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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati</title>
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	<description>Spazio dove incontrarsi e raccontarsi di tutto liberamente</description>
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		<title>Da stasera, alla Stazione di Bari, indumenti e pasti caldi a senza tetto</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalle 19,30 alle 21,30, in piazza Roma a Bari (vicino alla garritta dalla polizia municipale), sara&#8217; presente un container per la raccolta e lo smistamento gratuito di coperte, indumenti, latte e biscotti da distribuire contro il grande freddo di questi giorni. A occuparsi della raccolta e dello smistamento, sara&#8217; l&#8217;associazione di volontariato &#8220;In.Con.Tra&#8221;. La distribuzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle 19,30 alle 21,30, in piazza Roma a Bari (vicino alla garritta dalla polizia municipale), sara&#8217; presente un container per la raccolta e lo smistamento gratuito di coperte, indumenti, latte e biscotti da distribuire contro il grande freddo di questi giorni.<span id="more-3412"></span></p>
<p>A occuparsi della raccolta e dello smistamento, sara&#8217; l&#8217;associazione di volontariato &#8220;In.Con.Tra&#8221;.</p>
<p>La distribuzione, insieme al consueto pasto caldo, terminera&#8217; alle 21,30. Ma &#8211; precisa l&#8217;associazione &#8211; &#8221;chi durante la notte inoltrata dovesse aver bisogno, potra&#8217; contattare il 338.53.45.870. &#8221;Resta ancora valida &#8211; sottolineano i volontari &#8211; la richiesta di latte UHT e biscotti, oltre che la proposta di chiudere temporaneamente un sottopassaggio della Stazione ferroviaria centrale, per adibirlo a dormitorio d&#8217;emergenza&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Celentano, con i soldi solo a Emergency &#8220;arricchisci un ricco&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Adriano Celentano, non entro nel merito delle polemiche sul suo compenso (i ricavi pubblicitari e il ritorno di immagine per la kermesse potrebbero giustificarli anche in un periodo di &#8220;crisi&#8221; come questo), nè sulla modalità che ha contraddistinto la polemica a distanza tra critici, politici, istituzioni e semplici esponenti dell&#8217;opinione pubblica. Al contrario vorrei esprimerLe delle perplessità sulla sua decisione, socialmente utile e apprezzata anche da coloro che Le imputano un ritardo nella scelta.<span id="more-3402"></span></p>
<p>Destinare il suo compenso in parte all&#8217;associazione Emergency e in parte a famiglie povere e indigenti di varie città italiane, infatti, nasconde un controsenso malcelato dalla bellezza della sua azione. Emergency, come lei sa, è una delle principali organizzazioni umanitarie che operano nel campo della cooperazione,  vanta numerosi iscritti e volontari e da qualche tempo ha anche una sua rivista e portale. Il suo fondatore e presidente, Gino Strada, encomiabile e appassionato medico, è spesso protagonista di apparizioni in tv o interviste su quotidiani e periodici e il merchandising dell&#8217;associazione è uno dei più apprezzati, confidando anche su testimonial molto noti che gratuitamente aderiscono alle iniziative di Emergency indossando maglie con il noto logo. Detto ciò, per scongiurare il rischio che questa lettera venga vista come una sterile polemica contro Emergency, Le confido che faccio parte anch&#8217;io di una associazione che si occupa di cooperazione internazionale (non Le faccio il nome affinchè non ci sia il rischio di strumentalizzazione) e con Emergency abbiamo spesso collaborato e continuiamo a organizzare eventi assieme.</p>
<p>Noi però siamo piccoli, molto piccoli, non riusciamo neppure a ottenere il riconoscimento da ong (organizzazione non governativa), perchè siamo lontani da quei 400 mila euro di bilancio triennale, necessari per accedere a quella lista. Eppure agiamo sul territorio locale e nei Sud del mondo, permettiamo ai ragazzi di partecipare a esperienze di turismo responsabile o campi di lavoro, organizziamo cineforum, mostre ed eventi legati all&#8217;inclusione sociale e così via. Come noi, tante altre piccole realtà, che agiscono nel silenzio della provincia e lontani da quei budget a troppi zeri. A questo punto, Le dico che secondo me ha sbagliato: destinare una cifra così elevata a una sola organizzazione, se permette, contrasta con lo spirito di sobrietà che viene quotidianamente chiesto a gran voce. Destinando quei soldi solo a una associazione, Lei ha in piccolo e fatte le debite proporzioni che Lei sarà in grado di cogliere, &#8220;arricchito un ricco&#8221;.</p>
<p>Io sono consapevole della ulteriore stranezza, dovuta alla presenza di troppe associazioni che operano nel sociale, alcune delle quali fantomatiche e presenti solo sulla carta, utilizzate esclusivamente per far &#8220;girare&#8221; soldi in maniera trasparente e garantendo anche vantaggi a determinate imprese. Le colpe dei padri, però, non ricadano sui figli: una cosa è fare autocritica e cercare le mele marce all&#8217;interno del mondo della cooperazione, altro è alimentare un circuito per cui la maggior parte dei fondi va a chi ha già molto.</p>
<p>Se vuole, oltre alla critica ho anche un suggerimento, ripreso dalla stessa modalità utilizzata da Lei per destinare fondi a famiglie indigenti. Lei ha chiesto aiuto ai sindaci di alcune città, affinchè le indichino dei nomi; faccia lo stesso con le principali federazioni esistenti nel campo del no-profit, domandando loro di indicare dei destinatari. Oppure può far riferimento alle liste del 5 per mille: destini il suo compenso dividendolo in base alle scelte dei contribuenti. Destinerà comunque più fondi a chi ha maggiore visibilità, ma sarà democraticamente premiato (con poco, ma premiato) qualsiasi realtà che quotidianamente opera nel sociale. Sono soldi pubblici i suoi, sono soldi dei cittadini quelli che arrivano dal cinque per mille alle associazioni: sarebbe il &#8220;manifesto della trasparenza&#8221;.</p>
<p><strong>Lettera firmata</strong></p>
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		<title>Acqua: perche&#8217; la Puglia non rispetta il referendum?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inutile insistere. In Puglia il referendum non lo rispetteranno mai. Nelle bollette dell&#8217;acqua continueremo a pagare quella maggiorazione che 28 milioni di italiani hanno chiesto e ottenuto che fosse abolita: la remunerazione del capitale investito. Ma cosa significa? In pratica, ogni regione deve investire denaro affinche&#8217; la rete idrica, quella che porta l&#8217;acqua nelle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inutile insistere. In Puglia il referendum non lo rispetteranno mai. Nelle bollette dell&#8217;acqua continueremo a pagare quella maggiorazione che 28 milioni di italiani hanno chiesto e ottenuto che fosse abolita: la remunerazione del capitale investito. Ma cosa significa?<span id="more-3395"></span></p>
<p>In pratica, ogni regione deve investire denaro affinche&#8217; la rete idrica, quella che porta l&#8217;acqua nelle nostre case, sia sempre efficiente. Per questo servono opere di manutenzione, prolungamenti della rete, riparazioni delle perdite. In questa maniera l&#8217;acqua che scorre nei tubi non si disperde e sgorga fresca dai rubinetti delle nostre abitazioni.</p>
<p>Eppure, nonostante questi investimenti che in Puglia fanno lievitare il costo delle bollette del 7%, l&#8217;acqua non arriva dappertutto. E addirittura nel  capoluogo, a Bari, l&#8217;acqua non riesce a raggiungere tutte le abitazioni.</p>
<p>Per esempio in alcune zone del rione Carrassi, uno dei piu&#8217; popolosi, l&#8217;acqua non arriva al terzo piano perche&#8217; la pressione non e&#8217; sufficiente a farla salire fino a li&#8217;. E gli abitanti di questi palazzi sono costretti a non lavarsi per giorni. Figuriamoci cosa devono sopportare i bambini.<br />
Pur non essendo dei tecnici, ci viene in mente che andrebbero sotituiti i tubi che trasportano l&#8217;acqua, oppure delle valvole. Insomma bisognerebbe fare dei lavori. Tanto i soldi da investire ci sono, paghiamo apposta il 7% in piu&#8217;. Eppure, davanti alle lamentele dei residenti, l&#8217;acquedotto risponde: &#8221;Non possiamo farci nulla&#8221;. E suggerisce agli abitanti del rione Carrassi &#8221;di acquistare, a proprie spese, una &#8216;pompa idraulica&#8217; per provare a spingire l&#8217;acqua fino ai piani alti&#8221;. Il costo? Circa 2mila euro.</p>
<p>Ma allora quel 7% in piu&#8217; cosa lo paghiamo a fare? Si sono chiesti i cittadini avanzando anche opportuni dubbi sulla necessita&#8217; di pagare la bolletta dell&#8217;acqua che non riescono a usare. &#8221;Non lo chieda a noi&#8221;, chiosano gli impiegati Aqp.</p>
<p>Sembrera&#8217; strano, ma ci viene il dubbio che questo famoso 7% che paghiamo in piu&#8217;, non serva piu&#8217; di tanto a migliorare il funzionamento della rete idrica. Ma forse diciamo queste sciocchezze perche&#8217; non siamo dei tecnici e quindi non comprendiamo bene i meccanismi del trasporto idrico.</p>
<p>Del resto, il presidente della Regione, Nichi Vendola, sa bene che le somme derivanti da quel 7%  servono a pagare &#8221;anche la rata del bond a Merril Lynch&#8221; sottoscritto dalla giunta guidata dall&#8217;ex ministro Fitto.</p>
<p>Ma cosa c&#8217;entra ora questo bond? Ce lo spiegano proprio alcuni esponenti del centrodestra, ovvero il presidente dell’Autorità Idrica pugliese, Paolo Perrone, e il presidente dell’Anci Puglia, Gino Perrone: &#8221;ll bond &#8211; chiariscono &#8211; fu sottoscritto all’epoca perché era indispensabile per poter consentire all’Acquedotto Pugliese di spendere (cofinanziando gli interventi) una somma di oltre 1 miliardo di euro stanziata dagli allora Governi nazionale e regionale per investimenti peraltro purtroppo non portati avanti da questo governo regionale. E che, se compiuti, probabilmente avrebbero portato la Puglia per sempre molto lontana dall’emergenza idrica. In secondo luogo &#8211; aggiungono &#8211; l’esistenza del bond era ben nota al governo Vendola anche quando il presidente e l’assessore (alle Opere pubbliche, Fabiano Amati) hanno sostenuto politicamente il referendum del 13 giugno scorso che ha sancito la impossibilità di applicare in bolletta la maggiorazione del 7% relativa al capitale investito&#8221;.</p>
<p>E in effetti quando ad Amati fu chiesto come mai non avesse detto durante la campagna referendaria che in Puglia il 7% non sarebbe mai stato abolito, l&#8217;assessore rispose candidamente: &#8221;Nessuno me lo ha mai chiesto&#8221;.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; da dire (se vi piace il detto &#8216;mal comune mezzo gaudio&#8217;) che la Puglia non e&#8217; l&#8217;unica Regione a non aver rispettato il referendum in Italia.</p>
<p>Non lo ha fatto, a distanza di 7 mesi, nessuna Regione italiana. Una &#8221;negazione totale della democrazia&#8221;, l&#8217;ha definita l&#8217;ex presidente dell&#8217;Acquedotto pugliese e ora capo dello Ierpe (Institut Européen de Recherche pour la Politique de l&#8217;eau), il progessore Riccado Petrella.</p>
<p>E&#8217; stato proprio lui, qualche giorno fa, ad attaccare Vendola: &#8220;Non si fa così una politica pubblica &#8211; ha detto Petrella &#8211; e l&#8217;acqua in Puglia non può passare attraverso il profitto e meccanismi di natura capitalista privata&#8221;, specialmente se dici &#8221;che stai ripubblicizzando&#8221;.</p>
<p>Decisa la replica del governatore pugliese, il quale ricorda che ora l&#8217;Aqp e&#8217; di proprieta&#8217; della Regione e quindi, sulla carta, totalmente pubblico: &#8220;In Puglia &#8211; ribadisce Vendola &#8211; quel 7% non serve mica a remunerare capitale privato&#8221;.</p>
<p>Tuttavia di questi tecnicismi non vogliono piu&#8217; sentir parlare i cittadini pugliesi ne&#8217; tanto meno quelli che aderiscono al Comitato &#8216;Acqua bene comune&#8217;, i quali hanno deciso di fare &#8216;obbedienza civile&#8217; al referendum, auto-tagliandosi dal costo delle bollette dell&#8217;acqua, la quota del 7%, proprio come ha deciso il referendum.</p>
<p>Vendola, pero&#8217;, non ci sta e risponde che &#8221;non si puo&#8217; chiedere a me di invitare i cittadini&#8221; a non pagare le bollette. Soprattutto perche&#8217; in Puglia, dice, &#8221;stiamo interpretando al meglio la battaglia referendaria, provando a ridurre il costo delle bollette&#8221;.</p>
<p>In realta&#8217; il costo delle bollette sara&#8217; ridotto, se tutto andra&#8217; per il verso giusto, solo alle fasce &#8221;meno abbienti della popolazione&#8221;. Una decisione che povrebbe essere presa nelle prossime settimane, e per la quale gia&#8217; e&#8217; stato aperto un tavolo istituzionale.</p>
<p>&#8221;Unico ostacolo&#8221;, sottolinea il governatore, &#8221;e&#8217; l&#8217;evasione del pagamento della bolletta da parte di molti cittadini, spesso ricchi, che con il loro comportamento non permettono la riduzione della bolletta ai cittadini&#8221; che ne hanno davvero bisogno. &#8221;Chi piu&#8217; ha, piu&#8217; paghera&#8217; &#8211; ha insistito Vendola &#8211; e chi spreca paghera&#8217; di piu&#8221;&#8217;.</p>
<p>Principi sacrosanti, per carita&#8217;.</p>
<p>Ma nessuno ci toglie l&#8217;impressione che, nonostante un refrendum per il quale la Puglia si e&#8217; battuta piu&#8217; di altre regioni, i cittadini di questa regione dovranno accontentarsi, ancora una volta, di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ammesso sempre che l&#8217;acqua arrivi per poterlo riempire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Comunicare la povertà oltre il muro dell&#8217;ipocrisia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La notiziabilità del sociale”. Sì, lo ricordo bene. Si chiamava proprio così un intero capitoletto di un libricino comprato qualche anno fa, che aveva l&#8217;ambizione di spiegare a giovani aspiranti giornalisti come funziona la “comunicazione sociale”, come si tutelano e allo stesso tempo si fanno diventare notizia le storie dei “soggetti deboli”, minori, disabili, malati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La notiziabilità del sociale”. Sì, lo ricordo bene. Si chiamava proprio così un intero capitoletto di un libricino comprato qualche anno fa, che aveva l&#8217;ambizione di spiegare a giovani aspiranti giornalisti come funziona la “comunicazione sociale”, come si tutelano e allo stesso tempo si fanno diventare notizia le storie dei “soggetti deboli”, minori, disabili, malati, senza fissa dimora. <span id="more-3388"></span></p>
<p>L&#8217;ho letto e riletto, mi piaceva l&#8217;idea che per occuparsi di certe tematiche, oltre a tirar fuori tutta la sensibilità e lo speciale “occhio” di cui solo madre natura ti può far dono, ci si potesse formare, aggiornare, si potesse studiare. Poche regole, ma importanti.</p>
<p>Due o tre anni in giro per le redazioni avevano già smontato pezzo dopo pezzo questa ingenua convinzione. Ma non c&#8217;è mai fine al peggio.</p>
<p>Il caso dei coniugi De Salvo mi ha imprigionata nella logica dello “sbatti il mostro in prima pagina”, e parlane finché alla gente resta l&#8217;ultimo sospiro di pietà.</p>
<p>E via alla corsa nelle mense, nei dormitori, alla stazione di notte, alla tendopoli di via Maratona, per scoprire e ripetere (per un&#8217;intera settimana!), che a Bari ci sono 400 “poveri assoluti”, ma decine di migliaia di “poveri relativi”, che reclamano dignità e la possibilità di progettare un futuro fuori dagli stenti e dall&#8217;assistenzialismo da “un pasto caldo e un letto” che caratterizza il nostro sistema di welfare.</p>
<p>E sentire, in questa settimana, l&#8217;Assessore (niente nomi) implorare i colleghi, gli stessi che corrono alle mense e ai dormitori, di smetterla di parlare della <a href="http://www.lalternativa.it/suicidio-coniugi-de-salvo-fiaccolata-contro-linerzia-delle-istituzioni/" target="_blank">tragedia De Salvo</a>, “che quello non è che era povero, è che era psicolabile”. E sentire i colleghi ridacchiare, salvo poi fare la voce tremolante mentre raccontano come si vive quando si elemosina un pasto caldo alla parrocchia, possibilmente lontano da casa, “che in famiglia non lo sanno”. Ed essere, volente o nolente, tu che quel libricino l&#8217;avevi divorato, parte del sistema (anche se “l&#8217;occhio” non te lo cambierà mai nessuno).</p>
<p>E poi, in quella stessa settimana, sentire il presidente della cooperativa Caps ammettere sconsolato che a Bari, e non solo, mancano risposte adeguate ai nuovi volti della povertà, ancor prima mancano gli strumenti per leggere e capire disagi che si nascondono, che hanno il pudore di chiedere aiuto.</p>
<p>E ricordare che in città, anche se nessuno ne parla, almeno in questi termini, esistono quattro edifici occupati che sperimentano l&#8217;autorganizzazione per superare l&#8217;emergenza abitativa, che trasformano strutture abbandonate al degrado (che vergogna!) in case più o meno accoglienti. L&#8217;ultima, in ordine cronologico, e&#8217; una villetta, l&#8217;ex presidenza di un liceo, oggi ripulita e riscaldata, abitata come fosse un collegio universitario, con tanto di turni per le pulizie affissi nel corridoio.</p>
<p>“Un modo per sfuggire alle carceri a bassa intensità come i dormitori, in cui vivi aspettando di morire, senza alcuna progettualità”, ti spiega uno degli occupanti. Un laboratorio politico, 17 persone insieme, uno spaccato della più varia umanità, che ha portato sotto lo stesso tetto uno scrittore senegalese, un dottorando senza borsa, un eritreo disoccupato, un badante italiano, una coppia nata per strada, che qui sperimenta la convivenza in una “quasi-casa-vera”.</p>
<p>E senti l&#8217;esigenza di scrivere, anche se poi temi che è solo vapore sparato fuori dalla valvola di sicurezza che regola la pressione del sistema.</p>
<p><strong>Silvia Dipinto</strong></p>
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		<title>Tutto esaurito per l&#8217;Avvocato in famiglia di Gianni Colajemma</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 18:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni sabato e domenica, presso il Teatro Barium, in via Pietro Colletta, si rinnova l’appuntamento con lo spettacolo più esilarante del momento, “Un avvocato in famiglia…ciò la laurea”.<span id="more-3380"></span> Dopo aver registrato il tutto esaurito durante le festività natalizie, continua la programmazione dello spettacolo, commedia in due atti, la cui regia è curata da Gianni Colajemma e la scenografia da Gianmarco Colajemma e che vede come protagonisti talentuosi attori quali, lo stesso Gianni Colajemma, Lucia Coppola, Gemma Magistro, Antonella Radicci, Sara Ragone e Filippo Donvito. La storia si svolge nello studio di un avvocato barese, Sistino Cappello Pompilio Eugenio Paolo (Gianni Colajemma) che vive in via Argiro, insieme alla bellissima moglie Luisa (Antonella Radicci), alla segretaria, soprannominata Titina o Titti (Lucia Coppola), come l’uccellino giallo che si vede nei “cartoni animali” e la donna di servizio, Sisina, detta anche Sissi (Gemma Magistro), come “alla principessa”. Tutto inizia con la strana malattia della moglie, che improvvisamente, non ricorda più chi sia suo marito, continuando a scambiarlo ora per il giardiniere ora per il macellaio. Divertenti le gag tra Titina e Sisina, le quali non nascondono la passione travolgente nei confronti dell’avvocato, che, dal canto suo, sembra non avere occhi che per sua moglie. Nel giorno del loro anniversario di nozze, Paolo decide di rivolgersi ad un bravo medico, per tentare di capire l’origine e la possibile cura della strana amnesia dell’amata moglie. Un uomo distinto il dottor Carlo Alberto Sportelli (Filippo Donvito), che stona un po’ con il modo di fare colorito e parecchio folkloristico della famiglia Sistino e che viene, improvvisamente, catapultato in una realtà così lontana dalla sua. Costretto dagli eventi a vivere per un intero giorno nella casa dell’avvocato, sulla cui scrivania fa bella mostra di sé la laurea in “avvocato di quelli buoni”, non un avvocato in “cicr e simind”, il dottor Sportelli riuscirà a portare alla guarigione la signora Luisa, ma sarà realmente tutto merito suo o dovrà avvalersi dell’aiuto di una misteriosa figura, quella della segretaria Sofia (Sara Ragone)? Siete tutti invitati a scoprirlo personalmente ogni fine settimana. Il sabato in un unico spettacolo alle ore 18.00 e la domenica in un doppio appuntamento, uno alle ore 18.00 e l’altro alle ore 21.00. Uno spettacolo in grado di regalare la possibilità di rivivere le proprie tradizioni e di sentire forte il senso di appartenenza ad una stessa realtà, perfettamente rappresentata dalla compagnia teatrale. Per gli amanti della cultura barese e per tutti coloro che desiderano concludere una settimana in allegria, non resta che partecipare al “più grande spettacolo del weekend” , una perfetta combinazione di momenti esilaranti e divertenti, ma anche di importanti spunti di riflessione sulla realtà barese.</p>
<p><strong>Nicole Cascione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Petrolio: Decaro, &#8220;Liberalizzare non sia sinonimo di Devastare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Concedere per decreto alle lobby del petrolio la gestione del nostro sottosuolo e dei nostri mari come fossero serbatoi dai quali estrarre profitti, equivale a scegliere consapevolmente di condannare il nostro ambiente al rischio di inquinamento perenne. E&#8217; per questo che contro la liberalizzazione delle trivelle la Puglia libererà tutta la propria rabbia e opposizione: non permetteremo mai che liberalizzare diventi sinomino di devastare&#8221;.<span id="more-3372"></span></p>
<p>Lo afferma il capogruppo Pd alla Regione, Antonio Decaro, commentando le prime indiscrezioni sui provvedimenti &#8216;libera-trivelle&#8217; contenuti nel decreto del governo sulle liberalizzazioni.</p>
<p>&#8221;Si tratta &#8211; spiega Decaro &#8211; di tre articoli a dir poco inquietanti, il 20, 21 e 22. Nel  primo si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; nel secondo si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare, da 12 a 5 miglia marine; nel terzo si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti, prevedendo che l&#8217;attività di ricerca di idrocarburi è libera nel territorio nazionale e nelle zone del mare territoriale, e arrivando a sostenere che le agenzie di rating sono &#8216;sensibili&#8217; a questo genere di provvedimenti. Praticamente &#8211; rileva Decaro &#8211; dopo il nucleare siamo davanti a un nuovo un incubo per tutto il Paese, e all&#8217;ennesimo schiaffo per la nostra regione al largo delle cui coste la Northern Petroleum sta già ricercando idrocarburi senza neppure aver chiesto il nostro parere, e quindi in spregio totale di ogni correttezza istituzionale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; prosegue il consigliere &#8211; per quanto riguarda le trivellazioni in mare, il decreto prevederebbe quale riferimento per la misurazione della distanza di cinque miglia, non  più la linea di base bensì quella di costa&#8221;. Il che equivarrebbe a recuperare qualche altro metro in favore del progetto di trivellazione alle isole Tremiti, in Molise. &#8221;Evidentemente &#8211; ritiene Decaro &#8211; il governo non ricorda il triste incidente che due anni fa, su una piattaforma della British petroleum nel Golfo del Messico, devastò l’intera costa della Louisiana&#8221;.</p>
<p>&#8221;Dobbiamo anche sottolineare &#8211; aggiunge il capogruppo Pd &#8211; che questi provvedimenti sulle trivellazioni sono in netta contrapposizione sia con la proposta di legge sul divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, presentata alle Camere dal Consiglio regionale pugliese; sia con il disegno di legge dei senatori Pd che intende vietare nuove ricerche di idrocarburi e stabilire per legge il coinvolgimento degli Enti locali nelle procedure autorizzative&#8221;.</p>
<p>&#8221;La Puglia &#8211; assicura Decaro &#8211; già sabato a Monopoli farà sentire la propria voce, gridando forte e chiaro alle trivelle e ai signori dell&#8217;oro nero di tornarsene da dove sono venuti. A tutti i parlamentari pugliesi, intanto, chiediamo di continuare a vigilare per impedire, ad ogni costo, che il via libera alle trivelle venga sancito per legge. Perche&#8217; non e&#8217; questa &#8211; conclude &#8211; una idea di sviluppo che può accettare il nostro Paese; nè tanto meno puo&#8217; tollerarla una regione come la Puglia che ha fatto delle energie rinnovabili la propria cifra distintiva&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Suicidio coniugi De Salvo: Fiaccolata &#8220;contro l&#8217;inerzia delle istituzioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;I politici vogliono dimenticare in fretta, noi cittadini no&#8221;: e&#8217; questo uno degli slogan scelti dalle associazioni che stasera hanno organizzato una fiaccolata per &#8221;protestare &#8211; spiegano &#8211; contro l&#8217;inerzia delle istituzioni locali, a causa della quale si sono suicidati i coniugi De Salvo&#8221;, i cui corpi senza vita stati ritrovati domenica scorsa, 8 gennaio.<span id="more-3365"></span></p>
<p>I coniugi, Antonia Azzolini di 69 anni e Salvatore De salvo di 64, avrebbero ingerito barbiturici per togliersi la vita. Una decisione presa dopo un calvario di sofferenze e umiliazioni cominciato dal 2004, anno in cui l&#8217;uomo perse il suo lavoro di commerciante di tessuti. Entrambi vivevano in una residenza per anziani cui il Comune pagava 110 euro al giorno. Denaro che Antonia e Salvatore, essendo autosufficienti, chiedevano fosse destinato direttamente a loro per vivere di nuovo in una &#8221;casa vera&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, nonostante i ripetuti appelli alla Regione Puglia e al Comune di Bari, di cui i coniugi parlano anche in una video-denuncia pubblicata su youtube, non c&#8217;e&#8217; mai stata nessuna risposta: &#8221;Una delusione continua da parte delle istituzioni&#8221;, la definiva De Salvo. E stasera, alla fiaccolata, hanno partecipato in tutto una trentina di persone, ma ne&#8217; il sindaco, ne&#8217; i presidenti di Regione e Comune, &#8221;invitati tutti e tre &#8211; assicurano gli organizzatori &#8211; si sono fatti vedere&#8221;.</p>
<p>&#8221;Sono due anni &#8211; dice Stefano Milano, consigliere della circoscrizione San Nicola-Murat di Bari &#8211; che dal Comune di Bari aspettiamo i soldi destinati al sociale, dove sono finiti?&#8221;. La convinzione dei manifestanti e&#8217; netta e si legge chiara su alcuni cartelloni: &#8221;Coniugi De Salvo, morti di poverta&#8217;, indifferenza e onesta&#8221;&#8217;. Perche&#8217;, ricorda Riccardo Fornarelli,  Salvatore De Salvo &#8221;era stato invitato a violare la legge, come denuncia lui stesso nel video in cui parla di una funzionaria che lo invita a fingersi invalido per ottenere un lavoro alla Asl di Giovinazzo. Ma la sua onesta&#8217; glielo impedi&#8221;.</p>
<p>Anzi, denuncia De Salvo nello stesso video, &#8221;i miei rapproti con Vendola si interruppero definitivamente dopo che lo misi al corrente di questo avvenimento&#8221;. E ora al presidente della Regione e all&#8217;assessore alla Sanita&#8217;, Tommaso Fiore, i cittadini chiedono che &#8221;si indgahi su queste dichiarazioni con una commissione interna al Consiglio regionale&#8221;.<br />
E annunciano già un &#8221;esposto&#8221; su quello che definiscono &#8221;un vero e proprio tradimento delle istituzioni&#8221;.</p>
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		<title>Accoglienza immigrati: la Puglia punta sull&#8217;integrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:44:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Migliorare la distribuzione degli immigrati provenienti dal Nord Africa sul territorio pugliese, prevedendo la loro presenza in un numero massimo di 100 per Comune e di 50 in ogni struttura ricettiva; favorire la loro integrazione socio-economica; e rafforzare il ruolo degli enti di tutela che si occupano, fra l&#8217;altro, dell&#8217;insegnamento della lingua italiana, di mediazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Migliorare la distribuzione degli immigrati provenienti dal Nord Africa sul territorio pugliese, prevedendo la loro presenza in un numero massimo di 100 per Comune e di 50 in ogni struttura ricettiva; favorire la loro integrazione socio-economica; e rafforzare il ruolo degli enti di tutela che si occupano, fra l&#8217;altro, dell&#8217;insegnamento della lingua italiana, di mediazione culturale e di assistenza legale.<span id="more-3358"></span></p>
<p>Sono questi alcuni degli obiettivi al centro della seconda fase del Piano di accoglienza con cui la Regione Puglia ha fronteggiato, da aprile 2011 a oggi, l&#8217;arrivo di oltre 1.500 cittadini stranieri, 195 dei quali richiedenti permesso di soggiorno transitorio, e 1.300 richiedenti asilo. Tutti sono stati dislocati nelle oltre 40 strutture di accoglienza, pubbliche e private, che al momento ospitano, in totale, 1.400 migranti in prevalenza provenienti da Ghana (14%), Mali (16%) e Nigeria (28%).</p>
<p>A incontrare i giornalisti, oggi a Bari, sono stati, fra gli altri, gli assessori regionali alle Politiche migratorie, Nicola Fratoianni, e alla Protezione civile, Fabiano Amati. Quest&#8217;ultimo ha spiegato che &#8221;la Puglia, nell&#8217;elaborare il Piano di accoglienza che ha ricevuto diversi encomi anche dal capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ha avuto la possibilita&#8217; di vedere la tendopoli di Manduria, e quindi di capire tutto cio&#8217; che non doveva essere mai fatto&#8221;. Inoltre, Amati ha sottolineato il ruolo dei sindaci che e&#8217; stato &#8221;fondamentale nel diffondere nei territori la cultura della solidarieta&#8217; tipica della Puglia, mettendo a tacere il chiacchiericcio di chi voleva alimentare rivolte popolari contro la presenza di immigrati&#8221;.</p>
<p>Fratoianni ha ricordato che ieri, nel corso della visita istituzionale al Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari, la &#8221;portavoce dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr, ndr), Laura Boldrini, mi ha chiesto di inviarle lo schema del nostro Piano di accoglienza per farne un modello da estendere in tutta Italia&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro e&#8217; stato anche evidenziato l&#8217;impegno delle strutture sanitarie pugliesi che, &#8221;nonostante le difficolta&#8217; oggettive che vive il sistema, sono riuscite a garantire assistenza a ogni singolo straniero giunto nella nostra regione&#8221;.</p>
<p>Risultati e criticita&#8217; del Piano di accoglienza saranno monitorati da un nucleo composto da Regione, Anci, Ares, questure, prefetture e Enti di tutela, gia&#8217; coinvolti nella Cabina di regia che si occupa del quadro globale del Piano.</p>
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		<title>La strana coppia del business in America</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 13:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso nel nostro Paese, si sente parlare di “fuga di cervelli”, di giovani che partono per andare in un&#8217;altra nazione a cercar fortuna. L’italica tradizione migratoria, in questi ultimi decenni, non è scomparsa, bensì si è andata modificando e, sempre più spesso, chi si sposta all’estero è gente, tra cui i giovani che hanno più qualifiche o, perlomeno, idee migliori. <span id="more-3352"></span></p>
<p>Quelle idee e quella voglia di fare che, in qualche modo, in Italia non riusciamo a preservare, ma che regaliamo alle altre nazioni. Dietro ai dati delle statistiche, che mostrano come, molto spesso, siano i giovani meridionali ad abbandonare il comodo letto di casa, dietro ai luoghi comuni, dietro a tante belle parole, ci sono storie di persone normali, ragazzi  dalla faccia pulita, che non chiedono altro alla vita, se non di poter esprimere al meglio se stessi, facendo ciò che amano. E’ così che ho conosciuto Oscar Platone e Manuel Rebecchi, due italiani trentenni, nella bellissima cittadina di Sarasota, in Florida.  Un professionista specializzato nello sviluppo di business internazionali, Oscar e un vero e proprio self-made man, ormai naturalizzato in America da dieci anni, Manuel. Un figlio d’arte, quest’ultimo, cresciuto nel circo di sua zia Moira Orfei e un giramondo impenitente Oscar, cresciuto nell’ambiente della Chiesa Valdese, una minoranza protestante, presente in Italia da molti secoli.</p>
<p>Due persone, due storie, due vite, che viste così sulla carta, non sarebbe immaginabile vedere affiancate a lavorare insieme, giorno per giorno, su progetti importanti e di respiro internazionale. Invece, l’ambiente favorevole al business, le più agevoli condizioni fiscali e la mentalità meritocratica statunitense, stanno premiando questi due giovani che portano avanti ben sette imprese, tutte in ottima salute, insieme ad un team locale molto affiatato. Ogni giorno, supportano tanti italiani che vogliono sbarcare negli USA, avviando un’attività imprenditoriale ed aiutandoli lungo il percorso intrapreso. In questo momento, Real Estate, gli investimenti immobiliari, con i prezzi delle case a un minimo storico mai visto prima, sono il loro pane quotidiano, ma anche il circo (e come potrebbe essere altrimenti, vista l’esperienza di vita di Manuel, nel circo della zia Moira Orfei?) e un servizio di inoltro postale dagli Stati Uniti per tutti gli appassionati dello shopping a stelle e strisce, per mezzo del sito Global Express. Grazie alla società di consulenza American Boy, LLC, questi due “golden boys”, stanno offrendo a molti imprenditori e professionisti italiani, la chance di imparare un modo nuovo, più rapido ed efficace di fare business e di farlo soprattutto, a livello internazionale. Negli anni della globalizzazione, non è poco.</p>
<p>“La grande sfida” ha sostenuto Oscar Platone, ”è quella di offrire una piattaforma di sviluppo internazionale alle imprese e agli investitori italiani, un trampolino di lancio da cui partire: è proprio questo il senso del nostro servizio”. L’offrire una “base” da cui ciascuno, con le proprie idee, la propria forza e spinta imprenditoriale, possa confrontarsi in campo internazionale, partendo col piede giusto e affidandosi a chi già ha uno storico davvero importante alle spalle ed è quindi  in grado, di far evitare, ai propri clienti, un sacco di errori e passi falsi, che spesso si pagano a caro prezzo. Perchè è proprio questo il senso di un’attività altamente specializzata come questa: far risparmiare tempo ed errori, al fine di raggiungere l’obiettivo desiderato. “Interpreto il lavoro mio e quello di tutta la mia squadra, come il modo per risolvere i problemi dei miei clienti, sia andando a risolvere certe situazioni, magari iniziate coi migliori propositi ed arrivate ad un punto di stasi, sia impostando da zero, con le caratteristiche giuste,  operazioni commerciali e finanziarie che siano proficue, per tutte le parti in gioco” ha spiegato Manuel Rebecchi, conosciuto come “Manolo” da quelle parti. In fondo,  è  proprio questo il senso primario del fare affari,  del fare  business, cogliere l’esigenza del cliente e offrire una soluzione. Nulla di più e nulla di meno. Purtroppo, nella nostra piccola Italia, questa visione, in fondo semplice e lineare, sembra offuscata, come una vecchia fotografia in bianco e nero ritrovata in soffitta. E’ un vero peccato, l’Italia è un Paese ricco di “cervelli” che non sa sfruttare adeguatamente, ma che preferisce lasciare andare. “Cervelli” che, in poco tempo, riescono a fare del bene nelle altre nazioni e ne vanno a formare la parte sana della società. L’Italia, purtroppo, è sempre stata un Paese caratterizzato da una lunga storia d’emigrazione, basti pensare ai costanti flussi migratori che, in passato, hanno spinto numerose famiglie ad abbandonare il Sud Italia, per recarsi nell’industrializzato Nord o, addirittura, fuori dagli stretti confini nazionali.</p>
<p>L’aspetto forse più negativo, è vedere come le menti più vivaci e fervide, più propositive e brillanti, vadano via senza pensarci su due volte. Non si parla solo di ricercatori e studenti, ma anche di imprenditori e professionisti, che in tal modo, provocano un contraccolpo sociale ed economico dall’impatto molto forte.  Ma dove sta la soluzione? Questa la grande domanda a cui la società e le istituzioni sono chiamate a rispondere. Forse mai come oggi, la necessità di una risposta certa ed univoca, che generi il cambiamento da tanti invocato, viene sentita dalle generazioni più giovani, quelle a cui la casta e il clima economico che si è generato in anni di bunga-bunga e veline, sembra aver segato le gambe.</p>
<p><strong>Nicole Cascione</strong></p>
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		<title>Bagno di folla per il Prof. Bad Trip a Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:49:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[San Salvario è addossato alla stazione di Torino Porta Nuova. Ex quartiere ghetto lentamente sta riscattando la sua vecchia identità grazie a tanti immigrati onesti, provenienti da ogni parte del mondo che stanno integrandosi con  studenti e precari di tutta Italia attirati in zona dai prezzi bassi degli affitti. Qui c&#8217;è la “Galo Art gallery”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Salvario è addossato alla stazione di Torino Porta Nuova. Ex quartiere ghetto lentamente sta riscattando la sua vecchia identità grazie a tanti immigrati onesti, provenienti da ogni parte del mondo che stanno integrandosi con  studenti e precari di tutta Italia attirati in zona dai prezzi bassi degli affitti. Qui c&#8217;è la “Galo Art gallery”, uno spazio di due piani stretto tra un emporio cinese ed un negozio di roba militare. Quella di aprire uno spazio artistico qui è stata la scommessa di Galo, writer e street artist torinese della vecchia guardia.<span id="more-3318"></span> Una scommessa che sta vincendo. All&#8217; inaugurazione di ogni nuova mostra registra oltre 200 presenze e il marciapiede della galleria è traboccante di persone. L&#8217;ultima inaugurazione fatta il 17 Dicembre ha visto più che raddoppiata la presenza di gente accorsa per partecipare alla mostra del Prof. Bad Trip.</p>
<p>Gianluca Lerici è un nome poco conosciuto. Nasce a La Spezia nel 1963, e li muore nel 2006, a 43 anni. Il Prof. Bad Trip invece è una leggenda nel pulsante sottobosco dell&#8217;arte underground. Era il suo nome di battaglia, la sua doppia personalità. Nato e cresciuto nell&#8217;universo vitale delle fanzine punk e delle autoproduzioni il Prof. ha fatto conoscere la Shake edizioni ovunque in Italia, ha lavorato al fianco di designer di fama mondiale, ha illustrato per la Mondadori senza mai rinnegare il suo segno, senza mai tergiversare. La sua arte è stata apprezzata anche a Cipro con la collettiva del 2009 “Cipro Italia A/R. Architettura Arte Design” e in Trentino, nella prestigiosa Biennale Europea d&#8217;arte contemporanea “Manifesta 7”. Abbiamo incontrato per l&#8217;occasione Jena Filaccio, sua compagna di una vita, artista e scultrice una “aliena proprio come lui. Per questo quando ci siamo conosciuti all&#8217;Accademia di Carrara, dove studiavamo entrambi, abbiamo cominciato insieme un bellissimo viaggio durato 23 anni. Ci siamo trovati” racconta questa distinta signora esile ma che trasmette a pelle una energia molto forte.</p>
<p><strong>Era stimolante l&#8217;ambiente dell&#8217;Accademia?</strong><br />
“Si, all&#8217;epoca avevamo la possibilità di imparare tantissimo, poi c&#8217;è stato l&#8217;avvento del digitale e l&#8217;arte è diventata uno spingere bottoni facendo perdere la manualità agli artisti, che hanno smarrito la loro componente di artigiani impoverendo il processo creativo”.</p>
<p><strong>Invece il Prof. Era un grande artigiano oltre che un fumettista unico nel suo genere&#8230; </strong><br />
“Assolutamente. Serigrafava da solo tutti i suoi lavori, i disegni. Non si fermava mai. Era impossibile farlo smettere. Se non stava disegnando era li a pensare a cosa e come doveva realizzare. Sul serio, lui era un alieno, non era di questa Terra. Per questo è andato via così presto. In 20 anni ha concentrato 40 anni di produzioni artistiche”.<br />
Infatti guardando le opere in mostra ci si rende conto che non esistono superfici su cui non siano passati i suoi pennelli. Dipingeva su legno e ceramica, ha affrescato ovunque centri sociali storici come il Forte Prenestino a Roma, il Cox a Milano, locali a Carrara, a Feltri, a Scaletta, ha realizzato collage minuziosi che richiamano il lavoro dei dadaisti arricchito dalle inquietudini di un secolo alla fine.  Anche i fumetti che Bad Trip creava non erano tavole convenzionali, ma vere e proprie “psicostorie” come le definiva lui stesso. Raccontavano per aforismi stati d&#8217;animo,  fotografavano con anticipo una realtà allucinata ma solo apparentemente senza speranza.</p>
<p><strong>“Se fossi convinto che il futuro è tutta merda(&#8230;) non farei le cose per la Shake (…) che cerca di dare un attitudine “positiva” (ai lettori n.d.r.)” diceva in una intervista di alcuni anni fa. Lui ha insegnato in molte scuole, anche questo è stata la sua “attitudine positiva” nel guardare al futuro?</strong><br />
“Si, ha insegnato tantissimo. A La Spezia, a Milano. Diceva che non gli piaceva ma non era così. Gli alunni lo adoravano, e quando gli proposero dei corsi alla Naba di Milano lui ne fu molto contento. Purtroppo non ha potuto tenerli perchè morì poco dopo. Le proposte che gli venivano fatte però erano sempre per corsi brevi, che non arrivavano ad un anno di lezione. Le istituzioni lo hanno sempre ritenuto “pericoloso” perchè era un artista che non si faceva controllare che aveva una linea molto decisa. Ma era un professionista stimato ed aveva un pubblico molto vasto che andava dai giovani ad avvocati e alto borghesi”.</p>
<p><strong>Eppure la sua stessa città ha dovuto aspettare che morisse perchè una istituzione artistica importante come la CAMeC gli dedicasse uno spazio .</strong><br />
“La Spezia lo adorava, ma abbiamo dovuto raccogliere 5000 firme e depositarle presso il Centro d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea per convincerli ad esporre i lavori di Gianluca. Il solo nome “Bad Trip” terrorizzava le istituzioni, e questo anche in posti come Milano. Solo dopo le 5000 firme c&#8217;è stata la disponibilità della CAMeC ad allestire questa mostra, a Settembre 2009. Ma comunque non è stato progettato nulla di permanente. E forse è meglio così perchè poi si corre il rischio di impantanarsi in pastoie burocratiche, ricerche di fondi e roba del genere. Qualcosa di permanente potrebbe arrivare in futuro anche quando non ci sarò più io. C&#8217;è tempo per questo”.</p>
<p><strong>L&#8217;incubo ricorrente di Bad Trip erano i padroni e le guardie. E&#8217; riuscito a scamparli?</strong><br />
“La sua missione era lasciare un segno. Forte, inequivocabile, che facesse scuola. E sopratutto che fosse indipendente. Se scegli una strada così non c&#8217;è spazio per il padrone. E dalle guardie&#8230;bhè anche i problemi che volevano crearci alla fine si sono risolti per il meglio”. Poi mi osserva mentre mi godo la vista di una casa biomeccanica con tanto di occhi e bocca con denti digrignati fatta in mattoncini Lego. Sempre by Bad Trip, naturalmente. Quindi Jena mi sorride e mi dice “Indovina un pò cosa c&#8217;era negli sportellini di quella casetta ?!”.</p>
<p>Ci facciamo una risata insieme.<br />
Nonostante le temperature ghiacciate scese dalle Alpi i torinesi sfidano il freddo ed affollano la “Galo art gallery” a tal punto che in breve non ci si può più muovere e le opere sono circondate da persone addossate le une alle altre. Sembra proprio di sentire la profezia del Prof. aleggiare nell&#8217;aria: “Ogni artista pop-underground, ognuno nel suo piccolo, anche chi non ha mai avuto alcun successo commerciale, nè in vita nè postumo, come un&#8217;amanita muscaria, rilascia con la propria opera spore culturali pronte a svilupparsi ad anni o chilometri di distanza (…) in una rivoluzione fredda che nessuno Stato, nessun potere militare, religioso, culturale, politico o finanziario può fermare”.</p>
<p><strong>phAntom reporter </strong></p>

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	<!-- Pagination -->
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<p>&nbsp;</p>
<p>Link utili:<br />
Il sito della “Galo art gallery”:  <a title="GaloArtGallery" href="http://www.galoartgallery.com/">http://www.galoartgallery.com/</a></p>
<p>Una intervista esplicativa al prof. Bad trip:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/FcrI8mUyg6I?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Promo di un progetto video di prossima uscita dedicato al Prof.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/E5SnOgxKw4w?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ex dipendenti Poste Puglia, &#8220;Escludeteci da riforma pensioni&#8221;</title>
		<link>http://www.lalternativa.it/ex-dipendenti-poste-puglia-escludeteci-da-riforma-pensioni/</link>
		<comments>http://www.lalternativa.it/ex-dipendenti-poste-puglia-escludeteci-da-riforma-pensioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 11:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inserire nel decreto milleproroghe una norma che escluda dalla riforma pensionistica dell&#8217;ultima manovra finanziaria, i cinquemila dipendenti di poste italiane, di cui 100 solo in Puglia, che, in seguito ad accordi con l&#8217;azienda, hanno lasciato il posto di lavoro con la formula dell&#8217;esodo incentivato, prevdendo di andare in pensione nel 2013-2014. Lo chiedono gli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inserire nel decreto milleproroghe una norma che escluda dalla riforma pensionistica dell&#8217;ultima manovra finanziaria, i cinquemila dipendenti di poste italiane, di cui 100 solo in Puglia, che, in seguito ad accordi con l&#8217;azienda, hanno lasciato il posto di lavoro con la formula dell&#8217;esodo incentivato, prevdendo di andare in pensione nel 2013-2014.<span id="more-3313"></span></p>
<p>Lo chiedono gli stessi ex dipendenti secondo i quali le loro aspettative sono ora vanificate dalla riforma pensionistica per effetto della quale dovranno aspettare fino a sei anni per avere la pensione. Un&#8217;attesa che rende, per gli ex lavoratori, incongrue e insufficienti le somme pattuite con l&#8217;azienda al momento dell&#8217;esodo.</p>
<p>Per questo stamattina una delegazione guidata dal segretario regionale Slc Cgil, Nicola Di Ceglie, ha incontrato il prefetto di Bari &#8221;chiedendogli di intercedere col governo affinche&#8217; questi lavoratori possano rientrare nel decreto milleproroghe che dal 10 gennaio inizia l&#8217;iter parlamentare. In questa maniera &#8211; ha rilevato Di Ceglie &#8211; avrebbero un paracadute e potrebbero usufruire dei vecchi requisiti dal momento in cui hanno firmato l&#8217;uscita&#8221;, ovvero prima dell&#8217;entrata in vigore della riforma pensionistica.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;unico presidio in Italia, organizzato a Bari davanti al palazzo di governo, Di Ceglie ha sottolineato che &#8221;negli ultimi due anni in molti hanno firmato questo accordo, avendo come prospettiva una finestra pensionistica 2013-2014. Ma oggi, con il decreto salva-Italia, si ritrovano con questa finestra spostata anche di sei anni, senza nessun tipo di copertura pensionistica, contributiva e salariale. Un dramma che riguarda cinquemila lavoratori in Italia e 100 in tutta la Puglia&#8221;.</p>
<p>Gli ex dipendenti delle poste, hanno inoltre sottolineato di non poter &#8221;godere di alcun ammortizzatore sociale: in passato la categoria era stata dotata di un &#8216;fondo di solidarieta&#8217; autofinanziato dagli stessi lavoratori e dall&#8217;azienda, ma e&#8217; stato purtroppo usato per l&#8217;esodo incentivato&#8221;.</p>
<p>&#8221;Se il tavolo politico non avra&#8217; successo &#8211; ha concluso Di Ceglie &#8211; la trattativa tornera&#8217; sul tavolo di Poste italiane; poi si aprira&#8217; la strada di una class action&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sindaco Bari propone legge nazionale anti-botti</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 14:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per qualcuno si tratta solo di qualche trick e track, e di una repressione inutile. Per il sindaco di Bari, Michele Emiliano, e&#8217; una battaglia per la civilta&#8217; e un chiaro segnale di lotta alla criminalita&#8217; organizzata che, sparando botti illegali a capodanno, vuole dimostrare la sua forza. A pochi giorni di distanza dall&#8217;ordinanza anti-botti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per qualcuno si tratta solo di qualche trick e track, e di una repressione inutile. Per il sindaco di Bari, Michele Emiliano, e&#8217; una battaglia per la civilta&#8217; e un chiaro segnale di lotta alla criminalita&#8217; organizzata che, sparando botti illegali a capodanno, vuole dimostrare la sua forza.<span id="more-3306"></span></p>
<p>A pochi giorni di distanza dall&#8217;ordinanza anti-botti con cui il primo cittadino del capoluogo pugliese ha tentato di impedire la solita mini-guerra di capodanno, Emiliano punta ora a un percorso legislativo che superi la scarsa efficacia dell&#8217;ordinanza e dei suoi limiti di urgenza e contingenza: &#8221;Chiedero&#8217; l&#8217;aiuto di tutti i parlamentari pugliesi, per promuovere un disegno di legge nazionale che vieti lo sparo privato di fuochi d&#8217;artificio e che limiti la possibilita&#8217; di esploderli in apposite zone che dovranno essere autorizzate dal questore&#8221;.</p>
<p>&#8221;La notte di capodanno &#8211; ha spiegato il sindaco di Bari &#8211; sono state sparate solo categorie di fuochi di aritficio non autorizzate, quelle che sarebbero state comunque illegali. Mentre dai balconi della citta&#8217; lo sparo privato e&#8217; stato infinitesimale rispetto al passato&#8221;. Ma ora &#8211; ha aggiunto &#8211; &#8221;e&#8217; evidente che questa specie di patto non scritto tra Stato e camorra, che consente a quest&#8217;ultima di sparare, e&#8217; finito: la camorra non potra&#8217; sparare nemmeno a capodanno, almeno fino a quando saro&#8217; il sindaco di questa citta&#8221;&#8217;.</p>
<p>&#8221;Per la prima volta in Italia &#8211; ha rilevato Emiliano &#8211; con le ordinanze anti-botti abbiamo detto cio&#8217; che gli italiani vogliono, secondo me, si affermi chiaramente: sparare privatamente a capodanno e&#8217; una scemenza concalamta; una cosa talmente stupida e pericolosa da dover essere vietata&#8221;. E nel caso di Bari &#8211; ha precisato &#8211; &#8221;vorra&#8217; dire che Savinuccio Parisi chiedera&#8217;, dal carcere, l&#8217;autorizzazione al questore per sparare nella sua zona&#8221; cosi&#8217; come dovrano fare &#8221;tutti i clan mafiosi, per esempio gli Strisciuglio al quartiere Liberta&#8217;, oppure a Barivecchia e San Girolamo&#8221;.</p>
<p>&#8221;Io &#8211; ha aggiunto &#8211; ho avuto il coraggio di dirlo, supportato da migliaia di cittadini che capiscono il significato dello sparo della camorra; lo stesso per cui i picciotti della camorra il giorno dopo camminano fieri per le strade della citta&#8217; dicendo &#8216;avete visto cosa bbiamo combinato ieri?&#8217;. Emiliano ha poi sotoloneato che l&#8217;ordinanza, che deve avere carattere di urgenza e contingenza, sia l&#8217;unico strumento a disposizione del sindaco per impedire che il giorno dopo gli spari ci sia un afflusso di centinaia di feriti al pronto soccorso: &#8221;Se non l&#8217;avessi fatta &#8211; ha detto &#8211; oggi staremmo qui a parlare del perche&#8217; il sindaco si e&#8217; schierato con la parte pro-spari. Mentre io, a differenza del sidaco di Firenze, Renzi, non credo che le ordinanze non servano a nulla&#8221;. Invece &#8211; ha proseguito &#8211; &#8221;a Bari l&#8217;ordinanza e&#8217; servita a non avere nessun ferito: non era mai accaduto nella storia di Bari&#8221;.</p>
<p>Quanto alle multe da comminare ai trasgressori, Emiliano ha detto che &#8221;le fotografie scattate ora sono al vaglio della polizia municipale che sta individuando i responsabili&#8221;.</p>
<p>Il sindaco sta anche studiando l&#8217;ipotesi di &#8221;uno spettacolo pirotecnico organizzato dal Comune, cosi&#8217; come accade nelle piu&#8217; grandi citta&#8217; europee&#8221;. E a coloro che continuano a difendere i fuochi pirotecnici, a dispetto della loro pericolosita&#8217;, Emiliano risponde: &#8221;Ho timore che tutti coloro che stanno rifiutando questo percorso della citta&#8217; di Bari, cioe&#8217; quelli che non vogliono farla diventare piu&#8217; civile ma vogliono giocare su queste atmosfere oscure, stiano tra di loro solidarizzando. Bisogna evitare di trasformarle in un partito che ha una dignita&#8221;&#8217;.</p>
<p>Per Emiliano, a Bari &#8221;si e&#8217; creata una strana collusione tra brutte atmosfere del &#8216;rutto libero&#8217;, della destra estrema, di frange estremiste degli Ultras che, un po&#8217; come e&#8217; avvenuto per l&#8217;ordinanza di chiusura del Lungomare si sono buttati in mezzo a questa polemica antisindaco. Per l&#8217;ordinanza di chiusura Lungomare &#8211; ha ricordato &#8211; che ha fatto sarrabbiare gli spacciatori di cocaina che perdevano la loro piazza, mi sono beccato delle minacce e delle svastiche che, se io fossi stato il sindaco classico della sinistra, avrebbero scatenato un putiferio in tutta Italia&#8221;.</p>
<p>Allora &#8211; ha continuato &#8211; &#8221;bisogna evitare che frange della criminalita&#8217; organizzata insofferenti alle regole, che la destra estrema, che i &#8216;cheyenne&#8217; (tamarri, ndr) della citta&#8217; e chissa&#8217; chi altro, vengano a solidarizzarsi contro lo Stato. Perche&#8217; ora il nemico e&#8217; quasi inconstistente e puo&#8217; essere sconfitto, ma non dobbiamo consentire al nemico di crescere. Altrimenti vi consiglio la lettura di Arturo Ui di Brecht e di come una banda di criminali quali erano i nazisti a Berlino, si sono strasformati in un regime, tra l&#8217;altro in una situazione economica molto simile a quella in cui si trova oggi il nostro Paese&#8221;.</p>
<p>&#8221;Noi &#8211; ha concluso Emiliano &#8211; dobbiamo tenere molto forte la democrazia, prendendo decisioni. Perche&#8217; ogni volta che la democrazia si concepisce come impotente, apre la strada a questo tipo di atmosfere che se si mettono insieme rischiano di diventare un partito, una opinione pubblica che va assolutamente segmentata e non fatta consolidare&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Erica Mou, portiamola Oltre, fino a Sanremo</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta potremmo essere noi a portarla &#8221;Oltre&#8221;. Cosi&#8217; lontano da arrivare sul palco dell&#8217;Ariston. E se la pigrizia vi frena fino al punto da non poter andare su facebook e cliccare per Erica Mou, potreste farlo almeno per la prima giovane cantante che &#8221;vuole invecchiare&#8221;.<span id="more-3297"></span></p>
<p>Certo, &#8221;senza fretta&#8221; e restandosene comodamente a &#8221;mollo nella vasca da bagno della vita&#8221;. Ma che almeno guarda all&#8217;incanutimento naturale come a una conquista.</p>
<p>Erica Mou, nata a Bisceglie pochi anni fa, e&#8217; la giovane promessa del cantuautorato italiano. Un mondo in cui non ci vuole molto a capire se vali davvero. Del resto, una canzone scritta per se stessi non calza a tutti gli altri. E quindi, piuttosto che rimpiangere il fatto che &#8221;sta bene al manichino e non a me&#8221;, meglio lasciarla all&#8217;ugola del suo atutore. Soprattutto se questi si ingenga anche sul pentagramma e da&#8217; vita a suoni, musiche e melodie particolari come quelle create da Erica, scoperta da Red Ronnie e valorizzata da Caterina Caselli.</p>
<p>Occhi da orsacchiotta, voce che a tratti ricorda l&#8217;Opera, e interrogativi esistenziali, Erica Mou potrebbe cantare al prossimo festival di Sanremo, e la curiosita&#8217; di sentire cosa portera&#8217; nel tempio della canzone italiana e&#8217; gia&#8217; grande. Tuttavia il percorso che porta fino a lì  non e&#8217; ne&#8217; breve ne&#8217; facile. E per questo Erica ci ha chiesto una mano. Cosa possiamo fare?</p>
<p>Ecco qui la risposta, in una mail di Erica Mou:<br />
Ciao a tutti. Ho presentato una canzone al Festival di Sanremo. Si chiama &#8220;Nella vasca da bagno del tempo&#8221;.<br />
La selezione per arrivare sul palco dell&#8217;Ariston sarà molto lunga e comincia da oggi con una votazione online molto importante: HO BISOGNO DI TUTTI VOI!<br />
Per votare basta registrarsi inserendo la propria email sulla pagina facebook di SanremoSocial:<br />
<a href="https://www.facebook.com/SanremoSocial?sk=app_249204351810575 " target="_blank">https://www.facebook.com/SanremoSocial?sk=app_249204351810575</a></p>
<p>Dopo essersi registrati si riceve una email di conferma per votare.(Attenzione, l&#8217;email di conferma potrebbe finire nello spam!). Poi basta aprire il video della mia canzone e clickare &#8220;Vota&#8221;! SI PUO&#8217; VOTARE UNA VOLTA AL GIORNO FINO ALL&#8217;8 GENNAIO!<br />
PASSATE PAROLA A TUTTI I VOSTRI AMICI!!</p>
<p>Spero con tutto il cuore che il mio brano vi piaccia! Ci ho lavorato tanto e non vedevo l&#8217;ora di farvelo sentire.<br />
Grazie di cuore per il supporto e il calore che sempre mi regalate,<br />
abbracci e baci sotto il vischio<br />
Erica</p>
<p>A noi andava di aiutarla, ora a sta a voi fare il resto.</p>
<p>La Redazione</p>
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		<title>Legambiente, &#8220;Meno treni ma aumentano tariffe&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfiorano i 3 milioni gli italiani che, da pendolari, ogni giorno usufruiscono delle rotaie per viaggiare da casa al lavoro e viceversa. Una vera e propria &#8216;sfida quotidiana&#8217; se si considera che il nostro Paese è ultimo in Europa per il tracciato delle metropolitane e per la velocità media dei treni. A registrare quanto accade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfiorano i 3 milioni gli italiani che, da pendolari, ogni giorno usufruiscono delle rotaie per viaggiare da casa al lavoro e viceversa. Una vera e propria &#8216;sfida quotidiana&#8217; se si considera che il nostro Paese è ultimo in Europa per il tracciato delle metropolitane e per la velocità media dei treni.<span id="more-3284"></span></p>
<p>A registrare quanto accade al trasporto su ferro in Italia ci pensa il rapporto &#8216;Pendolaria 2011&#8242; di Legambiente secondo cui, nonostante negli ultimi due anni ci sia stato un aumento degli utenti (+7,8%), i treni sono diminuiti e le tariffe dei biglietti sono aumentate. Un rapporto che lancia un &#8216;sos&#8217; al governo, dopo i tagli subiti quest&#8217;anno: meno 462 milioni di euro assegnati a Trenitalia per il trasporto ferroviario regionale (da 2.028 milioni di euro del 2010 a 1.566 quest&#8217;anno).</p>
<p>Per il 2012 saranno 1.799 milioni. In Lombardia per esempio si registra un aumento del 23,4% mentre in Emilia-Romagna i servizi sono stati tagliati del 3%. Alcuni esempi di regioni che hanno tagliato il numero dei treni sono il Veneto con meno 20%, le Marche meno 13%, la Liguria meno 12%, l&#8217;Abruzzo e la Campania meno 10%. Questo &#8211; avverte Legambiente &#8211; mentre cadono &#8220;finanziamenti a pioggia per asfalto e lobby degli autotrasportatori&#8221;: nella distribuzione delle risorse statali (in tutto 82.938,6 milioni di euro), a seconda della tipologia di infrastrutture nel periodo 2002-2011, il 72,1% finisce proprio a strade e autostrade (59.856,9 milioni di euro). Il restante 27,9% (23.081,7 milioni) finisce alle rotaie: 15,4% (12.733,5 milioni) alle metropolitane, 12,5% (10.348,2 milioni) alle linee ferroviarie. E &#8211; si legge nel dossier &#8211; &#8220;la situazione non migliorerà nel 2012&#8243;.</p>
<p>Mancano &#8220;ancora 400 milioni per i bilanci 2011 e oltre 200 per il 2012. Per il 2013 si prevede di intervenire con un contributo sull&#8217;accisa&#8221;. Per questo Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, chiede &#8220;a governo e regioni di guardare alle città come priorità&#8221; per alleviare &#8220;traffico e inquinamento&#8221;. Ma anche le regioni hanno privilegiato l&#8217;asfalto (61% delle risorse). La regione &#8220;peggiore&#8221; è stata &#8220;il Veneto&#8221; che &#8220;nel 2011 ha investito lo 0,05% delle risorse del proprio bilancio&#8221; tagliando &#8220;il 20% dei treni&#8221;. Il quadro si completa con il confronto con il resto d&#8217;Europa: a livello infrastrutturale siamo &#8220;innegabilmente arretrati&#8221;. Il punto più critico è la rete di metropolitane, siamo all&#8217;ultimo posto in valore assoluto con soli 176 km. Stesso discorso per le ferrovie suburbane che contano in totale 595,7 km di estensione (2.033 km in Germania, 1.770 in Gran Bretagna).</p>
<p>E non siamo da meglio in qualità del servizio, cioé &#8211; osserva Legambiente &#8211; &#8220;treni moderni, veloci, puntuali&#8221;. I nostri treni pendolari sono, infatti, quelli che &#8220;viaggiano più lentamente in Europa&#8221; a 35,5 km/h (51,4 in Spagna, 48 in Germania, 46,6 in Francia e 40 nel Regno Unito). Per manifestare contro i tagli sono stati molti i blitz di protesta in stile &#8216;natalizio&#8217;. Legambiente insieme con i pendolari &#8211; da Genova a Torino, da Venezia a Reggio Calabria, da Salerno a Milano &#8211; hanno chiesto una &#8220;seria politica di investimenti&#8221; e al &#8220;ministro Passera di affrontare il tema del servizio universale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nella Rossani spazio al verde, all&#8217;arte e all&#8217;architettura moderna</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un parco urbano che ospitera&#8217; l&#8217;Accademia delle Belle Arti e un centro di produzione di art contemporanea. E&#8217; il destino della ex Caserma Rossani, a Bari, che al posto degli antichi arsenali di armi vedrà giovani artisti al lavoro. <span id="more-3279"></span></p>
<p>Una rivoluzione che nasce in risposta alle richiese dei baresi i quali, organizzati in comitati di esperti, nel corso degli utlimi anni piu&#8217; volte hanno esposto i propri progetti al Comune di Bari. Progetti che rischiavano, pero&#8217;, per mancanza di fondi, di finire in un cassetto.</p>
<p>Ma in questi giorni il capogruppo del Pd alla Regione, nonche&#8217; consigliere delegato alla moblita&#8217; del Comune di Bari, Antonio Decaro, ha lavorato affinche&#8217; la Regione intervenisse con risorse proprie per impedire che i privati prendessero il sopravvento con una colata di cemento sull&#8217;area della ex Caserma, mandando in fumo sogni e volonta&#8217; dei cittadini.</p>
<p>Si tratta di una sinergia che ha portato, spiega Decaro, la &#8220;Regione e il Comune a puntare sul verde, sulla produzione di arte e sull&#8217;architettura moderna&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il confronto promosso dal Partito democratico pugliese tra Comune di Bari e Regione, sul futuro della ex Caserma Rossani, e&#8217; stato positivo e proficuo&#8221;, sottolinea il capogruppo: &#8221;Tra le varie soluzioni prospettate dal Comune, si e&#8217; valutata una ipotesi che, grazie alla possibilita&#8217; di finanziamento da parte della Regione, permettera&#8217; di destinare l&#8217;intera area della Rossani a parco urbano. Gli immobili attualmente presenti al suo interno, inoltre, sarebbero ristrutturati per ospitare la sede dell&#8217;Accademia delle Belle Arti e un centro di produzione di Arte contemporanea&#8221;. &#8221;In questa maniera &#8211; rileva Decaro &#8211; l&#8217;architettura militare cederebbe definitivamente il passo all&#8217;espressione di una modernita&#8217; stilistica, collocata in un contesto che privilegia il verde urbano e uno sviluppo della mobilita&#8217; sostenibile del quartiere&#8221;. &#8221;L&#8217;arte, il verde e l&#8217;uso intelligente degli spazi &#8211; conclude &#8211; sembrano dunque tre fattori dai quali il futuro della ex  Rossani, che dovra&#8217; essere condiviso dai cittadini, non potra&#8217; davvero prescindere&#8221;.</p>
<p>Regione Puglia e Comune di Bari hanno dunque convenuto sulla necessita&#8217; di definire, con un &#8216;Atto di Intesa&#8217;, le modalità di realizzazione del progetto e delle sue forme di attuazione, il cronoprogramma e gli impegni finanziari di entrambe le amministrazioni.</p>
<p>L&#8217;area Rossani, precisa l&#8217;Ufficio di presidenza della Regione, &#8220;si presta, per la sua localizzazione, estensione, dotazione di verde, a costituire un punto centrale per i percorsi culturali dell&#8217;intera regione, creando nel contempo un luogo di aggregazione, migliorando la vivibilità del quartiere e della città nel suo complesso, nella prospettiva di una mobilità sostenibile. Una simile opzione consente di promuovere l&#8217;industria creativa, e i suoi positivi effetti in termini di occupazione giovanile, obiettivo prioritario e condiviso dalle Amministrazioni regionale e comunale, in linea con gli orientamenti comunitari&#8221;.</p>
<p>Ancora una volta la collaborazione istituzionale ha premiato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Morte senegalesi: Casapound, &#8220;Non sentiamo dover chiedere scusa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 12:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Il nostro stile politico ci ripulira&#8217; da una macchia che ci ha sporcati ingiustamente e per cui non abbiamo nessuna colpa ne&#8217; sentiamo di dover chiedere scusa a nessuno&#8221;.<span id="more-3264"></span></p>
<p>A parlare e&#8217; la militante di Casapound e portavoce nazionale della onlus &#8216;Solidarite&#8217; identites&#8217;, Chiara Del Fiacco, che oggi a Bari ha partecipato alla manifestazione promossa dalla sua associazione per ricordare la morte dei due senegalesi uccisi con colpi di pistola a Firenze dallo scrittore di estrema destra, Gianluca Casseri.</p>
<p>Nell&#8217;occasione e&#8217; stata anche presentata alla stampa la onlus &#8216;Solidarite&#8217; identites&#8217;, alla presenza del suo presidente nazionale, Sebastian Magnificat, secondo il quale &#8221;la stampa sta strumentalizzando un fatto terribile&#8221;. Per Magnificat, &#8221;se neppure i parenti e gli amici di Casseri sapevano che era un folle, come potevamo capirlo noi quando veniva a parlare dei suoi libri alle nostre conferenze? La nostra porta e&#8217; aperta a tutti non chiediamo di certo certificati di sanita&#8217; mentale&#8221;. &#8221;Inoltre &#8211; ha precisato &#8211; lui era un simpatizzante e non un militante di Casapound che, tra l&#8217;altro, non e&#8217; di estrema destra&#8221;.</p>
<p>&#8221;La stampa &#8211; per Magnificat &#8211; sta facendo sciacallaggio su quanto accaduto e si interessa di noi solo ora, ma perche&#8217; non si e&#8217; mai interessata delle nostre attivita&#8217; di solidarieta&#8217;, per esempio in Kenya o in favore dei migranti di Lampedusa?&#8221;. Sulla richiesta della comunita&#8217; senegalese di chiudere a Firenze la sede di Casapound, Magnificat ha detto che &#8221;loro sono disponibili a incontrarci: ci parleremo e poi vedremo come andra&#8217; a finire&#8221;.</p>
<p>Intanto, oggi pomeriggio a Bari e&#8217; previsto un corteo organizzato da alcuni gruppi di sinistra. &#8221;Siamo sereni &#8211; hanno assicurato gli esponenti di Casapound &#8211; e nonostante le polemiche dei giorni scorsi, molte delle quali partite dal sindaco Michele Emiliano, non accetteremo provocazioni&#8221;.</p>
<p>Per il presidente della circoscrizione San Nicola-Murat, Mario Ferorelli, &#8221;e&#8217; il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ad avere un atteggiamento razzista e di parte&#8221; mentre &#8221;dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, sia di destra si adi sinistra&#8221; e &#8221;evitare continue contrapposizioni che invece di spegnere focolai, li alimentano pericolosamente&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il sindaco Emiliano &#8211; ha detto Ferorelli &#8211; mi ha inviato una lettera sibillina in cui mi chiedeva di non autorizzare questa manifestazione perche&#8217;, secondo lui, e&#8217; promossa da fascisti. Io, invece, ho letto lo statuto di Casapound e non c&#8217;e&#8217; alcuna traccia di quello di cui parla il primo cittadino di Bari&#8221;. &#8221;Del resto &#8211; ha aggiunto &#8211; non si capisce perche&#8217; io non avrei dovuto autorizzare questa manifestazione quando il sindaco ha autorizzato senza problemi il corteo, di oggi pomeriggio, organizzato da associazioni di estrema sinistra&#8221;.</p>
<p>&#8221;Noi abbiamo invitato Emiliano a venire &#8211; ha precisato Ferorelli &#8211; ma non si e&#8217; presentato e secondo me ha fatto molto male perche&#8217; la sua presenza qui avrebbe contribuito a raffreddare gli animi&#8221;.</p>
<p>&#8221;E crediamo &#8211; ha concluso &#8211; che anche il mancato arrivo del console del Senegal, che ha appoggiato questa manifestazione donando a Casapound anche la bandiera della sua terra, non si sia presentato perche&#8217; influenzato dal sindaco&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anticipazione dell&#8217;intervista di Vendola a &#8216;Che tempo che fa&#8217;: &#8220;Ombre nel governo Monti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 16:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nell&#8217;esecutivo guidato da Mario Monti &#8220;c&#8217;é qualche ombra che danza&#8221;. Vendola, intervistato da Fabio Fazio durante la registrazione del programma &#8216;Che tempo che fa&#8217;, ha spiegato che il nuovo esecutivo deve dare dimostrazione di &#8220;discontinuità&#8221; con lo &#8220;stile Berlusconi che era la commistione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nell&#8217;esecutivo guidato da Mario Monti &#8220;c&#8217;é qualche ombra che danza&#8221;. <span id="more-3258"></span></p>
<p>Vendola, intervistato da Fabio Fazio durante la registrazione del programma &#8216;Che tempo che fa&#8217;, ha spiegato che il nuovo esecutivo deve dare dimostrazione di &#8220;discontinuità&#8221; con lo &#8220;stile Berlusconi che era la commistione tra pubblico e privato&#8221;. Per Vendola bisogna &#8220;rompere quello stile e mettere una linea di demarcazione certa tra interessi privati e interessi pubblici&#8221; e questo significa &#8220;proclamare il primato del bene comune rispetto agli interessi lobbistici&#8221;. &#8220;E da questo punto di vista &#8211; ha detto Vendola &#8211; mi dispiace, con tutta la simpatia e rispetto per il prof. Monti e per il suo governo, che anche in quel Gabinetto ci sia qualche ombra che danza&#8221;.</p>
<p>Si riferisce a Corrado Passera? Ha chiesto Fazio. &#8220;Mi riferisco a chi viene da un&#8217;esperienza di azionista di importanti aziende che hanno un ruolo nella vita italiana, nel mondo delle infrastrutture e dei trasporti, nel mondo di chi ha operato la politica del credito come un protagonista nel sistema delle imprese e ora varca quella porta e entra nel luogo del controllo politico&#8221;.</p>
<p>Per Vendola c&#8217;é bisogno di &#8220;iniziare la musica di questo governo cominciando dallo spartito della patrimoniale: se c&#8217;é il no alla patrimoniale non c&#8217;é neanche cambiamento&#8221;.</p>
<p>L&#8217;alleanza di Sel con Pd e Idv è sentita come &#8220;un vincolo morale&#8221; dal leader di Sinistra e Libertà che, alla domanda Fazio se avesse preferito le elezioni anticipate, ha risposto: &#8220;Io non sono insensibile agli appelli autorevoli del Capo dello Stato che in questa notte della Repubblica ha rappresentato un faro&#8221;. &#8220;Io sono alleato con Pd e Idv, l&#8217;alleanza di Vasto, e quando i miei alleati, anche sulla base del richiamo del Quirinale, mi dicono che c&#8217;é bisogno di una fase di governo di emergenza, io dico va bene&#8221;.</p>
<p>&#8221;Berlusconi &#8211; ha aggiunto Vendola &#8211; che tre giorni fa aveva la faccia di un rais sofferente e in fuga&#8221;, ha ora ritrovato un &#8220;volto da dominus, da signore della politica, da combattente che non solo non si sente fuori gioco&#8221; ma ha la consapevolezza &#8220;di avere di fronte un anno di tempo nel quale le responsabilità della destra, che ha portato l&#8217;Italia a un disastro morale, oltre che economico e sociale, verranno completamente occultate&#8221;.</p>
<p>Per Vendola &#8220;se la fisiognomica fosse una scelta politica, il volto di Berlusconi, nel giro di pochi giorni, da quello che aveva quando é entrato nel Quirinale, circondato da una piazza ostile e che rappresentava una stagione, un&#8217;ubriacatura della vita pubblica, ed era la faccia di un rais sofferente e in fuga, da quel volto quasi tumefatto nel giro di pochi giorni, quasi a realizzare la famosa profezia di Fiorello secondo il quale Berlusconi dopo tre giorni può resuscitare, dopo pochi giorni ritroviamo un volto da dominus, da signore della politica, da combattente che non solo non si sente fuorigioco ma intende rivestire un ruolo decisivo per il futuro dell&#8217;Italia&#8221;. E questo, ad avviso di Vendola gli deriva, dalla consapevolezza di avere di fronte un anno di tempo nel quale le responsabilità della destra, che ha portato l&#8217;Italia a un disastro morale, oltre che economico e sociale, verranno completamente occultate&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Centrale Biomasse a Santeramo: Decaro, &#8220;Valutare bene rischi e benefici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sulla costruzione della centrale a Biomasse nel Comune di Santeramo, è necessaria una pausa di riflessione che consenta, innanzitutto ai cittadini dei Comuni interessati, di fare chiarezza sui rischi e i benefici di un&#8217;opera del cui impatto ambientale non si ha ancora un quadro completo&#8221;. A dirlo è il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sulla costruzione della centrale a Biomasse nel Comune di Santeramo, è necessaria una pausa di riflessione che consenta, innanzitutto ai cittadini dei Comuni interessati, di fare chiarezza sui rischi e i benefici di un&#8217;opera del cui impatto ambientale non si ha ancora un quadro completo&#8221;.<span id="more-3249"></span></p>
<p>A dirlo è il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, che fa un &#8221;appello al Commissario prefettizio di Santeramo, e all’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, affinché prima di procedere si affronti ogni nodo della questione con il coinvolgimento attivo dei cittadini e del territorio&#8221;.</p>
<p>Per Decaro &#8221;e&#8217; necessario riflettere sul fatto che i quantitativi di combustibile necessario ad alimentare la centrale seguendo la cosiddetta filiera corta prevedono, a fronte di 9.850 tonnellate annue di legno derivanti dalla potatura di verde pubblico e privato, altre 45.000 tonnellate annue di segatura e ritagli in legno derivanti dagli scarti del settore del mobile e del salotto. Questo settore, però, e&#8217; in crisi &#8211; sottolinea il capogruppo &#8211; e quindi si corre il rischio di non avere il combustibile necessario la cui disponibilità è al momento solo ipotizzabile&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; aggiunge &#8211; per quanto riguarda l&#8217;apporto di legno da parte delle aziende che si occupano di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ovvero delle preventivate 51.719 tonnellate annue di cippato in legno non contaminato da raccolta differenziata, sorgerebbe il problema del controllo, con la conseguente ansia dei cittadini che sarebbero spinti a controllare personalmente ogni camion per evitare che altri tipi di rifiuti possano essere usati come combustibile&#8221;.</p>
<p>&#8221;Per questi motivi &#8211; conclude &#8211; occorre prendere tutto il tempo necessario al chiarimento di questi aspetti, trovando soluzioni che garantiscano la serenità dei cittadini dal punto di vista della salute propria e di quella dell&#8217;ambiente in cui vivono&#8221;</p>
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		<title>E&#8217; pugliese il primo Homo Sapiens, ritrovati resti in Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nato in Puglia il più antico &#8216;uomo moderno&#8217;: per la precisione il primo Homo Sapiens europeo è salentino. I suoi resti, due denti da latte, sono stati infatti trovati nella Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo, in Salento. La scoperta non è il ritrovamento in sè, avvenuto nel 1964, ma il risultato rivluzionario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato in Puglia il più antico &#8216;uomo moderno&#8217;: per la precisione il primo Homo Sapiens europeo è salentino. I suoi resti, due denti da latte, sono stati infatti trovati nella Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo, in Salento.<span id="more-3242"></span><br />
La scoperta non è il ritrovamento in sè, avvenuto nel 1964, ma il risultato rivluzionario dell&#8217;analisi dei reperti da parte dell&#8217;unità Radiocarbonio di Oxford.</p>
<p>Inizialmente, infatti, si pensava che i resti appartenessero all&#8217;Uomo di Neanderthal, una specie che ha abitato il Vecchio Continente tra 130 mila e 30 mila anni fa. Mentre oggi arriva la conferma che i denti ritrovati in Puglia appartengono indiscutibilmente alla specie umana e hanno tra 43 e 45mila anni.</p>
<p>Per adesso, quindi, sono italiani i fossili di Homo sapiens più antichi d&#8217;Europa.</p>
<p>A certificarlo sono stati due gruppi di ricercatori guidati rispettivamente da Thomas Higham dell&#8217; Università di Oxford e da Stefano Benazzi dell&#8217; Università di Vienna.</p>
<p>La scoperta, dunque, anticipa di circa 15mila anni l&#8217;arrivo in Europa del Sapiens la cui partenza dall&#8217;Africa si credeva fosse avvenuta 60mila anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vendola non va al processo per &#8221;legittimo impedimento&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 17:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno aveva soprannominato il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e libertà, Nichi Vendola, il &#8221;Berlusconi di sinistra&#8221;. E ora che anche Nikita il rosso ha usufruito del &#8216;legittimo impedimento&#8217; per non presentarsi a un processo, i &#8216;maligni&#8217; daranno libero sfogo alla fantasia. &#160; Nella provincia di Lecce manca una Pet-tac, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno aveva soprannominato il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e libertà, Nichi Vendola, il &#8221;Berlusconi di sinistra&#8221;. E ora che anche Nikita il rosso ha usufruito del &#8216;legittimo impedimento&#8217; per non presentarsi a un processo, i &#8216;maligni&#8217; daranno libero sfogo alla fantasia. <span id="more-3236"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella provincia di Lecce manca una Pet-tac, e per questo cinque persone hanno fatto causa alla Regione e citato Nichi Vendola come teste. Il governatore pugliese, però, per &#8220;legittimo impedimento&#8221;, oggi non si è presentato all&#8217;udienza dinanzi al giudice di pace del tribunale di Lecce, Luigi Piro, il quale ha deciso che Vendola dovrà presentarsi, prorogabilmente, il prossimo 23 novembre.</p>
<p>I malati &#8211; che sono assistiti dall&#8217;avv.Massimo Todisco, che è tra l&#8217;altro responsabile dell&#8217;ufficio legale dell&#8217;associazione Codacons &#8211; hanno chiesto un risarcimento danni per alcune migliaia di euro, perché ritengono di aver subito una violazione al diritto alla salute. Vendola, in particolare, era stato citato come teste nell&#8217;ambito del procedimento civile promosso contro la Regione Puglia dai malati di tumore, costretti a pagare somme cospicue (tra i 700 e i 1000 euro) per sostenere l&#8217;esame della Pet-Tac in uno studio privato.</p>
<p>Toccherà a Vendola, quindi, spiegare il motivo per cui a Lecce, tra i mesi di gennaio e settembre 2011, non era attiva neppure una tac pubblica, nonostante la stessa giunta regionale abbia previsto la presenza di almeno un macchinario pubblico per ogni bacino d&#8217;utenza superiore a 750.000 abitanti. Il 2 marzo del 2006, la giunta regionale guidata da Vendola aveva infatti stabilito che in Puglia fossero indispensabili una Pet ogni 750mila abitanti, una necessità che però nella provincia di Lecce, dove gli abitanti sono oltre 810mila, non è stata tenuta presente.</p>
<p>Il servizio Pet &#8211; si difende la Regione Puglia &#8211; non è stato avviato per mancanza di fondi.</p>
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		<title>Proteste dalle terre joniche: &#8220;Toglieteci dal fango&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiedono finanziamenti straordinari per garantire i diritti di cittadini e territorio. Le famiglie di Ginosa Marina, colpite dall’esondazione del primo marzo scorso, sono scese in piazza per essere letteralmente “tolte dal fango”. Nei giorni scorsi hanno manifestato davanti alla stazione di Bari, organizzando un presidio nella mattinata, prima di spostarsi nella Sala Murat per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedono finanziamenti straordinari per garantire i diritti di cittadini e territorio. Le famiglie di Ginosa Marina, colpite dall’esondazione del primo marzo scorso, sono scese in piazza per essere letteralmente “tolte dal fango”.<span id="more-3190"></span> Nei giorni scorsi hanno manifestato davanti alla stazione di Bari, organizzando un presidio nella mattinata, prima di spostarsi nella Sala Murat per un incontro pubblico alla presenza di parlamentari e sindaci pugliesi. Complessivamente sono quattrocento le case alluvionate e una cinquantina le famiglie ospitate temporaneamente in alberghi, da cui però dovranno andare via a breve. È per questo che a quasi otto mesi di distanza dall’esondazione che colpì principalmente la zona tra Ginosa e Metaponto, il Comitato per la difesa delle terre joniche chiede che si interrompa lo scaricabarile tra Governo nazionale e Regione (la settimana scorsa c’è stato un incontro con gli assessori Amati, Campese e Pelillo) e che possano arrivare finanziamenti straordinari sul modello della Basilicata, per garantire un alloggio alle famiglie per ora senzatetto.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>
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<p>&nbsp;</p>
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</a></p>
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		<title>Il Partito democratico punta sui giovani meridionali</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice sui temi della formazione di una nuova classe dirigente”. Ne parliamo con Domenico De Santis, uno dei partecipanti e dei promotori. <span id="more-3216"></span></p>
<p><strong>Partiamo dai partecipanti, chi sono?</strong></p>
<p>&#8220;I partecipanti saranno giovani sotto i 35 anni, provenienti da Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Molise, rappresentanti dei circoli del Pd, sindaci, amministratori locali, esponenti del mondo dell&#8217;associazionismo. E’ un progetto innovativo per la politica in Italia che darà vita ad un grande processo formativo, da Napoli nascerà l’Italia del 2020&#8243;.</p>
<p><strong>Come si articolerà il corso da Napoli in poi?</strong></p>
<p>&#8220;Ci saranno appuntamenti classici come quello di Napoli articolato in assemblea plenaria e workgroup e lezioni a distanza attraverso i nuovi strumenti informatici, il tutto per dodici mesi. In sostanza ogni utente accederà alla propria pagina personalizzata, potrà condividere informazioni ed aggiornamenti con gli altri utenti o con personaggi istituzionali ed entrare nei sottositi dei propri gruppi di lavoro. L’evoluzione formativa sarà garantita dagli strumenti del web 2.0 messi. Verranno messi in circolo nel sistema testi, esperienze, buone prassi di governo e vere e proprie lezioni a distanza&#8221;.</p>
<p><strong>Insomma è un progetto molto innovativo oppure è solo propaganda elettorale?</strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/10/de-santis.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3223" style="margin: 8px;" title="de santis" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/10/de-santis-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&#8220;Il solo fatto che il Partito Democratico metta insieme 2000 giovani meridionali è una novità politica. Che decida di formarli e di farne la classe dirigente del Partito è una celta coraggiosa e di rottura rispetto al passato. Per vincere le elezioni politiche è necessario vincere nel Mezzogiorno, così non è stato nel 2006 e nel 2008, occorre ribaltare gli equilibri tra centro-destra e noi. Per fare questo il PD non ha bisogno solo di facce nuove, bensì di idee nuove e di un modo nuovo di fare politica&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
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		<title>Caro Santoro, la libertà d&#8217;informazione non ha prezzo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 18:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Michele Santoro, non avrai i miei dieci euro. Sono un tuo collega, certo con meno esperiena di te, e sono rimasto davvero esterrefatto quando oggi ti ho visto in tv, su rai tre, chiedere dieci euro a ogni italiano voglioso di aiutarti a difendere la libertà d&#8217;informazione. Per me, la libertà d&#8217;informazione un giornalista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Michele Santoro, non avrai i miei dieci euro. Sono un tuo collega, certo con meno esperiena di te, e sono rimasto davvero esterrefatto quando oggi ti ho visto in tv, su rai tre, chiedere dieci euro a ogni italiano voglioso di aiutarti a difendere la libertà d&#8217;informazione. <span id="more-3178"></span></p>
<p>Per me, la libertà d&#8217;informazione un giornalista non deve elemosinarla, deve solo proteggerla. Invece tu, autore spesso di preziose pagine del nostro giornalismo, questa volta non mi hai dato una bella lezione. Perché vedi, come me, in Italia, ci sono decine di migliaia di giornalisti precari che lavorano sodo, difendono la propria libertà e quindi quella della stampa che rappresentano, ricevendo in cambio anche solo 5 euro lordi per ogni articolo scritto.</p>
<p>E invece tu, che hai ricevuto ben 2,3 milioni di euro di liquidazione dal servizio pubblico che anche noi paghiamo, chiedi dieci euro a me che sono quotidianamente sfruttato da editori senza scrupoli. E pensa che, ma lo saprai benissimo, ci sono contratti che permettono loro di farlo.</p>
<p>E&#8217; vero, un giornalista povero rischia anche di non essere libero perché può essere più facilmente ricattabile e, perche&#8217; no, corruttibile. E&#8217; altrettanto vero, pero&#8217;, che un giornalista povero può lottare meglio contro il potere che lo affama. Lo fanno tutti i giorni le decine di migliaia di precari che lottano contro i direttori delle diverse testate per le quali lavorano, contemporaneamente, rischiando anche di perdere quei pochi spiccioli che guadagnano: tanti sacrifici, ai quali sottopongono anche le loro famiglie, solo per difendere il proprio diritto di cronaca e garantire ai cittadini quel servizio pubblico che si chiama informazione puntuale.</p>
<p>In molti di noi, per farlo, aprono anche blog indipendenti in cui dicono quello che sanno. Esponendosi con le proprie scarse risorse al rischio di querele e affrontando a volte le spese legali per risarcire presunti danni. Nessuno di noi, però, è mai andato in tivù a chiedere soldi agli italiani, pur non avendo tutti i soldi che hai tu.</p>
<p>Pensa, caro Santoro, che un tuo collega di Ceglie Messapica, in provincia di Brinsidisi, un giornalista 41enne, qualche mese fa si è tolto la vita perche&#8217;, dopo tanti anni di precariato, ha perso ogni speranza di un futuro migliore.</p>
<p>Caro Santoro, sono stato sul tuo sito, proprio su quello dove ci sono, oltre alle coordinate bancarie dove inviare il nostro &#8216;contributo&#8217; alla libertà di stampa, alcune interviste sempre alla stessa ragazza che racconta come sono le feste a casa del premier. Diciamoci la verità, ma chi se ne frega.</p>
<p>Per carita&#8217;, trovo sacrosanto raccontare agli italiani il vero volto del presidente del Consiglio, ma non puntare tutto anche tu sulle storie di aitanti fanciulle la cui attendibilità è avallata solo dal fatto che le intervista una tua collaboratrice.</p>
<p>Caro Santoro, mi auguro tu possa continuare a insegnare a noi giovani giornalisti come si fa a difendere la libertà d&#8217;informazione. Ma ti prego, non chiedre più denaro in nome di quello per cui  tanti tuoi colleghi fanno i salti mortali per campare: l&#8217;amore per il giornalismo. Sono convinto che ce la farai lo stesso.</p>
<p>Con stima e affetto</p>
<p>Un soldato semplice di un esercito di giornalisti precari</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Regione Puglia chiederà una sanatoria per 850 dipendenti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 10:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potrebbe risolversi con un &#8221;altro momento di buona politica&#8221;, quindi con la collaborazione fra il governatore pugliese e il ministro Fitto, &#8221;l&#8217;incubo&#8221; che in questi giorni stanno vivendo circa 850 dipendenti della Regione Puglia i quali, in seguito all&#8217;annullamento della Consulta di un concorso bandito circa 12 anni fa dalla Regione, rischiano una &#8216;retrocessione&#8217; del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe risolversi con un &#8221;altro momento di buona politica&#8221;, quindi con la collaborazione fra il governatore pugliese e il ministro Fitto, &#8221;l&#8217;incubo&#8221; che in questi giorni stanno vivendo circa 850 dipendenti della Regione Puglia i quali, in seguito all&#8217;annullamento della Consulta di un concorso bandito circa 12 anni fa dalla Regione, rischiano una &#8216;retrocessione&#8217; del proprio ruolo: una circostanza che avrebbe conseguenze economiche negative per i dipendenti ma sarebbe anche &#8221;un colpo al cuore alla macchina&#8221; amministrativa regionale.<span id="more-3164"></span></p>
<p>Lo ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, oggi al termine di un incontro con i rappresentanti dei sindacati. &#8221;Nei prossimi giorni &#8211; ha detto Vendola al termine della riunione &#8211; avremo un Consiglio regionale che, probabilmente alla unanimita&#8217;, chiedera&#8217; al legislatore nazionale una norma in sanatoria. Contemporaneamente noi stiamo immaginando una soluzione normativa di tipo regionale, nell&#8217;ambito delle competenze che sono proprie della Regione Puglia&#8221;. &#8221;La Regione tra i suoi poteri &#8211; ha rilevato &#8211; non ha quello di sanare. E del resto ci troviamo di fronte ai problemi anche perche&#8217;, in passato, si e&#8217; voluto sanare non avendone la competenza&#8221;. Quella regionale e quella nazionale &#8211; ha sottolineato Vendola &#8211; &#8221;sono azioni che partono contemporaneamente: una di raccordo tra Regione e governo nazionale, tra me e il ministro Fitto, tra le nostre tecnostrutture; e una tutta regionale e costruita in maniera assolutamente bipartisan&#8221;. &#8221;Puo&#8217; essere un altro di quei momenti &#8211; ha precisato &#8211; in cui una grave criticita&#8217; determina una messa all&#8217;opera della buona plitica, quella che supera le contrapposizioni e le polemiche, e si mette al lavoro per risolvere i problemi&#8221;.</p>
<p>Il concorso in questione e&#8217; stato annullato dalla Corte Costituzionale perche&#8217; non prevedeva una &#8216;riserva&#8217; a candidati esterni alla Regione. Tuttavia la sentenza della Consulta e&#8217; stata tenuta sospesa fino a quando la manovra &#8217;111/2011&#8242; non ne ha imposto l&#8217;immediata esecutivita&#8217; con il conseguente annullamento del concorso. Allora &#8211; ha spiegato Vendola &#8211; &#8221;la strada abbiamo cominciato a tracciarla subito, appena le conseguenze di qella norma, che e&#8217; scritta nella legge finanziaria, si sono appalesate come un incubo per quasi&#8221; 850 &#8221;dipendenti della Regione Puglia che rischiano di essere retrocessi di 15 anni dal punto di vista della loro retrobuzione. E&#8217; un incubo perche&#8217; il rischio concreto e&#8217; quello della paralisi dell&#8217;attivita&#8217; della Regione Puglia&#8221;. &#8221;Siccome questo problema nasce alla fine degli anni &#8217;90 &#8211; ha ricordato &#8211; abbiamo trovato immediatamente, io e il ministro Fitto, le parole utili a far partire un tavolo congiunto di apporofondimetno e un tavolo tecnico che sta lavorando&#8221;. L&#8217;incontro odierno con i sindacati &#8221;e&#8217; molto buono &#8211; ha proseguito &#8211; e intanto avremo un tavolo permanete aperto di confronto con i sindacati e anche con i loro consulenti giuridici. Qui si tratta di mettere a punto la soluzione migliore e soprattutto di non avere contestazioni da parte del ministero dell&#8217;Economia perche&#8217; i nostri atti non devono rischiare di essere impugnati, altrimenti diventa la &#8216;tela di Penelope&#8221;&#8217;. &#8221;Stiamo cercando &#8211; ha concluso &#8211; di tessere una tela che consenta a&#8221; circa 850 &#8221;lavoratori, dipendenti della Regione Puglia, di non perdere le posizioni raggiunte, e che consenta a noi di non avre un colpo al cuore alla macchina regionale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8221;Vendola pecca più di Berlusconi&#8221;, chi l&#8217;ha detto?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 17:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul mondo politico incombe il giudizio divino: a farsi carico di interpretarlo, in maniera addirittura bipartisan, sono gli alti prelati della Chiesa italiana: i Vescovi.<span id="more-3160"></span></p>
<p>Per la precisione, al premier è toccata, poiché il Cavaliere è sempre perseguitato e privilegiato, la romanzina del presidente della Cei (la Conferenza episcopale italiana): &#8220;Mortifica dover prendere atto &#8211; ha detto sua eminenza il cardinale Angelo Bagnasco &#8211; di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non è la prima volta &#8211; ha aggiunto il vescovo anche un po&#8217; seccato &#8211; che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell&#8217;onore che comporta. Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica&#8221;. &#8220;La collettività &#8211; ha concluso con una bella frecciatina &#8211; guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l&#8217;immagine del Paese all&#8217;esterno ne viene pericolosamente fiaccata&#8221;.</p>
<p>A chi si starà riferendo il vescovo? Siamo davvero curiosi.</p>
<p>Ma se lo &#8216;special one&#8217; dei vescovi si rivolge a &#8216;buon inenditor&#8217;, non fa la stessa cosa il suo discepolo, vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini. Il premier Berlusconi non sarà &#8220;un modello&#8221; di comportamenti &#8211; avrebbe detto al sito cattolico conservatore Pontifex &#8211; ma &#8220;l&#8217;omosessualità praticata&#8221; è un peccato &#8220;certamente peggiore di chi va con l&#8217;altro sesso&#8221;, in quanto &#8220;contro natura&#8221;, e quindi Nichi &#8220;Vendola pecca molto di più di Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Le sue affermazioni, se confermate, sarebbero davvero gravi. Ma il monsignore, raggiunto telefonicamente dall&#8217;ANSA, pur non smentendo il contenuto di &#8220;una chiacchierata tra amici&#8221;, precisa di non avere rilasciato alcuna intervista e di non voler rilasciare alcuna dichiarazione. &#8220;Io credo che oggi sia in atto una vera caccia a Berlusconi se penso che buona parte dei giornali è dedicata a lui e che ben quattro procure gli dedicano esagerate attenzioni &#8211; sono le parole del presule riportate da Pontifex e che il vescovo, però, non vuole confermare -. Penso che sarebbe utile lasciar governare e aspettare che la recente manovra finanziaria dia i suoi frutti. Molti osservatori sembrano più intenzionati a fare cadere il governo che alla fedele aderenza alla realtà&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda lo stile di vita del premier, &#8220;certo, non mi sembra un modello &#8211; è l&#8217;opinione di mons. Babini pubblicata dal sito -, ma oggi la politica spesso si fa con le mutande e non con la testa. Tuttavia, sarebbe bene accertare realmente che Berlusconi abbia fatto cose malvagie e i baccanali&#8221;. Inoltre, &#8220;non è pensabile condannare una persona solo per sentito dire. Se cade Berlusconi siamo nei guai. Non è il massimo, ma non vedo politici degni dietro di lui&#8221;.</p>
<p>Quanto poi alle critiche del governatore della Puglia Nichi Vendola a Berlusconi &#8220;io non ne posso più della retorica inutile di Vendola. Credo, da cattolico &#8211; prosegue il testo riportato dal Pontifex &#8211; che la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e contro natura, certamente peggiore di chi va con l&#8217;altro sesso&#8221;: &#8220;Alla luce dei fatti, senza stilare classifiche Vendola pecca molto di più di Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Pronta la replica delle associazioni di omosessuali. &#8220;L&#8217;amore in tutte le sue forme &#8211; afferma Imma Battaglia, uno leader del movimento &#8211; non è peccato. E neppure il comportamento libertino di Berlusconi, di cui mi importa ben poco. Il vero peccato, etico prima che religioso, sta nel non governo, nel perseguimento di interessi personali a discapito del bene pubblico, nell&#8217;indifferenza rispetto al declino del Paese. E secondo me anche nella connivenza di quanti, dietro al capro espiatorio degli omosessuali, continuano ad appoggiare questo governo. Chi dovrebbe difendere i deboli dalla tirannia del potere, oggi, da che parte sta?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il vescovo emerito &#8211; replica a sua volta il Circolo Mario Mieli &#8211; sconfessato anche dal suo successore nella Diocesi di Grosseto, che lo descrive come un uomo anziano e con problemi di salute, bene quindi farebbe a riposarsi e a vivere tranquillo, visto che ha raggiunto l&#8217;età della pensione. Nel frattempo gli consigliamo vivamente di dedicare qualche ora della sua giornata, anziché insultare omosessuali, ebrei e Islam, a ripassare il significato di parole come etica e morale&#8221;.</p>
<p>Per evitare di esprimere anche noi opinioni offensive, eviteremo ulteriori commenti. Ma lasciamo, come sempre, a voi l&#8217;ardua sentenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>All&#8217;Alternativa parla Yasuda, il primo ingegnere che intervenne alla centrale di Fukushima</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 07:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;era tempo per la paura: la prima cosa da fare era mettere in moto tutte le misure di sicurezza per proteggere l&#8217;ambiente e le persone dal rischio contagio radiazioni. L&#8217;ingegnere Hiroshi Yasuda, uno degli scienziati impegnati in prima linea nella gestione dell&#8217;emergenza alla centrale di Fukushima, ricorda con freddezza quei momenti che seguirono l&#8217;incidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;era tempo per la paura: la prima cosa da fare era mettere in moto tutte le misure di sicurezza per proteggere l&#8217;ambiente e le persone dal rischio contagio radiazioni. L&#8217;ingegnere Hiroshi Yasuda, uno degli scienziati impegnati in prima linea nella gestione dell&#8217;emergenza alla centrale di Fukushima, ricorda con freddezza quei momenti che seguirono l&#8217;incidente alla centrale atomica subito dopo il violento terremoto e l&#8217;intenso tsunami che colpirono il Giappone lo scorso 11 marzo.<span id="more-3153"></span></p>
<p>E ieri, in occasione di &#8216;Geomed 2011&#8242;, la quarta Conferenza internazionale di Geologia medica in corso a Bari, Yasuda ci ha raccontato il suo punto di vista sull&#8217;incidente e sul futuro del nucleare nel mondo. La visione di uno scienziato che guarda ogni cosa con la razionalita&#8217; di chi e&#8217; convinto che &#8221;l&#8217;incidente di Fukushima ci aiutera&#8217; a prevenire rischi di alto livello&#8221;.</p>
<p><strong>Ingegnere, lei e&#8217; stato uno dei primi uomini a intervenire: cosa ha pensato quando si e&#8217; trovato di fronte a quello che e&#8217; stato definito uno degli incidenti nucleari piu&#8217; gravi della storia?</strong> &#8221;Nella prima fase dell&#8217;intervento, la prima cosa cui abbiamo pensato e&#8217; stata quella di mettere in pratica tutte le misure di sicurezza possibili, sia ambientali che personali, per cercar di stimare immediatamente il rischio e per prendere le opportune iniziative di tutela della salute pubblica: bisognava salvaguardare il popolo giapponese&#8221;.</p>
<p><strong>Mentre si trovava li&#8217;, le e&#8217; mai passato per la mente che l&#8217;uomo, forse, aveva superato il limite?</strong> &#8221;Fukushima e&#8217; stata una combinazione molto particolare, di un terremoto molto forte e di uno Tsunami molto intenso. Etrambi questi fenomeni erano ben al di sopra di quanto si potesse lontanamente aspettare. Questo, pero&#8217;, non significa che non si debbano o non si possano intraprendere iniziative industriali con il nucleare. E questo incidente e&#8217; servito senz&#8217;altro per imparare come prevenire rischi di alto livello&#8221;.</p>
<p><strong>Esistera&#8217; mai, secondo la sua esperienza, un nucleare davvero &#8216;sicuro&#8217;?</strong> &#8221;Guardi, da questo tipo di incidente non ci si puo&#8217; difendere perche&#8217; quello di Fukushima non e&#8217; stato un incidente del processo nucleare per la formazione dell&#8217;energia. Piuttosto e&#8217; stato un incidente naturale che ha innescato un danno nella centrale, e quindi un pericolo per la salute umana. In ogni caso, ribadisco che questo potra&#8217; costituire una base per imparare nel futuro e quindi prendere le opportune precauzioni nella costruzione e nella difesa delle centrali nucleari&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia con un referendum, ma anche altri Paesi come la Germania hanno scelto di dire no al nucleare sull&#8217;onda della paura di un&#8217;altra Fukushima. A suo avviso queste nazioni stanno perdendo una chance per il proprio progresso?</strong> &#8221;La scelta fra il nucleare si&#8217; e il nucleare no, e&#8217; fondamentalmente legata alla necessita&#8217; di avere energia e al contesto in cui ci trova a decidere. Chiaramente bisogna sempre fare un bilancio fra rischi e benefici. Quindi, in un certo senso, e&#8217; tutto legato alle diverse complicazioni che possono esserci, in quel territorio, nel costruire una centrale nucleare e nel poter usufruire appieno della sua potenzialita&#8217;, considerando anche che una centrale nucleare non si puo&#8217; spegnere&#8221;.</p>
<p><strong>E&#8217; pensabile un futuro in cui l&#8217;energia atomica e l&#8217;energia cosiddetta rinnovabile e pulita, potranno essere complementari?</strong> &#8221;Bisogna considerare che ciascuna fonte di energia ha meriti e demeriti: la cosa piu&#8217; importante nel caso dell&#8217;energia solare e&#8217; la necessita&#8217; di avere grandi quantita&#8217; di pannelli che tolgono grandi aree al territorio per avere la stessa quantita&#8217; di energia che da&#8217; una sola centrale nucleare. Quindi, alla fine, bisogna sempre cercare di fare un bilancio fra le diverse forme di energia, tenendo conto che la stessa energia verde, come il solare, ha dei demerti: oltre a occupare come ho detto grandi aree con i pannelli solari, ha il problema della loro costruzione e del loro smaltimento. Anche il solare, come vede, puo&#8217; danneggiare il territorio. E anche in questo caso bisogna compiere uno sforzo per migliorare la qualita&#8217; dei pannelli che prendono energia dal nostro sole&#8221;.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Scalfari a Bari, &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l&#8217;ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria&#8221;. <span id="more-3142"></span></p>
<p>La citazione è tratta da &#8216;Scuote l&#8217;anima mia Eros&#8217;, l&#8217;utima fatica del fondatore del quotidianl La Repubblica, il giornalista Eugenio Scalfari. Un libro che lui stesso ha definito &#8221;una ricerca sugli istinti che in ognuno di noi si annidano sul fondo di quel vulcano la cui bocca e&#8217; pesidiata da Eros&#8221;. E per parlare del suo libro Scalfari ha scelto il teatro Petruzzelli di Bari. &#8221;Una citta&#8217; &#8211; ha sottolineato &#8211; con cui mi pare ci sia una evidente affinita&#8217;: ero molto preoccupato perche&#8217; e&#8217; difficile riempire un teatro cosi&#8217; grande, ma la vostra numerosa presenza mi fa sentire come in famiglia&#8221;. E sara&#8217; forse l&#8217;istinto a muovere centinaia di persone ogni qualvolta il &#8216;maestro&#8217; del giornalismo presenta un suo lavoro nel capoluogo pugliese ma anche l&#8217;anno scorso, quando a Bari Scalfari presento&#8217; &#8216;Per l&#8217;alto mare aperto&#8217;, al teatro Piccinni si registro&#8217; il tutto esaurito.</p>
<p>Un sentimento (definito da Scalfari un &#8221;istinto filtrato dalla razionalita&#8221;&#8217;) che si rintraccia in uno dei tre tipi  in cui l&#8217;autore suddivide l&#8217;amore nel libro: amore per noi stessi, per un altro (il nostro partner), per molti altri. &#8221;Quello di base &#8211; spiega &#8211; e&#8217; l&#8217;amore per se&#8217;: un sentimento che ci permette di sopravvivere e che si realizza dentro una soglia fisiologica di egoismo. Poi &#8211; aggiunge &#8211; c&#8217;e&#8217; l&#8217;amore per gli altri, quello che tutela la specie umana e che, ad esempio, ci fa lanciare d&#8217;istinto in un fiume per salvare un bambino che annega&#8221;. Sul &#8221;confronto tra questi due sottoistinti &#8211; precisa Scalfari &#8211; si muove tutto il racconto della nostra vita&#8221;. Una vita caratterizzata e animata dal desiderio: &#8221;la nostra e&#8217; una specie desiderante &#8211; ricorda Scalfari &#8211; l&#8217;uomo ha &#8216;desiderio per il desiderio&#8217; che non si esaurisce mai e che permette all&#8217;uomo di evolversi, di non essere mai ripetitivo e di trascendersi&#8221;. Un desiderio che puo&#8217; certo essere &#8221;di potere o di sesso&#8221;, ma che non hanno &#8221;nulla a che fare con bunga bunga&#8221;. Perche&#8217; su una cosa non ha dubbi Scalfari e lo dimostra quando gli si chiede, provocatoriamente, se sia l&#8217;Eros a scuotere l&#8217;anima del premier&#8217;: &#8221;Niente affatto &#8211; risponde  &#8211; quello e&#8217; tutto un altro discorso&#8221;.</p>
<p>E sullo stato d&#8217;animo del premier azzarda una ipotesi: &#8221;Dipende dai caratteri &#8211; dice &#8211; il potere di solito rattrista ma a volte rende felici. In questo caso la tendenza, per quel tanto che conosco la persona, e&#8217; all&#8217;euforia. Ma i fatti e le circostanze che lo circondano, e che in parte ha provocato lui stesso, dovrebbero indurre alla tristezza. Io non sto nella sua testa e quindi non posso saperlo. Direi che, oggettivamente, dovrebbe essere piuttosto triste&#8221;.</p>
<p>Parlando poi dell&#8217;attuale situazione economica e politica che sta vivendo il Paese, Scalfari spiega: &#8221;E&#8217; molto preoccupante quello che sta accadendo non solo in Italia&#8221; ma anche &#8221;in Europa e in tutto l&#8217;Occidente&#8221;. E &#8221;la tristezza a me viene &#8211; ha precisato &#8211; quando penso che, fino a qualche tempo fa, una larga parte, probabilmente la maggioranza di questo Paese, ha sostenuto, votato e rivotato questo assetto del potere politico italiano&#8221;. &#8221;Questo da&#8217; tristezza &#8211; ha concluso &#8211; perche&#8217; in qualunque paese normale un assetto di questo genere sarebbe stato possibile, forse, per qualche mese e non oltre&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Finisce la festa Pd: il punto di vista di Nardelli, il &#8216;cacciatore&#8217; degli insolventi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da poco si è conclusa a Bari la Festa nazionale dell’economia e del lavoro promossa dal Pd. Abbiamo voluto sentire il punto di vista del presidente della commissione Garanzia dell’unione comunale del Partito democratico di Bari, Eugenio Nardelli, lo stesso che, qualche tempo fa, fu promotore di una iniziativa che fece discutere i vertici del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da poco si è conclusa a Bari la Festa nazionale dell’economia e del lavoro promossa dal Pd. Abbiamo voluto sentire il punto di vista del presidente della commissione Garanzia dell’unione comunale del Partito democratico di Bari, Eugenio Nardelli, lo stesso che, qualche tempo fa, fu promotore di una iniziativa che fece discutere i vertici del partito: Nardelli invitò pubblicamente i consiglieri comunali, gli assessori, i presidenti e i consiglieri delle aziende municipalizzate, a ottemperare all’obbligo statutario che prevede il versamento di un contributo nelle casse dell’organo cittadino del Pd.<span id="more-3171"></span></p>
<p><strong>Presidente, quale esito ha avuto la sua iniziativa? </strong></p>
<p>“Devo dire che coloro che hanno ritenuto di aderire all’invito non rappresentano numericamente la maggioranza che è ancora attestata su posizioni di disimpegno. Tale atteggiamento, qualora dovesse persistere, indurrebbe la commissione ad assumere i provvedimenti che sono previsti dalle norme statutarie, ma io confido nel buon senso di tutti e non escludo che si possa trovare una soluzione concordata per la quale è mio intendimento proporre un incontro a tal fine”.</p>
<p><strong>Ma cosa rischiano gli ‘insolventi’? </strong></p>
<p>“La fuoriuscita dal Partito: ai sensi dell’art 40 dello Statuto, decadono dall’anagrafe degli iscritti e dagli organismi dirigenti del Pd”.</p>
<p><strong>Si è appena conclusa a Bari la festa nazionale dell’economia e del lavoro. Quali sono le sue impressioni?</strong></p>
<p>“La festa ha rappresentato il tentativo, senza dubbio riuscito, di dare all’azione del Pd uno slancio che coinvolgesse la cosiddetta società civile, e non costituisse la solita passerella per gli altrettanto soliti notabili”.</p>
<p><strong>In che misura le vicende giudiziarie hanno inciso sulla festa e sulla credibilità del Partito, scosso dagli ultimi avvenimenti che hanno visto protagonisti anche alcuni dirigenti di livello nazionale?</strong></p>
<p>“La festa si è svolta in un clima che oserei definire quasi goliardico, con il pregio di accantonare i problemi giudiziari i cui protagonisti, fino a prova di contro, sono chiamati a rispondere di azioni la cui responsabilità è tutta da dimostrare”.</p>
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		<title>Sud sound system al Rototom, Raggamuffin internazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 16:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato sufficiente pronunciare il loro nome per far saltare all&#8217;unisono migliaia di persone nel main stage del Rototom. Quando il sole spagnolo cominciava a dare tregua al popolo del Sunsplash, sul palco di Benicassim è spuntata un&#8217;altra stella: quella dei Sud Sound System. Del resto, Don Rico, Terron Fabio e Nandu Popu lo raccontano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato sufficiente pronunciare il loro nome per far saltare all&#8217;unisono migliaia di persone nel main stage del Rototom. Quando il sole spagnolo cominciava a dare tregua al popolo del Sunsplash, sul palco di Benicassim è spuntata un&#8217;altra stella: quella dei Sud Sound System. <span id="more-3135"></span></p>
<p>Del resto, Don Rico, Terron Fabio e Nandu Popu lo raccontano da oramai 20 anni: a noi ce basta lu sule, ce scarfa entro e fore, ed è proprio n&#8217;amore.</p>
<p>E sarà che un&#8217;ampia fetta della reggae massive presente al Rototom è venuta dall&#8217;Italia, ma proprio tutti i brani dei Sud sono stati cantati da un coro di ragazzi che conosceva a memoria ogni parola dei loro brani e perfino quelle, la maggior parte, in dialetto salentino.</p>
<p>Una maniera di cantare per ricordare sempre da dove si viene, senza montarsi mai la testa nonostante il successo di una carriera ormai consolidata. E, a conferma che i valori del reggae non hanno confini, il trio salentino ha spopolato anche in Spagna con l&#8217;ormai famosissimo singolo &#8216;Le radici ca tieni&#8217;. &#8221;Se non ti vergognerai mai delle tue radici, rispetterai anche quelle di chi viene da paesi lontani&#8221;, recita una frase chiave del testo che traduciamo in italiano, consapevoli di tradirne un po&#8217; il vero sapore.</p>
<p>Ma è proprio così, rispettando la propria terra, i propri genitori e la propria cultura che si impara a non aver paura di chi è diverso da noi, spesso solo per il colore della sua pelle o perché parla una lingua che non comprendiamo.</p>
<p>Lo sanno bene i ragazzi del Rototom, che si ritrovano ogni giorno, dal risveglio alla notte successiva, a condividere, con gente di ogni arte del mondo, emozioni che solo il reggae riesce a regalare. &#8221;Per me è la meglio musica che c&#8217;è, mi batte nel cuore e nella testa e non so neanche perché&#8221;, canta Don Rico. D&#8217;altronde, aggiungiamo noi, chiedersi perché si ama il reggae sarebbe come chiedersi perché si ama la vita.</p>
<p>Il ritmo in levare ogni giorno ci regala un&#8217;emozione in più, ogni giorno ci insegna che non esistono traguardi impossibili da tagliare percé &#8221;se una cosa la vuoi davvero riuscirai senz&#8217;altro a farla&#8221;.</p>
<p>E ai Sud, che da due decenni ci fanno riflettere e ballare, possiamo rimproverare soltanto una cosa: quella di non aver mai detto su un palco che baresi e salentini devono smetterla di farsi la guerra, trasferendo una già stupida rivalità cacistica in un più odioso conflitto culturale che esiste solo nella mente di chi lo alimenta.</p>
<p>Qualche anno fa, in Salento, i Suoni Mudù, storica band barese, aprivano il concerto del jamaicano Capleton. Dopo pochi minuti dall&#8217;inizio della loro esibizione, sul palco cominciarono a piovere pietre e monetine che colpivano strumenti, musicisti e il cantante dei Mudù, Nico Caldarulo.</p>
<p>Fu quest&#8217;ultimo, dopo aver fatto rientrare la band dietro le quinte per impedire che si facesse male, a ritornare sul palco con un fiore tra le labbra, e a esporsi agli insulti e alla sassaiola ancora per qualche istante. Invitando tutti, se quesllo fosse davvero un loro desiderio, a colpirlo ancora. Fu così.</p>
<p>Solo quando Caldarulo andò via gli animi si placarono. Ma nessuno, tanto meno i Sud, intervenne.<br />
Nessuno spiegò a quanti lanciavano le pietre che, molto probabilmente, non avevano capito proprio nulla della musica che stavano ascoltando.</p>
<p>Qualche tempo più tardi questo episodio, intervistai Nandu Popu per il Corriere del Mezzogiorno. Gli chiesi di commentare l&#8217;accaduto e mi rispose, anche giustamente, che si trattava di una minoranza di tifosi ai quali non si può impedire l&#8217;accesso alle dance hall e ai concerti.</p>
<p>Siamo d&#8217;accordo ancora una volta coi Sud. I salentini e i baresi sono prima di tutto persone, pugliesi, uomini e donne che hanno le stesse radici e origini e che non devono litigare fra loro. E non ci sogneremmo mai di impedire a nessuno, ultrà o tifoso moderato che sia, l&#8217;accesso ad alcun evento musicale.</p>
<p>Anzi, invitiamo tutti a frequentare il più possibile le dance hall e tutti i luoghi in cui si può ascoltare il reggae e vivere in armonia con gli altri.</p>
<p>Allo stesso modo, però, invitiamo i Sud a usare quello che sanno e che ci hanno insegnato, per provare a fare quello che finora nessuno ha mai fatto: far salire sul palco di un loro concerto due capi ultras, del Bari e del Lecce, e invitarli a stringersi la mano davanti a tutti. Sarebbe un bell&#8217;esempio per tutti e davvero un bel gol per il Sud Sound System, per il Reggae e per la nostra società che a volte cresce grazie anche ai piccoli grandi eroi.</p>
<p>Reggae music, Love and Unity.</p>
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		<title>Rototom sunsplash, la reunion dei Marley dura troppo poco</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 18:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sola protagonista: la famiglia Marley. Nella giornata di ieri, sin dal pomeriggio, il cognome più celebre della storia del reggae ha fatto capolino a Benicàssim. È toccato prima a Ky-many, che si è intrattenuto con giornalisti e appassionati nella Reggae university per una chiacchierata sulla musica, con un evidente riferimento alla figura di Bob. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una sola protagonista: la famiglia Marley. Nella giornata di ieri, sin dal pomeriggio, il cognome più celebre della storia del reggae ha fatto capolino a Benicàssim. È toccato prima a Ky-many, che si è intrattenuto con giornalisti e appassionati nella Reggae university per una chiacchierata sulla musica, con un evidente riferimento alla figura di Bob. <span id="more-3122"></span>“My dear dad” era infatti il titolo della conversazione, durante la quale Ky-many, apparso molto simpatico e alla mano, ha spaziato tra i ricordi e il futuro all’insegna dell’Evolution of the revolution (sarà il titolo del suo prossimo album), non mancando di sottolineare le origini. A chi gli chiedeva se andando troppo in giro per il mondo non rischiasse di perdere le radici caribbean, ha risposto semplicemente citando il suo cognome: “Listen Bob Marley”. Come dire, “ascolta mio padre e capirai”, allontanarsi dalla Giamaica non significa dimenticare i dettami del reggae e dell’intera filosofia rasta. In serata prima di lui, sul palco principale sono saliti gli Africa Unite, che stanno celebrando il loro trentesimo anno di carriera. Bunna &amp; soci hanno aperto la serata trascinando il pubblico nell’attesa dell’esibizione di Ziggy Marley, <a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/08/Kimany-Marley.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3125" style="margin: 6px 5px;" title="Kimany-Marley" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/08/Kimany-Marley-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>che da programma avrebbe dovuto suonare con il featuring della mamma Rita. In realtà, si è trattato di un apprezzato concerto di Ziggy, con un paio di pezzi made in  Bob e tutto il resto farina del proprio sacco, e con una semplice comparsata di Rita, salita sul palco per il bis del figlio e intonando One love. Una dedica al pubblico del Rototom e poi di nuovo dietro le quinte, lasciando un po’ di amaro in bocca alle decine di migliaia di presenti.<br />
Nel post concerto continua a essere presa d’assalto la dub station, mentre nel lion stage alle 3 di notte sembrava mezzogiorno: a chiudere, i sardi Train to roots, autori tra l’altro di una canzone dedicata al festival traslocato da Osoppo: “Rototom is not a crime”.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rototom Sunsplash, oltre i dreadlocks c&#8217;è di più</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 23:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non hanno certo dimenticato i conflitti che fanno decine di vittime innocenti ogni giorno in tutto il mondo. Sono perfettamenti consapevoli che milioni di persone, in particolare bambini, muoiono di fame nei Paesi piu&#8217; poveri.<span id="more-3101"></span></p>
<p>Sanno benissimo che in molti angoli del nostro pianeta uomini ammazzano altri uomini solo perché la loro pelle ha un colore diverso. E conoscono alla perfezione il meccanismo in base al quale il progresso fa arricchire il 5% degli abitanti della terra a discapito del restante 95% che è vittima di una crisi voluta e ormai sfuggita di mano.</p>
<p>Ed è per questo, per dire di no a un modo di vivere dannoso e incomprensibile che migliaia di uomini e donne, da ogni parte del mondo, si sono dati appuntamento a Valenzia per la 18esima edizione del Rototom Sunsplash, il più grande festival europeo dedicato alla musica reggae.</p>
<p>Famiglie intere con bimbi al seguito, giovani coppie, gruppi di giovani che qualcuno, con lo sguardo limitato al colpo d&#8217;occhio dei dreadlocks o con l&#8217;olfatto sensibile solo ai profumi di ganja, definirebbe addirittura sbandati e perdigiorno.</p>
<p>Eppure il Reggae, per chi ha la pazienza di ascoltarlo davvero, è molto di più. &#8221;E&#8217; una cultura, un modo di vivere, non soltanto un genere musicale&#8221; si affanno a dire quanti hanno conosciuto da vicino questo mondo.</p>
<p>Un mondo che qui al Rototom Sunsplash ritrovi in ogni angolo: nei sorrisi dello staff, nelle vibes dei musicisti, nella cortesia del vicino di tenda che ti consiglia dov&#8217;è meglio sistemarti per dormire comodamente dopo una notte trascorsa in compagnia dei migliori artisti del panorama reggae mondiale.</p>
<p>Stasera saranno alcuni componenti della famiglia Marley &#8211; Ziggi, Rita e Kymani &#8211; a salire sul palco per regalare al pubblico del &#8221;main stage&#8221; un&#8217;altra serata per vivere il sogno che un mondo di pace e amore non sia soltanto un&#8217;utopia.</p>
<p>Ieri è stato Luciano a infiammare gli animi. Tra &#8221;odlies&#8221; e &#8221;new tune&#8221; come il nuovo singolo &#8216;Rubadub market&#8217;, il &#8221;messaggero&#8221;  ha riempito l&#8217;aria di positive vibration. Del resto, dopo il tributo a Bob Marley cominciato con &#8216;Redemption song&#8217; unplagged, era impossibile lasciarlo andare via dal palco.</p>
<p>E se occorrerà gridare ancora il nome di Luciano e quello di tutti gli altri cantanti che portano nel mondo la bandiera del Reggae per far si&#8217; che questo mondo esista davvero, allora è certo che stanotte sarà solo un&#8217;altra delle infinite volte in cui migliaia di voci chiederanno, ancora e ancora, di tornare sul palco a spiegarci come si fa a vivere in un mondo migliore.</p>
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		<title>Il calore del reggae</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 23:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui Benicàssim, capitale del reggae.  Gli inviati de L’Alternativa sono ufficialmente al Rototom sunsplash, il festival internazionale per il secondo anno consecutivo ospitato in Spagna. L’origine italiana della rassegna, però, è ancora evidente. Non sarà la fresca Osoppo, a due passi da Udine, ma l’impronta del tricolore campeggia costante anche negli accenti dei tanti presenti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui Benicàssim, capitale del reggae.  Gli inviati de L’Alternativa sono ufficialmente al Rototom sunsplash, il festival internazionale per il secondo anno consecutivo ospitato in Spagna. L’origine italiana della rassegna, però, è ancora evidente. Non sarà la fresca Osoppo, a due passi da Udine, ma l’impronta del tricolore campeggia costante anche negli accenti dei tanti presenti.<span id="more-3099"></span> Spagnoli e italiani rappresentano infatti la fetta maggiore degli appassionati di reggae che stanno popolando il camping di Benicàssim e che la mattina (noi compresi), servendosi della navetta si recano al mare per un tuffo pre-concerti.</p>
<p>È questa la principale differenza rispetto all’esperienza friulana: mare e tanto caldo. Poche zone d’ombra, ma tante occasioni di scambio: dibattiti e workshop si alternano sin dalle prime ore del mattino, per confrontarsi e discutere su tematiche sociali e, chiaramente, musicali. Ieri, ad esempio, la produzione italiana “Pull it up” ha offerto un focus sul movimento reggae in Italia, attraverso un interessante documentario. Pochi minuti prima della proiezione, sul palco intonava le ultime note della sua serata il protagonista della giornata, Luciano, che ha voluto anche dedicare un ricordo a Bob Marley, con la celebre Redemption song.</p>
<p>In mezzo, tanti altri appuntamenti, con  dub station, la lion stage (ovvero il palco più piccolo dove sin dal pomeriggio si esibiscono gli artisti), African village e la zona dedicata allo shopping, sempre all’insegna dell’eticità e dello scambio equo e solidale. Oggi, la re-union di parte della famiglia Marley: sul palco Ziggy e Rita, a seguire Kymany. Sul palco anche i nostri Africa Unite e nella notte esibizione live dei sardi Train to roots.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
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		<title>Rototom Sunsplash, dedicato a Robert Nesta Marley</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 09:34:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’anno scorso l’emozione del debutto, oggi la garanzia della qualità. Benvenuti a Benicàssim, a una manciata di chilometri da Valencia, per 10 giorni capitale del reggae. E benvenuti al Rototom sunsplash, la rassegna che da Osoppo, vicino  Udine, per il secondo anno consecutivo viene ospitata in Spagna.<span id="more-3090"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarà stato anche un esilio forzato, quello dall’Italia, ma il Rototom si è sentito subito a casa a Benicàssim.</p>
<p>Dal 18 al 27 agosto dibattiti, workshop, African village, film festival e sound system animeranno lo spazio camping della cittadina spagnola, con un unico filo conduttore: il reggae. Il tema di quest’anno non poteva che essere un tributo al principale artista del genere di tutti i tempi: Bob Marley. In occasione del trentesimo anniversario dalla sua morte, da tutto il mondo saliranno sul palco per rendergli onore.</p>
<p>Anche la sua famiglia, come dimostra la partecipazione alla rassegna di Rita, Ziggy e Kymany Marley, che martedì promettono spettacolo, in una serata che vedrà inoltre la performance degli Africa Unite. Non sarà l’unico gruppo italiano a calcare le scene nella dieci giorni di Rototom: mercoledì, infatti, tocca ai salentini Sud sound system animare  le centinaia di migliaia di appassionati che si stanno riversando in Spagna in questi giorni, all’insegna del ritmo giamaicano miscelato al dialetto leccese.</p>
<p>Ma di mix di culture e suoni ce ne saranno decine nell’arco della rassegna e scorrendo i nomi degli artisti c’è solo da sfregarsi le mani: Luciano, Horace Andy, Johnny Clark, Linton Kwesi Johnson and so on…<br />
Il tutto, in un’atmosfera di pacifica convivenza e solidarietà, nonché di volontà di confrontarsi. Durante tutta la giornata, infatti, prima che il buio lasci spazio alle luci del palco principale, sarà possibile partecipare a workshop tematici, laboratori, stage di danza e convegni. Rigorosamente made in reggae.</p>
<p><strong>Noi de L’Alternativa lo seguiremo da vicino con due inviati che ci riporteranno, da Benicassim, emozioni, immagini e testimonianze live dal Rototom. </strong></p>
<p><strong>Fulvio di Giuseppe</strong></p>
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		<title>Crostata di ricotta e confettura di mirtilli</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 11:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I mirtilli selvatici sono ottimi alleati della salute, ricchi di antiossidanti, aiutano a star bene. Un dolce davvero goloso e colorato, adatto a tutte le stagioni. Per la pasta frolla: 300 g di farina  oppure 250 g di farina e 50 g di fecola 150 g di burro 113 g di zucchero 2 uova 1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I mirtilli selvatici sono ottimi alleati della salute, ricchi di antiossidanti, aiutano a star bene. Un dolce davvero goloso e colorato, adatto a tutte le stagioni.<span id="more-3288"></span></p>
<p>Per la pasta frolla:<br />
300 g di farina  oppure 250 g di farina e 50 g di fecola<br />
150 g di burro<br />
113 g di zucchero<br />
2 uova<br />
1 cucchiaino di lievito per dolci<br />
scorza di un limone grattugiata<br />
1 pizzico di sale</p>
<p>Per la crema:<br />
500 g di ricotta<br />
180 g di zucchero oppure 100 g di zucchero bianco e 80 g di zucchero di canna<br />
2 cucchiai di rum<br />
1 uovo<br />
1 pizzico di sale</p>
<p>confettura di mirtilli selvatici</p>
<p>Per preparare la pasta frolla, mettere in una ciotola tutti gli ingredienti e impastarli velocemente. Formare una palla e far riposare in frigo, avvolta in pellicola, per circa 1/2 ora.<br />
Per la preparazione del ripieno, lavorare la ricotta con l’uovo, lo zucchero e il rum, fino a ottenere una crema omogenea.<br />
Stendere 3/4 della pasta, alta circa mezzo cm e metterla in una teglia rotonda del diam di circa 28/30 cm foderata con carta forno.<br />
Versare la confettura di mirtilli in uno strato sottile e livellare. Coprire con la crema di ricotta ed infine coprire con delle striscioline di pasta ricavate dalla pasta avanzata.<br />
Infornare a 180/200° per circa 40/45 minuti.</p>
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		<title>L&#8217;Albania ringrazia Bari: &#8220;Non dimenticheremo mai il vostro aiuto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 12:40:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Non dimenticheremo mai quello che avete fatto per noi&#8221;: e&#8217; racchiuso in queste parole che il presidente della Repubblica albanese, Bamir Topi, pronuncia commosso (&#8221;le emozioni si sentono anche dopo 20 anni&#8221;), il motivo per cui oggi l&#8217;Albania ha consegnato alla citta&#8217; di Bari la medaglia della Gratitudine.<span id="more-3078"></span></p>
<p>Il &#8216;Paese delle aquile&#8217; ha voluto ringraziare ufficialmente il &#8221;Comune di Bari e tutto il popolo della regione Puglia per la rara solidarieta&#8217; e il sostegno senza confine&#8221; che, l&#8217;otto agosto del 1991, &#8221;hanno dato a migliaia di cittadini albanesi giunti nel porto di Bari&#8221;, a bordo della nave Vlora, &#8221;in cerca di una vita migliore&#8221;. Erano in ventimila quel giorno &#8221;a volersi lasciare alle spalle &#8211; ha ricordato Topi &#8211; un regime totalitario. E a Bari, per fortuna, ha trovato tanta solidarieta&#8221;&#8217;. In quegli anni il sindaco del capoluogo era Enrico Dalfino e oggi il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano, ha ricordato come &#8221;fu capace, nonostante la disapprovazione del presidente della Repubblica, di interpretare e seguire la sua coscienza e quella di tutti i baresi&#8221;, accolgiendo i cittadini albanesi. Oggi &#8211; ha aggiunto &#8211; &#8221;ai baresi sanguina il cuore solo a pensare quanto accade nel mare della Sicilia dove stanno perdendo la vita molti migranti perche&#8217;, nonostante l&#8217;esperienza albanese, non si e&#8217; riusciti ancora a comprendere che la barriera giuridica del divieto di entrare produce stragi&#8221;.</p>
<p>Sul tema dell&#8217;accoglienza si e&#8217; soffermato anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: &#8221;Oggi &#8211; ha detto &#8211; e&#8217; la festa dell&#8217;accoglienza. Ma in queste ore siamo molto tristi perche&#8217; altri popoli stanno cercando di avvicinarsi alle nostre coste, attraversando un mare che per loro si sta trasformando in un grande cimitero&#8221;. Per Vendola, bisognerebbe imparare da quell&#8217;esempio di grande &#8221;accoglienza&#8221; che &#8221;Bari e tutta la Puglia seppero dare, venti anni fa, a tutto il Paese&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fibronit Bari: Legambiente dice no all&#8217;area edificabile</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“E&#8217; incredibile che dopo tutti questi anni si azzeri la storia dimenticando che quella della Fibronit, piuttosto che una banale questione di proprietà, è stata una grande emergenza socio-sanitario-ambientale, rimane un caso di studio internazionale sui dati epidemiologici legati alla morte di decine di inermi cittadini residenti intorno alla vecchia fabbrica abbandonata e soprattutto costituisce un eclatante caso giudiziario”.<span id="more-3072"></span></p>
<p>Legambiente ritiene “inverosimile, al limite dell&#8217;offesa alla comune intelligenza, parlare del futuro edificatorio di un&#8217;area che una sentenza penale passata in giudicato ha classificato come discarica abusiva di materiali pericolosi per la salute. L&#8217;intervenuta prescrizione ha cancellato la possibilità di comminare una pena (compresa la misura accessoria della confisca, a suo tempo disposta) a chi ha determinato l&#8217;inquinamento, ma non ha certo cancellato l&#8217;accertamento del reato. La Fibronit, insomma, oltre che un sito inquinato di interesse nazionale, è una discarica. Non si è mai sentito che si costruiscano palazzi su una discarica, ovvero nel luogo dove sono state conferite centinaia di tonnellate di materiali contaminati, la cui movimentazione comporta inevitabilmente rischi per quanto eventualmente limitati dall&#8217;adozione delle migliori tecnologie disponibili”.</p>
<p>“Ma anche volendo rimanere nel solo campo della scelta della bonifica”, Legambiente “ricorda che tutti i procedimenti avviati negli ultimi anni, soprattutto quando si parla di siti inquinati di così grande evidenza, hanno seguito un percorso di partecipazione, passando cioè attraverso l&#8217;accettazione sociale. Non sfuggirà a chi genericamente contrabbanda come possibile una bonifica per asportazione dei terreni della Fibronit, che ancora oggi non esiste una tecnologia in grado di impedire al 100% la dispersione di microscopiche fibre di amianto nella zona circostante (e per diversi chilometri) l&#8217;area di intervento. In una fetta di città così densamente urbanizzata e popolata, al centro dei quartieri Japigia, San Pasquale e Madonnella, la volatilizzazione del solo 0,1% di una così macroscopica quantità di materiale rimosso determinerebbe una dispersione tra le case di milioni di fibre cancerogene”.</p>
<p>“Di fronte a questa prospettiva di rischio, già abbondantemente approfondita, discussa, metabolizzata, acquisita in oltre un decennio di partecipazione diretta dei cittadini alla vicenda Fibronit, si è ben chiarito che il pubblico sentire rifiuta senza tentennamenti qualsiasi ipotesi di rischiosa movimentazione dei terreni e chiede invece la tombatura dei rifiuti con, a sigillo, la realizzazione di una grande area verde. A proposito di modalità di bonifiche, vorremmo ricordare che non più tardi di un mese fa è stato presentato il progetto riguardante il sito inquinato di interesse nazionale di Manfredonia, divenuto caso di studio e portato ad esempio dallo stesso ministro all&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il successo dell&#8217;operazione si deve, tra le altre cose, al completamento di un percorso di ampia partecipazione e accettazione sociale. Alla fine, guarda caso, cancellata l&#8217;ipotesi iniziale di rimozione dei rifiuti, si è approdati alla scelta di impermeabilizzare e tombare le aree contaminate e quindi procedere al ripristino ambientale. Casi di rimozione dei rifiuti spesso ricordati impropriamente come Cagliari o Bagnoli, non hanno e non possono avere nulla a che fare con la Fibronit di Bari visto che si tratta di zone non inserite  in un tessuto fortemente urbanizzato, una trovandosi in un&#8217;area fronte mare, l&#8217;altra in una zona industriale.</p>
<p>Sembra strano dover parlare oggi di questioni abbondantemente sedimentate e che, anche nella conferenza dei servizi del ministero dell&#8217;Ambiente, al suo atto finale con l&#8217;approvazione del progetto di messa in sicurezza permanente della Fibronit dopo circa un decennio di lavoro, sono diventate patrimonio comune”.</p>
<p>Legambiente ritiene che, “su un caso ormai chiaro in tutti i suoi aspetti, siano essi di carattere tecnico, politico, sociale, igienico, sanitario o ambientale, tornare sui propri passi, dimenticando che tutto quello che doveva accadere è già accaduto, suoni come un&#8217;offesa. Come per l&#8217;altra vicenda legata ai palazzi di Punta Perotti e alla loro demolizione per il ripristino della legalità, la nostra associazione sarà a fianco delle amministrazioni pubbliche (Comune di Bari e Regione Puglia) e dei cittadini perché si affermi il diritto al primato della tutela della salute pubblica su qualsiasi pretesa di edificazione con conseguente pericolo di inquinamento”.</p>
<p>Stefano Ciafani<br />
Responsabile Scientifico Legambiente Nazionale</p>
<p>Francesco Tarantini<br />
Presidente Legambiente Puglia</p>
<p>Marino Spilotros<br />
Presidente Legambiente Circolo di Bari</p>
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		<title>Immigrazione: Bari avrà due Commissioni per esaminare le richieste di asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Decine di poliziotti e carabinieri in ospedale, piccoli incendi  appiccati in strada, arterie centrali del traffico e binari bloccati per  ore: ai migranti ospiti del Cara di Bari è &#8216;bastata&#8217; una guerriglia  urbana per strappare al governo la promessa di velocizzare l&#8217;esame delle  loro richieste di asilo, attraverso l&#8217;istituzione di una seconda  commissione ministeriale. Ma si teme già che la risposta delle  istituzioni non possa soddisfarli del tutto.<span id="more-3065"></span></p>
<p>Su una cosa, però, non  lascia dubbi il sottosegretario all&#8217;Interno, Alfredo Mantovano: &#8220;Non  saranno tollerate altre violenze&#8221;. Lo ha assicurato ieri ai giornalisti che lo hanno  intervistato al termine dell&#8217;incontro convocato a Bari per  rispondere alle richieste delle centinaia di migranti che dal Cara  chiedono a gran voce asilo politico, documenti e permessi di soggiorno,  sostenuti (per alcuni fomentati) anche da associazioni presenti all&#8217;arrivo  del sottosgretario in prefettura. &#8220;Siamo tutti clandestini,  liberiamoli&#8221;, sono gli slogan con cui lo accolgono. Non è così facile,  soprattutto a Bari dove dall&#8217;anno scorso, quando le richieste di asilo  presentate sono state 506, sulla commissione ministeriale è &#8220;gravato un  peso spropositato&#8221;: le richieste si sono moltiplicate per sette,  arrivando a 3.731. Ma adesso, &#8220;con più forze in campo&#8221;, non solo i tempi  saranno più celeri (senza che questo pregiudichi la scrupolosità dei  controlli) ma tutti i richiedenti asilo saranno convocati in un giorno  ben preciso. &#8220;Ci auguriamo che questo &#8211; dice Mantovano &#8211; possa calmare  gli animi&#8221;. Anche perché, ricorda, &#8220;fra gli elementi che impongono di  rigettare la domanda di asilo c&#8217;é anche quello di rendersi responsabili  di fatti di violenza e turbativa di ordine pubblico&#8221;.</p>
<p>D&#8217;ora in avanti,  nella valutazione delle domande, si farà più attenzione al paese da cui  fugge il migrante piuttosto che a quello di origine. Senza per questo  dimenticare quanti dichiarano di provenire da un Paese in guerra o dove  sono perseguitati solo per avere diritto all&#8217;asilo politico. L&#8217;esito  della riunione, tuttavia, non sembra essere piaciuto alla Regione  Puglia: &#8220;Temo sia necessaria una risposta politica del governo di  tutt&#8217;altro tenore&#8221;, ha sottolineato l&#8217;assessore all&#8217;Immigrazione, Nicola  Fratoianni. E sulla sua richiesta al governo di adottare l&#8217;articolo 20  del testo unico sull&#8217;immigrazione, che prevede permessi di soggiorno  temporanei in casi di particolare emergenza (&#8220;e in Libia c&#8217;é una guerra  ed è chiaro che è un&#8217;emergenza&#8221;), Mantovano glissa: &#8220;Con tutto  l&#8217;interesse che merita, è una richiesta che non compete a questo  tavolo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Criminalità, Pdl a sindaco Bari: &#8220;Dica alla Procura ciò che sa&#8221;. Emiliano, &#8220;Già fatto, preoccupatevi di far nominare Prefetto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 13:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una parte il Pdl che accusa Emiliano di non denunciare quanto sa alle autorità competenti. Dall&#8217;altra il sindaco di Bari che punzecchia i parlametari di centrodestra per non essere riusciti a nominare, in ben sei mesi, il nuovo prefetto di Bari, solo a causa di una bega politica tra Fitto e Mantovano. E&#8217; andato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una parte il Pdl che accusa Emiliano di non denunciare quanto sa alle autorità competenti. Dall&#8217;altra il sindaco di Bari che punzecchia i parlametari di centrodestra per non essere riusciti a nominare, in ben sei mesi, il nuovo prefetto di Bari, solo a causa di una bega politica tra Fitto e Mantovano.<span id="more-3047"></span></p>
<p>E&#8217; andato in scena questa mattina l&#8217;ennesimo j&#8217;accuse tra centrodestra e centrosinistra, con il primo cittadino del capoluogo pugliese infuriato che ha risposto punto per punto alle frecciatine del Pdl.</p>
<p>Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, &#8221;denunci alla procura tutto quello che sa su infiltrazioni della criminalita&#8217; organizzata nelle aziende municipalizzate e sulla presenza dei clan nella gestione delle attivita&#8217; commerciali&#8221;, tra cui ci sono quelle dei venditori ambulanti sul lungomare che il sindaco ha deciso &#8221;di chiudere, proponendo cosi&#8217; una soluzione che riteniamo assolutamente inutile e dannosa solo per i cittadini&#8221;. A dirlo, nel corso di una conferenza stampa, sono stati, tra gli altri, i rappresentanti delle opposizioni al Comune, i parlamentari del Pdl, i consiglieri regionali del centrodestra e Mario Ferorelli, il presidente della circoscrizione San Nicola-Murat, interessata dal provvedimento di chiusura del lungomare.</p>
<p>Intanto, &#8221;in attesa che Emiliano vada in procura&#8221;, gli esponenti del Pdl hanno gia&#8217; &#8221;chiesto al viceprefetto vicario di Bari, Antonella Bellomo, un incontro&#8221; che potrebbe tenersi il prossimo lundi&#8217; e al quale dovrebbero partecipare anche i vertici delle forze dell&#8217;ordine e della procura&#8221;. A questi sara&#8217; portata &#8211; sottolineano le opposizioni &#8211; &#8221;una nutrita rassegna stampa da cui si evince che Emiliano sta lanciando ripetuti allarmi che vogliamo capire se sono giustificati oppure no. Qualora non lo fossero, non capiamo perche&#8217; questo sindaco sta gettando fango su una citta&#8217; i cui cittadini, da quando lui e&#8217; sindaco, si sentono piu&#8217; insicuri: cosa c&#8217;e&#8217; davvero dietro tutto questo?&#8221;.</p>
<p>Non si fa attendere la replica del sindaco di Bari che incontra i giornalisti immediatamento dopo la conferenza del centrodestra.</p>
<p>&#8221;Solo la stupidita&#8217; politica &#8211; dice Emiliano &#8211; poteva spingere il Pdl a tenere una conferenza stampa sul tema della sicurezza, quando sono sei mesi che, per una bega politica tra Fitto e Mantovano, Bari non ha ancora un prefetto. Per questo &#8211; aggiunge &#8211; chiamero&#8217; immediatamente il ministro dell&#8217;Interno Maroni e vedremo se almeno un leghista, visto che non ce la fa il Pdl, risce a fare avere entro 48 ore alla nostra citta&#8217; un prefetto. Cosi&#8217; potremo fare tutti insieme, con il Pdl, i carabinieri e la procura, una riunione&#8221;.</p>
<p>Quanto alle denunce in procura, Emiliano spiega che &#8221;non sono certo matto e se parlo in procura ci sono gia&#8217; andato ma certo non faccio una conferenza stampa per dirlo. Mentre voi &#8211; dice rivolgendosi a Ferorelli presente all&#8217;incontro con la stampa &#8211; con il vostro atteggiamento esponete a rischi me e i commercianti che sono gia&#8217; andati dai carabinieri a denunciare le richieste di estorsione e tutti gli attacchi che fa loro ogni giorno la criminalita&#8217;. Attacchi di cui Ferorelli (che risponde con un ripetuto &#8216;lei e&#8217; impazzito&#8217;) ha evidentemente paura e per questo, invece che unirsi alla battaglia del sindaco per la legalita&#8217;, si preoccupa, insieme addirittura ai parlamentari del Pdl, della chiusura, ad agosto, di un pezzetto del lungomare&#8221;.</p>
<p>E L&#8217;Alternativa, molto tempo fa, già aveva provato a darvi conto di quanto accade a Bari: <a href="http://www.lalternativa.it/l%E2%80%99altra-faccia-di-bari/" target="_blank">L&#8217;altra faccia di Bari</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guardaroba da rifare? Le donne si incontrano al Gramigna</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 15:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Niccolò Fabi raccontava in uno dei suoi miracoli di musica e poesia che “Raro è trovare una cosa speciale nelle vetrine di una strada centrale. Per ogni cosa c&#8217;è un posto, ma quello della meraviglia è solo un po&#8217; più nascosto”.Venerdì 29 luglio alle 18.30 il posto della meraviglie sarà il giardinetto del Gramigna (via Adige 32) a Bari, dove le donne di ogni età potranno incontrarsi per uno speciale “Scambio di stagioni”.<span id="more-3036"></span><br />
Il gioco di parole è solo il primo degli espedienti che donano un tocco di fantasia a un mercatino “ecosostenibile, divertente ed emotivamente ricreativo”. Così nell’invito all’evento (promosso anche su Facebook) che solo in parte suggerisce quel che accadrà. Ciascuna porterà abiti e accessori del proprio armadio. Non solo quello materiale: su ogni oggetto infatti sarà applicato un bigliettino che ne narri la storia. Il rapporto che le donne hanno con i propri vestiti va ben oltre l’aspetto superficiale. Quante volte si compra un abito in un momento particolare per poi non indossarlo mai? O una borsa scintillante che fa allegria ma non si addice alla propria personalità? Se in un anno di stagioni ce ne sono quattro, in una vita sono molte di più. Il baratto diventa così occasione per condividere racconti, storie, emozioni. “Dare una seconda vita agli abiti &#8211; precisa l’ideatrice Chiara Scardicchio &#8211; risponde a criteri ecologici ma anche pedagogici: a volte può farci bene “lasciar andare” delle parti di noi e provare a “vestire abiti nuovi”. Nuovi non nel senso di appena comprati ma nel senso di “quella cosa che non avrei mai creduto di poter indossare” e che “non comprerei mai” ma che, appunto, posso sperimentare prendendola al mercatino. È un cambiamento, nel vestito e nell’immagine di noi stessi. È un gioco e, come tutti i giochi, è una cosa seria!”.</p>
<p><strong>Alessandra Erriquez</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Ritorna il Rototom: una grande emozione &#8220;in levare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 11:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per anni al Rototom Sunsplash è mancato un ingrediente essenziale: il mare. Chiunque andasse al festival reggae più grande d’Europa, quando ancora si teneva ai piedi dei monti di Osoppo (Udine), tornava con un piccolo rimpianto: “se ci fosse stato il mare – diceva &#8211; sarebbe stato come andare in Jamaica”. Ma adesso, che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per anni al Rototom Sunsplash è mancato un ingrediente essenziale: il mare. Chiunque andasse al festival reggae più grande d’Europa, quando ancora si teneva ai piedi dei monti di Osoppo (Udine), tornava con un piccolo rimpianto: “se ci fosse stato il mare – diceva &#8211; sarebbe stato come andare in Jamaica”.<span id="more-3023"></span></p>
<p>Ma adesso, che il Sunsplash ha levato le tende dall’Italia per trasferirsi a Benicassim, a 90 chilometri dalla spagnola Valencia, gli elementi della cultura rasta ci sono proprio tutti: il fuoco della musica reggae, l’acqua del mare a pochi passi dal campeggio dove ha sede il festival e l’aria di pace e fratellanza che si respira in ogni evento della rassegna che sarebbe un delitto definirla solo “musicale”.</p>
<p>Sì. Perché il Sunsplash non accetta ogni artista dal “bollino” reggae. Ma seleziona i suoi ospiti in base a un principio fondamentale, che molti organizzatori stanno purtroppo smarrendo: la capacità di essere Conscious. Cosa vuol dire? Ci riferiamo a tutti quei musicisti e cantanti che basano la composizione dei loro brani seguendo i sani principi che ispiravano i padri del Reggae: da Bob Marley a Peter Tosh; da Jacob Miller a Dennis Brown, solo per citarne alcuni.</p>
<p>Si tratta quindi di considerare la musica come veicolo privilegiato di un messaggio universale d’amore, di pace e fratellanza. Un mezzo per denunciare con forza, che non vuol dire violenza, ogni genere di sopruso, discriminazione, ingiustizia e crimine. E’ per questo che il Sunsplash potrebbe essere definito piuttosto una scuola di vita alle cui lezioni dovremmo tutti assistere, prima o poi.</p>
<p>E a proposito di cose da imparare, il Sunsplash offre tanti dibattiti, seminari e incontri per approfondire aspetti storici e socio-culturali della cultura reggae. Uno dei momenti più rappresentativi è la Reggae University che, come spiegano gli organizzatori, è “una serie di incontri per raccontare alcuni momenti importanti nella storia del reggae attraverso gli interventi e le testimonianze di giornalisti, scrittori, accademici e degli artisti che fanno parte del cast del Rototom Sunsplash. Un vero e proprio forum sul passato, presente e futuro del reggae per esplorare in profondità l’evoluzione e la natura globale di uno degli aspetti più importanti e influenti nella storia della musica contemporanea, con tutte le sue mplicazioni sociali, politiche e spirituali. Il collettivo che cura le sessioni è composto da: David Katz (giornalista e scrittore statunitense), Ellen Koehlings &amp; Pete Lilly (rappresentanti del brillante lavoro della rivista tedesca Riddim magazine) e Pier Tosi (italiano, esperto di musica reggae).</p>
<p>Da questi momenti di approfondimento sarà senz’altro possibile capire come mai alcune delle nuove leve della musica reggae abbiano lasciato il conscious alle proprie spalle aprendo purtoppo la strada anche a liriche omofobiche. Un controsenso al quale il Sunsplash, per coerenza con il proprio spirito, si è fortunatamente sempre opposto.</p>
<p>A dimostrarlo sono le scelte degli artisti invitati anche in questa edizione, in programma dal 18 al 27 agosto. Ne ricordiamo alcuni, tra i più rappresentativi e noti: sarà una vera leggenda ad aprire l’edizione 2011 del Rototom che ha scelto di affidare ai “Toots &amp; Maytals”, tra i primi a incidere per la Studio One di Coxon Dodd. Tra le hits più famose di Toots Hibbert, le intramontabili “54-46 was my number”, “Monkey man”, “Sweet &amp; dandy”, “Bam bam” e “Funky Kingston”, che ancora infiammano le yard di moltissime dance hall in tutto il mondo. Direi che suonandone una si potrebbe anche vincere un world clash.</p>
<p>Il giorno successivo sarà la volta anche di Queen Ifrica, la cui capacità di passare da una voce melodica al ruggito del &#8216;sing-jay style&#8217;, potrebbe affiancarla, solo per caratteristiche canore, al più “cattivo” Sizzla Kalonjy. Ma in Queen Ifrica è il misticismo Rasta a prevalere in ogni lirica che affronta, però, i temi scottanti della violenza sessuale in ambito familiare e della frustrazione e povertà dei ghetti. Queen Ifrica ha raggiunto varie volte le vette delle classifiche giamaicane e il suo ultimo CD, “Montego Bay”, è stato definito un autentico capolavoro.</p>
<p>Il 20 agosto al Sunsplash arrivano altri due tasselli della storia del &#8220;ritmo in levare&#8221;: Inner Circle e Jimmy Cliff. I primi possono vantare di aver avuto Jacob Miller quale voce della loro band. Mentre per il secondo basterà citare due titoli: “Many rivers to cross” e “You can get it if you really want”: praticamente un “bignami” dello spirito reggae.</p>
<p>E ancora, il 27 agosto ci saranno Horace Andy, Johnny Clark e Michael Prophet: un trittico di veri campioni del roots, con Clark e Prophet alla loro prima volta sul palco del Sunsplash, per far capire cos&#8217;è la &#8220;old school&#8221; della musica reggae.</p>
<p>Insomma, sarebbe impossibile racchiudere in un articolo tutto quello che accadrà al Sunsplash 2011, poiché bisognerebbe avvicinarsi al segreto del reggae: saper esprimere in una sola canzone tutte le più belle emozioni che riempiono il cuore.</p>
<p>Intanto, in attesa che ciò avvenga, segnaliamo il sito del Rototom: <a href="http://www.rototomsunsplash.com/" target="_blank">www.rototomsunsplash.com</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La casa di Carmelo Bene non si tocca</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 19:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contro la vendita all&#8217;asta della casa di famiglia di Carmelo bene a Santa Cesare Terme, nel Salento, dove l&#8217;artista scrisse le poesie giovanili e tra le altre opere, Nostra signora dei Turchi, un gruppo di artisti e amici ha organizzato manifestazioni e sit-in per il 15 e il 16 luglio prossimi. La casa, dove vive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contro la vendita all&#8217;asta della casa di famiglia di Carmelo bene a Santa Cesare Terme, nel Salento, dove l&#8217;artista scrisse le poesie giovanili e tra le altre opere, Nostra signora dei Turchi, un gruppo di artisti e amici ha organizzato manifestazioni e sit-in per il 15 e il 16 luglio prossimi.<span id="more-3018"></span></p>
<p>La casa, dove vive ancora la sorella di Bene, Maria Luisa, è stata sottoposta a vendita giudiziaria per soddisfare alcuni creditori. Una prima parte, due stanze al primo piano che si affacciano sull&#8217;Adriatico e in cui viveva Bene, è già stata venduta, mentre la seconda, dove vive Maria Luisa, andrà all&#8217;asta il prossimo ottobre. Contro questa eventualità si sono mobilitati artisti e amici con un sit in e una raccolta firme volta a contrastare la vendita dell&#8217;appartamento che rappresenta un vero e proprio &#8220;museo di Carmelo Bene, custodito dalla sorella Maria Luisa che &#8211; dicono &#8211; a 73 anni e dopo aver dedicato la vita alla difesa dell&#8217;opera del fratello non reggerebbe la notizia di un eventuale sfratto&#8221;. &#8220;Si cerca l&#8217;attenzione, dei personaggi della cultura &#8211; affermano in una nota l&#8217;attore Simone Franco e il pittore Orodè Deoro &#8211; delle associazioni, delle istituzioni, dello Stato per preservare quella che è una fonte di ricchezza e memoria del territorio. Non si riesce a capire perché vien fatto sempre lo stesso errore: si smembra il migliore! Che fine faranno le carte, le fotografie, i premi, i disegni, le mura di questa casa se viene tolta a Maria Luisa Bene?&#8221;. &#8220;Perché non conservare con amore nel territorio la casa paterna di un genio? Perché &#8211; concludono &#8211; fare sempre finta di niente? Quand&#8217;è che questo territorio sarà finalmente degno delle sue grandi voci?&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Acqua in testa fa il tris di Bordello</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 14:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Carica, energia, divertimento. Chi se non Eugene Hutz e i suoi Gogol Bordello potevano soddisfare le aspettative di un pubblico assetato di emozioni. La serata conclusiva dell’«Acqua in testa» ha portato in scena oltre due ore di concerto della band più world del momento (con i suoi dieci elementi provenienti da ogni angolo del globo), che, senza costringere il pubblico a lunghe invocazioni, concede non un bis, ma un tris di esecuzioni dal vivo, tra violino, fisarmonica, basso, chitarre e percussioni, tra folk e hardcore.<span id="more-3005"></span></p>
<p>Divinità del gipsy rock, con un leader molto richiesto anche dai set cinematografici, i Gogol Bordello interpretano sul palco, al contrario, la parte degli anti-divi e non lesinano al pubblico una dose spropositata di calore umano oltre che i migliori brani della loro discografia, da «Not a crime» a «Alchool», da «Start wearing purple» a «Wonderlust King». E, finito il concerto, alcuni componenti della band si mischiano nel pubblico e ingaggiano pure danze romantiche col gentil sesso durante l’ammaliante dj set finale dei salentini Insitesi e Mascarimirì. Una serata iniziata con i migliori auspici, dato che Camillorè e Folkabbestia, le migliori band del panorama folk d’autore barese, hanno anticipato la line-up internazionale.</p>
<p>Anche loro, le band locali, si sono fatte valere davanti a un pubblico importante, per numeri ed entusiasmo.<br />
Così i classici dei Folka, come «Tammuriata a mare nero» e «La festa di Gigin» hanno immediatamente preceduto la performance dei Gogolo Bordello. Il risultato: un tripudio di divertimento. All’uscita tanti i sorrisi di soddisfazione dei fan.</p>
<p><strong>Fabrizio Sereno</strong><br />
<span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NxVXwchkPI8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/NxVXwchkPI8"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>Lav: &#8220;Contro l&#8217;abbandono degli animali valorizziamo le risorse&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 14:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Spendere bene e spendere meglio&#8221;. E&#8217; l&#8217;intento della nuova campagna contro l&#8217;abbandono della Lega Italiana Antivivisezione (Lav): con l&#8217;avvicinarsi del &#8220;dramma&#8221; estivo per molti amici a quattro zampe, obiettivo dell&#8217;iniziativa, patrocinata dal Segretariato sociale Rai, è focalizzare l&#8217;attenzione sulla necessità di investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione pubblica.<span id="more-2999"></span></p>
<p>L&#8217;associazione di animalisti spiega che ogni anno la spesa pubblica dei Comuni per il solo mantenimento dei circa200 mila cani ospitati nei canili italiani convenzionati è stimata essere di 200 milioni di euro, con una tariffa media per ogni esemplare di 1.000 euro l&#8217;anno. &#8220;Occorre spendere meno e spendere meglio e ciò è possibile investendo nella prevenzione troppo spesso invece trascurata &#8211; ha commentato Ilaria Innocenti, responsabile Lav settore cani e gatti &#8211; per ridurre il fenomeno, oltre ad attuare azioni &#8216;tampone&#8217; come il conferimento dei cani in canile la Lav propone quindi di investire risorse in campagne di sterilizzazione dei randagi, oltre che nell&#8217;incremento di politiche che favoriscano le adozioni e scoraggino il commercio di animali&#8221;.</p>
<p>La Lav, inoltre, chiedendo alle singole regioni dati precisi riguardo ai canili sui loro territori e al numero di cani regolarmente registrati, ha scoperto come la Lombardia sia al primo posto della classifica con 1.026.691 cani registrati e 108 canili. Segue il Veneto, mentre le regioni del sud &#8211; ritenute dalla Lav a più alto tasso di randagismo &#8211; sono &#8220;latitanti&#8221; nel fornire i dati necessari allo studio.</p>
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		<title>Adoc a Chevrolet: &#8220;I freni delle Matiz non funzionano&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 14:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In una lettera inviata alla Chevrolet Italia, l&#8217;Adoc Puglia chiede &#8220;formalmente, di fornire chiarimenti e di adoperarsi, concretamente, per rimuovere l&#8217;inconveniente registrato dal sistema di frenata di alcuni veicoli Matiz, acquistati tra il 2007 e il 2008&#8243;, così come segnalato dagli automobilisti. <span id="more-2993"></span></p>
<p>&#8220;Si tratterebbe &#8211; spiega l&#8217;Aodc &#8211; di un&#8217;anomalia che si manifesta in fase di frenata impedendo all&#8217;Abs di entrare regolarmente in funzione&#8221;. &#8220;Quando devo frenare, &#8211; riferisce un&#8217;associata Adoc &#8211; il pedale va a fondo ed ho la sensazione di pigiarlo a vuoto; quindi con un allungamento del tempo di frenata che può procurare pericoli per la circolazione stradale e l&#8217;incolumità dei viaggiatori e dei pedoni&#8221;.</p>
<p>La segnalazione &#8211; fa presente l&#8217;Adoc &#8211; è stata fatta da tempo ma &#8220;nonostante i numerosi tentativi bonari di risolvere la questione con la casa madre, la quale, tra l&#8217;altro, è intervenuta solo per le auto ancora in garanzia tramite i centri di assistenza ufficiali, non si è ancora risolta&#8221;. Da qui la richiesta rivolta all&#8217;Associazione dei consumatori pugliesi per segnalare i casi al Ministero competente e, nuovamente, alla casa madre, in quanto &#8220;non si possono lasciare altri eventuali malcapitati senza assistenza, trattandosi di un inconveniente che si ripete sistematicamente e sul quale è meglio premunirsi prima che lo stesso possa diventare pericoloso per i cittadini&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Adoc Puglia ha chiesto, &#8220;formalmente, alla Chevrolet di farsi carico degli inconvenienti e di intervenire sui veicoli viziati senza compensi di sorta&#8221;. In caso contrario, l&#8217;Associazione ipotizza di rivolgersi alle sedi competenti, &#8220;anche per avviare un&#8217;azione più vasta se l&#8217;inconveniente segnalato risulterà che includa altri e più numerosi conducenti&#8221;.</p>
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		<title>Le strane coincidenze degli esami da avvocato</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 13:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Stando alle voci, la commissione napoletana avrebbe promosso un candidato su due. Stessa percentuale (48% per la precisione) di promozione dei candidati milanesi”. È il 22 giugno, un noto quotidiano locale annuncia l’esito degli esami da avvocato del distretto di Corte d’Appello di Bari. In realtà le buste sono ancora chiuse, sigillate e verranno aperte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Stando alle voci, la commissione napoletana avrebbe promosso un candidato su due. Stessa percentuale (48% per la precisione) di promozione dei candidati milanesi”. È il 22 giugno, un noto quotidiano locale annuncia l’esito degli esami da avvocato del distretto di Corte d’Appello di Bari. In realtà le buste sono ancora chiuse, sigillate e verranno aperte solo sei giorni più tardi, martedì 28 giugno.<span id="more-2988"></span></p>
<p>Lo stesso giorno in cui, coincidenza, i numeri ufficiali confermano che 865 candidati sui 1.857 aspiranti, hanno ottenuto l’accesso alla prova orale, ovvero il 48% di coloro che nello scorso dicembre avevano affrontato i tre test scritti. Una settimana prima qualcuno sapeva o millantava di sapere. E informava. Coincidenza, certo. Casualità, pure. Stranezza, forse.</p>
<p>Perché le “indiscrezioni” di cui si parla sul quotidiano possono essere arrivate solo dagli ambienti giudiziari. E quindi qualcuno ha comunicato a un giornalista (ben conscio che poi sarebbe arrivata la pubblicazione della notizia), una informazione che non avrebbe dovuto e potuto conoscere. O che comunque non avrebbe dovuto diffondere. La “soffiata” può essere arrivata direttamente da qualche commissario napoletano (e sarebbe grave), oppure dall’ambiente barese (e sarebbe gravissimo). Perché in quest’ultimo caso, significherebbe che qualche avvocato barese, o chi per lui, ha direttamente contattato la commissione napoletana per “informarsi” sull’esito dell’esame. A che titolo e soprattutto a che pro?</p>
<p>Già lo scorso anno ci fu polemica e imbarazzo. Un commissario torinese, deputato alla correzione dei compiti degli aspiranti baresi, pensò bene di denunciarne l’ignoranza, segnalando una lunga lista di strafalcioni ed errori grammaticali, oltre che di sintassi e morfologia. La polemica arrivò, guarda caso, sui giornali e provocò un incidente diplomatico tra gli ordini forensi. Oggi assistiamo a quest’altro “caso” che, probabilmente, provocherà meno critiche.</p>
<p>Le coincidenze, si diceva. Mentre la commissione barese pubblicava l’elenco dei promossi, in realtà a qualcuno già noto in anticipo, nella sede dell’Ordine dei giornalisti della Puglia si teneva un  faccia a faccia tra il segretario generale della Federazione della Stampa, Franco Siddi, e il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati. Un martedì  di giugno per discutere di intercettazioni,  diritto di cronaca e rapporto tra magistratura e stampa.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe </strong></p>
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		<title>Vendola: &#8220;Cultura omofobica anche a Sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 11:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca. &#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca.<span id="more-2981"></span></p>
<p>&#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della Regione Puglia &#8211; e le forme più pacchiane e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità etero, nella sua versione più maschilista, più machista e anche più greve, sfilano anche nei palazzi del potere tutti i giorni dell&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>Per Vendola l&#8217;omofobia non appartiene soltanto alla cultura di destra, ma anche a quella di sinistra,&#8221;che rappresenta l&#8217;omosessualità come una devianza piccolo-borghese&#8221;. E la Chiesa come si pone in tutto questo? &#8220;Il fatto che sia governata da una casta sacerdotale maschile impedisce un confronto più capace di accoglienza&#8221;.</p>
<p>E su qual é la manifestazione di omofobia ai suoi danni che gli ha fatto più male, risponde: &#8220;Il ciclico tentativo di assimilare l&#8217;omosessualità alla pedofilia che periodicamente produce, nei protagonisti della macchina del fango, delle autentiche scariche d&#8217;adrenalina&#8221;. Vendola ricorda infine il suo discorso al World Gay Pride del 2000 e racconta a GQ: &#8220;Una delle cose più belle che mi siano accadute è quando, nel 2000, durante il World Gay Pride ho ricevuto una telefonata da mia madre. Aveva sentito alla radio il mio discorso e mi confidava che sia lei sia mio padre erano molto orgogliosi di me; papà aveva anche detto che forse avrebbero dovuto chiedermi scusa. Non ho mai pianto tanto in vita mia&#8221;.</p>
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		<title>Vite da detenuto attraverso le sbarre del carcere di Bari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 15:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si muore in carcere? Come si può morire a 28 anni dopo un colloquio con la propria famiglia? Sono due giorni che queste domande rimbalzano forte nella mia testa, incredulo, ancora una volta, per l&#8217;accaduto. Passo da un sito all&#8217;altro di giornali online alla ricerca di qualche parola in più sull&#8217;accaduto, scopro che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si muore in carcere? Come si può morire a 28 anni dopo un colloquio con la propria famiglia? Sono due giorni che queste domande rimbalzano forte nella mia testa, incredulo, ancora una volta, per l&#8217;accaduto. <span id="more-2976"></span></p>
<p>Passo da un sito all&#8217;altro di giornali online alla ricerca di qualche parola in più sull&#8217;accaduto, scopro che il Corriere del Mezzogiorno non ha neppure la notizia, scopro che i commenti dei lettori su alcuni siti mi raccontano reazioni molto differenti dalla mia. Un bel giorno, in questo dannato paese, dovremo sederci a capire cosa vogliamo che sia il carcere, o forse dovremo solo sederci a raccontare la Costituzione a chi ancora non la conosce e blatera senza cognizione di causa su qualunque argomento.</p>
<p>Sono certo che parlare di carcere senza aver mai varcato la soglia di un istituto sia uno degli errori più gravi che si possano compiere; nessuna descrizione renderà mai l&#8217;idea di ciò che si ascolta, di ciò che si respira, di ciò che si prova. Da un lato, leggo chi ricorda ai detenuti di essersela cercata e che, dopo tutto, una vacanza a spese dello stato non è poi così male, influenzato, immagino, dall&#8217;informazione (che parola grossa!) nostrana e da qualche stupido telefilm in cui una cella è pulita, con un bel televisore, ben arieggiata, con letti comodi ed ampi, ecc. Dall&#8217;altro chi invoca amnistie, indulti, leggi svuota carceri di vario genere e di dubbia utilità sul lungo periodo.</p>
<p>Vi do una notizia che forse non conoscete: questo governo ha già attuato, nel silenzio generale della nostra pseudo-informazione, un provvedimento per svuotare le carceri; in sostanza ha dato la possibilità di scontare l&#8217;ultimo anno di detenzione agli arresti domiciliari piuttosto che in istituto. Il governo del fare, della certezza della pena, dei pacchetti sicurezza, ha mandato a casa detenuti di ogni tipologia (o quasi, perchè chiaramente gli immigrati devono rimanere dentro) pur di svuotare le carceri; qual è stato il risultato? Assolutamente nessuno, la situazione è identica a prima.</p>
<p>Lo stesso governo ha tagliato esattamente a metà i fondi per gli esperti psicologi e criminologi, in un periodo in cui il sovraffollamento ed altri problemi hanno fatto impennare il numero di suicidi dei detenuti. Che dire, complimenti vivissimi alla strategia di governo, ammesso che ce ne fosse una dietro queste scelte. La vita mi ha portato ad entrare in carcere una volta a settimana, per fortuna non da detenuto, ed io stesso non ho ancora bene un&#8217;idea su cosa sia la vita lì dentro. Una cosa però è ben chiara nella mia mente: varcata la soglia, chiunque tu sia, entri in un mondo con regole nuove, dove i tuoi schemi di ragionamento, di interpretazione degli eventi, non sono più validi; entri in una dimensione parallela, devi osservare, comprendere, adattarti, modificarti rispetto alle nuove regole, ai nuovi sistemi di valori, al nuovo ordine di importanza che le cose e le persone assumono.</p>
<p>Ciò che per le statistiche è un numero, è in realtà una persona, una storia, non sempre fatta di delinquenza e devianza indistinta, è un essere umano con le sue emozioni e scelte, con i suoi errori, che non saranno mai gli ultimi di una vita comunque difficile. Non faccio certo giustificazionismo, anzi, non nascondo che alcuni siano in grado di farti venire voglia di buttare la chiave, di farti sentire inutile, incapace di fronte all&#8217;interiorizzazione della devianza e del non rispetto delle regole come unica modalità di approccio all&#8217;esistenza; semplicemente mi chiedo quale possibilità di riabilitazione ci sia in questo sistema carcerario, fatto di affollamento e strutture fatiscenti, di molta privazione della libertà e poca formazione, di ozio e non di lavoro, di poliziotti che lavorano in condizioni indegne e non di educatori, psicologi e criminologi.</p>
<p>Sarebbe ora di avere una visione progettuale sul carcere e sulle pene in generale, senza essere tifosi pro o contro i detenuti, senza dover fare demagogia, senza dover inculcare negli elettori paure sulla sicurezza e sugli immigrati, senza, insomma, essere stupidamente miopi davanti ad una situazione che ha del tragico e dell&#8217;illegale e rispetto alla quale non bastano gli scioperi della fame e della sete di chi da anni propone esclusivamente amnisitie come soluzione.</p>
<p>Nell&#8217;attesa, lavoriamo.</p>
<p><strong>Michele Laforgia</strong><br />
<strong>Volontario nel carcere di Bari</strong></p>
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		<title>Come si vive in Puglia?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. <span id="more-2966"></span></p>
<p>Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica del nostro Paese, la maggioranza degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatta&#8221;. Su una scala da uno a dieci, la valutazione media che i 1.068 pugliesi hanno dato alla propria qualità della vita è di 6,5. Un punteggio che sale a 6,8 per la fascia di età compresa fra 18 e 33 anni; e a 6,07 per gli ultracinquantenni. Per quanto riguarda l&#8217;occupazione, i più soddisfatti sono i professionisti-dirigenti che danno 6,88 alla propria qualità della vita, mentre i pensionati solo 5,80. Seguono, per grado di insoddisfazione, i disoccupati con 6,11 e i lavoratori autonomi con 6,37. In generale, la percezione della qualità della vita é migliore quanto più alto è il livelo scolastico.</p>
<p>Valutando la percezione della sicurezza, i pugliesi si sentono &#8220;abbastanza sicuri&#8221; in tutta la regione. Mentre a Lecce, Barletta e Trani si sentono &#8220;più tranquilli&#8221;. Al contrario, la percezione della sicurezza comincia a calare ad Andria, Brindisi e Taranto, con Bari e Foggia in fondo alla classifica. Comunque, il 73% degli intervistati non ha mai subito una aggressione. Quanto al livello di pulizia, secondo i cittadini le più pulite sono Trani e Lecce seguite da Barletta. Andria si posiziona in un livello &#8220;medio&#8221; di pulizia insieme a Brindisi. &#8220;Fanalini di coda&#8221; sono Bari, Foggia e Taranto. Premiate dai pugliesi Lecce, Barletta e Trani sulla raccolta differenziata. Valutazione medio-bassa per Foggia, medio-alta per Brindisi. &#8220;Bocciate&#8221; Taranto, Andria e Bari. Sono &#8220;arrabbiati&#8221; per mancanza di parcheggi i baresi, gli andriesi e i barlettani; i &#8220;più felici&#8221; sono i foggiani.</p>
<p>Secondo gli intervistati, a dare maggiori opportunità per il tempo libero sono, in ordine decrescente, Foggia, Trani, Taranto, Lecce, Brindisi, Bari, Andria e Barletta. Ma tutte le città sono state &#8220;bocciate&#8221; per la scarsa presenza di biblioteche. Sul rapporto tra qualità della vita e ambiente, la classifica è questa: Trani, Lecce, Barletta, Brindisi, Andria, Foggia, Bari e Taranto. Sui servizi alla persona, quindi sulla presenza di banche, uffici postali e farmacie nei quartieri, al primo posto c&#8217;é Andria, seguita da Lecce, Barletta, Brindisi, Bari, Taranto, Trani e Foggia.</p>
<p>Rispondendo a domande sulla propria vita privata, il 45,9% dei pugliesi rivela che nell&#8217;ultimo mese non è mai andato al cinema, al teatro o in discoteca, mentre il 31,5% ci è andato una volta sola. Il 70,6% degli intervistati nell&#8217;ultimo mese non é mai andato a mostre, musei o incontri culturali; solo il 22% dichiara di farlo una volta al mese e il 6% una volta a settimana. Non svolge attività di volontariato il 71% del campione in esame, mentre solo il 6,4% è impegnato regolarmente in attività di solidarietà. Il 60% non fa mai sport, il 12% lo pratica regolarmente e quasi il 30% sostiene di essere impegnato regolarmente in attività sportive. Secondo l&#8217;indagine, &#8220;i pugliesi sono mangioni&#8221;: solo il 17% di essi nell&#8217;ultimo mese non è mai andato in pizzeria, mentre il 25,6% ci va una volta al mese, il 41,6% almeno una volta a settimana. A questi si aggiunge un 16% che ci va anche più volte in una settimana. Per quanto riguarda gli spostamenti, il 53% dei pugliesi preferisce usare l&#8217;auto o in alternativa (il 26%) andare a piedi. Solo il 10% usa il trasporto pubblico (autobus o treno), mentre il 9,3% usa la moto e solo lo 0,4% si muove in bici.</p>
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		<title>Nominati i direttori delle asl pugliesi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 00:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giunta regionale pugliese presieduta da Nichi Vendola ha dato poco fa il via libera alle nomine dei nuovi direttori generali delle Asl. Nei giorni scorsi il tema delle nomine aveva creato tensioni all&#8217;interno della maggioranza di centrosinistra e polemiche da parte del centrodestra secondo cui era in atto una lotta per la spartizione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giunta regionale pugliese presieduta da Nichi Vendola ha dato poco fa il via libera alle nomine dei nuovi direttori generali delle Asl.<span id="more-2960"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi il tema delle nomine aveva creato tensioni all&#8217;interno della maggioranza di centrosinistra e polemiche da parte del centrodestra secondo cui era in atto una lotta per la spartizione di poltrone all&#8217;interno del centrosinistra.</p>
<p>Si tratta di persone &#8211; ha detto Vendola &#8211; scelte attraverso un percorso &#8220;formativo e selettivo che non ha comparazioni con nessuna regione italiana&#8221;. Per la Asl di Bari è stato nominato Mimmo Colasanto, per quella di Taranto Vito Fabrizio Scattaglia, per Lecce Vasco Mellone, per Brindisi Paola Ciannamea, per la provincia Bat Giovanni Gorgoni.</p>
<p>Poco prima che la riunione di giunta cominciasse, questa sera, il centrodestra aveva battuto la maggioranza nell&#8217;Aula del consiglio regionale dove, nell&#8217;ambito della manovra di prima variazione al bilancio, è stato approvato un emendamento proposto dall&#8217;opposizione con il quale vengono reintrodotte le esenzioni dei ticket sanitari per i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità.</p>
<p>Una approvazione, questa, che secondo l&#8217;assessore alla sanità, Tommaso Fiore, mette a rischio il piano antideficit concordato con la giunta Vendola con il governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Puglia non abbasserà le tariffe dell&#8217;acqua, nonostante l&#8217;ok del referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 17:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione Puglia, che adesso ha un acquedotto totalmente pubblico, non diminuirà le tarriffe dell&#8217;acqua nonostante, con l&#8217;ultimo referendum, sia stata abrogata in tutta Italia la norma che prevede la remunerazione di almeno il 7% dei capitali investiti da chi gestisce la risorsa idrica. Come mai? Ad essere sinceri, non c&#8217;è molto di cui meravigliarsi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Puglia, che adesso ha un acquedotto totalmente pubblico, non diminuirà le tarriffe dell&#8217;acqua nonostante, con l&#8217;ultimo referendum, sia stata abrogata in tutta Italia la norma che prevede la remunerazione di almeno il 7% dei capitali investiti da chi gestisce la risorsa idrica.<span id="more-2953"></span></p>
<p>Come mai? Ad essere sinceri, non c&#8217;è molto di cui meravigliarsi. In fondo Vendola non ha mai detto di voler abbassare le tariffe, bensi&#8217; di metterle al riparo dai rialzi derivanti dalla loro esposizione a logiche di mercato. E&#8217; ovvio &#8211; secondo il ragionamento portato avanti da tutti i sostenitori dell&#8217;acqua pubblica &#8211; che se l&#8217;acqua e&#8217; gestita dai privati, corre automaticamente il rischio di rispondere piu&#8217; a logiche di profitto che di bene comune.</p>
<p>E oggi, nel corso della presentazione del bilancio 2010 dell&#8217;Acquedotto pugliese, Vendola e l&#8217;assessore alle Opere pubbliche, Fabiano Amati, incalzati dai giornalisti, hanno spiegato che &#8221;in Puglia la remunerazione del capitale investito del 7% è un costo: quello che pagheremo ogni anno fino al 2018 sul bond in sterline pari al 6,92% contratto durante la gestione dell’era Fitto&#8221;. &#8221;In Puglia &#8211; ha aggiunto il governatore &#8211; in realtà non siamo di fronte alla scelta di abbassare la tariffa del 7% e di conseguenza gli investimenti perché quella remunerazione non è utilizzata, come dovrebbe, per gli stessi investimenti, ma rappresenta la copertura di un debito e quindi dal punto di vista finanziario un costo&#8221;.</p>
<p>Adesso, la domanda che si pongono in particolare gli oppositori del presidente Vendola, è la seguente: perche&#8217; il presidente della Regione Puglia non ha detto prima del referendum che le bollette dei pugliesi non sarebbero mai state abbassate? E purtroppo la risposta data da Vendola non è stata delle migliori: &#8221;Nessuno me lo ha chiesto&#8221;, ha detto, lasciando un po&#8217; tutti a bocca aperta e, osiamo dire, anche un po&#8217; asciutta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vendola, Puglia disponibile ad accogliere rifiuti campani</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 10:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non chiude le porte all&#8217;eventualità di accogliere nuovamente i rifiuti campani. Ma questa volta chiede maggiori garanzie. &#8221;Noi &#8211; spiega Vendola &#8211; abbiamo subito qualche molestia a proposito dei rifiuti campani. Il mancato rispetto del protocollo di intesa e&#8217; stato un atto che abbiamo vissuto come un sopruso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non chiude le porte all&#8217;eventualità di accogliere nuovamente i rifiuti campani. Ma questa volta chiede maggiori garanzie. <span id="more-2946"></span></p>
<p>&#8221;Noi &#8211; spiega Vendola &#8211; abbiamo subito qualche molestia a proposito dei rifiuti campani. Il mancato rispetto del protocollo di intesa e&#8217; stato un atto che abbiamo vissuto come un sopruso. Chi come me si e&#8217; battuto in tutte le sedi per esprimere solidarieta&#8217; nei confronti della Campania ha chiesto soltanto una garanzia, quella legata alal salute pubblica dei pugliesi. Invece si e&#8217; preferito giocare di furbizia, stracciare il protocollo e giungere a conferimenti regolati soltanto dalel leggi di mercato. Per questo io ho portato avanti una causa e ho avuto ragione perche&#8217; era stato violato quel protocollo di intesa&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, se il governo dovesse dimostrare maggiore onestà, la Puglia non si sottrarrebbe al proprio dovere.</p>
<p>&#8221;Noi siamo disponibili a fare la nostra parte &#8211; agguinge il presidente della Regione &#8211; ovviamente e come sempre in un quadro di solidarieta&#8217; nazionale, ricevendo dal governo nazionale parole non ambigue su questo terreno. Siamo disponibili a fare la nostra parte nella misura e nelle proporzioni consentite dalla capienza dei nostri impianti. Pero&#8217; sempre nel rispetto di quei principi che sono nel protocollo di intesa. Che sono principi legati al monitoraggio e alla tracciabilita&#8217; del rifiuto. E al fato che nei nostri impianti non deve arrivare qualcosa che rappresenta un attentato alla nostra salute&#8221;.</p>
<p>Ora non resta che aspettare la decisione dell&#8217;Esecutivo e capire se emanerà il decreto per dividere la monnezza cmapana nelle diverse regioni, tranne ovviamente quelle del Nord dove non vogliono neppure sentir parlare di aiutare Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nomine dg Asl Puglia, Federazione medici: &#8220;Penosa telenovela&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:06:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si ponga fine a questa penosa telenovela sulle nomine dei direttori generali! Li nomini direttamente il prof.Fiore, in qualità di assessore tecnico alle Politiche della salute, e scelga tra i migliori che hanno frequentato il corso di formazione&#8221;. Lo afferma il segretario generale della Fimmg (Federazione italiama medici famiglia) Puglia, Filippo Anelli.<span id="more-2937"></span></p>
<p>E&#8217; ormai da tempo che la scelta dei nuovi direttori generali delle Asl sta provocando un vero e proprio terremoto politico. Da una parte l&#8217;assessore alle politiche per la salute, Tommaso Fiore, confessa di essere pronto da tempo e attribuisce a Vendola le responsabilità sui ritardi. Ma sui motivi che lo spingono a rimandare glissa: &#8220;questo chietelo a Vendola&#8221;, dice.</p>
<p>Poi ci sono il Partito democratico (che chiede un azzeramento totale degli attuali vertici e un ricambio generazionale) e il Pdl (secondo il quale il centrosinistra fa manfrine per spartire poltrone). Intanto Vendola tace e il direttore genrale della Asl Bari, la piu&#8217; grande di Puglia, si è già dimesso perché &#8220;non si può lavorare con questo clima di incertezza&#8221;.</p>
<p>E allora non appaiono ingiustificate le preoccupazioni di Anelli, secondo il quale la &#8220;situazione paradossale delle asl pugliesi ed in particolare in quella barese: da una parte vi sono numerosi problemi da affrontare ogni giorno per garantire il diritto alla salute dei cittadini e dall&#8217;altra notiamo una difficoltà nell&#8217;assunzioni di decisioni da parte dei direttori generali determinata probabilmente dall&#8217;incertezza sul proprio futuro&#8221;. &#8220;Il blocco del turnover, la mancanza di personale medico e sanitario negli ospedali, la difficoltà di avviare la mobilità intraregionale, il problema dei medici precari su cui incombe un futuro professionale incerto e fumoso, la carenza di assistenza sanitaria nelle carceri, il mancato riordino del 118, i nuovi servizi territoriali previsti dal piano di rientro e non ancora pianificati, le conseguenti lunghe liste di attesa, la nuova riorganizzazione dell&#8217;assistenza ospedaliera, la lotta agli sprechi e il contenimento dei costi &#8211; conclude Anelli &#8211; sono solo alcuni dei problemi da affrontare.</p>
<p>&#8221;E&#8217; necessario dunque &#8211; per la Fimmg &#8211; che i direttori generali siano fortemente motivati ed abbiano, per essere efficienti, il pieno sostegno dell&#8217;assessore&#8221;.</p>
<p>Poprio stamattina il Pdl ha presentato al presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, una richiesta di informativa urgente, chiedendo a Vendola di dire la sua in Aula, nel corso della prossima seduta del parlamentino pugliese.</p>
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		<title>La Consulta &#8220;boccia&#8221; ministeri in Lombardia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 18:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trasferimento di quattro ministeri in Lombardia &#8220;non ha ragione al mondo, è pura propaganda, è una operazione che finirebbe per creare confusione, difficoltà di funzionamento e moltiplicazione dei costi, insomma non sta né in cielo né in terra&#8221;. Il presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, boccia senza mezzi termini le dichiarazioni degli esponenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trasferimento di quattro ministeri in Lombardia &#8220;non ha ragione al mondo, è pura propaganda, è una operazione che finirebbe per creare confusione, difficoltà di funzionamento e moltiplicazione dei costi, insomma non sta né in cielo né in terra&#8221;.<span id="more-2932"></span></p>
<p>Il presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, boccia senza mezzi termini le dichiarazioni degli esponenti della Lega sulla volontà di spostare al nord alcuni ministeri. La riforma del titolo V della seconda parte della Costituzione, nel 2001, ha istituito Roma Capitale, che è stata dotata di una forma particolare di autonomia: &#8220;é quindi necessario &#8211; ragiona Onida &#8211; che le istituzioni maggiori di governo della Repubblica, dal capo dello Stato, al Parlamento, al Governo, abbiano sede a Roma. La capitale, infatti, non può che essere il centro delle istituzioni principali di Governo.</p>
<p>Altra cosa sarebbe ragionare sulla collocazione in altre città di istituzioni non di governo (dalla Corte costituzionale ad autorità amministrative indipendenti, alcune delle quali hanno già sede fuori Roma). Quanto ai ministeri, sono uffici del Governo: possono esistere loro uffici decentrati ma non c&#8217;é ragione di crearli, si finirebbe per moltiplicare i costi.</p>
<p>E d&#8217;altra parte la creazione, nel 2001, di Roma Capitale, che non era prevista nella Costituzione Italiana entrata in vigore nel 1948, impone anche una sorta di vincolo che riguarda la sede&#8221;. Insomma, la Costituzione non dice, ovviamente, quale deve essere la sede dei ministeri, ma sarebbe illogico che, con Roma Capitale, il governo decidesse di spostarsi in giro per l&#8217;Italia.</p>
<p>Tra i primi evidenziare la necessità di &#8220;allargare l&#8217;effetto capitale&#8221; ovvero di trasferire in altre città alcune parti delle funzioni dello Stato centrale, è stata la Fondazione Agnelli la quale, con un piccolo volume, lanciò nel 1993 il concetto di &#8216;capitale reticolare&#8217; sostenendo che questa era una tendenza in atto nei maggiori Paesi europei. In un breve saggio che concludeva il volume, il giurista Gustavo Zagrebelsky metteva a fuoco le diverse finalità concretamente perseguite dai &#8220;delocalizzatori&#8221; e sottolineava che il silenzio della Costituzione italiana sulla capitale non cancellava la necessità che la capitale vi sia, quale &#8220;luogo del sovrano e quindi, oggi, degli organi politici più elevati&#8221;.</p>
<p>Essa è infatti &#8220;elemento costitutivo di ogni organizzazione costituzionale, anche per ragioni di diritto internazionale, di rappresentanza e così via&#8221;. Il silenzio sulla capitale d&#8217;Italia, comunque, con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel 2001, è venuto meno.</p>
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		<title>&#8220;Attacco fascista a Bari vecchia durante la Notte bianca&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 15:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ieri notte a Bari è avvenuto l’ennesimo atto di violenza di stampo fascista”. Lo denuncia Sinistra Critica in una nota, a nome di diversi collettivi e associazioni. “Nella città vecchia, durante la Notte Bianca – si legge &#8211; una decina di esponenti dell’associazione di estrema destra Casapound (alcuni riconosciuti e denunciati) ha prima minacciato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ieri notte a Bari è avvenuto l’ennesimo atto di violenza di stampo fascista”. Lo denuncia Sinistra Critica in una nota, a nome di diversi collettivi e associazioni.<span id="more-2927"></span></p>
<p>“Nella città vecchia, durante la Notte Bianca – si legge &#8211; una decina di esponenti dell’associazione di estrema destra Casapound (alcuni riconosciuti e denunciati) ha prima minacciato e poi aggredito un ragazzo e la sua compagna. I due hanno riportato ferite regolarmente refertate”.</p>
<p>“La cosa più allucinante, è che ai nazifascisti – prosegue la nota &#8211; la Nona Circoscrizione aveva assegnato uno stand, accanto a quelli di altre associazioni di volontariato. Ci chiediamo come sia possibile che uno spazio del genere venga concesso ad un gruppo di violenti spiccatamente xenofobi e omofobi, specialmente a due passi da un palco sul quale si esibiva un gruppo musicale, la Municipale Balcanica, di richiamo tra gli ambienti di sinistra. Di questo, il presidente della circoscrizione,  Mario Ferorelli, dovrà rispondere”.</p>
<p>“Ma non è tutto: se non ci sorprendono le affinità di Ferorelli con l’estrema destra – si sottolinea &#8211; (molte sue dichiarazioni passate sui migranti rasentano il razzismo), dobbiamo sottolineare come un’altra iniziativa nel pomeriggio (una partita di calcio contro la pedofilia), sempre di un’associazione facilmente riconducibile a Casapound, sia stata gaiamente patrocinata di nuovo anche da Provincia di Bari e Regione Puglia”.</p>
<p>“Non conosciamo la natura dell’amore del presidente del Consiglio Regionale, Onofrio Introna (di Sinistra e Libertà) nei confronti dell’estrema destra. Di certo – si precisa nella nota &#8211; l’ultima volta che la Regione Puglia patrocinò un’iniziativa di Casapound (il mese scorso, la presentazione del libro “Nessun Dolore”, preso la biblioteca provinciale), cercò poi di difendersi provando a giurare che non sapeva si trattasse di un’iniziativa di quell’associazione nello specifico. Siamo davvero curiosi di sentire che altra improbabile scusa inventerà questa volta”.</p>
<p>“Ad ogni modo – aggiungono &#8211; attendendo la consueta e ridicola arrampicata sugli specchi di Introna, non ci resta che registrare il fatto che quando il movimento antifascista non si muove per impedire la legittimazione istituzionale di questi soggetti, essi si sentono in diritto di poter vessare e usare violenza contro chiunque li aggradi”.</p>
<p>“Questo ci sarà di lezione per il futuro. Nel frattempo, stigmatizziamo il comportamento indegno di Provincia di Bari e soprattutto Regione Puglia (per il quale governo, sembra non essere più amorale dare spazio ad omofobi e razzisti), e chiediamo – conclude la nota &#8211; le immediate dimissioni dell’irresponsabile presidente della IX Circoscrizione, Mario Ferorelli”.</p>
<p>Firmato:</p>
<p>Socrate Occupato<br />
Collettivo “Cime di Queer”<br />
Studenti Baresi in Lotta<br />
Collettivo di Lettere e Filosofia – Bari</p>
<p>Condividono:</p>
<p>Unione Inquilini Bari<br />
Sinistra Critica Bari<br />
Partito della Rifondazione Comunista<br />
Giovani Comunisti Bari</p>
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		<title>Tpp: Carmelo Grassi annuncia dimissioni</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 21:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la denuncia degli artisti esclusi dallo stage con il regista lituano Nekrosius, un caso che inizialmente solo L&#8217;Alternativa ha avuto il coraggio di pubblicare, il presidente del Teatro pubblico pugliese (Tpp), Carmelo Grassi, ha annunciato che &#8220;come responsabile oggettivo e non certo soggettivo, metterà a disposizione il suo mandato nella prossima Assemblea dei soci&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la denuncia degli artisti esclusi dallo stage con il regista lituano Nekrosius, un caso che inizialmente solo L&#8217;Alternativa ha avuto il coraggio di pubblicare, il presidente del Teatro pubblico pugliese (Tpp), Carmelo Grassi, ha annunciato che &#8220;come responsabile oggettivo e non certo soggettivo, metterà a disposizione il suo mandato nella prossima Assemblea dei soci&#8221;.<span id="more-2918"></span></p>
<p>Per Grassi, è solo l&#8217;assemblea dei soci, &#8221;avendomi eletto Presidente, l&#8217;unica competente &#8211; afferma &#8211; a valutare eventuali mie dirette responsabilità, non certo un singolo Comune né tantomeno giornalisti evidentemente di parte&#8221;.  La decisione, come ricordato, fa seguito alla polemica nata per i criteri adottati nella scelta dei 30 tra attori e registi pugliesi che hanno partecipato al workshop che il regista lituano Eimuntas Nekrosius ha tenuto a Bari, dal 2 all&#8217;11 maggio scorsi (<a href="http://www.lalternativa.it/saltano-le-audizioni-col-regista-nekrosius-monta-la-protesta-degli-attori-pugliesi-e-tutto-pilotato-dalla-politica/" target="_blank">Approfondisci</a>).</p>
<p>&#8220;Nel merito della polemica, non voglio comunque sminuire l&#8217;importanza &#8211; sottolinea Grassi &#8211; delle eventuali leggerezze commesse nell&#8217;applicazione dell&#8217;avviso pubblico e che saranno valutate nelle sedi opportune. Ma vorrei comunque evidenziare che lo stesso avviso pubblico era nato per il consolidamento della rete regionale delle residenze delle realtà produttive pugliesi, delle eccellenze registiche, drammaturgiche ed attoriali per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale del settore. Tutte queste condizioni sono state assolutamente rispettate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Vorrei evidenziare &#8211; continua Grassi &#8211; che la polemica in atto va ben oltre il fatto contingente. Polemica che probabilmente vede il Tpp come bersaglio mediatico da colpire, forse perché fa ombra, con tutta l&#8217;attività compiuta in questi anni, a qualche altro soggetto&#8221;. Il Teatro pubblico pugliese è diventato &#8211; ricorda Grassi &#8211; negli ultimi dieci anni &#8220;il modello per i circuiti teatrali di distribuzione italiani e un riferimento per le procedure attivate a livello europeo&#8221;.</p>
<p>&#8220;In Puglia abbiamo attivato un sistema che ha consentito alle imprese teatrali &#8211; continua &#8211; di dare lavoro a centinaia di giovani facendo crescere anche a livello qualitativo la produzione pugliese e aiutando gli enti locali ad attivare maggiormente e meglio le strutture teatrali di proprietà ed in uso. Siamo riusciti a far crescere il pubblico teatrale pugliese tanto da meritare il Biglietto d&#8217;Oro Agis mai ottenuto in Puglia in passato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutto questo attivismo, probabilmente, ha infastidito i soggetti che preferiscono un sistema &#8216;bloccato&#8217; &#8211; continua Grassi &#8211; nel quale poter primeggiare più facilmente, senza alcun tipo di confronto, senza creare reti virtuose di imprese e di soggetti, senza operare nel senso della crescita e dello sviluppo&#8221;. Oltre le dimissioni di Grassi &#8211; conclude la nota &#8211; &#8220;nella prossima settimana il Consiglio d&#8217; amministrazione, che aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda, riceverà anche le dimissioni del direttore del Teatro Pubblico Pugliese, Nicola Mongelli, in qualità di responsabile degli uffici e delle procedure&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Venti somali, comparse de &#8216;Il sole dentro&#8217;, non ancora pagati</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 14:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una ventina di cittadini somali, tutti appartenenti a un&#8217;unica comunità, ieri hanno protestato davanti alla sede della Oz film produzioni cinematografiche, a Bari, lamentando il mancato pagamento delle giornate di lavoro. Si tratta infatti di comparse scelte per la realizzazione del film &#8220;Il sole dentro&#8221;, le cui riprese sono in corso nel villaggio turistico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ventina di cittadini somali, tutti appartenenti a un&#8217;unica comunità, ieri hanno protestato davanti alla sede della Oz film produzioni cinematografiche, a Bari, lamentando il mancato pagamento delle giornate di lavoro. Si tratta infatti di comparse scelte per la realizzazione del film &#8220;Il sole dentro&#8221;, le cui riprese sono in corso nel villaggio turistico di Baia San Giorgio (Bari).<span id="more-2913"></span></p>
<p>Tanto per cambiare, alcuni condomini, spaventati dalla protesta dei somali, hanno chiamato il 112. L&#8217;intervento dei militari, insieme con quello del producer della Oz film, hanno calmato gli animi rassicurando gli immigrati riguardo al pagamento. &#8220;C&#8217;é stato un fraintendimento con le comparse &#8211; spiega Francesco Lopez della Oz film &#8211; e la piccola comunità somala ha equivocato la data del pagamento, che viene fatto in modo scaglionato e per singola persona, rifacendosi nei confronti della Oz film che è una società di scouting che si è solo occupata del casting&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il sole dentro&#8221;, diretto da Paolo Bianchini, ha come protagonisti principali Angela Finocchiaro e Diego Bianchi. E&#8217; un film prodotto da Alveare Cinema, in collaborazione con Rai cinema e Apulia film commission, patrocinato dal ministero dell&#8217;Interno, dall&#8217;Unicef, dalla Figc, dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio e racconta la storia del lungo viaggio di due adolescenti della Guinea, Yaguine e Fodé, che hanno indirizzato una lettera a nome di tutti i bambini e i ragazzi africani &#8220;Alle loro Eccellenze i membri e responsabili dell&#8217;Europa&#8221;.</p>
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		<title>Manca poco alla Maturità, tra notti in bianco e pronostici</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 11:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accantonate le valanghe di sondaggi, statistiche e pronostici, la Maturità 2011 entra finalmente nel vivo. Ancora qualche notte in bianco per ripassare le materie più ostili e poì, mercoledì 22 giugno, si parte con la prima prova scritta: il tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi con il consueto ventaglio di scelte. Gli studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accantonate le valanghe di sondaggi, statistiche e pronostici, la Maturità 2011 entra finalmente nel vivo. Ancora qualche notte in bianco per ripassare le materie più ostili e poì, mercoledì 22 giugno, si parte con la prima prova scritta: il tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi con il consueto ventaglio di scelte.<span id="more-2906"></span></p>
<p>Gli studenti potranno scegliere tra l&#8217;analisi di un testo letterario, la produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale nei diversi ambiti storico-politico, socio-economico, artistico-letterario e tecnico-scientifico; oppure il tema di argomento storico o di attualità. Il giorno successivo, 23 giugno, toccherà alla seconda prova scritta (latino al classico, matematica allo<br />
scientifico, lingua straniera al linguistico) e lunedì 27 giugno, dopo la pausa del week end (un ripristino della tradizione assai apprezzato dai ragazzi dopo che l&#8217;anno scorso era stato seguito un calendario inedito prevedendo prove quasi consecutive) si chiuderà il tris di scritti con il cosiddetto quizzone.</p>
<p>La quarta prova scritta, martedì 28 giugno, è prevista soltanto nei licei e istituti tecnici che accolgono il progetto sperimentale Esabac (la doppia maturità italiana e francese quest&#8217;anno al debutto), nei licei con sezioni a opzione internazionale spagnola e tedesca, nei licei classici europei e in alcuni indirizzi linguistici. La tipologia delle prove per quest&#8217;anno resta la stessa, ma dall&#8217;anno prossimo, come annunciato dal ministro Gelmini, il test Invalsi, già introdotto per l&#8217;esame di terza media, arriverà pure alla maturità. Anche quest&#8217;anno sono stati ammessi all&#8217;esame gli alunni delle scuole statali e paritarie che nello scrutinio finale hanno ottenuto una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina, comportamento incluso.</p>
<p>Altro requisito per il via libera all&#8217;esame la frequenza di almeno tre quarti dell&#8217;orario annuale. Come negli anni scorsi sosterranno l&#8217;esame anche i cosiddetti &#8220;ottisti&#8221;, gli studenti che per merito &#8220;saltano&#8221; un anno: sono stati ammessi gli studenti iscritti alle penultime classi che nello scrutinio finale (anno scolastico 2010/2011) per la promozione all&#8217;ultima classe hanno riportato non meno di otto decimi in ciascuna disciplina e non meno di otto decimi nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti (le votazioni non si riferiscono all&#8217;insegnamento della religione cattolica).</p>
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		<title>Il Tar decide: &#8220;niente radar nel Salento&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 19:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce ha accolto oggi la domanda cautelare di Legambiente Onlus e ha sospeso il parere della Soprintendenza e gli atti conseguenti relativi all&#8217;installazione del radar della Guardia di Finanza a Gagliano del Capo, nel Salento. A distanza di 20 giorni, dopo che un decreto del 27 maggio a firma del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce ha accolto oggi la domanda cautelare di Legambiente Onlus e ha sospeso il parere della Soprintendenza e gli atti conseguenti relativi all&#8217;installazione del radar della Guardia di Finanza a Gagliano del Capo, nel Salento.<span id="more-2901"></span></p>
<p>A distanza di 20 giorni, dopo che un decreto del 27 maggio a firma del presidente della Prima sezione, Antonio Cavallari, aveva già sospeso i lavori di installazione del radar costiero di profondità in attesa di discutere all&#8217;udienza del 15 giugno, il Tar di Lecce &#8211; informa Legambiente Onlus &#8211; &#8220;ha sospeso nuovamente i lavori di installazione dell&#8221;ecomostrò in località &#8216;Sciuranti&#8217; di Gagliano del Capo, confermando quanto già deciso&#8221;.</p>
<p>Il provvedimento giunge dopo la Camera di Consiglio del 15 giugno scorso in cui gli avvocati Mario Tagliaferro ed Anna Baglivo, curatori del ricorso per conto di Legambiente Onlus, avevano esposto le ragioni che inficiano la legittimità di tutto il procedimento di autorizzazione, contrariamente a quanto sostenuto dalle Amministrazioni statali e dalla società appaltatrice Almaviva S.p.A. (rappresentate rispettivamente dall&#8217;Avvocato dello Stato Simona Libertini e dal prof. Ernesto Sticchi Damiani).</p>
<p>In particolare, i giudici amministrativi hanno censurato il parere, obbligatorio e vincolante, rilasciato dalla Soprintendenza di Lecce che, come si legge nelle motivazioni dell&#8217;ordinanza, &#8220;non è stato reso a tutela dell&#8217;interesse paesaggistico ma delle esigenze della difesa nazionale cioè di un interesse che non poteva, per assenza delle necessarie cognizioni, e non doveva essere valutato da quell&#8217;Autorità&#8221;.</p>
<p>Infatti, come si evince dal ricorso dei legali Tagliaferro e Baglivo, la Soprintendenza di Lecce pur avendo giudicato &#8220;il contesto interessato di notevole valore paesistico costituito da macchie verdi ed essenze locali e per la presenza inoltre di antichi resti preistorici, monumentali e dei caratteristici trulli, che formano un quadro panoramico di eccezionale importanza nonché un complesso di immobili avente valore estetico e tradizionale&#8221;, aveva fatto ugualmente pervenire parere favorevole &#8220;in via del tutto eccezionale tenuto conto degli interessi della difesa nazionale&#8221;.</p>
<p>Per il Collegio Giudicante &#8220;ciò invalida il parere reso dalla Soprintendenza, il successivo nulla osta comunale e gli atti conseguenti&#8221;. Il comitato antiradar e le associazioni hanno accolto positivamente l&#8217;ordinanza che arriva &#8211; afferma il presidente del Circolo Legambiente &#8220;Capo di Leuca&#8221;, Valerio Ferilli &#8211; &#8220;dopo mesi di forte preoccupazione espressa con sit-in sul sito di installazione e manifestazioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Casamassima stanno avvelenando i cani</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 16:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Casamassima c&#8217;è qualcuno che ha deciso di giocare con la vita dei cani, coi sentimenti dei loro padroni e di quanti amano gli animali e riconoscono loro lo stesso diritto a vivere di ogni altro essere sulla terra. Eppure, a pochi chilometri da Bari, alcuni cittadini si sono organizzati per impedire, in una maniera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Casamassima c&#8217;è qualcuno che ha deciso di giocare con la vita dei cani, coi sentimenti dei loro padroni e di quanti amano gli animali e riconoscono loro lo stesso diritto a vivere di ogni altro essere sulla terra.<span id="more-2893"></span></p>
<p>Eppure, a pochi chilometri da Bari, alcuni cittadini si sono organizzati per impedire, in una maniera alquanto violenta, che gli escrementi dei quadrupedi  sporchino i marciapiedi: hanno deciso, infatti, di avvelenare tutti i cani. I risultati di questa macabra iniziativa cominciano a dare i primi frutti in pochi giorni: già cinque cani sarebbero morti, secondo le dichiarazioni dei residenti del posto. Di piccola e di media taglia, a fare le spese di una semina indiscriminata di polpette avvelenate, sono stati un jack russel, un terranova e un labrador, poi altri due cani di razza non precisata. &#8221;Siamo terrorizzati&#8221;, dice una signora proprietaria di un beagle e della sua recente cucciolata. &#8221;E&#8217; impossibile controllare tutto quello che il tuo cane può mettere in bocca mentre lo porti a fare i bisogni&#8221;.</p>
<p>L&#8217;area dove i bocconcini di carne avvelenata vengono sparsi maggiormente, spiegano i residenti che preferiscono rimanere anonimi, sarebbe &#8221;quella circostante un centro benessere di Casamassima&#8221;, di cui non facciamo il nome per non danneggiarne l&#8217;immagine. Non è infatti la vicinanza al posto incriminato a indicare il complice del crimine. L&#8217;area in questione, comunque, sarebbe anche la preferita dai proprietari per portare i propri cani a fare i bisogni che, però, vengono in gran parte raccolti e gettati nei bidoni. Quindi, nessuno può lamentarsi per la sporcizia.</p>
<p>Insomma, si tratterebbe di &#8221;persone che odiano i cani: qui, a Casamassima &#8211; dice un altro residente &#8211; i cani non li possono proprio vedere&#8221;. Purtroppo, queste persone senza scrupoli non considerano il fatto che con i loro bocconcini avvelenati possono ammazzare anche qualche bambino. L&#8217;area dove si concentrano maggiormente le polpette killer, infatti, coincide anche con un giardinetto dove in molti portano i bimbi a giocare. E se un cane non sai mai cosa si mette in bocca, possiamo certo dire la stessa cosa di un bambino che gioca all&#8217;aperto. Queste persone farebbero davvero meglio a cambiare passatempo, prima che la loro ignoranza e idiozia faccia davvero danni che, vogliamo sperare, vanno ben oltre le loro già deplorevoli intenzioni.</p>
<p>Intanto a Casamassima si stanno affiggendo dei manifesti con la scritta &#8216;Stop agli avvelenamenti dei cani&#8217; e altri avvertimenti per sollecitare i responsabili a piantarla. E anche noi facciamo un appello affinché la coscienza faccia il suo lavoro nel cuore e nella testa di queste persone. E speriamo che anche loro riescano a vedere, negli occhi di un cane, lo stesso amore che vediamo noi.</p>
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		<title>A scuola di musica col batterista dei Goblin</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 14:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiamerà &#8216;Scuola sul mare&#8217; l&#8217;accademia musicale che lo storico  batterista catanese Agostino Marangolo, che è stato componente del  gruppo &#8216;Goblin&#8217;, aprirà dal prossimo ottobre a Trani. Marangolo ha  scelto la Puglia, a cui è legato da molto tempo, perché oltre a essere  terra di &#8220;bellezze paesaggistiche, di storia, di arte&#8221;, oggi presenta anche un &#8220;fermento incredibile nel campo culturale e musicale&#8221;.<span id="more-2887"></span></p>
<p>E sono soprattutto i giovani pugliesi a calamitare l&#8217;attenzione  dell&#8217;artista perché &#8220;puntano molto sulla creatività, sull&#8217;innovazione e  sulla qualità, in tutti i settori e anche in quello artistico&#8221;. Ed è  anche la posizione geografica della Puglia nel Mediterraneo ad  affascinare Marangolo: &#8220;un luogo indubbiamente strategico &#8211; dice &#8211; per  cogliere i suoni che giungono da lontano&#8221;. &#8220;Scuola sul Mare&#8221; &#8211; aggiunge  Marangolo &#8211; si presenta come un &#8220;progetto davvero unico nel suo genere&#8221;.  La scuola offrirà un percorso didattico, curato da Marangolo, che  &#8220;privilegerà una preparazione professionale utile per l&#8217;inserimento nel  mondo del lavoro&#8221; e proporrà un metodo personalizzato &#8220;per lo studio  dello stile che meglio interpreta la personalità dell&#8217;allievo e che pone  maggiore attenzione alla musicalità spesso trascurata a vantaggio della  tecnica&#8221;.</p>
<p>La scuola istituirà corsi di musica d&#8217;insieme, corsi di  strumenti con lezioni personali (batteria, chitarra, basso, tastiere,  etc.), corsi di specializzazione per l&#8217;uso delle DAW (Digital Audio  Workstation) e laboratori specializzati con musicisti professionisti. Ma  soprattutto &#8211; è stato sottolineato &#8211; la scuola offrirà &#8216;masterclass&#8217;,  seminari e stages formativi con i più importanti musicisti  professionisti della scena italiana e internazionale: tra gli altri sono  previsti corsi con Ellade Bandini, Roberto Gatto, Derek Wilson, Danilo  Rea, Pierpaolo  Principato, Gigi De Rienzo, Lorenzo Feliciati, Pippo  Matino, Giacomo  Anselmi, Dino D&#8217;Autorio, Vittorio Riva, Rocco Zifarelli,  Antonio  Marangolo, Fabio Pignatelli. L&#8217;anno scolastico avrà inizio ad  ottobre 2011 e le iscrizioni saranno a numero limitato (per informazioni  si può telefonare ai numeri 335.584.18.69, 349.528.28.65, e  320.490.87.09).</p>
<p>Agostino Marangolo, siciliano, si trasferisce nel 1970 a  Roma, dove nel 1974 entra a far parte del gruppo dei &#8216;Goblin&#8217;, con il  quale rimane fino al 1980 realizzando, tra l&#8217;altro, le colonne sonore  dei film &#8216;Profondo Rosso&#8217; (1975) e &#8216;Suspiria&#8217; (1977) per Dario Argento e  &#8216;Zombie&#8217; (1978) per George C. Romero. Verso la fine degli anni 70  conosce Pino Daniele con cui incide gli album &#8216;Pino Daniele&#8217;,'Nero a  meta&#8221; e &#8216;Musicante&#8217; e nella seconda metà degli anni ottanta apre a Roma  una scuola di insieme con due grandi batteristi: Walter Martino e  Roberto Gatto. Dai primi anni novanta ha ripreso la sua attività di  concertista.</p>
<p>&nbsp;</p>
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