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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; governo</title>
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		<title>Petrolio: Decaro, &#8220;Liberalizzare non sia sinonimo di Devastare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Concedere per decreto alle lobby del petrolio la gestione del nostro sottosuolo e dei nostri mari come fossero serbatoi dai quali estrarre profitti, equivale a scegliere consapevolmente di condannare il nostro ambiente al rischio di inquinamento perenne. E&#8217; per questo che contro la liberalizzazione delle trivelle la Puglia libererà tutta la propria rabbia e opposizione: non permetteremo mai che liberalizzare diventi sinomino di devastare&#8221;.<span id="more-3372"></span></p>
<p>Lo afferma il capogruppo Pd alla Regione, Antonio Decaro, commentando le prime indiscrezioni sui provvedimenti &#8216;libera-trivelle&#8217; contenuti nel decreto del governo sulle liberalizzazioni.</p>
<p>&#8221;Si tratta &#8211; spiega Decaro &#8211; di tre articoli a dir poco inquietanti, il 20, 21 e 22. Nel  primo si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; nel secondo si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare, da 12 a 5 miglia marine; nel terzo si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti, prevedendo che l&#8217;attività di ricerca di idrocarburi è libera nel territorio nazionale e nelle zone del mare territoriale, e arrivando a sostenere che le agenzie di rating sono &#8216;sensibili&#8217; a questo genere di provvedimenti. Praticamente &#8211; rileva Decaro &#8211; dopo il nucleare siamo davanti a un nuovo un incubo per tutto il Paese, e all&#8217;ennesimo schiaffo per la nostra regione al largo delle cui coste la Northern Petroleum sta già ricercando idrocarburi senza neppure aver chiesto il nostro parere, e quindi in spregio totale di ogni correttezza istituzionale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; prosegue il consigliere &#8211; per quanto riguarda le trivellazioni in mare, il decreto prevederebbe quale riferimento per la misurazione della distanza di cinque miglia, non  più la linea di base bensì quella di costa&#8221;. Il che equivarrebbe a recuperare qualche altro metro in favore del progetto di trivellazione alle isole Tremiti, in Molise. &#8221;Evidentemente &#8211; ritiene Decaro &#8211; il governo non ricorda il triste incidente che due anni fa, su una piattaforma della British petroleum nel Golfo del Messico, devastò l’intera costa della Louisiana&#8221;.</p>
<p>&#8221;Dobbiamo anche sottolineare &#8211; aggiunge il capogruppo Pd &#8211; che questi provvedimenti sulle trivellazioni sono in netta contrapposizione sia con la proposta di legge sul divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, presentata alle Camere dal Consiglio regionale pugliese; sia con il disegno di legge dei senatori Pd che intende vietare nuove ricerche di idrocarburi e stabilire per legge il coinvolgimento degli Enti locali nelle procedure autorizzative&#8221;.</p>
<p>&#8221;La Puglia &#8211; assicura Decaro &#8211; già sabato a Monopoli farà sentire la propria voce, gridando forte e chiaro alle trivelle e ai signori dell&#8217;oro nero di tornarsene da dove sono venuti. A tutti i parlamentari pugliesi, intanto, chiediamo di continuare a vigilare per impedire, ad ogni costo, che il via libera alle trivelle venga sancito per legge. Perche&#8217; non e&#8217; questa &#8211; conclude &#8211; una idea di sviluppo che può accettare il nostro Paese; nè tanto meno puo&#8217; tollerarla una regione come la Puglia che ha fatto delle energie rinnovabili la propria cifra distintiva&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Proteste dalle terre joniche: &#8220;Toglieteci dal fango&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:30:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chiedono finanziamenti straordinari per garantire i diritti di cittadini e territorio. Le famiglie di Ginosa Marina, colpite dall’esondazione del primo marzo scorso, sono scese in piazza per essere letteralmente “tolte dal fango”. Nei giorni scorsi hanno manifestato davanti alla stazione di Bari, organizzando un presidio nella mattinata, prima di spostarsi nella Sala Murat per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedono finanziamenti straordinari per garantire i diritti di cittadini e territorio. Le famiglie di Ginosa Marina, colpite dall’esondazione del primo marzo scorso, sono scese in piazza per essere letteralmente “tolte dal fango”.<span id="more-3190"></span> Nei giorni scorsi hanno manifestato davanti alla stazione di Bari, organizzando un presidio nella mattinata, prima di spostarsi nella Sala Murat per un incontro pubblico alla presenza di parlamentari e sindaci pugliesi. Complessivamente sono quattrocento le case alluvionate e una cinquantina le famiglie ospitate temporaneamente in alberghi, da cui però dovranno andare via a breve. È per questo che a quasi otto mesi di distanza dall’esondazione che colpì principalmente la zona tra Ginosa e Metaponto, il Comitato per la difesa delle terre joniche chiede che si interrompa lo scaricabarile tra Governo nazionale e Regione (la settimana scorsa c’è stato un incontro con gli assessori Amati, Campese e Pelillo) e che possano arrivare finanziamenti straordinari sul modello della Basilicata, per garantire un alloggio alle famiglie per ora senzatetto.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>
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</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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</a></p>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 10:51:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Governo bacchettato dall&#8217;Unione europea: i permessi temporanei rilasciati ai migranti, infatti, non sono validi per l&#8217;area Shengen. E allora sulla questione interviene la Lega proponendo che i soldati in Libano tornino da queste parti e difendano i nostri confini. Mentre l&#8217;offeso Maroni replica: Ha ancora senso restare nell&#8217;Ue? A Bari, all&#8217;uscita da una discoteca, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Governo bacchettato dall&#8217;Unione europea: i permessi temporanei rilasciati ai migranti, infatti, non sono validi per l&#8217;area Shengen. E allora sulla questione interviene la Lega proponendo che i soldati in Libano tornino da queste parti e difendano i nostri confini. Mentre l&#8217;offeso Maroni replica: Ha ancora senso restare nell&#8217;Ue? <span id="more-2686"></span>A Bari, all&#8217;uscita da una discoteca, una rissa si trasforma in lite armata, ci va di mezzo un ragazzo. La vera notizia di martedì è l&#8217;annuncio del reality Mediaset per prof precari, in palio dieci anni di stipendio. E noi che ci preoccupavamo dello stato dell&#8217;istruzione in Italia. Anche le giovani vite sono al sicuro, almeno quelle di alcune giovani. Berlusconi sul caso Ruby afferma che la pagò affinché non si prostituisse. E lo dice dinanzi al Tribunale, apostrofando anche il pm De Pasquale, &#8220;Lei è cattivo&#8221; dice a quello, che risponde: &#8220;Si contenga&#8221;. Ma contenersi è difficile dinanzi alle notizie del giorno dopo: Fukushima come Chernobyl, prescrizione breve, Castelli che ipotizza di sparare ai profughi e due nuove testimoni sulle serate ad Arcore con tanto di dettagli su bunga bunga, palpate e toccatine in parti intime fra il presidente e le sue ospiti, incitate da Fede. Poi, che dire, approvato il processo breve. Vittorio Arrigoni, attivista e blogger, nella Striscia di Gaza viene rapito e ucciso da un gruppo di terroristi islamici che chiedevano ad Hamas la liberazione di loro affiliati. Resta solo l&#8217;orgoglio di una madre. Chissà se c&#8217;è pure orgoglio di mamma per Letizia Moratti il cui figlio è costretto dalla Procura a smantellare la sua Bat-casa. So&#8217; problemi.</p>
<p><strong>Alessandra Erriquez</strong></p>
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		<title>Lavoratori della Agile: &#8220;Abbiamo bisogno del vostro aiuto&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 21:03:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una lettera del lavoratori di Agile, che ci chiedono una mano. &#8220;Perdonate l&#8217;intrusione &#8211; scrivono &#8211; ma abbiamo bisogno dell&#8217;aiuto e della solidarietà del maggior numero di persone&#8221;. &#8220;Sono ormai oltre 18 mesi &#8211; spiegano &#8211; che 1500 lavoratrici e lavoratori di Agile ex Eutelia (tutti informatici provenienti da Olivetti,  Bull ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo una lettera del lavoratori di Agile, che ci chiedono una mano. &#8220;Perdonate l&#8217;intrusione &#8211; scrivono &#8211; ma abbiamo bisogno dell&#8217;aiuto e della solidarietà del maggior numero di persone&#8221;.<span id="more-2424"></span></p>
<p>&#8220;Sono ormai oltre 18 mesi &#8211; spiegano &#8211; che 1500 lavoratrici e lavoratori di Agile ex Eutelia (tutti informatici provenienti da Olivetti,  Bull ed EdisonTel) sono impegnati in una difficile battaglia per conservare lavoro, professionalità e competenze.<br />
Abbiamo combattuto contro quelli che abbiamo definito &#8220;imprenditori diversamente onesti&#8221;, coloro che in modo truffaldino gestivano Eutelia e il gruppo Omega, e che ora sono sotto processo per bancarotta fraudolenta&#8221;.</p>
<p>&#8220;In poche righe la storia: Nel 2006 Eutelia acquisiva per 1 euro oltre 2000 lavoratori di Getronics e Bull altamente qualificati nel settore ICT, in realtà era interessata esclusivamente agli oltre 100 milioni di Euro che Getronics e Bull portavano in dote.<br />
Infatti dopo 18 mesi e dopo aver distratto milioni di euro dai bilanci aziendali, Eutelia dichiarava crisi e, immediatamente dopo, nel giugno 2009, cedeva ad Agile (Gruppo Omega) 1800 lavoratrici e lavoratori ma, principalmente, si liberava di tutti i suoi debiti trasferendoli ad Agile che infatti pochi mesi dopo sarebbe stata dichiarata insolvente. Così facendo ad Eutelia restavano tutti gli asset, principalmente 13.000 km di fibra ottica, ed Agile restava una scatola vuota ed indebitata. Nella falsa cessione fra Eutelia e Omega scomparivano anche 55 milioni di euro delle liquidazioni delle lavoratrici e dei lavoratori&#8221;.</p>
<p>&#8220;A partire da ottobre 2009 abbiamo utilizzato tutti gli strumenti a nostra disposizione, occupazione delle sedi, scioperi,  manifestazioni e denunce alla magistratura  per non accettare questo esito e contrastare il disegno criminale. Nel frattempo la magistratura, riconoscendo la illegalità di quanto avvenuto, ha arrestato e iniziato a condannare i responsabili di questa operazione, i padroni e i manager di Eutelia e del Gruppo Omega. Ora, le due aziende, Eutelia ed Agile, grazie al nostro impegno ed alla nostra determinazione, sono state sottratte dalle mani di questi falsi imprenditori e sono in Amministrazione straordinaria in attesa di essere cedute separatamente&#8221;.</p>
<p>&#8220;Oggi in tanti sono interessati alla acquisizione di Eutelia (ripulita di tutti i debiti) e dei suoi 13.000 km di fibra ottica. Nessuno è interessato ad acquisire Agile con poche commesse e tanti  professionisti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi chiediamo che si faccia giustizia permettendo a tutti noi, lavoratori e lavoratrici di Agile, di RIENTRARE IN EUTELIA, cercando, con l´intervento del Governo Nazionale e dei Governi Regionali, una soluzione complessiva per tutti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa soluzione, l´unica giusta ed industrialmente valida, è esclusivamente nelle mani del Ministero dello Sviluppo Economico e dei Commissari di Eutelia ed Agile&#8221;.</p>
<p>&#8220;Chiediamo, inoltre, una AUDIZIONE PARLAMENTARE, perché pensiamo sia necessario e utile illustrare alle nostre istituzioni un progetto industriale di soluzione che, secondo noi, permetterebbe di conservare posti di lavoro e non disperdere conoscenze e competenze utili al paese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per sostenere le nostre richieste, vi chiediamo di inviare questo messaggio a questi indirizzi:</p>
<p>- Ministero dello Sviluppo Economico: paolo.romani@sviluppoeconomico.gov.it</p>
<p>- Commissario Straordinario di Eutelia: francesca.pace@studiosabelli.it</p>
<p>- Commissario Straordinario di Agile: commissari_agile@prof.it</p>
<p>- e per conoscenza  a noi lavoratori: corteoagile@gmail.com</p>
<p>Con la preghiera di diffondere il più possibile questo nostro messaggio, vi ringraziamo per il supporto che ci state offrendo e vi invitiamo a leggere il nostro progetto su<br />
http://www.eulav.net/Agile_Eutelia_Il_nostro_progetto.pdf &#8221;</p>
<p><strong>Le lavoratrici e i lavoratori di Agile ex Eutelia</strong></p>
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		<title>Cinema più caro e sale meno piene</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 16:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che a questo governo non piacesse per niente la parola cultura lo avevamo vagamente intuito. E le conferme, di giorno in giorno, arrivano da tutte le parti. Ultima novità è la tassa ammazza-cinema, così almeno la definiscono i gestori delle sale. Dal 1° luglio di quest&#8217;anno, infatti, e fino al 31 dicembre del 2013, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che a questo governo non piacesse per niente la parola cultura lo avevamo vagamente intuito. E le conferme, di giorno in giorno, arrivano da tutte le parti. Ultima novità è la tassa ammazza-cinema, così almeno la definiscono i gestori delle sale. Dal 1° luglio di quest&#8217;anno, infatti, e fino al 31 dicembre del 2013, il prezzo del biglietto per vedere un film sul grande schermo costerà un euro in più. <span id="more-2114"></span></p>
<p>La decisione presa dal governo, è motivata da un&#8217;altro degli ormai famosi tagli alla cultura: in questo caso l&#8217;euro in più sul prezzo del biglietto al cinema dovrà coprire il taglio del 40% ai fondi per lo spettacolo. Le risorse così reperite dalle teasche degli spettatori, ammesso che continuino ad andare al cinema, ammonteranno, secondo rosee previsioni, a circa 90 milioni di euro l&#8217;anno. Tutto questo ben di Dio, tuttavia, non potrà servire a finanziare &#8221;opere prime e opere seconde&#8221;. Insomma, un regista emergente con questi soldini non potrà girare neppure un contrometraggio.</p>
<p>Ad essere molto preoccupati non sono però solo i clienti dei cinema. I più allarmati sono infatti i gestori delle sale, grandi o piccole che siano. Non un centesimo della maggiorazione sul costo del biglietto potrà andare nelle casse dei cinema che dovranno girare l&#8217;intera &#8216;plus valenza&#8217; al ministero dell&#8217;Economia. In questa maniera, anche i gestori che hanno fatto investimenti per ammodernare il parco proiettori o l&#8217;arredamento della sala cinematografica, non potranno ammortizzare le spese in uscita.</p>
<p>Inoltre, in un momento in cui si recuperava alla grande sul numero di spettatori, in particolare dei cinema made in Italy, il rischio è che un euro in più corrisponda a una brusca inversione di tendenza. Insomma, a un piccolo rialzo del prezzo potrebbe corrispondere un grande calo nelle presenze. E a rischiare maggiormente, come al solito, sono le piccole realtà. Laddove magari il cinema è l&#8217;ultimo baluardo di cultura rimasto. Ed è proprio qui che le sale rischiano di svuotarsi del tutto con i gestori che già temono il fallimento.</p>
<p>Buona notizia (si colga l&#8217;ironia) è che sono escluse dall&#8217;aumento del prezzo del biglietto solo le sale cinematografiche parrocchiali. Anche se, dai dati a nostra disposizione, non ci risulta che diffondano un cinema cosiddetto d&#8217;autore.</p>
<p>Insomma, anche il presidente nazionale dell&#8217;Agis, Paolo Protti, parla di un &#8221;governo che mette le mani nelle tasche degli spettatori&#8221;.</p>
<p>E se lo stesso sistema dovesse essere applicato anche al teatro?</p>
<p>Riflettete prima che aumentino anche il costo del pensiero.</p>
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		<title>Federalismo, Vendola: &#8220;Da governo violenza anti democratica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 11:23:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei ministri, con un colpo di &#8216;mano&#8217;, ha ieri approvato il decreto sul federalismo fiscale dopo che questo era stato sonoramente bocciato dalla Commissione bicamerale. Ma, su pressioni della Lega che sulla riforma federalista ha basato tutta la sua propaganda, il governo ha deciso di esautorare il Parlamento di ogni autonomia e di fare di testa propria. Qualche giorno fa, il ministro dell&#8217;Interno, Roberto Maroni, aveva minacciato: &#8220;Se giovedi&#8217; non passa il federalismo, si va tutti a casa&#8221;. Abbiamo chiesto un commento al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.<span id="more-1926"></span></p>
<p>&#8221;Il governo ha fatto una cosa veramente di una violenza anti-democratica, un altro inedito: ogni giorno il governo Berlusconi ci regala un capitolo nuovo della storia democratica&#8221;. &#8221;Il Parlamento &#8211; ha spiegato Vendola &#8211; boccia un progetto di federalismo municipale, legato al fisco, e quello stesso progetto la sera stessa il Consiglio dei ministri lo approva&#8221;. &#8221;Come a dire &#8211; ha rilevato &#8211; &#8216;ce ne freghiamo del potere legislativo&#8221;. &#8221;Il potere esecutivo &#8211; per Vendola &#8211; ingloba tutti i poteri. Come sapete cerca di inglobare il potere giudiziario e cerca di inglobare ora anche il potere legislativo&#8221;. &#8221;Devo dire &#8211; ha sottolineato &#8211; che e&#8217; davvero la rappresentazione di un governo che assomiglia ad altri governi mediterranei. Che si barrica dentro al palazzo del potere&#8221;. &#8221;Con un premier &#8211; ha aggiunto &#8211; prigioniero del panico, incapace di fare i conti con la realta&#8221;&#8217;. &#8221;E quindi &#8211; ha proseguito &#8211; chiuso shakespirianamente dento il suo castello, sognando di tornare ai tempi d&#8217;oro di un consenso popolare che oggi e&#8217; ferito dal sentimento della vergogna&#8221;.</p>
<p>&#8221;La mia idea generale e&#8217; che il federalismo e&#8217; una edificazione molto complessa, forse necessaria. Ma e&#8217; difficile immaginare che si possa partire dal tetto e dalle finestre&#8221;. Per Vendola, &#8221;partire dalla riforma fiscale significa partire da quello che dovrebbe esere l&#8217;ultimo elemento&#8221;. &#8221;Bisogna partire dalle basi &#8211; ha rilevato &#8211; dalle fondamenta&#8221;. &#8221;E cioe&#8217; &#8211; ha concluso &#8211; da quale Italia, quale patto tiene insieme i cittadini e le diverse parti del Paese&#8221;.</p>
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		<title>Decreto flussi, Cgil denuncia: “disservizi nel sistema informatico ma il ministero non interviene”‏</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 13:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Patronato Inca Cgil, denuncia i continui blocchi del sistema informatico del ministero per le domande di nulla osta al lavoro per il decreto flussi 2010.<span id="more-1630"></span> A tre giorni dall&#8217;avvio della procedura telematica &#8211; spiegano &#8211; gli uffici del Patronato si trovano nella impossibilità di supportare quei datori di lavoro che, pur in un momento così difficile sul piano occupazionale, fanno richiesta di assunzione di manodopera straniera.</p>
<p>&#8220;Questa situazione inaccettabile – sottolinea Morena Piccinini, presidente Inca &#8211; sta creando gravi disagi agli utenti, all&#8217;organizzazione del lavoro degli uffici e alla stessa immagine del Patronato&#8221;. &#8220;Peraltro – aggiunge – il ministero degli Interni, nonostante le preoccupazioni espresse più volte dopo le esperienze passate nelle scorse edizioni, non ha mai coinvolto il Patronato in nessun confronto che aiutasse l&#8217;avvio regolare dell&#8217;inoltro telematico delle richieste. Nell&#8217;unico incontro, che si è tenuto il 12 gennaio, a 5 giorni dall&#8217;avvio della procedura, il ministero degli Interni si è limitato a illustrare le modalità tecniche del sistema informatico, senza dare la possibilità ai Patronati di intervenire nel merito&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ancora una volta – rileva Piccinini &#8211; questo Governo mentre pretende il rispetto delle regole da parte degli immigrati, agisce senza alcun riguardo verso gli immigrati stessi e  i patronati, che si sono impegnati ad agevolare e ad aiutare i datori di lavoro nell&#8217;inoltro delle domande. Per questa ragione, visto che mancano pochi giorni al 31 gennaio, ovvero al primo click day (così chiamato perché è una procedura che si può vedere ed eseguire solo da un computer, in via telematica, collegandosi al sito del Ministero dell&#8217;Interno) e il perdurare del disservizio, denunciamo come venga a mancare il tempo indispensabile per poter istruire adeguatamente le domande di gestione dei flussi. Pertanto, diventa indispensabile che il Ministero si faccia carico di questa situazione, sospendendo l&#8217;intera procedura, prorogando i termini per i click day fino a quando non sarà in grado di garantire la ripresa dell&#8217;operatività senza alcun blocco&#8221;.</p>
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		<title>Gli studenti promettono, “domani saremo in tutte le piazze d’Italia”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Domani saremo in piazza a Roma e in molte città d&#8217;Italia, ancora una volta, contro il ddl università che sarà in discussione al Senato e contro i tagli a tutto il mondo della conoscenza&#8221;: lo afferma questa sera in una nota la Rete degli studenti.<span id="more-1378"></span> </p>
<p>&#8220;La nostra esasperazione &#8211; spiegano &#8211; nasce prima di tutto  dal comportamento di un governo sordo alle nostre rivendicazioni, che liquida gli studenti insultandoli con appellativi come asini, bamboccioni, facinorosi e che utilizza le azioni violente di pochi come capro espiatorio per non ascoltare l&#8217;intero movimento.</p>
<p>Intanto però questo governo precario continua a giocare con le nostre vite, tagliandoci il presente e il futuro, distruggendo scuole, università e ricerca. Vorremmo discutere di questo, del perché si è deciso che per far progredire il paese bisogna condannare i giovani alla precarietà di vita, del perché a nessuno importa che la maggior parte di noi è costretta ad abbandonare l&#8217;Italia per realizzarsi, del perché le nostre università devono diventare classiste e privatizzate, del perché le nostre scuole sono state distrutte con un taglio di 8 miliardi di euro ed un riordino dei cicli che elimina tutto il possibile&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo porteremo in piazza &#8211; conclude la nota &#8211; chiedendo delle risposte immediate come abbiamo sempre fatto, rigettando la violenza e i violenti, con una protesta pacifica, colorata, creativa ma incisiva e radicale che dia il senso dell&#8217;esasperazione e della rabbia che noi studenti viviamo sulla nostra pelle. Cortei, manifestazioni, flash mob, sit-in, occupazioni di monumenti e stazioni, iniziative creative si svolgeranno in tutte le città d&#8217;Italia da Venezia a Palermo passando per Modena, Reggio Emilia, Perugia, Roma, Grosseto, Barletta, ma la lista delle iniziative continua ad infittirsi&#8221;.</p>
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		<title>Via i violenti dai cortei, basta con l’ipocrisia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 17:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E pensare che una volta spaccare la testa a qualcuno, magari con una mazza da baseball e con il volto coperto da un casco, era un gesto altamente di destra. Da fascisti, avrebbero detto quelli che oggi, definendosi di sinistra, giustificano le bestie che nei cortei di Roma hanno provato a spaccare la testa ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E pensare che una volta spaccare la testa a qualcuno, magari con una mazza da baseball e con il volto coperto da un casco, era un gesto altamente di destra. Da fascisti, avrebbero detto quelli che oggi, definendosi di sinistra, giustificano le bestie che nei cortei di Roma hanno provato a spaccare la testa ai poliziotti e l’hanno rotta ad altri ragazzi che facevano parte dello stesso corteo. Le stesse bestie che hanno incendiato auto di lusso senza sapere neppure di chi fossero; le stesse che hanno lanciato bombe carta, hanno brandito mazze da baseball e di ferro solo per il gusto di far male a qualcuno. Le stesse che, se un poliziotto li colpisce, piangono come femminucce e gridano allo scandalo. <span id="more-1345"></span></p>
<p>E ora, sempre quelli ‘di sinistra’ sono pronti a schierarsi contro l’annuncio destinato, si fa per dire, a far discutere: quello di applicare ai cortei un provvedimento simile a quello che tiene lontano dagli stadi italiani i cretini che allo stadio ci vanno ogni domenica ma non vedono mai la partita, perché sono troppo impegnati a picchiare qualcuno, ad accoltellare un altro, oppure a lanciare in campo monetine, bombe carta e quant’altro possa quasi ammazzare un giocatore. Meglio se quello della squadra avversaria.<br />
Chiamare tifosi questi deficienti equivale a chiamare studenti e lavoratori precari tutti quelli che a Roma si sono comportati da perfetti imbecilli. Mi riferisco a quelli che a Roma sono andati solo con l’intenzione di far danni e poi si sono pure lamentati se un poliziotto ha dato loro una manganellata. Non si può essere violenti con gli altri e ripudiare la violenza su se stessi. Neppure se a picchiarti è un poliziotto.<br />
Il disagio dei lavoratori, degli studenti, dei ricercatori, dei terremotati dell’Abruzzo, di tutti gli italiani è comprensibile e condivisibile. Si può capire perfino che qualcuno diventi violento perché spinto dalla disperazione. Ma se vai a caccia di guai, non lamentarti quando li trovi. Non ci piacciono i poliziotti violenti e non ci piacciono i cittadini violenti.</p>
<p>Purtroppo oggi in tanti hanno rinunciato ad andare allo stadio perché temono di essere coinvolti in una megarissa mentre stanno ancora digerendo il pranzo della domenica. Molti bambini non hanno mai visto un campo da calcio per colpa di qualche ignorante violento. Lo stesso deve accadere con le manifestazion di piazza? Crediamo davvero che la democrazia sia avere la libertà di essere cattivi? No. Crediamo sia meglio che quanti vanno alle manifestazioni in piazza solo per spaccare tutto, se ne stiano lontani dai luoghi in cui gli italiani vogliono manifestare pacificamente il proprio dissenso.</p>
<p>I violenti, se proprio vogliono ammazzare qualcuno, scelgano un altro giorno e si organizzino meglio se ne sono capaci. Invece di confondersi da vigliacchi con le persone perbene che poi, puntualmente, prendono la colpa e le botte al posto loro. Perché se c’è una cosa che i violenti sono bravi a fare, è scappare. Ed è per colpa loro se oggi le autorità prenderanno davvero un provvedimento tanto discutibile, ma per il quale gli è stata servita una giustificazione su un bel piatto d&#8217;argento.</p>
<p>Allo stesso modo, non ci piacciono i politici di sinistra che cavalcano il momento per condannare l’intenzione del governo, ma non aprono una discussione seria. Non condannano le violenze di ogni tipo ma se la prendono solo con i poliziotti.</p>
<p>Con la violenza non si risolve mai nulla. Questo ci sarebbe piaciuto sentire dai politici di sinistra. E invece no. Passano il tempo ad aizzare i loro potenziali elettori in vista di nuove elezioni, contro un provvedimento, quello di estendere i Daspo anche alle manifestazioni di piazza, senza curarsi delle conseguenze.</p>
<p>La sinistra italiana sta strumentalizzando qualsiasi cosa e chiunque. Ma i ragazzi non se ne stanno neppure accorgendo.</p>
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		<title>Il Governo continua a fare danni</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 17:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pesante bilancio dei danni dopo lo Tsunami del Governo, ammonta a circa 450 mila euro secondo l&#8217;Ama (l&#8217;azienda municipale ambiente) e coinvolge 40 feriti manifestanti e 50 agenti. Un&#8217;onda di protesta da Nord a Sud che partita da studenti e ricercatori contro il ddl di riforma del sistema universitario, all&#8217;esame del Parlamento, ha arruolato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pesante bilancio dei danni dopo lo Tsunami del Governo, ammonta a circa 450 mila euro secondo l&#8217;Ama (l&#8217;azienda municipale ambiente) e coinvolge 40 feriti manifestanti e 50 agenti.<br />
Un&#8217;onda di protesta da Nord a Sud che partita da studenti e ricercatori contro il ddl di riforma del sistema universitario, all&#8217;esame del Parlamento, ha arruolato il malcontento e le rivendicazioni di altre categorie.<span id="more-1321"></span> E così a fianco degli universitari hanno marciato a Roma i lavoratori precari, i terremotati dell&#8217;Aquila, gli abitanti di Terzigno esasperati da un&#8217;emergenza rifiuti che é diventata normalità in quelle zone. A Milano le vetrine della sede del Pdl in viale Monza sono state tempestate dal lancio di uova e vernice da parte di un gruppo di studenti mentre altri manifestanti hanno fatto un blitz a Piazza Affari esponendo uno striscione con l&#8217;imperativa scritta &#8220;Siete un&#8217;accozzaglia di affaristi razzisti, dovete darci il denaro&#8221;; alcune secchiate di vernice verde e fumogeni sono stati lanciate anche contro la filiale di Banca Mediolanum; il vice sindaco Riccardo De Corato ha quantificato in almeno 200 mila euro i danni provocati in città dai manifestanti. A Torino alcune migliaia di studenti delle scuole superiori e delle università hanno sfilato per le vie del centro; un presidio di ricercatori e professori dell&#8217;Università e del Politecnico ha stazionato davanti a palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano, mentre altri manifestanti hanno occupato i binari della stazione di Porta Nuova, dopo aver effettuato un lancio di uova, pietre e fumogeni contro una sede del Pdl. A Genova un corteo di circa 500 studenti, dopo aver percorso le strade limitrofe agli scali dei traghetti, ha occupato il varco portuale di Ponte Etiopia al porto di Sampierdarena e viale Canepa mentre a Venezia la protesta è salita sul Ponte di Rialto. Momenti di tensione a Modena: alla manifestazione autorizzata si è aggiunta quella dei centri sociali tra cui il Guernica di Modena, con qualche centinaia di giovani che già in stazione hanno tentato di occupare i binari. Blocchi del traffico a intermittenza, sotto le due torri, a Bologna. Tre cortei di studenti a Palermo per il terzo &#8220;Blocchiamo tutto day&#8221;; paralizzato il capoluogo siciliano dove ricercatori e docenti ha bloccato il rettorato e gruppi di manifestanti hanno occupato i binari della stazione, la pista dell&#8217;aeroporto e il porto. A Cagliari si è concluso con un grande happening in piazza del Carmine la manifestazione degli studenti universitari e delle superiori alla quale hanno preso parte anche delegazioni di operai in lotta per la conservazione del posti di lavoro e i pastori del Movimento sardo con le caratteristiche bandiere gialle e azzurre. Cortei anche a Bari, dove due cortei hanno attraversato la città all&#8217;insegna dello slogan &#8220;Voi bloccate il nostro futuro, noi blocchiamo la città&#8221;, a Catania, Messina, Trieste. Occupati i rettorati alla Federico II di Napoli e nell&#8217;ateneo fiorentino. A Siena uno striscione con la scritta &#8220;Sì alla scuola, no alla guerra&#8221; è stato esposto per circa dieci minuti dalla sommità della Torre del Mangia, in piazza del Campo. Lo svincolo di Cosenza nord dell&#8217; autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria è stato bloccato da un gruppo di studenti dell&#8217; Università della Calabria. E pure all&#8217;estero il dissenso contro la riforma degli atenei promossa dal Ministro Gelmini si è fatto sentire: a Parigi una cinquantina di ragazzi italiani ha manifestato nei pressi del consolato d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Adisu Puglia, dirigenti intascano indebitamente 127mila euro</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 16:04:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dirigente dell&#8217;Agenzia per il Diritto allo studio universitario della Puglia (Adisu), di cui non è stato reso noto il nome, nel periodo 2002-2009 si è liquidato da sé, in quanto responsabile dell&#8217;ufficio competente, ferie non godute per un totale di 100.000 euro. Nel corso delle indagini &#8211; compiute dalla Guardia di Finanza &#8211; è stato inoltre accertato che a un altro dirigente della stessa Agenzia, che lavora in un altro settore, sarebbe stata liquidata una retribuzione di posizione superiore ai limiti massimi consentiti dai contratti collettivi nazionali per un importo di oltre 27.000 euro. <span id="more-1309"></span></p>
<p>Entrambi gli episodi, avvenuti nella agenzia che dovrebbe garantire agli studenti borse di studio, convenzioni con i trasporti pubblici, cinema e teatri gratis e alloggi gratuiti, sono stati segnalati dagli investigatori della Guardia di finanza di Bari alla procura della Corte dei Conti ipotizzando un danno erariale di circa 127.000 euro. Indagini sono in corso per accertare la posizione dei due dirigenti dal punto di vista penale. E lo crediamo bene considerato che ogni studente prima di potersi iscrivere all&#8217;università deve pagare 77 euro all&#8217;Adisu, pena la nullità della sua iscrizione.</p>
<p>E&#8217; stato lo stesso Ente che, per autotutela, ha denunciato alla Guardia di finanza i due episodi. La liquidazione delle ferie non godute è avvenuta in violazione dell&#8217;art.17 del Contratto collettivo nazionale della dirigenza del Comparto Regioni ed Enti locali che, appunto, dispone il divieto di monetizzazione delle ferie non godute.</p>
<p>Ma questi dirigenti, anche sprezzanti dei pericoli legati ai tagli del governo alle borse di studio in Italia, che ammontano al 90%, hanno pensato che era meglio dare i soldi pubblici a se stessi piuttosto che ai ragazzi di famiglie bisognose, che senza una borsa di studio non possono permettersi una formazione adeguata.</p>
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		<title>No italiano? No permesso di soggiorno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 15:29:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova invenzione razzista del governo Berlusconi e della Lega: da domani gli immigrati che non superano un difficile test di italiano, con periodi ipotetici poco conosciuti dagli stessi ministri che hanno inventato il test, diventeranno automaticamente clandestini.<span id="more-1264"></span></p>
<p>Dal 9 dicembre 2010, grazie al decreto 4 giugno 2010 (firmato dai ministri dell&#8217;Interno e dell&#8217;Istruzione, Roberto Maroni e Mariastella Gelmini), gli stranieri che intendono richiedere il documento per soggiornanti di lungo periodo dovranno superare un test di lingua obbligatorio. Lo straniero che intende chiedere il rilascio del permesso per soggiornanti di lungo periodo dovrà presentare alla prefettura la richiesta di partecipazione tramite l&#8217;indirizzo www.testitaliano.interno.it. La prefettura lo convocherà entro 60 giorni per lo svolgimento della prova indicando data e luogo. L&#8217;esame si svolgerà con modalità informatiche ma, su richiesta, anche per iscritto.</p>
<p>&#8220;E&#8217; strutturato sulla comprensione di brevi testi, frasi ed espressioni di uso frequente&#8221;, sostengono dal governo. Ma le associazioni per la tutela degli immigrati parlano di test difficili anche per quanti l&#8217;italiano lo conoscono davvero: &#8220;Ci sono &#8211; spiegano &#8211; congiuntivi, condizionali, periodi ipotetici diterzo grado che non sanno usare neppure i parlamentari italiani&#8221;. Il contenuto delle prove che compongono il test, i criteri di assegnazione del punteggio e la durata della prova sono stabiliti uniformemente su tutto il territorio nazionale. Per superare la prova il candidato deve conseguire almeno l&#8217;80% del punteggio complessivo. Se l&#8217;esito è positivo, lo straniero può presentare la domanda e la questura, verificati tutti gli altri requisiti richiesti, rilascerà il permesso di soggiorno. In caso di &#8216;bocciatura&#8217;, lo straniero potrà ripetere la prova e inoltrare un&#8217;altra richiesta per sostenere il nuovo test.</p>
<p>Non tutti gli stranieri sono però tenuti a sottoporsi all&#8217;esame di lingua. E&#8217; infatti esentato dalla prova chi ha attestati o titoli che certifichino la conoscenza dell&#8217;italiano a un livello non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue; chi ha titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati): chi è entrato in Italia come dirigente, professore universitario o ricercatore, traduttore o interprete; chi è affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico. Insomma, chi è venuto in Italia a imparare l&#8217;italiano, dovrà dimenticarsi di farlo. Senza contare che questa prassi porterà alla nascita di scuole di italiano improvvisate, che speculeranno sulle difficoltà degli immigrati ai quali estorceranno i pochi soldi che hanno in tasca.</p>
<p>Chi chiederà il permesso di soggiorno in Alto Adige, inoltre, dovrà sapere non solo l&#8217;italiano ma anche il tedesco. Il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, ha infatti annunciato l&#8217;avvio di un &#8216;esamino&#8217; in tedesco per gli immigrati, che non sarà però vincolante. Gli immigrati che fanno il test d&#8217;italiano potranno, a titolo volontario, dimostrare anche la loro conoscenza del tedesco ed i &#8216;promossi&#8217; potrebbero avere una sorta di corsia preferenziale per quanto riguarda vari sussidi provinciali.</p>
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		<title>Rifiuti campani in Puglia, qual è la verità?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 17:57:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripercorriamo le tappe che porteranno 50mila tonnellate di rifiuti campani in Puglia (almeno per ora). E cerchiamo di capire dov&#8217;è il confine tra principio di solidarietà nazionale e accordo politico stretto senza consultare i cittadini.<span id="more-1191"></span></p>
<p>Una firma sul Piano sanitario della Puglia, 500 milioni di euro per pagare il personale sanitario pugliese, e un &#8221;indennizzo&#8221; di 1,4 milioni di euro per il &#8221;fastidio&#8221; di ricevere l&#8217;immondizia campana. E&#8217; questo, in sintesi, quello che si sono detti Vendola e Fitto qualche giorno fa a Roma, quando senza neppure chiedere il parere ai cittadini pugliesi, hanno deciso che la regione leader in Italia per il turismo (coì almeno ci raccontano) deve ricevere e smaltire, nelle proprie discariche (insufficienti per i rifiuti pugliesi) oltre 50mila tonnellate di rifiuti campani. Una piccola parte, insomma, dei rifiuti dai quali nè il governo, nè il presidente della Regione Campania (entrambi dell&#8217;ormai &#8216;ei fu&#8217; Popolo delle libertà) sono riusciti a ripulire la Campania.</p>
<p>Eppure, l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, due giorni prima dell&#8217;accordo &#8216;salva-monnezza&#8217; aveva dichiarato perentoriamente la contrarietà della Puglia a smaltire rifiuti che non fossero della Regione. &#8221;Abbiamo già detto come la pensiamo alla Protezione civile, alla Regione Campania e pure al Governo&#8221;, tuonava l&#8217;ex magistrato che precisava: &#8221;Il principio di solidarietà deve valere per tutte le regioni, non solo per quelle del Sud&#8221;. &#8221;In Puglia &#8211; diceva &#8211; noi non accetteremo i rifiuti campani, sia perche&#8217; le regioni del Nord non li vogliono e sia&#8221; perche&#8217;, ricordava invece Vendola, &#8221;il governo ci deve ancora 5 milioni di euro per aver smaltito, nel 2008, altre 50mila tonnellate di monnezza campana qui in Puglia&#8221;.</p>
<p>Ma poi, tutto d&#8217;un tratto, quando Vendola è a Roma per supplicare l&#8217;ennesima volta la firma su un Piano di rientro sanitario che per 9 mesi il governo ha rimandato (vedi in fondo alla pagina), imponendo contemporaneamente alla Puglia pesanti condizioni anche a danno di migliaia di lavoratori precari, il governatore della Puglia rilascia alla stampa la seguente dichiarazione: &#8221;Se Napoli piange la Puglia piange; e trovo odioso chi dice di no ai rifiuti campani&#8221;. E meno male che Nicastro assessore lo ha nominato lui. Ma andiamo avanti.</p>
<p>Poco dopo arrivano altre dichiarazioni di vittoria: questa volta sono Fitto e Vendola che annunciano: &#8221;Il Piano di rientro della Puglia è stato firmato&#8221;. Quando si dice, &#8216;che coincidenza&#8217;.</p>
<p>E, come se questo non bastasse a ingarbugliare la situazione rifiuti, c&#8217;è un altro inquietante dettaglio che l&#8217;assessore Nicastro si lascia sfuggire parlando con i giornalisti a Bari. &#8221;Sin dai primi di settembre &#8211; dice Nicastro &#8211; la Protezione civile aveva indetto una gara, procedura alla quale la Puglia era estranea, per la messa a dimora di 61mila tonnellate di rifiuti campani. Alla sola Regione Campania &#8211; sottolinea Nicastro &#8211; la Protezione civile comunicava che la gara era stata vinta dal consorzio Cite, che ha tre discariche, private e non pubbliche, prorpio in Puglia e proprio nella provincia di Taranto&#8221;. Guarda caso, aggiungiamo noi, poiché le coincidenze non finiscono mai, sono le stesse tre discariche (a Statte, Grottaglie e Fragagnano) dove ora saranno smaltiti i rifiuti campani.</p>
<p>Come mai? Niente di sospetto assicurano i vertici della Regione, perche&#8217; queste tre discariche sono le uniche idonee (oltre una a Canosa che non verrà toccata) a smaltire i rifiuti speciali che arriveranno in Puglia. &#8221;Speciali &#8211; spiega Nicastro &#8211; non vuol dire pericolosi, anzi, questi rifiuti sono qualitativamente migliori di quelli che abbiamo nei nostri sacchetti in Puglia&#8221;. La &#8216;specialità&#8217;, se ci passate il termine, deriverebbe solo dal loro trattamento a cura della società campana Stir: igienizzazione, tritatura e imballaggio.</p>
<p>Ci vogliamo fidare di Nicastro. Tuttavia restano alcune domande: non si sarebbe potuto chiedere ai cittadini, soprattutto a quelli che vivono vicino alle discariche, se fossero d&#8217;accordo con l&#8217;arrivo dei sacchetti migliori di quelli che hanno nelle loro case e che già la Puglia non sa dome smaltire? Poi, che fine hanno fatto quei cinque milioni di euro che il governo deve alla Puglia per l&#8217;aiuto dato alla Campania nel 2008? E l&#8217;indennizzo promesso questa volta (che si concede perché evdentemente si subirà un danno) siamo sicuri che arriverà? E se sì, come sarà usato? Inoltre, ci dobbiamo aspettare che sarà sufficiente un indennizzo più alto perché in Puglia arrivino le centrali nucleari?</p>
<p>Del resto, in Puglia ci sono uomini molto ambiziosi e gli indennizzi non arrivano solo sottoforma di denaro.</p>
<p>Approfondimento su Piano rientro: il Piano di rientro prevede, tra l&#8217;altro, il taglio di 2.200 posti letto, la chiusura di 19 ospedali, l&#8217;introduzione del ticket di un euro sulle ricette emesse oltre un certo numero, il blocco del turn over e delle assunzioni di personale precario che ora lavora nella sanità. Il governo lo ha imposto alla Puglia dopo che questa ha sforato il Patto di stabilità interno per 3 anni consecutivi)</p>
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		<title>Studenti a Roma il 14 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 12:42:15 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una grande protesta a Roma, il 14 dicembre prossimo, lo stesso giorno in cui si votera&#8217; la fiducia al governo: e&#8217; quanto stanno organizzando gli studenti che in questi giorni a Bari stanno manifestando contro l&#8217;approvazione del ddl Gelmini sulla riforma dell&#8217;Universita&#8217;.<span id="more-1144"></span></p>
<p>Al momento a Bari sono occupate le facolta&#8217; di Giurisprudenza e quella di Agraria. In entrambi i casi, pero&#8217;, agli stuenti e&#8217; garantito il diritto di studio parallelamente alle assemblee nel corso delle qualu gli studenti decidono nuove iniziative di protesta e fanno il punto sulla riforma.</p>
<p>&#8221;Abbiamo appreso &#8211; spiegano gli studenti &#8211; che l&#8217;approvazione al Senato del ddl Gelmini slittera&#8217; a dopo il voto di fiducia&#8221;. Per questo &#8211; concludono &#8211; &#8221;pensiamo di manifestare a Roma anche con gli altri studenti di tutta Italia&#8221;.</p>
<p>Ora nella facolta&#8217; di Agraria di Bari e&#8217; in corso un&#8217;assemblea organizzativa, al termine della quale gli studenti comunicheranno le nuove iniziative.</p>
<p>Intanto la Rete della Conoscenza degli studenti annuncia:</p>
<p>&#8221;La maggioranza e&#8217; in crisi, non solo per le diatribe interne tra singole forze e leader che provano a ricollocarsi, la maggioranza e&#8217; in crisi perche&#8217; non si aspettavano una nostra risposta che e&#8217; riuscita a inserirsi in un dibattito pubblico che era tutto incentrato su case a Montecarlo e escort maggiorenni e non. Abbiamo modificato i temi e i tempi del dibattito parlamentare e stiamo portando il Governo e la sua inesistente maggioranza a rinviare di volta in volta un Ddl sostenuto solo da Rettori e Confindustria. Non si e&#8217; mai vista tanta determinazione tra gli studenti e non intendiamo mollare. Per questo il 14 dicembre saremo in piazza a Roma e in tutt&#8217;italia, ci appelliamo non solo agli studenti, ma ai cittadini e alle cittadine italiane a unirsi a noi per una grande giornata, non solo di opposizione, bensi&#8217; di riscatto sociale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Il governo e&#8217; precario come noi, ma &#8211; prosegue la Rete &#8211; a differenza di Berlusconi e dei suoi vassalli di oggi e di ieri, a differenza di chi lo sostiene e di chi abbandona la barca, noi non cadiamo. Noi il giorno dopo saremo ancora li&#8217;, nelle scuole, nelle universita&#8217;, tra le macerie di questo paese, pronti a costruire un&#8217;alternativa, pronti a ricostruirci il futuro. Se il 14 dicembre finira&#8217; un&#8217;epoca, la prossima saremo noi. Facciamo delle mobilitazioni di questi mesi, delle relazioni che abbiamo costruito, delle idee che abbiamo elaborato, l&#8217;inizio della nuova Italia.</p>
<p>Mobilitiamoci in tutte le citta&#8217;, invitiamo la societa&#8217; civile, i lavoratori e le lavoratori, il mondo della cultura e i cittadini in lotta a costruire con noi una vera e propria giornata di liberazione. Mandiamolo a casa, costruiamo il futuro&#8221;.</p>
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		<title>Università: cortei e blocchi in tutte le città, “fermatevi”</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 10:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Fermatevi&#8221; e &#8220;lo chiederemo paralizzando il paese con le nostre iniziative&#8221;.<span id="more-1035"></span><br />
Con questo grido di battaglia studenti, ricercatori e dottorandi stanno organizzando in tutte le città italiane cortei spontanei che hanno lo scopo di bloccare traffico e attività. Un giorno di caos per far sentire la loro voce e chiedere ancora una volta al Parlamento di bloccare l&#8217;approvazione del ddl Gelmini che oggi va in aula.<br />
&#8220;In queste settimane &#8211; si legge in una nota dell&#8217;Udu, l&#8217;Unione degli universitari- centinaia d&#8217;iniziative di contestazione contro la Riforma dell&#8217;università si sono moltiplicate in giro per il paese, occupazioni delle facoltà, dei tetti, blocchi del traffico, cortei, occupazione dei principali monumenti del nostro paese. Iniziative che avevano una sola richiesta: bloccare il DDL e salvare l&#8217;università pubblica dalla sua morte&#8221;. Manifestazioni di protesta che ieri ne hanno organizzate in 19 paesi in oltre 90 atenei sparsi per l&#8217;Europa. &#8220;Con questo disegno di legge &#8211; aggiunge l&#8217;Udu- il Governo vuole l&#8217;eutanasia del sistema universitario. Sistema, che noi per primi da anni diciamo che non va, ma questa riforma non è la medicina, ma il suo veleno mortale. Questa è una riforma che taglia il fondo per le borse di studio, introduce un&#8217;idea di merito finta, diminuisce drasticamente la rappresentanza studentesca elimina la figura del ricercatore e soprattutto taglia il finanziamento al fondo di finanziamento ordinario.<br />
Tagli che decreteranno la chiusura di molti atenei. Noi non difendiamo i baroni, ma li vogliono cacciare. Loro -concludono- stanno con lei, non con noi&#8221;.</p>
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		<title>Rifiuti in Campania, senatori allarmati e Colle dubbioso</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, boccia la prima versione del decreto legge del governo in materia di raccolta di rifiuti in Campania, mentre Ignazio Marino (Pd), presidente della Commissione parlamentare sulla Sanità, raccoglie le firme dei senatori che sono seriamente preoccupati per la salute dei campani ormai costretti a vivere fra topi e cani randagi. E presenta una interpellanza al ministro della Salute. <span id="more-871"></span></p>
<p>Il ministro Carfagna delude invece quanti pensano che si possa cambiare davvero, e dopo una apparente opposizione alla gestione camorristica del ciclo dei rifiuti nel Napoletano &#8211; motivo per il quale aveva minacciato di lasciare governo e Parlamento &#8211; oggi il ministro ha cambiato idea e ha fatto pace con Silvio.</p>
<p>Dal canto suo, il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha invece accettato di prendere una parte dei rifiuti campani, mentre Veneto e Lombardia hanno detto no al collega di avventure Raffaele Fitto.</p>
<p>Leggiamo adesso cosa dice Marino, che oltretutto è medico. &#8220;Per due anni &#8211; spiega &#8211; ci hanno raccontato che la crisi economica non esisteva, ora vogliono insabbiare i rischi per la salute in Campania. Il ministro Fazio &#8211; dice Marino &#8211; nei giorni scorsi ha cercato di confortarci spiegando che i timori sono legati solo ad infezioni e non a epidemie. Si tratta &#8211; per l&#8217;esponente Pd &#8211; di affermazioni irresponsabili: stanno per caso aspettando che si arrivi al colera e al tifo prima di intervenire in maniera strutturale? Oppure attendono che Napoli si trasformi in Haiti, dove migliaia di persone sono morte per le epidemie seguite al terremoto, per poi chiamare i caschi blu e lasciar fare a loro? Epatite A, dermatiti, patologie respiratorie e salmonellosi &#8211; secondo Marino &#8211; sono la conseguenza diretta e più probabile di questa situazione degradante e umiliante per la Campania e per l&#8217;Italia. Ecco perché ho preparato una interpellanza urgente al Ministro (della Sanità) Ferruccio Fazio, che è stata firmata da altri 106 senatori. Un terzo dell&#8217;aula, insomma, vuole risposte chiare dal ministero della Salute. Negare &#8211; spiega &#8211; è rischioso e il Governo lo fa sulla pelle dei napoletani: le strade sono infestate di topi, cani randagi e insetti. Il ministro Fazio sa che il 14% dei topi trasmette la leptospirosi, il 35% è vettore di toxoplasmosi e ben il 67% di Cryptosporium (che causa gastroenteriti acute)? Non basta?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ad oggi, le strade di Napoli sono intasate da circa 3mila tonnellate di spazzatura, a cui vanno sommate le ulteriori 8mila tonnellate, distribuite su ampie porzioni del territorio campano, così non si può andare avanti&#8221;, dicono i senatori. &#8220;Il Governo deve intervenire con urgenza &#8211; ribadiscono &#8211; anche sotto il profilo sanitario, per ripulire le strade e i territori oggetto dell&#8217;emergenza dalla enorme quantità di rifiuti che stanno letteralmente sovrastando e soffocando il capoluogo e il suo hinterland&#8221;.</p>
<p>Gli esponenti del Pd a Palazzo Madama chiedono al Governo nazionale &#8220;di adottare, oltre alle indifferibili misure congiunturali, interventi di carattere strutturale al fine di prevenire e di evitare ulteriori inaccettabili emergenze ambientali, situazioni di intollerabile disagio per i cittadini di Napoli e della Campania, nonché una condizione di degrado umiliante e indecoroso per l&#8217;immagine della città e dell&#8217;Italia nel mondo&#8221;.</p>
<p>Anche il Colle, poi, &#8220;boccia&#8221; la prima versione del decreto legge del governo in materia di raccolta di rifiuti in Campania. Tanto che l&#8217;esecutivo sarebbe già al lavoro su una nuova versione. Palazzo Chigi avrebbe già inviato la risposta ai rilievi del Quirinale e in particolare avrebbe chiarito anche uno degli aspetti su cui il Colle ha posto particolare attenzione, cioè il &#8220;raccordo&#8221; tra il presidente della Regione Campania, Caldoro, e i presidenti delle Province.</p>
<p>La parte del decreto in cui c&#8217;è scritto che il presidente Caldoro nomina i commissari sui rifiuti &#8220;in raccordo con le Province&#8221;, verrebbe modificata in &#8220;sentite le Province&#8221;. Tra l&#8217;altro, dal testo del provvedimento sarebbe stato stralciato il comma 9, quello sulle &#8220;nuove aree di stoccaggio&#8221;.</p>
<p>Alcuni dei rilievi mossi dal Quirinale sul decreto rifiuti sarebbero la &#8220;mancanza di alternative idonee alla cancellazione delle discariche inserite nella legge 123 e l&#8217;impossibilità di assegnare le funzioni, e i poteri, di sottosegretario ai commissari che dovranno occuparsi della realizzazione dei termovalorizzatori&#8221;.</p>
<p>Il Colle avrebbe anche sottolineato che il provvedimento andrebbe a danneggiare le provincia di Napoli consentendo ai comuni di continuare a gestire il ciclo di raccolta e trasporto dei rifiuti.</p>
<p>Gli uffici legali di Napolitano avrebbero anche sottolineato che si sarebbe proceduto alla cancellazione di tre delle discariche previste dalla legge 123 (cava Vitiello a Terzigno, Valle della Masseria a Serre e Andretta) senza individuare alternative idonee dove trasferire i rifiuti. Ed inoltre il provvedimento non conterrebbe misure adeguate per ottenere effetti positivi immediati sulla situazione, come invece richiederebbe la &#8220;necessità e l&#8217;urgenza&#8221; alla base del decreto.</p>
<p>Un altro chiarimento chiesto dal Colle, sempre secondo quanto si apprende da fonti governative, sarebbe relativo all&#8217;articolo che proroga fino al 31 dicembre 2011 la possibilità per i Comuni di gestire le attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti. Un articolo che, così come è stato scritto, andrebbe a penalizzare la provincia di Napoli, cui per legge dalla fine di quest&#8217;anno spetterebbe la competenza. Altri dubbi riguardano l&#8217;attribuzione delle funzioni di sottosegretario ai commissari che dovranno realizzare i termovalorizzatori. Funzioni che consentono di agire in deroga alle normali procedure e che eventualmente potrebbero essere assegnate dopo la dichiarazione dello stato di emergenza.</p>
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		<title>Di Pietro a Vendola, “l’Idv ti sostiene per governare non per passeggiare”</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 17:54:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;In Puglia da poco vi e&#8217; stato il rinnovo del Consiglio regionale con una conferma a governatore del presidente Vendola. Gli abbiamo dato la fiducia per governare. Quindi continueremo a dargli la fiducia convinta per governare, un po&#8217; meno convinta per andare in giro a passeggiare&#8221;. Con queste parole il leader dell&#8217;Idv, Antonio Di Pietro, stasera a Bari ha risposto a quanti gli chiedevano di commentare l&#8217;attuale situazione politica pugliese.<span id="more-848"></span><strong> </strong></p>
<p><strong>Di Pietro, ma secondo lei Vendola ce la fa o no a battere Bersani alle primarie con le quali il centrosinistra sceglierà il candidato-criptonite contro Berlusconi?</strong></p>
<p>&#8221;Io credo che prima di parlare di Bersani e di Vendola, bisogna parlare se si fanno o non si fanno le primarie, se si va a votare o non si va a votare. Mettersi a discutere di primarie, e di chi e&#8217; il primo che si mette in fila, senza sapere se il 14 il governo Berlusconi venga sfiduciato o meno, mi pare del tutto fuori tempo e fuori luogo. Proprio in questi minuti, mentre stiamo parlando, la grande ministra Mara Carfagna che l&#8217;altro giorno aveva detto &#8216;mi dimetto dal partito, dal Popolo delle liberta&#8217; e da parlamentare, oggi ha cambiato idea. Berluconi ha infatti detto: &#8216;ci ho parlato e&#8217; rientrata&#8217; &#8221;.</p>
<p><strong>Cosa vuol dire?</strong></p>
<p>&#8220;Voglio dire che invece di continuare a correre appresso alla luna, e a prepararsi alle elezioni che vengono, occupiamoci di governare il territorio per quanto riguarda Vendola; e di fare opposizione per quanto riguarda Di Pietro; e di fare vivere il partito di maggioranza relativo per quanto riguarda Bersani. Ognuno di noi faccia il proprio lavoro senza pensare che sia tutto gia&#8217; liberato e che domani mattina si va a votare. Io che sto in Parlamento le vedo tutti i giorni le compravendite, gli accordi sottobanco, gli inciuci. E quindi fino a quando non vedo il gatto nel sacco non ci credo&#8221;.</p>
<p><strong>Ma se il 14 dicembre il governo non cadrà cosa farete?</strong></p>
<p>&#8220;Si continuera&#8217; a fare opposizione, non si puo&#8217; fare altro. La verita&#8217; e&#8217; molto semplice: oggi abbiamo una parte del Parlamento, della maggioranza, che ha fatto un partito facendo credere agli italiani che l&#8217;ha dovuto fare per forza. Si e&#8217; staccato dall&#8217;altra parte della maggioranza, dal Pdl, perche&#8217; c&#8217;e&#8217; una questione morale grossa come una casa. Perché c&#8217;e&#8217; un presidente del Consiglio che ha impegnato il Parlamento e le isituzioni solo per farsi leggi ad uso e consumo proprio; perché i conti sono allo sfascio; perché su alcuni temi fondamentali, come la solidarieta&#8217;, le difese delle fasce sociali piu&#8217; deboli e la difesa della legalita&#8217;, questo governo ha fallito. Lo ha detto addirittura un altro ministro: anche la Carfagna ha detto che questo governo ha un grosso problema morale. La Carfagna però e&#8217; rientrata oggi e se il 14 rientra anche Fini, vuol dire che sono complici e che hanno fatto solo finta di denunciare il caso per conquistare solo un po&#8217; di visibilita&#8217; in più&#8221;.</p>
<p><strong>Che ne pensa degli utlimi tormentati rapporti fra Berlusconi a Casini?</strong></p>
<p>&#8220;Io credo che sia un errore chiedere a un leader di partito, dell&#8217;Italia dei valori, di fare la pubblicita&#8217; agli altri leader di partito. Se lei mi chiede cosa faccio io le rispondo, ma cosa fa Casini lo chieda a Casini&#8221;.</p>
<p><strong>E delle ultime incursioni di Berlusconi in trasmissioni Rai?</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia del valori, dal primo giorno che Berlusconi si e&#8217; messo a fare politica, ha denunciato il grave conflitto di interessi. E ancora adesso denunciamo l&#8217;irresponsabilita&#8217; di tutti quei politici e di quei partiti che hanno avuto la possibilita&#8217; di bloccare questo scempio e che invece non l&#8217;hanno fatto. Oggi come oggi c&#8217;e&#8217; una mozione in Parlamento che reclama maggiore pluralismo nell&#8217;informazione. Una mozione che doveva essere votata gia&#8217; ieri ma poi si e&#8217; alzato Casini e ha detto &#8216;sa, forse ci dobbiamo ripensare perche&#8217; alla Rai ognuno di noi ci ha messo qualcuno e vale per tutti&#8217;. Allora mi sono alzato io e gli ho detto: meno che per noi dell&#8217;Italia dei valori, noi non ci abbiamo messo nessuno perche&#8217; la Rai dovrebbe essere l&#8217;informazione pubblica per tutti i cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Vendola accetta i rifiuti campani. Farà lo stesso con il nucleare?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 15:10:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha dato oggi la propria disponibilità ad accettare parte dei rifiuti della Campania. Così, dopo i proclami di tre giorni fa, con i quali l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, confermava all’Alternativa il suo no ad accettare la monnezza campana, siamo punto e a capo. Intanto, mentre le regioni del Sud hanno accettato, Veneto e Piemonte hanno detto no.<span id="more-803"></span></p>
<p>“&#8217;Il governo nelle prossime ore predisporrà una richiesta sostanziale, chiedendo un coinvolgimento e una disponibilità delle Regioni a contribuire a risolvere la questione rifiuti in Campania”. Con queste parole oggi il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha commentato l’incontro tra Regioni, enti locali e governo sul tema rifiuti. Il ministro ha chiarito che il no ad accogliere rifiuti campani è arrivato da Piemonte e Veneto, mentre la Sardegna ha rappresentato una propria difficoltà oggettiva.</p>
<p>La Puglia, nonostante il governo l’abbia accusata di non saper gestire il proprio ciclo dei rifiuti, apre le porte alla monnezza. “Ai tempi del governo Prodi – ha detto Vendola &#8211; ho dato una mano concreta, poi nel 2008 con il governo Berlusconi mi sono preso 50mila tonnellate di rifiuti e abbiamo sottoscritto dei protocolli di intesa con il governo che però non ha rispettato nessuno degli impegni assunti”. “Se il governo dovesse rispettare gli impegni assunti nel 2008 – ha aggiunto &#8211; la Puglia non mancherà di dare il suo contributo”.</p>
<p>Tra le promesse da marinaio del governo, Vendola ha ricordato che nel 2008, ad esempio, era stato concordato un contributo economico per un territorio “che aveva difficoltà economiche con ciclo dei rifiuti”, ed erano stati stanziati dal governo “5 milioni di euro ma non ci sono mai arrivati”. “Esprimo la massima solidarietà &#8211; ha sottolineato Vendola &#8211; ma rivendico uno stile che si ispira al principio della leale collaborazione”.</p>
<p>Intanto ricordiamo che oggi Vendola è a Roma per cercare di ottenere la firma del governo al Piano di rientro della Puglia dal suo deficit nella sanità. In pratica il governo ha chiesto alla Puglia, perché questa ha sforato per tre anni il Patto di stabilità interno, di ridurre la propria spesa sanitaria. Questo significa che la Puglia dovrà tagliare 2.200 posti letto, chiudere 20 ospedali, bloccare il ricambio di personale medico e sanitario in genere. Un problema molto serio che diventerebbe ancor più grave se il governo non firmasse questo Piano di rientro entro il prossimo 15 dicembre: in questo caso la Puglia perderebbe 500 milioni di euro dal trasferimento alle Regioni del fondo sanitario nazionale, il che farebbe precipitare nel baratro la sanità pugliese.</p>
<p>Ci chiediamo, ora, se la monnezza campana non sia la moneta con la quale si stanno barattando questi 500 milioni di euro.</p>
<p>“La Puglia – ha comunque aggiunto Vendola &#8211; non ha mai fatto mancare la sua solidarietà . E’ insopportabile qualsiasi atteggiamento che non considera la situazione in Campania come una tragedia e un problema nazionale. Mette tristezza il moralismo ipocrita di quella parte del Nord che gonfiato il Sud di rifiuti anche tossici e speciali e che oggi rappresenta l&#8217;emergenza come se fosse una questione etnico-territoriale”. Non solo. Il governatore ha fatto notare che “se la Puglia è in grado per la terza volta di prendersi 50mila tonnellate di rifiuti, qualche ministro dovrebbe evitare di dire che la Puglia è nella stessa situazione della Campania e della Sicilia. Voglio che mi dicano che la Puglia non e&#8217; in emergenza e io i rifiuti” della Campania sono pronto a “prenderli”.</p>
<p>Chissà chi lo andrà a dire a Nicastro che solo tre giorni fa dichiarava: “Noi alla Regione Campania, al Governo e alla Protezione civile abbiamo già detto che non c’e’ la nostra disponibilità: condividiamo il principio di responsabilità nazionale, ma questo principio deve valere anche per le regioni del Nord che invece non vogliono i rifiuti campani”.</p>
<p>E chissà cosa ne penseranno i cittadini pugliesi. Potrebbe essere solo un assaggio di quello che diventerà la Puglia quando anche alle centrali nucleari, mestamente, dovremo dire di sì?</p>
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		<title>Fitto alla Puglia: “Ospitate i rifiuti della Campania”</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 15:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un altro dei tocchi di classe che lo contraddistinguono, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, chiedera&#8217; alla Puglia di accogliere parte dei rifiuti della Campania. Il governo, ancora una volta, si ricorda della Puglia solo quando ha bisogno di rimediare alla sua incapacità. Intanto, negli ultimi giorni, ha ostacolato in mille maniere la regione guidata dal Niki Vendola, il maggiore antagonista di Berlusconi.  <span id="more-724"></span></p>
<p>Fra le mille scorrettezze istituzionali del governo, ricordiamo l&#8217;impugnazione della legge con la quale la Puglia si opponeva  al nucleare. La Puglia presentò ricorso alla Consulta ma quanche giorno fa la Corte Costituzionale lo ha respinto, ponenedo le basi per l&#8217;installazione del nucleare nel tacco d&#8217;Italia, più volte indicato come sito ideale. E forse Fitto, insieme a tutto il governo nazionale, avrà pensato che accanto alle centrali  nucleari ci starebbe davvero bene anche qualche migliaio di sacchetti  dell&#8217;immondizia.</p>
<p>Tuttavia, dalla Puglia non si è fatta attendere la risposta del suo assessore all&#8217;Ambiente, Lorenzo Nicastro, che pochi minuti fa ha dichiarato: &#8221;Noi alla Regione Campania, al Governo e alla Protezione civile abbiamo gia&#8217; detto che non c&#8217;e&#8217; la nostra disponibilita&#8221;&#8217;. &#8221;Condividiamo &#8211; ha detto Nicastro &#8211; il principio di responsabilità nazionale, ma questo principio deve valere anche per le regioni del Nord che invece non vogliono i rifiuti campani&#8221;. Il principio di solidarieta&#8217; nazionale &#8211; ha sottolineato &#8211; &#8221;non puo&#8217; valere solo per le regioni del Sud che vengono chiamate in causa solo quando si tratta di chiedere loro una mano, e che sono invece penalizzate su tutte le altre questioni&#8221;. &#8221;Peraltro &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; le regioni del Sud sono sempre indicate, in maniera estemporanea e senza motivo, sempre a rischio emergenza rifiuti: allora &#8211; ha rilevato &#8211; lasciateci con i nostri rischi, quelli che ci sono e quelli che non ci sono, e non aggiungetene altri&#8221;. &#8221;Questo ci sembra davvero &#8211; ha stigmatizzato Nicastro &#8211; una contraddizione&#8221;. &#8221;Noi &#8211; ha ricordato &#8211; come Puglia abbiamo gia&#8217; dimostrato la nostra solidarieta&#8217;, due anni fa, accogliendo 50mila tonnellate di rifiuti della Campania. Ma le regioni sono 20 e ce ne sono altre al Centro-Nord che fanno parte dell&#8217;Italia&#8221;. &#8221;Il principio di solidarieta&#8217; nazionale che noi ovviamente condividiamo &#8211; ha chiesto infine &#8211; vale anche per Lombardia, Sicilia e Veneto?&#8221;.</p>
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		<title>Bertinotti e “la Costituzione smarrita col movimento operaio”</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 20:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera, a Bari, Fausto Bertinotti ha presentato il suo libro &#8216;Chi comanda qui&#8217;. Una riflessione in cui lo storico leader della sinistra italiana, ripercorre le vicende che hanno accompagnato la nostra Carta dei diritti fino a oggi. Abbiamo colto l&#8217;occasione per fargli qualche domanda. Bertinotti, come mai si è smarrito il ruolo della Costituzione? &#8221;Intanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, a Bari, Fausto Bertinotti ha presentato il suo libro &#8216;Chi comanda qui&#8217;. Una riflessione in cui lo storico leader della sinistra italiana, ripercorre le vicende che hanno accompagnato la nostra Carta dei diritti fino a oggi. Abbiamo colto l&#8217;occasione per fargli qualche domanda. <span id="more-543"></span></p>
<p><strong>Bertinotti, come mai si è smarrito il ruolo della Costituzione?<br />
</strong><br />
&#8221;Intanto perche&#8217; si e&#8217; determinata una sconfitta delle forze motrici che avevano interpretato la Costituzione, cioe&#8217; le forze del movimento operario. E poi perche&#8217; una globalizzazione capitalistica si e&#8217; andata affermando realizzando un pensiero unico su scala mondiale, europea, e ha determinato il progressivo degrado della democrazia e la sostituzione con un regime sostanzialmente oligarchico: noi votiamo ma a decidere sono altri&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa possiamo fare per tutelare maggiormente la nostra Carta dei diritti?</strong></p>
<p>&#8221;Io penso che addirittura si sia rovesciata la logica costituzionale che ha una democrazia intesa come di eguaglianza. Oggi noi siamo a un dominio del mercato la cui mano invisibile determina la vita delle persone, la precarietà, l&#8217;incertezza delle persone. Cioe&#8217; l&#8217;articolo 3 della Costituzione e&#8217; stato abbattuto e io credo che bisognerebbe ricominciare da qui. Dalla ricostruzione sulle macerie dell&#8217;articolo 3 della Costituzione, cioe&#8217; quello che dice che il compito della Repubblica e&#8217; rimuovere gli ostacoli che impediscono il libero sviluppo della persona&#8221;.<br />
<strong><br />
E&#8217; possibile costruire il cambiamento con l&#8217;attuale classe dirigente? </strong></p>
<p>&#8221;Come sempre nelle fasi di passaggio e&#8217; richiesta una riforma culturale, morale, politica del Paese: non basta una pura e semplice ristrutturazione delle classi dirigenti, ma e&#8217; proprio necessario un cambiamento complessivo del ciclo&#8221;.<br />
<strong><br />
Pensa che Nichi Vendola possa incarnare questo processo?<br />
</strong><br />
&#8221;Nichi Vendola ha tutte le caratteristiche umane, politche e culturali per esprimere questo bisogno di cambiamento&#8221;.</p>
<p><strong>Anche il Partito democratico scenderà in piazza per contestare il governo, secondo lei fa bene?<br />
</strong><br />
&#8221;Fanno bene tutti a scendere in piazza contro una stituazione che vede aggravarsi la condizione sociale e civile della popolazione&#8221;.</p>
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		<title>Governo, Bersani parla chiaro: “Voglio garanzie dagli alleati”</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 21:29:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Bersani ha le idee chiare e non intende fare regali: &#8221;Il Pd &#8211; ha detto stasera in un incontro pubblico a Lecce &#8211; chiederà agli alleati con cui vuole presentarsi alle urne un patto vincolante, per evitare il bis dell&#8217;Unione, altrimenti è disposto anche a correre da solo&#8221;.<span id="more-535"></span> Il segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, ha spiegato lo schema delle alleanze che intende portare avanti: &#8221;Sulla legge elettorale, sulla difesa della Costituzione &#8211; ha detto &#8211; posso dialogare da alcuni pezzi dell&#8217;attuale maggioranza fino ai partiti che sono fuori dal Parlamento, come Prc. Poi c&#8217;è l&#8217;alternativa di governo che è un&#8217;altra faccenda: per essa serve un accordo con le forze di governo del centrosinistra, perchè non si può rifare l&#8217;Unione. Penso a Idv, a Vendola, ai socialisti, con accordi che contengano dei vincoli: per esempio dopo il voto non è che ognuno si fa il suo gruppo parlamentare e va per conto suo, ma ci devono essere davvero delle garanzie. A partire da questi accordi ci rivolgiamo ad altre forze di opposizione, non di centrosinistra, per esempio l&#8217;Udc&#8221;.</p>
<p>&#8221;Anche in questo caso &#8211; ha aggiunto &#8211; non ci sto a qualsiasi prezzo. Alla peggio, piuttosto che farmi compatire perchè non ho una proposta di governo seria, vado anche da solo&#8221;.</p>
<p>&#8221;Noi non abbiamo paura delle elezioni &#8211; ha sottolineato il leader del Pd &#8211; semplicemente non ci piace una legge elettorale che è la legge del &#8216;ghe pensi mì&#8221;. &#8221;Quella attuale &#8211; ha spiegato &#8211; è una legge fatta apposta per un uomo solo che comanda tutto, che mette il suo nome sulle schede. Se toccherà a me il mio nome sul simbolo non lo metterò, sia chiaro&#8221;. &#8221;Non sono d&#8217;accordo &#8211; ha proseguito &#8211; col meccanismo che ha preso la nostra democrazia, che è fuori da ogni esperienza di democrazia che funziona. In nessun paese del mondo c&#8217;è un &#8216;ghe pensi mì e una legge elettorale così; questo vorrà dire pur qualcosa&#8221;.</p>
<p>Eppure un governo di transizione puo&#8217; avere anche il tempo necessario per &#8221;affrontare anche delle emergenze &#8211; secondo Bersani &#8211; come quella del lavoro: la nostra preoccupazione &#8211; ha concluso &#8211; è di fare in modo che ci sia una ripartenza del Paese e si venga fuori dalla palude. Non possiamo andare a soluzioni che ci lasciano con tutti e due i piedi nella palude in cui abbiamo vissuto fin qui&#8221;.</p>
<p>Ma &#8221;se si dovesse andare al voto anticipato con l&#8217;attuale legge elettorale, che prevede le liste bloccate, il Pd metterà in piedi un meccanismo partecipativo per comporre le stesse liste&#8221;.</p>
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		<title>Vendola, Berlusconi e l’estrema unzione di Fini</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 19:14:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una metafora mortuaria quella usata oggi dal presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e liberta&#8217;, Nichi Vendola, per sepellire ogni dubbio sulla sua voglia di andare alle elezioni anticipate. Non prima, pero&#8217;, di aver cambiato la legge elettorale. <span id="more-516"></span>Un compito, quello di riformare il processo nelle urne, che Nikita affiderebbe a un governo di &#8216;scopo&#8217;. Per questo, oggi a Bari, conversando con i giornalisti Vendola ha dato la sua chiave di lettura del discorso con il quale il presidente della Camera, pur non aggiungendo nulla di nuovo a una altalenante posizione nei confronti del Cavaliere, ha comunque dato a Berlusconi una ulteriore &#8216;mazzata&#8217;. Ma vediamo cosa pensa Vendola.</p>
<p>&#8221;Gianfranco Fini &#8211; dice il leader di Sel &#8211; ha cantato il &#8216;de profundis&#8217; non solo a questo governo, ma a un prototipo politico quale e&#8217; il populista Berlusconi: lo ha descritto con toni abbastanza virulenti, lo ha colpito nella sua essenza&#8221;. Niente male per chi canta Bella ciao, guarda con sospetto il Pd, ma vede nella &#8221;platea&#8221; di Fini &#8221;un fatto nuovo nella politica italiana: la nascita &#8211; secondo Vendola &#8211; di una destra antiberlusconiana&#8221;.</p>
<p>Il governatore della Puglia, che ieri a Repubblica Tv dichiarava di non voler scendere in piazza accanto al Partito democratico (al quale pero&#8217; chiede le primarie per scalzare Bersani dal ruolo di avversario ufficiale di Silvio), è dunque convinto che &#8221;il dato politico importante sia uno solo&#8221;: e cioè &#8221;che è finito il centrodestra, e&#8217; finita la lunga stagione berlusconiana e questo governo non ha piu&#8217; una maggioranza&#8221;.</p>
<p>Una analisi, questa, che ci piacerebbe condividere, ma fino a quando Fini non ascolterà Bersani l&#8217;elettricista, che gli suggerisce di staccare la spina al Premier, avremo un governo a bassa tensione, che va avanti a corrente alternata, ma che avrà tutta l&#8217;energia necessaria per tenere l&#8217;Italia, fino al 2013, avvolta in una luce fioca che illumina a stento soltanto la Padania. E poiché alcune specie, in natura ne esistono diversi esempi, vivono anche in assenza di luce, alcuni fra noi si evolveranno mentre altri non riusciranno ad ambientarsi e abbandoneranno le redini del proprio destino.</p>
<p>Allora, per evitare questo scenario che porterebbe l&#8217;Italia ad assomigliare a una puntata del noto cartone animato giapponese &#8216;Ken il guerriero&#8217;, in cui la razza umana sopravvive a una esplosione atomica vivendo in luoghi inquietanti popolati da mostri, Vendola propone qualcosa che ora sembra diventato un modo di dire che fa tendenza. Qualcosa di simile ai più famosi &#8216;Ehi raga&#8217; o &#8216;Bella guagliò&#8217;.</p>
<p>Di cosa stiamo parlando? &#8221;Facciamo un governo di scopo&#8221;. E&#8217; questa la frase che tra un po&#8217; useranno anche i tronisti a &#8216;Uomini e donne&#8217; per convincere le loro amate a seguirli in tantriche imprese. Ma cos&#8217;è un governo di scopo? Non è un nuovo gioco da fare con le carte napoletane e neppure un governo (lo dico ai più maliziosi) dai fini erotici. Tuttavia è anche vero che, a volte, la reltà supera la fantasia.</p>
<p>Ma il governo di scopo, che non avrebbe più Berlusconi quale primo ministro, servirebbe a riformare almeno la attuale legge elettorale. Questo è quanto spera perlomeno il centrosinistra.</p>
<p>Ad affidare l&#8217;incarico di formare il nuovo governo a un uomo di grandi virtù, sarebbe il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale ha il compito di indicare una persona in grado (chissà dove la troverà) di guidare il nuovo Esecutivo per raggiungere determinati obiettivi. Tra questi, nel nostro caso, la riforma della legge elettorale che permetterebbe un ritorno più dignitoso alle urne.</p>
<p>&#8221;Quello che bisogna fare ora &#8211; secondo Vendola &#8211; e&#8217; evitare che si incancrenisca il quadro politico&#8221; e &#8221;che la crisi politica del centrodestra sia pagata dal Paese che sta gia&#8217; soffrendo in una maniera abbastanza spaventosa: si faccia subito &#8211; dice &#8211; un governo di scopo&#8221;. &#8221;Si modifichino le regole del sistema elettorale &#8211; sottolinea ancora &#8211; e si corregga quella estorsione che rende il nostro sistema elettorale offensivo nei confronti dei principi democratici e incapace di garantire la governabilità&#8221;. &#8221;Si cambi il sistema elettrorale e poi &#8211; ribadisce &#8211; si torni alle urne e si dica ai cittadini se e&#8217; o no il momento di voltar pagina&#8221;. &#8221;Di chiudere &#8211; aggiunge &#8211; la pagina delle favole belle che hanno introdotto incubi brutti, e di aprire una pagina di rinnovamento&#8221;.</p>
<p>Ma a noi, cittadini che quotidianamente paghiamo il prezzo di scelte sbagliate, non resta che stare a guardare? Dobbiamo limitarci a votare dopo aver ascoltato e riascoltato chi ci dice dove sta andando la sinistra; oppure ci spiega che la destra si sta avicinando al centro; o ci ricorda che il centro resta lì in attesa di spostarsi, a seconda del vento, un po&#8217; piu&#8217; a destra o a sinistra?</p>
<p>Noi dell&#8217;Alternativa crediamo che esista davvero un&#8217;alternativa. Un&#8217;altra possibilità che ci veda più protagonisti di questo presunto processo di cambiamento.</p>
<p>Se solo molti di noi sedessero intorno a un tavolo per elaborare proposte, formulare domande, raccogliere punti di vista, raccontare la propria rabbia, per dire cosa esigiamo da chi deve pur meritarsela la nostra croce sul suo nome, qualcosa potrebbe anche andare davvero dove vogliamo noi. Non siete d&#8217;accordo?</p>
<p>Beh, allora non lamentatevi quando vi diranno che quella croce potete pure tenervela stretta, anzi, che dovete portarla da soli, sulle vostre spalle, per tutta la vita.</p>
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		<title>In crisi anche la Green economy?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la scusa della crisi, si manda a monte l’economia verde. Vediamo come. Il governo ha messo a punto una manovra economica che, secondo il ministro dell’economia Tremonti, servirà a rimettere in ordine i conti pubblici. Farà risparmiare allo Stato 25 miliardi euro, ma costerà ai cittadini italiani altrettanti soldoni. In particolare saranno quelli del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la scusa della crisi, si manda a monte l’economia verde. Vediamo come.<span id="more-97"></span></p>
<p>Il governo ha messo a punto una manovra economica che, secondo il ministro dell’economia Tremonti, servirà a rimettere in ordine i conti pubblici. Farà risparmiare allo Stato 25 miliardi euro, ma costerà ai cittadini italiani altrettanti soldoni. In particolare saranno quelli del Sud a pagare il prezzo più alto.</p>
<p>Questa manovra prevede, tra l’altro, che gli enti locali non possano sforare il Patto di stabilità. Cioè non possano prelevare più una certa somma di denaro all’anno dalle proprie casse, pur avendone in quantità sufficienti a disposizione. Per esempio un Comune non può dare i contributi per l’alloggio alle famiglie meno abbienti, anche se ha i soldi per farlo.</p>
<p>Ma quali saranno le conseguenze? Una delle tante, che ci preoccupa particolarmente perché in Puglia vogliono costruire le centrali nucleari, è quella che riguarda la riduzione degli investimenti nella green economy, cioè nella economia non inquinante. Settore, questo, in cui la Puglia è già all’avanguardia in Europa con la produzione di energie pulite da fonti rinnovabili.</p>
<p>Flavio Moroni, delegato alla tutela del territorio per l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), ha quindi fatto una proposta: “Per accelerare gli investimenti nel settore della green economy sarebbe necessario che quegli interventi fossero esclusi dal Patto di stabilità”.</p>
<p>“I Comuni – prosegue Moroni &#8211; sono particolarmente sensibili in tema di valorizzazione e salvaguardia ambientale e di diffusione di pratiche di risparmio energetico. Ma per i sindaci, sempre impegnati per la sicurezza e salute dei cittadini, i problemi non mancano a cominciare dalle risorse”.</p>
<p>Secondo il responsabile Ambiente dell’Anci “i Comuni dovrebbero avere la possibilità di attrarre investimenti nel proprio territorio. Ma purtroppo &#8211; denuncia &#8211; manca una normativa nazionale di riferimento, sono state varate normative regionali che hanno creato una grave situazione di disparità nelle possibilità di investimento sul territorio nazionale. È invece necessario creare una situazione di omogeneizzazione delle normative sul fronte di investimenti e di nuova occupazione”.</p>
<p>Si calcola che se venissero fatti interventi solo sull’efficientamento energetico degli immobili, con una media di 50-100mila euro per edificio, in un anno si potrebbero creare circa 150mila nuovi posti di lavoro.  E i buoni esempi in tal senso non mancano, come il Patto dei sindaci lanciato dalla Commissione europea per coinvolgere attivamente le città nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale.</p>
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