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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; mamma</title>
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		<title>Sarah, spunta la frase che inchioderebbe Sabrina</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 22:08:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Papa&#8217; ha confessato, io sono stata più brava&#8221;: lo avrebbe detto Sabrina la sera del 6 ottobre, la stessa in cui Michele Misseri, il papà di Sabrina, crolla sotto interrogatorio al comando provinciale dei carabinieri di Taranto e confessa il delitto, facendo ritrovare più tardi il cadavere della nipote. Ad Avetrana, in casa Misseri, c&#8217;è lo staff della trasmissione di RaiTre Chi l&#8217;ha visto? per la diretta televisiva; nell&#8217;abitazione c&#8217;è anche Concetta, la mamma di Sarah. <span id="more-609"></span></p>
<p>La frase su cui ora si giocherà l&#8217;esito della sua scarcerazione, Sabrina l&#8217;avrebbe sussurata nell&#8217;orecchio di un&#8217;amica di famiglia e sua cliente. Si tratta della stessa persona che la mattina del 26 agosto (giorno della scomparsa di Sarah) mentre è in casa Misseri per un trattamento estetico vede Sarah molto triste e le chiede il motivo. Ma la quindicenne non ha il tempo di rispondere perché viene &#8221;fulminata&#8221; &#8211; dice la testimone &#8211; con lo sguardo da Sabrina. &#8221;Papà ha confessato, io sono stata più brava&#8221;: sono queste le parole che, se fossero state pronuciate davvero da Sabrina, rivelerebbero un altro inquietante dettaglio della vicenda.</p>
<p>Quella sera, quando in diretta tv si diffonde la voce della confessione di Michele Misseri, Sabrina non compare davanti alle telecamere come farà in seguito, ma esce nel cortile di casa dove nel frattempo si sono radunate alcune persone anche incuriosite dalla presenza della troupe televisiva. Sabrina, dice la testimone, si sarebbe avvicinata a lei sussurrandole quella frase che certo, se confermata, desterebbe molti sospetti.</p>
<p>La decisione del tribunale del Riesame sulla scarcerazione di Sabrina, arriverà entro le 15 di sabato 15 novembre. Tre le possibilità: il ricorso viene rigettato, e quindi Sabrina resta in carcere; parziale accoglimento del ricorso, con la concessione degli arresti domiciliari; il ricorso viene accolto totalmente, disponendo la scarcerazione dell&#8217;indagata per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza, anche se Sabrina resterebbe indagata in stato di libertà.</p>
<p>I giudici potrebbero scegliere di depositare solo il dispositivo della sentenza (cioè rigetto o accoglimento nelle diverse forme) e attendere al massimo cinque giorni per far conoscere le motivazioni. In questa maniera si arriverebbe alla prossima settimana e per venerdì 19 è fissato anche l&#8217;incidente probatorio in carcere con l&#8217;interrogatorio di Michele Misseri.</p>
<p>Sabrina, pur senza aver diritto ad interloquire, potrebbe assistere all&#8217;interrogatorio del padre che l&#8217;ha prima chiamata in correità nel delitto e successivamente glie ne ha addossato la responsabilità materiale. Voci insistenti dicono che Sabrina difficilmente rinuncerà a sentire, pur a debita distanza, se suo padre confermerà quelle terribile accuse.</p>
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		<title>Cocco di mamma meglio di Rambo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 18:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi in poi, quando vedrete un bimbo in braccio a una mamma premurosa, pensate che ogni carezza ricevuta dal pargolo sarà un colpo in più che saprà mettere a segno nella vita. Secondo l’ultima indagine scientifica che analizza la correlazione fra carezze, coccole e il futuro carattere di chi le riceve, ci conferma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi in poi, quando vedrete un bimbo in braccio a una mamma premurosa, pensate che ogni carezza ricevuta dal pargolo sarà un colpo in più che saprà mettere a segno nella vita. Secondo l’ultima indagine scientifica che analizza la correlazione fra carezze, coccole e il futuro carattere di chi le riceve, ci conferma che “la mamma è sempre la mamma”. <span id="more-63"></span></p>
<p>Le carezze e l’affetto materni ricevuti nei primi mesi di vita, sono un’arma fondamentale per divenire adulti capaci di resistere agli stress della vita, per essere adulti più sicuri di sé, e meno ansiosi e ostili. Almeno così sostiene uno studio pubblicato sul “Journal of Epidemiology and Community Health”, il primo del genere basato sul monitoraggio &#8211; da zero a 34 anni &#8211; di un gruppo di persone e che ha consentito un’analisi oggettiva dell’effetto delle coccole di mamma a lungo termine.</p>
<p>Lo studio è stato condotto da Joanna Maselko della Duke University presso Durham in North Carolina, e ha coinvolto 482 bebè seguiti fino all’età di 34 anni. Gli psicologi hanno valutato nel corso di sedute il grado di affettività e attaccamento materno quando il bebè aveva solo otto mesi e poi, a distanza di anni, con questionari ad hoc, hanno misurato il livello di salute psicologica di questi figli ormai divenuti adulti.</p>
<p>È emerso che i bebè che hanno ricevuto più affetto e coccole materne diventano adulti più sicuri e forti contro gli stress della vita, cui riescono a reagire meglio senza farsi ‘calpestare’ dalle avversità. Tali soggetti mostrano livelli di ansia e ostilità fino a sette punti inferiori a quelli mostrati dai loro coetanei le cui mamme non hanno instaurato coi figli ancora in fasce un legame altrettanto affettuoso. L&#8217;affetto materno, dunque, è un&#8217;ottima risorsa per crescere pronti ad affrontare la vita.</p>
<p>Insomma, pensando a uomini capaci di affrontare gli stress, molto sicuri di sé, e che resistono bene alle avversità, mi viene in mente anche Barack Obama. Non sarà mica un cocco di mamma?</p>
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