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	<title>L&#039;Alternativa &#124; Diversamente informati &#187; Sud</title>
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		<title>Lav: &#8220;Contro l&#8217;abbandono degli animali valorizziamo le risorse&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 14:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Spendere bene e spendere meglio&#8221;. E&#8217; l&#8217;intento della nuova campagna contro l&#8217;abbandono della Lega Italiana Antivivisezione (Lav): con l&#8217;avvicinarsi del &#8220;dramma&#8221; estivo per molti amici a quattro zampe, obiettivo dell&#8217;iniziativa, patrocinata dal Segretariato sociale Rai, è focalizzare l&#8217;attenzione sulla necessità di investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione pubblica. L&#8217;associazione di animalisti spiega che ogni anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Spendere bene e spendere meglio&#8221;. E&#8217; l&#8217;intento della nuova campagna contro l&#8217;abbandono della Lega Italiana Antivivisezione (Lav): con l&#8217;avvicinarsi del &#8220;dramma&#8221; estivo per molti amici a quattro zampe, obiettivo dell&#8217;iniziativa, patrocinata dal Segretariato sociale Rai, è focalizzare l&#8217;attenzione sulla necessità di investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione pubblica.<span id="more-2999"></span></p>
<p>L&#8217;associazione di animalisti spiega che ogni anno la spesa pubblica dei Comuni per il solo mantenimento dei circa200 mila cani ospitati nei canili italiani convenzionati è stimata essere di 200 milioni di euro, con una tariffa media per ogni esemplare di 1.000 euro l&#8217;anno. &#8220;Occorre spendere meno e spendere meglio e ciò è possibile investendo nella prevenzione troppo spesso invece trascurata &#8211; ha commentato Ilaria Innocenti, responsabile Lav settore cani e gatti &#8211; per ridurre il fenomeno, oltre ad attuare azioni &#8216;tampone&#8217; come il conferimento dei cani in canile la Lav propone quindi di investire risorse in campagne di sterilizzazione dei randagi, oltre che nell&#8217;incremento di politiche che favoriscano le adozioni e scoraggino il commercio di animali&#8221;.</p>
<p>La Lav, inoltre, chiedendo alle singole regioni dati precisi riguardo ai canili sui loro territori e al numero di cani regolarmente registrati, ha scoperto come la Lombardia sia al primo posto della classifica con 1.026.691 cani registrati e 108 canili. Segue il Veneto, mentre le regioni del sud &#8211; ritenute dalla Lav a più alto tasso di randagismo &#8211; sono &#8220;latitanti&#8221; nel fornire i dati necessari allo studio.</p>
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		<title>La Testata</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 22:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cominci la settimana facendo colazione col tg5. Primo servizio, non è proprio un servizio in effetti. È un messaggio del premier che si difende dal caso Ruby. Ora ha una compagna fissa, figuriamoci se paga altre donne. E giù con la casta e le persecuzioni. Così per sette minuti-sette. Forse la tua colazione dura meno.<span id="more-1673"></span></p>
<p>In edicola bel poco di locale, il lunedì. L’immancabile Gazzetta del Mezzogiorno racconta invece di un uomo che ha tentato di investire l’ex moglie e accoltellare il suo nuovo compagno. Lo stalker, accompagnato da tre ignari amici, sarebbe partito con l’intento violento da Monopoli direzione Bitonto: &#8220;60 Km per aggredirla&#8221; titola il giornale.</p>
<p>Martedì si parla soprattutto di sanità. È il giorno del primo Consiglio dell&#8217;anno e per l&#8217;occasione l&#8217;assessore alla Salute Tommaso Fiore passa la vigilia minacciando le dimissioni. Il dibattito sul piano di rientro e le internalizzazioni è acceso e Rocco Palese non la manda a dire: Non saremo complici di un simile disastro. Record della Regione per la pillola abortiva. A otto mesi dall&#8217;inizio della sperimentazione della Ru486 la regione è prima al Sud e quinta a livello nazionale. Poi sfogli, che so, la prima di Repubblica e leggi di Ruby: Berlusconi mi disse: devi mentire, ti coprirò d&#8217;oro. E sotto il faccione del premier preoccupato la pubblicità suggerisce: &#8220;Bruciore di stomaco?&#8221; E sì, un po&#8217;.</p>
<p>Mercoledì, resoconto del Consiglio. Si parte con l’inno di Mameli e si chiude con Palese sotto scorta. Le minacce dei precari delle Asl in via Capruzzi spingono il capogruppo del Pdl a tornare a casa in compagnia della Digos. Fitto prosciolto dalle accuse di concussione e associazione a delinquere e l’arrivo di gelo e neve, tra i temi del giorno. Fuor di casa, domina ancora la voce del presidente del Consiglio. &#8220;Dimettermi? Siete matti, io mi diverto&#8221;. Beato lui. Il giorno dopo Ruby smentisce tutto. Dal salotto di Alfonso Signorini. Venerdì, sul fronte pugliese preoccupa ancora l’influenza: la quinta vittima del virus H1N1 aveva solo 17 mesi. Mentre Vendola (incoronato anti-premier dal Washington Post) va a Roma per sostenere la manifestazione dei precari della sanità, a Bari è tutto pronto per Il Bif&amp;st. La seconda edizione del Bari international film e tv festival vedrà proiettati 308 titoli tra pellicole in concorso e retrospettive, dedicate tra le altre a Giuseppe Tornatore. Giornali fotocopia sul fronte nazionale dove tutti aprono con le parole del Vaticano: serve più moralità e legalità. È la &#8220;condanna&#8221; di Bertone, per l’invidia dei magistrati.</p>
<p><strong>Alessandra Erriquez</strong></p>
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		<title>Qualità della vita, Trento batte tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 14:56:28 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In quale città d&#8217;Italia si vive meglio? E, soprattutto, quali fattori rendono migliore la qualità della nostra vita? A rispondere ci prova uno studio congiunto di Italia Oggi e dell&#8217;Università La Sapienza, dal quale emerge un Nord più vivibile del Sud, con Trento che torna sul podio più alto delle province italiane per qualità della vita; e Napoli che continua ad essere la peggiore di tutte, simbolo di un Mezzogiorno che fa segnare quasi un tonfo.</p>
<p><span id="more-1208"></span></p>
<p>Se la passano bene le province delle grandi realtà urbane: Torino e Roma  svettano e guadagnano rispettivamente 40 e 25 posizioni rispetto all&#8217;anno scorso. </p>
<p>L&#8217;indagine sulle province italiane, ha valutato la qualità della vita analizzando 9 voci: ambiente, affari e lavoro, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.</p>
<p>Trento, provincia autonoma e reginetta del mitico nord-est, sopravanza tutte le altre realtà territoriali facendo il bis del 2002, imponendosi nella top ten su Mantova, Belluno, Bolzano, Pordenone, Siena, Cuneo, Sondrio, Aosta e Parma. La prima posizione della provincia di Trento per qualità della vita, sottolineano gli autori dell&#8217;indagine, si spiega con le buone performance archiviate negli ambiti affari e lavoro, ambiente, popolazione e servizi finanziari e scolastici.</p>
<p>Da sottolineare anche la grande rincorsa della provincia di Pordenone, quinta, che rispetto all&#8217;anno scorso recupera addirittura 32 posizioni; allo stesso modo di Aosta, risalita di 34 posti. Come nel 2009 anche quest&#8217;anno è la provincia di Napoli a occupare il posto di fanalino di coda della classifica, simbolo tuttavia di un Mezzogiorno &#8211; viene sottolineato &#8211; che fa segnare un ulteriore arretramento, cancellando i buoni risultati del 2009, quando era emerso un gruppo di province con caratteristiche omogenee (Campobasso, Foggia, Bari, Potenza e Matera) in cui la qualità della vita veniva giudicata accettabile.</p>
<p>In termini complessivi, informa l&#8217;indagine, le province in cui la qualità della vità è buona o accettabile sono 55 (contro le 57 dell&#8217;anno scorso); le realtà in cui è invece scarsa o insufficiente sono 48 (2 nel Nord-Ovest, 1 nel Nord-Est, 9 nel Centro e ben 36 nell&#8217;Italia meridionale e insulare). E, come accennato, proprio quest&#8217;ultimo dato sembra essere uno dei punti clou dell&#8217;indagine, evidenzia infatti una tendenza del nostro Meridione che nell&#8217;arco di un anno ha visto peggiorare le proprie performance in ordine sparso: da Agrigento a Crotone, da Brindisi a Salerno, passando per Foggia, Oristano, Catanzaro, Catania, Benevento e Sassari. Nelle province delle grandi città saltano agli occhi i casi di Roma, che raggiunge il 57esimo posto recuperando ben 25 posizioni, e anche Torino, ferma al 51esimo dopo aver recuperato ben 40 gradini; in terreno positivo anche Milano, fotografata al 49esimo posto (+5). Di segno diverso Bologna (21esima, -6), Firenze (13esima, -13) e Venezia (52esima, -11).</p>
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		<title>Fitto alla Puglia: “Ospitate i rifiuti della Campania”</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 15:56:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un altro dei tocchi di classe che lo contraddistinguono, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, chiedera&#8217; alla Puglia di accogliere parte dei rifiuti della Campania. Il governo, ancora una volta, si ricorda della Puglia solo quando ha bisogno di rimediare alla sua incapacità. Intanto, negli ultimi giorni, ha ostacolato in mille maniere la regione guidata dal Niki Vendola, il maggiore antagonista di Berlusconi.  <span id="more-724"></span></p>
<p>Fra le mille scorrettezze istituzionali del governo, ricordiamo l&#8217;impugnazione della legge con la quale la Puglia si opponeva  al nucleare. La Puglia presentò ricorso alla Consulta ma quanche giorno fa la Corte Costituzionale lo ha respinto, ponenedo le basi per l&#8217;installazione del nucleare nel tacco d&#8217;Italia, più volte indicato come sito ideale. E forse Fitto, insieme a tutto il governo nazionale, avrà pensato che accanto alle centrali  nucleari ci starebbe davvero bene anche qualche migliaio di sacchetti  dell&#8217;immondizia.</p>
<p>Tuttavia, dalla Puglia non si è fatta attendere la risposta del suo assessore all&#8217;Ambiente, Lorenzo Nicastro, che pochi minuti fa ha dichiarato: &#8221;Noi alla Regione Campania, al Governo e alla Protezione civile abbiamo gia&#8217; detto che non c&#8217;e&#8217; la nostra disponibilita&#8221;&#8217;. &#8221;Condividiamo &#8211; ha detto Nicastro &#8211; il principio di responsabilità nazionale, ma questo principio deve valere anche per le regioni del Nord che invece non vogliono i rifiuti campani&#8221;. Il principio di solidarieta&#8217; nazionale &#8211; ha sottolineato &#8211; &#8221;non puo&#8217; valere solo per le regioni del Sud che vengono chiamate in causa solo quando si tratta di chiedere loro una mano, e che sono invece penalizzate su tutte le altre questioni&#8221;. &#8221;Peraltro &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; le regioni del Sud sono sempre indicate, in maniera estemporanea e senza motivo, sempre a rischio emergenza rifiuti: allora &#8211; ha rilevato &#8211; lasciateci con i nostri rischi, quelli che ci sono e quelli che non ci sono, e non aggiungetene altri&#8221;. &#8221;Questo ci sembra davvero &#8211; ha stigmatizzato Nicastro &#8211; una contraddizione&#8221;. &#8221;Noi &#8211; ha ricordato &#8211; come Puglia abbiamo gia&#8217; dimostrato la nostra solidarieta&#8217;, due anni fa, accogliendo 50mila tonnellate di rifiuti della Campania. Ma le regioni sono 20 e ce ne sono altre al Centro-Nord che fanno parte dell&#8217;Italia&#8221;. &#8221;Il principio di solidarieta&#8217; nazionale che noi ovviamente condividiamo &#8211; ha chiesto infine &#8211; vale anche per Lombardia, Sicilia e Veneto?&#8221;.</p>
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		<title>“Benvenuti al Sud” dove nulla è come sembra</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 13:56:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;Italia in cui viviamo c&#8217;è bisogno di un film per riscoprire il vero volto del Sud. Al milanese Bisio e al napoletano Siani il compito di accompagnarci lungo il cammino della verità.<span id="more-557"></span></p>
<p>Entro in sala cinematografica semibuia un po’ diffidente chiedendomi il perche’ di tanto successo di questo film, Benvenuti al Sud, ovvero un esilarante commedia tragi-comica, uno spaccato di realta’ di un’Italia divisa in due da falsi miti e pregiudizi; “Terrun” , “Polenton”, etc, etc…<br />
Il perche’ mi appare quasi subito chiaro: da Milano a Casalabate (Napoli) un viaggio, un trasferimento forzato per lavoro, che appare fin da subito, al protagonista (Claudio Bisio) uno spostamento epocale, surreale, ma soprattutto una sorta di trasferimento nella terra di nessuno: mafia, camorra, scippi, donne grasse “brut e pelose”…insomma una fantasia esagerata, applicata ad un Sud che ad un milanese sembra invece una realta’ consolidata per qualche stereotipo di troppo inculcato strumentalmente, sempre piu’ negli ultimi anni, per divergenze utili ad una certa logica politica.<br />
Ma c’è dell’altro, naturalmente! Il film rivela una “presa in giro” del Sud e del Nord insieme, di abitudini e di modi di fare, di dire, abissalmente differenti, conditi da un sano umorismo, quello di Bisio e di Siani, che sdrammatizzano ogni cosa trasformandola pian piano in qualcosa di appassionante: un rapporto appassionato tra due “mondi” apparentemente diversi che, invece, appartengono ad una solo Paese: l’Italia.<br />
Risate a “go go” fin dalla prima scena. Ma il merito di questa semplice e geniale pellicola sta tutto nel ricostruire un filo conduttore tra due universi apparentemente distanti in un escalation tragi-comica che conduce, inconsapevolmente,  lo spettatore ad una riappacificazione con stesso e con il mondo, fino ad un finale sorprendente e affatto scontato che induce ad un sano ottimismo.<br />
Uscire da una sala cinematografica sereni, e di buon umore, in pace con il mondo, diversamente da come si e’ entrati, e’ una magia chiamata ancora “arte”. In altre parole, assolutamente da vedere per tutti, in particolare per chi ha deciso di fare pace con il mondo!<br />
<strong><br />
Celeste Morea</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3JtQfHPPGS8&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/3JtQfHPPGS8&amp;feature"></embed></object></p>
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		<title>Sarah abusata una seconda volta, dalla TV</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 17:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sembra vergognoso, e quanto mai inopportuno, che Barbara D’Urso, nella sua trasmissione Domenica5, consenta ai suoi ospiti di strumentalizzare la terribile vicenda dell’omicidio della piccola Sarah Scazzi, per gettare fango sulle persone che vivono al Sud.<span id="more-430"></span></p>
<p>Ora vi raccontiamo cosa è accaduto nella puntata di domenica 17 ottobre. In studio c’è il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, la quale si assume la responsabilità di sostenere in diretta, davanti a milioni di italiani, che al Sud le donne non denunciano casi di abusi sessuali o di stalking (quest’ultimo non capiamo davvero cosa c’entri con la vicenda di Sarah) a causa di una cultura retrograda dei meridionali che, non c’è dubbio per il sottosegretario, metterebbero ai margini della società le donne che si rivolgono alle autorità per liberarsi dal mostro che le perseguita.Infatti al Nord, insiste il sottosegretario, sono molte di più le denunce di stalking.<br />
Ragionando, non possiamo fare a meno di notare alcune cose. Cominciamo dal fatto che Sarah non era vittima di stalking, e passiamo all’assurdo rapporto tra il numero delle denunce con la cultura del posto in cui queste vengono presentate. Al Nord, probabilmente, le denunce sono maggiori perché i casi di stalking o molestie sessuali sono maggiori. E, poi, ricordiamo alla Casellati che il numero verde anti-stalking (lo hanno scoperto le Iene) rifiutava le chiamate degli uomini. Perché, è questo il caso di una vera forma di cultura retrograda, il ministero delle Pari Opportunità riteneva che solo le donne potessero essere vessate dagli uomini. E non viceversa. Dopo un intervento del giornalista delle Iene, forse, le pari opportunità saranno state ristabilite.<br />
Ma torniamo a Domenica 5: subito dopo gli applausi scroscianti ricevuti dal sottosegretario anti-meridionalista, interviene una signora per dire: “Io sono pugliese, delle parti di Sarah, e confermo che se una donna del Sud denuncia viene emarginata”. “Non diciamo cazzate – dice tra ulteriori applausi – non diciamo cazzate”. Considerando che in Tv nulla accade davvero per caso, nonostante vogliano farci credere il contrario, ci potremmo porre interrogativi inquietanti.</p>
<p>In favore della D’urso, tuttavia, dobbiamo rilevare prima il suo tentativo di richiamare all’ordine la sboccata donna del pubblico, e poi anche quello precedente in cui ha provato a far ragionare i giornalisti corrispondenti da Avetrana, secondo i quali &#8216;certe cose&#8217;  accadono maggiormente al Sud.</p>
<p>Non avevamo dubbi sui legami ideologici del governo con le teorie razziste della Lega, ma chiediamo almeno un po’ di rispetto per la morte della piccola Sarah. Speriamo solo non si arrivi a dire, e sarebbe davvero gravissimo, che Sarah se l’è andata a cercare.</p>
<p>Vorremmo ricordare ai giornalisti distratti e alle conduttrici poco attente ai loro ospiti, che la Puglia è forse l&#8217;unica regione in cui si sta facendo davvero qualcosa per migliorare la condizione delle donne che in Italia, non certo solo al Sud, le vede ancora ai margini del mondo del lavoro, della politica, e dell&#8217;associazionismo. Non dimentichiamo che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato il primo a comporre una Giunta con 7 uomini e 7 donne. E in Puglia c&#8217;è la prima esperienza di un asilo nido pubblico in un aeroporto, dedicato non solo alle donne che lavorano nell&#8217;aerostazione ma anche alle famiglie che vi abitano vicino.</p>
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		<title>In crisi anche la Green economy?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la scusa della crisi, si manda a monte l’economia verde. Vediamo come. Il governo ha messo a punto una manovra economica che, secondo il ministro dell’economia Tremonti, servirà a rimettere in ordine i conti pubblici. Farà risparmiare allo Stato 25 miliardi euro, ma costerà ai cittadini italiani altrettanti soldoni. In particolare saranno quelli del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la scusa della crisi, si manda a monte l’economia verde. Vediamo come.<span id="more-97"></span></p>
<p>Il governo ha messo a punto una manovra economica che, secondo il ministro dell’economia Tremonti, servirà a rimettere in ordine i conti pubblici. Farà risparmiare allo Stato 25 miliardi euro, ma costerà ai cittadini italiani altrettanti soldoni. In particolare saranno quelli del Sud a pagare il prezzo più alto.</p>
<p>Questa manovra prevede, tra l’altro, che gli enti locali non possano sforare il Patto di stabilità. Cioè non possano prelevare più una certa somma di denaro all’anno dalle proprie casse, pur avendone in quantità sufficienti a disposizione. Per esempio un Comune non può dare i contributi per l’alloggio alle famiglie meno abbienti, anche se ha i soldi per farlo.</p>
<p>Ma quali saranno le conseguenze? Una delle tante, che ci preoccupa particolarmente perché in Puglia vogliono costruire le centrali nucleari, è quella che riguarda la riduzione degli investimenti nella green economy, cioè nella economia non inquinante. Settore, questo, in cui la Puglia è già all’avanguardia in Europa con la produzione di energie pulite da fonti rinnovabili.</p>
<p>Flavio Moroni, delegato alla tutela del territorio per l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), ha quindi fatto una proposta: “Per accelerare gli investimenti nel settore della green economy sarebbe necessario che quegli interventi fossero esclusi dal Patto di stabilità”.</p>
<p>“I Comuni – prosegue Moroni &#8211; sono particolarmente sensibili in tema di valorizzazione e salvaguardia ambientale e di diffusione di pratiche di risparmio energetico. Ma per i sindaci, sempre impegnati per la sicurezza e salute dei cittadini, i problemi non mancano a cominciare dalle risorse”.</p>
<p>Secondo il responsabile Ambiente dell’Anci “i Comuni dovrebbero avere la possibilità di attrarre investimenti nel proprio territorio. Ma purtroppo &#8211; denuncia &#8211; manca una normativa nazionale di riferimento, sono state varate normative regionali che hanno creato una grave situazione di disparità nelle possibilità di investimento sul territorio nazionale. È invece necessario creare una situazione di omogeneizzazione delle normative sul fronte di investimenti e di nuova occupazione”.</p>
<p>Si calcola che se venissero fatti interventi solo sull’efficientamento energetico degli immobili, con una media di 50-100mila euro per edificio, in un anno si potrebbero creare circa 150mila nuovi posti di lavoro.  E i buoni esempi in tal senso non mancano, come il Patto dei sindaci lanciato dalla Commissione europea per coinvolgere attivamente le città nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale.</p>
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