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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; Puglia</title>
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		<title>Acqua: perche&#8217; la Puglia non rispetta il referendum?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inutile insistere. In Puglia il referendum non lo rispetteranno mai. Nelle bollette dell&#8217;acqua continueremo a pagare quella maggiorazione che 28 milioni di italiani hanno chiesto e ottenuto che fosse abolita: la remunerazione del capitale investito. Ma cosa significa? In pratica, ogni regione deve investire denaro affinche&#8217; la rete idrica, quella che porta l&#8217;acqua nelle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inutile insistere. In Puglia il referendum non lo rispetteranno mai. Nelle bollette dell&#8217;acqua continueremo a pagare quella maggiorazione che 28 milioni di italiani hanno chiesto e ottenuto che fosse abolita: la remunerazione del capitale investito. Ma cosa significa?<span id="more-3395"></span></p>
<p>In pratica, ogni regione deve investire denaro affinche&#8217; la rete idrica, quella che porta l&#8217;acqua nelle nostre case, sia sempre efficiente. Per questo servono opere di manutenzione, prolungamenti della rete, riparazioni delle perdite. In questa maniera l&#8217;acqua che scorre nei tubi non si disperde e sgorga fresca dai rubinetti delle nostre abitazioni.</p>
<p>Eppure, nonostante questi investimenti che in Puglia fanno lievitare il costo delle bollette del 7%, l&#8217;acqua non arriva dappertutto. E addirittura nel  capoluogo, a Bari, l&#8217;acqua non riesce a raggiungere tutte le abitazioni.</p>
<p>Per esempio in alcune zone del rione Carrassi, uno dei piu&#8217; popolosi, l&#8217;acqua non arriva al terzo piano perche&#8217; la pressione non e&#8217; sufficiente a farla salire fino a li&#8217;. E gli abitanti di questi palazzi sono costretti a non lavarsi per giorni. Figuriamoci cosa devono sopportare i bambini.<br />
Pur non essendo dei tecnici, ci viene in mente che andrebbero sotituiti i tubi che trasportano l&#8217;acqua, oppure delle valvole. Insomma bisognerebbe fare dei lavori. Tanto i soldi da investire ci sono, paghiamo apposta il 7% in piu&#8217;. Eppure, davanti alle lamentele dei residenti, l&#8217;acquedotto risponde: &#8221;Non possiamo farci nulla&#8221;. E suggerisce agli abitanti del rione Carrassi &#8221;di acquistare, a proprie spese, una &#8216;pompa idraulica&#8217; per provare a spingire l&#8217;acqua fino ai piani alti&#8221;. Il costo? Circa 2mila euro.</p>
<p>Ma allora quel 7% in piu&#8217; cosa lo paghiamo a fare? Si sono chiesti i cittadini avanzando anche opportuni dubbi sulla necessita&#8217; di pagare la bolletta dell&#8217;acqua che non riescono a usare. &#8221;Non lo chieda a noi&#8221;, chiosano gli impiegati Aqp.</p>
<p>Sembrera&#8217; strano, ma ci viene il dubbio che questo famoso 7% che paghiamo in piu&#8217;, non serva piu&#8217; di tanto a migliorare il funzionamento della rete idrica. Ma forse diciamo queste sciocchezze perche&#8217; non siamo dei tecnici e quindi non comprendiamo bene i meccanismi del trasporto idrico.</p>
<p>Del resto, il presidente della Regione, Nichi Vendola, sa bene che le somme derivanti da quel 7%  servono a pagare &#8221;anche la rata del bond a Merril Lynch&#8221; sottoscritto dalla giunta guidata dall&#8217;ex ministro Fitto.</p>
<p>Ma cosa c&#8217;entra ora questo bond? Ce lo spiegano proprio alcuni esponenti del centrodestra, ovvero il presidente dell’Autorità Idrica pugliese, Paolo Perrone, e il presidente dell’Anci Puglia, Gino Perrone: &#8221;ll bond &#8211; chiariscono &#8211; fu sottoscritto all’epoca perché era indispensabile per poter consentire all’Acquedotto Pugliese di spendere (cofinanziando gli interventi) una somma di oltre 1 miliardo di euro stanziata dagli allora Governi nazionale e regionale per investimenti peraltro purtroppo non portati avanti da questo governo regionale. E che, se compiuti, probabilmente avrebbero portato la Puglia per sempre molto lontana dall’emergenza idrica. In secondo luogo &#8211; aggiungono &#8211; l’esistenza del bond era ben nota al governo Vendola anche quando il presidente e l’assessore (alle Opere pubbliche, Fabiano Amati) hanno sostenuto politicamente il referendum del 13 giugno scorso che ha sancito la impossibilità di applicare in bolletta la maggiorazione del 7% relativa al capitale investito&#8221;.</p>
<p>E in effetti quando ad Amati fu chiesto come mai non avesse detto durante la campagna referendaria che in Puglia il 7% non sarebbe mai stato abolito, l&#8217;assessore rispose candidamente: &#8221;Nessuno me lo ha mai chiesto&#8221;.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; da dire (se vi piace il detto &#8216;mal comune mezzo gaudio&#8217;) che la Puglia non e&#8217; l&#8217;unica Regione a non aver rispettato il referendum in Italia.</p>
<p>Non lo ha fatto, a distanza di 7 mesi, nessuna Regione italiana. Una &#8221;negazione totale della democrazia&#8221;, l&#8217;ha definita l&#8217;ex presidente dell&#8217;Acquedotto pugliese e ora capo dello Ierpe (Institut Européen de Recherche pour la Politique de l&#8217;eau), il progessore Riccado Petrella.</p>
<p>E&#8217; stato proprio lui, qualche giorno fa, ad attaccare Vendola: &#8220;Non si fa così una politica pubblica &#8211; ha detto Petrella &#8211; e l&#8217;acqua in Puglia non può passare attraverso il profitto e meccanismi di natura capitalista privata&#8221;, specialmente se dici &#8221;che stai ripubblicizzando&#8221;.</p>
<p>Decisa la replica del governatore pugliese, il quale ricorda che ora l&#8217;Aqp e&#8217; di proprieta&#8217; della Regione e quindi, sulla carta, totalmente pubblico: &#8220;In Puglia &#8211; ribadisce Vendola &#8211; quel 7% non serve mica a remunerare capitale privato&#8221;.</p>
<p>Tuttavia di questi tecnicismi non vogliono piu&#8217; sentir parlare i cittadini pugliesi ne&#8217; tanto meno quelli che aderiscono al Comitato &#8216;Acqua bene comune&#8217;, i quali hanno deciso di fare &#8216;obbedienza civile&#8217; al referendum, auto-tagliandosi dal costo delle bollette dell&#8217;acqua, la quota del 7%, proprio come ha deciso il referendum.</p>
<p>Vendola, pero&#8217;, non ci sta e risponde che &#8221;non si puo&#8217; chiedere a me di invitare i cittadini&#8221; a non pagare le bollette. Soprattutto perche&#8217; in Puglia, dice, &#8221;stiamo interpretando al meglio la battaglia referendaria, provando a ridurre il costo delle bollette&#8221;.</p>
<p>In realta&#8217; il costo delle bollette sara&#8217; ridotto, se tutto andra&#8217; per il verso giusto, solo alle fasce &#8221;meno abbienti della popolazione&#8221;. Una decisione che povrebbe essere presa nelle prossime settimane, e per la quale gia&#8217; e&#8217; stato aperto un tavolo istituzionale.</p>
<p>&#8221;Unico ostacolo&#8221;, sottolinea il governatore, &#8221;e&#8217; l&#8217;evasione del pagamento della bolletta da parte di molti cittadini, spesso ricchi, che con il loro comportamento non permettono la riduzione della bolletta ai cittadini&#8221; che ne hanno davvero bisogno. &#8221;Chi piu&#8217; ha, piu&#8217; paghera&#8217; &#8211; ha insistito Vendola &#8211; e chi spreca paghera&#8217; di piu&#8221;&#8217;.</p>
<p>Principi sacrosanti, per carita&#8217;.</p>
<p>Ma nessuno ci toglie l&#8217;impressione che, nonostante un refrendum per il quale la Puglia si e&#8217; battuta piu&#8217; di altre regioni, i cittadini di questa regione dovranno accontentarsi, ancora una volta, di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ammesso sempre che l&#8217;acqua arrivi per poterlo riempire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Petrolio: Decaro, &#8220;Liberalizzare non sia sinonimo di Devastare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221;Concedere per decreto alle lobby del petrolio la gestione del nostro sottosuolo e dei nostri mari come fossero serbatoi dai quali estrarre profitti, equivale a scegliere consapevolmente di condannare il nostro ambiente al rischio di inquinamento perenne. E&#8217; per questo che contro la liberalizzazione delle trivelle la Puglia libererà tutta la propria rabbia e opposizione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;Concedere per decreto alle lobby del petrolio la gestione del nostro sottosuolo e dei nostri mari come fossero serbatoi dai quali estrarre profitti, equivale a scegliere consapevolmente di condannare il nostro ambiente al rischio di inquinamento perenne. E&#8217; per questo che contro la liberalizzazione delle trivelle la Puglia libererà tutta la propria rabbia e opposizione: non permetteremo mai che liberalizzare diventi sinomino di devastare&#8221;.<span id="more-3372"></span></p>
<p>Lo afferma il capogruppo Pd alla Regione, Antonio Decaro, commentando le prime indiscrezioni sui provvedimenti &#8216;libera-trivelle&#8217; contenuti nel decreto del governo sulle liberalizzazioni.</p>
<p>&#8221;Si tratta &#8211; spiega Decaro &#8211; di tre articoli a dir poco inquietanti, il 20, 21 e 22. Nel  primo si prevede di aumentare gli investimenti in infrastrutture estrattive; nel secondo si abbassano drasticamente i limiti per la trivellazione in mare, da 12 a 5 miglia marine; nel terzo si liberalizza la ricerca di nuovi giacimenti, prevedendo che l&#8217;attività di ricerca di idrocarburi è libera nel territorio nazionale e nelle zone del mare territoriale, e arrivando a sostenere che le agenzie di rating sono &#8216;sensibili&#8217; a questo genere di provvedimenti. Praticamente &#8211; rileva Decaro &#8211; dopo il nucleare siamo davanti a un nuovo un incubo per tutto il Paese, e all&#8217;ennesimo schiaffo per la nostra regione al largo delle cui coste la Northern Petroleum sta già ricercando idrocarburi senza neppure aver chiesto il nostro parere, e quindi in spregio totale di ogni correttezza istituzionale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; prosegue il consigliere &#8211; per quanto riguarda le trivellazioni in mare, il decreto prevederebbe quale riferimento per la misurazione della distanza di cinque miglia, non  più la linea di base bensì quella di costa&#8221;. Il che equivarrebbe a recuperare qualche altro metro in favore del progetto di trivellazione alle isole Tremiti, in Molise. &#8221;Evidentemente &#8211; ritiene Decaro &#8211; il governo non ricorda il triste incidente che due anni fa, su una piattaforma della British petroleum nel Golfo del Messico, devastò l’intera costa della Louisiana&#8221;.</p>
<p>&#8221;Dobbiamo anche sottolineare &#8211; aggiunge il capogruppo Pd &#8211; che questi provvedimenti sulle trivellazioni sono in netta contrapposizione sia con la proposta di legge sul divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, presentata alle Camere dal Consiglio regionale pugliese; sia con il disegno di legge dei senatori Pd che intende vietare nuove ricerche di idrocarburi e stabilire per legge il coinvolgimento degli Enti locali nelle procedure autorizzative&#8221;.</p>
<p>&#8221;La Puglia &#8211; assicura Decaro &#8211; già sabato a Monopoli farà sentire la propria voce, gridando forte e chiaro alle trivelle e ai signori dell&#8217;oro nero di tornarsene da dove sono venuti. A tutti i parlamentari pugliesi, intanto, chiediamo di continuare a vigilare per impedire, ad ogni costo, che il via libera alle trivelle venga sancito per legge. Perche&#8217; non e&#8217; questa &#8211; conclude &#8211; una idea di sviluppo che può accettare il nostro Paese; nè tanto meno puo&#8217; tollerarla una regione come la Puglia che ha fatto delle energie rinnovabili la propria cifra distintiva&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Accoglienza immigrati: la Puglia punta sull&#8217;integrazione</title>
		<link>http://www.lalternativa.it/accoglienza-immigrati-la-puglia-punta-sullintegrazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Migliorare la distribuzione degli immigrati provenienti dal Nord Africa sul territorio pugliese, prevedendo la loro presenza in un numero massimo di 100 per Comune e di 50 in ogni struttura ricettiva; favorire la loro integrazione socio-economica; e rafforzare il ruolo degli enti di tutela che si occupano, fra l&#8217;altro, dell&#8217;insegnamento della lingua italiana, di mediazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Migliorare la distribuzione degli immigrati provenienti dal Nord Africa sul territorio pugliese, prevedendo la loro presenza in un numero massimo di 100 per Comune e di 50 in ogni struttura ricettiva; favorire la loro integrazione socio-economica; e rafforzare il ruolo degli enti di tutela che si occupano, fra l&#8217;altro, dell&#8217;insegnamento della lingua italiana, di mediazione culturale e di assistenza legale.<span id="more-3358"></span></p>
<p>Sono questi alcuni degli obiettivi al centro della seconda fase del Piano di accoglienza con cui la Regione Puglia ha fronteggiato, da aprile 2011 a oggi, l&#8217;arrivo di oltre 1.500 cittadini stranieri, 195 dei quali richiedenti permesso di soggiorno transitorio, e 1.300 richiedenti asilo. Tutti sono stati dislocati nelle oltre 40 strutture di accoglienza, pubbliche e private, che al momento ospitano, in totale, 1.400 migranti in prevalenza provenienti da Ghana (14%), Mali (16%) e Nigeria (28%).</p>
<p>A incontrare i giornalisti, oggi a Bari, sono stati, fra gli altri, gli assessori regionali alle Politiche migratorie, Nicola Fratoianni, e alla Protezione civile, Fabiano Amati. Quest&#8217;ultimo ha spiegato che &#8221;la Puglia, nell&#8217;elaborare il Piano di accoglienza che ha ricevuto diversi encomi anche dal capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ha avuto la possibilita&#8217; di vedere la tendopoli di Manduria, e quindi di capire tutto cio&#8217; che non doveva essere mai fatto&#8221;. Inoltre, Amati ha sottolineato il ruolo dei sindaci che e&#8217; stato &#8221;fondamentale nel diffondere nei territori la cultura della solidarieta&#8217; tipica della Puglia, mettendo a tacere il chiacchiericcio di chi voleva alimentare rivolte popolari contro la presenza di immigrati&#8221;.</p>
<p>Fratoianni ha ricordato che ieri, nel corso della visita istituzionale al Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari, la &#8221;portavoce dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr, ndr), Laura Boldrini, mi ha chiesto di inviarle lo schema del nostro Piano di accoglienza per farne un modello da estendere in tutta Italia&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro e&#8217; stato anche evidenziato l&#8217;impegno delle strutture sanitarie pugliesi che, &#8221;nonostante le difficolta&#8217; oggettive che vive il sistema, sono riuscite a garantire assistenza a ogni singolo straniero giunto nella nostra regione&#8221;.</p>
<p>Risultati e criticita&#8217; del Piano di accoglienza saranno monitorati da un nucleo composto da Regione, Anci, Ares, questure, prefetture e Enti di tutela, gia&#8217; coinvolti nella Cabina di regia che si occupa del quadro globale del Piano.</p>
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		<title>Ex dipendenti Poste Puglia, &#8220;Escludeteci da riforma pensioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 11:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inserire nel decreto milleproroghe una norma che escluda dalla riforma pensionistica dell&#8217;ultima manovra finanziaria, i cinquemila dipendenti di poste italiane, di cui 100 solo in Puglia, che, in seguito ad accordi con l&#8217;azienda, hanno lasciato il posto di lavoro con la formula dell&#8217;esodo incentivato, prevdendo di andare in pensione nel 2013-2014. Lo chiedono gli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inserire nel decreto milleproroghe una norma che escluda dalla riforma pensionistica dell&#8217;ultima manovra finanziaria, i cinquemila dipendenti di poste italiane, di cui 100 solo in Puglia, che, in seguito ad accordi con l&#8217;azienda, hanno lasciato il posto di lavoro con la formula dell&#8217;esodo incentivato, prevdendo di andare in pensione nel 2013-2014.<span id="more-3313"></span></p>
<p>Lo chiedono gli stessi ex dipendenti secondo i quali le loro aspettative sono ora vanificate dalla riforma pensionistica per effetto della quale dovranno aspettare fino a sei anni per avere la pensione. Un&#8217;attesa che rende, per gli ex lavoratori, incongrue e insufficienti le somme pattuite con l&#8217;azienda al momento dell&#8217;esodo.</p>
<p>Per questo stamattina una delegazione guidata dal segretario regionale Slc Cgil, Nicola Di Ceglie, ha incontrato il prefetto di Bari &#8221;chiedendogli di intercedere col governo affinche&#8217; questi lavoratori possano rientrare nel decreto milleproroghe che dal 10 gennaio inizia l&#8217;iter parlamentare. In questa maniera &#8211; ha rilevato Di Ceglie &#8211; avrebbero un paracadute e potrebbero usufruire dei vecchi requisiti dal momento in cui hanno firmato l&#8217;uscita&#8221;, ovvero prima dell&#8217;entrata in vigore della riforma pensionistica.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;unico presidio in Italia, organizzato a Bari davanti al palazzo di governo, Di Ceglie ha sottolineato che &#8221;negli ultimi due anni in molti hanno firmato questo accordo, avendo come prospettiva una finestra pensionistica 2013-2014. Ma oggi, con il decreto salva-Italia, si ritrovano con questa finestra spostata anche di sei anni, senza nessun tipo di copertura pensionistica, contributiva e salariale. Un dramma che riguarda cinquemila lavoratori in Italia e 100 in tutta la Puglia&#8221;.</p>
<p>Gli ex dipendenti delle poste, hanno inoltre sottolineato di non poter &#8221;godere di alcun ammortizzatore sociale: in passato la categoria era stata dotata di un &#8216;fondo di solidarieta&#8217; autofinanziato dagli stessi lavoratori e dall&#8217;azienda, ma e&#8217; stato purtroppo usato per l&#8217;esodo incentivato&#8221;.</p>
<p>&#8221;Se il tavolo politico non avra&#8217; successo &#8211; ha concluso Di Ceglie &#8211; la trattativa tornera&#8217; sul tavolo di Poste italiane; poi si aprira&#8217; la strada di una class action&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Centrale Biomasse a Santeramo: Decaro, &#8220;Valutare bene rischi e benefici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sulla costruzione della centrale a Biomasse nel Comune di Santeramo, è necessaria una pausa di riflessione che consenta, innanzitutto ai cittadini dei Comuni interessati, di fare chiarezza sui rischi e i benefici di un&#8217;opera del cui impatto ambientale non si ha ancora un quadro completo&#8221;. A dirlo è il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sulla costruzione della centrale a Biomasse nel Comune di Santeramo, è necessaria una pausa di riflessione che consenta, innanzitutto ai cittadini dei Comuni interessati, di fare chiarezza sui rischi e i benefici di un&#8217;opera del cui impatto ambientale non si ha ancora un quadro completo&#8221;.<span id="more-3249"></span></p>
<p>A dirlo è il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, che fa un &#8221;appello al Commissario prefettizio di Santeramo, e all’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, affinché prima di procedere si affronti ogni nodo della questione con il coinvolgimento attivo dei cittadini e del territorio&#8221;.</p>
<p>Per Decaro &#8221;e&#8217; necessario riflettere sul fatto che i quantitativi di combustibile necessario ad alimentare la centrale seguendo la cosiddetta filiera corta prevedono, a fronte di 9.850 tonnellate annue di legno derivanti dalla potatura di verde pubblico e privato, altre 45.000 tonnellate annue di segatura e ritagli in legno derivanti dagli scarti del settore del mobile e del salotto. Questo settore, però, e&#8217; in crisi &#8211; sottolinea il capogruppo &#8211; e quindi si corre il rischio di non avere il combustibile necessario la cui disponibilità è al momento solo ipotizzabile&#8221;.</p>
<p>&#8221;Inoltre &#8211; aggiunge &#8211; per quanto riguarda l&#8217;apporto di legno da parte delle aziende che si occupano di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ovvero delle preventivate 51.719 tonnellate annue di cippato in legno non contaminato da raccolta differenziata, sorgerebbe il problema del controllo, con la conseguente ansia dei cittadini che sarebbero spinti a controllare personalmente ogni camion per evitare che altri tipi di rifiuti possano essere usati come combustibile&#8221;.</p>
<p>&#8221;Per questi motivi &#8211; conclude &#8211; occorre prendere tutto il tempo necessario al chiarimento di questi aspetti, trovando soluzioni che garantiscano la serenità dei cittadini dal punto di vista della salute propria e di quella dell&#8217;ambiente in cui vivono&#8221;</p>
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		<title>E&#8217; pugliese il primo Homo Sapiens, ritrovati resti in Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nato in Puglia il più antico &#8216;uomo moderno&#8217;: per la precisione il primo Homo Sapiens europeo è salentino. I suoi resti, due denti da latte, sono stati infatti trovati nella Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo, in Salento. La scoperta non è il ritrovamento in sè, avvenuto nel 1964, ma il risultato rivluzionario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato in Puglia il più antico &#8216;uomo moderno&#8217;: per la precisione il primo Homo Sapiens europeo è salentino. I suoi resti, due denti da latte, sono stati infatti trovati nella Grotta del Cavallo, nella baia di Uluzzo, in Salento.<span id="more-3242"></span><br />
La scoperta non è il ritrovamento in sè, avvenuto nel 1964, ma il risultato rivluzionario dell&#8217;analisi dei reperti da parte dell&#8217;unità Radiocarbonio di Oxford.</p>
<p>Inizialmente, infatti, si pensava che i resti appartenessero all&#8217;Uomo di Neanderthal, una specie che ha abitato il Vecchio Continente tra 130 mila e 30 mila anni fa. Mentre oggi arriva la conferma che i denti ritrovati in Puglia appartengono indiscutibilmente alla specie umana e hanno tra 43 e 45mila anni.</p>
<p>Per adesso, quindi, sono italiani i fossili di Homo sapiens più antichi d&#8217;Europa.</p>
<p>A certificarlo sono stati due gruppi di ricercatori guidati rispettivamente da Thomas Higham dell&#8217; Università di Oxford e da Stefano Benazzi dell&#8217; Università di Vienna.</p>
<p>La scoperta, dunque, anticipa di circa 15mila anni l&#8217;arrivo in Europa del Sapiens la cui partenza dall&#8217;Africa si credeva fosse avvenuta 60mila anni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Partito democratico punta sui giovani meridionali</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prende avvio a Napoli, il 29 e 30 ottobre, ‘Finalmente Sud’, un programma di formazione politica per 2000 giovani meridionali che avrà la durata di un anno. Questo progetto verrà successivamente esteso dal Mezzogiorno a tutto il territorio nazionale. “E’ la nostra sfida – afferma il segretario del Pd Bersani – per andare in radice sui temi della formazione di una nuova classe dirigente”. Ne parliamo con Domenico De Santis, uno dei partecipanti e dei promotori. <span id="more-3216"></span></p>
<p><strong>Partiamo dai partecipanti, chi sono?</strong></p>
<p>&#8220;I partecipanti saranno giovani sotto i 35 anni, provenienti da Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Molise, rappresentanti dei circoli del Pd, sindaci, amministratori locali, esponenti del mondo dell&#8217;associazionismo. E’ un progetto innovativo per la politica in Italia che darà vita ad un grande processo formativo, da Napoli nascerà l’Italia del 2020&#8243;.</p>
<p><strong>Come si articolerà il corso da Napoli in poi?</strong></p>
<p>&#8220;Ci saranno appuntamenti classici come quello di Napoli articolato in assemblea plenaria e workgroup e lezioni a distanza attraverso i nuovi strumenti informatici, il tutto per dodici mesi. In sostanza ogni utente accederà alla propria pagina personalizzata, potrà condividere informazioni ed aggiornamenti con gli altri utenti o con personaggi istituzionali ed entrare nei sottositi dei propri gruppi di lavoro. L’evoluzione formativa sarà garantita dagli strumenti del web 2.0 messi. Verranno messi in circolo nel sistema testi, esperienze, buone prassi di governo e vere e proprie lezioni a distanza&#8221;.</p>
<p><strong>Insomma è un progetto molto innovativo oppure è solo propaganda elettorale?</strong><a href="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/10/de-santis.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3223" style="margin: 8px;" title="de santis" src="http://www.lalternativa.it/wp-content/uploads/2011/10/de-santis-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&#8220;Il solo fatto che il Partito Democratico metta insieme 2000 giovani meridionali è una novità politica. Che decida di formarli e di farne la classe dirigente del Partito è una celta coraggiosa e di rottura rispetto al passato. Per vincere le elezioni politiche è necessario vincere nel Mezzogiorno, così non è stato nel 2006 e nel 2008, occorre ribaltare gli equilibri tra centro-destra e noi. Per fare questo il PD non ha bisogno solo di facce nuove, bensì di idee nuove e di un modo nuovo di fare politica&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
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		<title>Vendola: &#8220;Cultura omofobica anche a Sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 11:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca. &#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nichi Vendola si racconta al mensile GQ, che gli dedica un&#8217;insolita copertina sul numero in edicola domani (1 luglio), in cui indossa per l&#8217;occasione un orecchino da zingaro ispirato ai versi di Federico Garcia Lorca.<span id="more-2981"></span></p>
<p>&#8220;Le forme più trasgressive e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità gay, normalmente, sfilano un giorno all&#8217;anno &#8211; dice il presidente della Regione Puglia &#8211; e le forme più pacchiane e spettacolarizzate di esibizione dell&#8217;identità etero, nella sua versione più maschilista, più machista e anche più greve, sfilano anche nei palazzi del potere tutti i giorni dell&#8217;anno&#8221;.</p>
<p>Per Vendola l&#8217;omofobia non appartiene soltanto alla cultura di destra, ma anche a quella di sinistra,&#8221;che rappresenta l&#8217;omosessualità come una devianza piccolo-borghese&#8221;. E la Chiesa come si pone in tutto questo? &#8220;Il fatto che sia governata da una casta sacerdotale maschile impedisce un confronto più capace di accoglienza&#8221;.</p>
<p>E su qual é la manifestazione di omofobia ai suoi danni che gli ha fatto più male, risponde: &#8220;Il ciclico tentativo di assimilare l&#8217;omosessualità alla pedofilia che periodicamente produce, nei protagonisti della macchina del fango, delle autentiche scariche d&#8217;adrenalina&#8221;. Vendola ricorda infine il suo discorso al World Gay Pride del 2000 e racconta a GQ: &#8220;Una delle cose più belle che mi siano accadute è quando, nel 2000, durante il World Gay Pride ho ricevuto una telefonata da mia madre. Aveva sentito alla radio il mio discorso e mi confidava che sia lei sia mio padre erano molto orgogliosi di me; papà aveva anche detto che forse avrebbero dovuto chiedermi scusa. Non ho mai pianto tanto in vita mia&#8221;.</p>
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		<title>Come si vive in Puglia?</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 14:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 74,1% dei pugliesi è abbastanza soddisfatto della qualità della vita. Lo rivela una indagine delle associazioni di consumatori Codacons, Confconsumatori, Movimento consumatori e Unione consumatori che oggi hanno presentato i risultati di una ricerca commissionata all&#8217;istituto demoscopico Troisi. <span id="more-2966"></span></p>
<p>Dal rapporto emerge che, &#8220;nonostante un clima di fiducia generale poco favorevole, considerata la crisi economica del nostro Paese, la maggioranza degli intervistati si dichiara molto o abbastanza soddisfatta&#8221;. Su una scala da uno a dieci, la valutazione media che i 1.068 pugliesi hanno dato alla propria qualità della vita è di 6,5. Un punteggio che sale a 6,8 per la fascia di età compresa fra 18 e 33 anni; e a 6,07 per gli ultracinquantenni. Per quanto riguarda l&#8217;occupazione, i più soddisfatti sono i professionisti-dirigenti che danno 6,88 alla propria qualità della vita, mentre i pensionati solo 5,80. Seguono, per grado di insoddisfazione, i disoccupati con 6,11 e i lavoratori autonomi con 6,37. In generale, la percezione della qualità della vita é migliore quanto più alto è il livelo scolastico.</p>
<p>Valutando la percezione della sicurezza, i pugliesi si sentono &#8220;abbastanza sicuri&#8221; in tutta la regione. Mentre a Lecce, Barletta e Trani si sentono &#8220;più tranquilli&#8221;. Al contrario, la percezione della sicurezza comincia a calare ad Andria, Brindisi e Taranto, con Bari e Foggia in fondo alla classifica. Comunque, il 73% degli intervistati non ha mai subito una aggressione. Quanto al livello di pulizia, secondo i cittadini le più pulite sono Trani e Lecce seguite da Barletta. Andria si posiziona in un livello &#8220;medio&#8221; di pulizia insieme a Brindisi. &#8220;Fanalini di coda&#8221; sono Bari, Foggia e Taranto. Premiate dai pugliesi Lecce, Barletta e Trani sulla raccolta differenziata. Valutazione medio-bassa per Foggia, medio-alta per Brindisi. &#8220;Bocciate&#8221; Taranto, Andria e Bari. Sono &#8220;arrabbiati&#8221; per mancanza di parcheggi i baresi, gli andriesi e i barlettani; i &#8220;più felici&#8221; sono i foggiani.</p>
<p>Secondo gli intervistati, a dare maggiori opportunità per il tempo libero sono, in ordine decrescente, Foggia, Trani, Taranto, Lecce, Brindisi, Bari, Andria e Barletta. Ma tutte le città sono state &#8220;bocciate&#8221; per la scarsa presenza di biblioteche. Sul rapporto tra qualità della vita e ambiente, la classifica è questa: Trani, Lecce, Barletta, Brindisi, Andria, Foggia, Bari e Taranto. Sui servizi alla persona, quindi sulla presenza di banche, uffici postali e farmacie nei quartieri, al primo posto c&#8217;é Andria, seguita da Lecce, Barletta, Brindisi, Bari, Taranto, Trani e Foggia.</p>
<p>Rispondendo a domande sulla propria vita privata, il 45,9% dei pugliesi rivela che nell&#8217;ultimo mese non è mai andato al cinema, al teatro o in discoteca, mentre il 31,5% ci è andato una volta sola. Il 70,6% degli intervistati nell&#8217;ultimo mese non é mai andato a mostre, musei o incontri culturali; solo il 22% dichiara di farlo una volta al mese e il 6% una volta a settimana. Non svolge attività di volontariato il 71% del campione in esame, mentre solo il 6,4% è impegnato regolarmente in attività di solidarietà. Il 60% non fa mai sport, il 12% lo pratica regolarmente e quasi il 30% sostiene di essere impegnato regolarmente in attività sportive. Secondo l&#8217;indagine, &#8220;i pugliesi sono mangioni&#8221;: solo il 17% di essi nell&#8217;ultimo mese non è mai andato in pizzeria, mentre il 25,6% ci va una volta al mese, il 41,6% almeno una volta a settimana. A questi si aggiunge un 16% che ci va anche più volte in una settimana. Per quanto riguarda gli spostamenti, il 53% dei pugliesi preferisce usare l&#8217;auto o in alternativa (il 26%) andare a piedi. Solo il 10% usa il trasporto pubblico (autobus o treno), mentre il 9,3% usa la moto e solo lo 0,4% si muove in bici.</p>
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		<title>Nominati i direttori delle asl pugliesi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 00:22:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La giunta regionale pugliese presieduta da Nichi Vendola ha dato poco fa il via libera alle nomine dei nuovi direttori generali delle Asl. Nei giorni scorsi il tema delle nomine aveva creato tensioni all&#8217;interno della maggioranza di centrosinistra e polemiche da parte del centrodestra secondo cui era in atto una lotta per la spartizione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giunta regionale pugliese presieduta da Nichi Vendola ha dato poco fa il via libera alle nomine dei nuovi direttori generali delle Asl.<span id="more-2960"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi il tema delle nomine aveva creato tensioni all&#8217;interno della maggioranza di centrosinistra e polemiche da parte del centrodestra secondo cui era in atto una lotta per la spartizione di poltrone all&#8217;interno del centrosinistra.</p>
<p>Si tratta di persone &#8211; ha detto Vendola &#8211; scelte attraverso un percorso &#8220;formativo e selettivo che non ha comparazioni con nessuna regione italiana&#8221;. Per la Asl di Bari è stato nominato Mimmo Colasanto, per quella di Taranto Vito Fabrizio Scattaglia, per Lecce Vasco Mellone, per Brindisi Paola Ciannamea, per la provincia Bat Giovanni Gorgoni.</p>
<p>Poco prima che la riunione di giunta cominciasse, questa sera, il centrodestra aveva battuto la maggioranza nell&#8217;Aula del consiglio regionale dove, nell&#8217;ambito della manovra di prima variazione al bilancio, è stato approvato un emendamento proposto dall&#8217;opposizione con il quale vengono reintrodotte le esenzioni dei ticket sanitari per i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità.</p>
<p>Una approvazione, questa, che secondo l&#8217;assessore alla sanità, Tommaso Fiore, mette a rischio il piano antideficit concordato con la giunta Vendola con il governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vendola, Puglia disponibile ad accogliere rifiuti campani</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 10:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non chiude le porte all&#8217;eventualità di accogliere nuovamente i rifiuti campani. Ma questa volta chiede maggiori garanzie. &#8221;Noi &#8211; spiega Vendola &#8211; abbiamo subito qualche molestia a proposito dei rifiuti campani. Il mancato rispetto del protocollo di intesa e&#8217; stato un atto che abbiamo vissuto come un sopruso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non chiude le porte all&#8217;eventualità di accogliere nuovamente i rifiuti campani. Ma questa volta chiede maggiori garanzie. <span id="more-2946"></span></p>
<p>&#8221;Noi &#8211; spiega Vendola &#8211; abbiamo subito qualche molestia a proposito dei rifiuti campani. Il mancato rispetto del protocollo di intesa e&#8217; stato un atto che abbiamo vissuto come un sopruso. Chi come me si e&#8217; battuto in tutte le sedi per esprimere solidarieta&#8217; nei confronti della Campania ha chiesto soltanto una garanzia, quella legata alal salute pubblica dei pugliesi. Invece si e&#8217; preferito giocare di furbizia, stracciare il protocollo e giungere a conferimenti regolati soltanto dalel leggi di mercato. Per questo io ho portato avanti una causa e ho avuto ragione perche&#8217; era stato violato quel protocollo di intesa&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, se il governo dovesse dimostrare maggiore onestà, la Puglia non si sottrarrebbe al proprio dovere.</p>
<p>&#8221;Noi siamo disponibili a fare la nostra parte &#8211; agguinge il presidente della Regione &#8211; ovviamente e come sempre in un quadro di solidarieta&#8217; nazionale, ricevendo dal governo nazionale parole non ambigue su questo terreno. Siamo disponibili a fare la nostra parte nella misura e nelle proporzioni consentite dalla capienza dei nostri impianti. Pero&#8217; sempre nel rispetto di quei principi che sono nel protocollo di intesa. Che sono principi legati al monitoraggio e alla tracciabilita&#8217; del rifiuto. E al fato che nei nostri impianti non deve arrivare qualcosa che rappresenta un attentato alla nostra salute&#8221;.</p>
<p>Ora non resta che aspettare la decisione dell&#8217;Esecutivo e capire se emanerà il decreto per dividere la monnezza cmapana nelle diverse regioni, tranne ovviamente quelle del Nord dove non vogliono neppure sentir parlare di aiutare Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E prevalse il buon senso</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 21:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Referendum: una vittoria schiacciante del sì, con percentuali bulgare.<span id="more-2873"></span></p>
<p>Chiamati a votare per l&#8217;abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell&#8217;acqua, sull&#8217;energia nucleare e sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, gli italiani hanno risposto in oltre 26 milioni 800 mila, pari a circa il 57 per cento, rendendo ininfluente l&#8217;affluenza all&#8217;estero: hanno così decretato la validità di tutti e quattro i referendum ed hanno cancellato le norme oggetto dei quesiti.</p>
<p>Ha vinto largamente il fronte del sì: a scrutinio quasi concluso, oltre 20 milioni di elettori (95,7%) hanno detto sì alla cancellazione della norma sull&#8217;affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali (poco meno di 900 mila, pari al 4,3%, i no). Il sì ha sfondato quota 23 milioni (oltre il 96%) al referendum sulle tariffe dell&#8217;acqua, mentre i no sono stati 900 mila (poco meno del 4%).</p>
<p>All&#8217;abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare hanno detto sì quasi 22 milioni di italiani (94,6% dei votanti), mentre i no sono stati circa un milione 200 mila (5,4%). Infine, il legittimo impedimento del premier e dei ministri a comparire nei processi penali. Gli italiani hanno spazzato via anche quella parte dello scudo che era stata salvata dalla sentenza della Corte Costituzionale.</p>
<p>Si torna così alla norma prevista dal codice di procedura penale uguale per tutti i cittadini: lo hanno deciso, con il sì all&#8217;abrogazione dello scudo, oltre 16 milioni di italiani (95% dei votanti), contro gli 800 mila (5%) che hanno votato no.</p>
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		<title>Sanità in Puglia, Fiore &#8220;Io pronto da due settimane su Dg Asl&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla nomina dei nuovi direttori generali delle Asl pugliesi, l&#8217;assessore alle Politiche per la salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, e&#8217; &#8221;pronto da due settimane&#8221;. E sui ritardi nell&#8217;iter decisionale suggerisce di &#8221;chiedere spiegazioni al presidente Vendola: non parlo &#8211; sottolinea &#8211; di scelte che non mi competono&#8221;. &#160; Fiore, che oggi si e&#8217; fermato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla nomina dei nuovi direttori generali delle Asl pugliesi, l&#8217;assessore alle Politiche per la salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, e&#8217; &#8221;pronto da due settimane&#8221;. E sui ritardi nell&#8217;iter decisionale suggerisce di &#8221;chiedere spiegazioni al presidente Vendola: non parlo &#8211; sottolinea &#8211; di scelte che non mi competono&#8221;.<span id="more-2851"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fiore, che oggi si e&#8217; fermato a conversare con alcuni giornalisti a margine di una conferenza stampa, spiega che &#8221;non posso essere io a mettere all&#8217;ordine del giorno la nomina dei direttori generali&#8221;, e che &#8221;comunque tutto e&#8217; sottoposto a una valutazione collegiale i cui tempi non possono essere definiti dall&#8217;assessore alla Sanita&#8221;&#8217;. &#8221;Io &#8211; precisa Fiore &#8211; posso fare un ragionamento sulle carte, predisporre atti, ma non posso fare altro&#8221;.<br />
I nuovi direttori generali dovranno essere scelti all&#8217;interno di una rosa di 30 candidati.</p>
<p>Tra questi &#8211; ha detto Fiore &#8211; &#8221;ce ne sono 15 in pole position&#8221;. Un numero che comprende anche &#8221;gli attuali direttori&#8221; in carica che l&#8217;assessore Fiore ha difeso dalla proposta del Partito democratico pugliese, perche&#8217; &#8221;mi e&#8217; sembrato ingeneroso dire tutti a casa&#8221;. Per il Pd, infatti, sarebbe necessario un azzeramento totale degli attuali vertici delle Asl pugliesi e un ricambio generazionale che punti molto sui giovani. Una richiesta che l&#8217;assessore ritiene &#8221;ovviamente legittima&#8221; anche se crede &#8221;vada un po&#8217; moduata, nel senso che bisogna essere in grado poi di entrare un po piu&#8217; nel merito&#8221;. Tenendo conto, probabilmente, di alcuni punti preliminari che considerino quei criteri che Fiore immagina di &#8221;carattere generale&#8221;, quali sono le indicazioni della giunta regionale; e di &#8221;carattere particolare&#8221; quali sono per esempio le indicazioni del Pd.</p>
<p>&#8221;Il Partito democratico &#8211; rileva Fiore &#8211; dice &#8216;io non sto dando un giudizio negativo su tutti i direttori, io voglio dare un segnale politico alla puglia di massima discontinuita&#8221;; e &#8216;se tu non dai questo segnale perdi una grande occasione politica&#8217;. Quindi &#8211; aggiunge l&#8217;assessore &#8211; il motivo di grande combatimento non e&#8217; stato tanto sul concetto in se&#8217;, su cui secondo me poi si deve ragionare, ma che comunque e&#8217; un ragionamento legittimo. Io mi sono scaldato assai sul problema dei tempi&#8221;. In ogni caso, per Fiore, &#8221;una parte di rinnovamento c&#8217;e&#8217; gia&#8217; stata&#8221; perche&#8217; &#8221;una parte dei direttori generali sono di nomina relativamente fresca&#8221;.</p>
<p>Quanto alla eventualita&#8217; che possano essere riconfermati alcuni degli attuali direttori generali, Fiore risponde: &#8221;Fin qui non arrivo, perche&#8217; li&#8217; c&#8217;e&#8217; anche una scelta politica di cui non ho nessuna intenzione di parlare&#8221;.</p>
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		<title>Il “disastro” della scuola pubblica: lettera aperta dei docenti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hanno preso carta e penna – la cosa a loro più congeniale, essendo docenti – e hanno inviato una lettera al governatore pugliese Nichi Vendola e l’assessore al Diritto allo studio Alba Sasso, con una semplice proposta: un Piano regionale sulla scuola che individui “priorità, necessità ineludibili, obiettivi percorribili”. Semplice a dirsi, meno a realizzarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno preso carta e penna – la cosa a loro più congeniale, essendo docenti – e hanno inviato una lettera al governatore pugliese Nichi Vendola e l’assessore al Diritto allo studio Alba Sasso, con una semplice proposta: un Piano regionale sulla scuola che individui “priorità, necessità ineludibili, obiettivi percorribili”.<span id="more-2844"></span></p>
<p>Semplice a dirsi, meno a realizzarsi avranno pensato i responsabili del sindacato Flc Cgil, mittente della missiva che denuncia una situazione resa insostenibile dai tagli agli organici previsti dal Ministero. La situazione sembra esser sfuggita di mano anche alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci, che nell’incontro di lunedì – spiegano i sindacati – alle richieste di altri 400 posti (e facendo leva sull’incremento permesso ad altre regioni),  “ha rimandato con rassegnazione e forse rabbia la palla ad altri e alla denuncia delle disfunzioni organizzative e di coordinamento, la stessa ha risposto che in una situazione come questa è impensabile riuscire a coordinare e dare indirizzi chiari e controllare il risultato”.</p>
<p>Se nella scuola primaria il problema principale è legato al tempo pieno, nella scuola secondaria superiore è il “caos”.  A Foggia si denuncia la soppressione di molti corsi serali, a Bari e in altre province classi sovraffollate con diversi portatori di handicap o, soprattutto nei comuni più periferici, l’impossibilità di soddisfare le richieste degli studenti a frequentare la scuola del comune di residenza con l’invito a trasferirsi altrove, e così via.<br />
A questo “disastro” come lo definiscono le organizzazioni sindacali, solo un articolato Piano potrebbe cercare di dare risposte immediate. Ma, in attesa delle prossime mobilitazioni di docenti e precari, il condizionale è d’obbligo.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe </strong></p>
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		<title>Saltano le audizioni col regista Nekrosius, monta la protesta degli attori pugliesi: &#8220;E&#8217; tutto pilotato dalla politica&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 20:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Puglia teatrale, che tanto sta facendo parlare di sé, in Italia e all’estero, anche grazie alle politiche regionali che puntano molto sul settore, si è fregiata di un’altra esperienza unica: un workshop di formazione, gratuito, di 10 giorni, indetto dal Teatro Pubblico Pugliese per 30 attori e registi professionisti operanti sul territorio regionale, con il grande maestro lituano Eimuntas Nekrosius <span id="more-2773"></span>(diplomatosi all’Istituto dell&#8217;Arte Teatrale Lunačarskij di Mosca, autore di spettacoli meravigliosi, insignito di prestigiosi premi in tutta Europa, attualmente direttore artistico del Teatro Studio “Meno Fortas”).</p>
<p>Il bilancio dell’esperienza è stato tracciato pochi giorni fa, l’11 maggio, nella conferenza stampa finale, alla presenza del maestro e degli attori, dell’assessore regionale alle politiche culturali Silvia Godelli, dell’assessore alla cultura della provincia di Bari Trifone Altieri e del presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi. Parole positive, elogi, compiacimenti espressi dai rappresentanti delle istituzioni e dallo stesso Nekrosius, “felice – ha detto – di essere stato a Bari e del rapporto umano, molto umano, che si è creato col gruppo di attori”.</p>
<p>Tutto molto bello. Ma non è di questo che vogliamo parlare. Piuttosto, invece, delle procedure seguite dalla macchina organizzativa per la selezione dei 30 partecipanti al workshop, individuati tra le oltre 200 domande regolari, pervenute entro il 30 marzo così come richiedeva l’avviso pubblico.</p>
<p>Il regolamento, nella parte finale, recita così: “Gli interessati dovranno inviare dettagliato curriculum professionale redatto sia in italiano che in inglese […]. Il maestro Nekrošius effettuerà, a suo insindacabile giudizio, una preselezione sulla scorta dei curricula sopraindicati; successivamente procederà, mediante audizione, alla selezione definitiva dei partecipanti ai lavori  […]”.</p>
<p>In data 28 aprile, però, a 5 giorni dall’inizio del seminario, il Teatro Pubblico Pugliese, dopo un lungo silenzio, pubblica sul suo sito la lista con i nomi dei 30 fortunati ammessi al laboratorio. Il documento resta qualche ora in rete. Poi viene cancellato per riapparire successivamente con qualche nome diverso rispetto al primo elenco. Verremo a sapere, poi, che alcuni degli ammessi hanno rinunciato alla partecipazione e si è proceduto al ripescaggio tra gli esclusi eccellenti.</p>
<p>Ma, soprattutto, dove sono finite le audizioni? Non dovevano esserci delle audizioni?</p>
<p>Al TPP piovono telefonate e mail di protesta. Su forum e social network monta lo sdegno. Gli esclusi si sentono beffati. Ne nasce un gruppo su Facebook di 130 iscritti che nei prossimi giorni  promette di manifestare davanti ai  teatri e alle sedi istituzionali. Si chiama “Contro il TTP &#8211; Il teatro potere politico”, è composto da giovani attori del territorio e contesta all’ente culturale il mancato rispetto dei termini dell’avviso e una selezione ipoteticamente pilotata a favore di registi e attori della rete dei “Teatri Abitati ” (che hanno costituito una buona metà degli ammessi ai lavori col maestro). La rete in questione, tra l’altro, è già assegnataria di alcuni milioni di euro di fondi europei per il progetto portato avanti da Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese, il quale ha affidato la gestione di nuovi teatri e spazi culturali a 18 compagnie del territorio, supportandole economicamente.</p>
<p>Nel passaggio di una lettera arrivata alla nostra redazione, inviata da un giovane attore di una nota compagnia di sperimentazione barese, si legge: “E’ giusto che un ente pubblico, che pubblica un avviso pubblico per dare la possibilità ai professionisti pugliesi di perfezionarsi, pagando un esperto con fondi pubblici, tradisca le condizioni del bando in barba a qualsiasi legalità e trasparenza, e selezioni l’elìte dei soliti noti del teatro pugliese, inclusi i sessantenni strarealizzati, direttori di importanti stabili d’innovazione? Dov’è la trasparenza? Dove sono le politiche giovanili, le opportunità ai giovani che sono il vanto dell’amministrazione regionale?”.</p>
<p>Proteste forti, che stridono con quanto dichiarato, invece, dall’assessore Godelli nel saluto in occasione della conclusione del workshop, quando ha individuato nella presenza di Nekrosius a Bari un’iniziativa che va ad ingrandire il già ampio solco della politiche pugliesi per la valorizzazione dei giovani talenti”.</p>
<p>Che in questa circostanza i giovani talenti abbiano trovato più difficoltà a formarsi in Puglia che oltre confine regionale?</p>
<p>In tutti i modi, a fare un po’ di chiarezza sulla questione, se così si può dire, ci pensa il presidente Grassi: “I fondi europei utilizzati per questo bando servono essenzialmente per lo sviluppo economico dei territori ai quali vengono assegnati ed è questa l&#8217;indicazione che il TPP ha dato al maestro Nekrosius per orientarne la scelta, che comunque è stata compiuta da suoi collaboratori -attraverso una seconda scrematura avvenuta anch’essa su base curriculare, che di fatto è andata a sostituire l’audizione, annullata per un ritardo improvviso del maestro nell’arrivo a Bari, ndr. &#8211; Abbiamo l&#8217;obbligo di investire anche in formazione sulle imprese di spettacolo che in questi anni abbiamo aiutato ad emergere nel territorio regionale e nazionale. E non è vero che nei prescelti ci siano solo componenti delle Residenze Abitate, che tra l&#8217;altro non fanno parte dei nostri soci.<br />
Nei prossimi appuntamenti sulla formazione ci saranno altri grandi maestri di livello internazionale, naturalmente aperti a chi non ha partecipato a questo con Nekrosius.<br />
Posso garantire che tutto quello che facciamo per lo spettacolo dal vivo in Puglia lo facciamo in modo &#8220;pulito&#8221;. Dopo di che possiamo sbagliare ma sempre in buona fede”.</p>
<p>Dato per buono l’ultimo proposito di Grassi in merito ai prossimi appuntamenti sulla formazione (un tentativo di riscattare il presunto torto fatto a tutti gli esclusi) resta da dire che, fuor da ogni illazione circa le concessioni di possibili privilegi, l’organizzazione del workshop con Nekrosius ha operato un po’ di falli a gamba tesa. Non ultimo il silenzio informativo che ha tenuto in sospeso i partecipanti al bando, impegnati fino all’ultimo con la preparazione tecnica, e le rinunce a nuovi progetti lavorativi, in vista di una tanto agognata audizione con il maestro.</p>
<p>Ingenuità, queste, che un grande ente come il Teatro Pubblico Pugliese non può permettersi, pena la sua credibilità.</p>
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		<title>A tavola &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è stato anche un pezzo di Puglia a Milanocity, lo spazio espositivo che ha ospitato lo scorso weekend “Fa’ la cosa giusta”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Sono state cinque, tra aziende e realtà associative di volontariato, le pugliesi ad aver allestito un proprio stand alla Fiera, giunta all’ottava edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è stato anche un pezzo di Puglia a Milanocity, lo spazio espositivo che ha ospitato lo scorso weekend “Fa’ la cosa giusta”, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.<span id="more-2642"></span></p>
<p>Sono state cinque, tra aziende e realtà associative di volontariato, le pugliesi ad aver allestito un proprio stand alla Fiera, giunta all’ottava edizione e promossa da Terre di mezzo eventi e Insieme nelle terre di mezzo onlus. Per tre giorni, 70mila visitatori si sono potuti confrontare con espositori che presentavano cibi biologici o a km zero, prodotti riciclati, il riuso degli scarti e promozione della mobilità sostenibile.</p>
<p>Nello spazio dedicato a Pace e partecipazione, spiccava la foggiana Solidaunia, che opera nell’ambito della cooperazione allo sviluppo con progetti principalmente sociosanitari e agroalimentare in Guinea Bissau, Angola, Albania e America Latina.</p>
<p>Per la sezione “Sprigioniamoci”, era presente invece Made in carcere, che propone i prodotti realizzati da sedici detenute nelle carceri di Lecce e Trani con tessuti di scarto e pvc proveniente dai manifesti delle campagne pubblicitarie.</p>
<p>Da Nardò arriva invece Ecolù shop, azienda che realizza cancelleria riciclata, eco detersivi sfusi e cosmetici naturali.</p>
<p>Non è mancato infine il richiamo del cibo made in Puglia: nello spazio Mangia come parli, stanno riscuotendo successo sia la “bombetta”, fagottino di capocollo di maiale ripieno di formaggio, prezzemolo, pepe e sale proposto da Slow food Alberobello e Valle d’Itria che la Fattoria della Mandorla, che trasforma e commercializza la mandorla di Toritto, unica sul territorio nazionale a ciclo completo con coltivazione e trasformazione.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong>[[Show as slideshow]]</strong></p>
<p>Foto<strong> by Edgardo Tufo<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Testata</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 12:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo passato il weekend a iniziare una guerra, il lunedì parte assieme a tornado italiani in direzione Libia. Gheddafi se l’è un po’ presa per il “tradimento” italiano. Beh, certo, tutti gli amori nascono con un bacio (sulla mano) e rischiano di finire male. Ma con le bombe, chi se l’aspettava?<span id="more-2635"></span><br />
Per una sorta di guerra nella guerra l&#8217;Italia si oppone ala Francia e chiede che il comando sia affidato alla Nato. Mentre si decide su chi debba stare in prima fila, una cosa sola resta certa: il dolore. Quello di Berlusconi per il rais. &#8220;Sono addolorato per Gheddafi e mi dispiace. Quello che accade in Libia mi colpisce personalmente&#8221;. Ma per uno che piange c’è n’è un altro che si diverte, Gheddafi: Le bombe dell’Occidente mi fanno ridere.<br />
Fa sorridere, stavolta per davvero, la notiziola curiosa pubblicata da Oggi che ha chiamato la Bocconi per verificare un master della Santanché. Pare che il sottosegretario, a dispetto di quanto scritto nel cv sul sito del Governo, non abbia mai messo piede in quell’università. Il giallo della Puglia riguarda invece la tendopoli che dovrebbe accogliere i profughi dalla Libia. La voce arriva dal sindaco di Lampedusa De Rubeis ma viene smentita dal sottosegretario all’Interno Mantovano, contattato da Vendola. Salvo poi spuntare 120 tende a Manduria per il primo di 13 Cie provvisori. Passi indietro pure sul nucleare: il Governo sceglie la moratoria di un anno, effetto Giappone. La settimana tuttavia si chiude con toni molto più pacati, quelli tra Vendola e Formigoni. Per il governatore pugliese &#8220;La Lombardia è la regione più mafiosa d&#8217;Italia&#8221;, per Formigoni chi lo dice è un &#8220;miserabile, avrà fatto uso di qualche sostanza&#8221;&#8230;</p>
<p><strong>Alessandra Erriquez</strong></p>
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		<title>Il governo realizza 13 nuovi Cie, il primo è a Manduria</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 11:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco a voi l&#8217;accoglienza di cui parla il governo in questi giorni: si tratta di altri 13 luoghi di detenzione, i Cie, ovvero i Centri di identificazione ed esplusione. Lo ha annunciato stamattina a Bari il sottosegretario all&#8217;Interno, Alfredo Mantovano, specificando cha la Puglia sarà la prima regione in Italia a ospitarne uno nuovo di zecca, per la precisione a Manduria dove sono già arrivate 120 tende da sei posti ciascuna, e 720 posti letto.<span id="more-2615"></span></p>
<p>&#8221;Sull&#8217;intero territorio nazionale &#8211; spiega Mantovano &#8211; sono previsti 13 nuovi Centri di identificazione ed espulsione (Cie), con caratteristiche di provvisorieta&#8217;. Saranno realizzati in siti militari dismessi e messi a disposizione dal ministero della Difesa. E probabilmente quello di Manduria (Taranto) sara&#8217; il primo, perche&#8217; e&#8217; quello che si trova nelle condizioni piu&#8217; adatte per un ripristino rapido&#8221;. Intanto Maroni e Frattini sono andati a Tunisi per concordare una ripresa del meccanismo dei controlli in partenza, ovvero per impedire che povera gente disperata scappi dall&#8217;Africa.</p>
<p>Mantovano precisa che &#8221;siamo in una emergenza che finora si e&#8217; manifestata con arrivi esclusivamente dalla Tunisia: in tutto il 2010 sono arrivati appena 27 tunisini sulle coste italiane e nei primi due mesi e mezzo&#8221; del 2011 &#8221;siamo gia&#8217; a quota 16mila&#8221;. I controlli, sottolinea, sono essenziali. E&#8217; bene che si sappia, aggiungiamo noi, che nella stragrande maggioranza dei casi i blocchi in Tunisia avvengono con la forza e con la violenza.</p>
<p>Il sottosegretario spiega poi che &#8221;i Centri di identificazione e di espulsione, cioe&#8217; quei centri che riguardano i migranti irregolari, sono oltre ogni limite di presenze e ne servono degli altri che hanno le caratteristiche della provvisorieta&#8217; perche&#8217; ci auguriamo che i controlli riprendano dalla Tunisia&#8221;. &#8221;Questi centri &#8211; aggiunge &#8211; sono frutto in questo momento di una verifica&#8221; e &#8221;abbiamo chiesto la disponibilita&#8217; al ministero della Difesa&#8221; perche&#8217; &#8221;la competenza per i Cie, e ripeto stiamo parlando solo di clandestini, e&#8217; del governo&#8221;.<br />
&#8221;Il ministero della Difesa &#8211; precisa &#8211; ci ha indicato 13 siti, tra questi c&#8217;e&#8217; anche quello collocato a cinque chilometri da Manduria&#8221;.</p>
<p>&#8221;E&#8217; un sito &#8211; sottolinea &#8211; che sara&#8217; allesito in condizioni di assoluta sicurezza, con una recinzione, con un contingente di poliziotti e di carabinieri adeguato e aggiuntivo. Quindi il territorio non sara&#8217; sguarnito nelle sue esigenze di sicurezza per questo centro. E diventera&#8217; operativo non appena saranno effettuati i sopralluoghi e i lavori necessari. Tutto questo speriamo di contenerlo nel minor tempo possibile, nel tempo che sara&#8217; impiegato per restituire i clandestini alla Tunisia e per ripristinare il meccanismo di controllo&#8221;.</p>
<p>Parlando ancora dei nuovi Cie, Mantovano dice che &#8221;sono tutte strutture militari, siti dismessi dal ministero della Difesa: non possiamo certamente far dormire gli immigrati, neanche colore che devono essere restituiti alla Tunisia, per terra o sui moli. In questa situazione di crisi e di emergenze e&#8217; l&#8217;unico strumento che in questo momento ci consente di dare a qualcuno, sia pure in via provvisoria un tetto, garantendo pero&#8217; la sicurezza sanitaria, i pasti e tutto quello che e&#8217; necessario per un minimo di decoro&#8221;. &#8221;Totalmente diverso &#8211; prosegue &#8211; e&#8217; invece il discorso riguardante i richiedenti asilo, per i quali vi e&#8217; questo accordo concordato con le Regioni, i Comuni e le Province, che fa immaginare una ripartizione equa in tutto il territorio nazionale&#8221;.</p>
<p>&#8221;Quello dei richiedenti asilo &#8211; continua Mantovano &#8211; e&#8217; un discorso di prospettiva, che adesso prepara il terreno per cio&#8217; che dovesse arrivare dalla Libia una volta che in Libia si attenuera&#8217; il conflitto&#8221;. &#8221;E che certamente &#8211; conclude &#8211; vedra&#8217; la Puglia meno gravata rispetto ad altre regioni, perche&#8217; in Puglia esistono da tempo tre Cara, due Cie, e in piu&#8217; ci sara&#8217; adesso questa disponibilita&#8217; di Manduria&#8221;.</p>
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		<title>Mingo di “Striscia”, provetto regista per insegnare la prudenza al volante</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 14:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro informale nell’accogliente casa dell’ormai noto volto di Striscia la Notizia, Mingo De Pasquale.<br />
Si chiama l’Anniversario il corto girato in Puglia che segna il debutto ufficiale da regista dell’ospite di casa.<span id="more-2444"></span></p>
<p>Un viaggio rituale di una coppia che, ogni anno, ritorna sul luogo dove, vent’anni prima tutto è cominciato. Lui ha questo particolare rito scaramantico perché è convinto che il viaggio, compiuto ogni anno, porti bene al loro rapporto e alla loro vita. Lei lo asseconda un po&#8217; spazientita. Lungo la strada incontrano un&#8217;altra famiglia che offre loro amari spunti di riflessione.</p>
<p>E mentre proseguono il loro viaggio in auto tra i suggestivi paesaggi della Puglia il ricordo del loro passato si mescola ad un presente lontano&#8230;</p>
<p>Il tema della sensibilizzazione, in genere, e quello della sicurezza stradale, nello specifico, coinvolgono estremamente il regista che ha voluto approcciarsi a tale argomento con uno spirito diverso, leggero. Nulla è mai esplicitato da immagini violente (come incidenti) o totalmente drammatiche ma qui la storia, che a tratti assume il taglio di una commedia, si fa portatrice di una realtà con la quale si convive giornalmente.</p>
<p>Per questa ragione l’obbiettivo che Mingo si propone è quello d’invitare, soprattutto i giovani, a riflettere in modo ironico e profondo sul tema della sicurezza stradale.</p>
<p>Oltre a Mingo, protagonisti del cortometraggio sono Serena Garitta (conduttrice televisiva nota anche per aver vinto il Grande Fratello 4), Moreno Morello (inviato del TG satirico Striscia la Notizia), Daniela Mazzacane (telegiornalista e attrice pugliese) e la piccola Annabella Cutri.</p>
<p>Il soggetto è di Mingo De Pasquale mentre la sceneggiatura è stata scritta da Michele Bia.<br />
Direttrice della fotografia è Roberta Allegrini, la produzione del corto è di MEC Produzioni.</p>
<p><strong>Luana Martino</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>.</strong></span></p>
<p><strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KuDdfoXRbMw" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/KuDdfoXRbMw"></embed></object><br />
</strong></p>
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		<title>Flash mob Bari, un salvagente per la cultura</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 22:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;organizzazione è virtuale ma il risultato è reale: incontrarsi davanti al teatro Petruzzelli di Bari per formare, tenendosi per mano, un salvagente che impedisca alla cultura di annegare. &#8220;Il Petruzzelli &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; è il simbolo della cultura in Puglia, e per questo l&#8217;abbiamo scelto quale protagonista del nostro flash mob&#8221;. <span id="more-2388"></span>Dopo l&#8217;incendo che ha distrutto più di 18 anni fa, il politeama barese ricostruito rischia infatti di subire un altro duro colpo: quelli dei vigorosi tagli del governo alla cultura. A rischio non sono solo i teatri di tutta Italia, utlima invenzione ammazza-cultura è anche l&#8217;aumento di un euro sul prezzo dei biglietti dei cinema. Anche questo produrrà, temono clienti e gestori delle sale cinematografiche, un effetto deterrente sulla voglia degli italiani di staccarsi dalla tv. Allora &#8211; concludono i promotori del flash mob &#8211; noi vogliamo dimostrare che non siamo solo bravi a stare davanti ai computer, ma che abbiamo tutta la voglia di continuare a uscire di casa e a difendere la nostra cultura.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KDtnctFVgSk" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/KDtnctFVgSk"></embed></object></p>
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		<title>Sanità in Puglia, &#8220;Decaro coinvolto ingiustamente&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 13:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che si pronuncia sugli ultimi avvenimenti che riguardano la sanità pugliese. &#8220;Ho dato un&#8217;occhiata &#8211; scrive &#8211; all&#8217;affetto dimostrato da moltissime persone sulla pagina facebook di Antonio Decaro&#8221;.<span id="more-2358"></span></p>
<p>&#8220;Un uomo che vale la pena di conoscere perché ti restituisce oltre al senso della politica, anche il suo significato profondo: quello di mettersi a disposizione del prossimo. Da ieri tutti i media, le tv e i giornali soprattutto, stanno dimostrando ancora una volta che fare il giornalista non e&#8217; un mestiere facile. Perché? Perché bisogna fare delle scelte che rispettino innanzitutto la persona. E se la persona in questione è Antonio Decaro, le scelte devono essere ancora più oculate. E invece no: il più importante quotidiano pugliese si inventa una grafica apposta per sparare nella home page del sito, in rosso e a caratteri cubitali, che Antonio Decaro è indagato nell&#8217;inchiesta sulla sanità. Errore gravissimo che meriterebbe una querela. Decaro infatti non ha nulla a che fare con quello che avrebbe fatto Tedesco nella gestione della sanità in Puglia. Antonio sarebbe indagato, uso il condizionale perché non gli è stato contestato formalmente alcun reato (se non dai media) per aver tentato di aiutare un suo parente a vincere un concorso che non ha mai superato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Lo stesso comportamento aggressivo nei suoi confronti lo hanno avuto comunque anche altre tv e quotidiani locali. L&#8217;importante è fare cattiva informazione. Se volessimo rintracciare una cosa giusta detta da Alberto Tedesco (il senatore Pd, al momento autospseso, sul quale pende una richiesta di arresto) questa sarebbe senza dubbio l&#8217;affermazione: &#8216;Mi sembra un grande polpettone&#8217;. E&#8217; piu&#8217; difficile per un giornalista spiegare come stanno i fatti singolarmente che fare un pastone utile a titolare a nove colonne: Inchiesta sanità, chiesto l&#8217;arresto del senatore Tedesco. Indagato anche capogruppo Pd alla Regione. Ma cosa c&#8217;entra Decaro con la sanità? Assolutamente nulla! L&#8217;impressione è quella che si voglia impedire ad Antonio di andare avanti col suo cammino che lo avrebbe portato, inesorabilmente e con la benedizione dei baresi, a diventare il nuvo sindaco di Bari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Antonio rappresenta infatti il volto nuovo della politica, quello onesto, umile, brillante e intelligente. Quella politica fatta di uomini che rappresentano l&#8217;elettorato e che solo per questo lavorano. Che non badano mai ai propri interessi e che non fanno magagne. Ma ai giornalai nostrani questo non piace. Non riescono a scrivere buone notizie. Non ce la fanno a scindere la notizia dalla bufala. Non sanno tenere fuori dalla melma chi ha le mani pulite. Anche dalle intercettazioni che i quotidiani si sono affrettati a pubblicare, emerge chiaramente che Antonio non ha fatto pressioni su nessuno per aiutare suo cugino. Ma poiché la guerra è al Pd, per i giornali va bene tutto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bari e la Puglia hanno bisogno di persone come Antonio Decaro. E non continueremo certamete a farci lobotomizzare dai quotidiani e dalle tv per decidere se sostenere questa giovane e onesta speranza per far davvero cambiare le cose. E speriamo che anche il Pd abbia il buon senso di non perdere il suo uomo migliore. Buon lavoro Antonio, non dimetterti e pensa solo a tutte, e sono davvero tante, le persone che ti vogliono bene&#8221;.</p>
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		<title>Sanità in Puglia: arrestato anche componente scorta Vendola. L&#8217;ironia di Storace</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 14:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La calma apparente sulle inchieste giudiziarie nella sanità pugliese è finita: stamattina sono stati diversi gli eseguiti. E, oltre alla richiesta d&#8217;arresto in carcere emessa nei confronti del senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore regionale alla Sanità della Puglia, in carcere su disposizione della magistratura barese è finito Mario Malcangi, collaboratore di Tedesco. A quanto si è appreso, altre quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nell&#8217;ambito della stessa inchiesta, tra cui Paolo Albanese, componente della scorta del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.<span id="more-2347"></span>L&#8217;ex assessore alla sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco, sarebbe indagato per concussione, turbativa d&#8217;asta, abuso d&#8217;ufficio e concorso in falso. Il giudice ha ritenuto insussistente per tutti gli indagati, compreso Tedesco, il reato di associazione per delinquere. Sulla richiesta di arresto del senatore si dovrà aspettare l&#8217;autorizzazione a procedere del Senato che in merito si pronuncerà martedì prossimo.</p>
<p>Tedesco intanto dichiara che gli sembra un &#8221;gran polpettone e che le inchieste durano da due anni e mezzo ma io non sono mai stato interrogato nonostante l&#8217;abbia ripetutamente chiesto. Neppure questa volta ho l&#8217;ordinanza invece la stampa ce l&#8217;ha&#8221;.</p>
<p>Non si è fatto attendere il commento sarcastico del leader del La Destra, Fracesco Storace: &#8220;Questa sera &#8211; ha dichiarato &#8211; Santoro potrà essere lieto di aver anticipato la retata pugliese giovedì scorso. E magari se ne ricorderà anche Travaglio per far tornare la memoria alla Serracchiani e a Lerner. Arrestare Tedesco: se non ora, quando?&#8221;</p>
<p>Gli arresti eseguiti questa mattina dai carabinieri rientrano &#8211; a quanto si è saputo &#8211; in una indagine della procura sulle nomine di medici e dirigenti Asl. Oltre all&#8217;arresto in carcere per Mario Malcangi, di 52 anni di Corato, capo, all&#8217;epoca dei fatti, della segreteria politica di Alberto Tedesco, sono stati disposti gli arresti domiciliari per Paolo Albanese, di 51 anni, di Terlizzi (Bari), componente della scorta (e non a capo, come reso noto in un primo momento da fonti giudiziarie) del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.</p>
<p>Arresti domiciliari, inoltre, per Guido Scodizzi, di 68 anni, di Lecce, direttore generale della Asl salentina. Gli arresti domiciliari sono stati decisi inoltre anche per gli imprenditori di Bisceglie Digo Rana, di 52 anni e Giovanni Garofoli, di 66 anni. Misure interdittive, inoltre, sono state disposte per Alessandro Calasso, di 63 anni, di Bari, direttore sanitario della Asl barese e Antonio Acquaviva di 55 anni, medico oculista, la cui nomina al&#8217;ospedale di Terlizzi, secondo l&#8217;accusa, sarebbe stata favorita da Alberto Tedesco. Gli arrestati e Alberto Tedesco la cui richiesta di arresto dovrà essere esaminata ora dalla giunta alle autorizzazioni a procedere del Senato, sono indagati a vario titolo per concussione, corruzione e frode in pubbliche forniture.</p>
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		<title>Emiliano: &#8220;Con Vendola e Di Pietro per battere Berlusconi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dobbiamo fare una coalizione vincente, tenere insieme Vendola e anche  Di Pietro, dobbiamo evitare una rottura con la sinistra cosiddetta  radicale per un semplice motivo: produrrebbe danni sia a noi che a  loro&#8221;. Ne è convinto il sindaco di Bari e presidente del Pd in Puglia, Michele Emiliano che, in  un&#8217;intervista al Fatto Quotidiano, dà un consiglio al segretario  Bersani: &#8220;Proviamo a giocare la partita con Vendola&#8221;.<span id="more-2325"></span></p>
<p>Emiliano lancia una nuova sfida al suo partito. &#8220;Non dobbiamo  avere paura delle primarie &#8211; afferma &#8211; dobbiamo chiamare a decidere il popolo del  centrosinistra, purché Nichi accetti il patto che chi arriva secondo  gioca con la squadra&#8221;. &#8220;Se ci infiliamo nei labirinti  della realpolitik ci perdiamo Nichi, perché è obbligato ad andarsene.  Quello per lui è il Vietnam. Invece &#8211; ribadisce il sindaco di Bari &#8211; dobbiamo costruire una  coalizione con lui e Di Pietro&#8221;.</p>
<p>Secondo Emiliano se &#8220;il centrosinistra si organizza, ha le risorse per battere la destra  e archiviare l&#8217;era berlusconiana. Tuttavia &#8211; rileva &#8211; nel gruppo dirigente del Pd  c&#8217;é &#8220;un grande limite: è ancora in vigore il modello post comunista per  cui un limitato gruppo di interlocutori costruisce un rapporto  privilegiato con il segretario e si chiude agli altri&#8221;. Per Emiliano,  Bersani &#8220;deve fare il costruttore della coalizione, perché in quello è  impareggiabile&#8221;. Come leader, dice, &#8220;Vendola mi piace perché parla ai  cuori, e Bindi mi piace perché ha grinta. Se Nichi lasciasse la Puglia  per servire la coalizione sarebbe un motivo di orgoglio per la regione.  Se lo facesse per servire Sel &#8211; avverte &#8211; sarebbe una follia, e i  pugliesi non capirebbero&#8221;.</p>
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		<title>Puglia randagia, quando l&#8217;emergenza ha &#8220;quattro zampe&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 13:38:46 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciclicamente torna di moda e si parla affrettatamente di “emergenza”. L’ultima sarebbe a Gravina di Puglia, dove numerosi residenti denunciano il rischio di aggressioni causate da branchi di cani che circolano indisturbati nel paese. Il condizionale è d’obbligo, perché il tema del randagismo è delicato, sospeso com’è tra coloro che vorrebbero una soluzione immediata e violenta al fenomeno e chi invece sarebbe disposto a soprassedere e lasciare cani vagare in giro per la città.<span id="more-2195"></span></p>
<p>Per una volta, però, mettiamo al bando il politically correct: il randagismo in Puglia è un problema. Lo dimostra il primato poco invidiabile che la regione porta con sé: 150 mila randagi in circolazione, secondo le stime dell’Aidaa, associazione italiana per la difesa di animali e ambiente, con un tasso di fertilità nella misura di circa 50 mila nuovi nati all’anno, di cui 35 mila muoiono prematuramente per insufficiente nutrizione o per malattie.</p>
<p>Secondo un report della stessa associazione, nei primi sette mesi del 2010 la Puglia è stata la regione con il più alto numero di segnalazioni riguardanti maltrattamenti sui cani: 186 le segnalazioni che hanno riguardato circa settecento animali avvelenati, in particolare nel Tarantino e in provincia di Lecce.</p>
<p>Numeri (e ce ne sarebbero altri ad avvalorare questo problema), ma non solo. Nei giorni scorsi, infatti, complice proprio l’emergenza Gravina, il tema è tornato d’attualità anche sui banchi del Consiglio regionale. “Spendiamo qualcosa come 35 milioni (soldi in gran parte devoluti dai comuni) per mantenere i circa 40 mila animali custoditi in condizioni non sempre ottimali nei vari canili &#8211; ha spiegato il consigliere Udc Giuseppe Longo &#8211; una cifra irrisoria, visto che in Italia l’importo totale assomma a 500 milioni, escludendo naturalmente i contributi dei privati”. A breve ci sarà una interpellanza in Consiglio e le misure più urgenti, e più prevedibili, sono quelle di “completare e portare a regime l’anagrafe canina, introdurre il programma di sterilizzazione, promuovere con fondi adeguati la prassi di consorziare i comuni affinché si realizzano, a costi decisamente più contenuti, la realizzazione di canili sanitari”.</p>
<p>E intanto, in attesa che si interrompa l’emergenza mediatica a favore di un silenzio complice, la Regione subisce anche una denuncia, ricevuta qualche giorno fa da un uomo di San Severo, aggredito per l’ennesima volta da un branco di cani. Tutti primati made in Puglia.</p>
<p><strong>Fulvio Di Giuseppe</strong></p>
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		<title>Software Open source: in Puglia la democrazia è in Rete</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 13:07:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettere a tutti i cittadini di creare, migliorare, copiare, distribuire e studiare il software usato dai sistemi informatici della Regione Puglia per gestire tutta la sua attività amministrativa, e portare così nelle case dei pugliesi non solo la documentazione utile a garantire la massima trasparenza sul processo decisionale dell’Ente, ma anche sulla stessa maniera di gestirlo e di renderlo fruibile attraverso sistemi informatici moderni e in continua evoluzione, modellati sulla base delle esigenze e delle competenze di ogni singolo utente.<span id="more-2192"></span></p>
<p>Si basa su questi presupposti la legge sulla nascita del software libero (&#8216;open source&#8217;) che il Partito Democratico pugliese ha presentato in Consiglio regionale.<br />
“E’ la prima volta &#8211; spiega il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Antonio Decaro &#8211; che una legge nasce sul web. Del resto &#8211; sottolinea &#8211; non poteva avere un destino diverso qualcosa che nasce per garantire un processo democratico nella formazione dei sistemi informatici della Pubblica amministrazione”.</p>
<p>“La Regione Puglia – dichiara invece Sergio Blasi, segretario regionale del Pd &#8211; senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, individua  un Centro di competenza, aperto alle Università e alle associazioni degli enti territoriali, no-profit e delle imprese, che  favorisca  lo sviluppo della digitalizzazione attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in tutte le attività al fine di superare le barriere interne all’introduzione dell’e-business, nelle imprese e nelle amministrazioni pubbliche. L’introduzione di questa legge, incentiverà lavoro e nuovi occupati in tutte le aziende locali che operano nel settore informatico e sviluppano software non proprietario.”<br />
Dunque, si tratta di un processo democratico che garantisce meno costi per i cittadini e per la Pubblica amministrazione. A questo si aggiunge una sempre crescente partecipazione dell’utente all’attività degli Enti pubblici dei quali possono monitorare ogni iniziativa attraverso un sistema creato dal cittadino e per il cittadino.</p>
<p>Nata nella Rete e per la Rete, la legge è partita dalla volontà della segreteria organizzativa del partito e poi sul web, giorno dopo giorno, è stata costruita con il contributo fondamentale dei giovani democratici e di tantissimi internauti.</p>
<p>Ma quali sono i vantaggi del software &#8216;open source&#8217;? Prima di tutto la libertà: per esempio quella di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; oppure la libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. Poi ci sono la libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; quella di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.<br />
Non da meno, poi, è la libertà di risparmiare per la Pubblica amministrazione e per l’utente finale: il cittadino. Con il software open source, infatti, la Regione Puglia e le società partecipate al 100% dalla Regione, diventerebbero titolari del cosiddetto &#8216;codice sorgente&#8217;, ovvero il codice che concede solo ai produttori di sistemi operativi e di programmi applicativi la possibilità di modificare gli stessi, sotto il pagamento di cifre molto elevate. Tutti soldi che saranno risparmiati con l’utilizzo del software open source.</p>
<p>Insomma, con il software open source la Pubblica amministrazione e i cittadini cresceranno insieme, sulla strada della reciproca collaborazione e del sostegno comune.</p>
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		<title>Save the children a Bari, &#8220;preoccupa esodo da Africa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 21:24:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;esodo di questi giorni dalle coste africane è preoccupante e lo scenario che vede tanti paesi vicini all&#8217;Italia in situazioni così difficili e traballanti sul piano delle istituzioni ci impone di attrezzarci&#8221;. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato oggi a Bari dal responsabile dei programmi Italia-Europa di Save the Children Italia, Raffaela Milano, che oggi ha sottoscritto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;esodo di questi giorni dalle coste africane è preoccupante e lo scenario che vede tanti paesi vicini all&#8217;Italia in situazioni così difficili e traballanti sul piano delle istituzioni ci impone di attrezzarci&#8221;. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato oggi a Bari dal responsabile dei programmi Italia-Europa di Save the Children Italia, Raffaela Milano, che oggi ha sottoscritto un protocollo d&#8217;intesa con la Regione Puglia per la tutela e l&#8217;accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati. &#8220;Puglia e Sicilia &#8211; ha detto Milano &#8211; sono le prime regioni in Italia a sottoscrivere un protocollo d&#8217;intesa di questo genere&#8221;.<span id="more-2181"></span><br />
La Puglia, in particolare, secondo l&#8217;onlus &#8220;ha fatto grandi passi avanti sul fronte dell&#8217;accoglienza e con l&#8217;accordo vogliamo fare in modo che tutte le strutture pugliesi siano adeguate a standard di qualità che consentano ai minorenni la migliore integrazione possibile nel nostro Paese&#8221;. Quanto ai giovani che arrivano in Italia, &#8220;le ragazze &#8211; ha sottolineato Raffaela Milano &#8211; sono due volte vulnerabili, perché come tutti i minorenni sono facilmente preda dei circuiti di illegalità e di sfruttamento, ma sono oggetto anche di tratta sessuale che purtroppo è un fenomeno in crescita&#8221;. La presenza di mediatori culturali nelle comunità è, quindi, &#8220;un fattore cruciale, poiché sin dall&#8217;arrivo del minore è indispensabile informarlo sulle opportunità offerte dalla legge italiana e sui vantaggi derivanti dall&#8217;intraprendere un percorso d&#8217;integrazione rispetto alla fuga con il gruppo di connazionali&#8221;. In Puglia solo il 50 per cento delle comunità ha un servizio di mediazione culturale strutturato e solo il 30 per cento si appoggia a consulenti legali specializzati in materia di diritti dei minorenni. &#8220;L&#8217;assenza di mediatori culturali nelle comunità leccesi &#8211; sottolinea Milano &#8211; è un fattore cruciale. Noi, a prescindere dall&#8217;emergenza, abbiamo lanciato un appello sulla concessione di permessi di soggiorno. Non vogliamo che i percorsi d&#8217;integrazione s&#8217;interrompano quando un ragazzo, che è stato in un centro di accoglienza ed ha studiato, raggiunge la maggiore età: non può sentirsi un clandestino nel Paese che lo ha accolto ed ha investito sulla sua formazione. Vorremmo che per questi ragazzi fosse più agevole convertire il permesso di soggiorno&#8221;.</p>
<p>E l&#8217;accordo con la Regione è arrivato contemporaneamente ai dati sugli sbarchi dei minorenni sulla costa pugliese nel 2010: intutto sono 503 dei quali 296 non erano accompagnati; 207 erano invece con i genitori. I dati sono gli ultimi forniti dalla Direzione Centrale dell&#8217;Immigrazione e della Polizia delle Frontiere. Per la stragrande maggioranza i minorenni non accompagnati che raggiungono le coste pugliesi &#8211; soprattutto quelle del Salento &#8211; provengono dall&#8217;Afghanistan. Un terzo dunque del totale dei migranti sbarcati in Puglia nel 2010 è rappresentato da minorenni, 285 in più &#8211; è stato sottolineato oggi &#8211; rispetto al totale dei minorenni sbarcati in Sicilia nello stesso periodo. Talvolta vengono rintracciati in mare a bordo di barche a vela di medie-grandi dimensioni battenti bandiera francese o statunitense, stipati sottocoperta &#8211; insieme anche a migranti adulti. In altri casi, sono stati invece rintracciati sulla terraferma, a poca distanza dal porto. Ai dati riferiti dalla Direzione centrale dell&#8217;Immigrazione e dalla Polizia di frontiera bisogna aggiungere 90 minorenni stranieri non accompagnati rintracciati &#8211; sempre nel 2010 &#8211; dalle forze dell&#8217;ordine, dai servizi sociali o da associazioni all&#8217;interno del territorio pugliese. Si tratta per lo più di ragazzi provenienti dal Bangladesh che hanno raggiunto la Puglia prevalentemente nascosti all&#8217;interno di tir, auto o furgoni, riuscendo a superare i controlli alla frontiera. Gli sbarchi in Puglia, a differenza di quelli in Sicilia, sono aumentati sensibilmente rispetto al 2009, a testimonianza della ricerca da parte dei migranti di nuove rotte, soprattutto dall&#8217;Asia. Rotte caratterizzate, per quanto riguarda i minorenni, da viaggi sempre più lunghi e sempre più rischiosi. Anche in Puglia, come in Sicilia, si rilevano infine alti tassi di fuga dei minorenni una volta collocati nelle comunità. Tassi che, nel corso del 2010 hanno raggiunto la quota allarmante del 93% nelle comunità (ubicate soprattutto nella provincia di Lecce) che ricevono i minori giunti a seguito di sbarchi. Analizzando i dati relativi alle fughe, le percentuali più elevate, in particolare, si registrano nelle comunità che offrono meno servizi, soprattutto di mediazione culturale e accesso all&#8217;istruzione e al lavoro.</p>
<p>Ma a Bari oggi sugli sbarchi tunisini ha detto il suo punto di vista anche l coordinatore nazionale Cgil immigrati, Kurosh Danesh: &#8220;Stiamo parlando &#8211; ha spiegato &#8211; di 5300 persone in tutto, quindi per un Paese come l&#8217;Italia non penso si possa considerare una emergenza. E poi era una cosa prevedibile, e se ci fosse stata più consapevolezza, l&#8217;Italia avrebbe dovuto farsi trovare pronta&#8221;. &#8220;Qualcuno &#8211; ha spiegato &#8211; ha tentato di bollarli come criminali ma per fortuna il suo tentativo non è riuscito. Adesso &#8211; ha rilevato &#8211; c&#8217;é un atteggiamento che sembra di accoglienza&#8221;. Però &#8211; ha sottolineato &#8211; &#8220;per esperienza dico che di solito non è così. Conoscendo il ministro Maroni per le politiche che fa &#8211; ha precisato &#8211; sono politiche puramente ideologiche su queste cose, fatte solo per raccattare qualche voto inculcando un po&#8217; di paura. E questo mette in crisi tutta la struttura delle politiche di ingresso nel Paese&#8221;. Sulla polemica riferita agli aiuti dell&#8217;Ue all&#8217;Italia per gestire l&#8217;accoglienza, Danesh ha detto che &#8220;già sono stati stanziati i soldi per questo tipo di eventi, e per averli basta solamente una domanda da parte dei Paesi membri&#8221; e &#8220;non serve creare tutta la polemica sull&#8217;Europa che non ci sostiene&#8221;. &#8220;Intanto &#8211; ha aggiunto &#8211; queste persone stanno in questi centri che offrono una accoglienza non umana. Quindi il governo al più presto deve dare una risposta efficace: non può tenere la gente così&#8221;. &#8221;In molti &#8211; ha concluso &#8211; non vogliono restare in Italia e per questo non si fanno identificare ma si allontanano preventivamente dai Cara, poiche&#8217; secondo la convenzione di Dublino sono obbligati a tornare nel Paese dove è stato riconosciuto loro il diritto di asilo. Queste persone, però, quando vengono fermate dalla polizia, finiscono nei Cie e poi di nuovo da dove sono venuti&#8221;.</p>
<p>Intanto sono 9 gli stranieri arrestati e 98 i clandestini rimpatriati nelle ultime 24 ore nelle operazione coordinate dalla Direzione centrale dell&#8217;immigrazione e delle frontiere con l&#8217;obiettivo di contrastare l&#8217;ondata di sbarchi avvenuti negli ultimi giorni. Le operazioni sono avvenute in diverse città italiane. In particolare, spiega il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, al porto di Ancona è stato arrestato un greco che aveva tentato di far entrare in Italia 48 clandestini (34 afgani e 14 iracheni) nascosti all&#8217;interno di un tir. Due scafisti, sempre greci, sono inoltre stati bloccati dalla Guardia di Finanza al largo di Santa Maria di Leuca. Dalla loro barca a vela erano sbarcati 49 clandestini, in prevalenza afgani, iraniani ed iracheni. Tre gli scafisti albanesi, invece, bloccati nei pressi di Isola Capo Rizzuro a bordo di un gommone che aveva trasportato 48 tra afgani ed iraniani. Tutti i clandestini sono stati condotti nei centri di Crotone e di Otranto, per l&#8217;avvio delle procedure d&#8217;asilo. Quanto ai rimpatri, rientreranno in patria 50 egiziani, bloccati, insieme ad altri 44 connazionali, dopo lo sbarco di ieri sulle coste ragusane. Di questi ultimi 44, 37 sono minori e quindi sono già stati affidati a strutture loro dedicate, mentre 7, di cui 3 arrestati per favoreggiamento dell&#8217;immigrazione illegale, sono a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria. Il rimpatrio dei 50 egiziani nelle ore immediatamente successive al loro sbarco, sottolinea il Dipartimento, conferma la continuità della cooperazione di polizia tra l&#8217;Italia e l&#8217;Egitto.</p>
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		<title>Nucleare in Puglia, Decaro: &#8220;Mai e poi mai&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 14:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Per quanto ci riguarda possono anche risparmiarsi il costo del francobollo per inviarci la loro richiesta, perché la nostra risposta al nucleare è sempre la stessa: mai e poi mai”. E&#8217; così che il capogruppo del Partito democratico alla Regione Puglia, Antonio Decaro, commenta l&#8217;allarme lanciato dai senatori Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante secondo i quali ci sarebbe anche la Puglia fra i siti indicati per ospitare i depositi di scorie nucleari.<span id="more-2090"></span></p>
<p>“Nonostante la Corte Costituzionale abbia stabilito che il governo è obbligato a sentire il parere delle Regioni prima di indicarle quali sede di centrali nucleari o depositi di scorie radioattive – spiega Decaro &#8211; il ministero dello Sviluppo economico ha già ricevuto, e tiene segreto, l’elenco delle 52 aree ritenute idonee a ospitare i siti per le scorie nucleari”.</p>
<p>“A fornire al governo la mappa che indica anche un’are di confine tra la Puglia e la Basilicata – aggiunge &#8211; è stata la Sogin, la società che ha il compito di gestire i rifiuti radioattivi. Ma, chissà come mai, il governo preferisce tenere segreta la lista. A questo punto – chiede Decaro &#8211; dove è finito il coinvolgimento dei territori e dei cittadini? Dov’è la trasparenza tanto annunciata?”.</p>
<p>“Pur non essendo stati interpellati – conclude il capogruppo – possiamo tuttavia garantire che la Puglia farà di tutto per impedire che, anche in questo caso, il governo proceda per imposizioni. La nostra regione, possono esserne certi, non aprirà mai le porte al nucleare”.</p>
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		<title>La Testata</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Strage a Roma, quattro bimbi rom muoiono in un incendio scoppiato in una baracca abusiva sull’Appia nuova. Per il sindaco Alemanno è colpa della burocrazia: Chiederò poteri speciali. Emiliano dichiara lutto cittadino. Per tutti gli altri giornali è un lunedì di bilancio dopo la manifestazione ad Arcore contro il premier.<span id="more-2064"></span> Di viola non c’è solo il “popolo” organizzatore: contusi e arresti a seguito degli scontri tra forze dell’ordine e centri sociali. Il <em>Giornale</em> strappa anche un sorriso: “L’assalto ad Arcore. Dopo le ragazze, gli idioti”. La <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> racconta la storia curiosa di una donna con un numero di telefono molto simile a quello del presidente del Consiglio e per questo vittima di un mare di insulti, inviti a dimettersi e illazioni sul Bunga-Bunga. Per la donna sarà il caso di cambiare numero (o premier).</p>
<p>In arrivo in Puglia l&#8217;Italia Wave. Il famoso festival di musica e spettacoli alternativi dopo 25 anni si sposta da Livorno a Lecce ma Vendola assicura: Nessuno scippo. Sul panorama nazionale continua a trionfare il caso Ruby, su cui <em>Libero</em> scrive di un processo inceppato: Tanti corpi, reato impalpabile. Giusto quello può essere impalpabile. Poi da Ruby si passa a Sara, la soubrette Tommasi che sarebbe coinvolta in giri di prostituzione e banconote false. Dall’inchiesta emergono i suoi sms al Cavaliere: da “Ti amo ancora” a “Spero che crepi”. E mentre tempo ci vuole per snocciolare tutta la questione i pm chiedono per Berlusconi il rito immediato. La replica: Farò causa allo Stato. Intanto, in Egitto, Mubarak si dimette. Mubarak.</p>
<p><strong>Alessandra Erriquez<br />
</strong></p>
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		<title>Musica, in arrivo il &#8220;Puglia Wave&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 13:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non c&#8217;é stato nessuno scippo nei confronti dell&#8217;amica Toscana, ma se esperienze come questa si clonano e riproducono altrove possono trovare nuove forme di vita e alimentazione: l&#8217;investimento in cultura è l&#8217;unico che ci può garantire un accesso al futuro&#8221;. Così il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha commentato in conferenza stampa a Roma il cambio di location per la grande manifestazione musicale Italia Wave Love Festival, che per la sua 25esima edizione lascia la Toscana, dove è nata, per svolgersi a Lecce dal 14 al 17 luglio.<span id="more-2003"></span></p>
<p>Il direttore del Festival Mauro Valenti ha sottolineato che &#8220;é una decisione presa sette giorni fa. Non siamo stati mandati via da Livorno (dove si sono svolte le ultime due edizioni, ndr), con il sindaco abbiamo mantenuto ottimi rapporti&#8221;. A proposito dell&#8217;ipotesi, ventilata a settembre, di un ritorno del Festival ad Arezzo, dove è nato, ha spiegato: &#8220;Ci sono stati motivi abbastanza seri di scontro con il Comune di Arezzo, non c&#8217;é stato un gran feeling. Con la nuova amministrazione della regione Toscana invece non c&#8217;é stato il tempo di conoscersi. Della Puglia ci ha attratto l&#8217;investimento in una cultura dinamica, aperta all&#8217;Europa e al Mediterraneo. Abbiamo trovato tutte quelle condizioni per essere desiderati e non subiti, siamo andati verso la Puglia ma non siamo fuggiti dalla Toscana, anzi spero di sviluppare con loro altri progetti&#8221;. Alla domanda se consideri lo spostamento in Puglia permanente, Valenti ha risposto: &#8220;Se tutto va bene siamo in Puglia per mettere dei semi e vedere se crescono&#8221;.</p>
<p>Il Festival, che negli anni ha ospitato artisti come Placebo, Jovanotti, Ben Harper, Nick Kave, Moby e ha lanciato band come Negrita, Afterhours, Almanegretta, Marlene Kunz, I Ministri, ad oggi ha ricevuto richieste di partecipazione da 2308 gruppi attraverso il contest per band emergenti. Tra queste ne sarà scelta una per regione e la Puglia sarà rappresentata da altre due giovani band. Ancora presto per conoscere i nomi dei grandi ospiti. Alla conferenza stampa presente anche Daniele Silvestri: &#8220;Ci sono anche motivi vagamente politici per cui sono contento di essere qui. Il fatto che in Italia qualcuno decida di investire sulla cultura è purtroppo una piccola rivoluzione e, se posso esserne testimone, ne sono contento&#8221;.</p>
<p>Tra i progetti su cui punta il Festival c&#8217;é Medwave, serata organizzata assieme a Siae e Sacem con gruppi musicali provenienti dai Paesi del Mediterraneo. Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, cultura e turismo della regione Puglia ha spiegato che la &#8220;Puglia partecipa al Festival con 200 mila euro, ai quali si aggiungono i 150 mila tra amministrazione Comunale e Provinciale di Lecce, su un budget che è di un milione e mezzo di euro&#8221;. Sulle eventuali stime del pubblico partecipante Godelli ha aggiunto che &#8220;é impossibile farne. Sappiamo però che le edizione precedenti in Toscana hanno portato fra le 70-100mila presenze&#8221;. Il Festival si svilupperà in quattro giornate, dallo stadio comunale per il main stage alle spiagge salentine, dal centro storico all&#8217;aeroporto di Lepore dove si esibiranno i Dj di Elettrowave.</p>
<p>La rassegna sarà rappresentata nel 2011 anche all&#8217;estero in appuntamenti internazionali legati a Italia Wave, membro fondatore della federazione dei Festival Europei Europe.</p>
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		<title>Rifiuti, Vendola: &#8220;Puglia a rischio criminalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 15:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ciclo dei rifiuti in Puglia è fortemente esposto a rischi di &#8220;intromissione criminale&#8221;: è quanto ha denunciato oggi il governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel corso di un&#8217;audizione presso la Commissione di indagine sui rifiuti. &#8220;Del resto è difficile immaginare &#8211; ha spiegato il governatore &#8211; che non ci siano occhi della criminalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ciclo dei rifiuti in Puglia è fortemente esposto a rischi di &#8220;intromissione criminale&#8221;: è quanto ha denunciato oggi il governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel corso di un&#8217;audizione presso la Commissione di indagine sui rifiuti. <span id="more-1886"></span></p>
<p>&#8220;Del resto è difficile immaginare &#8211; ha spiegato il governatore &#8211; che non ci siano occhi della criminalità organizzata sul ciclo dei rifiuti nella mia regione. Per quanto mi riguarda ho già percepito segnali inquietanti nel Paese, nel Salentino, nel Foggiano e nella provincia di Taranto. A fronte di ciò &#8211; ha esortato &#8211; le pubbliche istituzioni hanno l&#8217;obbligo di alzare il livello di guardia sui controlli&#8221;.</p>
<p>Sul rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata in Puglia sull&#8217;intero ciclo dei rifiuti &#8220;troviamo più di una conferma dalle notizie di cronaca che ogni giorno escono sui giornali della mia regione. Recentemente, ad esempio, un boss mafioso è stato ucciso in maniera cruenta nelle campagne di Altamura. In questo caso le indagini portano, da quanto emerge da articoli di stampa, ad ambienti del Consiglio comunale della cittadina e a interessi maturati nel corso degli ultimi mesi sulla lavorazione dei rifiuti.Questi, è bene ribadirlo, producono, allo stesso modo della sanità, un numero ingente di interessi e un forte flusso di denaro. Per questa ragione è necessario varare controlli più forti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Da ora in poi nella mia regione chi si impegnerà maggiormente nella  raccolta differenziata pagherà meno tasse; al contrario chi, magari per  pigrizia, non affronterà questo impegno con solerzia sborserà di più sul  fronte complessivo delle tasse sui rifiuti&#8221;. In questo  campo, ha spiegato, &#8220;sto operando una speciale moral  suasion su tutta la popolazione della mia regione, e questo perché &#8211; ha  sottolineato &#8211; il livello di raccolta differenziata sul mio territorio è  ancora molto basso visto che raggiunge appena il 16%, anche se su  questo fronte ribadisco che siamo partiti da un più che mediocre 4,9%  realizzato nel recente passato&#8221;</p>
<p>Vendola si è poi soffermato sul federalismo:  &#8220;Così come è stato voluto da questo governo &#8211; ha detto ai giornalisti &#8211; è una  creatura mostruosa, è un&#8217;osso di seppia che insieme ai rifiuti possiamo  trovare sulla battigia nella bassa marea&#8221;. In riferimento  al voto di domani nella Bicameralina sul la riforma federalista, il governatore pugliese ha  spiegato che &#8220;al momento in Italia c&#8217;é una dittatura della vergogna,  questo federalismo, è bene ribadirlo, ormai non piace più neanche a una  parte importante della Lega. Questo tentativo di riforma &#8211; ha concluso &#8211;  è soltanto un passaggio elettorale favorito dal centrodestra del Sud  che è vassallo della Lega&#8221;.</p>
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		<title>Adisu Puglia, dirigenti intascano indebitamente 127mila euro</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 16:04:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dirigente dell&#8217;Agenzia per il Diritto allo studio universitario della Puglia (Adisu), di cui non è stato reso noto il nome, nel periodo 2002-2009 si è liquidato da sé, in quanto responsabile dell&#8217;ufficio competente, ferie non godute per un totale di 100.000 euro. Nel corso delle indagini &#8211; compiute dalla Guardia di Finanza &#8211; è stato inoltre accertato che a un altro dirigente della stessa Agenzia, che lavora in un altro settore, sarebbe stata liquidata una retribuzione di posizione superiore ai limiti massimi consentiti dai contratti collettivi nazionali per un importo di oltre 27.000 euro. <span id="more-1309"></span></p>
<p>Entrambi gli episodi, avvenuti nella agenzia che dovrebbe garantire agli studenti borse di studio, convenzioni con i trasporti pubblici, cinema e teatri gratis e alloggi gratuiti, sono stati segnalati dagli investigatori della Guardia di finanza di Bari alla procura della Corte dei Conti ipotizzando un danno erariale di circa 127.000 euro. Indagini sono in corso per accertare la posizione dei due dirigenti dal punto di vista penale. E lo crediamo bene considerato che ogni studente prima di potersi iscrivere all&#8217;università deve pagare 77 euro all&#8217;Adisu, pena la nullità della sua iscrizione.</p>
<p>E&#8217; stato lo stesso Ente che, per autotutela, ha denunciato alla Guardia di finanza i due episodi. La liquidazione delle ferie non godute è avvenuta in violazione dell&#8217;art.17 del Contratto collettivo nazionale della dirigenza del Comparto Regioni ed Enti locali che, appunto, dispone il divieto di monetizzazione delle ferie non godute.</p>
<p>Ma questi dirigenti, anche sprezzanti dei pericoli legati ai tagli del governo alle borse di studio in Italia, che ammontano al 90%, hanno pensato che era meglio dare i soldi pubblici a se stessi piuttosto che ai ragazzi di famiglie bisognose, che senza una borsa di studio non possono permettersi una formazione adeguata.</p>
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		<title>Pendolari scordatevi i treni, arrivano tagli del 50%</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 18:47:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Treni a rischio per il 2011. Con il nuovo anno il trasporto su ferro, che riguarda ogni giorno 2,7 milioni di pendolari, dovrà fare i conti con &#8220;un taglio di risorse&#8221; vicino al 50% e &#8220;la soppressione&#8221; di alcune linee. E al momento aumentano &#8220;disagi e prezzi&#8221;, a fronte della &#8220;mancanza di investimenti da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Treni a rischio per il 2011. Con il nuovo anno il trasporto su ferro,  che riguarda ogni giorno 2,7 milioni di pendolari, dovrà fare i conti  con &#8220;un taglio di risorse&#8221; vicino al 50% e &#8220;la soppressione&#8221; di alcune  linee. E al momento aumentano &#8220;disagi e prezzi&#8221;, a fronte della  &#8220;mancanza di investimenti da parte di Governo e Regioni&#8221;, anche se  Campania e Trentino Alto-Adige ottengono buoni risultati.<span id="more-1300"></span></p>
<p>Questa la  fotografia scattata dal nuovo dossier di Legambiente &#8216;Pendolaria 2010&#8242;  sulla situazione del trasporto ferroviario regionale e metropolitano in  Italia. I pendolari &#8211; afferma il rapporto &#8211; sono aumentati dell&#8217;11,5% in  tre anni anche se &#8220;dal 2002 il Governo investe oltre il 70% delle  risorse in strade e autostrade e solo il 13,7% in linee ferroviarie  nazionali e regionali&#8221;. Secondo Legambiente &#8220;l&#8217;allarme&#8221; riguarda  soprattutto il 2011 per il quale si prevede &#8220;una vera e propria  emergenza&#8221; con il &#8220;rischio soppressione&#8221; per treni e tratte, &#8220;nonostante  la crescita della domanda&#8221;.</p>
<p>Si parla di &#8220;154 treni a lunga percorrenza  (su 600), mentre per il servizio ferroviario pendolare mancano 800  milioni di euro rispetto al 2010 (meno 45%)&#8221;. Ma, anche le regioni sono  &#8220;avarissime&#8221;: nel 2010 &#8220;zero euro&#8221; da Umbria e Sicilia, &#8220;una miseria&#8221;  dal Veneto, pari &#8220;allo 0,04% del bilancio&#8221;, poco anche da Liguria e  Piemonte (0,12% del bilancio regionale). Si difendono solo il Trentino  Alto-Adige (investimenti intorno all&#8217;1% del bilancio per la provincia  autonoma di Bolzano) e la Campania (con investimenti pari allo 0,64% del  bilancio, e 77 milioni per nuovi treni) per gli investimenti: in 10  anni, per esempio, i viaggiatori al giorno sui treni sono cresciuti del  57% in Campania (punte del 75% nell&#8217;area metropolitana di Napoli).</p>
<p>Buoni  risultati anche per la Puglia (investimenti per 60 milioni, spesa pari  allo 0,61% del bilancio) e la Toscana (0,56% del bilancio), dove &#8220;nuovi  treni a doppio piano, recupero di stazioni, e memorario (orario  coordinato con altri mezzi pubblici)&#8221; hanno permesso &#8220;una crescita degli  abbonati del 18% in tre anni arrivando a 57.000 nel 2010&#8243;. Per  l&#8217;associazione è &#8220;urgente un cambio di rotta e investimenti capaci di  migliorare il servizio a beneficio della qualità della vita di tutti i  cittadini&#8221;. E, a detta del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati  Dezza, &#8220;questo Governo ha fatto scelte sbagliate&#8221;.</p>
<p>Analizzando le  risorse da reperire, la strada continua a vincere: &#8220;Manca il 61% dei  fondi per le ferrovie a fronte del 30% di quelli che mancano per le  strade&#8221;. Infine, osserva Legambiente, per il trasporto pendolare bisogna  puntare &#8220;a 5 milioni di cittadini trasportati nel 2020&#8243;, e &#8220;adeguare il  servizio agli standard di qualsiasi città europea&#8221;.</p>
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		<title>Quando l’innovazione si fa in Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 15:26:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le migliori idee imprenditoriali nate dalla ricerca scientifica provengono dalla Puglia. Al Pni 2010, Premio Nazionale per l’Innovazione giunto all’VIII edizione, tra gli oltre sessanta progetti di impresa in gara, selezionati dalle Start Cup regionali (le competizioni che ogni anno premiano i migliori piani di impresa innovativa), la Puglia ha trionfato aggiudicandosi il primo, il quarto ed il quinto posto. Il Pni 2010 è la più importante competizione nazionale per progetti di impresa ad alto contenuto innovativo nati in ambito universitario e degli enti pubblici di ricerca. <span id="more-1274"></span></p>
<p>In questa gara di enorme prestigio ha raggiunto il gradino più alto del podio “Amolab: Automatic Monitoring of Labor”, progetto presentato dal CNR di Lecce e selezionato a suo tempo da una Start Cup del CNR con il Sole 24 Ore, al quarto posto “Type One”, idea di una spin off (cioè da un’impresa proveniente da attività di ricerca) dell’Università del Salento scelta da Start Cup Puglia, la nostra competizione regionale (dove si classificò seconda), quinto posto per “Biofordrug” progetto presentato da una spin off dell’Università di Bari e selezionato da Start Cup Puglia (primo posto dell’edizione 2010), idea vincitrice anche del premio speciale offerto da UK Trade&amp;Investment per l’internazionalizzazione del progetto innovativo.<br />
Guardare queste idee nel dettaglio è come fare un tuffo nella scienza che sarà.</p>
<p>I progetti<br />
Amolab del CNR di Lecce, il progetto vincitore, è un dispositivo che permette di monitorare in modo non invasivo l’avanzamento del parto. Una vera rivoluzione che le mamme di ieri, di oggi e di domani, sottoposte in sala parto a tracciati e visite continue, avranno modo di apprezzare. Infatti non esisteva fino ad oggi alcun dispositivo in grado di misurare in modo obiettivo e soprattutto non invasivo i principali parametri relativi al parto di mamma e bambino. Amolab è un sistema che sfruttando le immagini ecografiche effettua tutte le rilevazioni necessarie dall’esterno del pube. Si serve infatti di ultrasuoni ed è in grado di misurare tutti gli indicatori di avanzamento del parto in modo automatico e oggettivo e quindi indipendente dalla sensibilità manuale dell’operatore. Riesce a misurare infatti svariati parametri, tra questi, la rotazione e la discesa della testa del feto, la posizione delle spalle, la dilatazione della cervice e le contrazioni uterine.<br />
Amolab si candida dunque a ridurre i rischi per la salute della gestante e del nascituro perché facilita la decisione dei medici mettendo a loro disposizione in tempo reale tutti gli indicatori di cui hanno bisogno. Una condizione tanto più importante se si pensa che gli errori di diagnosi sulla progressione del parto oscillano dal 50% all’80% anche da parte di medici esperti.<br />
Con questo dispositivo sarà ridotto il ricorso al cesareo che, con una media italiana del 38%, in alcune regioni arriva a raggiungere picchi di oltre il 60% dei casi.<br />
I brevetti di Amolab (uno nazionale e uno internazionale) sono già stati depositati ed esiste il prototipo. Adesso è indispensabile far conoscere la tecnologia e attrarre gli investimenti per arrivare al prodotto commerciale<br />
Con il quarto classificato Type One, progetto nato all’interno del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, transitiamo in uno scenario che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato fantascienza e invece appartiene ormai all’immediato futuro. Siamo nel campo dell’ingegneria tissutale. Il gruppo salentino ha elaborato un processo di estrazione del collagene da tessuti animali molto innovativo perché permette di estrarre collagene, utile sia alla cosmesi, sia alla preparazione di prodotti biomedici che servono a rigenerare tessuti umani come nervi recisi e ossa danneggiate da un trauma o dall’asportazione di tumori. Il test è già perfettamente riuscito negli animali. Se si asporta una frazione di nervo dietro la caviglia e si va ad inserire il medical device (dipositivo medico) all’interno di un tubicino collocato alle due estremità del nervo, il pezzo mancante si rigenera e il tubicino viene riassorbito. L’anno prossimo parte la sperimentazione sull’uomo già approvata dal comitato etico dell’ospedale San Raffaele di Milano. Il nuovo processo si applicherà al sistema nervoso centrale e periferico, alle ossa e alle cartilagini.<br />
Ma il collagene, che è la principale proteina del tessuto connettivo, è utilizzato anche per la preparazione dei cosmetici e nelle terapie anti-invecchiamento. Si calcola che la domanda di collagene andrà incontro ad un incremento esponenziale passando dai circa 165miliardi di euro nel 2007 ai 250miliardi del 2012 fino a raggiungere 370miliardi nel 2017.<br />
Per questo progetto che ha destato enorme interesse da parte delle case farmaceutiche, sono stati depositati già quattro brevetti, di cui tre al MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston (uno già registrato e due in fase di registrazione).<br />
Il progetto quinto classificato Biofordrug nato nella Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Bari si occupa di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e di patologie tumorali. L’idea imprenditoriale innovativa consiste nella progettazione e sintesi di radiofarmaci da utilizzare per una diagnosi precoce mediante la PET. Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato infatti che l’origine del processo neurodegenerativo dell’Alzheimer ha inizio circa 20 anni prima del manifestarsi dei sintomi e che questo è legato ad un’alterazione numerica e funzionale di una proteina, la glicoproteina-P (P-gP), che svolge un ruolo protettivo nel sistema nervoso centrale.<br />
Il progetto dell’Università di Bari ha sviluppato e sperimentato radiotraccianti PET che permettono di monitorare e studiare, sin dall’inizio, l’attività e l’evoluzione di questa proteina. Il progetto acquista una particolare rilevanza perché il numero di malati di Alzheimer è in forte crescita ed il fenomeno è strettamente legato all’aumento della durata della vita. Se si riesce a fare una diagnosi precoce si ha più possibilità di intervenire per rallentare la progressione della malattia.<br />
Il progetto annovera sei brevetti internazionali e numerose pubblicazioni scientifiche.</p>
<p>“Suggestioni scientifiche ma anche di grande impatto sulla qualità della vita”.<br />
Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha definito i tre progetti pugliesi vincitori del Premio Nazionale dell’Innovazione, “tre progetti che sono frutto – ha continuato Vendola – non soltanto dell’eccellenza dei gruppi di ricerca e dei ricercatori ma anche del lavoro ostinato che in questi anni la regione Puglia ha fatto perché l’innovazione fosse un sistema. Solo nel 2005 eravamo agli ultimi posti della classifica europea, eravamo tra regioni più arretrate in termini di investimenti per l’occupazione e la ricerca. Oggi invece noi con il lavoro svolto dall’Arti, con la capacità di far nascere nuove imprese e quindi di organizzare spin off e di mettere in rete il mondo accademico, il mondo della ricerca e quello economico, abbiamo accompagnato tanti laboratori ad essere protagonisti di una rete più grande della modernità e dell’incivilimento. Se ci fosse un patriottismo regionale e se si dovesse sbandierare la bandiera della regione Puglia, il giorno migliore sarebbe proprio questo, quando cioè la Puglia guadagna risultati di eccellenza nel campo dell’avanzamento tecnologico e scientifico”.</p>
<p>Per la vice presidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone “questi risultati sono la prova vera di politiche mirate. Possiamo dire che è stato questo governo regionale con la sua attenzione per la ricerca a spingere e accompagnare i progetti premiati al PNI 2010. Un impegno intenso che da solo però non è sufficiente. Adesso tocca al Governo nazionale fare la sua parte ed è indispensabile che anche le banche e le imprese programmino investimenti nell’innovazione. Sarebbe davvero fondamentale poter realizzare incubatori dove gli scienziati possano concretamente lavorare per gettare le basi del futuro. In un periodo in cui si parla di ripensare ai parametri che determinano un indicatore come il Pil, il peso della ricerca e dell’innovazione deve aumentare perché è questo il parametro del vero cambiamento”.</p>
<p>“Tre compagini pugliesi tra le prime cinque classificate al PNI 2010 – ha aggiunto la presidente dell’ARTI Giuliana Trisorio Liuzzi – sono il frutto di un impegno che parte da lontano. L’Agenzia regionale per l’Innovazione ha gestito questo processo, dando corpo al progetto ILO, un sistema coordinato di azioni a sostegno del trasferimento tecnologico, della nascita e del consolidamento di nuove imprese innovative. Di tale sistema è parte integrante la Start Cup Puglia, organizzata annualmente dall’ARTI dal 2008, che ha lanciato a livello nazionale queste nuove figure di ricercatori/imprenditori”.</p>
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		<title>Vendola e Bondi, ma quali comunisti?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 18:57:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Speculando sulle infelicità degli italiani, ci sono alcuni uomini che si stanno facendo la guerra perché vogliono un posto al sole o perché il posto al sole ce l&#8217;hanno da tempo e non vogliono perderlo. Così, capita che il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il ministro alla Cultura Sandro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Speculando sulle infelicità degli italiani, ci sono alcuni uomini che si stanno facendo la guerra perché vogliono un posto al sole o perché il posto al sole ce l&#8217;hanno da tempo e non vogliono perderlo.<span id="more-1220"></span></p>
<p>Così, capita che il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il ministro alla Cultura Sandro Bondi, si lascino andare a un botta e risposta a distanza, degno di due bambini ai quali è stata fregata la merenda.</p>
<p>Sandro Bondi &#8220;é stato un opportunista comunista, io sono stato sempre un eretico comunista, quindi è più esperto di me. Quindi, non so entrare nella sua sapienza e individuare un fondamento per quello che dice&#8221;. Nichi Vendola lo ha sostenuto a margine del primo congresso regionale di Sel oggi a Bari, replicando alle dichiarazioni fatte dal coordinatore del Pdl Bondi, che oggi ha detto: &#8221;Quando Latorre(Pd) parla del &#8216;riformismo di Vendola&#8217;, è perfettamente in linea con l&#8217;opportunismo della mentalità comunista, per cui è vero ciò che è utile in un determinato momento politico&#8221;.</p>
<p>Allora Vendola rilancia e dice a Bondi: &#8220;Farebbe meglio ad occuparsi, piuttosto che di Latorre, delle torri che crollano un po&#8217; dappertutto in Italia. Dovrebbe occuparsi dei Beni culturali, della Domus dei Gladiatori, della Torre di Pisa, di Pompei, di un patrimonio sterminato che lui ha cercato solo di trasformare in oggetto di un circuito pubblicitario e commerciale&#8221;. &#8220;Invece &#8211; conclude &#8211; quel patrimonio, che è l&#8217;anima del nostro Paese, ha bisogno di interventi di messa in sicurezza e di valorizzazione seria&#8221;.</p>
<p>Il ministro non si fa attendere e risponde al governatore della Puglia: &#8220;Quando mi battevo da cattolico di sinistra all&#8217;interno del Pci, con un coraggio, un ardore e una coerenza che ancora oggi mi sorprendono, insieme a Napolitano, Macaluso, Colajanni, Bartolini, Corbani e tanti altri, per una evoluzione socialdemocratica del principale partito della sinistra italiana, Vendola si trastullava, come si trastulla ancora oggi, con il comunismo&#8221;. &#8220;La sua eresia &#8211; prosegue &#8211; è in realtà la giustificazione del comunismo come un sogno che non si realizza mai e perciò non subisce mai il giudizio della storia. Vendola &#8211; rileva infine Bondi &#8211; &#8221;non ha mai avvertito la responsabilità morale di avere aderito al comunismo, perché il suo mondo è quello delle utopie, non quello della tragica realtà&#8221;.</p>
<p>E pensare che uno ci governa e l&#8217;altro aspira a farlo.</p>
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		<title>Rifiuti campani in Puglia, qual è la verità?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 17:57:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripercorriamo le tappe che porteranno 50mila tonnellate di rifiuti campani in Puglia (almeno per ora). E cerchiamo di capire dov&#8217;è il confine tra principio di solidarietà nazionale e accordo politico stretto senza consultare i cittadini.<span id="more-1191"></span></p>
<p>Una firma sul Piano sanitario della Puglia, 500 milioni di euro per pagare il personale sanitario pugliese, e un &#8221;indennizzo&#8221; di 1,4 milioni di euro per il &#8221;fastidio&#8221; di ricevere l&#8217;immondizia campana. E&#8217; questo, in sintesi, quello che si sono detti Vendola e Fitto qualche giorno fa a Roma, quando senza neppure chiedere il parere ai cittadini pugliesi, hanno deciso che la regione leader in Italia per il turismo (coì almeno ci raccontano) deve ricevere e smaltire, nelle proprie discariche (insufficienti per i rifiuti pugliesi) oltre 50mila tonnellate di rifiuti campani. Una piccola parte, insomma, dei rifiuti dai quali nè il governo, nè il presidente della Regione Campania (entrambi dell&#8217;ormai &#8216;ei fu&#8217; Popolo delle libertà) sono riusciti a ripulire la Campania.</p>
<p>Eppure, l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro, due giorni prima dell&#8217;accordo &#8216;salva-monnezza&#8217; aveva dichiarato perentoriamente la contrarietà della Puglia a smaltire rifiuti che non fossero della Regione. &#8221;Abbiamo già detto come la pensiamo alla Protezione civile, alla Regione Campania e pure al Governo&#8221;, tuonava l&#8217;ex magistrato che precisava: &#8221;Il principio di solidarietà deve valere per tutte le regioni, non solo per quelle del Sud&#8221;. &#8221;In Puglia &#8211; diceva &#8211; noi non accetteremo i rifiuti campani, sia perche&#8217; le regioni del Nord non li vogliono e sia&#8221; perche&#8217;, ricordava invece Vendola, &#8221;il governo ci deve ancora 5 milioni di euro per aver smaltito, nel 2008, altre 50mila tonnellate di monnezza campana qui in Puglia&#8221;.</p>
<p>Ma poi, tutto d&#8217;un tratto, quando Vendola è a Roma per supplicare l&#8217;ennesima volta la firma su un Piano di rientro sanitario che per 9 mesi il governo ha rimandato (vedi in fondo alla pagina), imponendo contemporaneamente alla Puglia pesanti condizioni anche a danno di migliaia di lavoratori precari, il governatore della Puglia rilascia alla stampa la seguente dichiarazione: &#8221;Se Napoli piange la Puglia piange; e trovo odioso chi dice di no ai rifiuti campani&#8221;. E meno male che Nicastro assessore lo ha nominato lui. Ma andiamo avanti.</p>
<p>Poco dopo arrivano altre dichiarazioni di vittoria: questa volta sono Fitto e Vendola che annunciano: &#8221;Il Piano di rientro della Puglia è stato firmato&#8221;. Quando si dice, &#8216;che coincidenza&#8217;.</p>
<p>E, come se questo non bastasse a ingarbugliare la situazione rifiuti, c&#8217;è un altro inquietante dettaglio che l&#8217;assessore Nicastro si lascia sfuggire parlando con i giornalisti a Bari. &#8221;Sin dai primi di settembre &#8211; dice Nicastro &#8211; la Protezione civile aveva indetto una gara, procedura alla quale la Puglia era estranea, per la messa a dimora di 61mila tonnellate di rifiuti campani. Alla sola Regione Campania &#8211; sottolinea Nicastro &#8211; la Protezione civile comunicava che la gara era stata vinta dal consorzio Cite, che ha tre discariche, private e non pubbliche, prorpio in Puglia e proprio nella provincia di Taranto&#8221;. Guarda caso, aggiungiamo noi, poiché le coincidenze non finiscono mai, sono le stesse tre discariche (a Statte, Grottaglie e Fragagnano) dove ora saranno smaltiti i rifiuti campani.</p>
<p>Come mai? Niente di sospetto assicurano i vertici della Regione, perche&#8217; queste tre discariche sono le uniche idonee (oltre una a Canosa che non verrà toccata) a smaltire i rifiuti speciali che arriveranno in Puglia. &#8221;Speciali &#8211; spiega Nicastro &#8211; non vuol dire pericolosi, anzi, questi rifiuti sono qualitativamente migliori di quelli che abbiamo nei nostri sacchetti in Puglia&#8221;. La &#8216;specialità&#8217;, se ci passate il termine, deriverebbe solo dal loro trattamento a cura della società campana Stir: igienizzazione, tritatura e imballaggio.</p>
<p>Ci vogliamo fidare di Nicastro. Tuttavia restano alcune domande: non si sarebbe potuto chiedere ai cittadini, soprattutto a quelli che vivono vicino alle discariche, se fossero d&#8217;accordo con l&#8217;arrivo dei sacchetti migliori di quelli che hanno nelle loro case e che già la Puglia non sa dome smaltire? Poi, che fine hanno fatto quei cinque milioni di euro che il governo deve alla Puglia per l&#8217;aiuto dato alla Campania nel 2008? E l&#8217;indennizzo promesso questa volta (che si concede perché evdentemente si subirà un danno) siamo sicuri che arriverà? E se sì, come sarà usato? Inoltre, ci dobbiamo aspettare che sarà sufficiente un indennizzo più alto perché in Puglia arrivino le centrali nucleari?</p>
<p>Del resto, in Puglia ci sono uomini molto ambiziosi e gli indennizzi non arrivano solo sottoforma di denaro.</p>
<p>Approfondimento su Piano rientro: il Piano di rientro prevede, tra l&#8217;altro, il taglio di 2.200 posti letto, la chiusura di 19 ospedali, l&#8217;introduzione del ticket di un euro sulle ricette emesse oltre un certo numero, il blocco del turn over e delle assunzioni di personale precario che ora lavora nella sanità. Il governo lo ha imposto alla Puglia dopo che questa ha sforato il Patto di stabilità interno per 3 anni consecutivi)</p>
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		<title>Il Salento non vuole la Regione</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 23:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Popolo oppresso della bassa Puglia, siete stanchi di essere considerati secondi? Non preoccupatevi, c&#8217;è qualcuno che pensa ad aiutarvi.<br />
Tramite un referendum si chiede alla popolazione salentina &#8211; tarantini, brindisini e leccesi &#8211; di esprimere il proprio parere sulla nascita della Regione Salento.<span id="more-1164"></span><br />
Un terzo della popolazione delle province di Lecce, Brindisi e Taranto si è espressa favorevole all&#8217;istituzione,  facendo raggiungere il quorum per l&#8217;indizione del referendum costitutivo.<br />
La richiesta istitutiva sarà presentata il prossimo 20 dicembre all&#8217;Ufficio centrale per i referendum della Corte di cassazione ai sensi dell&#8217;art.132 della Costituzione, secondo il quale “si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse”.<br />
Quindi basterà che si pronuncino a favore almeno un terzo dei consigli comunali dei circa 1.800.000 abitanti delle tre province. Il referendum viene attualmente chiesto da 120 su 146 comuni delle tre province.</p>
<p>Il presidente del movimento è Paolo Pagliaro, noto imprenditore salentino di successo nel settore delle telecomunicazioni, editore di TeleRama, praticamente un Berlusconi del Sud. Il Movimento Regione Salento non è presentato per quello che è, cioè un movimento politico; ma viene spacciato come movimento referendario.<br />
A loro dire, non vogliono una separazione in stile leghista, ma l&#8217;obiettivo è la &#8216;caratterizzazione&#8217; di un&#8217;area molto vasta unita da grandi fattori storico-antropologici ed economici.<br />
I presidenti delle Province di Taranto, Lecce e Brindisi, hanno scelto la via della collaborazione: si sono incontrati a Lecce e hanno firmato a Palazzo Adorno un programma comune sulle infrastrutture dell&#8217;area jonico-salentina, quali un snodo ferroviario a Lecce, un porto crocieristico a Brindisi e un polo aeroportuale a Taranto. Obiettivo? “Garantire l&#8217;adeguata attenzione, finora mancata, da parte della Regione Puglia e dello Stato”.</p>
<p>Il movimento, secondo i suoi organizzatori, nasce per mettere un freno al &#8220;Baricentrismo&#8221;, creando una regione autonoma dalla Puglia. Bari, infatti, capitalizzerebbe la gran parte dei fondi europei e delle risorse pugliesi e sempre della città di Bari sarebbero tutti (o quasi) i dirigenti della Regione Puglia.<br />
Crisi economica e tagli a parte, in realtà nessuno pensa alle effettive necessità della gente, ma certo ci saranno nuove poltrone da occupare per la solita casta, che approfitterà del potere e della fiducia della gente. Sarà un altro nuovo imprenditore che punta in alto, dopo anni di strana fortuna. Non sarà mica un deja-vù?</p>
<p>Vorrei ricordare che nelle precedenti legislature, il presidente della Regione Puglia era un salentino, l&#8217;attuale Ministro per le regione Raffaelle Fitto: la sua amministrazione non ha prodotto nulla di buono. Sia il vecchio vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Fisullo, sia l&#8217;attuale vicepresidente, Loredana Capone, oltre a molti altri consiglieri regionali, sono salentini.</p>
<p>Perché far leva sul campanilismo artefatto? Essere salentino non presuppone una chiusura, anzi, la nostra cultura ci predispone all&#8217;apertura mentale, alla condivisione. L’atteggiamento dei sostenitori della Regione Salento, invece, assomiglia più a quello dei tedeschi che volevano caratterizzare la loro razza, fino a farla diventare pura. Conosciamo tutti, però, come è andata a finire.<br />
In un mondo sempre più globalizzato sarebbe come tornare indietro: non possiamo essere secessionisti. Infondo nello spirito salentino c’è una predisposizione ad aprirsi con tutte le altre culture, siamo liberi. Da noi vige la legge dell’unione non della divisione! Noi abbiamo dato sempre l’esempio per la nostra apertura mentale, non per la nostra chiusura. E francamente non credo che la divisione di una regione sia una vittoria per nessuno, tranne per chi la usa come mezzo per ottener potere.</p>
<p>L’idea della Regione Salento fa leva, forse anche involontariamente, su un generico, indefinito e tradizionale sentimento antibarese privo di logica. La nascita di una Regione Salento risulta, poi, al limite dell’assurdo, se si considerano gli sforzi dell’attuale governo nel tagliare la spesa pubblica, nell’accorpare Comuni minori, nel tagliare le Province inutili. Una nuova Regione andrebbe in netta controtendenza rispetto a questo processo nazionale e, ammesso che la discussione arrivi in Parlamento, non è facile immaginare che lì prevarrà il senso di responsabilità. La Regione Salento è, inoltre, un’idea strategicamente sbagliata: non si capisce proprio quale senso possa avere separarsi dalla Puglia proprio nel momento in cui essa acquista centralità politica e diviene uno dei terreni principali di confronto anche a livello nazionale.</p>
<p><strong>Patrizia De Matteis<br />
</strong></p>
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		<title>Festival dell’Innovazione, a Bari dall’1 al 3 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 18:16:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno più di 100 gli stand per la nuova edizione del Festival dell&#8217;Innovazione, alla Fiera del Levante di Bari dall&#8217;1 al 3 dicembre prossimi. L&#8217;evento è promosso dalla Regione Puglia, dall’Agenzia regionale per le tecnologie e l&#8217;innovazione (Arti), dalle cinque università pugliesi, dal Cnr e dall’Enea.<span id="more-858"></span></p>
<p>Quattro le macro aree tematiche: Innovention (Innovation+Invention), che racchiude i temi dedicati alla meccatronica, all’aeronautica, all’Ict e ai nuovi materiali; Land, dedicata alle biotecnologie, alle scienze della vita, all’agroindustria, all’energia e all’ambiente; Imagination, in cui trovano spazio le innovazioni legate all’industria della creatività, al turismo, ai beni culturali, alla formazione, alla comunicazione, alla pubblica amministrazione; e InnovAbilia, dedicata alle innovazioni per la qualità della vita, in continuità con “InnovAbilia – Festival delle innovazioni per le diverse abilità” che si è svolto nel dicembre 2009 a Foggia.</p>
<p>Ad illustrare il Festival dell’Innovazione, in una conferenza stampa, sono stati tre assessori della Regione Puglia, Loredana Capone, Nicola Fratoianni e Elena Gentile; e i presidenti dell’Arti, Giuliana Trisorio Liuzzi (“l’innovazione è la chiave per sconfiggere la crisi”) e della Fiera del levante, Domenico Lacirignola (“oggi dobbiamo fare i conti, non più con l’elemento della ricchezza bensì con quello della scarsità  che caratterizza il nostro mondo”).</p>
<p>“Un lavoro straordinario realizzato con strumenti finanziari insufficienti e per questo ci impegneremo nelle pieghe del prossimo bilancio a trovare ulteriori risorse” per l’assessore alle politiche giovanili Nicola Fratoianni che ha anche parlato del Festival come di “una grande occasione per discutere e per rappresentare una rete di interventi che altrimenti non avrebbero alcuna relazione tra di loro. Il fattore competitività e innovazione quale fattore di crescita strategica per la regione Puglia – ha continuato ancora Fratoianni &#8211; è l’elemento chiave delle politiche di sviluppo della giunta regionale che attraversa trasversalmente i diversi settori, dalle tecnologie alle imprese, dai diversamente abili alle politiche giovanili e alla creatività”.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore regionale allo sviluppo economico Loredana Capone che, individuando proprio nell’innovazione il fattore sul quale misurare la competitività del territorio pugliese anziché l’abbassamento del costo del lavoro, dimostra, con cifre alla mano, come la giunta Vendola abbia implementato negli ultimi cinque anni i finanziamenti proprio per lo sviluppo dell’innovazione. “Tra il 2000 e il 2005 (giunta Fitto) – ha detto la Capone – i finanziamenti per l’innovazione sono stati di 85 milioni. Tra il 2005 e il 2010 (giunta Vendola) i finanziamenti sono stati di un miliardo e 778 milioni di euro. Finanziamenti spostati dunque dall’edilizia e dal capannone all’innovazione e alla ricerca”. Un cambio di tendenza per l’assessore Capone “che potrete toccare con mano proprio nei tre giorni del Festival dell’Innovazione”.</p>
<p>L’assessore al Welfare Elena Gentile invece ha voluto sottolineare ancora una volta come il “welfare pugliese sia diventato un welfare moderno ed efficace e non più assistenzialista e compassionevole”. La Gentile poi ha ricordato il festival che si è svolto lo scorso anno a Foggia dove “abbiamo sperimentato l’idea di una relazione tra il mondo del volontariato e quelle delle piccole e medie imprese per migliorare la qualità della vita di tutti” e ha voluto ricordare, in particolare, le tecnologie messe a punto per gli ipovedenti”.</p>
<p>Ma Innovazione vuol dire anche interazione e quindi per consentire la partecipazione attiva della innovation community, il Festival oltre ad avere un sito dedicato (<a href="http://www.festivalinnovazione.puglia.it/" target="_blank">www.festivalinnovazione.puglia.it</a>) che si incrementa costantemente con news ed eventi, è presente anche sul social network Facebook.</p>
<p>La manifestazione ospiterà, inoltre, in alcune sale del padiglione 10, la terza edizione del Public Camp, il programma scientifico sugli influencer organizzato dalla Regione Puglia e dedicato, quest’anno, alle “immaginificazioni sul futuro anteriore”.</p>
<p>﻿</p>
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		<title>Violenza sessuale, 5 milioni di italiane l’hanno subita</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 16:06:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31,9% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni (ben 6.743.000 donne) hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita. Lo rivela una indagine Istat secondo la quale 5 milioni di donne hanno subito violenze di tipo sessuale, 3.961.000 hanno subito violenze fisiche, mentre lo stupro o il tentato stupro ha coinvolto circa un milione di donne (4,8%). I dati sono stati diffusi alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, domani 25 novembre 2010.<span id="more-811"></span></p>
<p>Focalizzandosi sui casi di violenza sessuale prima dei 16 anni, si stima che ben 1.400.000 ragazze e bambine abbiano subito violenza. I risultati mostrano inoltre che nei casi di violenza fisica è più frequente che le aggressioni siano ad opera del partner o dell’ex-partner che di uno sconosciuto (12% contro il 9,8%), l’inverso invece accade per i casi di violenza sessuale, per cui il 20,4% delle donne ha subito violenza da un altro uomo e “solo” il 6,1% dal partner o ex partner. Nei casi di stupro o tentato stupro invece non emergono significative differenze tra i soggetti che hanno compiuto la violenza mentre, nei casi di violenza sessuale su ragazze al di sotto dei 16 anni, gli autori sono per lo più persone conosciute.</p>
<p>Considerando le tipologie di donne maggiormente a rischio di subire violenza, scopriamo che le donne separate e divorziate sono più esposte al rischio nel corso della vita. Focalizzandoci sui casi relativi agli ultimi 12 mesi, al contrario, emerge che sono le giovani e le studentesse quelle più esposte al rischio di violenza (più di tipo sessuale che fisica). A livello geografico, i valori più elevati si osservano per i centri metropolitani (42,0%) e per le residenti del Nord e del Centro. Nonostante sia aumentata la percentuale di donne che subiscono violenza o tentata violenza, il sommerso rimane elevatissimo, circa il 96% delle violenza perpetrate da un non partner e il 93% di quelle commesse da partner.</p>
<p>La rilevazione effettuata dall’Istat comprende anche un affondo regionale. In Puglia nello specifico sono state intervistate 1.104 donne tra i 16 e 70 anni ed emerge che il 24,9% ha subito una violenza fisica o sessuale, una quota rilevante ma comunque inferiore al dato nazionale (31,9%), e il 5,3% delle donne pugliesi dichiara di averla subita prima dei 16 anni. Nello specifico, il 15,8% delle donne ha subito violenza fisica, il 17,6% violenza sessuale e il 4,3% uno stupro o tentato stupro. Così come a livello nazionale, anche a livello regionale il sommerso rimane elevatissimo: solo il 10,8% delle vittime denuncia la violenza del partner e nel caso la violenza sia commessa da un non partner la percentuale scende al 5,4%.</p>
<p>Per rompere il silenzio e per focalizzare su questo problema l’attenzione di governi, istituzioni e società civile, dal 1999 il 25 novembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu ha ufficializzato una data che fu scelta in ricordo della tragica vicenda delle sorelle Mirabal, tre giovani attiviste violentate, pugnalate e strangolate il 25 novembre del 1960, per ordine del dittatore della repubblica Dominicana.</p>
<p>Per l’occasione il Comune di Bari aderisce e partecipa ad una serie di iniziative promosse da numerose associazioni a partire da questa sera: 24 novembre alle 21 al Bookbar in via Principe Amedeo, incontro a cura di Scritture in Cerchio sul tema “le infinite possibilità di essere donne e uomini contro la logica della sopraffazione”. Domani, giovedì 25 novembre, dalle 7,30, una mostra itinerante dal titolo “Che contorni assume la violenza sulle donne?” partirà dalla stazione centrale per arrivare al Campus. Nel pomeriggio, dalle 18 alle 21, banchetti informativi, video, reading presso la sala consiliare del Comune di Bari. Alle 21 in piazza del Ferrarese &#8211; Flash Mob a cura di Link e UDS. Alle 21, sempre nella città vecchia in via Palazzo di Città, Glomorra, Dj set a cura di Clitoridee.</p>
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		<title>Vendola accetta i rifiuti campani. Farà lo stesso con il nucleare?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 15:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha dato oggi la propria disponibilità ad accettare parte dei rifiuti della Campania. Così, dopo i proclami di tre giorni fa, con i quali l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, confermava all’Alternativa il suo no ad accettare la monnezza campana, siamo punto e a capo. Intanto, mentre le regioni del Sud hanno accettato, Veneto e Piemonte hanno detto no.<span id="more-803"></span></p>
<p>“&#8217;Il governo nelle prossime ore predisporrà una richiesta sostanziale, chiedendo un coinvolgimento e una disponibilità delle Regioni a contribuire a risolvere la questione rifiuti in Campania”. Con queste parole oggi il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha commentato l’incontro tra Regioni, enti locali e governo sul tema rifiuti. Il ministro ha chiarito che il no ad accogliere rifiuti campani è arrivato da Piemonte e Veneto, mentre la Sardegna ha rappresentato una propria difficoltà oggettiva.</p>
<p>La Puglia, nonostante il governo l’abbia accusata di non saper gestire il proprio ciclo dei rifiuti, apre le porte alla monnezza. “Ai tempi del governo Prodi – ha detto Vendola &#8211; ho dato una mano concreta, poi nel 2008 con il governo Berlusconi mi sono preso 50mila tonnellate di rifiuti e abbiamo sottoscritto dei protocolli di intesa con il governo che però non ha rispettato nessuno degli impegni assunti”. “Se il governo dovesse rispettare gli impegni assunti nel 2008 – ha aggiunto &#8211; la Puglia non mancherà di dare il suo contributo”.</p>
<p>Tra le promesse da marinaio del governo, Vendola ha ricordato che nel 2008, ad esempio, era stato concordato un contributo economico per un territorio “che aveva difficoltà economiche con ciclo dei rifiuti”, ed erano stati stanziati dal governo “5 milioni di euro ma non ci sono mai arrivati”. “Esprimo la massima solidarietà &#8211; ha sottolineato Vendola &#8211; ma rivendico uno stile che si ispira al principio della leale collaborazione”.</p>
<p>Intanto ricordiamo che oggi Vendola è a Roma per cercare di ottenere la firma del governo al Piano di rientro della Puglia dal suo deficit nella sanità. In pratica il governo ha chiesto alla Puglia, perché questa ha sforato per tre anni il Patto di stabilità interno, di ridurre la propria spesa sanitaria. Questo significa che la Puglia dovrà tagliare 2.200 posti letto, chiudere 20 ospedali, bloccare il ricambio di personale medico e sanitario in genere. Un problema molto serio che diventerebbe ancor più grave se il governo non firmasse questo Piano di rientro entro il prossimo 15 dicembre: in questo caso la Puglia perderebbe 500 milioni di euro dal trasferimento alle Regioni del fondo sanitario nazionale, il che farebbe precipitare nel baratro la sanità pugliese.</p>
<p>Ci chiediamo, ora, se la monnezza campana non sia la moneta con la quale si stanno barattando questi 500 milioni di euro.</p>
<p>“La Puglia – ha comunque aggiunto Vendola &#8211; non ha mai fatto mancare la sua solidarietà . E’ insopportabile qualsiasi atteggiamento che non considera la situazione in Campania come una tragedia e un problema nazionale. Mette tristezza il moralismo ipocrita di quella parte del Nord che gonfiato il Sud di rifiuti anche tossici e speciali e che oggi rappresenta l&#8217;emergenza come se fosse una questione etnico-territoriale”. Non solo. Il governatore ha fatto notare che “se la Puglia è in grado per la terza volta di prendersi 50mila tonnellate di rifiuti, qualche ministro dovrebbe evitare di dire che la Puglia è nella stessa situazione della Campania e della Sicilia. Voglio che mi dicano che la Puglia non e&#8217; in emergenza e io i rifiuti” della Campania sono pronto a “prenderli”.</p>
<p>Chissà chi lo andrà a dire a Nicastro che solo tre giorni fa dichiarava: “Noi alla Regione Campania, al Governo e alla Protezione civile abbiamo già detto che non c’e’ la nostra disponibilità: condividiamo il principio di responsabilità nazionale, ma questo principio deve valere anche per le regioni del Nord che invece non vogliono i rifiuti campani”.</p>
<p>E chissà cosa ne penseranno i cittadini pugliesi. Potrebbe essere solo un assaggio di quello che diventerà la Puglia quando anche alle centrali nucleari, mestamente, dovremo dire di sì?</p>
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		<title>Veltroni: “Governo di transizione è una respirazione artificiale”</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 17:42:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera Walter Veltroni ha presentato a Bari il suo nuovo &#8216;Movimento democratico&#8217;: &#8221;un movimento &#8211; ha detto &#8211; di idee e di persone che tende a fare piu&#8217; forte il Pd&#8221;. Abbiamo colto l&#8217;occasione per fargli alcune domande. <span id="more-751"></span></p>
<p><strong>Veltroni, cosa pensa dell&#8217;apertura di Casini alla maggioranza. Crede sia una buona idea un governo di transizione come propone l&#8217;Udc?</strong></p>
<p>&#8221;Io penso che qualsiasi governo si svolga all&#8217;interno delle cintole del centrodestra, qualsiasi governo abbia al suo capo Berlusconi, e&#8217; il figlio di una stagione al tramonto e non l&#8217;inizio di qualcosa. Sarebbe il produrre una specie di respirazione artificiale nei confronti di un malato che conferma ogni giorno di essere in una condizione piu&#8217; devastante, come dimostra ancora la ultima vicenda del ministro carfagna. Dunque, io penso che bisogna cambiare pagina, che ci voglia un governo di responsabilita&#8217; istituzionale che e&#8217; una cosa un po&#8217; diversa. Io ho fatto l&#8217;esempio del governo Ciampi del &#8217;93, perche&#8217; quello era un governo che aiuto&#8217; il Paese a uscire dai guai&#8221;.</p>
<p><strong>E come vede invece una possibile competizione fra Nichi Vendola e Bersani, alle primarie con le quali il centrosinistra sceglierà il candidato da opporre a Berlusconi?</strong></p>
<p>&#8221;E&#8217; un po&#8217; singolare questa discussione perche&#8217; ancora deve cadere il governo. Il centrosinistra passa il suo tempo a parlar di candidati ma a me piacerebbe che passasse il suo tempo a parlar di precari piuttosto che di riforma fiscale o di sostegno alla piccola e media impresa. Meno nomi e piu&#8217; persone. A me pare che la prima cosa da fare sia certificare la crisi del governo Berlusconi, una crisi evidente e palese. E poi, per quanto mi riguarda, cercare di dar vita ad un governo che eviti elezioni anticipate adesso. Lo vediamo in queste ore, con quello che sta accadendo sul piano internazionale noi abbiamo un momento molto pericoloso per la vita finanziaria e per la stessa prospettiva dell&#8217;euro e dell&#8217;Europa. In questo quadro, che l&#8217;Italia si infili in una campagna elettorale dall&#8217;esito incerto, in una condizione di instabilita&#8217; e con le contraddizioni che l&#8217;Italia vive, puo&#8217; essere molto pericoloso. Quindi io penso che la prima cosa da fare sia cercare di dar vita a un governo che affronti queste emergenze finanziarie e che cambi questa legge elettorale. Poi dopo vedremo&#8221;.</p>
<p><strong>Come si inquadra il suo &#8216;Movimento democratico&#8217; all&#8217;interno del Pd. E&#8217; una nuova corrente? </strong></p>
<p>Il &#8216;Movimento democratico&#8217; e&#8217; tutto meno che una corrente, non sono capace di organizzare correnti e considero le correnti un difetto. Si tratta di un movimento di idee e di persone che tende a fare piu&#8217; forte il Pd. E&#8217; necessario un movimento di persone che contribuisca a fare piu&#8217; forte il Pd, riprendendo dalla ispirazione originaria che ci porto&#8217; a ottenere quel risultato cosi&#8217; importante, in una situazione difficile come quella di due anni fa. Quello spirito originario sento che e&#8217; necessario perche&#8217; il Pd torni ad essere il centro della vita politica italiana e a costituire l&#8217;alternativa a un centrodestra che ormai si sta sfarinando&#8221;.</p>
<p><strong>Parlando di Sud, crede che l&#8217;attuale legge finanziaria contenga elementi positivi a tal riguardo?<br />
</strong><br />
&#8221;Nella legge di stabilita&#8217; che e&#8217; stata approvata alla Camera e ora va al Senato, non mi pare ci siano segni di una inversione di tendenza del tipo di quella che il Mezzogiorno reclama e richiede. Mi sembra sia ancora nell&#8217;ambito di quella ordinaria politica che ha portato nel corso di questi anni ad aggravare le differenze e le distanze tra il Nord e il Sud del Paese&#8221;.</p>
<p><strong>Restando nel Mezzogiorno, la Puglia vive un particolare momento per quanto riguarda la sanità. Secondo i rappresentanti della Regione Puglia, il Piano di rientro dal deficit sanitario pugliese non viene firmato dal governo per motivi solo politici. Questo potrebbe causare alla Puglia la perdita di 500 milioni di euro. Qual e&#8217; la sua opinione su tutta questa questione?</strong></p>
<p>&#8221;Penso che se un governo ha un rapporto con le Regioni, a seconda del grado di vicinanza o di distanza che politicamente le Regioni hanno con il governo stesso, non fa il suo dovere istituzionale. Per un governo tutte le Regioni sono uguali indipendentemente da chi le governi. Io ho fatto il sindaco e avevo dei municipi che erano governati da centrodestra, ma per me erano esattamente come gli altri: credo che cosi&#8217; ci si debba muovere. Se il governo fa diversamente compie un errore istituzionale molto grave&#8221;.</p>
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		<title>In Puglia rischiano di crollare testimonianze del Paleolitico</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 18:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli scavi nel sito paleolitico di Grotta Paglicci, in Puglia, sono fermi da quattro anni e la stessa grotta rischia di crollare. <span id="more-586"></span></p>
<p>Lo denuncia il presidente del Centro Studi Paglicci, Enzo Pazienza, che da anni si occupa di valorizzare il giacimento paleolitico più importante d&#8217;Europa dopo la presentazione, nei giorni scorsi a Siena, di un film-documentario realizzato dalla Unicity di Roma per conto del Parco Nazionale del Gargano e in collaborazione con l’Ateneo senese, che da un quarantennio si occupa dei lavori nel sito.</p>
<p>“Ora si deve intervenire &#8211; ha detto Pazienza &#8211; per evitare la sciagura e permettere ai ricercatori di Siena e alla Soprintendenza Archeologica della Puglia di continuare gli scavi nel massimo della sicurezza. Così come si attende ancora &#8211; ha continuato – &#8220;L&#8217;apertura del Museo Archeologico a Rignano Garganico, ultimato da anni ma mai inaugurato per una serie infinita ed incredibile di mancanze della politica e della burocrazia”.</p>
<p>Grotta Paglicci è considerato un sito archeologico di rilevante interesse perché gli archeologici hanno accertato che per migliaia e migliaia di anni, gruppi preneandertaliani prima (fra 250 e 130mila anni fa) e antichi sapiens poi (fra 36 e11mila anni fa) lo hanno occupato lasciando tracce della loro presenza: strumenti di selce e d&#8217;osso, resti di pasto, evidenti, focolari, aree di accumulo di ossa, ornamenti.<br />
Una sequenza lunga millenni, che illustra l&#8217;evoluzione tecnologica e culturale di queste antiche popolazioni e insieme le trasformazioni dell&#8217;ambiente circostante il sito durante le ultime fasi glaciali. La grotta conserva inoltre l&#8217;unica testimonianza nota in Italia di pitture parietali paleolitiche, due cavalli e alcune mani risalenti a circa 20mila anni fa.</p>
<p>Ora il soffitto della grotta rischia di crollare, con eventuale grave danno per le persone, e questo è dovuto, secondo Pazienza, “sicuramente ad una serie di concause” tra le quali la natura del terreno, fortemente carsico e quindi particolarmente esposto ad erosione dell&#8217;acqua, vecchi interventi di tombaroli, e in minima parte anche l&#8217;attività di sbancamento da parte degli archeologi.</p>
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		<title>Vendola, Berlusconi e l’estrema unzione di Fini</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 19:14:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una metafora mortuaria quella usata oggi dal presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e liberta&#8217;, Nichi Vendola, per sepellire ogni dubbio sulla sua voglia di andare alle elezioni anticipate. Non prima, pero&#8217;, di aver cambiato la legge elettorale. <span id="more-516"></span>Un compito, quello di riformare il processo nelle urne, che Nikita affiderebbe a un governo di &#8216;scopo&#8217;. Per questo, oggi a Bari, conversando con i giornalisti Vendola ha dato la sua chiave di lettura del discorso con il quale il presidente della Camera, pur non aggiungendo nulla di nuovo a una altalenante posizione nei confronti del Cavaliere, ha comunque dato a Berlusconi una ulteriore &#8216;mazzata&#8217;. Ma vediamo cosa pensa Vendola.</p>
<p>&#8221;Gianfranco Fini &#8211; dice il leader di Sel &#8211; ha cantato il &#8216;de profundis&#8217; non solo a questo governo, ma a un prototipo politico quale e&#8217; il populista Berlusconi: lo ha descritto con toni abbastanza virulenti, lo ha colpito nella sua essenza&#8221;. Niente male per chi canta Bella ciao, guarda con sospetto il Pd, ma vede nella &#8221;platea&#8221; di Fini &#8221;un fatto nuovo nella politica italiana: la nascita &#8211; secondo Vendola &#8211; di una destra antiberlusconiana&#8221;.</p>
<p>Il governatore della Puglia, che ieri a Repubblica Tv dichiarava di non voler scendere in piazza accanto al Partito democratico (al quale pero&#8217; chiede le primarie per scalzare Bersani dal ruolo di avversario ufficiale di Silvio), è dunque convinto che &#8221;il dato politico importante sia uno solo&#8221;: e cioè &#8221;che è finito il centrodestra, e&#8217; finita la lunga stagione berlusconiana e questo governo non ha piu&#8217; una maggioranza&#8221;.</p>
<p>Una analisi, questa, che ci piacerebbe condividere, ma fino a quando Fini non ascolterà Bersani l&#8217;elettricista, che gli suggerisce di staccare la spina al Premier, avremo un governo a bassa tensione, che va avanti a corrente alternata, ma che avrà tutta l&#8217;energia necessaria per tenere l&#8217;Italia, fino al 2013, avvolta in una luce fioca che illumina a stento soltanto la Padania. E poiché alcune specie, in natura ne esistono diversi esempi, vivono anche in assenza di luce, alcuni fra noi si evolveranno mentre altri non riusciranno ad ambientarsi e abbandoneranno le redini del proprio destino.</p>
<p>Allora, per evitare questo scenario che porterebbe l&#8217;Italia ad assomigliare a una puntata del noto cartone animato giapponese &#8216;Ken il guerriero&#8217;, in cui la razza umana sopravvive a una esplosione atomica vivendo in luoghi inquietanti popolati da mostri, Vendola propone qualcosa che ora sembra diventato un modo di dire che fa tendenza. Qualcosa di simile ai più famosi &#8216;Ehi raga&#8217; o &#8216;Bella guagliò&#8217;.</p>
<p>Di cosa stiamo parlando? &#8221;Facciamo un governo di scopo&#8221;. E&#8217; questa la frase che tra un po&#8217; useranno anche i tronisti a &#8216;Uomini e donne&#8217; per convincere le loro amate a seguirli in tantriche imprese. Ma cos&#8217;è un governo di scopo? Non è un nuovo gioco da fare con le carte napoletane e neppure un governo (lo dico ai più maliziosi) dai fini erotici. Tuttavia è anche vero che, a volte, la reltà supera la fantasia.</p>
<p>Ma il governo di scopo, che non avrebbe più Berlusconi quale primo ministro, servirebbe a riformare almeno la attuale legge elettorale. Questo è quanto spera perlomeno il centrosinistra.</p>
<p>Ad affidare l&#8217;incarico di formare il nuovo governo a un uomo di grandi virtù, sarebbe il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale ha il compito di indicare una persona in grado (chissà dove la troverà) di guidare il nuovo Esecutivo per raggiungere determinati obiettivi. Tra questi, nel nostro caso, la riforma della legge elettorale che permetterebbe un ritorno più dignitoso alle urne.</p>
<p>&#8221;Quello che bisogna fare ora &#8211; secondo Vendola &#8211; e&#8217; evitare che si incancrenisca il quadro politico&#8221; e &#8221;che la crisi politica del centrodestra sia pagata dal Paese che sta gia&#8217; soffrendo in una maniera abbastanza spaventosa: si faccia subito &#8211; dice &#8211; un governo di scopo&#8221;. &#8221;Si modifichino le regole del sistema elettorale &#8211; sottolinea ancora &#8211; e si corregga quella estorsione che rende il nostro sistema elettorale offensivo nei confronti dei principi democratici e incapace di garantire la governabilità&#8221;. &#8221;Si cambi il sistema elettrorale e poi &#8211; ribadisce &#8211; si torni alle urne e si dica ai cittadini se e&#8217; o no il momento di voltar pagina&#8221;. &#8221;Di chiudere &#8211; aggiunge &#8211; la pagina delle favole belle che hanno introdotto incubi brutti, e di aprire una pagina di rinnovamento&#8221;.</p>
<p>Ma a noi, cittadini che quotidianamente paghiamo il prezzo di scelte sbagliate, non resta che stare a guardare? Dobbiamo limitarci a votare dopo aver ascoltato e riascoltato chi ci dice dove sta andando la sinistra; oppure ci spiega che la destra si sta avicinando al centro; o ci ricorda che il centro resta lì in attesa di spostarsi, a seconda del vento, un po&#8217; piu&#8217; a destra o a sinistra?</p>
<p>Noi dell&#8217;Alternativa crediamo che esista davvero un&#8217;alternativa. Un&#8217;altra possibilità che ci veda più protagonisti di questo presunto processo di cambiamento.</p>
<p>Se solo molti di noi sedessero intorno a un tavolo per elaborare proposte, formulare domande, raccogliere punti di vista, raccontare la propria rabbia, per dire cosa esigiamo da chi deve pur meritarsela la nostra croce sul suo nome, qualcosa potrebbe anche andare davvero dove vogliamo noi. Non siete d&#8217;accordo?</p>
<p>Beh, allora non lamentatevi quando vi diranno che quella croce potete pure tenervela stretta, anzi, che dovete portarla da soli, sulle vostre spalle, per tutta la vita.</p>
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		<title>Ma perché nel Pd tutti odiano il Pd?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 22:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che si pone alcune domande alle quali non abbiamo risposte. Riguardano il Pd.  Nel Pd tutti parlano male del Pd. I miei nonni avrebbero detto che si sputa nel piatto dove si mangia (cosa peraltro disdicevole se detta da chi in quello stesso piatto dove sputa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che si pone alcune domande alle quali non abbiamo risposte. Riguardano il Pd. <span id="more-488"></span></p>
<p>Nel Pd tutti parlano male del Pd. I miei nonni avrebbero detto che si sputa nel piatto dove si mangia (cosa peraltro disdicevole se detta da chi in quello stesso piatto dove sputa ci mangia bene e anche parecchio).<br />
Eppure in Puglia il presidente del partito democratico, Michele Emiliano (anche sindaco di Bari), sostiene sulla propria pagina Facebook che “il Pd è attualmente nelle mani di chi mira solo ad autoriprodursi perché non ha altro mestiere che la propria continuità politica”.<br />
Mi faccio la prima domanda (senza pretendere di darmi una risposta sincera): se disprezzi il partito politico che presiedi, perché non ti dimetti?</p>
<p>Mentre trovo una possibile soluzione a questo enigma, leggo ancora cosa scrive Emiliano: “Le preoccupazioni di questo ceto ormai svelato sono nell’ordine: 1 – <em>elenca il sindaco ex magistrato</em> &#8211; che farò io dopo questo incarico? 2 – <em>prosegue</em> &#8211; con chi mi alleo nel partito per raggiungere il mio obiettivo? 3 – <em>forse esagera </em>- se il candidato non sono io, meglio che&#8230; perdere le elezioni altrimenti chissà che combina quello se vince, ci fa fuori tutti e poi noi dove andiamo a fare politica? 4 –  <em>il dolce è sempre in fondo</em> &#8211; meglio che Berlusconi non cada adesso altrimenti non mi eleggono più e Vendola vince da solo e ci caccia tutti quanti”.</p>
<p>Se non ho capito male, si tratta di un uomo che mette in fila gli esponenti di un partito di cui tra l’altro è stato segretario regionale e spara loro addosso senza pietà una scarica di nefandezze. Il motivo? Ancora ignoto.</p>
<p>Ma non voglio soffermarmi su Emiliano, nonostante la sua simpatia. E vengo allora a chi, al Pd, ha scagliato la prima pietra: Nichi Vendola. Il presidente della Regione Puglia, leader di Sinistra ecologia e libertà, nonché aspirante premier, definisce il Pd come “un partito di anime morte” (per esigenze di sintesi vi risparmio gli altri appellativi) eppure vuole usare lo stesso partito per vincere le elezioni politiche e battere così Berlusconi.</p>
<p>Non nascondo la mia simpatia per Vendola e probabilmente vedo in lui l’unica personalità in grado di mandare a casa il Silvio. Ma anche lui non potrebbe evitare di invitarsi a cena (cioè a fare le primarie con Bersani) e dire alla cuoca che la sua cucina fa schifo? O forse sono queste le premesse sulle quali dobbiamo costruire il futuro della Puglia, del Paese e, perché no, della mia Circoscrizione?</p>
<p>Ma facciamo ancora un giro, questa volta in Toscana. All’inventor di delicata favella, Renzi il sindaco di Firenze, voglio dedicare solo poche parole. Per lui che usa una metafora Marchion-automobilistica per chiedere al Pd di fare un po’ di spazio ai giovani, “rottamando” i più longevi nel Partito democratico, non voglio sprecar raffinato liquame (benzina).</p>
<p>Tuttavia, non capisco come si possa avere un atteggiamento così ostile con lo stesso partito che si rappresenta. Non capisco come si possa chiedere a un partito che si denigra, di usare il migliore strumento democratico fino ad oggi inventato in Italia (le primarie le ha inventate il Pd) per raggiungere un fine che sarà pure un bene per tutto il Paese, ma per raggiungere il quale devono votarti anche quelli che credono nello stesso partito di cui parli male in ogni occasione.<br />
E non capisco come un giovane sindaco di una città tra le più belle del mondo, non comprenda l’importanza di chi, nel mondo della politica, ha più esperienza e saggezza. Non credo che Renzi abbia voglia di “rottamare” anche i monumenti antichi della sua città, per fare spazio alle tele di giovani artisti. L’arte classica e quella moderna si comprendono meglio se le metti vicino e le raffronti. E lo stesso principio, a meno che non abbia ragione Emiliano, vale anche per gli uomini politici.</p>
<p>Ma forse, di politica, non ci capisco proprio nulla. E forse, se il rischio è perdersi tutto questo, è davvero meglio così.</p>
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		<title>Immigrazione: in Italia c’è qualcuno che diffonde la paura</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 18:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Gli Stati hanno il diritto di regolare i flussi migratori e di difendere le proprie frontiere, sempre assicurando il rispetto dovuto alla dignità di ciascuna persona umana”.<span id="more-458"></span></p>
<p>Appaiono alquanto contraddittorie le parole di Benedetto XVI nel suo messaggio sul tema ‘Una sola famiglia umana’. Di solito, ci si difende da qualcosa di minaccioso, di pericoloso, che può mettere a repentaglio la nostra incolumità. Ma, secondo gli ultimi episodi di cronaca, ci pare che siano gli immigrati a doversi difendere dagli aspiranti pugili romani. Ma intanto, le parole del Papa arrivano lo stesso giorno in cui la Caritas, insieme alla fondazione Migrantes, diffonde l’ultimo rapporto sull’immigrazione e spiega che: “Gli immigrati sono poco meno di cinque milioni ma il loro numero viene percepito come nettamente superiore. Contribuiscono alla produzione del Prodotto interno lordo per l&#8217;11,1%, versano alle case dello stato quasi 11 miliardi di contributi previdenziali e fiscali l&#8217;anno, incidono per circa il 10% sul totale dei lavoratori dipendenti ma sono sempre più attivi anche nel lavoro autonomo e imprenditoriale, dove riescono a creare nuove realtà aziendali anche in questa fase di crisi”.<br />
All&#8217;inizio del 2010 l&#8217;Istat ha registrato 4 milioni e 235mila residenti stranieri, ma, secondo la stima del Dossier, includendo tutte le persone regolarmente soggiornanti seppure non ancora iscritte in anagrafe, si arriva a 4 milioni e 919mila, ovvero 1 immigrato ogni 12 residenti. L&#8217;aumento dei residenti, rilevano Caritas e Migrantes, è stato di circa 3 milioni di unità nel corso dell&#8217;ultimo decennio, durante il quale la presenza straniera è pressoché triplicata, e di quasi 1 milione nell&#8217;ultimo biennio. Intanto, però, denuncia il Rapporto, complice la fase di recessione sono cresciute anche le reazioni negative. Gli italiani sembrano lontani, nella loro percezione, da un adeguato inquadramento di questa realtà. Nella ricerca Transatlantic Trends (2009) mediamente gli intervistati hanno ritenuto che gli immigrati incidano per il 23% sulla popolazione residente (sarebbero quindi circa 15 milioni, tre volte di più rispetto alla loro effettiva consistenza) e che i clandestini siano più numerosi dei migranti regolari (mentre le stime accreditano un numero attorno al mezzo milione).<br />
Percezioni del tutto sbagliate se si considera che, secondo un dato di Eurostat, se ci fosse ‘immigrazione zero’ l&#8217;Italia in mezzo secolo perderebbe un sesto della sua popolazione. Per questo la Caritas sottolinea che “l&#8217;agenda politica è chiamata a riflettere sugli aspetti normativi più impegnativi, come quelli riguardanti la cittadinanza e le esigenze di partecipazione di questi nuovi cittadini, in particolare se nati in Italia”.<br />
Gli immigrati irregolari, ritengono i ricercatori, sono tendenzialmente in calo (lo scorso anno le stime ipotizzavano circa un milione) e ciò è dovuto agli effetti dell&#8217;ultima regolarizzazione (300 mila) oltre al fatto che la crisi economica ha attratto di meno gli immigrati. All&#8217;origine dell&#8217;illegalità non ci sono gli sbarchi ma l&#8217;entrata legale. Ossia arrivi per turismo, affari, visita e altri motivi che una volta scaduti diventa clandestinità.<br />
Il rapporto ribadisce che il “rigore” contro la clandestinità “va unito al rispetto del diritto d&#8217;asilo e della protezione umanitaria, di cui continuano ad avere bisogno persone in fuga da situazioni disperate e in pericolo di vita”. Rispetto ai “flussi imponenti, e non eliminabili, anche la punta massima di sbarchi raggiunta nel 2008 (quasi 37 mila persone) è ben poca cosa. Risulterà inefficace il controllo delle coste, come anche di quelle terrestri, se non si incentiveranno i percorsi regolari dell&#8217;immigrazione”. Questo &#8211; prosegue il rapporto – “induce a pensare in maniera innovativa la flessibilità delle quote, le procedure d&#8217;incontro tra datore di lavoro e lavoratore”.<br />
Per quanto riguarda la Puglia, va ricordato che “l&#8217;incidenza degli stranieri è relativamente bassa (84.320 residenti al dicembre del 2009) ma questa presenza esigua può essere vista come un vantaggio solo prendendo consapevolezza ed affrontando la reale situazione”. In pratica, l&#8217;incidenza della quota di stranieri in Puglia è al 2,1 per cento (a fronte del dato di popolazione residente totale pari a 4.084.035);  mentre quella media sulla popolazione residente nel resto d&#8217;Italia è del 7 per cento con livelli più alti in Lombardia, che accoglie un quinto dei residenti stranieri (928.225 pari al 23,2 per cento), in Veneto (480.616 pari all&#8217;11,3 per cento) ed in Emilia Romagna (461.321 pari al 10,9 per cento). Albania, Romania, Marocco, Cina e Polonia sono le prime 5 nazionalità presenti in Puglia nel 2009.<br />
La Puglia, da sempre, è terra d’accoglienza. Lo dimostra anche la recente vittoria contro la presidenza del Consiglio che aveva impugnato davanti alla Corte costituzionale una legge regionale sull’immigrazione. “È stata vinta una battaglia di civiltà – ha detto il presidente della Regione, Nichi Vendola -  gli strumenti e le norme con cui in Puglia abbiamo voluto garantire diritti e condizioni di vita dignitose per i migranti, anche non regolari, sono conformi alla Costituzione”. La Consulta, infatti, ha “dichiarato inammissibili e infondate le contestazioni contenute nel ricorso” contro “la legge regionale pugliese n.32 del 4 dicembre 2009, sull&#8217;accoglienza, la convivenza civile e l&#8217;integrazione degli immigrati”.</p>
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		<title>L’amianto fa posto al sole</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 16:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sole al posto dei tetti d&#8217;amianto: è l&#8217;idea che presto potrebbe realizzarsi in tutta la Puglia grazie a Legambiente. <span id="more-445"></span></p>
<p>Impianti fotovoltaici al posto dei pericolosi tetti in eternit. E’ questo l’obiettivo del progetto “Bari, Provincia Eternit free” di Legambiente e AzzeroCO2, per eliminare l’amianto ancora presente nel territorio, beneficiando degli incentivi speciali introdotti dallo Stato. Ad iniziare l’opera di bonifica è stata la provincia di Lecce, subito seguita dalla sesta provincia pugliese (Barletta-Andria-Trani) e adesso anche Bari ha scelto di aderire al progetto.</p>
<p>L’iniziativa è stata presentata questa mattina alla Provincia di Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, e Mario Gamberale, amministratore delegato AzzeroCo2. E&#8217; intervenuto Francesco Schittulli, presidente della Provincia di Bari e Giovanni Barchetti, Assessore all’Ecologia della Provincia di Bari. Durante la conferenza stampa, le parti hanno sottoscritto un protocollo d&#8217;intesa, come impegno per promuovere la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli fotovoltaici, coinvolgendo anche le associazioni di categoria Confapi, Confindustria e Confartigianato Bari.</p>
<p>“Il progetto &#8216;Provincia Eternit Free&#8217; – ha detto Tarantini &#8211; è un&#8217;ottima occasione per attivare sul territorio un programma che coniughi la promozione delle fonti rinnovabili, la bonifica dell’amianto e l’integrazione architettonica dei pannelli fotovoltaici. Oltre ad un concreto beneficio economico per le aziende, la sostituzione dell’eternit apporta indubbi vantaggi per la salute delle persone e per l’ambiente, tra i quali l’eliminazione delle sostanze pericolose contenute nell’amianto e la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, creando un circolo virtuoso tra amministrazioni locali, aziende e cittadini”.</p>
<p>Con “Bari, Provincia Eternit Free” tutte le aziende della Provincia di Bari saranno informate sulla possibilità di utilizzare gli incentivi nazionali e locali per interventi di sostituzione dell’eternit presente sulle coperture dei capannoni destinati ad attività agricole e industriali con impianti fotovoltaici. Legambiente e AzzeroCO2, con l’aiuto della Provincia e delle associazioni di categoria, individueranno le aziende da coinvolgere nel progetto che potranno scegliere di finanziarsi da sole o di essere supportate dal credito bancario. Le aziende del territorio della Provincia, infatti, potranno alternativamente ricevere un supporto qualificato per investire risorse proprie nella realizzazione di un impianto fotovoltaico oppure beneficiare gratuitamente della bonifica del proprio capannone cedendo il diritto di superficie della copertura ad AzzeroCO2. “Come emerge dal nostro dossier Liberi dall’amianto, in Puglia &#8211; commenta Tarantini &#8211; i siti e le strutture contaminate sono 2.751 per un totale di 1.140.000 m2 e ad oggi sono state bonificate solo 400 strutture, ossia il 15% di quelle censite. Inoltre, mancano impianti di smaltimento e cosa grave la Regione non ha ancora approvato il Piano Regionale Amianto, un programma dettagliato per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati previsto dalla legge 257/92”.</p>
<p>“Il progetto nasce nell&#8217;ambito di un programma nazionale – ha aggiunto Gamberale &#8211; a cui hanno aderito finora 7 Province e 2 comunità montane. In virtù dell&#8217;interesse che sta suscitando l&#8217;iniziativa, AzzeroCo2 offrirà supporto tecnico per valorizzare questa possibilità e fornire una soluzione al problema dell&#8217;eternit a quelle aziende che non hanno ancora beneficiato del Conto Energia.”</p>
<p>“Per dare efficacia al progetto &#8211; ha sottolineato Schittulli &#8211; si sta formando una squadra consistente che concilia diverse realtà. Non essendoci una mappatura definita sulla presenza di eternit nella Provincia di Bari, vogliamo coinvolgere Comuni, Associazioni e Istituti di Vigilanza nel progetto e far conoscere quest&#8217;occasione anche alle associazioni agricole.”</p>
<p>Per Barchetto si tratta di “un&#8217;iniziativa preziosa per mettere al bando l&#8217;amianto nella Provincia di Bari, &#8211; conclude Giovanni Barchetti &#8211; in quanto non esiste un obbligo per i possessori di coperture in eternit di asportarli, tranne nel momento in cui si sgretolano. Con questo progetto, quindi, noi anticipiamo e contribuiamo ad eliminare dalla Provincia questo pericoloso materiale”.</p>
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		<title>Vino, meglio poco ma buono</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 21:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella botte piccola c’è vino buono: è questa la frase che identifica la vendemmia italiana 2010. L’Ismea (istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e l’Uiv (Unione Italiana Vini) hanno stimato che la produzione per la vendemmia 2010 sarà di circa 45 milioni di ettolitri di vino. L&#8217;indagine, effettuata sulla base dei monitoraggi sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella botte piccola c’è vino buono: è questa la frase che identifica la vendemmia italiana 2010.<span id="more-421"></span></p>
<p>L’Ismea (istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e l’Uiv (Unione Italiana Vini) hanno stimato che la produzione per la vendemmia 2010 sarà di circa 45 milioni di ettolitri di vino.</p>
<p>L&#8217;indagine, effettuata sulla base dei monitoraggi sul ‘vigneto Italia’, rivela che la quantità di vino prodotto sarà inferiore dell’1% rispetto a quella del 2009, e sotto la soglia dei 50 milioni di ettolitri per il quinto anno consecutivo.<br />
Una vendemmia altalenante, dunque, da una regione all&#8217;altra d&#8217;Italia: al Nord, infatti, è previsto un aumento del raccolto, al Centro ci sono regioni con produttività stabile e altre in lieve flessione, mentre al Sud si registra un significativo aumento a partire dall’Abruzzo e dalla Puglia. Nelle isole maggiori, invece, c’è un calo piuttosto consistente della produttività.</p>
<p>Sotto il profilo qualitativo, poi, il vino si presenta buono ma, come al solito, molto dipenderà dagli ultimi 20-25 giorni prima della raccolta. In questa fase sarà fondamentale un clima caldo ma non umido, con alte temperature diurne e situazioni più fresche di notte, per rallentare la retrogradazione della componente acida. A causa del lungo inverno, caratterizzato da piogge persistenti, lo sviluppo vegetativo è stato lento e quasi tutte le fasi fenologiche sono slittate in avanti rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Le condizioni climatiche generali e il regime termico, in particolare, influiscono nel determinare le epoche di comparsa delle principali fasi fenologiche e la composizione chimica dell&#8217;uva al momento della raccolta. Riguardo questo aspetto si può considerare che, in termini generali, gli ambienti temperati sono i più adatti per i vitigni bianchi precoci, impiegati per la produzione di vini leggeri, secchi ed aromatici; gli ambienti moderatamente caldi sono invece indicati per i vitigni che danno vini rossi asciutti e corposi, mentre i climi molto caldi si prestano per i vitigni tardivi, bianchi o rossi, da cui si ottengono vini a medie ed elevata gradazione alcolica, da pasto e da dessert.</p>
<p>Per quanto riguarda la Puglia, la sua produzione di vino è aumentata del 10% rispetto allo scorso anno. Il merito è dell’ottimo raccolto che avrebbe potuto dare risultati ancora più elevati se non fosse intervenuta l’adesione piuttosto importante alle estirpazioni con premio. In termini percentuali le variazioni più elevate si registrano nel Salento. Quest’anno la stagione è stata caratterizzata da un ritardo piuttosto consistente, in parte recuperato grazie al caldo estivo che non ha favorito l’attacco di crittogame. Come di consueto la vendemmia è iniziata con Moscato e Chardonnay, a cui sono seguiti gli stacchi di Sangiovese, Ciliegiolo, Merlot e Primitivo, sia nelle aree meridionali che in quelle centrosettentrionali della Regione. La qualità attesa è ottima.</p>
<p>Ecco la situazione nel dettaglio da Nord a sud e nelle isole maggiori:<br />
Calabria (+20%)<br />
Puglia (+10%)<br />
Abruzzo (+10%)<br />
Molise (+10%)<br />
Valle d&#8217;Aosta (+10%)<br />
Piemonte (+6%)<br />
Marche (+5%)<br />
Campania (+5%)<br />
Trentino Alto Adige (+5%)<br />
Friuli Venezia Giulia (+5%)<br />
Lombardia (+5%)<br />
Veneto (+3%)<br />
Umbria (-2%)<br />
Toscana (-3%)<br />
Basilicata (-3%)<br />
Liguria (-3%)<br />
Emilia Romagna (-5%)<br />
Sardegna (-16%)<br />
Sicilia (-22%)</p>
<p><a href="http://www.ismea.it" target="_blank"></p>
<p>http://www.ismea.it/</a></p>
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		<title>Nucleare: Decaro, Mai una centrale in Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Puglia continua a ribadire con forza la propria opposizione al nucleare in Puglia. A parlare contro un recente studio che racconta di un nucleare sicuro e conveniente, è il capogruppo del Partito democratico alla Regione Puglia, Antonio Decaro, già premiato da Legambiente per la sua attività da assessore al Comune di Bari. “Ci risiamo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Puglia continua a ribadire con forza la propria opposizione al nucleare in Puglia. A parlare contro un recente studio che racconta di un nucleare sicuro e conveniente, è il capogruppo del Partito democratico alla Regione Puglia, Antonio Decaro, già premiato da Legambiente per la sua attività da assessore al Comune di Bari. <span id="more-366"></span></p>
<p>“Ci risiamo: lo spettro del nucleare ritorna insistentemente ad essere propagandato con falsità che fanno leva sui punti deboli delle famiglie italiane, promettendo bollette meno care e più posti di lavoro, in un momento in cui milioni di persone fanno fatica ad arrivare a fine mese, e il governo viene accusato di non avere una politica di sviluppo economico sia dalla presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, sia dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano”.  Lo sostiene il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, commentando i risultati dello studio realizzato da ‘The European House Ambrosetti’, presentato al Forum di Cernobbio.</p>
<p>“Dal momento che questo studio – spiega Decaro – chiama tristemente in causa la nostra regione, indicata più volte come sito ideale per la installazione di queste macchine di morte che sono le centrali nucleari, ci vediamo costretti a ribadire che la Puglia non accetterà mai di condannare i propri cittadini e le generazioni future a territori infestati di scorie, alcune delle quali perdono la propria radioattività anche dopo 100mila anni: un tempo indefinibile per ogni esseri vivente”.</p>
<p>“Inoltre – rileva il consigliere – una sola centrale in Puglia basterebbe a distruggere la risorsa più importante della nostra regione: il turismo. Faccio davvero fatica a rintracciare nella mia memoria un solo luogo al mondo famoso per il turismo, che ospiti contemporaneamente una centrale nucleare”.</p>
<p>“Anche l’Enel – spiega Decaro – interviene nel dibattito promettendo bollette meno care del 20%. Bene – sottolinea il consigliere – questo discorso non riguarda la Puglia. Innanzitutto perché ci spetterebbe di diritto uno sconto sulle bollette dal momento che produciamo ed esportiamo l’80% in più dell’energia che consumiamo; e poi perché questi e altri risparmi già li avremo con gli investimenti fatti nelle energie rinnovabili di cui siamo leader in Europa. Insomma, chiedere alla Puglia di installare una centrale nucleare nel proprio territorio, è come chiedere di montare uno scaldabagno puzzolente nella nostra casa a disposizione dei vicini”.</p>
<p>“Quanto ai posti di lavoro che il nucleare offrirebbe – precisa Decaro – rispondiamo con un altro studio, condotto per conto dell’Associazione italiana per l’energia del vento, secondo il quale da oggi al 2020 saranno disponibili per la sola Puglia e per il solo settore dell’eolico qualcosa come 12mila nuovi posti di lavoro”.<br />
“Fatte queste considerazioni – conclude il capogruppo Pd – ribadiamo che la Puglia non accetterà mai l’imposizione di farsi carico dei danni provocati dal lato oscuro del progresso, e che i pugliesi non si lasceranno abbindolare da false promesse di facili risparmi”.</p>
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		<title>Pagine di sabbia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 18:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per non dimenticare che i libri sono il cibo della nostra mente, e che leggerli in spiaggia sazia ancora di più, riceviamo e pubblichiamo ulteriori notizie sul festival Spiagge d’Autore. Il festival Spiagge d’Autore propone più di 15 incontri per gli ultimi giorni del mese di luglio. Una settimana densa di appuntamenti che spaziano nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per non dimenticare che i libri sono il cibo della nostra mente, e che leggerli in spiaggia sazia ancora di più, riceviamo e pubblichiamo ulteriori notizie sul festival Spiagge d’Autore.<span id="more-53"></span></p>
<p>Il festival Spiagge d’Autore propone più di 15 incontri per gli ultimi giorni del mese di luglio. Una settimana densa di appuntamenti che spaziano nei diversi campi della produzione letteraria: si parlerà del mondo dell’editoria con il libro-inchiesta del giornalista del Corriere della Sera Paolo Di Stefano; il professore Maurizio Viroli arriva dall’università di Pinceton con un libro che fotografa la situazione politica italiana, una nazione di “liberi servitori”. Si discuterà di cinema e letteratura con Anna Pavignano sceneggiatrice dei film di Troisi e si scoprirà quanto la matematica sia presente nella filosofia, nell’arte, nella letteratura, nella musica e nella politica con Piergiorgio Odifreddi. La scrittrice barese Gabriella Genisi spazierà dal poliziesco alla gastronomia con il suo ultimo romanzo “La circonferenza delle Arance”; scopriremo i misteri che ruotano intorno alla figura della “Persefone in trono”, esposta al Pergamon Museum con Michele Tursi e Pierpaolo D&#8217;Auria. Un salto nel complicato mondo adolescenziale con Lorenzo Laporta autore del romanzo “Bugie d’amore”. Antonella e Franco Caprio ci raccontano una saga familiare dai sapori autentici che ci riporta indietro nel tempo, quando l’Italia era un paese di emigranti. E ancora tanti altri.</p>
<p>Da giugno fino a settembre i migliori stabilimenti balneari della Puglia, dal Gargano alla costa jonica, passando per il Salento, si trasformeranno in agorà della cultura. Il mare farà da cornice a reading letterari, dialoghi e rappresentazioni sceniche con i più importanti scrittori del panorama nazionale ed internazionale. Un’occasione unica per poter interagire con gli autori, che va oltre l’ordinaria presentazione dei libri. Piacevoli conversazioni sui temi più intimi della letteratura, della scienza e della poesia nelle incantevoli atmosfere degli stabilimenti balneari pugliesi.</p>
<p>Ingresso libero<br />
Info <a href="http://www.spiaggedautore.it">www.spiaggedautore.it</a></p>
<p>CALENDARIO INCONTRI</p>
<p>Martedì 27 luglio lido Le Maldive &#8211; Salve – ore 19.00 (LECCE)<br />
Paolo Di Stefano firma del Corriere della Sera, parlerà  per Spiagge d’Autore del suo ultimo lavoro editoriale dal titolo “Potresti anche dirmi grazie. Gli scrittori raccontati dagli editori” pubblicato dalla Rizzoli a maggio 2010. La memoria orale dell’editoria italiana raccontata dalla sala macchine. Quarant’anni di lavoro rivissuti attraverso la voce dei protagonisti: Mondadori, Rizzoli, Longanesi, Feltrinelli, Einaudi, Bompiani, Minimum Fax. Trenta editori grandi e piccoli raccontano gli incontri, le amicizie e le rotture, gli aneddoti, i segreti, i successi realizzati e quelli mancati. Quando Moravia andava in spiaggia vestito di tutto punto. Quando Elsa Morante voleva tradire Einaudi. Quando Borges fece capire che non era proprio cieco. Quando Gadda si liberò dall’ansia.Un romanzo familiare fatto di uomini e donne che si prendono e si lasciano, si amano e si tradiscono per un libro. In un libro per tutti gli amanti dei libri.</p>
<p>Martedì 27  luglio lido La Spiaggetta Club &#8211; Taranto -  ore 16.00 (TARANTO)<br />
Antonella  e Franco Caprio hanno scritto a quattro mani il loro primo romanzo, dal titolo “Il segreto del gelso bianco”, pubblicato da Besa Editore. La vera  storia di un segreto, confidato da una bambina dapprima a un albero di gelsi bianchi e poi affidato alle pagine di un diario. Ma è soprattutto la storia di una donna, Marianna, della sua famiglia e di un piccolo paese che nel tempo si evolve pur restando avviluppato alla sua essenza rurale. Una saga che si dipana nell&#8217;arco di tutto il XX secolo, tra la Murgia pugliese, gli Stati Uniti d&#8217;America e la città di Torino, narrando l&#8217;avventura di affanni quotidiani, di sentimenti e amori, di gioie e di sofferenze, di superstizione e di religiosità, di maldicenza e di solidarietà. Il tutto velato da un alone di magia e condito con il sale dell&#8217;ironia.</p>
<p>Martedì 27 luglio lido Conca del Sole &#8211; Marina di Lizzano – ore 18.00 (TARANTO)<br />
Mercoledì 28 luglio lido Max &#8211; Porto cesareo – ore 17.00 (LECCE)<br />
Giovedì 29 luglio lido Copacabana &#8211; Margherita di Savoia – ore 11.30 (BAT)<br />
Sab 31 luglio Lido del Sole &#8211; Brindisi- ore 16.00 (BRINDISI)<br />
Mauro Antonio Albrizio medico e scrittore emergente presenta per Spiagge d’Autore “Sogni di Cartone”, Edizioni Creativa .  Sogni di Cartone si divide in soli tre capitoli in cui l’autore parla dei suoi grandi amori: le donne, la difficile carriera medica e l’analisi introspettiva della sua vita che, da un certo punto in poi, cambia totalmente registro.  “Sogni di Cartone” è il frutto letterario di un semplicissimo esperimento: una vita qualunque, messa a nudo senza freni, le confessioni più crude che ogni essere umano fa solo a se steso, spalmate senza alcuna vergogna su un’autofiction dal ritmo letterario galoppante e accattivante. Il punto di partenza del viaggio sensoriale è quello di una coscienza “sporchissima”, quella del protagonista, che durante il cammino, viene pulita e ripulita fino a far sembrare quella del “lettore” molto più sporca di quella del personaggio centrale. “La sensazione che il lettore dichiara di provare è quella di essere travolto e trascinato in una vera e propria &#8220;virata emozionale&#8221; lenta ma inesorabile che lo ingloba nella narrazione: all&#8217;inizio si sente quasi invogliato a puntare il dito contro il crudo realismo del protagonista, alla fine invece scopre di non poter resistere al richiamo della propria introspezione e finisce per rendersi conto che “l’assoluta verità nascosta nella coscienza di qualunque essere umano è scandalosa…il coraggio di esibirla e la serenità per accettarla e farne tesoro…rarissimi diamanti di saggezza”.</p>
<p>Mar 27 luglio lido La Sirenetta &#8211; Margherita di Savoia – ore 18.00 (BAT)<br />
Mimmo Tardio finalista premio LiberEtà 2007, autore di “Strade Maestre”, edito da Liberetà (2007) e “Historietta” edito da Manni (2002). Il brindisino Mimmo Tardio terrà una conversazione sulla scrittura autobiografica.</p>
<p>Mercoledì 28 luglio lido Posto 9 campomarino di Maruggio – ore 18.00 (TARANTO)<br />
Lorenzo Laporta giovane scrittore tarantino (è nato nel 1981), ha avuto molto successo con il romanzo “Le parole della pioggia”, ambientato nella sua città natale e che affrontava temi particolarmente caldi come la corruzione, il lavoro nel Sud, il mondo della politica. Dopo questo secondo romanzo pubblicato per Il Filo, e dopo il suo esordio del 2003 con “Deja-vù”, pubblicato da Bastogi, Lorenzo Laporta arriva a Spiagge d’Autore con un altro romanzo, il suo titolo è “Bugia d’amore”  ed è pubblicato dalla casa editrice romana Aliberti nella collana «meltin’ pot».Il romanzo indaga sul mondo adolescenziale e della famiglia, le domande che Laporta si pone con questo lavoro sono: Quanto conta la sincerità? Esistono le “bugie bianche”? Esiste il vero amore? Le protagoniste sono due sorelle Olga e Chiara che tra gaffe, gimcane sentimentali, peripezie scolastiche e familiari, in un susseguirsi di colpi di scena finiranno per scoprirsi complici</p>
<p>Mercoledì 28luglio Corte dei cicala 1, Lecce – ore 20.30 (LECCE)<br />
Maurizio Viroli è professore ordinario di Teoria politica all’Università di Princeton. Direttore dell’Istituto Studi Mediterranei all’Università della Svizzera italiana di Lugano, è Senior Fellow al Collegio Carlo Alberto di Moncalieri e coordinatore scientifico delle Accademie di Civic Education della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo. È autore di numerosi volumi, tutti tradotti in molte lingue, tra cui: L’Italia dei doveri (Rizzoli 2008); Come se Dio ci fosse. Religione e libertà nella storia d’Italia (Einaudi 2009). Da poco è stato pubblicato per i tipi di Laterza, “La libertà dei Servi”, che l’autore presenterà in Puglia in occasione del festival Spiagge d’Autore. Il saggio è una fotografia politica dell’Italia, una nazione fatta non di cittadini, ma di sudditi. Il tema è uno di quelli destinati a rimanere per sempre senza soluzione, quello della libertà.</p>
<p>Viroli rappresenta le vicende di cronaca del suo Paese in una versione culturalizzata. Gli scrittori che il professore chiama a sorreggere la sua narrazione vanno da Tacito e Plutarco, passando per Machiavelli, Goldoni e Baldassarre Castiglione, Globerti e Mazzini, fino a Calamandrei, Salvemini, Sylos Labini, Bobbio o Sartori.Il risultato è un Italia alla mercè di un potere arbitrario ed esposta ai soprusi di una corte degradata. Un Paese solo formalmente libero dove la sudditanza è ormai interiorizzata.</p>
<p>Mercoledì 28 luglio lido Dune &#8211; Porto cesareo – ore 21.00 (LECCE)<br />
Gabriella Genisi è nata a Bari nel 1965. Appassionata di arte, letteratura e gastronomia, ha pubblicato vari romanzi, “Come quando fuori piove” (Manni, 2006) “Fino a quando le stelle” (Manni, 2007) e “Il pesce rosso non abita più qui</p>
<p>(Edizioni La Fenice, 2009), che ha suscitato notevole clamore mediatico per i riferimenti all’attualità politica. La Genisi è fra gli organizzatori della rassegna letteraria “Il Libro Possibile” di Polignano a Mare. La scrittrice per Spiagge d’Autore presenta il suo ultimo lavoro dal titolo “La circonferenza delle Arance”, edito da Sonzogno (2010). Un romanzo avvincente che ha per protagonista la commissaria Lolita Lobosco, una tipa sveglia, dall’intelligenza intuitiva e la figura prorompente. Un caratterino niente male che ama la cucina e in particolare le arance, che riesce a proporre nelle più svariate ricette (riportate in appendice al romanzo).</p>
<p>Giovedì 29 luglio lido Giardino di Monsignore &#8211; Mattinata – ore 16.30 (FOGGIA)<br />
Venerdì 30 luglio Baia San Giorgio – Bari – ore 11 (BARI)<br />
Anna Pavignano è sceneggiatrice, autrice di testi per il teatro e per la radio. Recentemente ha esordito anche nella narrativa per ragazzi. La sua attività di autrice cinematografica è cominciata con il film Ricomincio da Tre, a cui sono seguiti Scusate il Ritardo, Le vie del Signore sono finite, Pensavo fosse amore e invece era un calesse e Il Postino. Con Troisi e Arena, ha scritto lo speciale Tv Morto Troisi, viva Troisi. La sua filmografia comprende anche Ma non per sempre di Marzio Casa e le miniserie tv Corpi speciali di Luciano Odorisio e Passi D&#8217;amore di Sergio Sollima. Ha firmato la regia e i testi dello speciale televisivo Il caso Moro. Più recentemente ha scritto le sceneggiature di Malefemmine, Casomai e Se devo essere sincera. Nel 2005 ha scritto i testi e curato l’edizione del volume Massimo Troisi, edito da Cinecittà Holding. La Pavignano in occasione di Spiagge d’Autore presenta il libro “In bilico sul mare” – edito da E/O.  L&#8217;ultimo romanzo della scrittrice/sceneggiatrice racconta gli amori e le amicizie di Salvatore, per sei mesi barcaiolo e per altri sei muratore. È una storia d’amore e di amicizia, una storia di mare e di felicità, ma anche una storia di possibili tragedie, come ogni giorno ci racconta la cronaca delle morti sul lavoro, le cosiddette “morti bianche”.Il romanzo è diventato un film dal titolo “Sul mare” per la regia di Alessandro D’Alatri uscito nelle sale lo scorso aprile.</p>
<p>Giovedì 29 luglio lido La castellana &#8211; Otranto – ore 17.00 (LECCE)<br />
Saverio Russo professore ordinario dell’Università di Foggia per Spiagge d’Autore terrà una conversazione sulla storia del mare Adriatico. Tra le sue pubblicazioni “Storie di famiglie. Mobilità della ricchezza in Capitanata tra Sette e Ottocento”,1995; “Le saline di Barletta tra Sette e Ottocento”, 2001; “Paesaggio agrario e assetti colturali in Puglia tra Otto e Novecento”,2001; “Alla volta del Tavoliere. Mobilità di uomini e fortune nella &#8220;Puglia piana&#8221; di età moderna&#8221;, 2007.</p>
<p>Venerdì 30 luglio Lido Kum &#8211; Roca di Melendugno – ore 17.00 (LECCE)<br />
Sabato 31 luglio Lido Pizzo- Gallipoli  – ore 17.00 (LECCE)<br />
Piergiorgio Odifreddi è un matematico, logico e saggista italiano. I suoi scritti, oltre che di matematica, si occupano di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e saggistica varia. In occasione di Spiagge d’Autore Piergiorgio Odifreddi parlerà del suo libro “Varietà differenziale di un matematico e impertinente” pubblicato dalla Promomusic insieme a un DVD. Sette sezioni tematiche, un prologo ed un epilogo. Un dinamismo equilibrato tra sapere concreto e suggestioni ‘visive’ incentrate sull’estetica di un teatro che vuole trasformare i parametri classici in una narrazione evocativa in cui tutto viene assorbito dalla sfera sensoriale. La Matematica è indagata nei suoi molteplici aspetti e sviluppi: filosofia, arte, letteratura, musica e politica. Il DVD rielabora uno spettacolo dove a prevalere è la dimensione visuale e musicale. Guida di questo varietà dotto e divertente è la verve dell&#8217;impertinente matematico Piergiorgio Odifreddi.</p>
<p>Sabato 31 luglio lido Moby Dick &#8211; Margherita di Savoia – ore 16.30 (BAT)<br />
Chiara Curione dopo il successo di “La sartoria di Matilde” (Gds Edizioni), distribuito come libro di narrativa nelle scuole, si è cimentata in un altra prova letteraria dal titolo “Un eroe dalla parte sbagliata”, Besa Editore 2008. Un romanzo in forma dialogica, in cui il presente e il passato si intersecano narrando l’atavico divario tra Nord della penisola e Mezzogiorno. Un bambino conteso tra nonni paterni pugliesi e nonna materna milanese ascolta un racconto di tempi lontani: durante la campagna per l’Unità d’Italia, un romantico antieroe del sud, Pasquale Romano, sacrifica l’amore agli ideali, combattendo tra le fila dei “briganti” la guerra contro i Savoia e l’esercito piemontese.</p>
<p>Sabato 31 luglio lido Sun Bay &#8211; Taranto – ore 11.00 (TARANTO)<br />
Michele Tursi &#8211; Pierpaolo D&#8217;Auria i due giornalisti del Corriere del Giorno, storico quotidiano di Taranto, hanno scritto a quattro mani  per i tipi di Besa editrice il romanzo &#8220;Le mani di Persefone&#8221;. Una storia avvincente e brillante che si snoda lungo l&#8217;asse Locri, Taranto, Berlino. Un intrigo incentrato sulla misteriosa figura della Persefone in trono, esposta al Pergamon Museum. Una potentissima setta estorica disposta a tutto pur di entrare in possesso di preziosi reperti archeologici.</p>
<p>Domenica 1 agosto al Lido la Sirenetta- Manfredonia- ore 11.30 (FOGGIA)<br />
Piero Fabris è nato a Baudour (Belgio) nel 1965. Si occupa attivamente di pittura e poesia. Svolge una straordinaria ricerca sul territorio pugliese di favole e leggende. Ha pubblicato per Ladisa Editore due lunghi racconti: “Gessetti per tratti incerti” (1990) e “Testapersa. Dialogo con Rosaluna” (1991). Con la casa editrice Palomar ha pubblicato la fiaba “Castel del Monte. Un seme di sole che divenne fiore di pietra” (2009). Altre sue fiabe sono state raccolte in “Un drappo di stelle sulle stoppie dorate” (2003).È autore dei testi teatrali e poesie. In occasione di Spiagge d’Autore Piero Fabris presenta “La rosa dei venti e il segreto del Monte Rosso”, edito da Gelso Rosso. Il protagonista del romanzo è il principe-fabbro Voluandro il quale, lasciando alle spalle il freddo e il buio delle regioni del Nord d’Europa, compie un viaggio verso la Puglia. È un viaggio,verso la luce e in se stesso, ma è anche scoperta della bellezze e dei sapori di questa terra.<br />
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		<title>Che ne sarà di noi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:41:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani (martedì 27 luglio) per la Puglia sarà un giorno importante. Ma al Consiglio regionale pugliese, in via Capruzzi a Bari, qualcuno se ne accorgerà? Il Parlamento della Puglia deve approvare una manovra economica con la quale la Giunta regionale guidata dall’aspirante presidente del Consiglio, Nichi Vendola, prova a trovare i soldi necessari a coprire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani (martedì 27 luglio) per la Puglia sarà un giorno importante. Ma al Consiglio regionale pugliese, in via Capruzzi a Bari, qualcuno se ne accorgerà? Il Parlamento della Puglia deve approvare una manovra economica con la quale la Giunta regionale guidata dall’aspirante presidente del Consiglio, Nichi Vendola, prova a trovare i soldi necessari a coprire 450 milioni di euro che mancano all’appello. Cioè la cifra equivalente al buco nella sanità che si trova a dover coprire la Regione, per aver sforato il Patto di stabilità nel 2006.<span id="more-45"></span></p>
<p>Un piccolo-grande intoppo che ora ci porterà ad avere 2.200 posti letto in meno negli ospedali (19 dei quali in Puglia saranno chiusi) e probabilmente un ticket sulle ricette (perché pare i pugliesi prendano troppi medicinali).<br />
Insomma, non è facile capire cosa succede nelle stanze dei bottoni quando noi siamo tutti al lavoro, o in fila alla posta, o a pagare le bollette della luce. Fatto sta che queste scelte, come quella che bisognerà prendere in Consiglio, possono evitarci di pagare nuove tasse (Irpef e Irba la tassa sulla benzina).</p>
<p>Il tutto sarebbe già andato a buon fine se la scorsa settimana il centrosinistra e il centrodestra non si fossero messi a fare i bambini. Il centrodestra, offeso perché il governo Vendola ha affidato all’Udc la presidenza della Commissione Affari istituzionali della Regione, ha presentato 1.100 emendamenti. Ovvero un inutile (non del tutto, per carità) grattacapo che è servito a fare un dispetto al centrosinistra. Infatti, l’approvazione della manovra suddetta, con la ,quale si cerca di far pagare meno tasse ai pugliesi (nonostante altri pasticci imputabili al centrosinistra), è stata rinviata.</p>
<p>Il centrosinistra, dal canto suo, poco prima della votazione della manovra, ha rischiato di non avere in Aula tutti i consiglieri utili a farla approvare. Insomma, non sembra di essere proprio in buone mani.</p>
<p>Tutto questo accade mentre il presidente appena rieletto, Nichi Vendola, si candida da solo alla presidenza del Consiglio. E’ come se io non riuscissi a diplomarmi ma mi autocandidassi a fare una seduta di laurea in ingegneria aerospaziale. Voglio fare una precisazione. Vendola ci è pure simpatico. Lo riteniamo anche in grado di fare il presidente del Consiglio. Ma ci piacerebbe che prima di tutto i problemi della Puglia venissero risolti. Siamo senza lavoro, le imprese chiudono, la criminalità aumenta, e ora Vendola vorrebbe anche abbandonarci?</p>
<p>Certo, da lassù (da Roma) potrebbe anche aiutarci. Ma in quali mani ci lascerebbe? Anche il ministro Fitto andava al governo per aiutare i pugliesi. Ma non ci pare che questo sia accaduto. Almeno, non ce ne siamo accorti. Vendola dice addirittura che il ministro pugliese tiene bloccati oltre 3 miliardi di euro che la Puglia dovrebbe avere perché, di fatto, viene considerata un’area sottoutilizzata. Cioè, le sue potenzialità non si esprimono appieno perché ci mancano le risorse per poterlo fare. Quindi, questi 3 miliardi di Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) servirebbero proprio a creare nuove infrastrutture e occasioni di lavoro. Fitto dice che la Puglia non se li merita perché non sa come spenderli. E Tremonti dice che i governatori del Sud sono cialtroni, per questo anche secondo lui non dovremmo avere questi soldi.</p>
<p>In pratica, anche su questo la destra e la sinistra si stanno facendo la la guerra. Una guerra, è il caso di dirlo, davvero fra poveri. I poveri, però, in questo caso sono le migliaia di pugliesi che perdono il posto di lavoro, quelli che non lo hanno mai trovato, e i padri di famiglia che non sanno come portare il pane a casa.</p>
<p>Fino a quando non si risolveranno questi problemi, a nessuno andrà di discutere sull’opportunità che siano Vendola, Bersani o ancora Berlusconi a guidare il Paese. Anche se da loro, per fortuna o purtroppo, dovrebbero arrivare le soluzioni ai nostri problemi.</p>
<p>Ma basta solo pensare a questo per fare aumentare, di molto, le nostre preoccupazioni.</p>
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		<title>L’altra faccia di Bari</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 22:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una parte della città qualcuno chiede il pizzo a una barista. Da un&#8217;altra parte un uomo costringe una donna a prostituirsi. Non ce lo stiamo inventando, ma è quello che abbiamo visto in poco meno di 15 giorni. Dove? A Bari, il capoluogo di Puglia. In entrambi i casi, a vedere, non eravamo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una parte della città qualcuno chiede il pizzo a una barista. Da un&#8217;altra parte un uomo costringe una donna a prostituirsi. Non ce lo stiamo inventando, ma è quello che abbiamo visto in poco meno di 15 giorni. Dove? A Bari, il capoluogo di Puglia. In entrambi i casi, a vedere, non eravamo da soli. Con noi c’erano anche altre persone, molte delle quali non sono neppure di Bari. Ma andiamo per gradi.<span id="more-1"></span></p>
<p>Il primo episodio, un apparente tentativo di taglieggiamento, è avvenuto in un bar a meno di dieci metri dal Comune di Bari. Due uomini con facce tutt’altro che rassicuranti, sono appoggiati sull’uscio della porta del bar. Io, con un amico, sono fuori mentre chiacchiero con altre due persone. All’improvviso le urla della donna nel bar ci impediscono quasi di continuare a parlare. La sua voce è agitata: parla in dialetto e sembra molto arrabbiata. Avevo voglia di bere un bicchiere d’acqua, il caldo è davvero estenuante. Io e il mio amico entriamo. Mentre raggiungiamo il bancone, la nostra posizione ci permette di capire meglio cosa la signora e i due uomini sull’uscio si stanno dicendo. Lei: “Ho detto che dovere aspettare. E’ inutile che continuate a venire. Che le persone le conosco pure io e le posso mettere in mezzo”. Uno dei due energumeni: “Mo che c’entrano le persone. Allora non hai capito niente. Chi devi mettere in mezzo? Ricordati che stavolta siamo venuti con le buone, la prossima volta altro che persone”. Non siamo sicuri si tratti di una richiesta di pizzo ma, per non sapere né leggere né scrivere, ci sembra una cosa molto simile. Buttiamo giù d’un sorso l’acqua gelida che avevamo ordinato e andiamo via. Devo dire che la situazione, pur consumandosi in pieno centro città e in pieno giorno, ci fa un po’ paura. Usciamo. A cosa abbiamo assistito secondo te? Chiedo al mio amico. Eh, mi risponde: a un tentativo di taglieggiamento.</p>
<p>Passiamo all’altro episodio. Stiamo andando a Bitritto a goderci un po’ di fresco e un po’ di Jazz all&#8217;aria aperta. Mentre siamo in macchina il traffico rallenta. Siamo vicino la chiesa Santa Fara. Ed è proprio qui, pochi metri dopo la chiesa, che una macchina sta girando a sinistra per raggiungere una giovane prostituta. Per la cronaca, è una macchina anche molto lussuosa. Di fronte a noi c’e’ un Ape, un tre ruote per intenderci. Dentro un vecchietto aspetta impaziente. Fuori c’è la giovane prostituta che viene strattonata da un uomo che indossa la tuta e che ha i capelli lunghi. Lei, a quanto pare, si rifiuta di fare sesso con il signore anziano. Ma l’uomo in tuta la spinge dentro il tre ruote e con le mani le mima quello che le accadrà se non farà come le dice. Le auto dietro di noi suonano il clacson e dobbiamo andare via. Il traffico continua a scorrere come se nulla stesse accadendo.</p>
<p>Perché abbiamo voluto raccontarvi queste due storie? Perché vogliamo che le prossime (our sperando non ne accadano più) siate voi a raccontarcele. “L’Alternativa” non ambisce a diventare un giornale, e neppure vuole sostituirsi agli altri organi di informazione, ma vuole semplicemente essere una alternativa a tutto quello che altri decidono di farci sapere. O, per meglio dire, decidono di non farci sapere.</p>
<p>Noi, preferiamo toccare con mano e dirci le cose come stanno, personalmente. Senza filtri. Del resto, nessuno sa dove sta la verità, ma almeno dobbiamo cercare di avvicinarci il più possibile.</p>
<p>Insieme a voi vogliamo cercare di capire cosa succede in città. In Puglia. E perché no, se qualcuno ci leggerà dal resto di Italia saremo ben lieti di accogliere le sue testimonianze. Stesso discorso vale per l’estero: abbiamo già alcuni amici che sono pronti a scrivere per noi.</p>
<p>Accetteremo ogni forma di testimonianza: video, foto, testi, musica. Tutto quello che vi serve per esprimervi.</p>
<p>Cosa state aspettando?</p>
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