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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; offerta</title>
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		<title>Una bomba esplode davanti a casa del presidente del Bari</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ordigno è stato fatto esplodere la scorsa notte davanti all&#8217;abitazione di Vincenzo Matarrese, presidente del Bari calcio. Lo ha reso noto lo stesso Matarrese che ha denunciato di essere stato contestato verso l&#8217;una di notte da un gruppo di tifosi. &#8220;La scorsa notte verso l&#8217;una e mezza &#8211; ha raccontato Matarrese &#8211; un gruppetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ordigno è stato fatto esplodere la scorsa notte davanti all&#8217;abitazione di Vincenzo Matarrese, presidente del Bari calcio. Lo ha reso noto lo stesso Matarrese che ha denunciato di essere stato contestato verso l&#8217;una di notte da un gruppo di tifosi.</p>
<p><span id="more-1895"></span> &#8220;La scorsa notte verso l&#8217;una e mezza &#8211; ha raccontato Matarrese &#8211; un gruppetto di ubriachi è venuto sotto casa mia urlando contro di me e facendo scoppiare una bomba carta. E&#8217; un atto ignobile, non meritiamo tutto questo&#8221;.</p>
<p>La famiglia Matarrese non ha presentato denuncia per l&#8217;episodio della scorsa notte e non intende presentarla. &#8220;Abbiamo sentito un botto molto forte &#8211; ha fatto sapere &#8211; che ci ha svegliati. Non ho elementi per dire di che tipo di ordigno si sia trattato&#8221;.</p>
<p>Matarrese ha poi raccontato: &#8221;Mi sono stancato di vedere mia moglie piangere quando succedono queste cose. E ora sono davvero stufo. Stamattina stavo per mandare al diavolo tutto, poi una telefonata con un amico mi ha fatto ripensare al bene che voglio a questa squadra&#8221;.<br />
La società, ha poi aggiinto il presidente del Bari, ha avuto &#8220;un&#8217;offerta importante per Huseklepp da una squadra russa, disposta a pagarci molto di più di quanto l&#8217;abbiamo pagato&#8221;. &#8220;Ma per me &#8211; ha precisato &#8211; prevale la passione e il mio orgoglio sugli interessi. Noi rimaniamo quindi qui, compatti per rinforzare la squadra. Se qualcosa non ha funzionato fino ad ora, non significa che non funzionerà fino alla fine del campionato&#8221;. <!--more--></p>
<p>Matarrese, apparso molto amareggiato oggi al San Nicola alla presentazione dei nuovi acquisti Codrea e Kopunek, ha rivolto poi l&#8217;ennesimo appello alle forze economiche baresi: &#8220;Abbiamo problemi economici e questo è risaputo. Ci siamo abbassati a chiamare molte famiglie importanti baresi per invitarli ad aiutarci&#8221;. &#8220;Ma qui non si muove nessuno &#8211; ha aggiunto &#8211; mentre a Bologna sono riusciti a risolvere la situazione&#8221;. &#8220;Il mio messaggio è questo &#8211; ha detto &#8211; se c&#8217;é qualcuno che vuole bene alla città e al Bari, che si faccia avanti&#8221;. &#8220;Una cosa è certa &#8211; ha concluso &#8211; dedicherò ancora più tempo alla squadra. Abbiate fiducia in me&#8221;.</p>
<p>Il sindaco di Bari Michele Emiliano, dal canto suo, esprime una condanna &#8220;senza esitazione per alle intimidazioni e gli atti di vera e propria violenza che sono stati perpetrati nei confronti della famiglia e dell&#8217;abitazione privata del presidente del Bari Calcio, Vincenzo Matarrese&#8221;. &#8220;Tali episodi &#8211; afferma Emiliano in una nota &#8211; non hanno niente a che vedere con la passione sportiva e con l&#8217;amore per la As Bari&#8221;.</p>
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		<title>E questo accade agli imprenditori pugliesi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una vita serena. Un’impresa artigiana messa in piedi da solo dopo aver imparato il mestiere dalla sua famiglia. Una decina di operai felici di lavorare per lui, una moglie che lo ama e decide di dargli due figli. Tutto procede come in un sogno per il giovane imprenditore di cui vogliamo raccontarvi la storia.<span id="more-39"></span></p>
<p>Una storia che qui, nel Barese, da dove ci ha scritto il nostro amico per chiederci aiuto, è all’ordine del giorno. Qui i morsi della crisi hanno trovato terreno fertile. Aziende piccole ma efficienti, condotte da uomini che pur di non lasciare in mezzo a una strada decine di famiglie, sono disposti a vendersi un organo. “So che è illegale – mi spiega quando lo incontro in una stazione di servizio – ma per dare da mangiare alla mia famiglia e a quelle dei miei operai, sono disposto a tutto”.</p>
<p>L’imprenditore di cui scrivo, non mi ha raggiunto in giacca e cravatta, e non è arrivato da me a bordo di una Mercedes. Non era neppure abbronzato e non aveva la pelle liscia. Niente a che vedere con lo stereotipo dell’uomo d’affari che tutti abbiamo in mente. Lui, mani ruvide e callose, è un operaio in mezzo agli operai. Con loro condivide sogni e paure. Ansie e speranze.</p>
<p>“Per questo – mi dice – a loro non ho mai chiesto nessun sacrificio. Piuttosto cerco di tamponare i debiti rimandando il pagamento dell’affitto oppure quello di qualche fornitore. Ma loro lavorano e devono essere pagati per vivere”. Intanto, gli effetti della crisi cominciano a non lasciare scampo: gli ordini tardano ad arrivare, i fornitori si affannano a riscuotere e le banche cominciano a chiudere i rubinetti del credito. “Le banche – mi spiega – se fai un errore ti considerano morto. E mentre gli amici e i parenti quando le cose andavano bene mi erano sempre vicini, ora mi hanno chiuso tutte le porte. Solo mia madre mi ha aiutato fino a quando ha potuto”.</p>
<p>Ogni strada sembra sbarrata. E ora che ha quantificato la cifra necessaria per riprendere a respirare e cominciare a far girare la sua attività, è sicuro di voler vendere un organo per ottenere i soldi necessari a riaccendere la speranza di un futuro per più di 10 famiglie. “Ho bisogno di 150mila euro – mi dice – e per questo sono disposto a vendere una parte del mio corpo al miglior offerente. So che si può vivere anche senza un rene, una parte di fegato o senza un polmone, e io sono disposto a farlo”.</p>
<p>Dopo questa affermazione restiamo entrambi qualche secondo in silenzio, seduti nella mia auto rovente sotto il sole di maggio. Non è facile dire certe cose, soprattutto quando si è giovani. E neppure ascoltarle e appuntarle su un taccuino come se ti stessero dicendo di aver voglia di vendere l’auto. Ma poi, ritorniamo ai nostri ruoli: giornalista e intervistato. Così gli chiedo se abbia voglia di lanciare un appello al sindaco di Bari o al presidente della Regione, insomma alle istituzioni. E lui, come se non avesse voglia di disturbare e chiedere aiuto a nessuno, dice: “Come me in Puglia ci sono molti imprenditori nelle stesse mie condizioni. E se le istituzioni volessero dare una mano a tutti, si troverebbero in difficoltà”. Insomma, l’abitudine di quest’uomo a cavarsela da solo continua a venire fuori dalle sue parole. “Su internet – aggiunge &#8211; ho visto che molti vendono gli organi, ad esempio reni, anche a 300mila euro. C’è tanta gente ricca che ha bisogno, e io sono disposto ad aiutarla in cambio del loro aiuto”.</p>
<p>Poi gli chiedo, stupidamente, se questa sia davvero l’unica cosa che resta da fare. “E’ la penultima – dice – perché l’ultima, quella estrema, non l’ho ancora fatta per non lasciare da soli i miei bambini”, che subito mi mostra in una tenerissima foto sul suo cellulare. Penso subito che il gesto estremo non ancora fatto sia il suicidio, ma preferisco comunque non chiedergli conferme. “Non si può vivere così – continua a parlarmi &#8211; torno a casa alcune sere senza neanche un euro i tasca. Non posso neppure comprare il latte ai bambini. E non riesco più a dormire al loro fianco sapendo che forse, domani, non potrò dare loro da mangiare”.</p>
<p>Così, poco prima di lasciarmi, dice: “Se ci fosse qualcuno disposto a farmi un prestito, mi impegno a restituirlo con una quota fissa al mese da concordare insieme”.</p>
<p>Ci salutiamo. Il suo cuore è più leggero dopo “aver parlato” con qualcuno della sua storia che deve tenere ancora nascosta. Mentre io sono dispiaciuto di non poter fare nulla per lui. Se qualche nostro lettore fosse in grado di aiutarlo, può contattare L&#8217;Alternativa.it e noi lo metteremo in contatto con l’imprenditore.</p>
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