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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; mafia</title>
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		<title>&#8220;Del racconto, il film&#8221; nei castelli di Mola e Bitritto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 08:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Due castelli come palcoscenico (Mola di Bari e Bitritto), un binomio artistico tra cinema e letteratura e l’attenzione al sociale. Ecco gli ingredienti con i quali Giancarlo Visitilli e Annamaria Minunno condiranno la prima edizione del festival “Del racconto, il film”.<span id="more-2858"></span></p>
<p>Ventotto appuntamenti  e 3 eventi speciali, scanditi in circa tre mesi e dedicati agli appassionati di cinema e agli amanti della lettura. Ogni appuntamento, a parte l’inaugurazione fissata per sabato prossimo, è composto in due giorni: la proiezione prima e l’approfondimento letterario poi. Si parte con il regista Ugo Gregoretti, il 18 giugno alle 20,30 al castello angioino di Mola: il noto regista parlerà del suo film “RoGoPaG”, diretto al fianco di Rossellini, Godard e Pasolini.</p>
<p>Un antipasto niente male per un menu che prevede il lunedì 20, sempre a Mola, la proiezione del film “Risveglio” con l’intervento di Antonella Marino di Amnesty international e il giorno successivo il racconto “Bosnia express” di Luca Leone.</p>
<p>Poi si passano in  rassegna vari temi che coinvolgono il sociale: dal carcere (proiezione di “fine pena mai”), al focus su Sciascia, l’attenzione al tema della donazione degli organi e la presenza di Armando Spataro per parlare di legalità, la testimonianza della famiglia di Federico Aldrovandi, il giovane morto nel 2005 a seguito di un pestaggio della Polizia, e quello della figlia del giudice Scopelliti assassinato in un agguato di mafia, l’omosessualità e così via fino alla serata speciale, in conclusione del festival, in programma il 29 agosto a Mola con ospiti a sorpresa. Per info <a href="http://www.ibambiniditruffaut.it/">www.ibambiniditruffaut.it</a></p>
<p>Una novità di quest’anno è la presenza contemporanea al Festival di tre mostre: a Mola la fotografica “astyNasty” di Yorgos Rembuskos e quella di pittura “Mediterraneo rosso sangue” di Pasquale Rubino, che a Bitritto espone invece la personale “Trame di pittura”.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
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		<title>Saviano a Bari, &#8220;La macchina del fango contro chi racconta la verità&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 23:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Vieni via con me&#8221;. È Roberto Saviano che te lo chiede. L’ha chiesto a oltre mille persone, ieri sera alla libreria Feltrinelli di Bari, per la presentazione dell’omonimo libro.<span id="more-2567"></span></p>
<p>Misure di sicurezza ai massimi livelli per lui e ore di fila per il pubblico, che in parte si è dovuto accontentare di un maxischermo in via Melo. Ma poco importa, la passione (e anche un po’ di incredulità nel trovarsi davanti a una folla che farebbe invidia a più di una persona) che si legge in quegli occhi neri, profondi e magnetici e l’amore, la pulizia, la trasparenza che emergono dalle sue parole ripagano della stanchezza. È cibo per l’anima.</p>
<p>Impossibile resistergli, quando lo ascolti raccontare le tragedie e le miserie umane come fossero una fiaba, nera ma nello stesso tempo più vera della realtà stessa. Lo segui nel racconto e, appunto, vai via con lui, nei retroscena del mondo, che il Potere non vuole farti conoscere. Lui, invece, vuole. Perché la conoscenza è l’unica arma di difesa che abbiamo e di cui il Potere ha paura.</p>
<p>Non a caso, i nazisti bruciavano i libri. E allora arriva la diffamazione, la macchina del fango, per usare un’espressione tipica degli ultimi tempi, ma decisamente calzante, che cerca di distruggere chi è credibile, perché non ha altri strumenti per smentire il racconto. E quel che è terribile è che &#8220;l’elemento della diffamazione è la verosimiglianza, l’insinuazione del dubbio, del gossip, l’uso della superficialità, che ti colpisce perché tu non farai mai il loro gioco&#8221;.</p>
<p>Quella macchina che ha investito e travolto Giovanni Falcone, riabilitato solo dopo la strage di Capaci, Giancarlo Siani, Don Peppe Diana, Pippo Fava, Peppino Impastato, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, tutti uccisi perché avevano contrapposto la diffusione della verità alle trame del Potere. E ancora Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata il 7 ottobre 2006 perché aveva raccontato la guerra in Cecenia, un conflitto dimenticato dal mondo, con empatia, trasformando un incubo lontano in una storia vicina a tutti, con la potenza delle immagini, dei dettagli, della rappresentazione dell’essere umano, come la maestra che cerca di far bere ai suoi alunni il latte materno per salvarli dalla disidratazione, nella tragedia della scuola elementare di Beslan sequestrata dai guerriglieri ceceni.</p>
<p>&#8220;Mi dispiace molto – dice Saviano a questo proposito – che, quando il Potere italiano incontra quello russo, non ci sia mai una parola di ricordo per i giornalisti morti (o meglio, c’è stato una volta il gesto di un mitra da parte del premier Silvio Berlusconi, ndr)&#8221;. E c’è un’altra Anna, vittima del Potere che uccide chi racconta, la poetessa russa Achmatova, distrutta dall’odio di un figlio che la incolpò per tutta la vita della sua incarcerazione a causa della madre oppositrice del crudele regime sovietico.</p>
<p>Sono storie tragiche, che vedono protagonisti proprio coloro che hanno votato l’esistenza alla narrazione. E il Potere ha paura del racconto, della cultura: &#8220;La libreria, dove ci troviamo adesso – sottolinea Saviano – è pericolosa perché ti permette di capire, approfondire, discutere ed è difficile condizionare chi conosce. Il Paese chiede rinnovamento e la rivoluzione sta partendo dalle librerie. Troppo spesso sottovalutiamo il potere della parola, che può diventare azione e impedire che certe tragedie accadano di nuovo&#8221;. Ma per raccontare e resistere alla macchina del fango è necessario non essere soli: &#8220;Il fango serve per convincere i tuoi amici che non sei una brava persona – dice lo scrittore, con la sicurezza di chi ha vissuto sulla propria pelle questa situazione – non quelli che sono già contro di te, il loro obiettivo è dire che sono tutti uguali. Per questo mettere tutti sullo stesso piano senza approfondire le questioni significa fare il loro gioco. Ci si salva solo difendendo chi è diffamato, dicendo &#8220;noi non vi crediamo&#8221;. Solidarietà, vicinanza, prendersi cura l’uno dell’altro, come diceva Danilo Dolci, attivista nonviolento: &#8220;Ciascuno cresce solo se è sognato&#8221;.</p>
<p>E Saviano senza dubbio resterà nei sogni dei Baresi, anche grazie all’elenco conclusivo dei ’10 motivi per cui sono felice di essere in Puglia’, una terra che, parole sue, gli è stata molto vicina e da cui può partire un nuovo pensiero meridionale che forse si può estendere al Paese: &#8220;Per i taralli e le briciole che rimangono alla fine, per sentire Puccini al Teatro Petruzzelli, per le ragazze che ballano la pizzica, perché è la terra dove è nato Carmelo Bene, perché quando arriva una nave con 20mila profughi come 20 anni fa la Puglia non ha paura ma accoglie, perché sono stato accolto qui 2 volte da Mario Desiati senza che nessuno lo sapesse, perché il Bari ha fermato il Milan, perché ho mangiato una teglia di orecchiette in spiaggia a Polignano, perché il vento e il sole possono tenere la Puglia lontana dal nucleare e perché il 29 marzo 2010 avrei voluto essere pugliese anche io&#8221;.</p>
<p><strong>Antonella Paparella</strong></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mafia, Bari intitola strada a giudice Scopelliti ucciso nel &#8217;91</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 14:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Bari ha intitolato oggi una strada al magistrato calabrese Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto del 1991, nel suo paese natale nel reggino. A ucciderlo fu la &#8216;ndrangheta dopo che Scopelliti rifiutò 5 miliardi per &#8216;aggiustare&#8217; il primo maxiprocesso alla &#8216;cupola&#8217; di Cosa nostra, nel quale sosteneva l&#8217;accusa in Cassazione. Per l&#8217;omicidio erano a giudizio, alla fine degli anni  Novanta, i capi della mafia siciliana ritenuti mandanti dell&#8217;uccisione:  sono stati tutti assolti in Cassazione dopo un&#8217;iniziale condanna  all&#8217;ergastolo. <span id="more-1902"></span></p>
<p>Alla cerimonia di intitolazione della starda antistante il tribunale per i minorenni del capoluogo pugliese, hanno partecipato il sindaco di Bari, Michele Emiliano, Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato ucciso, il presidente nazionale del movimento &#8216;Ammazzateci tutti&#8217;, Aldo Pecora, e numerosi alunni delle scuole superiori baresi.</p>
<p>&#8220;Credo sia importante &#8211; ha detto Rosanna Scopelliti &#8211; ripartire da questa strada per avviare un percorso di memoria di quanti hanno dato il sangue per il nostro Paese: quanti passeranno da questa strada, tramite il ricordo di mio padre, potranno ricordare le innumerevoli vittime di tutte le mafie: magistrati, giornalisti, uomini e donne delle forze dell&#8217;ordine che sono i nostri angeli custodi&#8221;. &#8220;La presenza di questi giovani &#8211; ha detto Emiliano &#8211; mi conforta perché spesso gli esempi positivi vengono tralasciati dai media. Con Scopelliti ricordiamo la figura di tutti i servitori dello Stato che in silenzio e con semplicità hanno affrontato problemi grandissimi: queste persone amano il nostro Paese e il Tricolore tutti i giorni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa famiglia &#8211; ha sottolineato Pecora &#8211; a distanza di 20 anni non ha ancora avuto giustizia, ed è la cosa più grave. E il fatto che siano i parenti a doversi improvvisare testimoni e anche detective, io credo sia una sconfitta per lo Stato&#8221;. Tuttavia &#8211; ha aggiunto &#8211; per contrastare la mafia in Italia si fa tanto: abbiamo dei magistrati che arrivano a fare azioni eroiche, e uomini delle forze dell&#8217;ordine che purtroppo sono costretti, con carenze di mezzi e strumenti, a fare il triplo del lavoro che farebbe un loro collega in Germania o in Francia&#8221;.</p>
<p>Quanto &#8221;alla tutela dei testimoni di giustizia &#8211; ha rilevato Pecora &#8211; cioe&#8217; dei cittadini comuni che denunciano, non sono d&#8217;accordo nel mandarli in lcoalita&#8217; protette, perche&#8217; dovrebbero poter restare nel loro territorio, certamente piu&#8217; protetti, affinche&#8217; la gente li veda e li voglia emulare convincendosi di voler stare dalla aprte della legalita&#8221;&#8217;. &#8221;C&#8217;e&#8217; ancora molto da fare . ha rilevato &#8211; sull&#8217;aggressione patrimoniale: lo Stato &#8211; ha detto &#8211; ancora non riesce ad aggredire i patrimoni preventivamente. Ma sarebbe bene che lo Stato riesca, non dopo sentenze passata in giudicato, a sequestrarti prima i beni al presunto mafioso, che poi dovra&#8217; spiegare come ha fatto ad accumulare simili patrimoni&#8221;. &#8221;Le organizzazioni mafiose &#8211; ha concluso &#8211; sono organizzazioni economiche: la piu&#8217; potente del mondo dicono sia la &#8216;ndrangheta che ha un capitale stimato intorno ai 100 miliardi&#8221;.</p>
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		<title>Rifiuti, in Puglia “non c’è mafia ma è allarme discariche abusive”</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 17:31:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio questa mattina la Commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, aveva lanciato da Bari &#8221;l&#8217;allarme discariche&#8221; in Puglia. E a distanza di pochissime ore nel Salento ne sono state sequestrate 25, tutte abusive e con ogni genere di rifiuto.  <span id="more-1737"></span></p>
<p>Le discariche sequestrate sono estese complessivamente su 6.000 metri quadrati. Si trovano nei comuni di Alezio, Aradeo, Copertino, Cutrofiano, Galatina, Galatone, Gallipoli, Nardò, Neviano, Sannicola, Seclì e Tuglie. Al loro interno sono stati stoccati rifiuti di ogni genere: lastre, onduline e tubi in eternit anche sgretolato, elettrodomestici, materassi, materiale di risulta edile e ferroso, plastiche varie, pneumatici, rifiuti solidi urbani, vetro. Tre proprietari di due terreni agricoli di Nardò sono stati denunciati. Le aree sequestrate sono state invece segnalate alle autorità comunali che dovranno provvedere alla rimozione e al ripristino dei luoghi.</p>
<p>Insomma Candido De Angelis, il vicepresidente della Commisione bicamerale che a Bari ha ascoltato per due giorni consecutivi alcuni sindaci, magistrati, associazioni ambientaliste e forze dell&#8217;ordine pugliesi, ci aveva visto bene. &#8221;Oggi in Puglia &#8211; ha detto il vicepresidente &#8211; esiste una organizzazione criminale anche abbastanza aggressiva che però non agisce nel campo dei rifiuti, perche&#8217; sembra che in questo settore ci sia una sistema che comunque va avanti. La criminalita&#8217; &#8211; ha spiegato &#8211; interviene e si infiltra quando sopraggiungono le mergenze, quando c&#8217;e&#8217; un problema di ordine pubblico, quando ci sono comunque situazioni che ormai precipitano. In Puglia &#8211; ha proseguito &#8211; questo non e ancora avvenuto pero&#8217; c&#8217;e&#8217; gia&#8217; un allarme per quello che riguarda le discariche, c&#8217;e&#8217; una differenziata che non parte e c&#8217;e&#8217; un problema strutturale che e&#8217; ancora fermo&#8221;.</p>
<p>Dallo steso presidente e&#8217; arrivato un monito a cittadini e politici a impegnarsi di più nella raccolta differenziata: &#8221;a cominciare dagli amministratori fino a tutti i cittadini, si dovra&#8217; capire anche in Puglia che la differenziata non e&#8217; una situazione che se la facciamo siamo bravi. Dev&#8217;essere un obbligo e dovremo, anche dal punto di vista strutturale, mettere in moto dei termovalorizzatori che ci consentiranno di chiudere il ciclo&#8221;. &#8221;Su questo &#8211; ha spiegato &#8211; c&#8217;e&#8217; stato da parte di alcuni una sensibilizzazione maggiore e una comprensione che questa e&#8217; la strada che si dovra&#8217; percorrere. Qualcun&#8217;altro non lo avverte in maniera seria e scarica tutto sulla Regione&#8221;. &#8221;Su questo noi dovremo sentire il presidente Vendola, mercoledì a Roma, per capire se c&#8217;e&#8217; un piano strategico e pure quali sono i tempi di questo piano strategico che al momento non sembra esserci. E su questo c&#8217;e', onestamente, molta preoccupazione da parte di tutti noi&#8221;.</p>
<p>Intanto, secondo i dati diffusi sulla raccolta differenziata &#8221;esiste ancora una Italia a due velocita&#8217;, con il Nord che supera il 50% e che e&#8217; fornito da numerosi impianti di termovalorizzazione che chiudono quasi il ciclo dei rifiuti per una tranquillita&#8217; anche futura. Al Centro siamo intorno al 20% con una carenza strutturale. E al Sud la media e&#8217; del 10% con deficit strutturali che sono drammatici&#8221;. Con questi numeri, sarà complicato rispettare la normativa europea che impone all&#8217;Italia, entro quest&#8217;anno, di arrivare al 60% di differenziata; e fra due o tre anni di chiudere addorottura le discariche.</p>
<p>Secondo invece Gennaro Coronella, altro senatore membro della Commissione bicamerale di inchiesta, &#8221;qui in Puglia c&#8217;e&#8217; una ampia zona di inefficienze: la raccolta differenziata e&#8217; a livelli bassissimi e in alcune province e&#8217; inesistente. L&#8217;impiantistica e&#8217; all&#8217;anno zero. Ci sono difficolta&#8217; per quanto riguarda gli ambiti territoriali e anche i Piani d&#8217;ambito stentano a venire fuori&#8221;.<br />
&#8221;Per questo &#8211; ha aggiunto &#8211; l&#8217;invito che rivolgiamo alla classe politica e ai rappresentanti della cosa pubblica, e&#8217; di attivare ogni meccanismo perche&#8217; di questo passo io penso che la situazione puo&#8217; trasformarsi in uan situazione di criticita&#8221;&#8217;. &#8221;Completeremo il quadro con l&#8217;audizione del presidente Vendola, ma sostanzialmente le patologie che vengono fuori sono di una inefficienza manifesta sia sulla raccolta differenziata ma anche su una programamzione che possa darci una prospettiva&#8221;. &#8221;Ciascuno &#8211; ha rilevato &#8211; dovra&#8217; assumersi la propria responsabilita&#8217;. Noi, che siamo una commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti, abbiamo anche il compito di indicare al Parlamento il percorso legislativo per uscire da questa fase&#8221;.</p>
<p>Per il senatore Gianpiero De Toni, in Puglia &#8221;la criminalita&#8217; organizzata esiste e il rischio vero che puo&#8217; esserci e&#8217; quello che possono ricompattarsi o compattarsi con le altre organizzazioni limitrofe, anche non necessariamente italiane&#8221; perche&#8217; &#8221;Bari confina con l&#8217;Oriente, ha un colllegamento con altre realta&#8217; capaci di essere spietate sotto certi profili&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, il vicepresidente della Commissione di inchiesta, Enzo De Luca, ha spiegato che &#8221;in Puglia non ci sono strutture piramidali organizzate coma la camorra in Campania, o come la n&#8217;drangheta o come la mafia. Bisogna però tenere alta la guardia, anche per la presenza di grandi porti nel territorio, e incentivare la differenziata, creare un grande rapporto fra i vari livelli istitutzionali &#8211; dalle Regioni, alle Province e ai Comuni &#8211; e creare un rapporto sul tema dei servizi con l&#8217;imprenditoria e quindi con la Confindustria&#8221;. &#8221;E&#8217; inconcepibile &#8211; ha rilevato &#8211; che i termovalorizzatori, quelli programamti e quelli presenti sul territorio, fanno tutti riferimento a privati e quindi all&#8217;imprenditoria privata. L&#8217;equilibrio rispetto a questa condizione &#8211; ha concluso- serve a prevenire l&#8217;aggressione di una malavita che ovviamente sta sempre alle porte&#8221;.</p>
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		<title>Bari, la guerra invisibile fa morti veri‏</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 12:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, quando era ancora buio fuori, sono stato svegliato dal rumore assordante di un elicottero che ruggiva sopra casa mia. Cosa sta succedendo? Mi sono chiesto. Mi affaccio e scopro che si tratta dell’elicottero dei carabinieri. Immagino che qualcuno sia riuscito a scappare da un inseguimento con i militari, e che l’elicottero serva a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, quando era ancora buio fuori, sono stato svegliato dal rumore assordante di un elicottero che ruggiva sopra casa mia. Cosa sta succedendo? Mi sono chiesto.<span id="more-90"></span></p>
<p>Mi affaccio e scopro che si tratta dell’elicottero dei carabinieri. Immagino che qualcuno sia riuscito a scappare da un inseguimento con i militari, e che l’elicottero serva a scovarlo mentre si nasconde chissà dove.</p>
<p>Ma poco dopo i telegiornali mi spiegano tutto. A Bari, è ancora l&#8217;alba, e la mafia sta per incassare un pugno dritto in viso. Il clan nel mirino delle forze dell’ordine è quello degli Strisciuglio.</p>
<p>E così, in un’operazione con 300 carabinieri, unità cinofile ed equipaggi del nucleo elicotteristi, i militari del comando provinciale di Bari stanno smantellando uno dei clan più agguerriti della criminalità organizzata barese.</p>
<p>Sono 46 le richieste di arresto (ordinanze di custodia cautelare) che vengono eseguite: sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari Vito Fanizzi, su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Bari Desiree Di Geronimo. Le persone arrestate, tra le quali alcune donne, sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi clandestine e da guerra.</p>
<p>In pratica, anche se noi non lo vediamo, ogni  giorno nella nostra città si fanno la guerra intere famiglie e centinaia di persone.  Numerosi eserciti, armati fino ai denti, si scontrano tra persone  perbene.</p>
<p>I quartieri di Bari non sono altro che il loro quartier generale. E noi, non siamo altro che i loro ospiti. Siamo lì, tra di loro, e nessuno ci spara ancora addosso soltanto per gentile concessione del mafioso di turno. Ma quando sbaglieremo mossa, magari insultando la persona sbagliata a un incrocio se ci tagliano la strada, rischieremo davvero grosso anche noi.</p>
<p>Il clan Strisciuglio è diventato negli anni, secondo gli inquirenti, il gruppo criminale dominante a Bari, in termini numerici, il più agguerrito. Da sempre in lotta con famiglie rivali per il controllo del territorio in particolare nei quartieri più afflitti dai gruppi criminali: Libertà, città vecchia, Carbonara, San Girolamo, San Pio, San Paolo, Palese, Santo Spirito con propaggini fino ai comuni contigui di Bitonto e Giovinazzo.</p>
<p>E qualche giorno fa, proprio a San Girolamo un uomo è stato trovato impiccato nella cantinola della sua abitazione. Ma i carabinieri, trattandosi di suicidio, non hanno diffuso la notizia. Non sappiamo, quindi, se si sia trattato davvero di suicidio, e neppure per quale motivo l’uomo abbia deciso di farla finita. Magari era minacciato da usurai. Oppure, restando in metafora, ha insultato la persona sbagliata all’incrocio sbagliato, ed è stato costretto a togliersi la vita.</p>
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