;, aperta oggi a Bari. <span id="more-1124"></span></p>
<p>Tra i relatori, anche il  responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Puglia,  Eugenio Iorio, il blogger di &#8216;Pandemia.info&#8217;, Luca Conti, il docente di  Performing Media, Carlo Infante, l&#8217;esperto di new media, Andrea  Genovese, e il sociologo Fausto Colombo. Tema di questa prima giornata è  &#8216;La societa&#8217; delle retì.</p>
<p>Per Iorio, la &#8220;comunicazione è condivisione di  significato tramite lo scambio di informazioni: il processo di  comunicazione &#8211; ha spiegato &#8211; è definito dalla tecnologia della  comunicazione, dalle caratteristiche dei mittenti e dei destinatari  dell&#8217;informazione. Il significato non può essere inteso che nel contesto  delle relazioni sociali in cui informazione e comunicazione sono  elaborate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il più classico dei luoghi comuni &#8211; per Colombo &#8211; è che  ogni azione compiuta nella rete amplifica le nostre capacità  partecipative&#8221; ma &#8220;se non conosco l&#8217;argomento cui partecipare &#8211; ha  rilevato il sociologo &#8211; come posso inserirmi?&#8221;. Genovese ha sottolineato  che &#8220;all&#8217;interno della rete si parla un po&#8217; troppo spesso della  comunicazione e poco dello sviluppo delle relazioni umane. Si è perso il  discorso sulla centralità dell&#8217;uomo che va ripristinato&#8221;.</p>
<p>Luca Conti,  invece, ha detto che &#8220;la sfida del web è far cambiare idea alle persone  che non navigano perché non ne hanno alcun interesse. Gli stakeholders  del web dovrebbero fare molto di più per ampliare la loro platea&#8221;.  Infine Carlo Infante ha sottolineato l&#8217;importanza &#8220;di superare la  narrazione attraverso la semplificazione degli elenchi, schema ripreso  dal web con le tag. L&#8217;interattività &#8211; ha concluso &#8211; si deve fare  interazione sociale, altrimenti diventa un problema&#8221;.</p>
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		<title>Università, a Bari gli studenti ascoltano dibattito su ddl</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 14:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le proteste degli studenti universitari contro il ddl Gelmini, a Bari non conoscono sosta. Oggi ne ha saggiato la concretezza anche il teatro Petruzzelli, dove forse, per la prima volta dopo il rogo che lo distrusse quasi 20 anni fa, è entrata un po&#8217; di vera cultura. Gli studenti sono entrati e hanno srotolato lo striscione: &#8216;Gelmini, cala il sipario&#8217;.<span id="more-1052"></span></p>
<p>E ora sono piu&#8217; di 300 gli studenti dell&#8217;Universita&#8217; di Bari che si sono riuniti poco fa in un&#8217;aula della facolta&#8217; di Giurisprudenza dove vedranno, in diretta tv, il dibattito sul ddl Gelmini contro il quale stanno manifestando da questa mattina nel capoluogo pugliese.</p>
<p>&#8221;Se, come prevediamo, il ddl dovesse passare alla Camera &#8211; spiegano &#8211; decideremo cosa fare&#8221;. L&#8217;idea &#8211; precisano gli studenti &#8211; &#8221;e&#8217; quella di una occupazione, come abbiamo fatto l&#8217;anno scorso, che possa comunque garantire il diritto allo studio, e cioe&#8217; una occupazione che permetta un certo numero di lezioni per un determinato numero di ore&#8221;.</p>
<p>Una forma di protesta, quest&#8217;ultima, che potrebbe prolungarsi fino al prossimo 9 dicembre, giorno in cui il ddl Gelmini potrebbe essere approvato definitivamente. Facendo un primo bilancio della giornata, gli studenti parlano di un &#8221;successo: considerando che abbiamo cominciato alle 8 di questa mattina a manifestare (occupando anche il ponte di corso cavour e il teatro Petruzzelli di Bari, ndr), ritrovarci adesso in 300 ci fa senz&#8217;altro ben sperare&#8221;.</p>
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