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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; POLITICA</title>
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		<title>Acqua: perche&#8217; la Puglia non rispetta il referendum?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inutile insistere. In Puglia il referendum non lo rispetteranno mai. Nelle bollette dell&#8217;acqua continueremo a pagare quella maggiorazione che 28 milioni di italiani hanno chiesto e ottenuto che fosse abolita: la remunerazione del capitale investito. Ma cosa significa? In pratica, ogni regione deve investire denaro affinche&#8217; la rete idrica, quella che porta l&#8217;acqua nelle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inutile insistere. In Puglia il referendum non lo rispetteranno mai. Nelle bollette dell&#8217;acqua continueremo a pagare quella maggiorazione che 28 milioni di italiani hanno chiesto e ottenuto che fosse abolita: la remunerazione del capitale investito. Ma cosa significa?<span id="more-3395"></span></p>
<p>In pratica, ogni regione deve investire denaro affinche&#8217; la rete idrica, quella che porta l&#8217;acqua nelle nostre case, sia sempre efficiente. Per questo servono opere di manutenzione, prolungamenti della rete, riparazioni delle perdite. In questa maniera l&#8217;acqua che scorre nei tubi non si disperde e sgorga fresca dai rubinetti delle nostre abitazioni.</p>
<p>Eppure, nonostante questi investimenti che in Puglia fanno lievitare il costo delle bollette del 7%, l&#8217;acqua non arriva dappertutto. E addirittura nel  capoluogo, a Bari, l&#8217;acqua non riesce a raggiungere tutte le abitazioni.</p>
<p>Per esempio in alcune zone del rione Carrassi, uno dei piu&#8217; popolosi, l&#8217;acqua non arriva al terzo piano perche&#8217; la pressione non e&#8217; sufficiente a farla salire fino a li&#8217;. E gli abitanti di questi palazzi sono costretti a non lavarsi per giorni. Figuriamoci cosa devono sopportare i bambini.<br />
Pur non essendo dei tecnici, ci viene in mente che andrebbero sotituiti i tubi che trasportano l&#8217;acqua, oppure delle valvole. Insomma bisognerebbe fare dei lavori. Tanto i soldi da investire ci sono, paghiamo apposta il 7% in piu&#8217;. Eppure, davanti alle lamentele dei residenti, l&#8217;acquedotto risponde: &#8221;Non possiamo farci nulla&#8221;. E suggerisce agli abitanti del rione Carrassi &#8221;di acquistare, a proprie spese, una &#8216;pompa idraulica&#8217; per provare a spingire l&#8217;acqua fino ai piani alti&#8221;. Il costo? Circa 2mila euro.</p>
<p>Ma allora quel 7% in piu&#8217; cosa lo paghiamo a fare? Si sono chiesti i cittadini avanzando anche opportuni dubbi sulla necessita&#8217; di pagare la bolletta dell&#8217;acqua che non riescono a usare. &#8221;Non lo chieda a noi&#8221;, chiosano gli impiegati Aqp.</p>
<p>Sembrera&#8217; strano, ma ci viene il dubbio che questo famoso 7% che paghiamo in piu&#8217;, non serva piu&#8217; di tanto a migliorare il funzionamento della rete idrica. Ma forse diciamo queste sciocchezze perche&#8217; non siamo dei tecnici e quindi non comprendiamo bene i meccanismi del trasporto idrico.</p>
<p>Del resto, il presidente della Regione, Nichi Vendola, sa bene che le somme derivanti da quel 7%  servono a pagare &#8221;anche la rata del bond a Merril Lynch&#8221; sottoscritto dalla giunta guidata dall&#8217;ex ministro Fitto.</p>
<p>Ma cosa c&#8217;entra ora questo bond? Ce lo spiegano proprio alcuni esponenti del centrodestra, ovvero il presidente dell’Autorità Idrica pugliese, Paolo Perrone, e il presidente dell’Anci Puglia, Gino Perrone: &#8221;ll bond &#8211; chiariscono &#8211; fu sottoscritto all’epoca perché era indispensabile per poter consentire all’Acquedotto Pugliese di spendere (cofinanziando gli interventi) una somma di oltre 1 miliardo di euro stanziata dagli allora Governi nazionale e regionale per investimenti peraltro purtroppo non portati avanti da questo governo regionale. E che, se compiuti, probabilmente avrebbero portato la Puglia per sempre molto lontana dall’emergenza idrica. In secondo luogo &#8211; aggiungono &#8211; l’esistenza del bond era ben nota al governo Vendola anche quando il presidente e l’assessore (alle Opere pubbliche, Fabiano Amati) hanno sostenuto politicamente il referendum del 13 giugno scorso che ha sancito la impossibilità di applicare in bolletta la maggiorazione del 7% relativa al capitale investito&#8221;.</p>
<p>E in effetti quando ad Amati fu chiesto come mai non avesse detto durante la campagna referendaria che in Puglia il 7% non sarebbe mai stato abolito, l&#8217;assessore rispose candidamente: &#8221;Nessuno me lo ha mai chiesto&#8221;.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; da dire (se vi piace il detto &#8216;mal comune mezzo gaudio&#8217;) che la Puglia non e&#8217; l&#8217;unica Regione a non aver rispettato il referendum in Italia.</p>
<p>Non lo ha fatto, a distanza di 7 mesi, nessuna Regione italiana. Una &#8221;negazione totale della democrazia&#8221;, l&#8217;ha definita l&#8217;ex presidente dell&#8217;Acquedotto pugliese e ora capo dello Ierpe (Institut Européen de Recherche pour la Politique de l&#8217;eau), il progessore Riccado Petrella.</p>
<p>E&#8217; stato proprio lui, qualche giorno fa, ad attaccare Vendola: &#8220;Non si fa così una politica pubblica &#8211; ha detto Petrella &#8211; e l&#8217;acqua in Puglia non può passare attraverso il profitto e meccanismi di natura capitalista privata&#8221;, specialmente se dici &#8221;che stai ripubblicizzando&#8221;.</p>
<p>Decisa la replica del governatore pugliese, il quale ricorda che ora l&#8217;Aqp e&#8217; di proprieta&#8217; della Regione e quindi, sulla carta, totalmente pubblico: &#8220;In Puglia &#8211; ribadisce Vendola &#8211; quel 7% non serve mica a remunerare capitale privato&#8221;.</p>
<p>Tuttavia di questi tecnicismi non vogliono piu&#8217; sentir parlare i cittadini pugliesi ne&#8217; tanto meno quelli che aderiscono al Comitato &#8216;Acqua bene comune&#8217;, i quali hanno deciso di fare &#8216;obbedienza civile&#8217; al referendum, auto-tagliandosi dal costo delle bollette dell&#8217;acqua, la quota del 7%, proprio come ha deciso il referendum.</p>
<p>Vendola, pero&#8217;, non ci sta e risponde che &#8221;non si puo&#8217; chiedere a me di invitare i cittadini&#8221; a non pagare le bollette. Soprattutto perche&#8217; in Puglia, dice, &#8221;stiamo interpretando al meglio la battaglia referendaria, provando a ridurre il costo delle bollette&#8221;.</p>
<p>In realta&#8217; il costo delle bollette sara&#8217; ridotto, se tutto andra&#8217; per il verso giusto, solo alle fasce &#8221;meno abbienti della popolazione&#8221;. Una decisione che povrebbe essere presa nelle prossime settimane, e per la quale gia&#8217; e&#8217; stato aperto un tavolo istituzionale.</p>
<p>&#8221;Unico ostacolo&#8221;, sottolinea il governatore, &#8221;e&#8217; l&#8217;evasione del pagamento della bolletta da parte di molti cittadini, spesso ricchi, che con il loro comportamento non permettono la riduzione della bolletta ai cittadini&#8221; che ne hanno davvero bisogno. &#8221;Chi piu&#8217; ha, piu&#8217; paghera&#8217; &#8211; ha insistito Vendola &#8211; e chi spreca paghera&#8217; di piu&#8221;&#8217;.</p>
<p>Principi sacrosanti, per carita&#8217;.</p>
<p>Ma nessuno ci toglie l&#8217;impressione che, nonostante un refrendum per il quale la Puglia si e&#8217; battuta piu&#8217; di altre regioni, i cittadini di questa regione dovranno accontentarsi, ancora una volta, di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ammesso sempre che l&#8217;acqua arrivi per poterlo riempire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Petrolio: Decaro, &#8220;Liberalizzare non sia sinonimo di Devastare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Concedere per decreto alle lobby del petrolio la gestione del nostro sottosuolo e dei nostri mari come fossero serbatoi dai quali estrarre profitti, equivale a scegliere consapevolmente di condannare il nostro ambiente al rischio di inquinamento perenne. E&#8217; per questo che contro la liberalizzazione delle trivelle la Puglia libererà tutta la propria rabbia e opposizione: non permetteremo mai che liberalizzare diventi sinomino di devastare&#8221;.<span id="more-3372"></span></p>
<p>Lo afferma il capogruppo Pd alla Regione, Antonio Decaro, commentando le prime indiscrezioni sui provvedimenti &#8216;libera-trivelle&#8217; contenuti nel decreto del governo sulle liberalizzazioni.</p>
<p>&#8221;Si tratta &#8211; spiega Decaro &#8211; di tre articoli a dir poco inquietanti, il 20, 21 e 22. Nel  primo si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; nel secondo si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare, da 12 a 5 miglia marine; nel terzo si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti, prevedendo che l&#8217;attività di ricerca di idrocarburi è libera nel territorio nazionale e nelle zone del mare territoriale, e arrivando a sostenere che le agenzie di rating sono &#8216;sensibili&#8217; a questo genere di provvedimenti. Praticamente &#8211; rileva Decaro &#8211; dopo il nucleare siamo davanti a un nuovo un incubo per tutto il Paese, e all&#8217;ennesimo schiaffo per la nostra regione al largo delle cui coste la Northern Petroleum sta già ricercando idrocarburi senza neppure aver chiesto il nostro parere, e quindi in spregio totale di ogni correttezza istituzionale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; prosegue il consigliere &#8211; per quanto riguarda le trivellazioni in mare, il decreto prevederebbe quale riferimento per la misurazione della distanza di cinque miglia, non  più la linea di base bensì quella di costa&#8221;. Il che equivarrebbe a recuperare qualche altro metro in favore del progetto di trivellazione alle isole Tremiti, in Molise. &#8221;Evidentemente &#8211; ritiene Decaro &#8211; il governo non ricorda il triste incidente che due anni fa, su una piattaforma della British petroleum nel Golfo del Messico, devastò l’intera costa della Louisiana&#8221;.</p>
<p>&#8221;Dobbiamo anche sottolineare &#8211; aggiunge il capogruppo Pd &#8211; che questi provvedimenti sulle trivellazioni sono in netta contrapposizione sia con la proposta di legge sul divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, presentata alle Camere dal Consiglio regionale pugliese; sia con il disegno di legge dei senatori Pd che intende vietare nuove ricerche di idrocarburi e stabilire per legge il coinvolgimento degli Enti locali nelle procedure autorizzative&#8221;.</p>
<p>&#8221;La Puglia &#8211; assicura Decaro &#8211; già sabato a Monopoli farà sentire la propria voce, gridando forte e chiaro alle trivelle e ai signori dell&#8217;oro nero di tornarsene da dove sono venuti. A tutti i parlamentari pugliesi, intanto, chiediamo di continuare a vigilare per impedire, ad ogni costo, che il via libera alle trivelle venga sancito per legge. Perche&#8217; non e&#8217; questa &#8211; conclude &#8211; una idea di sviluppo che può accettare il nostro Paese; nè tanto meno puo&#8217; tollerarla una regione come la Puglia che ha fatto delle energie rinnovabili la propria cifra distintiva&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Suicidio coniugi De Salvo: Fiaccolata &#8220;contro l&#8217;inerzia delle istituzioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;I politici vogliono dimenticare in fretta, noi cittadini no&#8221;: e&#8217; questo uno degli slogan scelti dalle associazioni che stasera hanno organizzato una fiaccolata per &#8221;protestare &#8211; spiegano &#8211; contro l&#8217;inerzia delle istituzioni locali, a causa della quale si sono suicidati i coniugi De Salvo&#8221;, i cui corpi senza vita stati ritrovati domenica scorsa, 8 gennaio.<span id="more-3365"></span></p>
<p>I coniugi, Antonia Azzolini di 69 anni e Salvatore De salvo di 64, avrebbero ingerito barbiturici per togliersi la vita. Una decisione presa dopo un calvario di sofferenze e umiliazioni cominciato dal 2004, anno in cui l&#8217;uomo perse il suo lavoro di commerciante di tessuti. Entrambi vivevano in una residenza per anziani cui il Comune pagava 110 euro al giorno. Denaro che Antonia e Salvatore, essendo autosufficienti, chiedevano fosse destinato direttamente a loro per vivere di nuovo in una &#8221;casa vera&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, nonostante i ripetuti appelli alla Regione Puglia e al Comune di Bari, di cui i coniugi parlano anche in una video-denuncia pubblicata su youtube, non c&#8217;e&#8217; mai stata nessuna risposta: &#8221;Una delusione continua da parte delle istituzioni&#8221;, la definiva De Salvo. E stasera, alla fiaccolata, hanno partecipato in tutto una trentina di persone, ma ne&#8217; il sindaco, ne&#8217; i presidenti di Regione e Comune, &#8221;invitati tutti e tre &#8211; assicurano gli organizzatori &#8211; si sono fatti vedere&#8221;.</p>
<p>&#8221;Sono due anni &#8211; dice Stefano Milano, consigliere della circoscrizione San Nicola-Murat di Bari &#8211; che dal Comune di Bari aspettiamo i soldi destinati al sociale, dove sono finiti?&#8221;. La convinzione dei manifestanti e&#8217; netta e si legge chiara su alcuni cartelloni: &#8221;Coniugi De Salvo, morti di poverta&#8217;, indifferenza e onesta&#8221;&#8217;. Perche&#8217;, ricorda Riccardo Fornarelli,  Salvatore De Salvo &#8221;era stato invitato a violare la legge, come denuncia lui stesso nel video in cui parla di una funzionaria che lo invita a fingersi invalido per ottenere un lavoro alla Asl di Giovinazzo. Ma la sua onesta&#8217; glielo impedi&#8221;.</p>
<p>Anzi, denuncia De Salvo nello stesso video, &#8221;i miei rapproti con Vendola si interruppero definitivamente dopo che lo misi al corrente di questo avvenimento&#8221;. E ora al presidente della Regione e all&#8217;assessore alla Sanita&#8217;, Tommaso Fiore, i cittadini chiedono che &#8221;si indgahi su queste dichiarazioni con una commissione interna al Consiglio regionale&#8221;.<br />
E annunciano già un &#8221;esposto&#8221; su quello che definiscono &#8221;un vero e proprio tradimento delle istituzioni&#8221;.</p>
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		<title>Accoglienza immigrati: la Puglia punta sull&#8217;integrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Migliorare la distribuzione degli immigrati provenienti dal Nord Africa sul territorio pugliese, prevedendo la loro presenza in un numero massimo di 100 per Comune e di 50 in ogni struttura ricettiva; favorire la loro integrazione socio-economica; e rafforzare il ruolo degli enti di tutela che si occupano, fra l&#8217;altro, dell&#8217;insegnamento della lingua italiana, di mediazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Migliorare la distribuzione degli immigrati provenienti dal Nord Africa sul territorio pugliese, prevedendo la loro presenza in un numero massimo di 100 per Comune e di 50 in ogni struttura ricettiva; favorire la loro integrazione socio-economica; e rafforzare il ruolo degli enti di tutela che si occupano, fra l&#8217;altro, dell&#8217;insegnamento della lingua italiana, di mediazione culturale e di assistenza legale.<span id="more-3358"></span></p>
<p>Sono questi alcuni degli obiettivi al centro della seconda fase del Piano di accoglienza con cui la Regione Puglia ha fronteggiato, da aprile 2011 a oggi, l&#8217;arrivo di oltre 1.500 cittadini stranieri, 195 dei quali richiedenti permesso di soggiorno transitorio, e 1.300 richiedenti asilo. Tutti sono stati dislocati nelle oltre 40 strutture di accoglienza, pubbliche e private, che al momento ospitano, in totale, 1.400 migranti in prevalenza provenienti da Ghana (14%), Mali (16%) e Nigeria (28%).</p>
<p>A incontrare i giornalisti, oggi a Bari, sono stati, fra gli altri, gli assessori regionali alle Politiche migratorie, Nicola Fratoianni, e alla Protezione civile, Fabiano Amati. Quest&#8217;ultimo ha spiegato che &#8221;la Puglia, nell&#8217;elaborare il Piano di accoglienza che ha ricevuto diversi encomi anche dal capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ha avuto la possibilita&#8217; di vedere la tendopoli di Manduria, e quindi di capire tutto cio&#8217; che non doveva essere mai fatto&#8221;. Inoltre, Amati ha sottolineato il ruolo dei sindaci che e&#8217; stato &#8221;fondamentale nel diffondere nei territori la cultura della solidarieta&#8217; tipica della Puglia, mettendo a tacere il chiacchiericcio di chi voleva alimentare rivolte popolari contro la presenza di immigrati&#8221;.</p>
<p>Fratoianni ha ricordato che ieri, nel corso della visita istituzionale al Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari, la &#8221;portavoce dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr, ndr), Laura Boldrini, mi ha chiesto di inviarle lo schema del nostro Piano di accoglienza per farne un modello da estendere in tutta Italia&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro e&#8217; stato anche evidenziato l&#8217;impegno delle strutture sanitarie pugliesi che, &#8221;nonostante le difficolta&#8217; oggettive che vive il sistema, sono riuscite a garantire assistenza a ogni singolo straniero giunto nella nostra regione&#8221;.</p>
<p>Risultati e criticita&#8217; del Piano di accoglienza saranno monitorati da un nucleo composto da Regione, Anci, Ares, questure, prefetture e Enti di tutela, gia&#8217; coinvolti nella Cabina di regia che si occupa del quadro globale del Piano.</p>
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		<title>Ex dipendenti Poste Puglia, &#8220;Escludeteci da riforma pensioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 11:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inserire nel decreto milleproroghe una norma che escluda dalla riforma pensionistica dell&#8217;ultima manovra finanziaria, i cinquemila dipendenti di poste italiane, di cui 100 solo in Puglia, che, in seguito ad accordi con l&#8217;azienda, hanno lasciato il posto di lavoro con la formula dell&#8217;esodo incentivato, prevdendo di andare in pensione nel 2013-2014. Lo chiedono gli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inserire nel decreto milleproroghe una norma che escluda dalla riforma pensionistica dell&#8217;ultima manovra finanziaria, i cinquemila dipendenti di poste italiane, di cui 100 solo in Puglia, che, in seguito ad accordi con l&#8217;azienda, hanno lasciato il posto di lavoro con la formula dell&#8217;esodo incentivato, prevdendo di andare in pensione nel 2013-2014.<span id="more-3313"></span></p>
<p>Lo chiedono gli stessi ex dipendenti secondo i quali le loro aspettative sono ora vanificate dalla riforma pensionistica per effetto della quale dovranno aspettare fino a sei anni per avere la pensione. Un&#8217;attesa che rende, per gli ex lavoratori, incongrue e insufficienti le somme pattuite con l&#8217;azienda al momento dell&#8217;esodo.</p>
<p>Per questo stamattina una delegazione guidata dal segretario regionale Slc Cgil, Nicola Di Ceglie, ha incontrato il prefetto di Bari &#8221;chiedendogli di intercedere col governo affinche&#8217; questi lavoratori possano rientrare nel decreto milleproroghe che dal 10 gennaio inizia l&#8217;iter parlamentare. In questa maniera &#8211; ha rilevato Di Ceglie &#8211; avrebbero un paracadute e potrebbero usufruire dei vecchi requisiti dal momento in cui hanno firmato l&#8217;uscita&#8221;, ovvero prima dell&#8217;entrata in vigore della riforma pensionistica.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;unico presidio in Italia, organizzato a Bari davanti al palazzo di governo, Di Ceglie ha sottolineato che &#8221;negli ultimi due anni in molti hanno firmato questo accordo, avendo come prospettiva una finestra pensionistica 2013-2014. Ma oggi, con il decreto salva-Italia, si ritrovano con questa finestra spostata anche di sei anni, senza nessun tipo di copertura pensionistica, contributiva e salariale. Un dramma che riguarda cinquemila lavoratori in Italia e 100 in tutta la Puglia&#8221;.</p>
<p>Gli ex dipendenti delle poste, hanno inoltre sottolineato di non poter &#8221;godere di alcun ammortizzatore sociale: in passato la categoria era stata dotata di un &#8216;fondo di solidarieta&#8217; autofinanziato dagli stessi lavoratori e dall&#8217;azienda, ma e&#8217; stato purtroppo usato per l&#8217;esodo incentivato&#8221;.</p>
<p>&#8221;Se il tavolo politico non avra&#8217; successo &#8211; ha concluso Di Ceglie &#8211; la trattativa tornera&#8217; sul tavolo di Poste italiane; poi si aprira&#8217; la strada di una class action&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Legambiente, &#8220;Meno treni ma aumentano tariffe&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfiorano i 3 milioni gli italiani che, da pendolari, ogni giorno usufruiscono delle rotaie per viaggiare da casa al lavoro e viceversa. Una vera e propria &#8216;sfida quotidiana&#8217; se si considera che il nostro Paese è ultimo in Europa per il tracciato delle metropolitane e per la velocità media dei treni. A registrare quanto accade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfiorano i 3 milioni gli italiani che, da pendolari, ogni giorno usufruiscono delle rotaie per viaggiare da casa al lavoro e viceversa. Una vera e propria &#8216;sfida quotidiana&#8217; se si considera che il nostro Paese è ultimo in Europa per il tracciato delle metropolitane e per la velocità media dei treni.<span id="more-3284"></span></p>
<p>A registrare quanto accade al trasporto su ferro in Italia ci pensa il rapporto &#8216;Pendolaria 2011&#8242; di Legambiente secondo cui, nonostante negli ultimi due anni ci sia stato un aumento degli utenti (+7,8%), i treni sono diminuiti e le tariffe dei biglietti sono aumentate. Un rapporto che lancia un &#8216;sos&#8217; al governo, dopo i tagli subiti quest&#8217;anno: meno 462 milioni di euro assegnati a Trenitalia per il trasporto ferroviario regionale (da 2.028 milioni di euro del 2010 a 1.566 quest&#8217;anno).</p>
<p>Per il 2012 saranno 1.799 milioni. In Lombardia per esempio si registra un aumento del 23,4% mentre in Emilia-Romagna i servizi sono stati tagliati del 3%. Alcuni esempi di regioni che hanno tagliato il numero dei treni sono il Veneto con meno 20%, le Marche meno 13%, la Liguria meno 12%, l&#8217;Abruzzo e la Campania meno 10%. Questo &#8211; avverte Legambiente &#8211; mentre cadono &#8220;finanziamenti a pioggia per asfalto e lobby degli autotrasportatori&#8221;: nella distribuzione delle risorse statali (in tutto 82.938,6 milioni di euro), a seconda della tipologia di infrastrutture nel periodo 2002-2011, il 72,1% finisce proprio a strade e autostrade (59.856,9 milioni di euro). Il restante 27,9% (23.081,7 milioni) finisce alle rotaie: 15,4% (12.733,5 milioni) alle metropolitane, 12,5% (10.348,2 milioni) alle linee ferroviarie. E &#8211; si legge nel dossier &#8211; &#8220;la situazione non migliorerà nel 2012&#8243;.</p>
<p>Mancano &#8220;ancora 400 milioni per i bilanci 2011 e oltre 200 per il 2012. Per il 2013 si prevede di intervenire con un contributo sull&#8217;accisa&#8221;. Per questo Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, chiede &#8220;a governo e regioni di guardare alle città come priorità&#8221; per alleviare &#8220;traffico e inquinamento&#8221;. Ma anche le regioni hanno privilegiato l&#8217;asfalto (61% delle risorse). La regione &#8220;peggiore&#8221; è stata &#8220;il Veneto&#8221; che &#8220;nel 2011 ha investito lo 0,05% delle risorse del proprio bilancio&#8221; tagliando &#8220;il 20% dei treni&#8221;. Il quadro si completa con il confronto con il resto d&#8217;Europa: a livello infrastrutturale siamo &#8220;innegabilmente arretrati&#8221;. Il punto più critico è la rete di metropolitane, siamo all&#8217;ultimo posto in valore assoluto con soli 176 km. Stesso discorso per le ferrovie suburbane che contano in totale 595,7 km di estensione (2.033 km in Germania, 1.770 in Gran Bretagna).</p>
<p>E non siamo da meglio in qualità del servizio, cioé &#8211; osserva Legambiente &#8211; &#8220;treni moderni, veloci, puntuali&#8221;. I nostri treni pendolari sono, infatti, quelli che &#8220;viaggiano più lentamente in Europa&#8221; a 35,5 km/h (51,4 in Spagna, 48 in Germania, 46,6 in Francia e 40 nel Regno Unito). Per manifestare contro i tagli sono stati molti i blitz di protesta in stile &#8216;natalizio&#8217;. Legambiente insieme con i pendolari &#8211; da Genova a Torino, da Venezia a Reggio Calabria, da Salerno a Milano &#8211; hanno chiesto una &#8220;seria politica di investimenti&#8221; e al &#8220;ministro Passera di affrontare il tema del servizio universale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nella Rossani spazio al verde, all&#8217;arte e all&#8217;architettura moderna</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un parco urbano che ospitera&#8217; l&#8217;Accademia delle Belle Arti e un centro di produzione di art contemporanea. E&#8217; il destino della ex Caserma Rossani, a Bari, che al posto degli antichi arsenali di armi vedrà giovani artisti al lavoro. <span id="more-3279"></span></p>
<p>Una rivoluzione che nasce in risposta alle richiese dei baresi i quali, organizzati in comitati di esperti, nel corso degli utlimi anni piu&#8217; volte hanno esposto i propri progetti al Comune di Bari. Progetti che rischiavano, pero&#8217;, per mancanza di fondi, di finire in un cassetto.</p>
<p>Ma in questi giorni il capogruppo del Pd alla Regione, nonche&#8217; consigliere delegato alla moblita&#8217; del Comune di Bari, Antonio Decaro, ha lavorato affinche&#8217; la Regione intervenisse con risorse proprie per impedire che i privati prendessero il sopravvento con una colata di cemento sull&#8217;area della ex Caserma, mandando in fumo sogni e volonta&#8217; dei cittadini.</p>
<p>Si tratta di una sinergia che ha portato, spiega Decaro, la &#8220;Regione e il Comune a puntare sul verde, sulla produzione di arte e sull&#8217;architettura moderna&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il confronto promosso dal Partito democratico pugliese tra Comune di Bari e Regione, sul futuro della ex Caserma Rossani, e&#8217; stato positivo e proficuo&#8221;, sottolinea il capogruppo: &#8221;Tra le varie soluzioni prospettate dal Comune, si e&#8217; valutata una ipotesi che, grazie alla possibilita&#8217; di finanziamento da parte della Regione, permettera&#8217; di destinare l&#8217;intera area della Rossani a parco urbano. Gli immobili attualmente presenti al suo interno, inoltre, sarebbero ristrutturati per ospitare la sede dell&#8217;Accademia delle Belle Arti e un centro di produzione di Arte contemporanea&#8221;. &#8221;In questa maniera &#8211; rileva Decaro &#8211; l&#8217;architettura militare cederebbe definitivamente il passo all&#8217;espressione di una modernita&#8217; stilistica, collocata in un contesto che privilegia il verde urbano e uno sviluppo della mobilita&#8217; sostenibile del quartiere&#8221;. &#8221;L&#8217;arte, il verde e l&#8217;uso intelligente degli spazi &#8211; conclude &#8211; sembrano dunque tre fattori dai quali il futuro della ex  Rossani, che dovra&#8217; essere condiviso dai cittadini, non potra&#8217; davvero prescindere&#8221;.</p>
<p>Regione Puglia e Comune di Bari hanno dunque convenuto sulla necessita&#8217; di definire, con un &#8216;Atto di Intesa&#8217;, le modalità di realizzazione del progetto e delle sue forme di attuazione, il cronoprogramma e gli impegni finanziari di entrambe le amministrazioni.</p>
<p>L&#8217;area Rossani, precisa l&#8217;Ufficio di presidenza della Regione, &#8220;si presta, per la sua localizzazione, estensione, dotazione di verde, a costituire un punto centrale per i percorsi culturali dell&#8217;intera regione, creando nel contempo un luogo di aggregazione, migliorando la vivibilità del quartiere e della città nel suo complesso, nella prospettiva di una mobilità sostenibile. Una simile opzione consente di promuovere l&#8217;industria creativa, e i suoi positivi effetti in termini di occupazione giovanile, obiettivo prioritario e condiviso dalle Amministrazioni regionale e comunale, in linea con gli orientamenti comunitari&#8221;.</p>
<p>Ancora una volta la collaborazione istituzionale ha premiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Morte senegalesi: Casapound, &#8220;Non sentiamo dover chiedere scusa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 12:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Il nostro stile politico ci ripulira&#8217; da una macchia che ci ha sporcati ingiustamente e per cui non abbiamo nessuna colpa ne&#8217; sentiamo di dover chiedere scusa a nessuno&#8221;.<span id="more-3264"></span></p>
<p>A parlare e&#8217; la militante di Casapound e portavoce nazionale della onlus &#8216;Solidarite&#8217; identites&#8217;, Chiara Del Fiacco, che oggi a Bari ha partecipato alla manifestazione promossa dalla sua associazione per ricordare la morte dei due senegalesi uccisi con colpi di pistola a Firenze dallo scrittore di estrema destra, Gianluca Casseri.</p>
<p>Nell&#8217;occasione e&#8217; stata anche presentata alla stampa la onlus &#8216;Solidarite&#8217; identites&#8217;, alla presenza del suo presidente nazionale, Sebastian Magnificat, secondo il quale &#8221;la stampa sta strumentalizzando un fatto terribile&#8221;. Per Magnificat, &#8221;se neppure i parenti e gli amici di Casseri sapevano che era un folle, come potevamo capirlo noi quando veniva a parlare dei suoi libri alle nostre conferenze? La nostra porta e&#8217; aperta a tutti non chiediamo di certo certificati di sanita&#8217; mentale&#8221;. &#8221;Inoltre &#8211; ha precisato &#8211; lui era un simpatizzante e non un militante di Casapound che, tra l&#8217;altro, non e&#8217; di estrema destra&#8221;.</p>
<p>&#8221;La stampa &#8211; per Magnificat &#8211; sta facendo sciacallaggio su quanto accaduto e si interessa di noi solo ora, ma perche&#8217; non si e&#8217; mai interessata delle nostre attivita&#8217; di solidarieta&#8217;, per esempio in Kenya o in favore dei migranti di Lampedusa?&#8221;. Sulla richiesta della comunita&#8217; senegalese di chiudere a Firenze la sede di Casapound, Magnificat ha detto che &#8221;loro sono disponibili a incontrarci: ci parleremo e poi vedremo come andra&#8217; a finire&#8221;.</p>
<p>Intanto, oggi pomeriggio a Bari e&#8217; previsto un corteo organizzato da alcuni gruppi di sinistra. &#8221;Siamo sereni &#8211; hanno assicurato gli esponenti di Casapound &#8211; e nonostante le polemiche dei giorni scorsi, molte delle quali partite dal sindaco Michele Emiliano, non accetteremo provocazioni&#8221;.</p>
<p>Per il presidente della circoscrizione San Nicola-Murat, Mario Ferorelli, &#8221;e&#8217; il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ad avere un atteggiamento razzista e di parte&#8221; mentre &#8221;dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, sia di destra si adi sinistra&#8221; e &#8221;evitare continue contrapposizioni che invece di spegnere focolai, li alimentano pericolosamente&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il sindaco Emiliano &#8211; ha detto Ferorelli &#8211; mi ha inviato una lettera sibillina in cui mi chiedeva di non autorizzare questa manifestazione perche&#8217;, secondo lui, e&#8217; promossa da fascisti. Io, invece, ho letto lo statuto di Casapound e non c&#8217;e&#8217; alcuna traccia di quello di cui parla il primo cittadino di Bari&#8221;. &#8221;Del resto &#8211; ha aggiunto &#8211; non si capisce perche&#8217; io non avrei dovuto autorizzare questa manifestazione quando il sindaco ha autorizzato senza problemi il corteo, di oggi pomeriggio, organizzato da associazioni di estrema sinistra&#8221;.</p>
<p>&#8221;Noi abbiamo invitato Emiliano a venire &#8211; ha precisato Ferorelli &#8211; ma non si e&#8217; presentato e secondo me ha fatto molto male perche&#8217; la sua presenza qui avrebbe contribuito a raffreddare gli animi&#8221;.</p>
<p>&#8221;E crediamo &#8211; ha concluso &#8211; che anche il mancato arrivo del console del Senegal, che ha appoggiato questa manifestazione donando a Casapound anche la bandiera della sua terra, non si sia presentato perche&#8217; influenzato dal sindaco&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anticipazione dell&#8217;intervista di Vendola a &#8216;Che tempo che fa&#8217;: &#8220;Ombre nel governo Monti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 16:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nell&#8217;esecutivo guidato da Mario Monti &#8220;c&#8217;é qualche ombra che danza&#8221;. Vendola, intervistato da Fabio Fazio durante la registrazione del programma &#8216;Che tempo che fa&#8217;, ha spiegato che il nuovo esecutivo deve dare dimostrazione di &#8220;discontinuità&#8221; con lo &#8220;stile Berlusconi che era la commistione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nell&#8217;esecutivo guidato da Mario Monti &#8220;c&#8217;é qualche ombra che danza&#8221;. <span id="more-3258"></span></p>
<p>Vendola, intervistato da Fabio Fazio durante la registrazione del programma &#8216;Che tempo che fa&#8217;, ha spiegato che il nuovo esecutivo deve dare dimostrazione di &#8220;discontinuità&#8221; con lo &#8220;stile Berlusconi che era la commistione tra pubblico e privato&#8221;. Per Vendola bisogna &#8220;rompere quello stile e mettere una linea di demarcazione certa tra interessi privati e interessi pubblici&#8221; e questo significa &#8220;proclamare il primato del bene comune rispetto agli interessi lobbistici&#8221;. &#8220;E da questo punto di vista &#8211; ha detto Vendola &#8211; mi dispiace, con tutta la simpatia e rispetto per il prof. Monti e per il suo governo, che anche in quel Gabinetto ci sia qualche ombra che danza&#8221;.</p>
<p>Si riferisce a Corrado Passera? Ha chiesto Fazio. &#8220;Mi riferisco a chi viene da un&#8217;esperienza di azionista di importanti aziende che hanno un ruolo nella vita italiana, nel mondo delle infrastrutture e dei trasporti, nel mondo di chi ha operato la politica del credito come un protagonista nel sistema delle imprese e ora varca quella porta e entra nel luogo del controllo politico&#8221;.</p>
<p>Per Vendola c&#8217;é bisogno di &#8220;iniziare la musica di questo governo cominciando dallo spartito della patrimoniale: se c&#8217;é il no alla patrimoniale non c&#8217;é neanche cambiamento&#8221;.</p>
<p>L&#8217;alleanza di Sel con Pd e Idv è sentita come &#8220;un vincolo morale&#8221; dal leader di Sinistra e Libertà che, alla domanda Fazio se avesse preferito le elezioni anticipate, ha risposto: &#8220;Io non sono insensibile agli appelli autorevoli del Capo dello Stato che in questa notte della Repubblica ha rappresentato un faro&#8221;. &#8220;Io sono alleato con Pd e Idv, l&#8217;alleanza di Vasto, e quando i miei alleati, anche sulla base del richiamo del Quirinale, mi dicono che c&#8217;é bisogno di una fase di governo di emergenza, io dico va bene&#8221;.</p>
<p>&#8221;Berlusconi &#8211; ha aggiunto Vendola &#8211; che tre giorni fa aveva la faccia di un rais sofferente e in fuga&#8221;, ha ora ritrovato un &#8220;volto da dominus, da signore della politica, da combattente che non solo non si sente fuori gioco&#8221; ma ha la consapevolezza &#8220;di avere di fronte un anno di tempo nel quale le responsabilità della destra, che ha portato l&#8217;Italia a un disastro morale, oltre che economico e sociale, verranno completamente occultate&#8221;.</p>
<p>Per Vendola &#8220;se la fisiognomica fosse una scelta politica, il volto di Berlusconi, nel giro di pochi giorni, da quello che aveva quando é entrato nel Quirinale, circondato da una piazza ostile e che rappresentava una stagione, un&#8217;ubriacatura della vita pubblica, ed era la faccia di un rais sofferente e in fuga, da quel volto quasi tumefatto nel giro di pochi giorni, quasi a realizzare la famosa profezia di Fiorello secondo il quale Berlusconi dopo tre giorni può resuscitare, dopo pochi giorni ritroviamo un volto da dominus, da signore della politica, da combattente che non solo non si sente fuorigioco ma intende rivestire un ruolo decisivo per il futuro dell&#8217;Italia&#8221;. E questo, ad avviso di Vendola gli deriva, dalla consapevolezza di avere di fronte un anno di tempo nel quale le responsabilità della destra, che ha portato l&#8217;Italia a un disastro morale, oltre che economico e sociale, verranno completamente occultate&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Centrale Biomasse a Santeramo: Decaro, &#8220;Valutare bene rischi e benefici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sulla costruzione della centrale a Biomasse nel Comune di Santeramo, è necessaria una pausa di riflessione che consenta, innanzitutto ai cittadini dei Comuni interessati, di fare chiarezza sui rischi e i benefici di un&#8217;opera del cui impatto ambientale non si ha ancora un quadro completo&#8221;. A dirlo è il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sulla costruzione della centrale a Biomasse nel Comune di Santeramo, è necessaria una pausa di riflessione che consenta, innanzitutto ai cittadini dei Comuni interessati, di fare chiarezza sui rischi e i benefici di un&#8217;opera del cui impatto ambientale non si ha ancora un quadro completo&#8221;.<span id="more-3249"></span></p>
<p>A dirlo è il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, che fa un &#8221;appello al Commissario prefettizio di Santeramo, e all’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, affinché prima di procedere si affronti ogni nodo della questione con il coinvolgimento attivo dei cittadini e del territorio&#8221;.</p>
<p>Per Decaro &#8221;e&#8217; necessario riflettere sul fatto che i quantitativi di combustibile necessario ad alimentare la centrale seguendo la cosiddetta filiera corta prevedono, a fronte di 9.850 tonnellate annue di legno derivanti dalla potatura di verde pubblico e privato, altre 45.000 tonnellate annue di segatura e ritagli in legno derivanti dagli scarti del settore del mobile e del salotto. Questo settore, però, e&#8217; in crisi &#8211; sottolinea il capogruppo &#8211; e quindi si corre il rischio di non avere il combustibile necessario la cui disponibilità è al momento solo ipotizzabile&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; aggiunge &#8211; per quanto riguarda l&#8217;apporto di legno da parte delle aziende che si occupano di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ovvero delle preventivate 51.719 tonnellate annue di cippato in legno non contaminato da raccolta differenziata, sorgerebbe il problema del controllo, con la conseguente ansia dei cittadini che sarebbero spinti a controllare personalmente ogni camion per evitare che altri tipi di rifiuti possano essere usati come combustibile&#8221;.</p>
<p>&#8221;Per questi motivi &#8211; conclude &#8211; occorre prendere tutto il tempo necessario al chiarimento di questi aspetti, trovando soluzioni che garantiscano la serenità dei cittadini dal punto di vista della salute propria e di quella dell&#8217;ambiente in cui vivono&#8221;</p>
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		<title>Vendola non va al processo per &#8221;legittimo impedimento&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 17:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno aveva soprannominato il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e libertà, Nichi Vendola, il &#8221;Berlusconi di sinistra&#8221;. E ora che anche Nikita il rosso ha usufruito del &#8216;legittimo impedimento&#8217; per non presentarsi a un processo, i &#8216;maligni&#8217; daranno libero sfogo alla fantasia. <span id="more-3236"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella provincia di Lecce manca una Pet-tac, e per questo cinque persone hanno fatto causa alla Regione e citato Nichi Vendola come teste. Il governatore pugliese, però, per &#8220;legittimo impedimento&#8221;, oggi non si è presentato all&#8217;udienza dinanzi al giudice di pace del tribunale di Lecce, Luigi Piro, il quale ha deciso che Vendola dovrà presentarsi, prorogabilmente, il prossimo 23 novembre.</p>
<p>I malati &#8211; che sono assistiti dall&#8217;avv.Massimo Todisco, che è tra l&#8217;altro responsabile dell&#8217;ufficio legale dell&#8217;associazione Codacons &#8211; hanno chiesto un risarcimento danni per alcune migliaia di euro, perché ritengono di aver subito una violazione al diritto alla salute. Vendola, in particolare, era stato citato come teste nell&#8217;ambito del procedimento civile promosso contro la Regione Puglia dai malati di tumore, costretti a pagare somme cospicue (tra i 700 e i 1000 euro) per sostenere l&#8217;esame della Pet-Tac in uno studio privato.</p>
<p>Toccherà a Vendola, quindi, spiegare il motivo per cui a Lecce, tra i mesi di gennaio e settembre 2011, non era attiva neppure una tac pubblica, nonostante la stessa giunta regionale abbia previsto la presenza di almeno un macchinario pubblico per ogni bacino d&#8217;utenza superiore a 750.000 abitanti. Il 2 marzo del 2006, la giunta regionale guidata da Vendola aveva infatti stabilito che in Puglia fossero indispensabili una Pet ogni 750mila abitanti, una necessità che però nella provincia di Lecce, dove gli abitanti sono oltre 810mila, non è stata tenuta presente.</p>
<p>Il servizio Pet &#8211; si difende la Regione Puglia &#8211; non è stato avviato per mancanza di fondi.</p>
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		<title>Il Partito democratico punta sui giovani meridionali</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice sui temi della formazione di una nuova classe dirigente”. Ne parliamo con Domenico De Santis, uno dei partecipanti e dei promotori. <span id="more-3216"></span></p>
<p><strong>Partiamo dai partecipanti, chi sono?</strong></p>
<p>&#8220;I partecipanti saranno giovani sotto i 35 anni, provenienti da Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Molise, rappresentanti dei circoli del Pd, sindaci, amministratori locali, esponenti del mondo dell&#8217;associazionismo. E’ un progetto innovativo per la politica in Italia che darà vita ad un grande processo formativo, da Napoli nascerà l’Italia del 2020&#8243;.</p>
<p><strong>Come si articolerà il corso da Napoli in poi?</strong></p>
<p>&#8220;Ci saranno appuntamenti classici come quello di Napoli articolato in assemblea plenaria e workgroup e lezioni a distanza attraverso i nuovi strumenti informatici, il tutto per dodici mesi. In sostanza ogni utente accederà alla propria pagina personalizzata, potrà condividere informazioni ed aggiornamenti con gli altri utenti o con personaggi istituzionali ed entrare nei sottositi dei propri gruppi di lavoro. L’evoluzione formativa sarà garantita dagli strumenti del web 2.0 messi. Verranno messi in circolo nel sistema testi, esperienze, buone prassi di governo e vere e proprie lezioni a distanza&#8221;.</p>
<p><strong>Insomma è un progetto molto innovativo oppure è solo propaganda elettorale?</strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/10/de-santis.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3223" style="margin: 8px;" title="de santis" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/10/de-santis-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&#8220;Il solo fatto che il Partito Democratico metta insieme 2000 giovani meridionali è una novità politica. Che decida di formarli e di farne la classe dirigente del Partito è una celta coraggiosa e di rottura rispetto al passato. Per vincere le elezioni politiche è necessario vincere nel Mezzogiorno, così non è stato nel 2006 e nel 2008, occorre ribaltare gli equilibri tra centro-destra e noi. Per fare questo il PD non ha bisogno solo di facce nuove, bensì di idee nuove e di un modo nuovo di fare politica&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
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		<title>Caro Santoro, la libertà d&#8217;informazione non ha prezzo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 18:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Michele Santoro, non avrai i miei dieci euro. Sono un tuo collega, certo con meno esperiena di te, e sono rimasto davvero esterrefatto quando oggi ti ho visto in tv, su rai tre, chiedere dieci euro a ogni italiano voglioso di aiutarti a difendere la libertà d&#8217;informazione. Per me, la libertà d&#8217;informazione un giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Michele Santoro, non avrai i miei dieci euro. Sono un tuo collega, certo con meno esperiena di te, e sono rimasto davvero esterrefatto quando oggi ti ho visto in tv, su rai tre, chiedere dieci euro a ogni italiano voglioso di aiutarti a difendere la libertà d&#8217;informazione. <span id="more-3178"></span></p>
<p>Per me, la libertà d&#8217;informazione un giornalista non deve elemosinarla, deve solo proteggerla. Invece tu, autore spesso di preziose pagine del nostro giornalismo, questa volta non mi hai dato una bella lezione. Perché vedi, come me, in Italia, ci sono decine di migliaia di giornalisti precari che lavorano sodo, difendono la propria libertà e quindi quella della stampa che rappresentano, ricevendo in cambio anche solo 5 euro lordi per ogni articolo scritto.</p>
<p>E invece tu, che hai ricevuto ben 2,3 milioni di euro di liquidazione dal servizio pubblico che anche noi paghiamo, chiedi dieci euro a me che sono quotidianamente sfruttato da editori senza scrupoli. E pensa che, ma lo saprai benissimo, ci sono contratti che permettono loro di farlo.</p>
<p>E&#8217; vero, un giornalista povero rischia anche di non essere libero perché può essere più facilmente ricattabile e, perche&#8217; no, corruttibile. E&#8217; altrettanto vero, pero&#8217;, che un giornalista povero può lottare meglio contro il potere che lo affama. Lo fanno tutti i giorni le decine di migliaia di precari che lottano contro i direttori delle diverse testate per le quali lavorano, contemporaneamente, rischiando anche di perdere quei pochi spiccioli che guadagnano: tanti sacrifici, ai quali sottopongono anche le loro famiglie, solo per difendere il proprio diritto di cronaca e garantire ai cittadini quel servizio pubblico che si chiama informazione puntuale.</p>
<p>In molti di noi, per farlo, aprono anche blog indipendenti in cui dicono quello che sanno. Esponendosi con le proprie scarse risorse al rischio di querele e affrontando a volte le spese legali per risarcire presunti danni. Nessuno di noi, però, è mai andato in tivù a chiedere soldi agli italiani, pur non avendo tutti i soldi che hai tu.</p>
<p>Pensa, caro Santoro, che un tuo collega di Ceglie Messapica, in provincia di Brinsidisi, un giornalista 41enne, qualche mese fa si è tolto la vita perche&#8217;, dopo tanti anni di precariato, ha perso ogni speranza di un futuro migliore.</p>
<p>Caro Santoro, sono stato sul tuo sito, proprio su quello dove ci sono, oltre alle coordinate bancarie dove inviare il nostro &#8216;contributo&#8217; alla libertà di stampa, alcune interviste sempre alla stessa ragazza che racconta come sono le feste a casa del premier. Diciamoci la verità, ma chi se ne frega.</p>
<p>Per carita&#8217;, trovo sacrosanto raccontare agli italiani il vero volto del presidente del Consiglio, ma non puntare tutto anche tu sulle storie di aitanti fanciulle la cui attendibilità è avallata solo dal fatto che le intervista una tua collaboratrice.</p>
<p>Caro Santoro, mi auguro tu possa continuare a insegnare a noi giovani giornalisti come si fa a difendere la libertà d&#8217;informazione. Ma ti prego, non chiedre più denaro in nome di quello per cui  tanti tuoi colleghi fanno i salti mortali per campare: l&#8217;amore per il giornalismo. Sono convinto che ce la farai lo stesso.</p>
<p>Con stima e affetto</p>
<p>Un soldato semplice di un esercito di giornalisti precari</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Regione Puglia chiederà una sanatoria per 850 dipendenti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 10:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe risolversi con un &#8221;altro momento di buona politica&#8221;, quindi con la collaborazione fra il governatore pugliese e il ministro Fitto, &#8221;l&#8217;incubo&#8221; che in questi giorni stanno vivendo circa 850 dipendenti della Regione Puglia i quali, in seguito all&#8217;annullamento della Consulta di un concorso bandito circa 12 anni fa dalla Regione, rischiano una &#8216;retrocessione&#8217; del proprio ruolo: una circostanza che avrebbe conseguenze economiche negative per i dipendenti ma sarebbe anche &#8221;un colpo al cuore alla macchina&#8221; amministrativa regionale.<span id="more-3164"></span></p>
<p>Lo ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, oggi al termine di un incontro con i rappresentanti dei sindacati. &#8221;Nei prossimi giorni &#8211; ha detto Vendola al termine della riunione &#8211; avremo un Consiglio regionale che, probabilmente alla unanimita&#8217;, chiedera&#8217; al legislatore nazionale una norma in sanatoria. Contemporaneamente noi stiamo immaginando una soluzione normativa di tipo regionale, nell&#8217;ambito delle competenze che sono proprie della Regione Puglia&#8221;. &#8221;La Regione tra i suoi poteri &#8211; ha rilevato &#8211; non ha quello di sanare. E del resto ci troviamo di fronte ai problemi anche perche&#8217;, in passato, si e&#8217; voluto sanare non avendone la competenza&#8221;. Quella regionale e quella nazionale &#8211; ha sottolineato Vendola &#8211; &#8221;sono azioni che partono contemporaneamente: una di raccordo tra Regione e governo nazionale, tra me e il ministro Fitto, tra le nostre tecnostrutture; e una tutta regionale e costruita in maniera assolutamente bipartisan&#8221;. &#8221;Puo&#8217; essere un altro di quei momenti &#8211; ha precisato &#8211; in cui una grave criticita&#8217; determina una messa all&#8217;opera della buona plitica, quella che supera le contrapposizioni e le polemiche, e si mette al lavoro per risolvere i problemi&#8221;.</p>
<p>Il concorso in questione e&#8217; stato annullato dalla Corte Costituzionale perche&#8217; non prevedeva una &#8216;riserva&#8217; a candidati esterni alla Regione. Tuttavia la sentenza della Consulta e&#8217; stata tenuta sospesa fino a quando la manovra &#8217;111/2011&#8242; non ne ha imposto l&#8217;immediata esecutivita&#8217; con il conseguente annullamento del concorso. Allora &#8211; ha spiegato Vendola &#8211; &#8221;la strada abbiamo cominciato a tracciarla subito, appena le conseguenze di qella norma, che e&#8217; scritta nella legge finanziaria, si sono appalesate come un incubo per quasi&#8221; 850 &#8221;dipendenti della Regione Puglia che rischiano di essere retrocessi di 15 anni dal punto di vista della loro retrobuzione. E&#8217; un incubo perche&#8217; il rischio concreto e&#8217; quello della paralisi dell&#8217;attivita&#8217; della Regione Puglia&#8221;. &#8221;Siccome questo problema nasce alla fine degli anni &#8217;90 &#8211; ha ricordato &#8211; abbiamo trovato immediatamente, io e il ministro Fitto, le parole utili a far partire un tavolo congiunto di apporofondimetno e un tavolo tecnico che sta lavorando&#8221;. L&#8217;incontro odierno con i sindacati &#8221;e&#8217; molto buono &#8211; ha proseguito &#8211; e intanto avremo un tavolo permanete aperto di confronto con i sindacati e anche con i loro consulenti giuridici. Qui si tratta di mettere a punto la soluzione migliore e soprattutto di non avere contestazioni da parte del ministero dell&#8217;Economia perche&#8217; i nostri atti non devono rischiare di essere impugnati, altrimenti diventa la &#8216;tela di Penelope&#8221;&#8217;. &#8221;Stiamo cercando &#8211; ha concluso &#8211; di tessere una tela che consenta a&#8221; circa 850 &#8221;lavoratori, dipendenti della Regione Puglia, di non perdere le posizioni raggiunte, e che consenta a noi di non avre un colpo al cuore alla macchina regionale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8221;Vendola pecca più di Berlusconi&#8221;, chi l&#8217;ha detto?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 17:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul mondo politico incombe il giudizio divino: a farsi carico di interpretarlo, in maniera addirittura bipartisan, sono gli alti prelati della Chiesa italiana: i Vescovi. Per la precisione, al premier è toccata, poiché il Cavaliere è sempre perseguitato e privilegiato, la romanzina del presidente della Cei (la Conferenza episcopale italiana): &#8220;Mortifica dover prendere atto &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul mondo politico incombe il giudizio divino: a farsi carico di interpretarlo, in maniera addirittura bipartisan, sono gli alti prelati della Chiesa italiana: i Vescovi.<span id="more-3160"></span></p>
<p>Per la precisione, al premier è toccata, poiché il Cavaliere è sempre perseguitato e privilegiato, la romanzina del presidente della Cei (la Conferenza episcopale italiana): &#8220;Mortifica dover prendere atto &#8211; ha detto sua eminenza il cardinale Angelo Bagnasco &#8211; di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non è la prima volta &#8211; ha aggiunto il vescovo anche un po&#8217; seccato &#8211; che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell&#8217;onore che comporta. Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica&#8221;. &#8220;La collettività &#8211; ha concluso con una bella frecciatina &#8211; guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l&#8217;immagine del Paese all&#8217;esterno ne viene pericolosamente fiaccata&#8221;.</p>
<p>A chi si starà riferendo il vescovo? Siamo davvero curiosi.</p>
<p>Ma se lo &#8216;special one&#8217; dei vescovi si rivolge a &#8216;buon inenditor&#8217;, non fa la stessa cosa il suo discepolo, vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini. Il premier Berlusconi non sarà &#8220;un modello&#8221; di comportamenti &#8211; avrebbe detto al sito cattolico conservatore Pontifex &#8211; ma &#8220;l&#8217;omosessualità praticata&#8221; è un peccato &#8220;certamente peggiore di chi va con l&#8217;altro sesso&#8221;, in quanto &#8220;contro natura&#8221;, e quindi Nichi &#8220;Vendola pecca molto di più di Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Le sue affermazioni, se confermate, sarebbero davvero gravi. Ma il monsignore, raggiunto telefonicamente dall&#8217;ANSA, pur non smentendo il contenuto di &#8220;una chiacchierata tra amici&#8221;, precisa di non avere rilasciato alcuna intervista e di non voler rilasciare alcuna dichiarazione. &#8220;Io credo che oggi sia in atto una vera caccia a Berlusconi se penso che buona parte dei giornali è dedicata a lui e che ben quattro procure gli dedicano esagerate attenzioni &#8211; sono le parole del presule riportate da Pontifex e che il vescovo, però, non vuole confermare -. Penso che sarebbe utile lasciar governare e aspettare che la recente manovra finanziaria dia i suoi frutti. Molti osservatori sembrano più intenzionati a fare cadere il governo che alla fedele aderenza alla realtà&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda lo stile di vita del premier, &#8220;certo, non mi sembra un modello &#8211; è l&#8217;opinione di mons. Babini pubblicata dal sito -, ma oggi la politica spesso si fa con le mutande e non con la testa. Tuttavia, sarebbe bene accertare realmente che Berlusconi abbia fatto cose malvagie e i baccanali&#8221;. Inoltre, &#8220;non è pensabile condannare una persona solo per sentito dire. Se cade Berlusconi siamo nei guai. Non è il massimo, ma non vedo politici degni dietro di lui&#8221;.</p>
<p>Quanto poi alle critiche del governatore della Puglia Nichi Vendola a Berlusconi &#8220;io non ne posso più della retorica inutile di Vendola. Credo, da cattolico &#8211; prosegue il testo riportato dal Pontifex &#8211; che la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e contro natura, certamente peggiore di chi va con l&#8217;altro sesso&#8221;: &#8220;Alla luce dei fatti, senza stilare classifiche Vendola pecca molto di più di Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Pronta la replica delle associazioni di omosessuali. &#8220;L&#8217;amore in tutte le sue forme &#8211; afferma Imma Battaglia, uno leader del movimento &#8211; non è peccato. E neppure il comportamento libertino di Berlusconi, di cui mi importa ben poco. Il vero peccato, etico prima che religioso, sta nel non governo, nel perseguimento di interessi personali a discapito del bene pubblico, nell&#8217;indifferenza rispetto al declino del Paese. E secondo me anche nella connivenza di quanti, dietro al capro espiatorio degli omosessuali, continuano ad appoggiare questo governo. Chi dovrebbe difendere i deboli dalla tirannia del potere, oggi, da che parte sta?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il vescovo emerito &#8211; replica a sua volta il Circolo Mario Mieli &#8211; sconfessato anche dal suo successore nella Diocesi di Grosseto, che lo descrive come un uomo anziano e con problemi di salute, bene quindi farebbe a riposarsi e a vivere tranquillo, visto che ha raggiunto l&#8217;età della pensione. Nel frattempo gli consigliamo vivamente di dedicare qualche ora della sua giornata, anziché insultare omosessuali, ebrei e Islam, a ripassare il significato di parole come etica e morale&#8221;.</p>
<p>Per evitare di esprimere anche noi opinioni offensive, eviteremo ulteriori commenti. Ma lasciamo, come sempre, a voi l&#8217;ardua sentenza.</p>
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		<title>Scalfari a Bari, &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l&#8217;ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria&#8221;. La citazione è tratta da &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;, l&#8217;utima fatica del fondatore del quotidianl La Repubblica, il giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l&#8217;ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria&#8221;. <span id="more-3142"></span></p>
<p>La citazione è tratta da &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;, l&#8217;utima fatica del fondatore del quotidianl La Repubblica, il giornalista Eugenio Scalfari. Un libro che lui stesso ha definito &#8221;una ricerca sugli istinti che in ognuno di noi si annidano sul fondo di quel vulcano la cui bocca e&#8217; pesidiata da Eros&#8221;. E per parlare del suo libro Scalfari ha scelto il teatro Petruzzelli di Bari. &#8221;Una citta&#8217; &#8211; ha sottolineato &#8211; con cui mi pare ci sia una evidente affinita&#8217;: ero molto preoccupato perche&#8217; e&#8217; difficile riempire un teatro cosi&#8217; grande, ma la vostra numerosa presenza mi fa sentire come in famiglia&#8221;. E sara&#8217; forse l&#8217;istinto a muovere centinaia di persone ogni qualvolta il &#8216;maestro&#8217; del giornalismo presenta un suo lavoro nel capoluogo pugliese ma anche l&#8217;anno scorso, quando a Bari Scalfari presento&#8217; &#8216;Per l&#8217;alto mare aperto&#8217;, al teatro Piccinni si registro&#8217; il tutto esaurito.</p>
<p>Un sentimento (definito da Scalfari un &#8221;istinto filtrato dalla razionalita&#8221;&#8217;) che si rintraccia in uno dei tre tipi  in cui l&#8217;autore suddivide l&#8217;amore nel libro: amore per noi stessi, per un altro (il nostro partner), per molti altri. &#8221;Quello di base &#8211; spiega &#8211; e&#8217; l&#8217;amore per se&#8217;: un sentimento che ci permette di sopravvivere e che si realizza dentro una soglia fisiologica di egoismo. Poi &#8211; aggiunge &#8211; c&#8217;e&#8217; l&#8217;amore per gli altri, quello che tutela la specie umana e che, ad esempio, ci fa lanciare d&#8217;istinto in un fiume per salvare un bambino che annega&#8221;. Sul &#8221;confronto tra questi due sottoistinti &#8211; precisa Scalfari &#8211; si muove tutto il racconto della nostra vita&#8221;. Una vita caratterizzata e animata dal desiderio: &#8221;la nostra e&#8217; una specie desiderante &#8211; ricorda Scalfari &#8211; l&#8217;uomo ha &#8216;desiderio per il desiderio&#8217; che non si esaurisce mai e che permette all&#8217;uomo di evolversi, di non essere mai ripetitivo e di trascendersi&#8221;. Un desiderio che puo&#8217; certo essere &#8221;di potere o di sesso&#8221;, ma che non hanno &#8221;nulla a che fare con bunga bunga&#8221;. Perche&#8217; su una cosa non ha dubbi Scalfari e lo dimostra quando gli si chiede, provocatoriamente, se sia l&#8217;Eros a scuotere l&#8217;anima del premier&#8217;: &#8221;Niente affatto &#8211; risponde  &#8211; quello e&#8217; tutto un altro discorso&#8221;.</p>
<p>E sullo stato d&#8217;animo del premier azzarda una ipotesi: &#8221;Dipende dai caratteri &#8211; dice &#8211; il potere di solito rattrista ma a volte rende felici. In questo caso la tendenza, per quel tanto che conosco la persona, e&#8217; all&#8217;euforia. Ma i fatti e le circostanze che lo circondano, e che in parte ha provocato lui stesso, dovrebbero indurre alla tristezza. Io non sto nella sua testa e quindi non posso saperlo. Direi che, oggettivamente, dovrebbe essere piuttosto triste&#8221;.</p>
<p>Parlando poi dell&#8217;attuale situazione economica e politica che sta vivendo il Paese, Scalfari spiega: &#8221;E&#8217; molto preoccupante quello che sta accadendo non solo in Italia&#8221; ma anche &#8221;in Europa e in tutto l&#8217;Occidente&#8221;. E &#8221;la tristezza a me viene &#8211; ha precisato &#8211; quando penso che, fino a qualche tempo fa, una larga parte, probabilmente la maggioranza di questo Paese, ha sostenuto, votato e rivotato questo assetto del potere politico italiano&#8221;. &#8221;Questo da&#8217; tristezza &#8211; ha concluso &#8211; perche&#8217; in qualunque paese normale un assetto di questo genere sarebbe stato possibile, forse, per qualche mese e non oltre&#8221;.</p>
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		<title>Finisce la festa Pd: il punto di vista di Nardelli, il &#8216;cacciatore&#8217; degli insolventi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da poco si è conclusa a Bari la Festa nazionale dell’economia e del lavoro promossa dal Pd. Abbiamo voluto sentire il punto di vista del presidente della commissione Garanzia dell’unione comunale del Partito democratico di Bari, Eugenio Nardelli, lo stesso che, qualche tempo fa, fu promotore di una iniziativa che fece discutere i vertici del partito: Nardelli invitò pubblicamente i consiglieri comunali, gli assessori, i presidenti e i consiglieri delle aziende municipalizzate, a ottemperare all’obbligo statutario che prevede il versamento di un contributo nelle casse dell’organo cittadino del Pd.<span id="more-3171"></span></p>
<p><strong>Presidente, quale esito ha avuto la sua iniziativa? </strong></p>
<p>“Devo dire che coloro che hanno ritenuto di aderire all’invito non rappresentano numericamente la maggioranza che è ancora attestata su posizioni di disimpegno. Tale atteggiamento, qualora dovesse persistere, indurrebbe la commissione ad assumere i provvedimenti che sono previsti dalle norme statutarie, ma io confido nel buon senso di tutti e non escludo che si possa trovare una soluzione concordata per la quale è mio intendimento proporre un incontro a tal fine”.</p>
<p><strong>Ma cosa rischiano gli ‘insolventi’? </strong></p>
<p>“La fuoriuscita dal Partito: ai sensi dell’art 40 dello Statuto, decadono dall’anagrafe degli iscritti e dagli organismi dirigenti del Pd”.</p>
<p><strong>Si è appena conclusa a Bari la festa nazionale dell’economia e del lavoro. Quali sono le sue impressioni?</strong></p>
<p>“La festa ha rappresentato il tentativo, senza dubbio riuscito, di dare all’azione del Pd uno slancio che coinvolgesse la cosiddetta società civile, e non costituisse la solita passerella per gli altrettanto soliti notabili”.</p>
<p><strong>In che misura le vicende giudiziarie hanno inciso sulla festa e sulla credibilità del Partito, scosso dagli ultimi avvenimenti che hanno visto protagonisti anche alcuni dirigenti di livello nazionale?</strong></p>
<p>“La festa si è svolta in un clima che oserei definire quasi goliardico, con il pregio di accantonare i problemi giudiziari i cui protagonisti, fino a prova di contro, sono chiamati a rispondere di azioni la cui responsabilità è tutta da dimostrare”.</p>
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		<title>L&#8217;Albania ringrazia Bari: &#8220;Non dimenticheremo mai il vostro aiuto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 12:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Non dimenticheremo mai quello che avete fatto per noi&#8221;: e&#8217; racchiuso in queste parole che il presidente della Repubblica albanese, Bamir Topi, pronuncia commosso (&#8221;le emozioni si sentono anche dopo 20 anni&#8221;), il motivo per cui oggi l&#8217;Albania ha consegnato alla citta&#8217; di Bari la medaglia della Gratitudine.<span id="more-3078"></span></p>
<p>Il &#8216;Paese delle aquile&#8217; ha voluto ringraziare ufficialmente il &#8221;Comune di Bari e tutto il popolo della regione Puglia per la rara solidarieta&#8217; e il sostegno senza confine&#8221; che, l&#8217;otto agosto del 1991, &#8221;hanno dato a migliaia di cittadini albanesi giunti nel porto di Bari&#8221;, a bordo della nave Vlora, &#8221;in cerca di una vita migliore&#8221;. Erano in ventimila quel giorno &#8221;a volersi lasciare alle spalle &#8211; ha ricordato Topi &#8211; un regime totalitario. E a Bari, per fortuna, ha trovato tanta solidarieta&#8221;&#8217;. In quegli anni il sindaco del capoluogo era Enrico Dalfino e oggi il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano, ha ricordato come &#8221;fu capace, nonostante la disapprovazione del presidente della Repubblica, di interpretare e seguire la sua coscienza e quella di tutti i baresi&#8221;, accolgiendo i cittadini albanesi. Oggi &#8211; ha aggiunto &#8211; &#8221;ai baresi sanguina il cuore solo a pensare quanto accade nel mare della Sicilia dove stanno perdendo la vita molti migranti perche&#8217;, nonostante l&#8217;esperienza albanese, non si e&#8217; riusciti ancora a comprendere che la barriera giuridica del divieto di entrare produce stragi&#8221;.</p>
<p>Sul tema dell&#8217;accoglienza si e&#8217; soffermato anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: &#8221;Oggi &#8211; ha detto &#8211; e&#8217; la festa dell&#8217;accoglienza. Ma in queste ore siamo molto tristi perche&#8217; altri popoli stanno cercando di avvicinarsi alle nostre coste, attraversando un mare che per loro si sta trasformando in un grande cimitero&#8221;. Per Vendola, bisognerebbe imparare da quell&#8217;esempio di grande &#8221;accoglienza&#8221; che &#8221;Bari e tutta la Puglia seppero dare, venti anni fa, a tutto il Paese&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fibronit Bari: Legambiente dice no all&#8217;area edificabile</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“E&#8217; incredibile che dopo tutti questi anni si azzeri la storia dimenticando che quella della Fibronit, piuttosto che una banale questione di proprietà, è stata una grande emergenza socio-sanitario-ambientale, rimane un caso di studio internazionale sui dati epidemiologici legati alla morte di decine di inermi cittadini residenti intorno alla vecchia fabbrica abbandonata e soprattutto costituisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“E&#8217; incredibile che dopo tutti questi anni si azzeri la storia dimenticando che quella della Fibronit, piuttosto che una banale questione di proprietà, è stata una grande emergenza socio-sanitario-ambientale, rimane un caso di studio internazionale sui dati epidemiologici legati alla morte di decine di inermi cittadini residenti intorno alla vecchia fabbrica abbandonata e soprattutto costituisce un eclatante caso giudiziario”.<span id="more-3072"></span></p>
<p>Legambiente ritiene “inverosimile, al limite dell&#8217;offesa alla comune intelligenza, parlare del futuro edificatorio di un&#8217;area che una sentenza penale passata in giudicato ha classificato come discarica abusiva di materiali pericolosi per la salute. L&#8217;intervenuta prescrizione ha cancellato la possibilità di comminare una pena (compresa la misura accessoria della confisca, a suo tempo disposta) a chi ha determinato l&#8217;inquinamento, ma non ha certo cancellato l&#8217;accertamento del reato. La Fibronit, insomma, oltre che un sito inquinato di interesse nazionale, è una discarica. Non si è mai sentito che si costruiscano palazzi su una discarica, ovvero nel luogo dove sono state conferite centinaia di tonnellate di materiali contaminati, la cui movimentazione comporta inevitabilmente rischi per quanto eventualmente limitati dall&#8217;adozione delle migliori tecnologie disponibili”.</p>
<p>“Ma anche volendo rimanere nel solo campo della scelta della bonifica”, Legambiente “ricorda che tutti i procedimenti avviati negli ultimi anni, soprattutto quando si parla di siti inquinati di così grande evidenza, hanno seguito un percorso di partecipazione, passando cioè attraverso l&#8217;accettazione sociale. Non sfuggirà a chi genericamente contrabbanda come possibile una bonifica per asportazione dei terreni della Fibronit, che ancora oggi non esiste una tecnologia in grado di impedire al 100% la dispersione di microscopiche fibre di amianto nella zona circostante (e per diversi chilometri) l&#8217;area di intervento. In una fetta di città così densamente urbanizzata e popolata, al centro dei quartieri Japigia, San Pasquale e Madonnella, la volatilizzazione del solo 0,1% di una così macroscopica quantità di materiale rimosso determinerebbe una dispersione tra le case di milioni di fibre cancerogene”.</p>
<p>“Di fronte a questa prospettiva di rischio, già abbondantemente approfondita, discussa, metabolizzata, acquisita in oltre un decennio di partecipazione diretta dei cittadini alla vicenda Fibronit, si è ben chiarito che il pubblico sentire rifiuta senza tentennamenti qualsiasi ipotesi di rischiosa movimentazione dei terreni e chiede invece la tombatura dei rifiuti con, a sigillo, la realizzazione di una grande area verde. A proposito di modalità di bonifiche, vorremmo ricordare che non più tardi di un mese fa è stato presentato il progetto riguardante il sito inquinato di interesse nazionale di Manfredonia, divenuto caso di studio e portato ad esempio dallo stesso ministro all&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il successo dell&#8217;operazione si deve, tra le altre cose, al completamento di un percorso di ampia partecipazione e accettazione sociale. Alla fine, guarda caso, cancellata l&#8217;ipotesi iniziale di rimozione dei rifiuti, si è approdati alla scelta di impermeabilizzare e tombare le aree contaminate e quindi procedere al ripristino ambientale. Casi di rimozione dei rifiuti spesso ricordati impropriamente come Cagliari o Bagnoli, non hanno e non possono avere nulla a che fare con la Fibronit di Bari visto che si tratta di zone non inserite  in un tessuto fortemente urbanizzato, una trovandosi in un&#8217;area fronte mare, l&#8217;altra in una zona industriale.</p>
<p>Sembra strano dover parlare oggi di questioni abbondantemente sedimentate e che, anche nella conferenza dei servizi del ministero dell&#8217;Ambiente, al suo atto finale con l&#8217;approvazione del progetto di messa in sicurezza permanente della Fibronit dopo circa un decennio di lavoro, sono diventate patrimonio comune”.</p>
<p>Legambiente ritiene che, “su un caso ormai chiaro in tutti i suoi aspetti, siano essi di carattere tecnico, politico, sociale, igienico, sanitario o ambientale, tornare sui propri passi, dimenticando che tutto quello che doveva accadere è già accaduto, suoni come un&#8217;offesa. Come per l&#8217;altra vicenda legata ai palazzi di Punta Perotti e alla loro demolizione per il ripristino della legalità, la nostra associazione sarà a fianco delle amministrazioni pubbliche (Comune di Bari e Regione Puglia) e dei cittadini perché si affermi il diritto al primato della tutela della salute pubblica su qualsiasi pretesa di edificazione con conseguente pericolo di inquinamento”.</p>
<p>Stefano Ciafani<br />
Responsabile Scientifico Legambiente Nazionale</p>
<p>Francesco Tarantini<br />
Presidente Legambiente Puglia</p>
<p>Marino Spilotros<br />
Presidente Legambiente Circolo di Bari</p>
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		<title>Immigrazione: Bari avrà due Commissioni per esaminare le richieste di asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decine di poliziotti e carabinieri in ospedale, piccoli incendi appiccati in strada, arterie centrali del traffico e binari bloccati per ore: ai migranti ospiti del Cara di Bari è &#8216;bastata&#8217; una guerriglia urbana per strappare al governo la promessa di velocizzare l&#8217;esame delle loro richieste di asilo, attraverso l&#8217;istituzione di una seconda commissione ministeriale. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Decine di poliziotti e carabinieri in ospedale, piccoli incendi  appiccati in strada, arterie centrali del traffico e binari bloccati per  ore: ai migranti ospiti del Cara di Bari è &#8216;bastata&#8217; una guerriglia  urbana per strappare al governo la promessa di velocizzare l&#8217;esame delle  loro richieste di asilo, attraverso l&#8217;istituzione di una seconda  commissione ministeriale. Ma si teme già che la risposta delle  istituzioni non possa soddisfarli del tutto.<span id="more-3065"></span></p>
<p>Su una cosa, però, non  lascia dubbi il sottosegretario all&#8217;Interno, Alfredo Mantovano: &#8220;Non  saranno tollerate altre violenze&#8221;. Lo ha assicurato ieri ai giornalisti che lo hanno  intervistato al termine dell&#8217;incontro convocato a Bari per  rispondere alle richieste delle centinaia di migranti che dal Cara  chiedono a gran voce asilo politico, documenti e permessi di soggiorno,  sostenuti (per alcuni fomentati) anche da associazioni presenti all&#8217;arrivo  del sottosgretario in prefettura. &#8220;Siamo tutti clandestini,  liberiamoli&#8221;, sono gli slogan con cui lo accolgono. Non è così facile,  soprattutto a Bari dove dall&#8217;anno scorso, quando le richieste di asilo  presentate sono state 506, sulla commissione ministeriale è &#8220;gravato un  peso spropositato&#8221;: le richieste si sono moltiplicate per sette,  arrivando a 3.731. Ma adesso, &#8220;con più forze in campo&#8221;, non solo i tempi  saranno più celeri (senza che questo pregiudichi la scrupolosità dei  controlli) ma tutti i richiedenti asilo saranno convocati in un giorno  ben preciso. &#8220;Ci auguriamo che questo &#8211; dice Mantovano &#8211; possa calmare  gli animi&#8221;. Anche perché, ricorda, &#8220;fra gli elementi che impongono di  rigettare la domanda di asilo c&#8217;é anche quello di rendersi responsabili  di fatti di violenza e turbativa di ordine pubblico&#8221;.</p>
<p>D&#8217;ora in avanti,  nella valutazione delle domande, si farà più attenzione al paese da cui  fugge il migrante piuttosto che a quello di origine. Senza per questo  dimenticare quanti dichiarano di provenire da un Paese in guerra o dove  sono perseguitati solo per avere diritto all&#8217;asilo politico. L&#8217;esito  della riunione, tuttavia, non sembra essere piaciuto alla Regione  Puglia: &#8220;Temo sia necessaria una risposta politica del governo di  tutt&#8217;altro tenore&#8221;, ha sottolineato l&#8217;assessore all&#8217;Immigrazione, Nicola  Fratoianni. E sulla sua richiesta al governo di adottare l&#8217;articolo 20  del testo unico sull&#8217;immigrazione, che prevede permessi di soggiorno  temporanei in casi di particolare emergenza (&#8220;e in Libia c&#8217;é una guerra  ed è chiaro che è un&#8217;emergenza&#8221;), Mantovano glissa: &#8220;Con tutto  l&#8217;interesse che merita, è una richiesta che non compete a questo  tavolo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Criminalità, Pdl a sindaco Bari: &#8220;Dica alla Procura ciò che sa&#8221;. Emiliano, &#8220;Già fatto, preoccupatevi di far nominare Prefetto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 13:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una parte il Pdl che accusa Emiliano di non denunciare quanto sa alle autorità competenti. Dall&#8217;altra il sindaco di Bari che punzecchia i parlametari di centrodestra per non essere riusciti a nominare, in ben sei mesi, il nuovo prefetto di Bari, solo a causa di una bega politica tra Fitto e Mantovano. E&#8217; andato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una parte il Pdl che accusa Emiliano di non denunciare quanto sa alle autorità competenti. Dall&#8217;altra il sindaco di Bari che punzecchia i parlametari di centrodestra per non essere riusciti a nominare, in ben sei mesi, il nuovo prefetto di Bari, solo a causa di una bega politica tra Fitto e Mantovano.<span id="more-3047"></span></p>
<p>E&#8217; andato in scena questa mattina l&#8217;ennesimo j&#8217;accuse tra centrodestra e centrosinistra, con il primo cittadino del capoluogo pugliese infuriato che ha risposto punto per punto alle frecciatine del Pdl.</p>
<p>Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, &#8221;denunci alla procura tutto quello che sa su infiltrazioni della criminalita&#8217; organizzata nelle aziende municipalizzate e sulla presenza dei clan nella gestione delle attivita&#8217; commerciali&#8221;, tra cui ci sono quelle dei venditori ambulanti sul lungomare che il sindaco ha deciso &#8221;di chiudere, proponendo cosi&#8217; una soluzione che riteniamo assolutamente inutile e dannosa solo per i cittadini&#8221;. A dirlo, nel corso di una conferenza stampa, sono stati, tra gli altri, i rappresentanti delle opposizioni al Comune, i parlamentari del Pdl, i consiglieri regionali del centrodestra e Mario Ferorelli, il presidente della circoscrizione San Nicola-Murat, interessata dal provvedimento di chiusura del lungomare.</p>
<p>Intanto, &#8221;in attesa che Emiliano vada in procura&#8221;, gli esponenti del Pdl hanno gia&#8217; &#8221;chiesto al viceprefetto vicario di Bari, Antonella Bellomo, un incontro&#8221; che potrebbe tenersi il prossimo lundi&#8217; e al quale dovrebbero partecipare anche i vertici delle forze dell&#8217;ordine e della procura&#8221;. A questi sara&#8217; portata &#8211; sottolineano le opposizioni &#8211; &#8221;una nutrita rassegna stampa da cui si evince che Emiliano sta lanciando ripetuti allarmi che vogliamo capire se sono giustificati oppure no. Qualora non lo fossero, non capiamo perche&#8217; questo sindaco sta gettando fango su una citta&#8217; i cui cittadini, da quando lui e&#8217; sindaco, si sentono piu&#8217; insicuri: cosa c&#8217;e&#8217; davvero dietro tutto questo?&#8221;.</p>
<p>Non si fa attendere la replica del sindaco di Bari che incontra i giornalisti immediatamento dopo la conferenza del centrodestra.</p>
<p>&#8221;Solo la stupidita&#8217; politica &#8211; dice Emiliano &#8211; poteva spingere il Pdl a tenere una conferenza stampa sul tema della sicurezza, quando sono sei mesi che, per una bega politica tra Fitto e Mantovano, Bari non ha ancora un prefetto. Per questo &#8211; aggiunge &#8211; chiamero&#8217; immediatamente il ministro dell&#8217;Interno Maroni e vedremo se almeno un leghista, visto che non ce la fa il Pdl, risce a fare avere entro 48 ore alla nostra citta&#8217; un prefetto. Cosi&#8217; potremo fare tutti insieme, con il Pdl, i carabinieri e la procura, una riunione&#8221;.</p>
<p>Quanto alle denunce in procura, Emiliano spiega che &#8221;non sono certo matto e se parlo in procura ci sono gia&#8217; andato ma certo non faccio una conferenza stampa per dirlo. Mentre voi &#8211; dice rivolgendosi a Ferorelli presente all&#8217;incontro con la stampa &#8211; con il vostro atteggiamento esponete a rischi me e i commercianti che sono gia&#8217; andati dai carabinieri a denunciare le richieste di estorsione e tutti gli attacchi che fa loro ogni giorno la criminalita&#8217;. Attacchi di cui Ferorelli (che risponde con un ripetuto &#8216;lei e&#8217; impazzito&#8217;) ha evidentemente paura e per questo, invece che unirsi alla battaglia del sindaco per la legalita&#8217;, si preoccupa, insieme addirittura ai parlamentari del Pdl, della chiusura, ad agosto, di un pezzetto del lungomare&#8221;.</p>
<p>E L&#8217;Alternativa, molto tempo fa, già aveva provato a darvi conto di quanto accade a Bari: <a href="http://www.lalternativa.it/l%E2%80%99altra-faccia-di-bari/" target="_blank">L&#8217;altra faccia di Bari</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vendola: &#8220;Cultura omofobica anche a Sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 11:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca. &#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca.<span id="more-2981"></span></p>
<p>&#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della Regione Puglia &#8211; e le forme più pacchiane e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità etero, nella sua versione più maschilista, più machista e anche più greve, sfilano anche nei palazzi del potere tutti i giorni dell&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>Per Vendola l&#8217;omofobia non appartiene soltanto alla cultura di destra, ma anche a quella di sinistra,&#8221;che rappresenta l&#8217;omosessualità come una devianza piccolo-borghese&#8221;. E la Chiesa come si pone in tutto questo? &#8220;Il fatto che sia governata da una casta sacerdotale maschile impedisce un confronto più capace di accoglienza&#8221;.</p>
<p>E su qual é la manifestazione di omofobia ai suoi danni che gli ha fatto più male, risponde: &#8220;Il ciclico tentativo di assimilare l&#8217;omosessualità alla pedofilia che periodicamente produce, nei protagonisti della macchina del fango, delle autentiche scariche d&#8217;adrenalina&#8221;. Vendola ricorda infine il suo discorso al World Gay Pride del 2000 e racconta a GQ: &#8220;Una delle cose più belle che mi siano accadute è quando, nel 2000, durante il World Gay Pride ho ricevuto una telefonata da mia madre. Aveva sentito alla radio il mio discorso e mi confidava che sia lei sia mio padre erano molto orgogliosi di me; papà aveva anche detto che forse avrebbero dovuto chiedermi scusa. Non ho mai pianto tanto in vita mia&#8221;.</p>
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		<title>Vite da detenuto attraverso le sbarre del carcere di Bari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 15:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si muore in carcere? Come si può morire a 28 anni dopo un colloquio con la propria famiglia? Sono due giorni che queste domande rimbalzano forte nella mia testa, incredulo, ancora una volta, per l&#8217;accaduto. Passo da un sito all&#8217;altro di giornali online alla ricerca di qualche parola in più sull&#8217;accaduto, scopro che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si muore in carcere? Come si può morire a 28 anni dopo un colloquio con la propria famiglia? Sono due giorni che queste domande rimbalzano forte nella mia testa, incredulo, ancora una volta, per l&#8217;accaduto. <span id="more-2976"></span></p>
<p>Passo da un sito all&#8217;altro di giornali online alla ricerca di qualche parola in più sull&#8217;accaduto, scopro che il Corriere del Mezzogiorno non ha neppure la notizia, scopro che i commenti dei lettori su alcuni siti mi raccontano reazioni molto differenti dalla mia. Un bel giorno, in questo dannato paese, dovremo sederci a capire cosa vogliamo che sia il carcere, o forse dovremo solo sederci a raccontare la Costituzione a chi ancora non la conosce e blatera senza cognizione di causa su qualunque argomento.</p>
<p>Sono certo che parlare di carcere senza aver mai varcato la soglia di un istituto sia uno degli errori più gravi che si possano compiere; nessuna descrizione renderà mai l&#8217;idea di ciò che si ascolta, di ciò che si respira, di ciò che si prova. Da un lato, leggo chi ricorda ai detenuti di essersela cercata e che, dopo tutto, una vacanza a spese dello stato non è poi così male, influenzato, immagino, dall&#8217;informazione (che parola grossa!) nostrana e da qualche stupido telefilm in cui una cella è pulita, con un bel televisore, ben arieggiata, con letti comodi ed ampi, ecc. Dall&#8217;altro chi invoca amnistie, indulti, leggi svuota carceri di vario genere e di dubbia utilità sul lungo periodo.</p>
<p>Vi do una notizia che forse non conoscete: questo governo ha già attuato, nel silenzio generale della nostra pseudo-informazione, un provvedimento per svuotare le carceri; in sostanza ha dato la possibilità di scontare l&#8217;ultimo anno di detenzione agli arresti domiciliari piuttosto che in istituto. Il governo del fare, della certezza della pena, dei pacchetti sicurezza, ha mandato a casa detenuti di ogni tipologia (o quasi, perchè chiaramente gli immigrati devono rimanere dentro) pur di svuotare le carceri; qual è stato il risultato? Assolutamente nessuno, la situazione è identica a prima.</p>
<p>Lo stesso governo ha tagliato esattamente a metà i fondi per gli esperti psicologi e criminologi, in un periodo in cui il sovraffollamento ed altri problemi hanno fatto impennare il numero di suicidi dei detenuti. Che dire, complimenti vivissimi alla strategia di governo, ammesso che ce ne fosse una dietro queste scelte. La vita mi ha portato ad entrare in carcere una volta a settimana, per fortuna non da detenuto, ed io stesso non ho ancora bene un&#8217;idea su cosa sia la vita lì dentro. Una cosa però è ben chiara nella mia mente: varcata la soglia, chiunque tu sia, entri in un mondo con regole nuove, dove i tuoi schemi di ragionamento, di interpretazione degli eventi, non sono più validi; entri in una dimensione parallela, devi osservare, comprendere, adattarti, modificarti rispetto alle nuove regole, ai nuovi sistemi di valori, al nuovo ordine di importanza che le cose e le persone assumono.</p>
<p>Ciò che per le statistiche è un numero, è in realtà una persona, una storia, non sempre fatta di delinquenza e devianza indistinta, è un essere umano con le sue emozioni e scelte, con i suoi errori, che non saranno mai gli ultimi di una vita comunque difficile. Non faccio certo giustificazionismo, anzi, non nascondo che alcuni siano in grado di farti venire voglia di buttare la chiave, di farti sentire inutile, incapace di fronte all&#8217;interiorizzazione della devianza e del non rispetto delle regole come unica modalità di approccio all&#8217;esistenza; semplicemente mi chiedo quale possibilità di riabilitazione ci sia in questo sistema carcerario, fatto di affollamento e strutture fatiscenti, di molta privazione della libertà e poca formazione, di ozio e non di lavoro, di poliziotti che lavorano in condizioni indegne e non di educatori, psicologi e criminologi.</p>
<p>Sarebbe ora di avere una visione progettuale sul carcere e sulle pene in generale, senza essere tifosi pro o contro i detenuti, senza dover fare demagogia, senza dover inculcare negli elettori paure sulla sicurezza e sugli immigrati, senza, insomma, essere stupidamente miopi davanti ad una situazione che ha del tragico e dell&#8217;illegale e rispetto alla quale non bastano gli scioperi della fame e della sete di chi da anni propone esclusivamente amnisitie come soluzione.</p>
<p>Nell&#8217;attesa, lavoriamo.</p>
<p><strong>Michele Laforgia</strong><br />
<strong>Volontario nel carcere di Bari</strong></p>
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		<title>Come si vive in Puglia?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. <span id="more-2966"></span></p>
<p>Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica del nostro Paese, la maggioranza degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatta&#8221;. Su una scala da uno a dieci, la valutazione media che i 1.068 pugliesi hanno dato alla propria qualità della vita è di 6,5. Un punteggio che sale a 6,8 per la fascia di età compresa fra 18 e 33 anni; e a 6,07 per gli ultracinquantenni. Per quanto riguarda l&#8217;occupazione, i più soddisfatti sono i professionisti-dirigenti che danno 6,88 alla propria qualità della vita, mentre i pensionati solo 5,80. Seguono, per grado di insoddisfazione, i disoccupati con 6,11 e i lavoratori autonomi con 6,37. In generale, la percezione della qualità della vita é migliore quanto più alto è il livelo scolastico.</p>
<p>Valutando la percezione della sicurezza, i pugliesi si sentono &#8220;abbastanza sicuri&#8221; in tutta la regione. Mentre a Lecce, Barletta e Trani si sentono &#8220;più tranquilli&#8221;. Al contrario, la percezione della sicurezza comincia a calare ad Andria, Brindisi e Taranto, con Bari e Foggia in fondo alla classifica. Comunque, il 73% degli intervistati non ha mai subito una aggressione. Quanto al livello di pulizia, secondo i cittadini le più pulite sono Trani e Lecce seguite da Barletta. Andria si posiziona in un livello &#8220;medio&#8221; di pulizia insieme a Brindisi. &#8220;Fanalini di coda&#8221; sono Bari, Foggia e Taranto. Premiate dai pugliesi Lecce, Barletta e Trani sulla raccolta differenziata. Valutazione medio-bassa per Foggia, medio-alta per Brindisi. &#8220;Bocciate&#8221; Taranto, Andria e Bari. Sono &#8220;arrabbiati&#8221; per mancanza di parcheggi i baresi, gli andriesi e i barlettani; i &#8220;più felici&#8221; sono i foggiani.</p>
<p>Secondo gli intervistati, a dare maggiori opportunità per il tempo libero sono, in ordine decrescente, Foggia, Trani, Taranto, Lecce, Brindisi, Bari, Andria e Barletta. Ma tutte le città sono state &#8220;bocciate&#8221; per la scarsa presenza di biblioteche. Sul rapporto tra qualità della vita e ambiente, la classifica è questa: Trani, Lecce, Barletta, Brindisi, Andria, Foggia, Bari e Taranto. Sui servizi alla persona, quindi sulla presenza di banche, uffici postali e farmacie nei quartieri, al primo posto c&#8217;é Andria, seguita da Lecce, Barletta, Brindisi, Bari, Taranto, Trani e Foggia.</p>
<p>Rispondendo a domande sulla propria vita privata, il 45,9% dei pugliesi rivela che nell&#8217;ultimo mese non è mai andato al cinema, al teatro o in discoteca, mentre il 31,5% ci è andato una volta sola. Il 70,6% degli intervistati nell&#8217;ultimo mese non é mai andato a mostre, musei o incontri culturali; solo il 22% dichiara di farlo una volta al mese e il 6% una volta a settimana. Non svolge attività di volontariato il 71% del campione in esame, mentre solo il 6,4% è impegnato regolarmente in attività di solidarietà. Il 60% non fa mai sport, il 12% lo pratica regolarmente e quasi il 30% sostiene di essere impegnato regolarmente in attività sportive. Secondo l&#8217;indagine, &#8220;i pugliesi sono mangioni&#8221;: solo il 17% di essi nell&#8217;ultimo mese non è mai andato in pizzeria, mentre il 25,6% ci va una volta al mese, il 41,6% almeno una volta a settimana. A questi si aggiunge un 16% che ci va anche più volte in una settimana. Per quanto riguarda gli spostamenti, il 53% dei pugliesi preferisce usare l&#8217;auto o in alternativa (il 26%) andare a piedi. Solo il 10% usa il trasporto pubblico (autobus o treno), mentre il 9,3% usa la moto e solo lo 0,4% si muove in bici.</p>
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		<title>Nominati i direttori delle asl pugliesi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 00:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giunta regionale pugliese presieduta da Nichi Vendola ha dato poco fa il via libera alle nomine dei nuovi direttori generali delle Asl. Nei giorni scorsi il tema delle nomine aveva creato tensioni all&#8217;interno della maggioranza di centrosinistra e polemiche da parte del centrodestra secondo cui era in atto una lotta per la spartizione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giunta regionale pugliese presieduta da Nichi Vendola ha dato poco fa il via libera alle nomine dei nuovi direttori generali delle Asl.<span id="more-2960"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi il tema delle nomine aveva creato tensioni all&#8217;interno della maggioranza di centrosinistra e polemiche da parte del centrodestra secondo cui era in atto una lotta per la spartizione di poltrone all&#8217;interno del centrosinistra.</p>
<p>Si tratta di persone &#8211; ha detto Vendola &#8211; scelte attraverso un percorso &#8220;formativo e selettivo che non ha comparazioni con nessuna regione italiana&#8221;. Per la Asl di Bari è stato nominato Mimmo Colasanto, per quella di Taranto Vito Fabrizio Scattaglia, per Lecce Vasco Mellone, per Brindisi Paola Ciannamea, per la provincia Bat Giovanni Gorgoni.</p>
<p>Poco prima che la riunione di giunta cominciasse, questa sera, il centrodestra aveva battuto la maggioranza nell&#8217;Aula del consiglio regionale dove, nell&#8217;ambito della manovra di prima variazione al bilancio, è stato approvato un emendamento proposto dall&#8217;opposizione con il quale vengono reintrodotte le esenzioni dei ticket sanitari per i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità.</p>
<p>Una approvazione, questa, che secondo l&#8217;assessore alla sanità, Tommaso Fiore, mette a rischio il piano antideficit concordato con la giunta Vendola con il governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Puglia non abbasserà le tariffe dell&#8217;acqua, nonostante l&#8217;ok del referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 17:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione Puglia, che adesso ha un acquedotto totalmente pubblico, non diminuirà le tarriffe dell&#8217;acqua nonostante, con l&#8217;ultimo referendum, sia stata abrogata in tutta Italia la norma che prevede la remunerazione di almeno il 7% dei capitali investiti da chi gestisce la risorsa idrica. Come mai? Ad essere sinceri, non c&#8217;è molto di cui meravigliarsi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Puglia, che adesso ha un acquedotto totalmente pubblico, non diminuirà le tarriffe dell&#8217;acqua nonostante, con l&#8217;ultimo referendum, sia stata abrogata in tutta Italia la norma che prevede la remunerazione di almeno il 7% dei capitali investiti da chi gestisce la risorsa idrica.<span id="more-2953"></span></p>
<p>Come mai? Ad essere sinceri, non c&#8217;è molto di cui meravigliarsi. In fondo Vendola non ha mai detto di voler abbassare le tariffe, bensi&#8217; di metterle al riparo dai rialzi derivanti dalla loro esposizione a logiche di mercato. E&#8217; ovvio &#8211; secondo il ragionamento portato avanti da tutti i sostenitori dell&#8217;acqua pubblica &#8211; che se l&#8217;acqua e&#8217; gestita dai privati, corre automaticamente il rischio di rispondere piu&#8217; a logiche di profitto che di bene comune.</p>
<p>E oggi, nel corso della presentazione del bilancio 2010 dell&#8217;Acquedotto pugliese, Vendola e l&#8217;assessore alle Opere pubbliche, Fabiano Amati, incalzati dai giornalisti, hanno spiegato che &#8221;in Puglia la remunerazione del capitale investito del 7% è un costo: quello che pagheremo ogni anno fino al 2018 sul bond in sterline pari al 6,92% contratto durante la gestione dell’era Fitto&#8221;. &#8221;In Puglia &#8211; ha aggiunto il governatore &#8211; in realtà non siamo di fronte alla scelta di abbassare la tariffa del 7% e di conseguenza gli investimenti perché quella remunerazione non è utilizzata, come dovrebbe, per gli stessi investimenti, ma rappresenta la copertura di un debito e quindi dal punto di vista finanziario un costo&#8221;.</p>
<p>Adesso, la domanda che si pongono in particolare gli oppositori del presidente Vendola, è la seguente: perche&#8217; il presidente della Regione Puglia non ha detto prima del referendum che le bollette dei pugliesi non sarebbero mai state abbassate? E purtroppo la risposta data da Vendola non è stata delle migliori: &#8221;Nessuno me lo ha chiesto&#8221;, ha detto, lasciando un po&#8217; tutti a bocca aperta e, osiamo dire, anche un po&#8217; asciutta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vendola, Puglia disponibile ad accogliere rifiuti campani</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 10:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non chiude le porte all&#8217;eventualità di accogliere nuovamente i rifiuti campani. Ma questa volta chiede maggiori garanzie. &#8221;Noi &#8211; spiega Vendola &#8211; abbiamo subito qualche molestia a proposito dei rifiuti campani. Il mancato rispetto del protocollo di intesa e&#8217; stato un atto che abbiamo vissuto come un sopruso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non chiude le porte all&#8217;eventualità di accogliere nuovamente i rifiuti campani. Ma questa volta chiede maggiori garanzie. <span id="more-2946"></span></p>
<p>&#8221;Noi &#8211; spiega Vendola &#8211; abbiamo subito qualche molestia a proposito dei rifiuti campani. Il mancato rispetto del protocollo di intesa e&#8217; stato un atto che abbiamo vissuto come un sopruso. Chi come me si e&#8217; battuto in tutte le sedi per esprimere solidarieta&#8217; nei confronti della Campania ha chiesto soltanto una garanzia, quella legata alal salute pubblica dei pugliesi. Invece si e&#8217; preferito giocare di furbizia, stracciare il protocollo e giungere a conferimenti regolati soltanto dalel leggi di mercato. Per questo io ho portato avanti una causa e ho avuto ragione perche&#8217; era stato violato quel protocollo di intesa&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, se il governo dovesse dimostrare maggiore onestà, la Puglia non si sottrarrebbe al proprio dovere.</p>
<p>&#8221;Noi siamo disponibili a fare la nostra parte &#8211; agguinge il presidente della Regione &#8211; ovviamente e come sempre in un quadro di solidarieta&#8217; nazionale, ricevendo dal governo nazionale parole non ambigue su questo terreno. Siamo disponibili a fare la nostra parte nella misura e nelle proporzioni consentite dalla capienza dei nostri impianti. Pero&#8217; sempre nel rispetto di quei principi che sono nel protocollo di intesa. Che sono principi legati al monitoraggio e alla tracciabilita&#8217; del rifiuto. E al fato che nei nostri impianti non deve arrivare qualcosa che rappresenta un attentato alla nostra salute&#8221;.</p>
<p>Ora non resta che aspettare la decisione dell&#8217;Esecutivo e capire se emanerà il decreto per dividere la monnezza cmapana nelle diverse regioni, tranne ovviamente quelle del Nord dove non vogliono neppure sentir parlare di aiutare Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nomine dg Asl Puglia, Federazione medici: &#8220;Penosa telenovela&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si ponga fine a questa penosa telenovela sulle nomine dei direttori generali! Li nomini direttamente il prof.Fiore, in qualità di assessore tecnico alle Politiche della salute, e scelga tra i migliori che hanno frequentato il corso di formazione&#8221;. Lo afferma il segretario generale della Fimmg (Federazione italiama medici famiglia) Puglia, Filippo Anelli.<span id="more-2937"></span></p>
<p>E&#8217; ormai da tempo che la scelta dei nuovi direttori generali delle Asl sta provocando un vero e proprio terremoto politico. Da una parte l&#8217;assessore alle politiche per la salute, Tommaso Fiore, confessa di essere pronto da tempo e attribuisce a Vendola le responsabilità sui ritardi. Ma sui motivi che lo spingono a rimandare glissa: &#8220;questo chietelo a Vendola&#8221;, dice.</p>
<p>Poi ci sono il Partito democratico (che chiede un azzeramento totale degli attuali vertici e un ricambio generazionale) e il Pdl (secondo il quale il centrosinistra fa manfrine per spartire poltrone). Intanto Vendola tace e il direttore genrale della Asl Bari, la piu&#8217; grande di Puglia, si è già dimesso perché &#8220;non si può lavorare con questo clima di incertezza&#8221;.</p>
<p>E allora non appaiono ingiustificate le preoccupazioni di Anelli, secondo il quale la &#8220;situazione paradossale delle asl pugliesi ed in particolare in quella barese: da una parte vi sono numerosi problemi da affrontare ogni giorno per garantire il diritto alla salute dei cittadini e dall&#8217;altra notiamo una difficoltà nell&#8217;assunzioni di decisioni da parte dei direttori generali determinata probabilmente dall&#8217;incertezza sul proprio futuro&#8221;. &#8220;Il blocco del turnover, la mancanza di personale medico e sanitario negli ospedali, la difficoltà di avviare la mobilità intraregionale, il problema dei medici precari su cui incombe un futuro professionale incerto e fumoso, la carenza di assistenza sanitaria nelle carceri, il mancato riordino del 118, i nuovi servizi territoriali previsti dal piano di rientro e non ancora pianificati, le conseguenti lunghe liste di attesa, la nuova riorganizzazione dell&#8217;assistenza ospedaliera, la lotta agli sprechi e il contenimento dei costi &#8211; conclude Anelli &#8211; sono solo alcuni dei problemi da affrontare.</p>
<p>&#8221;E&#8217; necessario dunque &#8211; per la Fimmg &#8211; che i direttori generali siano fortemente motivati ed abbiano, per essere efficienti, il pieno sostegno dell&#8217;assessore&#8221;.</p>
<p>Poprio stamattina il Pdl ha presentato al presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, una richiesta di informativa urgente, chiedendo a Vendola di dire la sua in Aula, nel corso della prossima seduta del parlamentino pugliese.</p>
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		<title>La Consulta &#8220;boccia&#8221; ministeri in Lombardia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 18:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trasferimento di quattro ministeri in Lombardia &#8220;non ha ragione al mondo, è pura propaganda, è una operazione che finirebbe per creare confusione, difficoltà di funzionamento e moltiplicazione dei costi, insomma non sta né in cielo né in terra&#8221;. Il presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, boccia senza mezzi termini le dichiarazioni degli esponenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trasferimento di quattro ministeri in Lombardia &#8220;non ha ragione al mondo, è pura propaganda, è una operazione che finirebbe per creare confusione, difficoltà di funzionamento e moltiplicazione dei costi, insomma non sta né in cielo né in terra&#8221;.<span id="more-2932"></span></p>
<p>Il presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, boccia senza mezzi termini le dichiarazioni degli esponenti della Lega sulla volontà di spostare al nord alcuni ministeri. La riforma del titolo V della seconda parte della Costituzione, nel 2001, ha istituito Roma Capitale, che è stata dotata di una forma particolare di autonomia: &#8220;é quindi necessario &#8211; ragiona Onida &#8211; che le istituzioni maggiori di governo della Repubblica, dal capo dello Stato, al Parlamento, al Governo, abbiano sede a Roma. La capitale, infatti, non può che essere il centro delle istituzioni principali di Governo.</p>
<p>Altra cosa sarebbe ragionare sulla collocazione in altre città di istituzioni non di governo (dalla Corte costituzionale ad autorità amministrative indipendenti, alcune delle quali hanno già sede fuori Roma). Quanto ai ministeri, sono uffici del Governo: possono esistere loro uffici decentrati ma non c&#8217;é ragione di crearli, si finirebbe per moltiplicare i costi.</p>
<p>E d&#8217;altra parte la creazione, nel 2001, di Roma Capitale, che non era prevista nella Costituzione Italiana entrata in vigore nel 1948, impone anche una sorta di vincolo che riguarda la sede&#8221;. Insomma, la Costituzione non dice, ovviamente, quale deve essere la sede dei ministeri, ma sarebbe illogico che, con Roma Capitale, il governo decidesse di spostarsi in giro per l&#8217;Italia.</p>
<p>Tra i primi evidenziare la necessità di &#8220;allargare l&#8217;effetto capitale&#8221; ovvero di trasferire in altre città alcune parti delle funzioni dello Stato centrale, è stata la Fondazione Agnelli la quale, con un piccolo volume, lanciò nel 1993 il concetto di &#8216;capitale reticolare&#8217; sostenendo che questa era una tendenza in atto nei maggiori Paesi europei. In un breve saggio che concludeva il volume, il giurista Gustavo Zagrebelsky metteva a fuoco le diverse finalità concretamente perseguite dai &#8220;delocalizzatori&#8221; e sottolineava che il silenzio della Costituzione italiana sulla capitale non cancellava la necessità che la capitale vi sia, quale &#8220;luogo del sovrano e quindi, oggi, degli organi politici più elevati&#8221;.</p>
<p>Essa è infatti &#8220;elemento costitutivo di ogni organizzazione costituzionale, anche per ragioni di diritto internazionale, di rappresentanza e così via&#8221;. Il silenzio sulla capitale d&#8217;Italia, comunque, con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel 2001, è venuto meno.</p>
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		<title>Tpp: Carmelo Grassi annuncia dimissioni</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 21:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la denuncia degli artisti esclusi dallo stage con il regista lituano Nekrosius, un caso che inizialmente solo L&#8217;Alternativa ha avuto il coraggio di pubblicare, il presidente del Teatro pubblico pugliese (Tpp), Carmelo Grassi, ha annunciato che &#8220;come responsabile oggettivo e non certo soggettivo, metterà a disposizione il suo mandato nella prossima Assemblea dei soci&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la denuncia degli artisti esclusi dallo stage con il regista lituano Nekrosius, un caso che inizialmente solo L&#8217;Alternativa ha avuto il coraggio di pubblicare, il presidente del Teatro pubblico pugliese (Tpp), Carmelo Grassi, ha annunciato che &#8220;come responsabile oggettivo e non certo soggettivo, metterà a disposizione il suo mandato nella prossima Assemblea dei soci&#8221;.<span id="more-2918"></span></p>
<p>Per Grassi, è solo l&#8217;assemblea dei soci, &#8221;avendomi eletto Presidente, l&#8217;unica competente &#8211; afferma &#8211; a valutare eventuali mie dirette responsabilità, non certo un singolo Comune né tantomeno giornalisti evidentemente di parte&#8221;.  La decisione, come ricordato, fa seguito alla polemica nata per i criteri adottati nella scelta dei 30 tra attori e registi pugliesi che hanno partecipato al workshop che il regista lituano Eimuntas Nekrosius ha tenuto a Bari, dal 2 all&#8217;11 maggio scorsi (<a href="http://www.lalternativa.it/saltano-le-audizioni-col-regista-nekrosius-monta-la-protesta-degli-attori-pugliesi-e-tutto-pilotato-dalla-politica/" target="_blank">Approfondisci</a>).</p>
<p>&#8220;Nel merito della polemica, non voglio comunque sminuire l&#8217;importanza &#8211; sottolinea Grassi &#8211; delle eventuali leggerezze commesse nell&#8217;applicazione dell&#8217;avviso pubblico e che saranno valutate nelle sedi opportune. Ma vorrei comunque evidenziare che lo stesso avviso pubblico era nato per il consolidamento della rete regionale delle residenze delle realtà produttive pugliesi, delle eccellenze registiche, drammaturgiche ed attoriali per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale del settore. Tutte queste condizioni sono state assolutamente rispettate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vorrei evidenziare &#8211; continua Grassi &#8211; che la polemica in atto va ben oltre il fatto contingente. Polemica che probabilmente vede il Tpp come bersaglio mediatico da colpire, forse perché fa ombra, con tutta l&#8217;attività compiuta in questi anni, a qualche altro soggetto&#8221;. Il Teatro pubblico pugliese è diventato &#8211; ricorda Grassi &#8211; negli ultimi dieci anni &#8220;il modello per i circuiti teatrali di distribuzione italiani e un riferimento per le procedure attivate a livello europeo&#8221;.</p>
<p>&#8220;In Puglia abbiamo attivato un sistema che ha consentito alle imprese teatrali &#8211; continua &#8211; di dare lavoro a centinaia di giovani facendo crescere anche a livello qualitativo la produzione pugliese e aiutando gli enti locali ad attivare maggiormente e meglio le strutture teatrali di proprietà ed in uso. Siamo riusciti a far crescere il pubblico teatrale pugliese tanto da meritare il Biglietto d&#8217;Oro Agis mai ottenuto in Puglia in passato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutto questo attivismo, probabilmente, ha infastidito i soggetti che preferiscono un sistema &#8216;bloccato&#8217; &#8211; continua Grassi &#8211; nel quale poter primeggiare più facilmente, senza alcun tipo di confronto, senza creare reti virtuose di imprese e di soggetti, senza operare nel senso della crescita e dello sviluppo&#8221;. Oltre le dimissioni di Grassi &#8211; conclude la nota &#8211; &#8220;nella prossima settimana il Consiglio d&#8217; amministrazione, che aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda, riceverà anche le dimissioni del direttore del Teatro Pubblico Pugliese, Nicola Mongelli, in qualità di responsabile degli uffici e delle procedure&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Tar decide: &#8220;niente radar nel Salento&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 19:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce ha accolto oggi la domanda cautelare di Legambiente Onlus e ha sospeso il parere della Soprintendenza e gli atti conseguenti relativi all&#8217;installazione del radar della Guardia di Finanza a Gagliano del Capo, nel Salento. A distanza di 20 giorni, dopo che un decreto del 27 maggio a firma del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce ha accolto oggi la domanda cautelare di Legambiente Onlus e ha sospeso il parere della Soprintendenza e gli atti conseguenti relativi all&#8217;installazione del radar della Guardia di Finanza a Gagliano del Capo, nel Salento.<span id="more-2901"></span></p>
<p>A distanza di 20 giorni, dopo che un decreto del 27 maggio a firma del presidente della Prima sezione, Antonio Cavallari, aveva già sospeso i lavori di installazione del radar costiero di profondità in attesa di discutere all&#8217;udienza del 15 giugno, il Tar di Lecce &#8211; informa Legambiente Onlus &#8211; &#8220;ha sospeso nuovamente i lavori di installazione dell&#8221;ecomostrò in località &#8216;Sciuranti&#8217; di Gagliano del Capo, confermando quanto già deciso&#8221;.</p>
<p>Il provvedimento giunge dopo la Camera di Consiglio del 15 giugno scorso in cui gli avvocati Mario Tagliaferro ed Anna Baglivo, curatori del ricorso per conto di Legambiente Onlus, avevano esposto le ragioni che inficiano la legittimità di tutto il procedimento di autorizzazione, contrariamente a quanto sostenuto dalle Amministrazioni statali e dalla società appaltatrice Almaviva S.p.A. (rappresentate rispettivamente dall&#8217;Avvocato dello Stato Simona Libertini e dal prof. Ernesto Sticchi Damiani).</p>
<p>In particolare, i giudici amministrativi hanno censurato il parere, obbligatorio e vincolante, rilasciato dalla Soprintendenza di Lecce che, come si legge nelle motivazioni dell&#8217;ordinanza, &#8220;non è stato reso a tutela dell&#8217;interesse paesaggistico ma delle esigenze della difesa nazionale cioè di un interesse che non poteva, per assenza delle necessarie cognizioni, e non doveva essere valutato da quell&#8217;Autorità&#8221;.</p>
<p>Infatti, come si evince dal ricorso dei legali Tagliaferro e Baglivo, la Soprintendenza di Lecce pur avendo giudicato &#8220;il contesto interessato di notevole valore paesistico costituito da macchie verdi ed essenze locali e per la presenza inoltre di antichi resti preistorici, monumentali e dei caratteristici trulli, che formano un quadro panoramico di eccezionale importanza nonché un complesso di immobili avente valore estetico e tradizionale&#8221;, aveva fatto ugualmente pervenire parere favorevole &#8220;in via del tutto eccezionale tenuto conto degli interessi della difesa nazionale&#8221;.</p>
<p>Per il Collegio Giudicante &#8220;ciò invalida il parere reso dalla Soprintendenza, il successivo nulla osta comunale e gli atti conseguenti&#8221;. Il comitato antiradar e le associazioni hanno accolto positivamente l&#8217;ordinanza che arriva &#8211; afferma il presidente del Circolo Legambiente &#8220;Capo di Leuca&#8221;, Valerio Ferilli &#8211; &#8220;dopo mesi di forte preoccupazione espressa con sit-in sul sito di installazione e manifestazioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lettera a Brunetta dall&#8217;Italia &#8220;peggiore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 09:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro ministro, ieri sera ho visto il video del suo convegno con fuga. Era una giornata felice perché in questi giorni è così che mi sento, grazie alla rinascita di una fiducia nella politica, una buona politica (quella fatta da 27 milioni di cittadini). Grazie al fatto che per tanto tempo ho sofferto un senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro ministro,<br />
ieri sera ho visto il video del suo convegno con fuga. Era una giornata felice perché in questi giorni è così che mi sento, grazie alla rinascita di una fiducia nella politica, una buona politica (quella fatta da 27 milioni di cittadini). Grazie al fatto che per tanto tempo ho sofferto un senso di impotenza dinanzi a un mondo che mi piaceva sempre meno e che mi scivolava davanti senza che me ne sentissi parte, in un’età in cui dovrei sentire che il mondo è mio.<span id="more-2880"></span></p>
<p>E invece ora mi sembra di aver partecipato a un momento storico. Non solo per l’esito del referendum, ma per il significato che esso ha avuto, almeno per me. La possibilità di credere di nuovo che il mio voto conta nelle decisioni di uno Stato, che se per la Costituzione (che io amo) il popolo è sovrano, lo è anche per il Paese reale.<br />
Eppure ieri sera ho visto una scena in cui un ministro della Pubblica amministrazione cercava di evitare il confronto con dei ragazzi perché aveva un treno da prendere e che poi, dopo averli invitati a salire sul palco, li ha snobbati senza sentire cosa avessero da dire. “Siamo della rete precari della Pubblica amministrazione”. E lei: “Arrivederci, grazie” voltando le spalle, e mentre era ancora in fuga: “Siete l’Italia peggiore”.<br />
L’Italia peggiore. Queste parole non mi hanno lasciata indifferente come molte, troppe parole umilianti che ho sentito dire in questi anni. Le trovo agghiaccianti, signor ministro.<br />
Agghiaccianti per me che ho studiato anni, con sacrifici economici miei e della mia famiglia, mettendo in difficoltà rapporti di amicizia e non, perché dovevo a tutti i costi raggiungere il mio obiettivo. Sono diventata giornalista professionista e le mie soddisfazioni le prendo anche. Ma sempre con lavori precari.<br />
Credo, signor ministro, che la sua affermazione sia offensiva ma soprattutto errata.<br />
Primo: quei ragazzi non erano forse precari della Pubblica amministrazione, di cui lei è responsabile?<br />
Secondo: lei fa parte della nostra classe dirigente, questa Italia peggiore l’avete creata voi.<br />
Terzo: è questa Italia peggiore che manda avanti il resto dell’Italia.<br />
Quarto: questa Italia peggiore è il futuro dell’Italia, quindi badi alle persone con cui parla e pensi a che futuro desidera costruire per il suo Paese.<br />
Quinto: se noi siamo l’Italia peggiore, dobbiamo ancora trovare un termine per tutta quella parte di mondo di cui sopra in cui noi non ci riconosciamo.<br />
L’elenco potrebbe continuare, signor ministro, ma lascio perdere perché, pensi, io precaria non ho neanche la possibilità di dimettermi per affermazioni fuori luogo. Tuttavia mi consolo perché guardandomi attorno mi rendo conto che io potrò anche fare quattro lavori per arrivare a uno stipendio ma c’è gente a cui non bastano quattro parole per arrivare a un pensiero intelligente.</p>
<p><strong>Alessandra Erriquez</strong></p>
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		<title>E prevalse il buon senso</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 21:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Referendum: una vittoria schiacciante del sì, con percentuali bulgare. Chiamati a votare per l&#8217;abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell&#8217;acqua, sull&#8217;energia nucleare e sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, gli italiani hanno risposto in oltre 26 milioni 800 mila, pari a circa il 57 per cento, rendendo ininfluente l&#8217;affluenza all&#8217;estero: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Referendum: una vittoria schiacciante del sì, con percentuali bulgare.<span id="more-2873"></span></p>
<p>Chiamati a votare per l&#8217;abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell&#8217;acqua, sull&#8217;energia nucleare e sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, gli italiani hanno risposto in oltre 26 milioni 800 mila, pari a circa il 57 per cento, rendendo ininfluente l&#8217;affluenza all&#8217;estero: hanno così decretato la validità di tutti e quattro i referendum ed hanno cancellato le norme oggetto dei quesiti.</p>
<p>Ha vinto largamente il fronte del sì: a scrutinio quasi concluso, oltre 20 milioni di elettori (95,7%) hanno detto sì alla cancellazione della norma sull&#8217;affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali (poco meno di 900 mila, pari al 4,3%, i no). Il sì ha sfondato quota 23 milioni (oltre il 96%) al referendum sulle tariffe dell&#8217;acqua, mentre i no sono stati 900 mila (poco meno del 4%).</p>
<p>All&#8217;abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare hanno detto sì quasi 22 milioni di italiani (94,6% dei votanti), mentre i no sono stati circa un milione 200 mila (5,4%). Infine, il legittimo impedimento del premier e dei ministri a comparire nei processi penali. Gli italiani hanno spazzato via anche quella parte dello scudo che era stata salvata dalla sentenza della Corte Costituzionale.</p>
<p>Si torna così alla norma prevista dal codice di procedura penale uguale per tutti i cittadini: lo hanno deciso, con il sì all&#8217;abrogazione dello scudo, oltre 16 milioni di italiani (95% dei votanti), contro gli 800 mila (5%) che hanno votato no.</p>
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		<title>Referendum: domani si riparte dal 40%</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 20:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A un passo dal quorum, secondo i dati delle 22, si sono chiuse le urne in Italia: l&#8217;affluenza va oltre il 41%. L&#8217;affluenza è stata abbastanza alta (alle 19 era già andato a votare il 30,33% dei 47,1 milioni di italiani aventi diritto), e anche la prima rilevazione delle ore 12 a due cifre (11,64% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A un passo dal quorum, secondo i dati delle 22, si sono chiuse le urne in Italia: l&#8217;affluenza va oltre il 41%. <span id="more-2864"></span></p>
<p>L&#8217;affluenza è stata abbastanza alta (alle 19 era già andato a votare il 30,33% dei 47,1 milioni di italiani aventi diritto), e anche la prima rilevazione delle ore 12 a due cifre (11,64% dei votanti) fa ben sperare chi, guardando ai precedenti, ambisce al raggiungimento del quorum. Tutto potrebbe però giocarsi sul filo di lana: le urne, una volta chiuse alle ore 22 di stasera, torneranno ad aprirsi domani dalle 7 alle 15. E una manciata di voti in questo caso potrebbe fare la differenza.</p>
<p>Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato tra i primi a votare, come aveva preannunciato, recandosi in una scuola del rione Monti, sotto il sole di una Roma piacevolmente ventilata. La presidenze della Regione Lazio, Renata Polverini, ha invece preferito il pomeriggio e una volta uscita dal seggio ha rivelato di aver messo la croce su tre sì e un no (senza dire però su quale quesito).</p>
<p>Problemi per votare nella capitale l&#8217;hanno avuto una giornalista e una anziana di 90 anni: entrambe, per problemi di disabilità motoria, non potevano raggiungere il seggio facendo le scale. Solo l&#8217;intervento dei carabinieri ha sbloccato la situazione. La domenica di bel tempo in diverse regioni d&#8217;Italia non ha impedito a molti di recarsi alle urne prima di un bagno a mare. Almeno così è stato in Liguria, che alla prima rilevazione risultava tra tra quelle in testa per affluenza, con oltre il 15% degli aventi diritto. Tra loro anche Beppe Grillo, leader del Movimento a 5 Stelle che, dopo il voto a Genova, ha scritto sul suo blog di aver &#8220;avuto quattro orgasmi in cabina gridando quattro sì&#8221;.</p>
<p>Il sole a Napoli non ha fatto perdere d&#8217;animo i Verdi che, armati di megafono, hanno girato per le spiagge della costa invitando tutti al voto. E proprio nella città partenopea non sono mancati veri e propri casi di provata affezione all&#8217;esercizio del diritto di voto: una coppia di sposi ha fatto slittare la partenza del viaggio di nozze pur di andare a votare e cosi anche un gruppo di malati terminali dell&#8217;istituto Pascale.</p>
<p>Il bel tempo e le temperature estive hanno indotto molti marchigiani ad andare al mare ma senza disertare le urne: la prima affluenza rilevata ad Ancona è stata del 15%, seppure un elettore abbia riconsegnato le schede a causa della presenza nel seggio di un crocefisso che, a suo avviso, avrebbe violato &#8220;supremo principio della laicità dello Stato&#8221;.</p>
<p>Grande partecipazione in Emilia Romagna, con un record segnalato nella provincia di Reggio Emilia: nel comune della bassa di Fabbrico aveva già votato, a mezzogiorno, un quarto dell&#8217;elettorato. In Trentino Alto Adige pioveva da una settimana e una volta tornato il sole le città si sono in parte svuotate senza tuttavia far abbassare la media dei votanti: a mezzogiorno erano il 14,2%, con picchi a Fortezza (20,89%), Bresimo (25,7%) e Trento (16,4).</p>
<p>Sole alternato a nuvole in Piemonte, dove la prima affluenza ha superato il 13,21% . Alle 19 due comuni del cuneese hanno addirittura superato il quorum del 50%: a Sambuco (in alta Valle Stura) ha votato il 54,34 per cento cento degli aventi diritto, ad Arguello (in alta Langa) il 52,50. A Milano oltre ai quattro quesiti abrogativi si vota per altri cinque consultivi comunali su ecopass, Expo, alberi, energia e navigli, per i quali l&#8217;affluenza al voto è risultata più bassa (28,5% alle 19) rispetto a quella dei referendum nazionali (30,5%). Un dato, questo, che ha fatto levare la protesta dei promotori per la presunta consegna solo su richiesta delle schede per i quesiti milanesi.</p>
<p>Altri tre referendum consultivi comunali si sono svolti a Gorizia, dove però hanno votato solo il 18,24% degli aventi diritto. Su due regioni bagnate dalla pioggia, infine, la variabile meteorologica ha inciso diversamente sull&#8217;affluenza: in Molise la prima rilevazione ha segnato un trend di affluenza (10,24%) in linea con quello nazionale, mentre la Calabria che alle ore 12 aveva fatto registrare il dato più basso (solo 6,81%) si è poi ripresa in giornata con un 22,02% dei votanti alle 19.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanità in Puglia, Fiore &#8220;Io pronto da due settimane su Dg Asl&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla nomina dei nuovi direttori generali delle Asl pugliesi, l&#8217;assessore alle Politiche per la salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, e&#8217; &#8221;pronto da due settimane&#8221;. E sui ritardi nell&#8217;iter decisionale suggerisce di &#8221;chiedere spiegazioni al presidente Vendola: non parlo &#8211; sottolinea &#8211; di scelte che non mi competono&#8221;. &#160; Fiore, che oggi si e&#8217; fermato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla nomina dei nuovi direttori generali delle Asl pugliesi, l&#8217;assessore alle Politiche per la salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, e&#8217; &#8221;pronto da due settimane&#8221;. E sui ritardi nell&#8217;iter decisionale suggerisce di &#8221;chiedere spiegazioni al presidente Vendola: non parlo &#8211; sottolinea &#8211; di scelte che non mi competono&#8221;.<span id="more-2851"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fiore, che oggi si e&#8217; fermato a conversare con alcuni giornalisti a margine di una conferenza stampa, spiega che &#8221;non posso essere io a mettere all&#8217;ordine del giorno la nomina dei direttori generali&#8221;, e che &#8221;comunque tutto e&#8217; sottoposto a una valutazione collegiale i cui tempi non possono essere definiti dall&#8217;assessore alla Sanita&#8221;&#8217;. &#8221;Io &#8211; precisa Fiore &#8211; posso fare un ragionamento sulle carte, predisporre atti, ma non posso fare altro&#8221;.<br />
I nuovi direttori generali dovranno essere scelti all&#8217;interno di una rosa di 30 candidati.</p>
<p>Tra questi &#8211; ha detto Fiore &#8211; &#8221;ce ne sono 15 in pole position&#8221;. Un numero che comprende anche &#8221;gli attuali direttori&#8221; in carica che l&#8217;assessore Fiore ha difeso dalla proposta del Partito democratico pugliese, perche&#8217; &#8221;mi e&#8217; sembrato ingeneroso dire tutti a casa&#8221;. Per il Pd, infatti, sarebbe necessario un azzeramento totale degli attuali vertici delle Asl pugliesi e un ricambio generazionale che punti molto sui giovani. Una richiesta che l&#8217;assessore ritiene &#8221;ovviamente legittima&#8221; anche se crede &#8221;vada un po&#8217; moduata, nel senso che bisogna essere in grado poi di entrare un po piu&#8217; nel merito&#8221;. Tenendo conto, probabilmente, di alcuni punti preliminari che considerino quei criteri che Fiore immagina di &#8221;carattere generale&#8221;, quali sono le indicazioni della giunta regionale; e di &#8221;carattere particolare&#8221; quali sono per esempio le indicazioni del Pd.</p>
<p>&#8221;Il Partito democratico &#8211; rileva Fiore &#8211; dice &#8216;io non sto dando un giudizio negativo su tutti i direttori, io voglio dare un segnale politico alla puglia di massima discontinuita&#8221;; e &#8216;se tu non dai questo segnale perdi una grande occasione politica&#8217;. Quindi &#8211; aggiunge l&#8217;assessore &#8211; il motivo di grande combatimento non e&#8217; stato tanto sul concetto in se&#8217;, su cui secondo me poi si deve ragionare, ma che comunque e&#8217; un ragionamento legittimo. Io mi sono scaldato assai sul problema dei tempi&#8221;. In ogni caso, per Fiore, &#8221;una parte di rinnovamento c&#8217;e&#8217; gia&#8217; stata&#8221; perche&#8217; &#8221;una parte dei direttori generali sono di nomina relativamente fresca&#8221;.</p>
<p>Quanto alla eventualita&#8217; che possano essere riconfermati alcuni degli attuali direttori generali, Fiore risponde: &#8221;Fin qui non arrivo, perche&#8217; li&#8217; c&#8217;e&#8217; anche una scelta politica di cui non ho nessuna intenzione di parlare&#8221;.</p>
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		<title>Il “disastro” della scuola pubblica: lettera aperta dei docenti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hanno preso carta e penna – la cosa a loro più congeniale, essendo docenti – e hanno inviato una lettera al governatore pugliese Nichi Vendola e l’assessore al Diritto allo studio Alba Sasso, con una semplice proposta: un Piano regionale sulla scuola che individui “priorità, necessità ineludibili, obiettivi percorribili”. Semplice a dirsi, meno a realizzarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno preso carta e penna – la cosa a loro più congeniale, essendo docenti – e hanno inviato una lettera al governatore pugliese Nichi Vendola e l’assessore al Diritto allo studio Alba Sasso, con una semplice proposta: un Piano regionale sulla scuola che individui “priorità, necessità ineludibili, obiettivi percorribili”.<span id="more-2844"></span></p>
<p>Semplice a dirsi, meno a realizzarsi avranno pensato i responsabili del sindacato Flc Cgil, mittente della missiva che denuncia una situazione resa insostenibile dai tagli agli organici previsti dal Ministero. La situazione sembra esser sfuggita di mano anche alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci, che nell’incontro di lunedì – spiegano i sindacati – alle richieste di altri 400 posti (e facendo leva sull’incremento permesso ad altre regioni),  “ha rimandato con rassegnazione e forse rabbia la palla ad altri e alla denuncia delle disfunzioni organizzative e di coordinamento, la stessa ha risposto che in una situazione come questa è impensabile riuscire a coordinare e dare indirizzi chiari e controllare il risultato”.</p>
<p>Se nella scuola primaria il problema principale è legato al tempo pieno, nella scuola secondaria superiore è il “caos”.  A Foggia si denuncia la soppressione di molti corsi serali, a Bari e in altre province classi sovraffollate con diversi portatori di handicap o, soprattutto nei comuni più periferici, l’impossibilità di soddisfare le richieste degli studenti a frequentare la scuola del comune di residenza con l’invito a trasferirsi altrove, e così via.<br />
A questo “disastro” come lo definiscono le organizzazioni sindacali, solo un articolato Piano potrebbe cercare di dare risposte immediate. Ma, in attesa delle prossime mobilitazioni di docenti e precari, il condizionale è d’obbligo.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe </strong></p>
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		<title>In Italia sempre meno famiglie possono pagare l&#8217;affitto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 14:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il settore della casa vive una situazione drammatica, da un lato l&#8217;Istat ci dice che il 15% delle famiglie italiane che vivono in affitto, circa 500 mila, non riescono più a pagarlo, da un altro lato l&#8217;83,7% dei redditi immobiliari evade il fisco&#8221;. &#160; Per Daniele Barbieri, segretario nazionale del Sunia (sindacato degli inquilini italiani), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il settore della casa vive una situazione drammatica, da un lato  l&#8217;Istat ci dice che il 15% delle famiglie italiane che vivono in  affitto, circa 500 mila, non riescono più a pagarlo, da un altro lato  l&#8217;83,7% dei redditi immobiliari evade il fisco&#8221;. <span id="more-2837"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Daniele Barbieri, segretario nazionale del Sunia (sindacato degli inquilini italiani), quello che serve &#8220;è una rivoluzione  culturale per il settore abitativo, un&#8217;infrastruttura fondamentale  per far funzionare il Paese&#8221;.</p>
<p>Barbieri ha ricordato che &#8220;il  fondo sociale per l&#8217;affitto, che era uno degli strumenti importanti per  alleviare il disagio delle famiglie più povere, è passato da 360 milioni  di euro del 2000 a 14 mln che saranno stanziati nel 2013&#8243;. E&#8217; un  &#8220;delitto&#8221;, ha aggiunto, che &#8220;non sia stato creato l&#8217;osservatorio  nazionale sulla casa, previsto dalle leggi in materia, perché senza  conoscere la domanda non si può programmare, stanziare risorse o fare  leggi per soddisfare il fabbisogno abitativo. Oltretutto si è cancellato  l&#8217;osservatorio sugli sfratti, evidentemente si vuol nascondere i numeri  per non far risaltare il dramma che c&#8217;é dietro&#8221;.</p>
<p>Dello stesso avviso è il  responsabile nazionale Anci casa Claudio Fantoni,  secondo cui &#8220;per dare risposta alle esigenze delle fasce più deboli  della popolazione, avremmo bisogno di circa 1,5 miliardi. Circa 600 mila  famiglie sono nelle graduatorie per una casa popolare ma per questo  settore ci sono poco più di 200 milioni di euro che si trascinano dalla  scorsa legislatura. Continuiamo a chiedere al Governo un tavolo e un  osservatorio che non vengono mai attivati&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Bari apre CampusX: posti letto per ricchi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina a Bari è stata inaugurata una struttura il cui nome è tutto un programma: Campus Extra. Si tratta di una residenza per studenti, con 600 posti letto, in stile americano: palestra, wi-fi, mensa che si trasforma in pub e una piscina. Addirittura tutti gli studenti avranno una CampusX Card con cui saranno registrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina a Bari è stata inaugurata una struttura il cui nome è tutto un programma: Campus Extra. Si tratta di una residenza per studenti, con 600 posti letto, in stile americano: palestra, wi-fi, mensa che si trasforma in pub e una piscina. <span id="more-2818"></span></p>
<p>Addirittura tutti gli studenti avranno una CampusX Card con cui saranno  registrati e che dovranno esibire alla vigilanza qualora questa lo  richieda.</p>
<p>Alla cerimonia inaugurale, che sembrava quasi un funerale ad Harlem con sottofondo musicale Gospel, sono intervenuti proprio tutti: i rettori dell’Università e del Politecnico di Bari, l’assessore all’Istruzione della Regione Puglia, Alba Sasso, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. Mentre il sindaco di Bari, Emiliano, si è fatto sostituire dal suo vice Pisicchio. E il presidente della Regione, Nichi Vendola, non si è fatto vivo.<br />
Tutti, ma proprio tutti, erano felici della nascita di Campus Extra, realizzato con soldi pubblici, quelli dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica. E poi, a partire da “soli” 280 euro a posto letto, spese per acqua, luce e internet incluse, ci sembra davvero una buona cosa. Svolgiamo una “funzione sociale” ha detto il presidente dell’Inpdap, Paolo Crescimbeni. Del resto, il CampusX è costruito da Fabrica Immobiliare (50% Monte dei Paschi) e gestito dalla ‘Siram Sì’, una società per azioni.</p>
<p>Insomma soldi pubblici, gestiti da privati, per fini sociali.</p>
<p>Davanti a tutto questo ben di Dio, non potevano che festeggiare le nostre amministrazioni di sinistra che negli ultimi sette anni non sono riuscite a costruire neppure una brandina per gli studenti che ne avrebbero diritto e pure gratis. Ma, ancora una volta, l’assessore Sasso ha voluto passare in rassegna, stamattina, tutto quello che non è stato ancora fatto. Dicendo, però, che si sta lavorando davvero per quei famosi “300 posti letto nel collegio Fraccacreta, per la sopraelevazione del collegio Petrone, per una nuova mensa che dovrebbe dare man forte alla mensa di via Amendola sempre molto affollata”. Poi, per restare in tema di case in affitto, l’assessore annuncia per l’ennesima volta “l’apertura”, questa volta davvero imminente, dello “sportello casa: un intermediario tra domanda e offerta, che ridurà anche il numero degli affitti in nero”.</p>
<p>Anche il CampusX, per la cronaca, promette di “contrastare il fenomeno degli affitti in nero, consentendo la detrazione fiscale del 19% secondo la vigente normativa”. Quella di oggi è stata davvero una mattinata di festa. Ma per chi? Di certo agli studenti qualche posto letto in più male non fa, anche se abbastanza lontano dal Politecnico e molto lontano dall’Ateneo.  Ma ci piacerebbe che l’amministrazione pubblica rispondesse meglio alle esigenze degli studenti, invece di scodinzolare di fronte a iniziative altrui nei luoghi simbolo della sua stessa impotenza.</p>
<p>Eviteremo così che quanti non possono permettersi di pagare 280 euro al CampusX (e sono tanti) non finiscano a dormire sotto un ponte. Ma abbiano davvero un posto letto e una mensa, gratuite, che spettano loro di diritto. Altrimenti si elimini l&#8217;obbligo di pagare la tassa Adisu, l’agenzia per il diritto allo studio che pochi diritti tutela.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nel Cara di Bari “in molti, di notte, si feriscono tagliandosi ovunque. Per farci smettere ci picchiano coi manganelli”</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 15:10:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Bari c’è un sentiero scavato tra l’erba alta, seccata dal sole e calpestata ogni giorno da decine di storie agghiaccianti. Storie che nessuno ha mai ascoltato. Storie raccontate in lingue a noi sconosciute e che parlano di morte, sofferenza, ma soprattutto di tanta speranza. &#160; &#160; Sono le storie che i migranti del Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Bari c’è un sentiero scavato tra l’erba alta, seccata dal sole e calpestata ogni giorno da decine di storie agghiaccianti. Storie che nessuno ha mai ascoltato. Storie raccontate in lingue a noi sconosciute e che parlano di morte, sofferenza, ma soprattutto di tanta speranza. <span id="more-2789"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono le storie che i migranti del Centro accoglienza e richiedenti asilo  di Bari (Cara), vi racconterebbero volentieri se solo aveste la pazienza  di andarli ad ascoltare. Noi ci abbiamo voluto provare, nonostante il nostro inglese e il nostro francese non siano proprio eccellenti. Quello che vi riporteremo, però, ce lo siamo fatti ripetere più volte per essere sicuri di non aver capito male.</p>
<p>Un pomeriggio in cui il sole sembrava volerci far credere ad ogni costo di essere arrivati in Africa, decidiamo di andare anche noi su quel sentiero che conduce alla recinzione posteriore del Cara di Bari-Palese, una recinzione squarciata e rattoppata di tanto in tanto. E’ da questo pertugio verso la libertà che vengono fuori ogni giorno quelli che la stampa ama chiamare gli “ospiti” del Cara. Sono ragazzi provenienti da ogni parte dell’Africa, ma ci sono anche molti Afghani per la maggior parte riconosciuti come “casi Dublino”, cioè coloro che hanno fatto richiesta di asilo in altri Stati e ora sono in attesa, anche da due anni, di sapere dall’Unione europea qual è lo Stato competente a valutare il loro caso.</p>
<p>Non sono ancora le tre di pomeriggio e il caldo sta già facendo bollire le nostre teste. Comprendiamo facilmente l’aridità del terreno e l’erbaccia avvizzita intorno a noi, e ci stupiamo alla vista di un rigoglioso roseto proprio di fronte al Cara, dall’altra parte dei binari delle ferrovie dello Stato. Le stesse rotaie che vediamo pericolosamente attraversare dai ragazzi del Cara che ci vengono incontro.<br />
Che ci fate qui? Chiedono subito. Siamo venuti a parlare con voi, rispondiamo. Stupiti e anche un po’ infastiditi, si guardano fra loro come a trovare il reciproco consenso per poterci parlare. Sono in tre, ma uno di loro, il più diffidente, resta in disparte mentre gli altri due ci dicono, indicando il Cara: “Qui mafia”.</p>
<p>Immaginiamo la loro rabbia, a molti di loro dopo un anno è stata respinta la richiesta di asilo, ed è comprensibile che inveiscano contro le istituzioni. Allora cerchiamo di capire quali siano le condizioni di vita che, loro malgrado, devono sopportare nel Cara.</p>
<p>“Non ce la facciamo più – spiegano – qui c’è gente che viene da Paesi dove c’è la guerra a cui partecipa anche l’Italia, dove sono perseguitati, ma dopo due anni a Bari non riescono a sapere se avranno l’asilo politico che spetta loro di diritto”. “I membri della commissione ministeriale che esamina le nostre proposte – aggiungono – non ci ascoltano neppure, e quando parliamo si distraggono, fumano, parlano al cellulare: di noi non gliene importa nulla. Allora – proseguono – di notte molti di noi nel Cara si tagliano, si fanno grossi tagli sul proprio corpo per dimostrare la loro disperazione. E la polizia, per farli smettere, li picchia selvaggiamente coi manganelli”.</p>
<p>A questo punto smettiamo di prendere appunti sul nostro taccuino e gli chiediamo di ripetere: “Avete capito bene – dicono mentre si avvicina il terzo ragazzo che era con loro e altri ci raggiungono attraversando i binari – molti di noi la notte si tagliano per disperazione”. Alle parole seguono i gesti e con il pollice teso verso l’esterno e il pugno chiuso, si passano la mano dall’alto al basso del torace, in diagonale, simulando un oggetto tagliente che incide il loro corpo. Poi fanno lo stesso sulle braccia e sulle loro gambe.</p>
<p>Ma la polizia cosa fa, chiediamo nuovamente. “Viene nelle stanze e ci picchia coi manganelli. E’ anche capitato che qualcuno abbia filmato il nostro viso durante una manifestazione di protesta – ricordano con terrore – e loro, dopo averci visto in tv, sono venuti a picchiarci di notte”.</p>
<p>Quest’ultima dichiarazione, oltre a lasciarci senza parole, ci fa riflettere ancora. E ci riporta all’ultima manifestazione di protesta dei migranti che occuparono proprio quei binari che ora sono di fronte a noi: in quella circostanza erano davvero in molti a coprirsi il viso. Anche una operatrice dell’Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati), suggeriva ripetutamente ai giornalisti con le telecamere di non riprendere i volti, spiegando però che si trattava di motivi legati alla burocrazia e alla richiesta di asilo.</p>
<p>Mentre continuiamo a parlare, intorno a noi ci sono ormai una decina di migranti. E da tutti arriva la stessa richiesta: “Fate qualcosa per aiutarci, per favore”.<br />
Non sappiamo se quanto ci hanno raccontato sia del tutto vero. Se il fatto che ci abbiamo chiesto di non fotografarli e di non citare neppure un nome sia dovuto davvero alla paura di essere picchiati.</p>
<p>Quel che ci chiediamo, però, è come mai ai giornalisti venga vietato l’ingresso in questi luoghi di “accoglienza”, così come in quelli di “detenzione”: i Cie, centri di identificazione ed espulsione. Noi in passato ci abbiamo provato a intervistare gli “ospiti” del Cara all’interno della struttra: volevamo raccogliere le loro storie in una pubblicazione. Ma chi avrebbe potuto darci questa possibilità ci rispose, ahinoi: “Io cosa ci guadagno?”.</p>
<p>Inutilmente cercammo di spiegargli che il vero guadagno, per tutti, sarebbe stato proprio quello di far conoscere meglio fuori dal Cara, a chi ha ancora mille e ingiustificate paure, chi sono e cosa vogliono davvero i suoi “ospiti”.<br />
Purtroppo ci resta una insopportabile sensazione di impotenza e la paura che, se quanto ci hanno raccontato fosse vero, anche pubblicando questo articolo potremmo peggiorare le loro condizioni di vita all’interno del Centro di accoglienza.</p>
<p>Quello che però proprio non possiamo fare, è tacere. E ci auguriamo che chiunque sappia qualcosa, faccia altrettanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Artisti del Mai replicano a Vendola: &#8220;Perche&#8217; non ci incontri?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 10:58:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I giovani attori pugliesi aderenti al Mai (movimento artisti indipendenti), replicano al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo uno scambio di battute seguito a una videolettera degli attori che si sono sentiti esclusi dal workshop con il regista lituano Nekrosius (approfondisci qui). &#160; Gentile Presidente (o caro nichi?) Leggiamo sui siti web dei quotidiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I giovani attori pugliesi aderenti al Mai (movimento artisti indipendenti), replicano al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo uno scambio di battute seguito a una videolettera degli attori che si sono sentiti esclusi dal workshop con il regista lituano Nekrosius (<a href="http://www.lalternativa.it/saltano-le-audizioni-col-regista-nekrosius-monta-la-protesta-degli-attori-pugliesi-e-tutto-pilotato-dalla-politica/" target="_blank">approfondisci qui</a>).<span id="more-2782"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gentile Presidente (o caro nichi?)<br />
Leggiamo sui siti web dei quotidiani più importanti che lei ha ricevuto notizia del nostro video e ci abbia risposto con una nota. Ci fa molto piacere, vuol dire che qualche volta, quando è necessario, se si alza la voce, sempre con rispetto ed educazione, ci si fa sentire. Ci piace pensare che questo scambio che abbiamo avuto, possa essere l’inizio di un dialogo. E allora lasci che le raccontiamo qualcosa. All’incirca un mese fa, quando si realizzava questo fatidico workshop con il Maestro e con i misteriosi selezionati, molti di noi telefonarono o scrissero al TPP chiedendo spiegazioni, e ricevettero risposte gentili nei modi ma arroganti nei contenuti. Un ragazzo indignato scrisse una lettera, quella che grosso modo è diventata il testo del video. La lettera, fu mandata ai principali organi di stampa, gli stessi che ieri si sono precipitati a diffondere il video, e allora fu snobbata totalmente. Un giornalista di una testata principale, contattato per telefono, appena sentì i nomi dei coinvolti del workshop interruppe la comunicazione, dichiarando che il fatto non sussisteva. Solo un blog, www.lalternativa.it, un blog di ragazzi che fanno informazione indipendentemente e coraggiosamente, pubblicò la notizia e uno stralcio della lettera. E’ un po’ questo snobismo dei potenti che ci ha spinto a fare il video, e a rivolgersi al loro superiore, a Lei. Il linguaggio video oggi, nel mondo della rete, ha una viralità maggiore, ed è stato evidente: in meno di 24 ore si è scatenato un putiferio che in un mese il testo scritto neanche si sognava. ‘Bene o male, l’importante è che se ne parli’ è la legge di questo mondo mediatico. Forse qualcuno ha tentato anche di cavalcare la vicenda per attaccarLa, lo capiamo, non era nelle nostre intenzioni, ma fa parte del gioco. Quando si personalizza tanto la politica, come lei, lo ammetta, ha fatto, si corrono questi rischi, a destra come a sinistra, si è acclamati e strumentalizzati. In un passo della lettera originale, poi tagliato, il ragazzo scriveva: “Non è accettabile, caro Nichi. Io, nel mio piccolo, ti ho sempre difeso quando ti hanno gettato fango addosso, per un errore, per la sanità, volevano buttare all’aria te e quanto di buono fatto in Puglia da te. Ho parlato a tua difesa nei blog, nei forum, nelle chiacchiere, in Puglia e fuori.”.<br />
Dal tono della sua nota la sentiamo indispettito, parla di segnalazioni alla procura, illeciti e sospette diffamazioni. Ci rincresce che lei interpreti così il nostro messaggio. La vicenda si è svolta un mese fa, ci fu una conferenza stampa in cui l’assessore, il TPP e il Maestro si sono incensati a vicenda, i ‘ragazzi’ del workshop hanno posato per delle foto. Se avessimo voluto ricorrere alle vie legali, lo avremmo fatto a suo tempo. Ma abbiamo deciso di non farlo. Perché non è la partecipazione al workshop che noi volevamo ottenere, o la punizione dei colpevoli, ma che ci sia una gestione trasparente e accessibile a tutti dei fondi pubblici. Che la formazione sia per chi ne ha bisogno, e per chi lo merita. Ci è estraneo questo giustizialismo, preferiamo guardare al futuro, non al passato. E allora presidente, lasci stare la Procura, o le accuse di diffamazioni, nel video non si fa mai né un’offesa né un nome. Proprio lei, se la prende con dei poveri ragazzi paventando denunce di reati d’opinione? Perché invece non organizza un incontro, con l’assessore alla Cultura, dei rappresentanti del Tpp, ed alcuni di noi? Così chiariamo la vicenda e facciamo in modo che in futuro non si commettano gli stessi errori. Così ci onora anche della sua presenza, quella presenza che forse, ultimamente, abbiamo sentito mancare.<br />
Con rinnovata stima<br />
I ragazzi del MAI<br />
MAI &#8211; movimento artisti indipendenti</p>
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		<title>I precari della Regione Puglia chiedono aiuto a Vendola</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 13:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ci sentiamo vittime di un gioco piu&#8217; grande di noi, quello che vede la battaglia politica fra governo nazionale e Regione Puglia&#8221; e &#8221;chiediamo anche a Vendola di impegnarsi di piu&#8217; per difendere i nostri diritti&#8221;. Sono arrabbiati i 280 precari della Regione Puglia (200 dei quali si occupano dei fondi europei) che temono per il loro futuro.<span id="more-2693"></span></p>
<p>Oggi, nella sede di Bari della Cgil Puglia, ad incontrare i giornalisti c&#8217;erano Antonio Montillo, Adolfo Camposarcone, Giuliana Ranieri e Enrico Ancora. &#8221;Ormai &#8211; ha detto Montillo &#8211; siamo diventati l&#8217;arma letale con la quale il governo nazionale ha inferto l&#8217;ennesimo colpo alla Regione Puglia sottoforma di ricorso alla Corte Costituzionale: colpi che pero&#8217; ricadono sulle nostre spalle&#8221;. Per Camposarcone, &#8221;non basta dire che il governo e&#8217; responsabile di tutto&#8221; e &#8221;dobbiamo rivolgerci a Vendola perche&#8217; porti fino in fondo la sua battaglia contro la precarieta&#8221;&#8217;. Ranieri ha sottolineato che &#8221;fin&#8217;ora la Regione ha adottato solo provvedimenti spot che servivano a garantire altri contratti precari, senza mai elaborare, come piu&#8217; volte ha chiesto la Cgil, una soluzione deifinitiva per risolvere il problema: c&#8217;e&#8217; stata &#8211; ha rilevato &#8211; superficialita&#8221;&#8217;. Ancora ha ricordato che la soluzione non &#8221;ha un percorso unico&#8221; perche&#8217; ci sono diverse forme contrattuali e scadenze. Infatti, e&#8217; stato sottolineato, ci sono 200 contratti a tempo determinato (otto dei quali scadono fra tre settimane e altri 20 entro quattro mesi); ma ci sono anche 80 co.co.pro. &#8220;Sul futuro di questa platea di 280 persone, quindi sul rinnovo a 36 mesi dei contratti a tempo determinato e sul passaggio dei co.co.pro a tempo determinato, non si e&#8217; ancora aperta una discussione seria, in particolare con l&#8217;assessore al Personale&#8221;.</p>
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		<title>Class Action, nel Cie di Bari per scoprire la verità</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 21:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Detenuti, senza aver commesso alcun delitto, se non quello di esistere in quanto esseri umani. Tale è, infatti, il reato contemplato nel nostro ordinamento giuridico per i migranti privi di permesso di soggiorno e che non possono ottenere lo status di rifugiati. Arrivano a Bari via terra, cielo o mare, nei barconi, nascosti sotto i tir sulle navi che partono dalla Grecia: una volta fermati, il loro destino è segnato, si chiama Centro di Identificazione ed Espulsione.<span id="more-2661"></span><br />
O meglio, “Centro di Internamento ed Espulsione”, stando ai racconti di chi è riuscito ad entrare nell’ “Inferno” e guardare negli occhi “l’umanità dolente”, rinchiusa nei sette moduli di prigionia, i gironi danteschi del CIE di Bari.<br />
“Ai torti di massa delle Istituzioni si risponde con una forma di democrazia diretta, con l’esercizio della sovranità della cittadinanza sociale”: l’avvocato Luigi Paccione presenta così la Class Action Procedimentale contro il CIE del capoluogo pugliese, che ha portato il presidente del Tribunale Civile di Bari, Vito Savino, a nominare l’ing. Francesco Campanale come perito, incaricato di verificare che le condizioni di detenzione all’interno della struttura non siano lesive dei diritti umani fondamentali.<br />
Primo obiettivo della Class Action: definire giuridicamente il CIE come struttura carceraria, all’interno della quale sono “rinchiusi individui sotto il controllo di un Corpo Armato”. Secondo step, individuare norme di garanzia delle libertà e della dignità di persone che, in quanto “detenute”, non hanno voce, sono invisibili.</p>
<p>Guarda il video con l’intervista integrale all’ Avv. Luigi Paccione, Presidente dell’Associazione Class Action Procedimentale.</p>
<p>Tutte le informazioni su <a title="Class Action Procedimentale" href="http://www.classactionprocedimentale.it/">classactionprocedimentale.it</a></p>
<p>Resoconto del primo accesso dell’Ing. Campanale all’indirizzo<br />
<a href="http://www.classactionprocedimentale.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=148:resoconto-del-primo-accesso-nel-cie-di-bari&amp;catid=35:cie-bari&amp;Itemid=75">http://www.classactionprocedimentale.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=148:resoconto-del-primo-accesso-nel-cie-di-bari&amp;catid=35:cie-bari&amp;Itemid=75</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Silvia Dipinto</strong> e <strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j9m5kvPggjY" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/j9m5kvPggjY"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>Alimenti dal Giappone, li controlla un istituto pugliese. Ci potremo fidare?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 14:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il controllo sulla salubrità degli alimenti e i mangimi per animali che l‘Italia importa dal Giappone, da dove potrebbero arrivare contaminati dalle radiazioni di una centrale nucleare, sono stati affidati dal governo italiano  all’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata: una istituzione nella quale l&#8217;Ufficio ispettivo della Regione Puglia, tre mesi fa, ha riscontrato &#8221;numerose irregolarità, disfunzioni e criticità&#8221;. <span id="more-2622"></span><br />
Parliamo della stessa istituzione sulla quale il 18 novembre del 2010, il Partito  democratico pugliese aveva presentato una inquietante interrogazione  all’assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore, lamentando gravi  irregolarità sulla sua gestione, e ipotizzando molte perplessità  sull’affidabilità dello stesso istituto. Per avere una idea della nostra sicurezza alimentare, basti pensare che per capire se quello che mangiamo sia stato contaminato dalle radiazioni emesse dalla centrale nucleare di Fukushima, dobbiamo fidarci di un istituto &#8221;la cui Direzione sanitaria – spiegava il gruppo conisliare del Pd alla Regione Puglia –  è stata affidata d’ufficio a una persona dichiarata non idonea&#8221;.</p>
<p>Ma come, l&#8217;istituto zooprofilattico è gestito da un incompetente? &#8221;La Direzione sanitaria &#8211; si legge nell&#8217;interrogazione del Pd a Fiore &#8211; avrebbe dovuto essere affidata al vincitore del relativo concorso espletato nel 96. Ma quando il vincitore fu trasferito, la Direzione venne affidata d’ufficio a una persona dichiarata non idonea dal suddetto concorso. Il direttore non idoneo avrebbe dovuto ricoprire questo ruolo per un periodo strettamente necessario all’espletamento di una nuova procedura che però, fino ad oggi, non c’è mai stata&#8221;. Dopo l&#8217;ispezione della Regione, tuttavia, il presidente e il suo vice sono stati invertiti nei ruoli, ma sono rimasti nel Consiglio di amministrazione insieme a tutti gli altri loro colleghi.</p>
<p>Il Pd lamentava anche &#8221;scarso sviluppo, reclutamento del personale senza concorso pubblico, mancato rinnovo del Consiglio di amministrazione, e Direzione sanitaria affidata d’ufficio a una persona dichiarata non idonea”. Nell’interrogazione si chiedeva all’assessore quali iniziative intendesse assumere, di concerto con il presidente e la Giunta regionale della Puglia, nonché con gli analoghi organo di governo della Regione Basilicata, per sanare le anomalie e rilanciare l’attività di ricerca e istituzionale dell’istituto&#8221;.</p>
<p>“L’istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata (IZS PB) la cui sede centrale è a Foggia con succursali in altre grandi città tra le quali Taranto, Brindisi e Lecce – ricordava il Pd &#8211; è quello che meno di ogni altro in Italia si è sviluppato negli ultimi 20 anni, e ha svolto solo una limitata e marginale attività di ricerca”. Mica male come curriculum per chi deve controllare se mangiamo cibi contaminati che potrebbero provocare la nostra morte.</p>
<p>“Inoltre – precisava l&#8217;interrogazione &#8211; la politica di reclutamento del personale è stata orientata, in questi anni, esclusivamente alla presa in servizio di personale con contratto interinale o borsa di studio, senza che siano mai stati banditi avvisi pubblici per personale a tempo determinato, nonostante i considerevoli avanzi di bilancio che sono stati in parte utilizzati per l’acquisto di un terreno adiacente alla sede centrale di Foggia. Questo ha favorito l’emigrazione intellettuale di molti giovani che si sono formati nei nostri laboratori ma ora lavorano in altre regioni dove hanno vinto concorsi pubblici”. “La gestione dell’istituto Zooprofilattico – si legge ancora &#8211; è affidata a un Consiglio di Amministrazione in carica dal lontano 1990 (con un Presidente pro-tempore in carica dal 93) e composto da soli tre membri della Puglia (tutti della provincia di Foggia). Mentre sono ben cinque i membri della Basilicata”.</p>
<p>“Inoltre – concludeva il Pd nell&#8217;interrogazione &#8211; la Puglia e Basilicata sono le uniche regioni d’Italia, insieme ad Abruzzo e Molise, a non aver recepito la legge di riordino degli Istituti Zooprofilattici (n. 270 del 1993)”.</p>
<p>Solo per darvi una idea dell&#8217;importanza degli istituti Zooprofilattici, riportiamo alcune delle loro attività: ricerca di base, anche in collaborazione con le Università e gli Istituti scientifici nazionali e internazionali. Assicurano il supporto tecnico-scientifico nella farmaco vigilanza veterinaria; monitorano, attraverso l’istituzione di osservatori epidemiologici, la diffusione delle malattie infettive e assicurano il loro controllo sul territorio, con particolare riferimento alle malattie dagli animali trasmissibili all’uomo. Provvedono al controllo degli alimenti destinati al consumo umano ed allo sviluppo di ricerche sui fattori di rischio per la salute umana; assicurano una costante formazione del personale veterinario e tecnico; intervengono nelle emergenze sanitarie soprattutto per quelle che possono avere ripercussioni sulla salute umana e svolgono altre attività di competenza veterinaria che hanno come finalità la tutela della salute umana.</p>
<p>A questo punto, non ci resta che incrociare le dita e pregare.</p>
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		<title>Il governo realizza 13 nuovi Cie, il primo è a Manduria</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 11:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco a voi l&#8217;accoglienza di cui parla il governo in questi giorni: si tratta di altri 13 luoghi di detenzione, i Cie, ovvero i Centri di identificazione ed esplusione. Lo ha annunciato stamattina a Bari il sottosegretario all&#8217;Interno, Alfredo Mantovano, specificando cha la Puglia sarà la prima regione in Italia a ospitarne uno nuovo di zecca, per la precisione a Manduria dove sono già arrivate 120 tende da sei posti ciascuna, e 720 posti letto.<span id="more-2615"></span></p>
<p>&#8221;Sull&#8217;intero territorio nazionale &#8211; spiega Mantovano &#8211; sono previsti 13 nuovi Centri di identificazione ed espulsione (Cie), con caratteristiche di provvisorieta&#8217;. Saranno realizzati in siti militari dismessi e messi a disposizione dal ministero della Difesa. E probabilmente quello di Manduria (Taranto) sara&#8217; il primo, perche&#8217; e&#8217; quello che si trova nelle condizioni piu&#8217; adatte per un ripristino rapido&#8221;. Intanto Maroni e Frattini sono andati a Tunisi per concordare una ripresa del meccanismo dei controlli in partenza, ovvero per impedire che povera gente disperata scappi dall&#8217;Africa.</p>
<p>Mantovano precisa che &#8221;siamo in una emergenza che finora si e&#8217; manifestata con arrivi esclusivamente dalla Tunisia: in tutto il 2010 sono arrivati appena 27 tunisini sulle coste italiane e nei primi due mesi e mezzo&#8221; del 2011 &#8221;siamo gia&#8217; a quota 16mila&#8221;. I controlli, sottolinea, sono essenziali. E&#8217; bene che si sappia, aggiungiamo noi, che nella stragrande maggioranza dei casi i blocchi in Tunisia avvengono con la forza e con la violenza.</p>
<p>Il sottosegretario spiega poi che &#8221;i Centri di identificazione e di espulsione, cioe&#8217; quei centri che riguardano i migranti irregolari, sono oltre ogni limite di presenze e ne servono degli altri che hanno le caratteristiche della provvisorieta&#8217; perche&#8217; ci auguriamo che i controlli riprendano dalla Tunisia&#8221;. &#8221;Questi centri &#8211; aggiunge &#8211; sono frutto in questo momento di una verifica&#8221; e &#8221;abbiamo chiesto la disponibilita&#8217; al ministero della Difesa&#8221; perche&#8217; &#8221;la competenza per i Cie, e ripeto stiamo parlando solo di clandestini, e&#8217; del governo&#8221;.<br />
&#8221;Il ministero della Difesa &#8211; precisa &#8211; ci ha indicato 13 siti, tra questi c&#8217;e&#8217; anche quello collocato a cinque chilometri da Manduria&#8221;.</p>
<p>&#8221;E&#8217; un sito &#8211; sottolinea &#8211; che sara&#8217; allesito in condizioni di assoluta sicurezza, con una recinzione, con un contingente di poliziotti e di carabinieri adeguato e aggiuntivo. Quindi il territorio non sara&#8217; sguarnito nelle sue esigenze di sicurezza per questo centro. E diventera&#8217; operativo non appena saranno effettuati i sopralluoghi e i lavori necessari. Tutto questo speriamo di contenerlo nel minor tempo possibile, nel tempo che sara&#8217; impiegato per restituire i clandestini alla Tunisia e per ripristinare il meccanismo di controllo&#8221;.</p>
<p>Parlando ancora dei nuovi Cie, Mantovano dice che &#8221;sono tutte strutture militari, siti dismessi dal ministero della Difesa: non possiamo certamente far dormire gli immigrati, neanche colore che devono essere restituiti alla Tunisia, per terra o sui moli. In questa situazione di crisi e di emergenze e&#8217; l&#8217;unico strumento che in questo momento ci consente di dare a qualcuno, sia pure in via provvisoria un tetto, garantendo pero&#8217; la sicurezza sanitaria, i pasti e tutto quello che e&#8217; necessario per un minimo di decoro&#8221;. &#8221;Totalmente diverso &#8211; prosegue &#8211; e&#8217; invece il discorso riguardante i richiedenti asilo, per i quali vi e&#8217; questo accordo concordato con le Regioni, i Comuni e le Province, che fa immaginare una ripartizione equa in tutto il territorio nazionale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Quello dei richiedenti asilo &#8211; continua Mantovano &#8211; e&#8217; un discorso di prospettiva, che adesso prepara il terreno per cio&#8217; che dovesse arrivare dalla Libia una volta che in Libia si attenuera&#8217; il conflitto&#8221;. &#8221;E che certamente &#8211; conclude &#8211; vedra&#8217; la Puglia meno gravata rispetto ad altre regioni, perche&#8217; in Puglia esistono da tempo tre Cara, due Cie, e in piu&#8217; ci sara&#8217; adesso questa disponibilita&#8217; di Manduria&#8221;.</p>
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		<title>Prolungato di tre mesi il servizio di trasporto dei dializzati a Bari</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 17:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte denunciare le ingiustizie aiuta, anche se non risolve, ad affrontare meglio i problemi. E così dopo le nostre lamentele sulla improvvisa cessazione del servizio gratuito di trasporto dei dializzati baresi, arriva una piccola buona notizia.<span id="more-2609"></span></p>
<p>&#8220;Sarà prolungato per altri due o tre mesi il servizio di trasporto gratuito degli emodializzati, che la Asl di Bari aveva programmato di sospendere dal prossimo primo aprile&#8221;. Lo annuncia il segretario regionale dell&#8217;Aned (Associazione nazionale emodializzati) di Puglia, Milvio Scafa. &#8220;Ieri in una riunuone &#8211; spiega &#8211; il direttore generale dell&#8217;Asl Bari, Nicola Pansini, ha ascoltato le nostre motivazioni e ha compreso che non era possibile lasciare a piedi, oltretutto con soli dieci giorni di preavviso, persone che fanno la dialisi, molte delle quali sono costrette su una sedia a rotelle, sono cardiopatiche o invalide: si sono messe in subbuglio le vite di duemila famiglie&#8221;.</p>
<p>Lo scorso 16 marzo fu lo stesso Pansini a dire che le convenzioni con le dieci ditte (Ati Sud Soccorso, Ati Croce Amica, Chb, Diaverum, New Dial, Ali del soccorso, Autonoleggio Quinto Giuseppe, Associazione Sercorato e Confraternita Misericordia, per un totale di 200 dipendenti, ndr) incaricate del trasporto di circa 1.000 dializzati, erano in scadenza al 31 marzo 2011, e che l&#8217;Asl di Bari non aveva rilevato l&#8217;opportunità economica di rinnovarle. I pazienti &#8211; spiegava &#8211; possono organizzarsi come meglio credono, anche prendendo un taxi, e noi li rimborseremo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il problema che abbiamo sottoposto all&#8217;attenzione dei vertici Asl &#8211; aggiunge Scafa &#8211; è che i dializzati non possono andare da soli in ospedale, ma hanno bisogno di mezzi con soccorritori a bordo, di accompagnatori che stiano con loro tutto il tempo della dialisi e che li riaccompagnino a casa. I parenti non possono assentarsi dal lavoro almeno cinque ore al giorno per accompagnare i propri cari in ospedale&#8221;. &#8220;Ora dovremo lavorare insieme &#8211; conclude &#8211; anche perché la Asl di Bari si è impegnata a promuovere un tavolo di concertazione nel quale valuterà le vere esigenze del paziente e stabilirà nuove modalità del servizio di trasporto&#8221;.</p>
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		<title>Rimpasto di Silvio, &#8220;due neo-ministri sono peggio che one&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 18:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta Berlusconi ha scelto con cura i suoi ministri: con un rimpasto indegno di nota, ha nominato nuovo ministro dell&#8217;Agricoltura Saverio Romano, coinvolto in appena due inchieste giudiziarie: la prima per concorso in associazione mafiosa, l’altra &#8220;soltanto&#8221; per corruzione aggravata dall’avere agevolato la mafia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo aver preso atto dell&#8217;ennesima porcheria del governo ha espresso perplessità. Intanto anche dalla Puglia le istituzioni fanno a gara per complimentarsi con il neo ministro.<span id="more-2601"></span></p>
<p>Berlusconi, intanto, ha risolto uno dei suoi grattacapi: quello di accontentare i malumori del gruppo dei Responsabili, cioè dei deputati che lo sostengono alla Camera dopo la fuoriuscita dei finiani dalla maggioranza. E così, con la bacchetta magica del potere, l&#8217;ex Udc Saverio Romano da oggi è il nuovo ministro dell&#8217;Agricoltura. Prende il posto di Giancarlo Galan che dall&#8217;Agricoltura siederà sulla poltrona di Sandro Bondi dimessosi oggi dopo essere stato giudicato il responsabile del crollo di Pompei. Ora si corre il rischio che Galan scambi i carciofi con i Giralosi di Van Gogh, ma non ci stiamo a preoccupare troppo.</p>
<p>Intanto il presidente della Repubblica ha espresso &#8221;riserve&#8221; sull&#8217;opportunita&#8217; politico-istituzionale di nominare Saverio Romano e ha auspicato che sia fatta presto chiarezza &#8221;sull&#8217;effettiva posizione del ministro&#8221;. Il Quirinale ha accompagnato con una nota il comunicato ufficiale della firma del decreto di nomina di Francesco Saverio Romano a ministro dell&#8217;Agricoltura (insieme al decreto che nomina Giancarlo Galan ai Beni Culturali).</p>
<p>Dal momento in cui e&#8217; stata prospettata la nomina di Romano a ministro dell&#8217;agricoltura, il Presidente della Repubblica &#8221;ha ritenuto necessario assumere informazioni sullo stato del procedimento a suo carico per gravi imputazioni. Essendo risultato &#8211; spiega ancora la nota &#8211; che il giudice per le indagini preliminari non ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Palermo e che sono previste sue decisioni nelle prossime settimane, il Capo dello Stato ha espresso riserve sull&#8217;ipotesi di nomina dal punto di vista dell&#8217;opportunita&#8217; politico-istituzionale&#8221;.</p>
<p>Dopo la formalizzazione della proposta di nomina da parte del presidente del Consiglio &#8221;il Presidente della Repubblica &#8211; conclude la nota &#8211; ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali che ne giustificassero un diniego. Egli ha allo stesso tempo auspicato che gli sviluppi del procedimento chiariscano al piu&#8217; presto l&#8217;effettiva posizione del ministro&#8221;.</p>
<p>Il povero Romano si è quasi offeso e,  &#8221;amereggiato&#8221; ma anche &#8221;sorpreso&#8221; per la nota diffusa dal Quirinale, spiega ai cronisti di &#8221;non essere neppure imputato&#8221;, e quindi di non essere quindi coinvolto in procedimenti giudiziari ancora aperti.</p>
<p>Pertanto, Romano ipotizza una &#8221;confusione&#8221; da parte dell&#8217;ufficio stampa del Colle, visto che Giorgio Napolitano &#8211; spiega il ministro &#8211; &#8221;non pensa quello che e&#8217; stato scritto&#8221;. &#8221;Io &#8211; conclude &#8211; sono con la coscienza a posto&#8221;.</p>
<p>In Puglia, intanto, si stappano bottiglie di primitivo di Manduria: l&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura del tacco d&#8217;Italia nonché coordinatore nazionale degli assessori all&#8217;Agricoltura d&#8217;Italia, Dario Stefano, invia &#8221;un messaggio di augurio&#8221; ed &#8221;esprime a titolo personale e a nome di tutti i colleghi assessori regionali all&#8217;agricoltura i miei auguri di buon lavoro al nuovo ministro alle Politiche agricole, Francesco Saverio Romano, al quale non posso che sottolineare la necessità che si recuperi un rapporto concreto con le Regioni, in prima linea nei rispettivi territori sul fronte agricolo, poiché delegate dalla Costituzione ad assolvere funzioni fondamentali in materia agricola&#8221;. &#8220;Noi non possiamo che confermare &#8211; continua l&#8217;assessore pugliese &#8211; la massima collaborazione istituzionale delle Regioni, nella consapevolezza che le questioni aperte sono tante e che altrettanto numerose sono le sfide che attendono il comparto agricolo. L&#8217;auspicio è che si apra finalmente una fase di collaborazione reale tra Stato e Regioni che possa consentire di iniziare a dare le risposte che il mondo agricolo da tempo aspetta e di restituire alla posizione italiana in ambito europeo l&#8217;autorevolezza che ci compete&#8221;.</p>
<p>Si sprecano le chiacchiere anche del presidente dell&#8217;Unione delle Province d&#8217;Italia, Giuseppe Castiglione, che &#8220;a nome delle Province italiane porge al nuovo ministro della Cultura Giancarlo Galan e al nuovo ministro dell&#8217;Agricoltura Saverio Romano i migliori auguri di buon lavoro&#8221;. &#8221;Mi auguro che presto &#8211; dice &#8211; sarà possibile realizzare un incontro formale con i due Ministri, che dovranno occuparsi di tematiche molto importante per il Paese e particolarmente legate allo sviluppo dei territori quali la cultura e l&#8217;agricoltura&#8221;. &#8220;Tematiche &#8211; prosegue il presidente Castiglione &#8211; su cui le Province sono impegnate in prima linea e su cui con i ministri Galan e Romano sono certo si potrà avviare un dialogo costruttivo, perché strategiche per la vita sociale e per la ripresa economica dell&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p>Insomma, pur di avere un &#8220;finto&#8221; punto di riferimento al governo si accontenterebbero pure di Michele Misseri.  ﻿</p>
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		<title>Al Cara di Bari, immigrati maltrattati e trasferiti con la forza</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 15:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per una inspiegabile motivazione, in queste ore da Lampedusa gli immigrati che arrivano in Italia vengono trasferiti a Bari per poi essere &#8221;maltrattati&#8221; e rispediti, con la forza, al cosiddetto Villaggio della solidarieta&#8217; (come l&#8217;ha battezzato il governo), in provincia di Catania. Quel che più preoccupa, però, sono le condizioni in cui si trovano gli immigrati nel Cara di Bari, dove circa 100 tunisini sono stati per più di 30 ore costretti in un tendone: hanno perfino dovuto orinare in bottigliette di plastica.<span id="more-2585"></span></p>
<p>Per questi motivi il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha scritto a Maroni: &#8220;Ci dichiariamo indisponibili &#8211; ha sottolineato &#8211; a sottacere qualsiasi episodio di violazione dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Caro ministro, ciò che sta accadendo in queste ore al Cara di Bari conferma purtroppo le preoccupazioni che ho avuto modo di esporre durante l&#8217;incontro da lei convocato (ieri, ndr) presso il suo ministero&#8221;. Comincia così la lettera che Vendola ha scritto al ministro dell&#8217;Interno, in seguito ad una visita al Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari-Palese, compiuta questa mattina dall&#8217;assessore regionale alle Politiche per l&#8217;accoglienza, Nicola Fratoianni. Quest&#8217;ultimo, in una conferenza stampa ha definito le condizioni all&#8217;interno del centro di accoglienza &#8220;molto molto gravi&#8221;.</p>
<p>Nella lettera, inviata anche alle principali associazioni italiane per la tutela dei diritti dell&#8217;uomo, Vendola fa riferimento alla visita compiuta dalla Regione nel Cara e alle modalità di trasferimento dei richiedenti asilo già ospitati a Palese nella struttura di Mineo in Sicilia per fare posto ai nuovi arrivi. &#8220;Abbiamo constatato &#8211; afferma &#8211; come i trasferimenti dei richiedenti asilo nella struttura di Mineo, avvengano con modalità assolutamente inaccettabili. I richiedenti asilo che abbiamo incontrato sono costretti all&#8217; interno di un tendone da circa trenta ore, senza alcuna possibilità di movimento&#8221;. &#8220;Hanno dormito a terra &#8211; afferma ancora &#8211; e sono costretti a espletare i propri bisogni fisiologici in bottigliette di plastica&#8221;.</p>
<p>&#8220;I trasferimenti &#8211; prosegue Vendola &#8211; avvengono con modalità ceorcitiva e coattiva e con un grado di confusione tale da mettere a rischio la possibilità di effettiva tutela delle situazioni di vulnerabilità&#8221;. &#8220;Riteniamo &#8211; sottolinea &#8211; inaccettabili le modalità del trasferimento, lesive del diritto fondamentale delle persone a non subire trattamenti degradanti, e tanto più gravi in considerazione del fatto che siamo in presenza di richiedenti asilo che, come tali, non possono essere privati della libertà personale così come sancito dal diritto interno e comunitario, nonché dalle Convenzioni internazionali ratificate anche dal nostro Paese&#8221;. &#8220;Per questo &#8211; conclude Vendola nella lettera &#8211; nel ribadire la disponibilità della nostra regione a fare la sua parte in termini di accoglienza degli stranieri in condizione di bisogno, ci dichiariamo indisponibili a sottacere qualsiasi episodio di violazione dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo&#8221;.</p>
<p>Al momento all&#8217;interno del Cara di Bari la situazione &#8221;e&#8217; molto molto grave e inaccettabile&#8221;, ha spiegato l&#8217;assessore alle Politiche per l&#8217;accoglienza della Regione Puglia, Nicola Fratoianni, incontrando i giornalisti dopo aver visitato il centro per richiedenti asilo del capoluogo pugliese &#8221;dove &#8211; ha precisato &#8211; avviene qualcosa di inspiegabile: all&#8217;interno del Cara di Bari &#8211; ha detto &#8211; si trasferiscono gli immigrati che sono arrivati a Lampedusa, e da Bari vengono portati poi al villaggio della solidarieta&#8217; di Mineo, come l&#8217;ha chiamato il governo che intende trasformarlo in un modello di accoglienza per i richeidenti asilo&#8221;. &#8221;C&#8217;e&#8217; un problema pero&#8217; &#8211; ha rilevato l&#8217;assessore &#8211; a Mineo ci sono al massimo 2.000 posti, per ammissione dello stesso ministro Maroni, e se consideriamo solo i trasferimenti da Bari rischiamo di riempirlo&#8221;. Inoltre, da Bari le persone vengono &#8221;trasferite con modalita&#8217; coercitiva &#8211; ha precisato Fratoianni &#8211; e contro la propria volonta&#8217;. La loro liberta&#8217; personale viene limitata e questo e&#8217; inaccettabile per un richiedente asilo&#8221;. &#8221;Per 100 tunisini &#8211; ha aggiunto &#8211; le cose vanno ancora peggio: sono chiusi da 30 ore nel tendone mensa del Cara, hanno dormito per terra e hanno dovuto orinare in bottiglie di plastica. Non possono uscire dal tendone neppure a fumare una sigaretta. E oggi alle 15,30  vengono trasferiti con un volo a Mineo&#8221;. In tutto &#8211; secondo l&#8217;assessore &#8211; all&#8217;interno del Cara ci sono 500-600 persone: &#8221;il Cara &#8211; ha sottolineato &#8211; non e&#8217; pieno&#8221;.</p>
<p>&#8221;La Regione Puglia &#8211; ha ribadito l&#8217;assessore &#8211; rilancia con forza una richiesta, che anche ieri abbiamo rilanciato senza alcuna risposta, di attivare immediatamente uno strumento previsto dalla legislazione attuale sull&#8217;immigrazione, dall&#8217;articolo 20 del Testo unico sull&#8217;immigrazione, che consente di rilasciare il permesso di soggiorno per protezione temporanea, della durata di un anno&#8221;. Il permesso di soggiorno temaporaneo &#8211; ha aggiunto &#8211; &#8221;e&#8217; uno strumento che il ministero prevede di poter utilizzare in condizioni di emergenza umanitaria. E&#8217; gia&#8217; stato utilizzato in questo paese in passato, in particolare nella vicenda del Kossovo&#8221;. Per Fratoianni, si tratta di &#8221;uno steruemento che riconosce il fatto che siamo in presenza di una emergenza umanitaria, e che consentirebbe anche di decongestionare imemdiatamente le strutture di accoglienza&#8221;. &#8221;Con questo permesso di soggiorno &#8211; ha precisato &#8211; gli immigrati possono infatti muoversi anche al di la&#8217; dei confini del territorio e si puo&#8217; evitare che i centri vangano congestionati in modo forte e assolutamente ingestibile dagli afflussi&#8221;. &#8221;L&#8217;articolo 20 del Testo unico sull&#8217;immigrazione &#8211; ha rilevato -  si attiva con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri e rappresenta, secondo noi, uno degli strumenti che possono aiutare ad affrontare la situazione in questa fase&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il ministero &#8211; ha poi ricordato &#8211; usera&#8217; un criterio di perequazione per distribuire gli immigrati in arrivo in Italia dalla Libia (ne sono attesi 50mila nelle prossime ore, ndr), tenendo presente che ci sono alcune regioni, come Puglia, Sicilia e Calabria, gia&#8217; impegnate nella gestione dell&#8217;immigrazione con i propri Cara e Cie. Tuttavia non e&#8217; possibile dire quanto questo criterio pesera&#8221;&#8217;. Al momento, lo sottolineamo, la linea del governo e&#8217; quella di distribuire i profughi libici nelle Regioni italiane in base ad un rapporto di 1.000 ogni milione di abitanti. &#8221;La riunione al Viminale &#8211; ha aggiunto Fratoianni &#8211; ha anche chiarito che il governo si fara&#8217; carico interamente delle spese per l&#8217;accoglienza di questo volume di profughi che viene annunciato&#8221;. Fratoianni ha infine criticato la linea che sembra prevalere &#8221;nelle intenzioni del ministero&#8221; ovvero &#8221;quella di distinguere tra profughi e clandestini che non vengono considerati degni di tutela&#8221;. &#8221;Oggi &#8211; ha concluso &#8211; chi vive questa condizione drammatica ha il diritto di essere tutelato e accolto&#8221;.</p>
<p>Sullo stato attuale dell&#8217;accoglienza in Puglia si è soffermato l&#8217;assessore regionale alla Protezione civile della Regione Puglia. &#8221;La nostra regione &#8211; ha detto &#8211; e&#8217; dotata di un piano di accoglienza grazie al quale, rispetto alle indicazioni che il ministero dell&#8217;Interno fornira&#8217;, potremo utilizzare immobili pubblici o allestire aree di accoglienza. La maggior parte dei Comuni pugliesi e&#8217; dotata di un piano di protezione civile, all&#8217;interno del quale sono individuati immobili ed aree da utilizzare per le emergenze, che sarà attivato in caso di necessita&#8221;&#8217;. &#8221;Quella che sembrava fino a poco tempo fa una previsione di emergenza &#8211; ha sottolineato &#8211; sta acquisendo in queste ore una materializzazione e una realizzazione che e&#8217; sotto gli occhi di tutti. Considerando i contenuti del profilo emergenziale, siamo di fronte ad una emergenza nazionale che sara&#8217; governata dal Dipartimento nazionale di Protezione civile in concorso con le strutture regionali di Protezione civile&#8221;. &#8221;In una condizione di pre-allertamento &#8211; ha spiegato Amati &#8211; noi abbiamo gia&#8217; incontrato i vertici delle prefetture, delle Province e dei Comuni capoluogo della Regione, al fine di predisporre le condizioni migliori per l&#8217;accoglienza. Come da intese, a seguito del vertice, i soggetti interessati hanno attivato una ricognizione di tutti gli immobili pubblici di proprietà delle province, dei comuni e delle Asl, nonche&#8217; di tutte quelle aree destinate all&#8217;allestimento di campi, concentrandosi principalmente sulle zone dotabili di provvisoria urbanizzazione primaria, cioe&#8217; facilmente collegabili alla infrastrutture urbane e alle reti&#8221;. &#8221;Siamo pronti &#8211; ha ribadito &#8211; a dare il nostro contributo in termini di solidarieta&#8217; a abbiamo gia&#8217; provveduto a allertare le singole province, i Comuni, le Asl e l&#8217;Acquedotto pugliese, che sono pronti a fornire tutti i servizi necessari&#8221;. &#8221;Abbiamo gia&#8217; ricevuto &#8211; ha aggiunto &#8211; la dichiarazione di disponibilita&#8217; delle centinaia di associazioni di volontariato, spina dorsale della protezione civile&#8221;. &#8221;Dal punto di vista economico – ha concluso Amati -  il fondo per la Protezione civile, nei confronti del quale il governo nazionale non aveva destinato un centesimo, otterra&#8217; uno stanziamento specifico per affrontare questa emergenza&#8221;.</p>
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		<title>Mille dializzati baresi resteranno a piedi dal 1 aprile</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 15:44:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mica male come pesce d&#8217;aprile. E per di più a farlo non e&#8217; un simpatico burlone a qualche amico dispettoso. Ma l&#8217;autore di quello che molti considerano una vera ingiustizia è la Asl di Bari. <span id="more-2571"></span></p>
<p>Dal prossimo primo aprile circa 1.000 pazienti emodializzati baresi, non potranno piu&#8217; usufruire del servizio &#8216;trasporto utenti dializzati&#8217; messo a loro disposizione gratuitamente dalla Asl Bari tramite alcune ditte convenzionate (Ati Sud Soccorso; Ati Croce Amica; Chb; Diaverum; New Dial; Ali del soccorso; Autonoleggio Quinto Giuseppe; Associazione Sercorato; Confraternita Misericordia). &#8221;Non abbiamo sospeso il servizio &#8211; spiega il direttore generale della Asl Bari, Nicola Pansini &#8211; ma abbiamo solo cambiato la modalita&#8221;&#8217;. In pratica, i pazienti dovranno  provvedere al trasporto a proprie spese che poi l&#8217;Asl provvedera&#8217; a rimborsare. Ma i costi non saranno superiori per la Asl? &#8221;Niente affatto &#8211; assicura Pansini &#8211; le convenzioni con queste ditte sono scadute e non abbiamo rilevato l&#8217;opportunita&#8217; econonmica di rinnovarle. Percio&#8217; &#8211; sottolinea &#8211; il paziente puo&#8217; chiamare un&#8217;ambulanza o anche un taxi e noi lo rimborsiamo&#8221;.</p>
<p>&#8221;Ma quale taxi &#8211; tuona Giuseppe Ruta, figlio di una donna in dialisi costretta su una sedia a rotelle &#8211; a parte che non tutti possono permettersi di pagare un taxi, evidentemente chi parla non conosce la patologia dei dializzati perche&#8217; per trasportarli c&#8217;e&#8217; bisogno di macchine specializzate con a bordo dei soccorritori dato che puo&#8217; accadere di tutto. E poi &#8211; spiega Ruta &#8211; quando un paziente e&#8217; su una sedia a rotelle, solo per farlo scendera di casa servono due persone che lo portino in braccio con una carrozzalla molto leggera che queste ditte avevano in dotazione&#8221;. &#8221;I pazienti &#8211; aggiunge Pansini &#8211; possono organizzarsi come vogliono, e&#8217; una loro libera scelta e non c&#8217;e&#8217; un tetto di spesa massimo: dipende da ogni singolo caso. Il rimborso &#8211; precisa &#8211; e&#8217; previsto da una legge regionale del 1991 che noi stiamo solo applicando&#8221;. &#8221;Quello che non si considera &#8211; rileva Ruta &#8211; e&#8217; che i pazienti vanno in dialisi almeno tre volte a settimana, per piu&#8217; di cinque ore ogni volta. Che facciamo &#8211; chiede &#8211; non lavoriamo piu&#8217;? Inoltre &#8211; aggiunge &#8211; le persone dializzate hanno bisogno che con loro ci sia sempre una persona che conosca i loro problemi: non possono mica mettersi in taxi e andare a fare la dialisi da sole&#8221;.</p>
<p>Quanto ai tempi di preavviso, Pansini spiega che gli utenti sono stati avvertiti, in largo anticipo, con una lettera della Asl; mentre gli utenti dicono che ad avvertirli sono state solo le ditte, il 10 marzo, e che nessuna lettera e&#8217; mai arrivata dalla Asl.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Saviano a Bari, &#8220;La macchina del fango contro chi racconta la verità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 23:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Vieni via con me&#8221;. È Roberto Saviano che te lo chiede. L’ha chiesto a oltre mille persone, ieri sera alla libreria Feltrinelli di Bari, per la presentazione dell’omonimo libro. Misure di sicurezza ai massimi livelli per lui e ore di fila per il pubblico, che in parte si è dovuto accontentare di un maxischermo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vieni via con me&#8221;. È Roberto Saviano che te lo chiede. L’ha chiesto a oltre mille persone, ieri sera alla libreria Feltrinelli di Bari, per la presentazione dell’omonimo libro.<span id="more-2567"></span></p>
<p>Misure di sicurezza ai massimi livelli per lui e ore di fila per il pubblico, che in parte si è dovuto accontentare di un maxischermo in via Melo. Ma poco importa, la passione (e anche un po’ di incredulità nel trovarsi davanti a una folla che farebbe invidia a più di una persona) che si legge in quegli occhi neri, profondi e magnetici e l’amore, la pulizia, la trasparenza che emergono dalle sue parole ripagano della stanchezza. È cibo per l’anima.</p>
<p>Impossibile resistergli, quando lo ascolti raccontare le tragedie e le miserie umane come fossero una fiaba, nera ma nello stesso tempo più vera della realtà stessa. Lo segui nel racconto e, appunto, vai via con lui, nei retroscena del mondo, che il Potere non vuole farti conoscere. Lui, invece, vuole. Perché la conoscenza è l’unica arma di difesa che abbiamo e di cui il Potere ha paura.</p>
<p>Non a caso, i nazisti bruciavano i libri. E allora arriva la diffamazione, la macchina del fango, per usare un’espressione tipica degli ultimi tempi, ma decisamente calzante, che cerca di distruggere chi è credibile, perché non ha altri strumenti per smentire il racconto. E quel che è terribile è che &#8220;l’elemento della diffamazione è la verosimiglianza, l’insinuazione del dubbio, del gossip, l’uso della superficialità, che ti colpisce perché tu non farai mai il loro gioco&#8221;.</p>
<p>Quella macchina che ha investito e travolto Giovanni Falcone, riabilitato solo dopo la strage di Capaci, Giancarlo Siani, Don Peppe Diana, Pippo Fava, Peppino Impastato, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, tutti uccisi perché avevano contrapposto la diffusione della verità alle trame del Potere. E ancora Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata il 7 ottobre 2006 perché aveva raccontato la guerra in Cecenia, un conflitto dimenticato dal mondo, con empatia, trasformando un incubo lontano in una storia vicina a tutti, con la potenza delle immagini, dei dettagli, della rappresentazione dell’essere umano, come la maestra che cerca di far bere ai suoi alunni il latte materno per salvarli dalla disidratazione, nella tragedia della scuola elementare di Beslan sequestrata dai guerriglieri ceceni.</p>
<p>&#8220;Mi dispiace molto – dice Saviano a questo proposito – che, quando il Potere italiano incontra quello russo, non ci sia mai una parola di ricordo per i giornalisti morti (o meglio, c’è stato una volta il gesto di un mitra da parte del premier Silvio Berlusconi, ndr)&#8221;. E c’è un’altra Anna, vittima del Potere che uccide chi racconta, la poetessa russa Achmatova, distrutta dall’odio di un figlio che la incolpò per tutta la vita della sua incarcerazione a causa della madre oppositrice del crudele regime sovietico.</p>
<p>Sono storie tragiche, che vedono protagonisti proprio coloro che hanno votato l’esistenza alla narrazione. E il Potere ha paura del racconto, della cultura: &#8220;La libreria, dove ci troviamo adesso – sottolinea Saviano – è pericolosa perché ti permette di capire, approfondire, discutere ed è difficile condizionare chi conosce. Il Paese chiede rinnovamento e la rivoluzione sta partendo dalle librerie. Troppo spesso sottovalutiamo il potere della parola, che può diventare azione e impedire che certe tragedie accadano di nuovo&#8221;. Ma per raccontare e resistere alla macchina del fango è necessario non essere soli: &#8220;Il fango serve per convincere i tuoi amici che non sei una brava persona – dice lo scrittore, con la sicurezza di chi ha vissuto sulla propria pelle questa situazione – non quelli che sono già contro di te, il loro obiettivo è dire che sono tutti uguali. Per questo mettere tutti sullo stesso piano senza approfondire le questioni significa fare il loro gioco. Ci si salva solo difendendo chi è diffamato, dicendo &#8220;noi non vi crediamo&#8221;. Solidarietà, vicinanza, prendersi cura l’uno dell’altro, come diceva Danilo Dolci, attivista nonviolento: &#8220;Ciascuno cresce solo se è sognato&#8221;.</p>
<p>E Saviano senza dubbio resterà nei sogni dei Baresi, anche grazie all’elenco conclusivo dei ’10 motivi per cui sono felice di essere in Puglia’, una terra che, parole sue, gli è stata molto vicina e da cui può partire un nuovo pensiero meridionale che forse si può estendere al Paese: &#8220;Per i taralli e le briciole che rimangono alla fine, per sentire Puccini al Teatro Petruzzelli, per le ragazze che ballano la pizzica, perché è la terra dove è nato Carmelo Bene, perché quando arriva una nave con 20mila profughi come 20 anni fa la Puglia non ha paura ma accoglie, perché sono stato accolto qui 2 volte da Mario Desiati senza che nessuno lo sapesse, perché il Bari ha fermato il Milan, perché ho mangiato una teglia di orecchiette in spiaggia a Polignano, perché il vento e il sole possono tenere la Puglia lontana dal nucleare e perché il 29 marzo 2010 avrei voluto essere pugliese anche io&#8221;.</p>
<p><strong>Antonella Paparella</strong></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Cgil in Marcia per i diritti dei lavoratori</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 17:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una Marcia per il lavoro, per dire basta agli &#8220;stage truffa&#8221;, per dire no a chi calpesta i diritti dei lavoratori e per chiedere al governo di mettere in campo politiche efficaci a garantire ai giovani un futuro migliore: sono questi gli obiettivi della manifestazione organizzata in tutta Italia dalla Cgil, e che a Bari ha coinvolto molte persone nonostante la pioggia. <span id="more-2501"></span>A parlare dei problemi del Sud ci ha pensato la responsabile Cgil per il Mezzogiorno, Serena Sorrentino, intervenuta al comizio finale in piazza Castello.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">..</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cgajoV7ZPjI" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/cgajoV7ZPjI"></embed></object></p>
<p><span style="color: #888888;">.</span></p>
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		<title>Modulo adesioni al ministero di Grazia e Letizia</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 14:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendendo atto della generosità di un noto politico italiano, detto “il magnanimo”, un nostro affezionato lettore ci ha inviato un modulo che ha predisposto per agevolare le benevole elargizioni. Ecco il modulo da compilare: La disponibilità di qualcuno ad aiutare persone bisognose con lauti lasciti in danaro viene vista con positivo giudizio e riconoscenza da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo atto della generosità di un noto politico italiano, detto “il magnanimo”, un nostro affezionato lettore ci ha inviato un modulo che ha predisposto per agevolare le benevole elargizioni.<br />
Ecco il modulo da compilare<span id="more-2439"></span>:</p>
<p>La disponibilità di qualcuno ad aiutare persone bisognose con lauti lasciti in danaro viene vista con positivo giudizio e riconoscenza da parte delle fortunate beneficiate.<br />
Abbiamo, al fine di allargare la base di cui potrebbe usufruire, predisposto un modulo di richiesta da compilare e sottoscrivere.<br />
Viva Paperon de Paperoni.<br />
Ogni riferimento a persone è puremente casuale e fortemente voluto.</p>
<p>Ministero di Grazia e Letizia &#8211; Ufficio selezione candidate</p>
<p>La sottoscritta &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.  dichiara sotto la propria responsabilità:<br />
- di essere nata non prima del 31 dicembre 1994 e quindi rigorosamente minorenne<br />
- di essere nipote di almeno un ministro di uno dei Paesi del Mediterraneo<br />
- di essere disposta a partecipare ai festini &#8220;bunga bunga&#8221; conscia del particolare ambiente in cui gli stessi si svolgono<br />
- di essere pronta a mentire spudoratamente secondo le istruzioni che mi verranno impartite se dovesse presentarsi la necessità;<br />
tutto ciò premesso chiede, essendo in posssesso dei requisiti , di essere invitata ai suddetti festini, ricevendone in cambio quanto il &#8220;magnate&#8221; riterrà opportuno disporre in mio favore sulla base dei di lui appetiti soddisfatti.</p>
<p><strong>Eugenio Nardelli</strong></p>
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		<title>Come si vive nel Cie di Bari? Lo verificherà un perito</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 19:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finora l’ingresso era riservato solo agli “ospiti”, cioè gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione o respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera, ai volontari e ai parlamentari. Dal 3 marzo, invece, il Tribunale di Bari ha riscritto le regole. Nel Cie di Bari, il centro di identificazione ed espulsione, ci povrà entrare anche un perito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finora l’ingresso era riservato solo agli “ospiti”, cioè gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione o respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera, ai volontari e ai parlamentari. Dal 3 marzo, invece, il Tribunale di Bari ha riscritto le regole.<span id="more-2430"></span></p>
<p>Nel Cie di Bari, il centro di identificazione ed espulsione, ci povrà entrare anche un perito per verificare “lo stato, la condizione, l’organizzazione del Centro di Identificazione e di Espulsione di Bari, puntualizzando se in base ai parametri propri della funzione a cui è adibito sia in grado di assicurare ai trattenuti necessaria assistenza e pieno rispetto della loro dignità e in caso di constatazione di negatività, evidenzi gli interventi necessari per eliminarle”.</p>
<p>E’ l’effetto dell’ordinanza del presidente del Tribunale, Vito Savino, che ha accolto il ricorso dell’associazione Class action procedimentale, che nel maggio 2010 aveva promosso un’azione collettiva a cui hanno poi aderito anche il Comune di Bari e la Regione Puglia.</p>
<p>Vincono i legali Luigi Paccione e Alessio Carlucci, vincono gli attivisti e i coordinamenti dei migranti, vincono i diritti umani, perde la Presidenza del Consiglio dei ministri. La class action era nata proprio dal sospetto che nella struttura, in cui sono attualmente trattenute 108 persone, non venissero assicurati gli standard minimi di vivibilità.</p>
<p>Nell&#8217;ordinanza viene disposto l&#8217;accesso al Cie del perito, l’ingegnere Francesco Saverio Campanale, ex provveditore alle Opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna, convocato per l&#8217;affidamento dell&#8217;incarico il prossimo 28 marzo.</p>
<p>A lui toccherà confermare o meno quello che per ultimo Dario Ginefra, deputato del Pd, ha raccontato meno di una settimana dopo aver visitato la struttura: “Il Cie di Bari è in condizioni strutturali penose. Chi sta autorizzando l’agibilità, pur contenendo il numero degli ospiti, si sta assumendo una grande responsabilità”.</p>
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		<title>Lavoratori della Agile: &#8220;Abbiamo bisogno del vostro aiuto&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo una lettera del lavoratori di Agile, che ci chiedono una mano. &#8220;Perdonate l&#8217;intrusione &#8211; scrivono &#8211; ma abbiamo bisogno dell&#8217;aiuto e della solidarietà del maggior numero di persone&#8221;.<span id="more-2424"></span></p>
<p>&#8220;Sono ormai oltre 18 mesi &#8211; spiegano &#8211; che 1500 lavoratrici e lavoratori di Agile ex Eutelia (tutti informatici provenienti da Olivetti,  Bull ed EdisonTel) sono impegnati in una difficile battaglia per conservare lavoro, professionalità e competenze.<br />
Abbiamo combattuto contro quelli che abbiamo definito &#8220;imprenditori diversamente onesti&#8221;, coloro che in modo truffaldino gestivano Eutelia e il gruppo Omega, e che ora sono sotto processo per bancarotta fraudolenta&#8221;.</p>
<p>&#8220;In poche righe la storia: Nel 2006 Eutelia acquisiva per 1 euro oltre 2000 lavoratori di Getronics e Bull altamente qualificati nel settore ICT, in realtà era interessata esclusivamente agli oltre 100 milioni di Euro che Getronics e Bull portavano in dote.<br />
Infatti dopo 18 mesi e dopo aver distratto milioni di euro dai bilanci aziendali, Eutelia dichiarava crisi e, immediatamente dopo, nel giugno 2009, cedeva ad Agile (Gruppo Omega) 1800 lavoratrici e lavoratori ma, principalmente, si liberava di tutti i suoi debiti trasferendoli ad Agile che infatti pochi mesi dopo sarebbe stata dichiarata insolvente. Così facendo ad Eutelia restavano tutti gli asset, principalmente 13.000 km di fibra ottica, ed Agile restava una scatola vuota ed indebitata. Nella falsa cessione fra Eutelia e Omega scomparivano anche 55 milioni di euro delle liquidazioni delle lavoratrici e dei lavoratori&#8221;.</p>
<p>&#8220;A partire da ottobre 2009 abbiamo utilizzato tutti gli strumenti a nostra disposizione, occupazione delle sedi, scioperi,  manifestazioni e denunce alla magistratura  per non accettare questo esito e contrastare il disegno criminale. Nel frattempo la magistratura, riconoscendo la illegalità di quanto avvenuto, ha arrestato e iniziato a condannare i responsabili di questa operazione, i padroni e i manager di Eutelia e del Gruppo Omega. Ora, le due aziende, Eutelia ed Agile, grazie al nostro impegno ed alla nostra determinazione, sono state sottratte dalle mani di questi falsi imprenditori e sono in Amministrazione straordinaria in attesa di essere cedute separatamente&#8221;.</p>
<p>&#8220;Oggi in tanti sono interessati alla acquisizione di Eutelia (ripulita di tutti i debiti) e dei suoi 13.000 km di fibra ottica. Nessuno è interessato ad acquisire Agile con poche commesse e tanti  professionisti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi chiediamo che si faccia giustizia permettendo a tutti noi, lavoratori e lavoratrici di Agile, di RIENTRARE IN EUTELIA, cercando, con l´intervento del Governo Nazionale e dei Governi Regionali, una soluzione complessiva per tutti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa soluzione, l´unica giusta ed industrialmente valida, è esclusivamente nelle mani del Ministero dello Sviluppo Economico e dei Commissari di Eutelia ed Agile&#8221;.</p>
<p>&#8220;Chiediamo, inoltre, una AUDIZIONE PARLAMENTARE, perché pensiamo sia necessario e utile illustrare alle nostre istituzioni un progetto industriale di soluzione che, secondo noi, permetterebbe di conservare posti di lavoro e non disperdere conoscenze e competenze utili al paese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per sostenere le nostre richieste, vi chiediamo di inviare questo messaggio a questi indirizzi:</p>
<p>- Ministero dello Sviluppo Economico: paolo.romani@sviluppoeconomico.gov.it</p>
<p>- Commissario Straordinario di Eutelia: francesca.pace@studiosabelli.it</p>
<p>- Commissario Straordinario di Agile: commissari_agile@prof.it</p>
<p>- e per conoscenza  a noi lavoratori: corteoagile@gmail.com</p>
<p>Con la preghiera di diffondere il più possibile questo nostro messaggio, vi ringraziamo per il supporto che ci state offrendo e vi invitiamo a leggere il nostro progetto su<br />
http://www.eulav.net/Agile_Eutelia_Il_nostro_progetto.pdf &#8221;</p>
<p><strong>Le lavoratrici e i lavoratori di Agile ex Eutelia</strong></p>
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		<title>Nuova vittima in Puglia dell&#8217;influenza A: muore giovane donna al Miulli</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 12:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno ne ha parlato fino ad oggi, forse per non buttare altra benzina sul fuoco della sanità pugliese, ma lo scorso 26 febbraio, una giovane donna di 38 anni è morta a causa del virus &#8216;H1N1&#8242;, l&#8217;nifluenza A, all&#8217;ospedale Miulli di Acquaviva (Bari). A confermarlo sono gli stessi medici dell&#8217;ospedale ecclesiastico. Mentre i media si affannano a trascrivere nei propri servizi gli stralci delle intercettazioni sugli ex assessori della sanità pugliese, i nuovi dirigenti probabilmente si preoccupano più di coprire l&#8217;ennesima morte in Puglia per influenza A.<span id="more-2407"></span></p>
<p>Dopo la segnalazione di un nostro lettore Francesco P., abbiamo indagato. Ecco cosa diceva Francesco: &#8220;Sanità pugliese allo sbando!!!!!Ieri 26 febbraio 2010 una giovane  ragazza di 38 anni e deceduta presso l’ospedale miulli, lasciando una  bellissima bimba di solo 7 mesi e un ragazzo di anni 13,pare abbia  contratto l’influenza “A”.Rammarico che nessuno ne parli!!Encomiabili i  medici del miulli e i coleghi venuti dalle &#8220;molinette ” di Torino che  hanno lottato fino all’ultimo per salvarla.La meraviglia è, che un  eventuale speranza per poterla salvare per via di macchinari  tecnologici, si trovano solo ed esclusivamente in Piemonte.E’ la SANITA’  PUGLIESE cosa fà??????????Mentre fà più notizia Corona che la nostra  SALUTE:UN grazie di cuore ai MEDICI e personale.Ciao Agnese resterai  sempre nei nostri cuori&#8221;.</p>
<p>Questa volta, a differenza delle precedenti, la donna vittima del virus &#8216;H1N1&#8242; non aveva alcuna patologia pregressa. La giustificazione per le precedenti morti, infatti, era stata sempre la stessa: &#8221;In Puglia le vittime avevano tutte altre malattie, per questo sono morte. Ma non c&#8217;e&#8217; stata alcuna deficienza nelle cure o nei soccorsi da parte dei medici e delle strutture sanitarie pugliesi&#8221;. Come si giustifica allora l&#8217;ennesima vita strappata da una influenza? Eppure l&#8217;assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore, nei giorni scorsi aveva assicurato che non c&#8217;era da preoccuparso e che solo la nascita di un terzo ceppo, quello creato da una eventuale unione dell&#8217;influenza stagionale a quella A, avrebbe potuto causare problemi seri. Sarà questa la causa della morte della giovane donna di Adelfia?</p>
<p>Per il direttore della Rianimazione del Miulli non si tratta di questo. Vediamo come sono andate le cose.<br />
La donna di 38 anni, di Adelfia, &#8221;gravida alla 29esima settimana e senza patologie pregresse&#8221;, e&#8217; morta lo scorso 26 febbraio (intorno all&#8217;1 e 30 del mattino) all&#8217;ospedale Miulli di Acquaviva (Bari), a causa dell&#8217;influenza A. La donna e&#8217; stata ricoverata il 14 febbraio nella clinica di Ostetricia al Miulli, con una grave insufficienza respiratoria e febbre alta: si stava valutando l&#8217;ipotesi di farla partorire con un cesareo, prematuramente. &#8221;I parenti &#8211; spiega Lamanna &#8211; ci hanno detto che gia&#8217; da un mese la signora aveva una infezione alle vie respiratorie&#8221;. Gia&#8217; il 14 febbraio, quando la donna era in Ostetricia, e&#8217; stata visitata dai medici della Rianimazione che hanno messo la signora in regime di &#8216;ventilazione spontanea&#8217;. La situazione peggiorava e la mattina del 15 febbraio la donna, con una polmonite massiva bilaterale, viene trasferita in Rianimazione.</p>
<p>&#8221;La situazione era molto grave e era necessario fare di tutto &#8211; spiega Lamanna &#8211; per salvare la vita al bambino. Per questo abbiamo preparato la signora con dei farmaci per far maturare il polmone del bambino in modo da evitare i problemi respiratori dovuti a una nascita prematura&#8221;. Il 16 febbraio il bambino e&#8217; nato e ora sta bene. &#8221;Dopo il cesareo &#8211; aggiunge Lamanna &#8211; ci chiedevamo come mai avesse avuto la polmonite e abbiamo fatto il tampone faringeo e l&#8217;abbiamo inviato a Bari da dove ci hanno confermato che si trattava di ainfluenza A. Da quel momento abbiamo cominciato a fare tutto il necessario e la signora e&#8217; stata anche in ventilazione meccanica per 8-9 giorni&#8221;. La situazione, pero&#8217;, non migliorava e &#8221;abbiamo attivato il centro per la ossigenazione extracorporea di Bari &#8211; sottolinea Lamanna &#8211; ma da li&#8217; ci hanno risposto che la situazione era molto complessa e bisognava attivare i centri a livello nazionale&#8221;. Ad essere allertati, allora, sono stati prima il San Raffaele di MIlano poi Le Molinette di Torino dove hanno l&#8217;apparecchiatura &#8216;Ecmo&#8217; per l&#8217;ossigenazione extracorporea. &#8221;Il 25 febbraio &#8211; ricorda Lamanna &#8211; sono atterrati a Gioia del Colle, con un volo militare, i colleghi de Le Molinette di Torino con l&#8217;apparecchiatura &#8216;Ecmo&#8217;. Siamo andati a prenderli e alle 23,30 del 25 febbraio abbiamo cominciato la ossigenzione extracorporea, ma dopo pochi minuti la donna ha avuto una crisi cardiaca e le sue condizioni sono peggiorate. Fino all&#8217;1,30, con una equipe di 10 medici abbiamo provato a salvarle la vita. Ma non c&#8217;e&#8217; stato nulla da fare&#8221;.</p>
<p>Lamanna spiega anche che in altre Rianimazioni pugliesi ci sono donne gravide con influenza A, e che forse, &#8221;ma e&#8217; un dato solo casistico senza nessuna base scientifica&#8221;, l&#8217;infuenza A attecchisce in maniera particolarmente violenta sulle donne incinta.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Sanità in Puglia, &#8220;Decaro coinvolto ingiustamente&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che si pronuncia sugli ultimi avvenimenti che riguardano la sanità pugliese. &#8220;Ho dato un&#8217;occhiata &#8211; scrive &#8211; all&#8217;affetto dimostrato da moltissime persone sulla pagina facebook di Antonio Decaro&#8221;.<span id="more-2358"></span></p>
<p>&#8220;Un uomo che vale la pena di conoscere perché ti restituisce oltre al senso della politica, anche il suo significato profondo: quello di mettersi a disposizione del prossimo. Da ieri tutti i media, le tv e i giornali soprattutto, stanno dimostrando ancora una volta che fare il giornalista non e&#8217; un mestiere facile. Perché? Perché bisogna fare delle scelte che rispettino innanzitutto la persona. E se la persona in questione è Antonio Decaro, le scelte devono essere ancora più oculate. E invece no: il più importante quotidiano pugliese si inventa una grafica apposta per sparare nella home page del sito, in rosso e a caratteri cubitali, che Antonio Decaro è indagato nell&#8217;inchiesta sulla sanità. Errore gravissimo che meriterebbe una querela. Decaro infatti non ha nulla a che fare con quello che avrebbe fatto Tedesco nella gestione della sanità in Puglia. Antonio sarebbe indagato, uso il condizionale perché non gli è stato contestato formalmente alcun reato (se non dai media) per aver tentato di aiutare un suo parente a vincere un concorso che non ha mai superato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Lo stesso comportamento aggressivo nei suoi confronti lo hanno avuto comunque anche altre tv e quotidiani locali. L&#8217;importante è fare cattiva informazione. Se volessimo rintracciare una cosa giusta detta da Alberto Tedesco (il senatore Pd, al momento autospseso, sul quale pende una richiesta di arresto) questa sarebbe senza dubbio l&#8217;affermazione: &#8216;Mi sembra un grande polpettone&#8217;. E&#8217; piu&#8217; difficile per un giornalista spiegare come stanno i fatti singolarmente che fare un pastone utile a titolare a nove colonne: Inchiesta sanità, chiesto l&#8217;arresto del senatore Tedesco. Indagato anche capogruppo Pd alla Regione. Ma cosa c&#8217;entra Decaro con la sanità? Assolutamente nulla! L&#8217;impressione è quella che si voglia impedire ad Antonio di andare avanti col suo cammino che lo avrebbe portato, inesorabilmente e con la benedizione dei baresi, a diventare il nuvo sindaco di Bari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Antonio rappresenta infatti il volto nuovo della politica, quello onesto, umile, brillante e intelligente. Quella politica fatta di uomini che rappresentano l&#8217;elettorato e che solo per questo lavorano. Che non badano mai ai propri interessi e che non fanno magagne. Ma ai giornalai nostrani questo non piace. Non riescono a scrivere buone notizie. Non ce la fanno a scindere la notizia dalla bufala. Non sanno tenere fuori dalla melma chi ha le mani pulite. Anche dalle intercettazioni che i quotidiani si sono affrettati a pubblicare, emerge chiaramente che Antonio non ha fatto pressioni su nessuno per aiutare suo cugino. Ma poiché la guerra è al Pd, per i giornali va bene tutto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bari e la Puglia hanno bisogno di persone come Antonio Decaro. E non continueremo certamete a farci lobotomizzare dai quotidiani e dalle tv per decidere se sostenere questa giovane e onesta speranza per far davvero cambiare le cose. E speriamo che anche il Pd abbia il buon senso di non perdere il suo uomo migliore. Buon lavoro Antonio, non dimetterti e pensa solo a tutte, e sono davvero tante, le persone che ti vogliono bene&#8221;.</p>
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		<title>Sanità in Puglia: arrestato anche componente scorta Vendola. L&#8217;ironia di Storace</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 14:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La calma apparente sulle inchieste giudiziarie nella sanità pugliese è finita: stamattina sono stati diversi gli eseguiti. E, oltre alla richiesta d&#8217;arresto in carcere emessa nei confronti del senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore regionale alla Sanità della Puglia, in carcere su disposizione della magistratura barese è finito Mario Malcangi, collaboratore di Tedesco. A quanto si è appreso, altre quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nell&#8217;ambito della stessa inchiesta, tra cui Paolo Albanese, componente della scorta del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.<span id="more-2347"></span>L&#8217;ex assessore alla sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco, sarebbe indagato per concussione, turbativa d&#8217;asta, abuso d&#8217;ufficio e concorso in falso. Il giudice ha ritenuto insussistente per tutti gli indagati, compreso Tedesco, il reato di associazione per delinquere. Sulla richiesta di arresto del senatore si dovrà aspettare l&#8217;autorizzazione a procedere del Senato che in merito si pronuncerà martedì prossimo.</p>
<p>Tedesco intanto dichiara che gli sembra un &#8221;gran polpettone e che le inchieste durano da due anni e mezzo ma io non sono mai stato interrogato nonostante l&#8217;abbia ripetutamente chiesto. Neppure questa volta ho l&#8217;ordinanza invece la stampa ce l&#8217;ha&#8221;.</p>
<p>Non si è fatto attendere il commento sarcastico del leader del La Destra, Fracesco Storace: &#8220;Questa sera &#8211; ha dichiarato &#8211; Santoro potrà essere lieto di aver anticipato la retata pugliese giovedì scorso. E magari se ne ricorderà anche Travaglio per far tornare la memoria alla Serracchiani e a Lerner. Arrestare Tedesco: se non ora, quando?&#8221;</p>
<p>Gli arresti eseguiti questa mattina dai carabinieri rientrano &#8211; a quanto si è saputo &#8211; in una indagine della procura sulle nomine di medici e dirigenti Asl. Oltre all&#8217;arresto in carcere per Mario Malcangi, di 52 anni di Corato, capo, all&#8217;epoca dei fatti, della segreteria politica di Alberto Tedesco, sono stati disposti gli arresti domiciliari per Paolo Albanese, di 51 anni, di Terlizzi (Bari), componente della scorta (e non a capo, come reso noto in un primo momento da fonti giudiziarie) del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.</p>
<p>Arresti domiciliari, inoltre, per Guido Scodizzi, di 68 anni, di Lecce, direttore generale della Asl salentina. Gli arresti domiciliari sono stati decisi inoltre anche per gli imprenditori di Bisceglie Digo Rana, di 52 anni e Giovanni Garofoli, di 66 anni. Misure interdittive, inoltre, sono state disposte per Alessandro Calasso, di 63 anni, di Bari, direttore sanitario della Asl barese e Antonio Acquaviva di 55 anni, medico oculista, la cui nomina al&#8217;ospedale di Terlizzi, secondo l&#8217;accusa, sarebbe stata favorita da Alberto Tedesco. Gli arrestati e Alberto Tedesco la cui richiesta di arresto dovrà essere esaminata ora dalla giunta alle autorizzazioni a procedere del Senato, sono indagati a vario titolo per concussione, corruzione e frode in pubbliche forniture.</p>
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		<title>Internet: Pd presenta progetto per wifi gratis in 100 piazze pugliesi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 15:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Il Web e&#8217; una finestra aperta sul mondo e noi abbiamo deciso di spalancarne 100 in tutta la regione&#8221;. Cosi&#8217; il capogruppo del Partito Democratico ha presentato, oggi a Bari, il progetto &#8216;Puglia connessa&#8217; grazie al quale sara&#8217; possibile connettersi a internet, gratuitamente e senza fili, da 100 piazze e luoghi di cultura della nostra regione.<span id="more-2333"></span></p>
<p>Alla presentazione sono intervenuti il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, la vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone, e il responsabile organizzativo del Pd, Domenico De Santis.</p>
<p>L&#8217;operazione, a costo zero per i cittadini e a costi molto ridotti per la Regione che acquistera&#8217; gli &#8216;Hotspot WiFi&#8217;, rappresenta &#8211; e&#8217; stato sottolineato &#8211; anche una buona occasione di guadagno per le ditte che forniranno le apparecchiature, dopo essersi aggiudicate la gara pubblica bandita dall&#8217;amministrazione regionale.</p>
<p>&#8221;Internet &#8211; ha aggiunto Decaro &#8211; e&#8217; sempre piu&#8217; sinonimo inequivocabile di liberta&#8217; di espressione e di pensiero. Avere internet gratis &#8211; ha precisato &#8211; deve essere un diritto garantito come quello allo studio, alla casa e al lavoro&#8221;. Capone ha ricordato che &#8221;c&#8217;e&#8217; una nuova generazione che sta facendo un rivoluzione su questi temi, e che la Puglia e&#8217; gia&#8217; coperta per il 97% dala banda larga&#8221;.</p>
<p>&#8216;Puglia connessa&#8217; &#8211; e&#8217; stao inoltre sottolineato &#8211; rappresenta anche un valore aggiunto per il turismo regionale che, solo nel 2010, e&#8217; cresciuto del 4% per quanto riguarda gli arrivi e del 6% nel numero delle presenze. I turisti, solo per fare un esempio, potrebbero consultare online, sorseggiando un caffe&#8217; al bar, gli itinerari piu&#8217; belli da percorrere o i monumenti da visitare; prenotare la stanza di un albergo o una notte in B&amp;B. &#8216;Puglia connessa&#8217; apre anche al contributo dei privati, esercizi commerciali e associazioni no profit che potranno installare le apparecchiature nei loro locali (a costi molto bassi), e offrire una ragione in piu&#8217; per essere frequentati.</p>
<p>Aderendo alla &#8216;Federazione nazionale delle reti WiFi Italia&#8217;, la Regione Puglia collaborera&#8217; anche alla creazione di una &#8216;rete di reti&#8217; grazie alla quale con un account e una password uguale per tutti, si potra&#8217; navigare gratis sia in Puglia sia nel resto d&#8217;Italia. &#8221;Questo e&#8217; il Pd che mi piace &#8211; ha concluso Sergio Blasi &#8211; e&#8217; una proposta concreta che porteremo in giunta con il contributo determinante della&#8217;assessorato allo Sviluppo economico, guidato da Loredana Capone&#8221;.</p>
<p>Per De Santis, si tratta &#8220;di un passo all’interno di una strategia più ampia per sviluppare il sistema digitale su tutto il territorio regionale. Far diventare la Puglia Leader tra tutte le regioni italiane per lo sviluppo dell’innovazione, della creatività della società dell’informazione&#8221;.</p>
<p>Info:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/home.php#%21/pugliaconnessa" target="_blank">http://www.facebook.com/home.php#!/pugliaconnessa</a></p>
<p><a href="http://pugliaconnessa.wordpress.com/" target="_blank">http://pugliaconnessa.wordpress.com/</a></p>
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		<title>Emiliano: &#8220;Con Vendola e Di Pietro per battere Berlusconi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:08:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dobbiamo fare una coalizione vincente, tenere insieme Vendola e anche  Di Pietro, dobbiamo evitare una rottura con la sinistra cosiddetta  radicale per un semplice motivo: produrrebbe danni sia a noi che a  loro&#8221;. Ne è convinto il sindaco di Bari e presidente del Pd in Puglia, Michele Emiliano che, in  un&#8217;intervista al Fatto Quotidiano, dà un consiglio al segretario  Bersani: &#8220;Proviamo a giocare la partita con Vendola&#8221;.<span id="more-2325"></span></p>
<p>Emiliano lancia una nuova sfida al suo partito. &#8220;Non dobbiamo  avere paura delle primarie &#8211; afferma &#8211; dobbiamo chiamare a decidere il popolo del  centrosinistra, purché Nichi accetti il patto che chi arriva secondo  gioca con la squadra&#8221;. &#8220;Se ci infiliamo nei labirinti  della realpolitik ci perdiamo Nichi, perché è obbligato ad andarsene.  Quello per lui è il Vietnam. Invece &#8211; ribadisce il sindaco di Bari &#8211; dobbiamo costruire una  coalizione con lui e Di Pietro&#8221;.</p>
<p>Secondo Emiliano se &#8220;il centrosinistra si organizza, ha le risorse per battere la destra  e archiviare l&#8217;era berlusconiana. Tuttavia &#8211; rileva &#8211; nel gruppo dirigente del Pd  c&#8217;é &#8220;un grande limite: è ancora in vigore il modello post comunista per  cui un limitato gruppo di interlocutori costruisce un rapporto  privilegiato con il segretario e si chiude agli altri&#8221;. Per Emiliano,  Bersani &#8220;deve fare il costruttore della coalizione, perché in quello è  impareggiabile&#8221;. Come leader, dice, &#8220;Vendola mi piace perché parla ai  cuori, e Bindi mi piace perché ha grinta. Se Nichi lasciasse la Puglia  per servire la coalizione sarebbe un motivo di orgoglio per la regione.  Se lo facesse per servire Sel &#8211; avverte &#8211; sarebbe una follia, e i  pugliesi non capirebbero&#8221;.</p>
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		<title>Berlusconi non vuole &#8220;disturbare&#8221; Gheddafi mentre continua a uccidere</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 18:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Italia si continua a discutere su quanti soldi Berlusconi potrebbe aver dato a Ruby per portarsela a letto, le forze di sicurezza in Libia hanno ucciso almeno 84 persone in tre di giorni di scontri tra chi manifesta contro e in difesa del regime. Il nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cosa risponde a chi gli domanda se ha sentito il suo &#8221;amico&#8221; Gheddafi? &#8220;No, non l&#8217;ho sentito. La situazione è in evoluzione e non voglio disturbarlo&#8221;.<span id="more-2317"></span></p>
<p>In pratica è come se avesse dichiarato &#8220;lasciamoli ammazzare in santa pace&#8221;.</p>
<p>Il numero sempre crescente delle vittime sta preoccupando tutte le organizzazioni umanitarie, da Human Rights Watch ad Amnesty international. &#8220;Le autorità libiche &#8211; spiegano &#8211; devono porre fine immediatamente agli attacchi contro i manifestanti pacifici e proteggerli da gruppi antigovernativi&#8221;.<br />
Ma ancora una volta l&#8217;Italia si dimostra complice del regime libico.</p>
<p>Intano, secondo le ultime novità pubblicate sul sito internet del quotidiano Libia El Yom, il figlio di Gheddafi, Saadi, si troverebbe a Bengazi assediato dai manifestati che vogliono arrestarlo. Lo stesso giornale parla inoltre di una forza militare speciale, capeggiata da Abdallah Al Senoussi -genero e capo della guardia speciale dello stesso Gheddafi- e composta da circa 1500 soldati, diretta nella città nell&#8217;est del Paese per prelevare Saadi e riportarlo a Tripoli.</p>
<p>Tornando al bilancio delle vittime, soltanto ieri (venerdì 18 febbraio) le forze di sicurezza a Bengasi hanno ucciso 35 persone. Le vittime non sono state colpite per errore, dal momento che le pallottole li hanno raggiunti al petto, al collo e alla testa. Le proteste si sono concentrate nelle città dell&#8217;est del paese, dove il potere del leader della Jamahiriya (Grande Repubblica, ndr) è meno forte. A Baida, sempre ieri, sono state sepolte le 23 persone uccise negli scontri il giorno prima. Ad Ajdabiya invece ieri sera c&#8217;erano manifestazioni di proteste, ma senza nessuna violenza.</p>
<p>Human Rights Watch fa sapere inoltre che la situazione nella capitale Tripoli è tranquilla, ma che un uomo è stato prelevato a casa insieme allo zio dalla polizia e portato in una località sconosciuta, a causa di messaggi che aveva postato su Facebook. &#8220;Le forze di sicurezza di Muammar Gheddafi stanno sparando su cittadini libici e uccidendone decine solo perché chiedono un cambiamento e che i governanti rispondano del loro operato &#8211; ha detto Jack Stork, vice direttore di Human Rights Watch per il medio Oriente e il Nordafrica -. Il governo libico non permette ai giornalisti e agli attivisti per i diritti umani di lavorare liberamente. Ma il mondo guarda cosa sta avvenendo e le forze violente e i loro comandanti possono essere chiamati a rispondere&#8221;. Anche l&#8217;accesso a internet è stato bloccato.</p>
<p>Testimoni hanno riferito a HRW che ieri a Bengasi forze di sicurezza con uniformi gialle hanno aperto il fuoco su manifestanti vicino a una base delle stesse forze nel centro della città, la Fadil Bu Omar Katiba. Un alto funzionario dell&#8217;ospedale cittadino &#8220;Al Jalaa&#8221; ha detto alla Ong che la sua struttura ieri ha ricevuto i corpi di 35 persone uccise nella giornata. &#8220;Abbiamo chiesto a tutti i dottori di Bengasi di venire in ospedale e a tutti di donare sangue perché non ho mai visto niente di simile prima&#8221;, ha dichiarato la fonte alla ong.</p>
<p>Secondo le fonti della France Presse, inotre, il procuratore generale libico Abdelrahman Al-Abbar avrebbe ordinato l&#8217;apertura di una inchiesta sulle violenze durante le manifestazioni anti-regime, in particolare nell&#8217;est del paese. &#8220;Il procuratore ha ordinato l&#8217;apertura di una inchiesta sulle ragioni e il bilancio degli avvenimenti in alcune città e ha chiesto di accelerare le procedure per giudicare tutti quelli che sono colpevoli di omicidio o di saccheggi&#8221;.</p>
<p>Purtroppo in Italia il governo è troppo occupato a difendere il suo capo dalle accuse di &#8216;bunga bunga&#8217; per occuparsi di uomini e donne che vengono ammazzati senza pietà.</p>
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		<title>Puglia randagia, quando l&#8217;emergenza ha &#8220;quattro zampe&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 13:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciclicamente torna di moda e si parla affrettatamente di “emergenza”. L’ultima sarebbe a Gravina di Puglia, dove numerosi residenti denunciano il rischio di aggressioni causate da branchi di cani che circolano indisturbati nel paese. Il condizionale è d’obbligo, perché il tema del randagismo è delicato, sospeso com’è tra coloro che vorrebbero una soluzione immediata e violenta al fenomeno e chi invece sarebbe disposto a soprassedere e lasciare cani vagare in giro per la città.<span id="more-2195"></span></p>
<p>Per una volta, però, mettiamo al bando il politically correct: il randagismo in Puglia è un problema. Lo dimostra il primato poco invidiabile che la regione porta con sé: 150 mila randagi in circolazione, secondo le stime dell’Aidaa, associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, con un tasso di fertilità nella misura di circa 50 mila nuovi nati all’anno, di cui 35 mila muoiono prematuramente per insufficiente nutrizione o per malattie.</p>
<p>Secondo un report della stessa associazione, nei primi sette mesi del 2010 la Puglia è stata la regione con il più alto numero di segnalazioni riguardanti maltrattamenti sui cani: 186 le segnalazioni che hanno riguardato circa settecento animali avvelenati, in particolare nel Tarantino e in provincia di Lecce.</p>
<p>Numeri (e ce ne sarebbero altri ad avvalorare questo problema), ma non solo. Nei giorni scorsi, infatti, complice proprio l’emergenza Gravina, il tema è tornato d’attualità anche sui banchi del Consiglio regionale. “Spendiamo qualcosa come 35 milioni (soldi in gran parte devoluti dai comuni) per mantenere i circa 40 mila animali custoditi in condizioni non sempre ottimali nei vari canili &#8211; ha spiegato il consigliere Udc Giuseppe Longo &#8211; una cifra irrisoria, visto che in Italia l’importo totale assomma a 500 milioni, escludendo naturalmente i contributi dei privati”. A breve ci sarà una interpellanza in Consiglio e le misure più urgenti, e più prevedibili, sono quelle di “completare e portare a regime l’anagrafe canina, introdurre il programma di sterilizzazione, promuovere con fondi adeguati la prassi di consorziare i comuni affinché si realizzano, a costi decisamente più contenuti, la realizzazione di canili sanitari”.</p>
<p>E intanto, in attesa che si interrompa l’emergenza mediatica a favore di un silenzio complice, la Regione subisce anche una denuncia, ricevuta qualche giorno fa da un uomo di San Severo, aggredito per l’ennesima volta da un branco di cani. Tutti primati made in Puglia.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
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